Xelevia: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Xelevia: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 3 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina effetti collaterali, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAXelevia 250 mg
  2. 2 Scheda tecnica AIFAXelevia 100 mg
  3. 3 Scheda tecnica AIFAXelevia 50 mg
  4. 4 BugiardinoXelevia
  5. 5 Effetti collateraliXelevia
  6. 6 Riassunto EPAR EMAXelevia (sitagliptin)

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Xelevia è un farmaco a base di sitagliptin, un inibitore della DPP-4 disponibile in compresse da 25, 50 e 100 mg. È usato negli adulti con diabete mellito di tipo 2 per migliorare il controllo della glicemia, da solo o in associazione con altri antidiabetici, sempre insieme a dieta ed esercizio fisico.[1, 2, 3, 6] Prima di usarlo è importante sapere che è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, non deve essere usato nel diabete di tipo 1 o nella chetoacidosi diabetica, e non deve essere usato in gravidanza o durante l’allattamento.[1, 2, 3, 4] La dose standard negli adulti è 100 mg una volta al giorno, ma nei pazienti con funzione renale ridotta la dose va diminuita secondo la scheda tecnica; nelle formulazioni disponibili, le compresse da 25 mg, 50 mg e 100 mg contengono la stessa sostanza attiva ma in quantità diverse.[1, 2, 3, 4]

A cosa serve

Xelevia è indicato negli adulti con diabete mellito di tipo 2 per migliorare il controllo glicemico. Può essere usato in monoterapia quando dieta ed esercizio fisico non bastano e la metformina non è adatta per controindicazioni o intolleranza. Può essere usato anche in associazione con metformina, una sulfonilurea, un agonista PPAR-gamma come un tiazolidinedione, oppure in triplice terapia con metformina e una sulfonilurea o con metformina e un agonista PPAR-gamma. È inoltre indicato come aggiunta all’insulina, con o senza metformina, quando una dose stabile di insulina non è sufficiente.[1, 2, 3, 6]

Xelevia appartiene alla classe degli inibitori della dipeptidil peptidasi-4, o DPP-4. Il suo effetto si basa sull’aumento delle incretine attive, ormoni che favoriscono il rilascio di insulina quando la glicemia è normale o alta e riducono la secrezione di glucagone, contribuendo così a ridurre la glicemia.[2, 3, 6]

Formulazioni e come si usa

Xelevia è disponibile come compresse rivestite con film da 25 mg, 50 mg e 100 mg di sitagliptin. Le compresse da 25 mg, 50 mg e 100 mg differiscono per il dosaggio, non per il principio attivo.[1, 2, 3, 6]

Formulazione Dose usuale nell’adulto Dose massima giornaliera riportata in scheda
Xelevia 25 mg la dose va scelta in base alla funzione renale; nei pazienti con GFR da ≥ 15 a < 30 mL/min o con ESRD è 25 mg una volta al giorno 25 mg al giorno in questa fascia di funzione renale[1, 2, 3]
Xelevia 50 mg la dose va scelta in base alla funzione renale; nei pazienti con GFR da ≥ 30 a < 45 mL/min è 50 mg una volta al giorno 50 mg al giorno in questa fascia di funzione renale[1, 2, 3]
Xelevia 100 mg 100 mg una volta al giorno 100 mg al giorno[2, 3]

Quando Xelevia è usato con metformina e/o con un agonista PPAR-gamma, la dose di questi medicinali deve essere mantenuta. Se è usato con una sulfonilurea o con insulina, può essere considerata una dose più bassa di questi ultimi per ridurre il rischio di ipoglicemia. Se una dose viene dimenticata, va assunta appena il paziente se ne ricorda, senza prendere una dose doppia nello stesso giorno. Xelevia può essere assunto indipendentemente dai pasti.[1, 2, 3, 4]

Nella compromissione renale lieve o moderata con GFR da ≥ 45 mL/min non è richiesto adattamento della dose; sotto questo valore la dose va ridotta secondo le fasce riportate nella scheda tecnica. Prima di iniziare il trattamento e poi periodicamente è raccomandata la valutazione della funzionalità renale. Nella compromissione epatica lieve o moderata non è necessario un adattamento; in caso di compromissione epatica severa la scheda tecnica segnala che Xelevia non è stato studiato e invita a usare cautela. Negli anziani non è richiesto adattamento della dose.[1, 2, 3]

Nei bambini e negli adolescenti la scheda tecnica segnala che sitagliptin non deve essere usato tra 10 e 17 anni per efficacia insufficiente e che non è stato studiato sotto i 10 anni; il foglietto illustrativo riporta che sotto i 18 anni non deve essere usato.[1, 2, 3, 4]

Controindicazioni e avvertenze

Xelevia è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2, 3]

Xelevia non deve essere usato nel diabete di tipo 1 né per il trattamento della chetoacidosi diabetica. La scheda tecnica segnala anche il rischio di pancreatite acuta con gli inibitori DPP-4: se si sospetta pancreatite, il trattamento deve essere interrotto; se la diagnosi viene confermata, Xelevia non deve essere ripreso. Va usato con cautela nei pazienti con una storia di pancreatite.[1, 2, 3, 4]

Sono state segnalate gravi reazioni di ipersensibilità, comprese anafilassi, angioedema e patologie esfoliative della cute, inclusa la sindrome di Stevens-Johnson. In caso di sospetta reazione di ipersensibilità, il trattamento va interrotto e devono essere valutate altre cause e una terapia alternativa per il diabete. Sono stati anche riportati casi di pemfigoide bolloso.[1, 2, 3, 4, 5]

Con la compromissione renale la dose va ridotta per ottenere concentrazioni plasmatiche simili a quelle dei pazienti con funzione renale normale.[1, 2, 3]

Interazioni

La scheda tecnica indica che il rischio di interazioni clinicamente significative è limitato. Tuttavia, nei pazienti con compromissione renale severa o ESRD, potenti inibitori del CYP3A4 come chetoconazolo, itraconazolo, ritonavir e claritromicina possono alterare la farmacocinetica di sitagliptin. Il trasporto di sitagliptin mediato da OAT3 può essere inibito dal probenecid, ma il rischio clinico è considerato limitato.[1, 2, 3]

La somministrazione concomitante con metformina non ha alterato in modo significativo la farmacocinetica di sitagliptin. Nel foglietto illustrativo è segnalata anche l’attenzione con digossina, per la quale può essere necessario controllare i livelli ematici se assunta insieme a Xelevia.[1, 2, 3, 4]

Gravidanza e allattamento

Xelevia non deve essere usato durante la gravidanza perché non vi sono dati adeguati sull’uso nell’uomo e gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva ad alte dosi. Non deve essere usato neppure durante l’allattamento, perché non è noto se passi nel latte umano e negli animali è stato osservato nel latte materno.[1, 2, 3, 4]

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse gravi segnalate comprendono pancreatite e reazioni di ipersensibilità. L’ipoglicemia è stata osservata soprattutto quando Xelevia è usato con sulfonilurea o insulina.[1, 2, 3, 5]

Tra gli effetti indesiderati elencati in scheda tecnica figurano cefalea, capogiro, stipsi, prurito, trombocitopenia, malattia polmonare interstiziale, vomito, pancreatite acuta, angioedema, orticaria, vasculite cutanea, patologie cutanee esfoliative, pemfigoide bolloso, artralgia, mialgia, dolore dorsale, artropatia, funzionalità renale compromessa e insufficienza renale acuta. Alcuni di questi eventi hanno frequenza non nota perché identificati soprattutto nel post-marketing.[1, 2, 3, 5]

Studi principali

Nel riassunto EPAR dell’EMA Xelevia è stato studiato in nove studi su quasi 6.000 pazienti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato. Negli studi in monoterapia, Xelevia ha ridotto l’HbA1c dello 0,48% dopo 18 settimane e dello 0,61% dopo 24 settimane, mentre con placebo l’HbA1c è aumentata dello 0,12% e dello 0,18%. In aggiunta a metformina, la riduzione dell’HbA1c è stata dello 0,67% contro lo 0,02% con placebo; in aggiunta a pioglitazone, dello 0,85% contro lo 0,15% con placebo.[6]

Nei confronti diretti, l’efficacia dell’aggiunta di Xelevia a metformina è risultata simile a quella di glipizide, mentre in monoterapia Xelevia e metformina hanno ottenuto riduzioni analoghe di HbA1c, anche se Xelevia è risultata leggermente meno efficace di metformina. Negli altri studi, l’aggiunta di Xelevia a glimepiride ha ridotto l’HbA1c dello 0,45% contro un aumento dello 0,28% con placebo; con metformina e rosiglitazone la riduzione è stata dell’1,03% contro lo 0,31% con placebo; con insulina la riduzione è stata dello 0,59% contro lo 0,03% con placebo.[6]

Domande frequenti

Xelevia si può prendere con il cibo? Sì, può essere assunto indipendentemente dai pasti.[1, 2, 3, 4]

Qual è la dose abituale negli adulti? La dose è 100 mg una volta al giorno, salvo adattamenti per la funzione renale.[1, 2, 3, 4]

Xelevia causa spesso ipoglicemia da solo? Negli studi, in monoterapia l’incidenza di ipoglicemia era simile a quella del placebo; il rischio aumenta soprattutto se è associato a insulina o sulfonilurea.[1, 2, 3]

Chi deve evitare Xelevia? Non deve essere usato in caso di ipersensibilità al farmaco o agli eccipienti, nel diabete di tipo 1, nella chetoacidosi diabetica, in gravidanza e durante l’allattamento.[1, 2, 3, 4]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Xelevia 250 mg: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.