L’arrivo dei nuovi JAK-inibitori orali ha cambiato la gestione dell’alopecia areata severa, ma la selezione dei pazienti e la valutazione del rischio restano complesse. Il punto critico è evitare sia l’uso eccessivo in forme a prognosi favorevole sia il ritardo terapeutico nei casi moderato-gravi ad alto impatto. Nel 2026 il quadro regolatorio comprende tre farmaci approvati a livello internazionale e più molecole in sviluppo avanzato.
Quando considerare un JAK-inibitore in alopecia areata moderata-severa
La scelta di un JAK-inibitore in alopecia areata si pone soprattutto nelle forme moderato-severe con punteggio di gravità SALT (Severity of Alopecia Tool) pari o superiore a 50, quindi con almeno il 50% di perdita dei capelli del cuoio capelluto. Questa soglia è stata utilizzata come criterio di inclusione sia nel trial ALLEGRO con ritlecitinib sia nel programma UP-AA con upadacitinib. Rappresenta quindi un riferimento pratico anche nella selezione clinica attuale.
Oltre all’estensione, contano la durata della malattia, la presenza di varianti come alopecia totalis o universalis e l’impatto psicologico e funzionale riferito dal paziente. Nei trial pivotal su ritlecitinib e baricitinib sono stati arruolati soggetti con almeno il 50% di perdita al basale. Molti avevano già mostrato fallimento o risposta insufficiente a corticosteroidi sistemici, immunosoppressori o terapie locali. Questa popolazione corrisponde ai casi che, nella pratica, pongono il maggior bisogno di opzioni mirate.
Un elemento chiave per il 2026 è l’ampliamento dell’età trattabile con farmaci target. Secondo un protocollo autorizzato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), ritlecitinib è indicato dal 15 settembre 2023 per l’alopecia areata severa in adulti e adolescenti dai 12 anni. Anche baricitinib è autorizzato in Europa per l’alopecia areata severa in pazienti adulti e adolescenti a partire dai 12 anni. I trial con upadacitinib hanno comunque incluso adolescenti dai 12 ai 17 anni, definendo un profilo di efficacia in questa fascia, anche se l’uso clinico standard rimane concentrato sulle molecole già approvate.
Va considerato anche il fenotipo di alopecia e l’eventuale coesistenza di altre patologie infiammatorie cutanee o sistemiche. In presenza di alopecie cicatriziali o quadri misti è cruciale una diagnosi tricologica accurata, come discusso negli approfondimenti su alopecie cicatriziali e microbioma. I JAK-inibitori sono sviluppati specificamente per la forma non cicatriziale autoimmune e non per la perdita di capelli secondaria ad altre condizioni.
Efficacia e sicurezza: cosa emerge dagli studi clinici di fase avanzata
Una meta-analisi sistematica pubblicata nel 2026 riporta che, nel 2024, solo due JAK-inibitori orali, baricitinib e ritlecitinib, risultavano approvati in Stati Uniti, Unione Europea, Canada, Cina e Giappone per l’alopecia areata severa, confermando in quella fase il loro ruolo centrale rispetto alle molecole emergenti. In seguito la Food and Drug Administration statunitense ha autorizzato anche deuruxolitinib per l’alopecia areata severa. La stessa analisi documenta una ricrescita clinicamente significativa di capelli, sopracciglia e ciglia negli adulti e negli adolescenti con forme moderato-gravi, con tassi di risposta crescenti ai timepoint più tardivi del follow-up.
Per baricitinib, gli studi BRAVE-AA1 e BRAVE-AA2 hanno valutato dosi orali di 2 mg e 4 mg una volta al giorno in adulti con alopecia areata severa. L’analisi a 104 settimane mostra che il mantenimento del trattamento per 104 settimane si associa a un incremento progressivo dei tassi di controllo della malattia. Questo dato supporta una strategia a lungo termine quando i benefici clinici sono documentati. La pubblicazione di BRAVE-AA1 del 2024 descrive anche gli esiti di sospensione e ritrattamento, utili per pianificare eventuali interruzioni programmate.
Ritlecitinib è stato studiato in modo esteso nel trial ALLEGRO di fase 2b/3, che ha incluso 718 pazienti con almeno il 50% di perdita di capelli del cuoio capelluto al basale. Una quota maggiore di partecipanti trattati rispetto al placebo ha riportato miglioramenti nella crescita dei capelli, misurati con lo strumento AAPPO per gli esiti riferiti dal paziente. Questo dato evidenzia un impatto rilevante anche sulla percezione soggettiva della malattia. L’indicazione EMA dal 2023 per adulti e adolescenti riflette questi risultati di efficacia e la valutazione positiva del rapporto beneficio rischio.
Accanto ai farmaci già autorizzati, diversi JAK-inibitori e modulatori correlati sono in sviluppo avanzato. I trial globali UP-AA1 e UP-AA2, condotti tra il 2023 e il 2025, hanno randomizzato adolescenti e adulti tra 12 e 63 anni con punteggio SALT almeno pari a 50 a upadacitinib o placebo. Altre molecole, come deuruxolitinib (JAK1/JAK2) nello studio THRIVE-AA1 e l’inibitore selettivo di TYK2 deucravacitinib in uno studio di fase II di 24 settimane, suggeriscono ulteriore diversificazione dell’arsenale terapeutico. Nel 2026 deuruxolitinib è già approvato negli Stati Uniti per l’alopecia areata severa, mentre altre indicazioni restano in valutazione.
Confronto con le terapie tradizionali: corticosteroidi, immunosoppressori e fototerapia
L’introduzione dei JAK-inibitori non ha reso obsolete le terapie tradizionali per alopecia areata, ma ne ha ridefinito il posizionamento. Nelle forme limitate o a chiazze singole restano ampiamente utilizzati i corticosteroidi topici di potenza medio-alta e le infiltrazioni intralesionali, talora associati a immunoterapia topica. Prodotti contenenti metilprednisolone aceponato, come Advantan, mantengono un ruolo nelle forme localizzate e in percorsi stepwise, come discusso nell’analisi su corticosteroidi topici e nuove terapie. L’obiettivo è soprattutto limitare l’esposizione sistemica.
Nelle forme moderate-gravi estese, l’esperienza storica con immunosoppressori sistemici come metotrexato, ciclosporina e azatioprina ha mostrato una certa efficacia. Questa efficacia si associa però spesso a tossicità ematologica, renale o epatica e a una gestione complessa del monitoraggio. Un trial controllato del 2024 ha confrontato tofacitinib con azatioprina in pazienti con alopecia areata e varianti con almeno il 50% di perdita di capelli, offrendo un confronto indiretto fra un JAK-inibitore e un classico citotossico. La valutazione condivisa di questi dati orienta verso un impiego preferenziale delle molecole target nei quadri refrattari con adeguata selezione del rischio.
La fototerapia resta una opzione in alcuni centri per forme diffuse, ma la necessità di molteplici sedute, la variabilità di risposta e i dubbi sul rapporto costo beneficio ne limitano l’uso sistematico. Rispetto a questi approcci, i JAK-inibitori offrono un meccanismo d’azione patogenetico più mirato sull’asse citochinico JAK-STAT, con evidenze di efficacia che coinvolgono anche sopracciglia e ciglia. Queste sedi non sono sempre risponsivi alle terapie tradizionali. La scelta tra terapia sistemica convenzionale e JAK-inibitore si lega quindi alla severità, alla rapidità di risposta richiesta e al profilo di rischio individuale.
È rilevante anche il confronto tra i diversi JAK-inibitori già approvati. Una revisione sistematica con confronti indiretti pubblicata nel 2025 non ha evidenziato differenze significative tra ritlecitinib 50 mg e baricitinib 4 mg in termini di proporzione di pazienti che raggiungono SALT pari o inferiore a 10 o a 20 alla settimana 24. Ciò suggerisce una efficacia globalmente comparabile. Le differenze regolatorie di età e le peculiarità del profilo di sicurezza, incluse le comunicazioni EMA su Litfulo, orientano la scelta in base alle caratteristiche del singolo paziente e al contesto prescrittivo nazionale.
Accesso, monitoraggio e gestione del rischio infettivo e cardiovascolare
Secondo la meta-analisi pubblicata su PubMed Central, nel 2024 baricitinib e ritlecitinib erano gli unici due JAK-inibitori approvati per alopecia areata severa a livello internazionale. Questo dato semplificava il quadro regolatorio in quella fase ma non eliminava le criticità di accesso, ancora oggi condizionato da criteri nazionali di rimborsabilità e da percorsi prescrittivi specialistici. Gli studi indicano dosi orali giornaliere di 2–4 mg per baricitinib e schemi specifici per ritlecitinib, che richiedono un monitoraggio strutturato di parametri ematologici, epatici e metabolici fin dall’inizio della terapia.
La sicurezza epatica è un tema centrale nello sviluppo dei nuovi JAK-inibitori per alopecia areata. La revisione dell’istanza di autorizzazione all’immissione in commercio di deuruxolitinib da parte della Food and Drug Administration sottolinea il potenziale rischio di danno epatico indotto dal farmaco e la presenza di aumenti degli enzimi epatici tra le avvertenze in etichetta. Il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto include anche un boxed warning su infezioni gravi, eventi cardiovascolari, trombosi e neoplasie. In parallelo, l’EMA ha emesso nel 2026 una comunicazione diretta agli operatori sanitari su Litfulo, con aggiornamenti di sicurezza rilevanti per l’uso clinico di ritlecitinib, che richiedono particolare attenzione a eventi infettivi, cardiovascolari e trombotici durante il follow-up.
I trial UP-AA, THRIVE-AA e ALLEGRO includono in genere un set standardizzato di esami pre-trattamento e di controlli periodici, che rappresentano un modello per la pratica: emocromo con formula, transaminasi, profilo lipidico e markers per infezioni latenti sono tipicamente valutati prima di iniziare il trattamento e monitorati in corso di terapia. In caso di fattori di rischio cardiovascolare o di anamnesi positiva per trombosi, il clinico tende a ponderare con maggiore cautela l’uso prolungato. Pesano anche gli avvertimenti che, per altri JAK-inibitori in ambito reumatologico, hanno portato a raccomandazioni restrittive da parte delle agenzie regolatorie internazionali.
La gestione del rischio infettivo include la verifica del calendario vaccinale e l’eventuale completamento di immunizzazioni raccomandate prima di iniziare farmaci immunomodulanti, oltre al monitoraggio di segni precoci di infezione in corso di terapia. Nei soggetti con alopecia areata che già assumono altri trattamenti sistemici per comorbilità autoimmuni, l’introduzione di un JAK-inibitore richiede una valutazione multidisciplinare. In questi contesti può essere utile considerare anche l’impatto di altri farmaci immunomodulanti sulla caduta dei capelli, come discusso nell’analisi su alopecia e farmaci biologici. Questo approccio aiuta a distinguere il contributo della malattia da quello iatrogeno.
Prospettive 2026 e implicazioni pratiche
Nel 2026 il panorama dei JAK-inibitori per alopecia areata è caratterizzato da tre farmaci già approvati a livello internazionale: baricitinib, ritlecitinib e deuruxolitinib. È presente anche un numero crescente di molecole in sviluppo, tra cui upadacitinib e deucravacitinib, oltre a strategie alternative come i modulatori dei recettori S1P. Lo studio di fase 2 con etrasimod non ha raggiunto l’endpoint primario in alopecia areata. Questo risultato contribuisce a definire i limiti di tale strategia, mentre le terapie sistemiche approvate restano JAK-inibitori a bersaglio molecolare specifico per l’alopecia areata severa.
Per la pratica clinica, questi dati si traducono in alcune implicazioni concrete. Nelle forme localizzate rimane ragionevole un approccio graduale con corticosteroidi topici e terapie locali, come discusso anche nell’approfondimento su alopecia areata a chiazze. Nelle forme moderato-gravi con SALT elevato e impatto psicosociale marcato, i JAK-inibitori autorizzati diventano opzioni cardine. La valutazione tiene conto delle comorbilità e delle preferenze del paziente, con un’informazione chiara sui possibili eventi avversi e sulla probabile necessità di terapia protratta.
La gestione a lungo termine include anche decisioni su eventuali tentativi di riduzione o sospensione della terapia. Gli studi su baricitinib evidenziano che il mantenimento della risposta fino a 104 settimane è legato alla continuità del trattamento, mentre dati su sospensione e ritrattamento mostrano possibili ricadute. Questo aspetto va discusso con il paziente già all’avvio della cura. In parallelo, le comunicazioni regolatorie su ritlecitinib ricordano che il profilo di sicurezza è dinamico e aggiornato alla luce dei dati di farmacovigilanza. È quindi opportuno verificare periodicamente le note di agenzie come EMA e FDA.
Per chi si occupa di tricologia, medici di medicina generale e farmacisti, la sfida nei prossimi anni sarà integrare queste terapie mirate in percorsi condivisi e sostenibili. È cruciale selezionare in modo accurato i pazienti candidabili e mantenere un monitoraggio stretto di efficacia e sicurezza. Una panoramica ragionata dei casi in cui i JAK-inibitori possono rappresentare un cambio di paradigma rispetto a corticosteroidi sistemici e immunosoppressori tradizionali è approfondita anche nell’analisi su alopecia areata grave e JAK-inibitori. Questo tipo di sintesi aiuta a contestualizzare le scelte terapeutiche quotidiane.
La rapida evoluzione delle evidenze su efficacia e sicurezza, insieme agli aggiornamenti regolatori, rende necessario un aggiornamento costante dei protocolli interni e dei criteri di selezione dei pazienti per i JAK-inibitori in alopecia areata. Il clinico è chiamato a bilanciare in modo individualizzato beneficio atteso e rischio, tenendo conto delle alternative terapeutiche disponibili, delle preferenze del paziente e dell’impatto globale della malattia sulla qualità di vita. Particolare attenzione riguarda le forme ad esordio precoce e le popolazioni vulnerabili.
Per approfondire
Meta-analisi JAK-inibitori in alopecia areata: sintesi aggiornata al 2026 su efficacia e sicurezza dei JAK-inibitori orali in adulti e adolescenti con alopecia areata moderato-severa. L’analisi dedica particolare attenzione ai farmaci approvati a livello internazionale e al confronto con molecole in sviluppo.
Studio BRAVE-AA1 su baricitinib: dati di fase 3 su baricitinib negli adulti con alopecia areata severa, inclusi gli esiti di sospensione e ritrattamento. I risultati sono utili per comprendere le dinamiche di mantenimento della risposta e il potenziale rischio di ricaduta alla riduzione della terapia.
Trial UP-AA1/UP-AA2 con upadacitinib: risultati completi degli studi di fase 3 con upadacitinib in adolescenti e adulti con alopecia areata severa. I dati delineano il profilo di efficacia e sicurezza di questo inibitore selettivo di JAK1 in vista di possibili future indicazioni cliniche.
Revisione FDA di deuruxolitinib: documento regolatorio che evidenzia il potenziale rischio di epatotossicità associato a deuruxolitinib e le proposte di etichettatura relative agli enzimi epatici. L’analisi è utile per comprendere le criticità di sicurezza nei JAK-inibitori emergenti.
Comunicazione EMA su Litfulo (ritlecitinib): aggiornamenti di sicurezza 2026 indirizzati agli operatori sanitari sull’uso di ritlecitinib per alopecia areata, con indicazioni pratiche su monitoraggio, gestione dei fattori di rischio e segnalazione di eventi avversi nella pratica clinica europea.



