ISS 2026: quando farmaci e chirurgia sono l’ultima spiaggia

Aggiornamento sulle linee guida ISS per l’obesità negli adolescenti tra prevenzione, presa in carico, terapie farmacologiche e chirurgia

L’obesità in adolescenza non è solo qualche chilo di troppo: si associa a ipertensione, alterazioni della glicemia, steatosi epatica e disturbi psicologici che possono accompagnare il paziente per tutta la vita adulta. Il 17 luglio 2026 l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato nel Sistema nazionale linee guida un nuovo documento dedicato proprio all’obesità negli adolescenti, elaborato in collaborazione con le società scientifiche di endocrinologia e pediatria. Il testo definisce percorsi strutturati di prevenzione, diagnosi e presa in carico precoce, con indicazioni operative per pediatri, medici di medicina generale, specialisti e servizi territoriali.

Le nuove linee guida confermano lo stile di vita come cardine del trattamento, ma chiariscono quando è indicato valutare terapie farmacologiche e, nei casi più complessi, interventi di chirurgia bariatrica. Al tempo stesso, collocano scuola, pediatria di comunità e servizi di neuropsichiatria infantile dentro un’unica rete di cura, con programmi di educazione alla salute, screening mirati e supporto psicologico. L’impatto atteso è rilevante sia sulla pratica clinica quotidiana sia sull’organizzazione dei servizi, chiamati a costruire percorsi multidisciplinari dedicati agli adolescenti con obesità.

In sintesi

Cosa cambia con le nuove linee guida ISS sull’obesità adolescenziale

Le linee guida ISS introducono un approccio strutturato per fasi, che parte dall’identificazione precoce del rischio in età scolare fino alla gestione dei casi con obesità grave e complicata. Viene ribadito l’uso dell’indice di massa corporea (rapporto tra peso e altezza al quadrato) con curve di crescita specifiche per età e sesso, integrato da valutazione clinica globale: distribuzione del grasso corporeo, presenza di comorbidità metaboliche, respiratorie, ortopediche e psicologiche. L’obesità non viene più considerata solo come problema del singolo, ma come condizione cronica che richiede un percorso assistenziale continuativo tra pediatria di famiglia, centri specialistici e servizi territoriali.

Un cambiamento rilevante riguarda il livello di raccomandazione per gli interventi sugli stili di vita: la dieta equilibrata, l’attività fisica regolare e il supporto educativo-psicologico sono confermati come primo trattamento per tutti, a prescindere dalla severità. Le indicazioni specificano inoltre criteri più chiari per l’invio a centri multidisciplinari quando compaiono sindrome metabolica, disturbi del comportamento alimentare o impatto importante sulla qualità di vita, in continuità con l’attenzione già posta alla sindrome metabolica in adolescenza e alla prevenzione con la dieta.

Ruolo di dieta, attività fisica e supporto educativo nei percorsi di cura

Nel documento ISS, il trattamento di prima linea per l’obesità adolescenziale resta un programma intensivo su alimentazione, movimento e comportamento, adattato all’età e al contesto familiare. Il piano nutrizionale non viene descritto come “dieta punitiva”, ma come educazione a un modello alimentare equilibrato, che riduce progressivamente le bevande zuccherate, i cibi ultra-processati e gli snack ad alta densità calorica, favorendo frutta, verdura, legumi, cereali integrali e proteine di buona qualità. L’obiettivo è una riduzione graduale del peso o una stabilizzazione durante la crescita, evitando oscillazioni rapide che possono peggiorare l’assetto metabolico e il benessere psicologico.

L’attività fisica è presentata come parte integrante della terapia, con raccomandazioni su frequenza e modalità da concordare in base alla condizione clinica e alle preferenze dell’adolescente. Si sottolinea l’importanza di ridurre il tempo sedentario (schermi, studio prolungato senza pause) e di promuovere contesti sociali che facilitino il movimento, come progetti scolastici e sport di gruppo. Le linee guida attribuiscono un ruolo centrale al supporto educativo e psicologico familiare, anche alla luce delle esperienze maturate con programmi internazionali di promozione di stili alimentari sani, affini alla cosiddetta rivoluzione del cibo vero nelle nuove linee guida sul cibo.

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Quando considerare farmaci e chirurgia nei casi complessi di obesità in adolescenza

Le linee guida ISS mantengono un approccio prudente all’uso di farmaci anti-obesità in adolescenza, riservandoli a casi selezionati dopo il fallimento documentato di interventi intensivi sullo stile di vita in centri specialistici. Vengono richiamati i principi generali: prescrizione solo da parte di specialisti con esperienza nel trattamento dell’obesità pediatrica; valutazione attenta di benefici attesi e rischi; monitoraggio regolare di parametri metabolici, effetti collaterali e aderenza; integrazione con un programma strutturato di educazione alimentare e sostegno psicologico. La scelta del principio attivo deve seguire le autorizzazioni delle agenzie regolatorie e le indicazioni delle schede tecniche, senza ricorso a usi impropri o scorciatoie terapeutiche.

Per la chirurgia bariatrica, il documento considera l’intervento come opzione eccezionale per adolescenti con obesità grave e comorbidità importanti, all’interno di centri di alta specializzazione. I candidati devono essere valutati da un’équipe multidisciplinare (endocrinologo, chirurgo, nutrizionista, psicologo, eventualmente neuropsichiatra infantile), con verifica della maturità psicologica, del supporto familiare e della capacità di aderire a controlli a lungo termine. L’intervento chirurgico è presentato come parte di un percorso cronico e non come soluzione definitiva, con necessità di follow-up prolungato per monitorare nutrizione, assetto ormonale e benessere psichico dell’adolescente.

Le nuove linee guida ISS sull’obesità negli adolescenti rafforzano l’idea di un percorso di cura continuo, che parte dalla prevenzione scolastica e familiare e arriva, nei casi più complessi, a opzioni farmacologiche e chirurgiche attentamente selezionate. Per la pratica clinica quotidiana significa integrare valutazione nutrizionale, promozione dell’attività fisica, sostegno psicologico e coordinamento tra pediatri, specialisti e servizi territoriali, con l’obiettivo di ridurre il peso della malattia lungo tutto l’arco di vita.

Questo contenuto ha finalità informativa generale e non sostituisce il parere del medico o dello specialista di riferimento. Per decisioni diagnostiche o terapeutiche è necessario rivolgersi ai professionisti sanitari competenti.

Per approfondire

Linee guida ISS-AMe per l’obesità in adolescenza presentano in modo sistematico raccomandazioni su diagnosi, trattamento e organizzazione dei percorsi assistenziali per i pazienti adolescenti con obesità.

Documentazione internazionale su alimentazione e obesità di Epicentro ISS offre un quadro delle principali strategie globali di prevenzione attraverso interventi sugli stili di vita, utili per confrontare le indicazioni italiane con quelle di altri Paesi.