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Zalmoxis: effetti collaterali e controindicazioni

Zalmoxis (Linfociti T Allogenici Geneticamente Modificati Con Vettore Retrovirale) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Zalmoxis è indicato come trattamento aggiuntivo nel trapianto aploidentico di cellule staminali emopoietiche (HSCT) in pazienti adulti con neoplasie maligne ematologiche ad alto rischio (vedere paragrafo 5.1).

Zalmoxis: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Zalmoxis ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Zalmoxis, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Zalmoxis: controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Immunoricostituzione, definita come un numero di linfociti T circolanti ?100 per ?L in corrispondenza del giorno programmato per l’infusione dopo trapianto aploidentico di HSC.

GvHD con necessità di terapia immunosoppressiva sistemica.

Zalmoxis: effetti collaterali

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Sintesi del profilo di sicurezza

Nello studio clinico TK007, Zalmoxis è stato somministrato con frequenza mensile fino a un massimo di quattro infusioni a 30 pazienti con neoplasie maligne ematologiche ad alto rischio sottoposti a trapianto di HSC.

La reazione avversa più comune riportata dai pazienti trattati con Zalmoxis nello studio clinico TK007 è stata la GvHD.

Elenco tabellare delle reazioni avverse

Gli effetti indesiderati registrati nello studio clinico TK007 sono elencati nella Tabella 1 in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza con cui si manifestano.

All’interno di ogni classe di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1. Reazioni avverse a Zalmoxis registrate nello studio TK007

Classificazione per sistemi e organi Frequenza e reazioni avverse
Molto comune (?1/10) Comune
(da ?1/100; a<1/10)
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Patologia linfoproliferativa post-trapianto
Disturbi del sistema immunitario GvHD acuta (33% dei pazienti) GvHD cronica
Patologie gastrointestinali Emorragia intestinale
Patologie epatobiliari Insufficienza epatica
Patologie del sistema emolinfopoietico Neutropenia febbrile§ Emoglobina ridotta§ Conta delle piastrine diminuita
Infezioni ed infestazioni Bronchite
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia

Descrizione di una selezione delle reazioni avverse

Complessivamente, si sono verificati episodi acuti di GvHD in 10 pazienti (33%) con un tempo mediano all’insorgenza di 90 giorni dopo il trapianto di cellule staminali emopoietiche (TCSE) e di 42 giorni dopo l’ultima infusione di cellule di Zalmoxis. La gravità della GvHD acuta è stata di grado 1 in un caso (3%), di grado 2 in sette casi (23%), di grado 3 in un caso (3%) e di grado 4 in un caso (3%). Tutti gli eventi di GvHD acuta si sono completamente risolti dopo una durata mediana di

12 giorni. Un solo paziente (3%) ha sviluppato una forma cronica di GvHD estesa che si è verificata, rispettivamente, 159 giorni e 129 giorni dopo il TCSE e dopo l’ultima infusione e si è risolta completamente dopo 107 giorni. Non si sono verificati decessi né complicanze a lungo termine associati alla GvHD. Gli eventi di GvHD sia acuta che cronica si sono sviluppati unicamente in pazienti in cui si era verificata immunoricostituzione.

Per il trattamento della GvHD associata a Zalmoxis mediante attivazione del gene suicida, ai pazienti è stato somministrato GCV per via endovenosa oppure, per maggiore comodità dei pazienti stessi, VCV per via orale. Tutti i segni e sintomi di GvHD cronica estesa e acuta di grado 2-4 si sono risolti completamente dopo una durata mediana del trattamento con GCV o VCV di 15 giorni. Un paziente con GvHD acuta di grado 1 non è stato sottoposto ad alcun trattamento. Per sette pazienti è stato necessario aggiungere un trattamento immunosoppressivo a base di steroidi, micofenolato e/o ciclosporina.

Popolazione pediatrica

Ad oggi non è stato studiato alcun gruppo pediatrico specifico. Nella sperimentazione TK007 soltanto un soggetto di sesso maschile di 17 anni, affetto da linfoma linfoblastico T, è stato trattato con due infusioni di Zalmoxis. In questo paziente non sono state riportate reazioni avverse.

Altre popolazioni speciali

Nello studio clinico TK007 soltanto una donna di 66 anni è stata trattata con un’infusione di Zalmoxis. La paziente non ha manifestato alcuna reazione avversa. Non sono state stabilite implicazioni sull’uso di Zalmoxis in pazienti di età superiore o uguale a 65 anni.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

Zalmoxis: avvertenze per l’uso

Generali

Zalmoxis è un prodotto paziente-specifico e non deve essere somministrato ad altri pazienti in nessuna circostanza. Non deve essere somministrato qualora si verifichino le seguenti condizioni:

infezioni che richiedono la somministrazione di ganciclovir (GCV) o valganciclovir (VCV) al momento dell’infusione;

GvHD con necessità di terapia immunosoppressiva sistemica;

terapia immunosoppressiva sistemica in atto o somministrazione di fattore di stimolazione delle colonie di granulociti (granulocyte colony stimulating factor, G-CSF) dopo trapianto aploidentico di HSC.

Ai pazienti che presentano la condizione a), Zalmoxis può essere somministrato 24 ore dopo l’interruzione della terapia antivirale; ai pazienti che presentano le condizioni b) e c), Zalmoxis può essere somministrato dopo un opportuno periodo di washout.

Zalmoxis 5-20 x 106 cellule/mL dispersione cellulare per infusione contiene 13,3 mmol (305,63 mg) di sodio per dose. Ciò deve essere tenuto presente dai pazienti che seguono una dieta a contenuto controllato di sodio.

Al termine dell’infusione di Zalmoxis, si raccomanda fortemente di rimuovere l’etichetta del prodotto dalla sacca e di collocarla nel registro del paziente.

Il trattamento deve essere interrotto in caso di manifestazione di un evento di grado 3-4 correlato alla somministrazione di Zalmoxis o di un evento avverso di grado 2 che non si risolva in un evento di grado 1 o inferiore nei 30 giorni successivi.

Zalmoxis è ottenuto dalle cellule del sangue di un donatore. Anche se i donatori vengono sottoposti ad analisi preliminari e risultano negativi per la presenza di malattie infettive trasmissibili, devono essere adottate precauzioni durante la manipolazione di Zalmoxis.

Pertanto, gli operatori sanitari che manipolano Zalmoxis devono prendere le opportune precauzioni (indossare guanti e occhiali protettivi) per evitare la potenziale trasmissione di malattie infettive.

Casi in cui non è possibile fornire/eseguire l’infusione di Zalmoxis

In alcuni casi, può accadere che non sia possibile fornire Zalmoxis al paziente per problemi legati al processo di produzione.

Possono esserci casi in cui il medico curante può ritenere ancora preferibile somministrare il trattamento o può decidere di selezionare un trattamento alternativo.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/articoli/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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