Mettere “qualcosa” negli occhi al posto del collirio è un errore frequente che può causare bruciore, infezioni o danni permanenti alla cornea. Capire quali soluzioni oculari sono davvero sicure, quando bastano lacrime artificiali e quando invece serve un collirio medicato aiuta a evitare rimedi casalinghi pericolosi e a riconoscere i segnali che richiedono una visita urgente dall’oculista o il ricorso al pronto soccorso.
Perché non si possono usare sostituti casuali del collirio
Usare sostituti casuali del collirio è pericoloso perché l’occhio è un organo estremamente delicato, con tessuti esposti e una superficie corneale che può danneggiarsi anche con sostanze apparentemente innocue. Prodotti pensati per la pelle, per la bocca o per la disinfezione delle mani hanno pH, concentrazione di sali, conservanti e alcol completamente inadatti alla superficie oculare. Anche semplici cosmetici o soluzioni “naturali” possono contenere allergeni o particelle che irritano o graffiano la cornea.
Un altro motivo per cui non si devono improvvisare sostituti del collirio è il rischio di confondere flaconi simili. La clorexidina, ad esempio, è un disinfettante per cute e mucose che, se instillato per errore nell’occhio, può provocare gravi lesioni corneali, come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in relazione a errori di somministrazione di soluzioni a base di clorexidina in un avviso di sicurezza. Se un familiare, per distrazione, usa il flacone sbagliato pensando di “mettere qualche goccia per disinfettare”, il danno può essere immediato e severo.
Soluzioni oculari sicure da usare senza ricetta
Le soluzioni oculari sicure da usare senza ricetta sono quelle formulate specificamente per l’occhio, come le lacrime artificiali e i gel lubrificanti oftalmici. Questi prodotti hanno un pH e una concentrazione di sali simili a quelli del film lacrimale naturale e sono privi di sostanze irritanti per la cornea. Possono contenere sostanze idratanti come carbomer o acido ialuronico, utili in caso di secchezza oculare lieve, affaticamento da schermi o esposizione a vento e aria condizionata. Un approfondimento sulle lacrime artificiali e sulle loro indicazioni è disponibile sul portale ISSalute dedicato alla salute degli occhi.
Per chi porta lenti a contatto, è importante usare solo soluzioni sterili specifiche per la detersione e conservazione delle lenti, evitando di “sciacquarle” con acqua del rubinetto o con altri liquidi. In caso di lieve bruciore o sensazione di corpo estraneo, togliere le lenti, sciacquare l’occhio con lacrime artificiali monodose e, se il fastidio persiste, sospendere l’uso delle lenti e consultare lo specialista. Se si associa dolore intenso, fotofobia o calo visivo, non basta un prodotto da banco: è necessario un controllo urgente. Per i disturbi oculari più comuni e i fattori di rischio, può essere utile consultare anche le informazioni divulgative sulla salute degli occhi messe a disposizione da strutture specialistiche come Humanitas per la secchezza oculare.
Quando è necessario un collirio medicato come Tobral
Un collirio medicato come Tobral (a base di antibiotico) è necessario quando il medico sospetta o conferma un’infezione batterica dell’occhio, come congiuntiviti purulente, cheratiti batteriche o infezioni palpebrali che coinvolgono la superficie oculare. In queste situazioni, le lacrime artificiali non sono sufficienti perché non agiscono sui batteri responsabili dell’infezione. Il collirio antibiotico va prescritto dall’oculista dopo una valutazione clinica, che può includere l’osservazione alla lampada a fessura e, nei casi più complessi, esami colturali.
Usare un collirio antibiotico “a caso”, magari avanzato da una vecchia terapia, è rischioso per due motivi: può mascherare i sintomi di altre patologie non batteriche (come allergie o infezioni virali) e contribuisce allo sviluppo di antibiotico-resistenza. Il Ministero della Salute sottolinea che l’uso inappropriato di antibiotici, anche topici, favorisce la selezione di batteri resistenti, rendendo meno efficaci le cure future nelle sue FAQ sull’antibiotico-resistenza. Se, ad esempio, un bambino presenta occhi rossi e lacrimazione senza secrezione giallo-verdastra, iniziare da soli un collirio antibiotico può essere inutile o dannoso: in questi casi è preferibile far valutare il quadro al pediatra o all’oculista, che potrà consigliare anche semplici lavaggi o lacrime artificiali.
Cosa non mettere mai negli occhi
Non bisogna mai mettere negli occhi prodotti non sterili o non formulati per uso oftalmico. Rientrano in questa categoria creme per il viso, lozioni, oli cosmetici, collutori, disinfettanti cutanei, gel mani, shampoo, saponi, detergenti domestici, profumi e spray vari. Anche se l’etichetta riporta diciture come “delicato”, “naturale” o “per pelli sensibili”, ciò non significa che il prodotto sia sicuro per la superficie oculare. Un errore comune è usare gocce nasali o auricolari negli occhi perché il flacone è simile a quello di un collirio: queste soluzioni possono contenere vasocostrittori, anestetici o altre sostanze irritanti per la cornea.
Non vanno mai instillati negli occhi neppure rimedi casalinghi come latte, camomilla fatta in casa, tisane, succhi di limone, aceto o altri liquidi alimentari. Anche l’acqua del rubinetto non è sterile e può contenere microrganismi potenzialmente pericolosi, soprattutto per chi porta lenti a contatto. Se si ha bisogno di detergere delicatamente il contorno occhi o le palpebre, è preferibile usare prodotti specifici per l’igiene perioculare, seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo. Un esempio di detergente/disinfettante per uso esterno, da non instillare direttamente nell’occhio ma da usare secondo le istruzioni, è descritto nel foglietto illustrativo di Disintyl detergente disinfettante, che chiarisce modalità e limiti d’impiego.
Quando rivolgersi subito all’oculista o al pronto soccorso
È necessario rivolgersi subito all’oculista o al pronto soccorso quando compaiono sintomi improvvisi e intensi come dolore oculare forte, calo rapido della vista, visione offuscata persistente, lampi di luce, comparsa di “macchie nere” mobili, fotofobia marcata o sensazione di corpo estraneo che non passa nonostante il lavaggio con soluzione sterile. Anche un trauma diretto all’occhio (pallone, ramo, corpo estraneo metallico) o il contatto con sostanze chimiche (detergenti, acidi, basi, solventi) richiedono un intervento immediato: in questi casi, se possibile, si deve iniziare subito a sciacquare l’occhio con abbondante soluzione fisiologica o acqua corrente e recarsi senza ritardo in pronto soccorso.
Un’altra situazione che richiede valutazione urgente è l’uso accidentale di prodotti non destinati all’occhio, come disinfettanti cutanei o soluzioni concentrate. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha documentato casi di gravi lesioni oculari dovute all’instillazione per errore di soluzioni a base di clorexidina, sottolineando l’importanza di riconoscere rapidamente l’evento e di intervenire con lavaggi abbondanti e valutazione specialistica in un documento tecnico dedicato alla prevenzione degli errori di somministrazione. Se, ad esempio, un genitore si accorge di aver messo negli occhi del bambino un disinfettante invece del collirio, non deve aspettare di “vedere come va”: è fondamentale lavare subito l’occhio e recarsi in pronto soccorso, portando con sé il flacone del prodotto usato per facilitare la valutazione del rischio da parte dei sanitari.





