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Mepivacaina Recordati Bugiardino. Fonte A.I.Fa.


Foglio illustrativo: informazioni per il paziente

Mepivacaina Recordati 10 mg/ml Soluzione iniettabile Mepivacaina Recordati 20 mg/ml Soluzione iniettabile

mepivacaina cloridrato Medicinale equivalente

Legga attentamente questo foglio prima di usare questo medicinale perché contiene importanti informazioni per lei.

– Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.

  • Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al medico o al farmacista o all’infermiere.
  • Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone, anche se i sintomi della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso.
  • Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista o all’infermiere. Vedere paragrafo 4.

Contenuto di questo foglio:

  1. Che cos’è Mepivacaina Recordati e a cosa serve
  2. Cosa deve sapere prima di usare Mepivacaina Recordati
  3. Come usare Mepivacaina Recordati
  4. Possibili effetti indesiderati
  5. Come conservare Mepivacaina Recordati
  6. Contenuto della confezione e altre informazioni

  1. Che cos’è Mepivacaina Recordati e a cosa serve

    Mepivacaina Recordati contiene il principio attivo mepivacaina cloridrato che appartiene a una classe di medicinali chiamati anestetici locali – amidi che causano la perdita di sensibilità della zona del corpo interessata dal trattamento.

    Mepivacaina Recordati è indicata in tutti gli interventi che riguardano:

    • Chirurgia generale (piccola chirurgia)
    • Gravidanza, parto e apparato genitale femminile (ostetricia e ginecologia)
    • Apparato urinario (urologia)
    • Occhi (oculistica, per esempio blocco retrobulbare, ecc.)
    • Pelle (asportazione di verruche, cisti dermoidi, ecc.)
    • Naso, bocca e gola (asportazione delle tonsille, plastica al naso,
    • Ossa e articolazioni (riduzione fratture e lussazioni, ecc.)
    • Medicina generale (dolore intenso, dolore dovuto alla lesione di un nervo, ecc.)
    • Medicina sportiva (strappi muscolari, lesioni al menisco, ecc.)
    • Denti e bocca (estrazioni dentali, chirurgia dentale e delle gengive, terapia conservativa e delle protesi, ecc.).

  2. Cosa deve sapere prima di usare Mepivacaina Recordati Non usi Mepivacaina Recordati

    • se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri

      componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6)

    • se è allergico ad altri anestetici locali della stessa classe della mepivacaina o ad altre sostanze simili
    • se è affetto da una malattia del sangue chiamata porfiria
    • se soffre di epilessia
    • se soffre di disturbi della coagulazione
    • se ha gravi alterazioni del ritmo del cuore (della conduzione atrio- ventricolare non controllata da pacemaker)
    • se è in stato di gravidanza o se sospetta di esserlo.

    Mepivacaina Recordati non deve essere somministrata a bambini che devono sottoporsi ad interventi chirurgici a denti e bocca e ai neonati (vedere “Come usare Mepivacaina Recordati”)

    Avvertenze e precauzioni

    Si rivolga al medico o al farmacista o all’infermiere prima di usare Mepivacaina Recordati.

    Il medico si accerterà delle sue condizioni fisiche prima di iniziare il trattamento.

    Il medicinale le verrà sempre somministrato in aree adeguatamente attrezzate e da personale qualificato, ad eccezione dei casi che prevedono tecniche di somministrazione estremamente semplici.

    Alcune tecniche di anestesia locale possono essere associate a reazioni avverse severe, indipendentemente dall’anestetico locale utilizzato, quali:

    • riduzione della funzione cardiovascolare;
    • in casi molto rari (durante iniezioni al bulbo oculare), cecità temporanea, collasso cardiovascolare, assenza di respiro (apnea), convulsioni, ecc.;
    • un basso rischio di disfunzione muscolare prolungata a livello degli occhi (durante iniezioni al bulbo oculare);
    • riduzione della pressione del sangue (ipotensione) e della frequenza del battito del cuore (bradicardia);
    • Mepivacaina Recordati è controindicata nel travaglio e nel parto poiché passa attraverso la placenta con potenziali effetti tossici a carico del feto e del neonato.

    Per ridurre il rischio di pericolosi effetti collaterali, il medico farà molta attenzione se:

    • soffre di patologie del fegato in stadio avanzato o gravi alterazioni della funzionalità del rene;
    • soffre di un blocco parziale o completo del cuore;
    • è anziano o in condizioni generali precarie;
    • assume medicinali che regolano il ritmo del cuore (antiaritmici di classe III, ad es. amiodarone), in questi casi il medico la sottoporrà numerosi controlli e valuterà se sottoporla ad un elettrocardiogramma.

    Se è in condizioni generali precarie a causa dell’età o di altri fattori quali gravi problemi al cuore, al fegato o gravi alterazioni della funzionalità del rene, il medico farà particolare attenzione, nonostante l’anestesia locale, in questi casi, rappresenti frequentemente la tecnica anestetica migliore. Alle dosi consigliate il medicinale non influenza significativamente e per lungo tempo le capacità di attenzione.

    Altri medicinali e Mepivacaina Recordati

    Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale.

    Informi il medico se sta assumendo altri anestetici locali, antiaritmici (come mexiletina e amiodarone) o medicinali contro la depressione (IMAO o antidepressivi triciclici) poiché in questi casi verrà adottata la massima cautela nel somministrare Mepivacaina Recordati.

    Gravidanza e allattamento

    Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

    Gravidanza

    Il medicinale è controindicato in stato di gravidanza accertata o presunta (vedere “Controindicazioni”).

    Mepivacaina non le verrà somministrata durante il travaglio e il parto poiché è controindicata (vedere “Avvertenze e precauzioni”).

    Allattamento

    Mepivacaina non le verrà somministrata durante l’allattamento.

    Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

    Mepivacaina Recordati può influire temporaneamente in modo negativo sui movimenti e sul grado di vigilanza. Faccia attenzione prima di porsi alla guida di veicoli e prima di utilizzare macchinari.

  3. Come usare Mepivacaina Recordati

    Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

    La dose verrà stabilita dal medico.

    Uso nei bambini

    Mepivacaina Recordati non deve essere usata nei neonati. (vedere “Controindicazioni”).

    Bambini

    Non usare nei bambini che devono effettuare interventi chirurgici ai denti e alla bocca (vedere “Controindicazioni”).

    Insufficienza epatica

    Se soffre di problemi al fegato la dose non deve essere ridotta per l'anestesia chirurgica. Quando vengono utilizzati blocchi prolungati, il suo medico stabilirà la dose in base alla classificazione della sua malattia.

    Insufficienza renale

    Se soffre di problemi ai reni la dose non deve essere ridotta per l'anestesia chirurgica fino a 24 ore

    Se usa più Mepivacaina Recordati di quanto deve

    L’iniezione accidentale all’interno dei vasi di anestetici locali può causare reazioni tossiche immediate che coinvolgono tutto l’organismo (a partire da qualche secondo ad alcuni minuti). In caso di sovradosaggio, la tossicità si manifesta più tardi, 15-60 minuti dopo l’iniezione, (vedere “Possibili effetti indesiderati”).

    Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

  4. Possibili effetti indesiderati

    Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

    Con Mepivacaina Recordati si possono avere reazioni tossiche e reazioni allergiche. Fra le reazioni tossiche vengono riferite:

    eccitazione, tremori, disorientamento, vertigini, dilatazione della pupilla (midriasi), aumento del metabolismo e della temperatura corporea e, per dosi molto elevate, contrattura dei muscoli della mandibola (trisma) e convulsioni, sudorazione, alterazione del ritmo del cuore (aritmie), aumento della pressione del sangue (ipertensione), aumento della frequenza del respiro (tachipnea), dilatazione dei bronchi (broncodilatazione), nausea e vomito, rallentamento del battito del cuore (bradicardia) e dilatazione dei vasi.

    Le reazioni allergiche possono verificarsi sia se è un soggetto predisposto a reazioni allergiche sia se non lo è. Le manifestazioni allergiche comprendono:

    eruzioni della pelle di tipo vario, orticaria, prurito; spasmo dei bronchi, gonfiore alla gola (edema laringeo), collasso del cuore e dei polmoni (cardiorespiratorio da shock anafilattico).

    Effetti indesiderati del medicinale

    Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

    • diminuzione della pressione del sangue (ipotensione) (più frequente dopo blocco epidurale)
    • aumento della pressione del sangue (ipertensione)
    • nausea (più frequente dopo blocco epidurale)
    • vomito (più frequente dopo blocco epidurale)
    • alterata sensibilità agli arti e in altre parti del corpo (parestesie)
    • vertigini
    • riduzione del ritmo del battito del cuore (bradicardia)

      Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)

    • convulsioni
    • alterata sensibilità intorno alla bocca (parestesia circumorale)
    • insensibilità della lingua
    • ipersensibilità ai suoni (iperacusia)
    • disturbi visivi
    • perdita di coscienza
    • tremore
    • suoni nelle orecchie (tinnito)
    • disturbi del linguaggio (disartria)
    • depressione del sistema nervoso

      Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000)

    • arresto del cuore
    • alterazione del ritmo del cuore (aritmie cardiache)
    • reazioni allergiche
    • grave e improvvisa reazione allergica (shock anafilattico)
    • difficoltà a respirare (depressione del respiro)
    • lesione dei nervi (neuropatia)
    • lesione dei nervi periferici
    • infiammazione di una delle membrane del cervello (aracnoidite)
    • visione doppia (diplopia)

    Segnalazione degli effetti indesiderati

    Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista o all’infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

    Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

  5. Come conservare Mepivacaina Recordati

    Conservare a temperatura inferiore a 30°C.

    Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

    Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scadenza”.

    Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

  6. Contenuto della confezione e altre informazioni Cosa contiene Mepivacaina Recordati

  • Il principio attivo è mepivacaina cloridrato.

    1 ml di Mepivacaina Recordati 10 mg/ml contiene 10 mg di mepivacaina cloridrato. 1 ml di Mepivacaina Recordati 20 mg/ml contiene 20 mg di mepivacaina cloridrato.

  • Gli altri componenti sono: sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Mepivacaina Recordati e contenuto della confezione

Mepivacaina Recordati 10 mg/ml soluzione iniettabile 10 fiale da 10 ml

Mepivacaina Recordati 20 mg/ml soluzione iniettabile 10 fiale da 5 ml Mepivacaina Recordati 20 mg/ml soluzione iniettabile 10 fiale da 10 ml

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Recordati Industria Chimica Farmaceutica S.p.A. – via M. Civitali, 1 – 20148 Milano

Produttore

Istituto Biochimico Nazionale Savio s.r.l. – via E. Bazzano, 14 – 16019 Ronco Scrivia (GE)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

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Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari:

Avvertenze e precauzioni

E’ necessario avere la disponibilità immediata dell'equipaggiamento e dei medicinali necessari al monitoraggio della rianimazione di emergenza.

Nei pazienti sottoposti a blocco maggiore o che ricevono dosi elevate di medicinale, deve essere inserito, prima della somministrazione dell’anestetico locale, un catetere endovenoso. Il medico deve avere effettuato un training completo e adeguato sul tipo di tecnica da utilizzare e deve essere esperto nella diagnosi e trattamento di effetti indesiderati, tossicità sistemica o altre complicanze (vedere “Se usa più Mepivacaina Recordati di quanto deve”).

La soluzione anestetica deve essere iniettata con cautela in piccole dosi dopo 10 secondi circa da una preventiva aspirazione. Specialmente quando si devono infiltrare zone molto vascolarizzate è consigliabile lasciar trascorrere circa due minuti prima di procedere al blocco loco regionale vero e proprio. Il medicinale deve essere usato con assoluta cautela in soggetti in corso di trattamento con medicinali IMAO o antidepressivi triciclici.

Occorre evitare qualsiasi sovradosaggio di anestetico e non somministrare mai due dosi massime di quest’ultimo senza che sia trascorso un intervallo minimo di 24 ore.

E’ necessario, comunque, usare le dosi e le concentrazioni più basse che possano consentire di ottenere l’effetto ricercato.

Alcune tecniche di anestesia locale possono essere associate a reazioni avverse severe, indipendentemente dall’anestetico locale utilizzato, quali:

  • Blocco nervoso centrale: può provocare depressione cardiovascolare specialmente in presenza di ipovolemia. L’anestesia epidurale deve essere utilizzata con cautela in pazienti con ridotta funzionalità cardiovascolare;
  • Iniezioni retrobulbari: possono, in casi molto rari, raggiungere lo spazio subaracnoideo cerebrale provocando cecità temporanea, collasso cardiovascolare, apnea, convulsioni, ecc. Tali reazioni devono essere diagnosticate e trattate immediatamente;
  • Iniezioni retro e peribulbari di anestetici locali: comportano un basso rischio di disfunzione muscolare persistente a livello oculare. Cause primarie includono traumi e/o effetti tossici locali a carico di muscoli e/o nervi. La gravità di tali reazioni a carico dei tessuti è correlata alla entità del trauma, alla concentrazione di anestetico locale e alla durata di esposizione tissutale all’anestetico locale. Come per tutti gli anestetici locali, è quindi necessario usare le dosi e le concentrazioni più basse che possano consentire di ottenere l’effetto ricercato. I vasocostrittori possono aggravare reazioni a carico dei tessuti e devono essere utilizzati solamente se indicati;
  • Iniezioni intraarteriose accidentali nella regione cranica e cervicale
  • Mepivacaina Recordati non è consigliata nel travaglio e nel parto poiché il passaggio placentare di mepivacaina è relativamente elevato mentre il metabolismo neonatale è lento. Ciò aumenta la potenziale tossicità a carico del feto e del neonato.

La soluzione anestetica deve essere iniettata con cautela in piccole dosi dopo 10 secondi circa da una preventiva aspirazione. Specialmente quando si devono infiltrare zone molto vascolarizzate è consigliabile lasciar trascorrere circa 2 minuti prima di procedere al blocco loco- regionale vero e proprio.

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Il paziente deve essere mantenuto sotto accurato controllo sospendendo immediatamente la somministrazione al primo segno di allarme (es. modificazione del sensorio).

Mepivacaina deve essere usata con cautela nei pazienti in trattamento con altri anestetici locali o sostanze strutturalmente correlate agli anestetici locali di tipo amidico, ad esempio certi antiaritmici come mexiletina, in quanto gli effetti tossici sistemici sono additivi. Si consiglia cautela nei pazienti trattati con antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone) nonostante l’assenza di studi specifici di interazione con tale classe di medicinali.

Occorre usare assoluta cautela nei soggetti in trattamento con medicinali IMAO o antidepressivi triciclici.

Nei pazienti con malattia epatica avanzata (classe C della classificazione di Child-Plugh), i dati dalla lidocaina suggeriscono che la clearance può essere ridotta di circa il 50%.

È prevista una riduzione clinicamente rilevante nella clearance della mepivacaina solo in pazienti con insufficienza renale grave (CL (cr) <30 ml

/ min) che non sono sottoposti ad emodialisi.

Non si prevede che la diminuzione della clearance abbia impatto in caso di tossicità causata da elevate concentrazioni plasmatiche dopo dosi singole per l'anestesia chirurgica. In caso di insufficienza renale cronica, tuttavia, la clearance del metabolita PPX escreto per via renale è compromessa e l'accumulo può verificarsi dopo somministrazioni ripetute.

E’ necessario avere la disponibilità immediata dell’equipaggiamento, dei medicinali e del personale idonei al trattamento di emergenza, poiché in casi rari sono state riferite, a seguito dell’uso di anestetici locali, reazioni gravi, talora ad esito infausto, anche in assenza di ipersensibilità individuale nell’anamnesi.

L’anestesia epidurale può provocare ipotensione e bradicardia. Il rischio può essere ridotto con il preriempimento del circolo con soluzioni di cristalloidi o colloidali. L’ipotensione deve essere trattata immediatamente con somministrazione, eventualmente ripetuta, di un simpaticomimetico quale efedrina 5-10 mg per via endovenosa.

Come usare Mepivacaina Recordati

Le dosi massime nell’adulto sano (non pretrattato con sedativi) in singola somministrazione o in più somministrazioni ripetute in un tempo inferiore

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La dose totale nelle 24 ore non deve mai superare i 1000 mg; in pediatria non superare i 5-6 mg/kg.

Non usare in pediatria per interventi di odontoiatria e stomatologia.

Quando viene utilizzato un blocco prolungato, per esempio attraverso somministrazioni ripetute, deve essere valutato il rischio di raggiungere concentrazioni plasmatiche tossiche e l’induzione di lesioni neurali locali.

Al fine di evitare una somministrazione intravascolare è necessario aspirare ripetutamente prima e durante la somministrazione della dose principale che deve essere iniettata lentamente o a dosi crescenti, osservando attentamente le funzioni vitali del paziente e mantenendo il contatto verbale.

La somministrazione accidentale intravascolare può essere riconosciuta da un temporaneo aumento della frequenza cardiaca, mentre l’accidentale somministrazione intratecale può essere riconosciuta dai segni di blocco spinale.

Se si dovessero manifestare segni di tossicità, l’iniezione deve essere immediatamente interrotta.

Dosi consigliate:

Chirurgia

Blocco peridurale e caudale: fino a 400 mg raggiungibili con 15-30 ml di una soluzione al 10 mg/ml con 10-20 ml di una soluzione al 20 mg/ml. Blocco paravertebrale: fino a 400 mg con soluzione al 10 mg/ml per il blocco del ganglio stellato e per i blocchi vegetativi, al 10-20 mg/ml per il blocco paravertebrale dei nervi somatici.

Blocco nervoso periferico cervicale, brachiale, intercostale, paracervicale, pubendo e terminazioni nervose: fino a 400 mg raggiungibili con 5-20 ml di soluzione al 10 mg/ml o al 20 mg/ml in relazione all’area ed all’entità del blocco.

Infiltrazione: fino a 400 mg in relazione all’area dell’intervento, ottenibili con volumi variabili fino a 40 ml di una soluzione allo 0.5-10 mg/ml.

Ostetricia

Blocco paracervicale: fino a 200 mg entro un periodo di 90 minuti ottenibili con 10 ml di una soluzione al 10 mg/ml per ciascun lato.

Attenzione: le fiale, non contenendo eccipienti conservanti, vanno utilizzate per una sola somministrazione.

Eventuali rimanenze devono essere scartate.

Possibili effetti indesiderati

Il profilo delle reazioni avverse di Mepivacaina Recordati è sovrapponibile a quello degli altri anestetici locali di tipo amidico. Le reazioni avverse da medicinale sono difficilmente distinguibili dagli effetti fisiologici conseguenti al blocco di conduzione nervosa (quali diminuzione della pressione arteriosa, bradicardia) e da eventi provocati dalla iniezione direttamente (ad es. trauma della fibra nervosa) o indirettamente (ad es. ascesso epidurale).

Tossicità sistemica acuta

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Le reazioni sistemiche tossiche coinvolgono primariamente il Sistema

reazioni sono causate da un’alta concentrazione ematica di anestetico locale che può essere provocata da un’iniezione intravascolare accidentale, da sovradosaggio o da un assorbimento eccezionalmente rapido da un’area molto vascolarizzata (vedere “Avvetenze e precauzioni”). Le reazioni del SNC sono simili per tutti gli anestetici locali di tipo amidico, mentre le reazioni cardiache sono maggiormente dipendenti dal medicinale, sia in termini quantitativi, sia in termini qualitativi.

La tossicità a carico del sistema nervoso centrale si manifesta spesso gradualmente, con sintomi e segni di gravità crescente. I primi sintomi sono usualmente la sensazione di testa vuota, parestesia nella regione circumorale, insensibilità della lingua, tinnito e disturbi visivi. Disartria, contrazioni e tremori muscolari sono manifestazioni più gravi e precedono l’instaurarsi di convulsioni generalizzate. Questi segni non devono essere confusi con comportamenti eretistici. Possono seguire incoscienza e crisi convulsive da grande male che possono durare da alcuni secondi a parecchi minuti. Dopo le convulsioni, a causa dell’aumentata attività muscolare, di una interferenza con la normale respirazione e della mancata pervietà delle vie aeree, si manifestano rapidamente ipossia e ipercapnia. Nei casi gravi si può manifestare apnea. L’acidosi, l’ipercaliemia, l’ipocalcemia e l’ipossia aumentano ed estendono gli effetti tossici degli anestetici locali.

Il ritorno del paziente alle condizioni cliniche iniziali è conseguente alla ridistribuzione dell’anestetico locale dal sistema nervoso centrale e al conseguente metabolismo ed escrezione. Il recupero può essere rapido se non sono state somministrate grandi quantità di medicinale.

Nei casi gravi si possono manifestare effetti a carico del sistema cardiovascolare che sono generalmente preceduti da segni di tossicità del sistema nervoso centrale. Nei pazienti sottoposti ad anestesia generale o profondamente sedati i sintomi prodromici del sistema nervoso centrale possono essere assenti. Come risultato di elevate concentrazioni sistemiche di anestetici locali, si possono generare ipotensione, bradicardia, aritmie e anche arresto cardiaco. L’arresto cardiaco, in rari casi è avvenuto senza la comparsa di effetti prodromici del sistema nervoso centrale.

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Trattamento della tossicità acuta sistemica

La somministrazione dell’anestetico locale deve essere sospesa immediatamente se compaiono segni di tossicità sistemica acuta ed i sintomi del SNC (convulsioni, depressione del SNC) devono essere rapidamente trattati con appropriati supporti della ventilazione/respirazione e con la somministrazione di anticonvulsivanti.

Se dovesse manifestarsi un arresto circolatorio, deve essere effettuata immediatamente la rianimazione cardiopolmonare. E’ di vitale importanza garantire una ossigenazione ottimale, la ventilazione, supportare la circolazione e trattare l’acidosi.

In caso di depressione cardiovascolare (ipotensione, bradicardia) deve essere preso in considerazione un trattamento con fluidi endovenosi, vasocostrittori, cronotropi e/o agenti inotropi. Le dosi somministrate ai

Deve essere somministrato ossigeno e, se necessario, deve essere effettuata la ventilazione assistita (maschera e pallone di Ambu o intubazione tracheale). Se le convulsioni non cessano spontaneamente dopo 15-20 secondi, deve essere somministrato un anticonvulsivante per via endovenosa per facilitare l’adeguata ventilazione e l’ossigenazione, ad esempio, tiopentale sodico 1-3 mg/kg per via endovenosa. In alternativa si può somministrare diazepam 0,1 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa anche se la sua azione è lenta. Convulsioni prolungate possono compromettere la ventilazione e l’ossigenazione del paziente. In tale evenienza, la somministrazione di un miorilassante (quale succinilcolina 1 mg/kg di peso corporeo) facilita la ventilazione e il controllo dell’ossigenazione. In tali situazioni va presa subito in considerazione l’intubazione endotracheale. In caso di evidente depressione cardiovascolare (ipotensione, bradicardia) può essere somministrato un simpaticomimetico, ad esempio, efedrina 5-10 mg. La somministrazione può essere ripetuta, se necessario, dopo 2-3 minuti.

L'uso di analettici bulbari deve essere evitato per non aggravare la situazione aumentando il consumo di ossigeno. Eventuali convulsioni possono essere controllate con l'uso di diazepam in dose di 10-20 mg per via endovenosa; sono sconsigliabili invece i barbiturici che possono accentuare la depressione bulbare. Il circolo può essere sostenuto con la somministrazione di corticoidi in dosi appropriate per via endovenosa; possono aggiungersi soluzioni diluite di alfa-beta-stimolanti ad azione vasocostrittrice (mefentermina, metaraminolo ed altri) o di solfato di atropina. Come antiacidosico può essere impiegato il bicarbonato di sodio in concentrazione mirata, per via endovenosa.

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