Decelex

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Decelex: ultimo aggiornamento pagina: 17/06/2021 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Decelex

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Decelex 20 mg/ml soluzione iniettabile

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

1 ml di soluzione iniettabile contiene 20 mg di cloroprocaina cloridrato

1 flaconcino con 2 ml di soluzione contiene 400 mg di cloroprocaina cloridrato

Eccipienti con effetti noti:

ml di soluzione contiene 1,85 mg di sodio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile. Soluzione limpida, incolore.

Il pH della soluzione è compreso tra 2.7 e 4.0.

L’osmolalità della soluzione è compresa fra 250 e 300 mOsm/kg.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Anestesia perineurale (blocco nervoso periferico) in adulti per procedure chirurgiche di breve durata (non superiore a 60 minuti).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Devono essere immediatamente disponibili le attrezzature, i farmaci e il personale in grado di affrontare un’emergenza, ad esempio mantenere la pervietà delle vie respiratorie e somministrare ossigeno, poiché in rari casi sono state riportate reazioni avverse gravi, a volte con esito fatale, in seguito all’uso di anestetici locali, anche in assenza di ipersensibilità individuale nell’anamnesi del paziente. Il medico preposto è responsabile delle misure prese per prevenire un’iniezione intravascolare e deve avere una comprovata esperienza in medicina d’urgenza e rianimazione per poter prevenire e trattare gli effetti collaterali e le complicazioni della procedura.

Posologia

La posologia va stabilita su base individuale, secondo le caratteristiche del caso specifico. Nel determinare la dose, bisogna prendere in considerazione le condizioni fisiche del paziente e la somministrazione concomitante di altri medicinali.

La dose somministrata varia in base alla procedura anestetica, alla vascolarità dei tessuti, alla profondità dell’anestesia e al grado di rilassamento muscolare richiesto, alla durata dell’anestesia desiderata e alle condizioni fisiche del paziente.

La tabella seguente è una guida al dosaggio per i blocchi più comunemente usati. Occorre usare la dose più piccola richiesta per produrre un blocco efficace.

Posologia adulti

Procedura anestetica Volume (ml) Dose totale (mg)
Blocchi nervosi maggiori* 15-40 300-800
Blocco ascellare 20 400
Blocco del plesso brachiale 30-40 600-800
Blocco femorale
Blocco sciatico
15-30
20-30
300-600
400-600
Blocchi nervosi minori 0,5-5 10-100
Blocco peribulbare 5 100
Blocco infraorbitale 0,5-1 10-20

* Per quanto riguarda il blocco nervoso maggiore, solo per il blocco ascellare può essere fornita una raccomandazione di dose. Attualmente non ci sono esperienze di specifiche raccomandazioni di dose per altri blocchi e la posologia deve essere stabilita su base individuale.

La dose massima raccomandata negli adulti è 11 mg/kg, senza superare una dose totale massima di 800 mg (=40 ml) di cloroprocaina cloridrato.

La durata dell’azione è dose-dipendente.

Popolazione speciale

L’esperienza del medico e la conoscenza delle condizioni fisiche del paziente sono importanti per stabilire la dose. È consigliabile ridurre la dose nei pazienti le cui condizioni generali sono compromesse. Inoltre, è indicata una dose ridotta per i pazienti anziani e nei pazienti con patologie concomitanti accertate (es. occlusione vascolare, arteriosclerosi, polineuropatia diabetica).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Decelex nei bambini e negli adolescenti non sono state determinate. Non sono disponibili dati (vedere paragrafo 5.1).

Modo di somministrazione

Per uso perineurale (blocco nervoso periferico).

La cloroprocaina può essere somministrata in dose singola.

Il medicinale deve essere ispezionato visivamente prima dell’uso. Possono essere utilizzate unicamente soluzioni limpide e senza particelle. Il contenitore intatto non può essere risterilizzato in autoclave.

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04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo, a medicinali con il gruppo estere dell’acido para-ammino benzoico (PABA), ad altri anestetici locali del gruppo estere o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Devono essere prese in considerazione le controindicazioni generali e specifiche per l’anestesia

perineurale (PNBs) indipendentemente dall’anestetico locale utilizzato

Anestesia regionale endovenosa (l’agente anestetico viene introdotto nell’arto e lasciato agire nell’area mentre il laccio emostatico trattiene l’agente nell’area desiderata)

Ipovolemia

Gravi problemi di conduzione cardiaca.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Alcuni pazienti richiedono un’attenzione speciale per ridurre il rischio di gravi effetti indesiderati, anche quando l’anestesia locoregionale costituisce la scelta ideale per l’intervento chirurgico:

Pazienti con blocco cardiaco completo o parziale, poiché gli anestetici locali possono sopprimere la

conduzione miocardica.

Pazienti con scompenso cardiaco di grado elevato.

Pazienti con compromissione avanzata del fegato o dei reni.

Pazienti anziani e pazienti con compromesse condizioni generali.

Pazienti trattati con agenti antiaritmici di classe III (es. amiodarone). Questi pazienti devono essere sottoposti a un’attenta osservazione e a monitoraggio ECG, poiché gli effetti cardiaci potrebbero sommarsi (vedere paragrafo4.5).

Nei pazienti con malattia epatica avanzata, la cloroprocaina deve essere usata con cautela perché gli

anestetici locali del gruppo estere, vengono idrolizzati dalle colinesterasi plasmatiche prodotte dal fegato.

Pazienti con deficienza congenita di colinesterasi plasmatiche. La presenza di un accesso venoso sicuro deve essere garantita.

È necessaria cautela per impedire le iniezioni nelle aree infiammate.

A seguito di somministrazione accidentale per iniezione intravascolare possono manifestarsi istantaneamente gravi forme di tossicità sistemica (vedere i paragrafi 4.8 e 4.9).

Nei pazienti a rischio elevato, si raccomanda di migliorare le loro condizioni generali prima dell’intervento. Un effetto indesiderato raro, ma grave, dell’anestesia loco-regionale (PNBs) è la lesione del nervo periferico causata da un danno involontario alle strutture anatomiche dall’ago che avanza. Gran parte delle lesioni sono transitorie e spesso subcliniche, o presenti come mononeuropatie lievi. Raramente, le lesioni possono causare un danno permanente del nervo.

Le infusioni intra-articolari di anestetici locali dopo procedure chirurgiche artroscopiche e di altro tipo sono un uso non approvato e ci sono state segnalazioni post-marketing di condrolisi in pazienti che avevano ricevuto tali infusioni.

Uso in chirurgia oftalmica: quando le iniezioni di anestetico locale vengono impiegate per il blocco retrobulbare, non ci si deve basare sulla mancanza di sensazione corneale per determinare se il paziente è pronto per la procedura chirurgica o meno. Ciò perché la completa mancanza di sensazione corneale in genere precede un’achinesia del muscolo oculare esterno clinicamente accettabile.

È noto che la cloroprocaina e i suoi metaboliti vengono sostanzialmente escreti dal rene, e il rischio di reazioni tossiche può essere maggiore nei pazienti con compromissione della funzionalità renale. Poiché i pazienti anziani hanno più probabilità di avere una funzionalità renale diminuita, occorre adoperare cautela nella scelta della dose e potrebbe essere utile monitorare la funzionalità renale.

Questo medicinale contiene 37 mg di sodio per flaconcino da 20 ml, equivalente all’1,85% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’uso concomitante di farmaci vasopressori (ad es. nel trattamento dell’ipotensione connessa a blocchi in ostetricia) e farmaci ossitocici derivati dall’ergotamina, può causare un’ipertensione grave e persistente o emorragie ed accidenti cerebrovascolari del sistema nervoso centrale

Il metabolita della cloroprocaina, l’acido para-amminobenzoico, inibisce l’azione delle sulfonamidi. Pertanto la cloroprocaina non dovrebbe essere utilizzata nei casi in cui sia prevista la somministrazione di farmaci sulfonamidici.

Non sono stati condotti studi sulle interazioni tra cloroprocaina e antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone), ma anche in questo caso bisogna adoperare cautela (vedere anche paragrafo 4.4).

L’associazione di vari anestetici locali induce effetti additivi a carico del sistema cardiovascolare e del SNC.

L’uso concomitante di inibitori della colinesterasi, come gli antimiastenici, la ciclofosfamide, l’ecotiopato, può inibire il metabolismo della cloroprocaina determinando un rischio aumentato di tossicità.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Gli studi negli animali non sono sufficienti rispetto ai possibili effetti sulla gravidanza e sullo sviluppo del feto (vedere 5.3).

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Pertanto, Decelex non è raccomandato durante la gravidanza e in donne in età fertile che non usano misure contraccettive. L’uso di Decelex in gravidanza deve essere preso in considerazione solo se il beneficio atteso per la madre supera qualsiasi rischio potenziale per il feto. Ciò non preclude l’uso di Decelex a termine per l’anestesia ostetrica.

Allattamento

Non è noto se la cloroprocaina o suoi metaboliti siano escreti nel latte materno.

Fertilità

Non sono stati effettuati studi sulla fertilità.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Decelex compromette la capacità di guidare veicoli utilizzare macchinari.

Il medico è responsabile di decidere in ciascun singolo caso se il paziente può guidare o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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I possibili effetti indesiderati dovuti all’uso di Decelex sono in genere simili agli effetti indesiderati di altri anestetici locali della categoria degli esteri usati per l’anestesia regionale. Tali effetti indesiderati sono in genere correlati alla dose e possono essere determinati dal rapido assorbimento dalla sede di iniezione, dalla diminuita tolleranza o da un’iniezione intravascolare accidentale della soluzione anestetica locale. Oltre alla tossicità sistemica correlata alla dose, un’iniezione subaracnoidea involontaria del farmaco durante l’azione prevista dei blocchi nervosi vicino la colonna vertebrale (specialmente nella regione della testa e del collo) può provocare ipoventilazione o apnea (“Spinale totale”). È difficile distinguere gli effetti indesiderati indotti dal farmaco dagli effetti fisiologici del blocco nervoso (ad es. riduzione nella pressione arteriosa, bradicardia), dagli effetti diretti (ad es. lesione del nervo) o dagli effetti indiretti (ad es. infiammazione del nervo) della puntura dell’ago.

La frequenza degli effetti indesiderati elencati sotto viene definita utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (≥1/10), Comune (da ≥1/100 a <1/10), Non comune (da ≥1/1000 a <1/100), Raro (da

≥1/10000 a <1/1000), Molto raro (<1/10000), Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Disturbi del sistema immunitario

Rare reazioni allergiche causate da sensibilità all’anestetico locale, caratterizzate da sintomi come orticaria, prurito, eritema, edema angioneurotico con possibile ostruzione delle vie respiratorie (compreso edema laringeo), tachicardia, starnuti, nausea, vomito, vertigini, sincope, eccessiva sudorazione, temperatura elevata, ed eventualmente, sintomatologia di tipo anafilattico (compresa ipertensione severa).

Lesione, avvelenamento e complicanze procedurali

Comune: complicanza anestetica.

Patologie del sistema nervoso

Comune: ansia, agitazione, parestesia, vertigini.

Non comune: segni e sintomi di tossicità del Sistema Nervoso Centrale (tremori eventualmente seguiti da convulsioni, convulsioni, parestesia circumorale, sensazione di insensibilità della lingua, problemi uditivi, problemi visivi, visione sfuocata, tremori, tinnito, problemi del linguaggio, perdita di coscienza).

Raro: neuropatia, sonnolenza fino a svenimento e arresto respiratorio, incontinenza urinaria e fecale, perdita della sensibilità perineale e della funzione sessuale e lesioni neurologiche permanenti.

Patologie dell’occhio

Raro: diplopia.

Patologie cardiache

Non comune: bradicardia.

Raro: aritmia, depressione del miocardio, arresto cardiaco (il rischio è aumentato con dosi elevate o con iniezione intravascolare involontaria).

Patologie vascolari

Molto comune: ipotensione.

Non comune: ipertensione, ipotensione causata da elevate dosi.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: dispnea.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: nausea. Comune: vomito.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

04.9 Sovradosaggio

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È improbabile che Decelex, alla posologia raccomandata per via perineurale, dia luogo a livelli plasmatici in grado di indurre tossicità sistemica (vedere paragrafo 5.2).

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Tossicità sistemica acuta

Gli effetti indesiderati sistemici sono di origine metodologica (dovuti all’uso), farmacodinamica o farmacocinetica e riguardano il sistema nervoso centrale e il sistema cardiocircolatorio.

Gli effetti indesiderati iatrogeni compaiono a causa di:

iniezione di una quantità eccessiva di soluzione

iniezione accidentale in un vaso sanguigno

In caso di somministrazione endovenosa accidentale, l’effetto tossico compare entro 1 minuto. La DL 50 endovenosa di cloroprocaina cloridrato è pari a 97 mg/kg nel topo, a 65 mg/kg nelle cavie e < 30 mg/kg nei cani, che corrispondono rispettivamente a dosi nell’uomo di 7,9 mg/kg, 14,1 mg/kg e < 16,7 mg/kg. L’LD 50 sottocutanea di cloroprocaina cloridrato nel topo è 950 mg/kg, che corrisponde ad una dose nell’uomo di 77,2 mg/kg.

I segni di sovradosaggio possono essere classificati in due gruppi di sintomi, che differiscono tra loro in termini di qualità e di intensità:

Sintomi a carico del sistema nervoso centrale

In generale, i primi sintomi sono parestesia della regione della bocca, sensazione di insensibilità della lingua, stordimento, problemi uditivi e tinnito. I problemi visivi e le contratture muscolari sono più severe e precedono una convulsione generalizzata. Questi segni non vanno confusi con un comportamento nevrotico. Successivamente, possono comparire perdita di coscienza e convulsioni tonico-cloniche, che generalmente durano pochi secondi o minuti. Le convulsioni vengono immediatamente seguite dall’ipossia e da livelli aumentati di diossido di carbonio nel sangue (ipercapnia), attribuibili all’aumento dell’attività muscolare associata a problemi respiratori. In casi gravi, può comparire arresto respiratorio. L’acidosi e/o l’ipossia potenziano gli effetti tossici degli anestetici locali.

La riduzione o il miglioramento dei sintomi a carico del sistema nervoso centrale possono essere attribuiti alla ridistribuzione dell’anestetico locale al di fuori del SNC, con suo conseguente metabolismo ed escrezione. La regressione può essere rapida, tranne il caso in cui siano state usate quantità enormi.

Sintomi cardiovascolari

In casi gravi, può comparire tossicità cardiovascolare. In presenza di un’elevata concentrazione sistemica di anestetici locali, possono comparire ipotensione, bradicardia, aritmia e anche arresto cardiaco.

I primi segni dei sintomi di tossicità a carico del sistema nervoso centrale precedono generalmente gli effetti tossici cardiovascolari. Ciò non vale se il paziente è in anestesia generale o viene sottoposto a forte sedazione con medicinali quali le benzodiazepine o barbiturici.

Trattamento della tossicità sistemica acuta

Vanno prese immediatamente le seguenti misure:

Interruzione della somministrazione di Decelex.

Assicurare un’adeguata somministrazione di ossigeno: mantenere pervie le vie respiratorie, somministrare O2, se necessario ventilazione artificiale (intubazione).

Nel caso di una depressione cardiovascolare, va stabilizzata la circolazione.

Se compaiono convulsioni che non regrediscono spontaneamente dopo 15-20 secondi, si raccomanda la somministrazione di un anticonvulsivante per via endovenosa.

Gli analettici ad azione centrale sono controindicati in caso di intossicazione causata da anestetici locali!

In caso di gravi complicanze, nel trattamento del paziente è consigliabile richiedere l’assistenza di un medico specialista in medicina d’urgenza e rianimazione (es. anestesista).

In pazienti con deficienza congenita di colinesterasi plasmatiche può essere somministrata una soluzione lipidica per via endovenosa.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: anestetici, locali; esteri dell’acido amminobenzoico Codice ATC: N01BA04

La cloroprocaina è un anestetico locale appartenente alla categoria degli esteri. La cloroprocaina blocca la formazione e la conduzione degli impulsi nervosi, presumibilmente aumentando la soglia di eccitazione elettrica dei nervi, rallentando la propagazione dell’impulso nervoso e riducendo la velocità di crescita del potenziale d’azione.

Per somministrazione perineurale, l’insorgenza dell’effetto è molto rapida (da 6 a 12 minuti) e l’anestesia può durare fino a 100 minuti.

I pazienti con un blocco soddisfacente senza alcun bisogno di ulteriore supplementazione nei primi 45 minuti, dal momento in cui sono o pronti per la procedura chirurgica, sono il 90,8% con cloroprocaina cloridrato.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi clinici con Decelex in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica nell’anestesia perineurale (blocco nervoso periferico) (vedere paragrafo4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento e distribuzione

La concentrazione plasmatica dovrebbe essere trascurabile nell’uso perineurale.

Biotrasformazione

Nel plasma, la cloroprocaina è rapidamente metabolizzata dalle pseudocolinesterasi per idrolisi del legame estere. Il processo potrebbe essere decelerato in caso di carenza di pseudocolinesterasi.

L’idrolisi della cloroprocaina produce ß-dietilamminoetanolo e acido 2-cloro-4-amminobenzoico.

In vitro, l’emivita plasmatica della cloroprocaina negli adulti è pari a 21 ± 2 secondi nei maschi e 25 ± 1 secondi nelle femmine. In vitro, l’emivita plasmatica nei neonati è 43 ± 2 secondi. Nelle donne, è stata misurata un’emivita plasmatica in vivo di 3.1 ± 1.6 minuti.

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Eliminazione

I metaboliti, ß-dietilamminoetanolo e acido 2-cloro-4-amminobenzoico, sono escreti dai reni nelle urine.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Per la tossicità acuta della 2-cloroprocaina dopo somministrazione endovenosa riferirsi al paragrafo 4.9. Sono stati condotti studi preclinici nel caso di somministrazione spinale. Gli eventi avversi che sono stati osservati negli studi non-clinici sono relativi unicamente ad esposizioni considerate sufficientemente in eccesso rispetto alla massima esposizione umana, indicando una scarsa rilevanza clinica.

Negli animali non sono stati condotti studi con la cloroprocaina per valutare il potenziale cancerogeno e la tossicità sulla riproduzione e nello sviluppo.

Studi di genotossicità in vitro non hanno fornito evidenze che 2-cloroprocaina e 4-ammino-2-acido clorobenzoico (metabolita principale) posseggano un potenziale mutageno o clastogeno rilevante.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Acido cloridrico 3,7% (per la correzione del pH) Sodio cloruro

Acqua per preparazioni iniettabili.

06.2 Incompatibilità

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In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

06.3 Periodo di validità

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anni.

Il medicinale va usato subito dopo la prima apertura.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore a 25°C. Non refrigerare o congelare. Conservare il flaconcino nella confezione originale per proteggerlo dalla luce.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Flaconcino di vetro trasparente di tipo I, incolore, da 20 ml. Scatola da 1 flaconcino contenente 20 ml di soluzione iniettabile.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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B. Braun Melsungen AG Carl-Braun-Straße, 1 34212 Melsungen Germania

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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040454023 – “20 mg/ml soluzione iniettabile” 1 flaconcino in vetro da 20 ml

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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17/01/2020

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 14/04/2021

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