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Felodipina Zen: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Felodipina Zen

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Felodipina Zen: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Felodipina Zen: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Felodipina Zentiva 5 mg compresse a rilascio prolungato Felodipina Zentiva 10 mg compresse a rilascio prolungato

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Felodipina Zentiva 5 mg compresse a rilascio prolungato

Una compressa a rilascio prolungato contiene 5 mg di felodipina. Eccipienti:

Felodipina Zentiva 5 mg compresse a rilascio prolungato: una compressa contiene 1,75 mg di lattosio monoidrato.

Felodipina Zentiva 10 mg compresse a rilascio prolungato

Una compressa a rilascio prolungato contiene 10 mg di felodipina. Eccipienti:

Felodipina Zentiva 10 mg compresse a rilascio prolungato: una compressa contiene 3,499 mg di lattosio monoidrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa a rilascio prolungato

Felodipina Zentiva 5 mg compresse a rilascio prolungato

Compressa a rilascio prolungato, rotonda, biconvessa, di colore da rosso chiaro a rosso- grigio, con la scritta F5 impressa su un lato.

Felodipina Zentiva 10 mg compresse a rilascio prolungato

Compressa a rilascio prolungato, rotonda, biconvessa, di colore da rosso chiaro a rosso- grigio, con la scritta F10 impressa su un lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Ipertensione essenziale.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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La dose deve essere corretta in base alle singole esigenze del paziente. In genere, Felodipina Zentiva deve essere somministrato come indicato di seguito: la dose iniziale raccomandata è di 5 mg di felodipina una volta al giorno. Se necessario, è possibile aumentare la dose a 10 mg di felodipina una volta al giorno o aggiungere un altro farmaco antiipertensivo. Gli incrementi di dose devono essere intervallati da almeno 2 settimane. La dose di mantenimento abituale è di 5-10 mg una volta al giorno. La dose massima giornaliera è di 10 mg di felodipina.

Anziani

Per gli anziani, la dose iniziale raccomandata deve essere corretta. Prestare particolare cautela per i successivi aumenti di dose. Per una dose di 2,5 mg è necessario utilizzare un medicinale di dosaggio appropriato.

Compromissione della funzionalità renale

La farmacocinetica della felodipina non viene influenzata significativamente nei pazienti con compromissione da lieve a moderata della funzionalità renale. Prestare cautela nel caso di pazienti con compromissione della funzionalità renale di grado severo (vedere paragrafì 4.4 e 5.2).

Compromissione della funzionalità epatica

Nei pazienti con compromissione da lieve a moderata della funzionalità epatica, la dose iniziale raccomandata deve essere diminuita alla dose minima efficace di felodipina. La dose deve essere aumentata solo dopo aver valutato attentamente il bilancio tra i benefici e i rischi (vedere paragrafo 5.2). La felodipina è controindicata nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica di grado severo.

Per una dose di 2,5 mg è necessario utilizzare un medicinale di dosaggio appropriato.

Bambini ed adolescenti (di età inferiore ai 16 anni)

La felodipina non deve essere somministrata ai bambini in quanto la sicurezza d’impiego e l’efficacia di questo farmaco non sono state dimostrate per questa popolazione di pazienti.

Metodo di somministrazione

Le compresse a rilascio prolungato devono essere assunte al mattino con l’aiuto di una quantità sufficiente di liquidi (ad esempio, un bicchiere d’acqua, ma NON con succo di pompelmo) (vedere paragrafo 4.5).

Le compresse a rilascio prolungato devono essere deglutite intere e non devono essere masticate o schiacciate.

Le compresse possono essere assunte a stomaco vuoto o con un pasto leggero, ma non con un pasto ad alto contenuto di grassi (vedere paragrafo 5.2).

04.3 Controindicazioni

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La felodipina è controindicata nei pazienti:

che presentano ipersensibilità alla felodipina (o ad altri farmaci diidropiridinici) o a uno qualsiasi degli eccipienti;

che presentano shock cardiogeno (analogamente agli altri calcio-antagonisti, il trattamento deve essere sospeso nei pazienti che sviluppano shock cardiogeno);

affetti da ostruzione valvolare cardiaca che condiziona l’emodinamica;

affetti da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva;

affetti da ostruzione che condiziona la dinamica della gittata cardiaca;

che hanno subito un infarto miocardico acuto (entro 4-8 settimane da un infarto miocardico);

affetti da insufficienza cardiaca scompensata;

affetti da compromissione della funzionalità epatica di grado severo;

in gravidanza.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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La felodipina deve essere somministrata con cautela ai pazienti affetti da:

disturbi della conduzione, insufficienza cardiaca compensata, tachicardia e stenosi della valvola aortica o mitralica;

compromissione da lieve a moderata della funzionalità epatica; poiché l’effetto

antiipertensivo potrebbe risultare potenziato;.

è necessario prendere in considerazione la correzione del dosaggio;

compromissione della funzionalità renale di grado severo (gfr < 30 ml/min);

blocco AV di secondo o terzo grado.

La brusca sospensione del trattamento con felodipina potrebbe, in alcuni casi, provocare una crisi ipertensiva.

La felodipina può causare ipotensione significativa (effetto vasodilatatore) con conseguente tachicardia, fino a ischemia miocardica in pazienti sensibili, pertanto i pazienti predisposti potrebbero incorrere in un infarto miocardico (vedere paragrafo 5.1).

I farmaci diidropiridinici possono causare ipotensione acuta. In alcuni casi esiste il rischio di ipoperfusione accompagnata da tachicardia riflessa (effetto angor paradosso) (vedere paragrafo 5.1).

La felodipina viene eliminata dal fegato. Di conseguenza in pazienti con funzionalità epatica chiaramente ridotta sono attese possibili concentrazioni terapeutiche e risposta alla felodipina più elevate (vedere anche paragrafo 4.2).

La felodipina viene metabolizzata dagli enzimi CYP3A4, pertanto è necessario evitare l’associazione con farmaci inibitori o induttori potenti del CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5). Per lo stesso motivo, è necessario evitare l’assunzione concomitante di succo di pompelmo (vedere paragrafo 4.5).

Come con l’impiego di altri calcioantagonisti, nei pazienti affetti da grave gengivite o periodontite sono stati segnalati casi di lieve iperplasia gengivale. Quest’ultima può essere evitata o almeno alleviata, prestando particolare attenzione all’igiene dentale.

Le compresse contengono lattosio. Questo farmaco non deve essere assunto da pazienti che presentano rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, carenza di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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La felodipina è un substrato del CYP3A4. Le sostanze attive che inducono o inibiscono il CYP3A4 influiranno notevolmente sui livelli plasmatici di felodipina.

L’effetto antiipertensivo della felodipina può essere potenziato dagli altri antiipertensivi e dagli antidepressivi triciclici.

L’assunzione concomitante di felodipina e di sostanze attive che inibiscono l’isoenzima epatico 3A4 del citocromo P450 [quali cimetidina, antimicotici azolici (itraconazolo, ketoconazolo), antibiotici macrolidi (eritromicina), telitromicina o inibitori della proteasi dell’HIV come ritonavir] causa l’aumento delle concentrazioni plasmatiche di felodipina (vedere paragrafo 4.4). Durante la somministrazione concomitante di felodipina e itraconazolo, la Cmax è aumentata di 8 volte e l’AUC di 6. Durante la somministrazione concomitante di felodipina ed eritromicina, la Cmax e l’AUC sono aumentate di circa 2,5 volte.

Il succo di pompelmo inibisce l’enzima 3A4 del citocromo P450. L’assunzione concomitante di felodipina e succo di pompelmo ha quasi raddoppiato la Cmax e l’AUC del farmaco. Anche questa associazione deve essere evitata.

Il trattamento concomitante con sostanze attive quali carbamazepina, fenitoina, barbiturici (ad esempio fenobarbital) e rifampicina, efavirez e nevirapina, riduce le concentrazioni plasmatiche di felodipina tramite induzione enzimatica a livello epatico (sistema del citocromo P450). Durante la somministrazione concomitante di felodipina e carbamazepina,

fenitoina e fenobarbital, l’AUC è diminuita del 93% e la Cmax dell’82%. Si prevede un effetto simile con Hypericum Perforatum (erba di San Giovanni). Potrebbe essere necessario un aumento della dose di felodipina. È necessario evitare l’associazione con induttori del CYP3A4.

A causa di un effetto saluretico iniziale, la felodipina può aggravare una ipokaliemia preesistente se aggiunta a una terapia diuretica.

L’idroclorotiazide può potenziare l’effetto antiipertensivo della felodipina.

La felodipina può indurre un aumento della Cmax della ciclosporina. La ciclosporina può inoltre inibire il metabolismo della felodipina creando un rischio potenziale di tossicità della felodipina.

Le concentrazioni ematiche di digossina aumentano durante la somministrazione concomitante di felodipina. Pertanto, è necessario prendere in considerazione la diminuzione del dosaggio della digossina quando si somministrano i due principi attivi contemporaneamente.

Interazioni aggiuntive

Tacrolimus: la felodipina può aumentare la concentrazione di tacrolimus. Quando viene assunto insieme, la concentrazione sierica di tacrolimus deve essere monitorata e può essere necessario un aggiustamento della dose di tacrolimus.

Altri farmaci ad elevato legame proteico: l’elevato grado di legame della felodipina con le proteine plasmatiche non sembra influenzare la frazione libera di altri farmaci ad elevato legame proteico come il warfarin.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

La felodipina è controindicata durante la gravidanza, in quanto le sperimentazioni sugli animali hanno dimostrato danni al feto (vedere paragrafo 5.3). Prima di iniziare il trattamento con la felodipina è necessario escludere la presenza di una gravidanza in corso.

Allattamento

La felodipina viene escreta nel latte materno. Se la madre che allatta assume dosi terapeutiche di felodipina, il neonato allattato totalmente al seno assorbirà con il latte materno solo una dose molto bassa del farmaco. Non sono disponibili informazioni sul rischio potenziale per il neonato, pertanto, a titolo precauzionale, è necessario interrompere l’allattamento durante il trattamento.

Fertilità

Non sono disponibili dati sulla fertilità nei pazienti.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Il trattamento con la felodipina richiede una regolare supervisione medica in quanto occasionalmente possono verificarsi capogiri o affaticamento. In alcuni casi, la felodipina può influire sulle reazioni di un paziente in misura tale da poter compromettere la capacità di guidare o usare macchinari oppure di lavorare senza misure protettive adeguate. Ciò avviene in particolare all’inizio della terapia, quando si aumenta o modifica la dose, nonché a seguito di assunzione concomitante di alcool.

04.8 Effetti indesiderati

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Come altri dilatatori arteriolari, la felodipina può causare vampate, cefalea, palpitazioni, capogiri e stanchezza. La maggior parte di queste reazioni sono dose-dipendenti e compaiono all’inizio del trattamento o dopo un aumento della dose. Nel caso si presentassero, queste reazioni sono di solito transitorie e diminuiscono con il passare del tempo.

Come con altri diidropiridinici, può verificarsi edema alle caviglie dose-dipendente nei pazienti trattati con felodipina. Ciò deriva dalla vasodilatazione precapillare e non è correlato a ritenzione idrica generalizzata. L’esperienza derivante dagli studi clinici ha mostrato che il 2% dei pazienti interrompe il trattamento a causa di gonfiore alle caviglie.

Come con altri calcio-antagonisti, è stata riscontrata una lieve iperplasia gengivale in pazienti con pronunciata gengivite/parodontite. L’iperplasia può essere evitata o curata con un’attenta igiene dentale.

Le reazioni avverse elencate di seguito sono state identificate durante gli studi clinici e attraverso la sorveglianza post-marketing.

Sono utilizzate le seguenti definizioni di frequenza:

• Molto comune: ≥1/10

• Comune: ≥1/100 e <1/10

• Non comune: ≥1/1.000 e <1/100

• Rara: ≥1/10.000 e <1/1.000

• Molto rara: <1/10.000

Molto comuni≥1/10 Comuni ≥1/100 e <1/10 Non comuni≥1/1000 e<1/100 Rari≥1/10.000 e<1/1000 Molto rari≥1/10.000(compresi casi isolati)
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneAumento di peso
Disturbi psichiatriciIrrequietezza
Disturbi del sistema nervosoCefalea*Capogiro, parestesia, tremori, sudorazione
Patologie dell’orecchio e del labirintoTinnito2
Patologie cardiacheAttacchi di angina pectoris (in particolare all’ inizio del trattamento) nei pazienti con angina pectoris pre- esistente potrebbe verificarsi un aumento della frequenza, durata e gravità degli attacchiSincope, palpitazioni, tachicardiaInfarto del miocardio
Patologie vascolariEdema periferico (l’intensità del gonfiore alla caviglia è dose-dipendente)Ipotensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheDispnea
Patologie gastrointestinaliDisturbi gastrointesti-nali (es. nausea, vomito, diarrea, stipsi) iperplasia gengivale e gengivite
Patologie epatobiliariDisturbi della funzionalità epatica (livelli elevati di transaminasi)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoRossore*Reazioni cutanee e di ipersensibilità quali prurito, orticaria, esantema, fotosensibilizzazioneVasculite leucocito-clasticaDermatite esfoliativa, angioedema
Patologie renali e urinariePollachiuria
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoMialgia, artralgia
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammellaDisturbi dell’erezione, ginecomastia, menorragia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneAffaticamentoFebbre

* Questi effetti indesiderati possono verificarsi in particolare all’inizio del trattamento, quando viene aumentato il dosaggio o quando vengono somministrati alti dosaggi. Generalmente questi effetti diminuiscono continuando il trattamento.

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi del sovradosaggio

Il sovradosaggio può causare vasodilatazione periferica eccessiva con marcata ipotensione e talvolta bradicardia.

Gestione del sovradosaggio

Carbone attivo, e se necessario lavanda gastrica.

Le misure terapeutiche devono incentrarsi sull’eliminazione del principio attivo e sul ripristino della circolazione.

In caso di ipotensione di grado severo è necessario fornire un trattamento sintomatico; il paziente deve essere disteso supino con gli arti inferiori sollevati. In caso di bradicardia concomitante, somministrare atropina (0,5 – 1,0 mg) per via endovenosa. Per evitare un sovraccarico cardiaco è necessario somministrare con cautela altri fluidi per via

endovenosa con supervisione emodinamica, per esempio soluzione glucosata, soluzione salina o destrano.

Se le misure sovradescritte dovessero essere insufficienti, è possibile inoltre somministrare sostanze attive simpatomimetiche con effetto prevalente sugli 1-adrenorecettori (quali dobutamina, dopamina, noradrenalina o adrenalina). Il dosaggio dipende dall’efficacia ottenuta.

La felodipina è dializzabile solo in minima parte (circa il 9%).

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Gruppo farmacoterapeutico: calcioantagonisti selettivi con prevalente effetto vascolare – derivati diidropiridinici.

Codice ATC: C08C A02

La felodipina è un calcio-antagonista di tipo diidropiridinico. I calcioantagonisti interferiscono con i canali del calcio voltaggio-dipendenti di tipo L (lenti) delle membrane plasmatiche delle cellule della muscolatura liscia e riducono l’ingresso degli ioni di calcio provocando vasodilatazione.

La felodipina è un calcio-antagonista selettivo con prevalente effetto vascolare: ha un effetto più marcato sulla muscolatura liscia vascolare che sul muscolo miocardico e dilata in modo selettivo le arteriole senza effetto sui vasi venosi.

La felodipina causa un abbassamento dose dipendente della pressione arteriosa tramite vasodilatazione e di conseguenza provoca una riduzione della resistenza vascolare periferica. Riduce la pressione arteriosa sistolica e diastolica. L’effetto emodinamico della felodipina è accompagnato da tachicardia riflessa (mediata dai barorecettori). La tachicardia riflessa non è comune nella formulazione a rilascio prolungato, in particolare durante l’assunzione cronica.

Alle dosi terapeutiche, la felodipina non ha effetto sulla contrattilità o sulla conduzione cardiache. Riduce la resistenza vascolare renale. La velocità di filtrazione glomerulare rimane immutata.

La felodipina ha un debole effetto natriuretico/diuretico e non provoca ritenzione idrica.

La felodipina può essere impiegata in monoterapia, ma anche in associazione con betabloccanti, diuretici e ACE-inibitori.

L’esperienza in studi clinici sull’uso di felodipina nei pazienti pediatrici ipertesi è limitata. In uno studio randomizzato, in doppio cieco, della durata di tre settimane eseguito su gruppi di studio paralleli di bambini di età compresa tra i 6 – 16 anni affetti da ipertensione primaria gli effetti antipertensivi di felodipina, somministrata 1 volta al giorno nei dosaggi di 2,5 mg (n = 33), 5 mg (n = 33) e 20 mg (n = 31), sono stati confrontati con placebo (n = 35). Lo studio non è riuscito a dimostrare l’efficacia della felodipina nel ridurre la pressione sanguigna nei bambini di età compresa tra i 6 – 16 anni.

Gli effetti a lungo termine della felodipina sulla crescita, pubertà e in generale lo sviluppo non sono stati studiati. L’efficacia a lungo termine della terapia antipertensiva come terapia nell’infanzia per ridurre la morbidità cardiovascolare e la mortalità in età adulta non è stata stabilita.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento:

Dopo somministrazione orale, la felodipina viene assorbita completamente. Con le compresse a rilascio prolungato, la fase di assorbimento si protrae più a lungo, permettendo di ottenere nell’arco delle 24 ore concentrazioni plasmatiche costanti del farmaco, comprese entro l’intervallo terapeutico. I picchi di concentrazione plasmatica si raggiungono dopo 3-5 ore. Lo stato stazionario si raggiunge dopo circa 3 giorni dall’inizio del trattamento. A causa di un effetto di primo passaggio eccessivo, solo il 15% circa della dose somministrata è disponibile a livello sistemico .

Distribuzione:

Il legame della felodipina alle proteine plasmatiche è > 99%. Il volume di distribuzione è di circa 10 l/kg allo stato stazionario, e ciò indica un’ampia distribuzione tissutale della felodipina. Non vi è accumulo significativo durante il trattamento a lungo termine.

Metabolismo:

La felodipina viene ampiamente metabolizzata a livello epatico dal CYP 3A4. Tutti i metaboliti identificati sono inattivi.

Eliminazione:

Nelle urine non è rilevabile principio attivo immodificato. L’emivita media della felodipina nella fase terminale è di 25 ore. I metaboliti idrofili inattivi formati durante la biotrasformazione epatica vengono eliminati principalmente per via renale (fino a circa il 70%) e la parte rimanente viene escreta nelle feci.

La clearance plasmatica media è di 1100 ml/min e dipende dal flusso ematico epatico.

Anziani:

Nei pazienti anziani sono state misurate concentrazioni plasmatiche più elevate.

Compromissione della funzionalità epatica:

Nei pazienti affetti da compromissione della funzionalità epatica è stato misurato un aumento delle concentrazioni plasmatiche pari fino al 100%.

Compromissione della funzionalità renale:

La compromissione della funzionalità renale non influenza la farmacocinetica della felodipina, sebbene in caso di insufficienza renale si verifichi un accumulo di metaboliti inattivi.

Effetto degli alimenti:

Secondo gli studi condotti sulle compresse di felodipina, un pasto ad alto contenuto di grassi può influenzare i parametri farmacocinetici.

In uno studio di farmacocinetica in dose singola (felodipina 5 mg rilascio prolungato) con un numero limitato di bambini di età compresa tra i 6 e i 16 anni (n = 12) non è stata rilevata nessuna apparente correlazione tra l’età e l’AUC, Cmax o l’emivita della felodipina.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici non evidenziano alcun rischio particolare per l’uomo in base agli studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità per dose ripetuta, genotossicità e potenziale cancerogeno. Negli studi sugli animali sono stati rilevati effetti avversi sulla riproduzione. Gli effetti nei ratti (prolungamento della gravidanza e travaglio difficile) e nei conigli (compromissione dello sviluppo delle falangi distali, presumibilmente dovuto a una diminuzione della perfusione uteroplacentare) non hanno rivelato prove di un effetto teratogeno diretto, tuttavia indicano conseguenze secondarie dell’effetto farmacodinamico. Nelle scimmie è stata rilevata una posizione anomala delle falangi distali. Non è nota il significato di queste osservazioni per l’uomo.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa Cellulosa microcristallina Lattosio monoidrato Sodio laurilsolfato Ipromellosa

Magnesio stearato

Rivestimento della compressa Lattosio monoidrato Ipromellosa

Macrogol 4000

Coloranti: ferro ossido giallo (E172); ferro ossido rosso (E 172) Titanio diossido (E171)

06.2 Incompatibilità

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Non applicabile

06.3 Periodo di validità

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Felodipina Zentiva 5 mg compresse a rilascio prolungato

anni

Felodipina Zentiva 10 mg compresse a rilascio prolungato

anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Nessuna istruzione particolare.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Le compresse a rilascio prolungato sono confezionate in un blister di polivinilcloruro/alluminio inserito in un astuccio di cartone o sono confezionate in un flacone di polietilene ad alta densità.

Confezioni originali contenenti

7, 10, 14, 20, 28, 30, 50, 50×1, 98, 100, 100×1 e 250 compresse a rilascio prolungato in blister o in flacone.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Zentiva Italia S.r.l.

Viale Bodio, 37/b – 20158 Milano (Italia)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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IMMISSIONE IN COMMERCIO Felodipina Zentiva 5 mg compresse a rilascio prolungato

7 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168010/M

10 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168453/M

14 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168022/M

20 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168034/M

28 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168046/M

30 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168059/M

50 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168061/M

50×1 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168073/M

98 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168085/M

100×1 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168097/M

100 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168109/M

250 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168111/M

7 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168123/M

10 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168465/M

14 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168135/M

20 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168147/M

28 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168150/M

30 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168162/M

50×1 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168174/M

50 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168186/M

98 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168198/M

100 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168200/M

100×1 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168212/M

250 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168224/M

Felodipina Zentiva 10 mg compresse a rilascio prolungato

7 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168236/M

10 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168477/M

14 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168248/M

20 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168251/M

28 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168263/M

30 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168275/M

50 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168287/M

50×1 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168299/M

98 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168301/M

100 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168313/M

100×1 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168325/M

250 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037168337/M

7 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168349/M

10 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168489/M

14 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168352/M

20 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168364/M

28 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168376/M

30 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168388/M

50 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168390/M

50×1 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168402/M

98 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168414/M

100 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168426/M

100×1 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168438/M

250 compresse in flacone HDPE AIC n. 037168440/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Prima autorizzazione: 06.04.2009 – Rinnovo AIC: Giugno 2010

10.0 Data di revisione del testo

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Determinazione AIFA del Maggio 2012

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Felodipina zen – 28 Cpr 5 mg Rp (Felodipina)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: C08CA02 AIC: 037168046 Prezzo: 6,28 Ditta: Zentiva Italia Srl


Felodipina zen – 14 Cpr 10 mg Rp (Felodipina)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: C08CA02 AIC: 037168248 Prezzo: 5,84 Ditta: Zentiva Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983