Aicybet
Aicybet (Brinzolamide/Timololo Maleato)
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Aicybet: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))
Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Aicybet
01.0 Denominazione del medicinale
Aicybet 10 mg/mL+ 5 mg/mL collirio, sospensione
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Un mL di sospensione contiene 10 mg di brinzolamide e 5 mg di timololo (come timololo maleato). Una goccia di circa 0,03 mL contiene 0,3 mg di brinzolamide e 0,15 mg di timololo (come timololo maleato).
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Collirio, sospensione.
Sospensione uniforme da bianca a biancastra, pH 7,2 (circa).
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Riduzione della pressione intraoculare (PIO) in pazienti adulti con glaucoma ad angolo aperto o ipertensione oculare per i quali la monoterapia produce una riduzione della PIO insufficiente (vedere paragrafo 5.1).
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia
Uso negli adulti, inclusi gli anziani La dose è di una goccia di Aicybet nel sacco congiuntivale dello/gli occhio/i affetto/i due volte al giorno.
L’assorbimento sistemico viene ridotto occludendo il condotto naso lacrimale o abbassando la palpebra. In questo modo si può ottenere la riduzione degli effetti indesiderati sistemici e l’aumento dell’attività locale (vedere paragrafo 4.4).
Se si salta una dose, proseguire il trattamento con la dose successiva come programmato. La dose non dovrà essere superiore ad una goccia due volte al giorno per occhio affetto.
Quando Aicybet viene usato in sostituzione di un altro medicinale antiglaucoma, si deve interrompere la somministrazione dell’altro medicinale ed iniziare la terapia con Aicybet il giorno successivo.
Popolazioni speciali
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Aicybet nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 0 e 18 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Compromissione epatica e renale Non sono stati condotti studi con Aicybet o colliri contenenti timololo 5 mg/mL in pazienti con compromissione epatica o renale. Non è necessaria alcuna modifica del dosaggio in pazienti con compromissione epatica o in pazienti con compromissione renale da lieve a moderata.
Aicybet non è stato studiato in pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina <30 mL/min) o in pazienti con acidosi ipercloremica (vedere paragrafo 4.3). Poiché la brinzolamide ed il suo metabolita principale sono escreti in modo predominante dal rene, Aicybet è controindicato in pazienti con compromissione renale grave (vedere paragrafo 4.3).
Aicybet deve essere usato con cautela in paziente con grave compromissione epatica (vedere paragrafo 4.4).
Modo di somministrazione
Per uso oftalmico.
I pazienti devono essere informati di agitare bene il flacone prima dell’uso.
Per impedire la contaminazione della punta del flacone contagocce e della sospensione, si deve porre attenzione a non toccare le palpebre, le aree circostanti o altre superfici con la punta contagocce del flacone. Istruire i pazienti a conservare il flacone ben chiuso quando non lo si utilizza.
In caso di uso concomitante di più di un medicinale per uso oftalmico topico, i medicinali devono essere somministrati con un intervallo di almeno 5 minuti. Gli unguenti oftalmici devono essere somministrati per ultimi.
04.3 Controindicazioni
- Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
- Ipersensibilità ad altri beta-bloccanti
- Ipersensibilità alle sulfonamidi (vedere paragrafo 4.4.)
- Malattia reattiva delle vie aeree, inclusi asma bronchiale e un’anamnesi di asma bronchiale,
pneumopatia ostruttiva cronica grave.
- Bradicardia sinusale, sindrome del seno malato, blocco seno-atriale, blocco atrioventricolare di
secondo o terzo grado non controllato con pace-maker. Insufficienza cardiaca manifesta o shock cardiogeno.
- Rinite allergica grave
- Acidosi ipercloremica (vedere paragrafo 4.2).
- Compromissione renale grave.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Effetti sistemici
- Brinzolamide e timololo vengono assorbiti per via sistemica. A causa della componente beta-
bloccante adrenergica del timololo, possono verificarsi gli stessi tipi di reazioni avverse cardiovascolari, polmonari ed altre reazioni indesiderate osservate con le sostanze beta-bloccanti adrenergiche somministrate per via sistemica. L’incidenza di reazioni avverse sistemiche dopo somministrazione oftalmica topica è inferiore rispetto a quella rilevata dopo somministrazione sistemica. Per ridurre l’assorbimento sistemico vedere paragrafo 4.2.
- Poiché il medicinale è assorbito a livello sistemico, nei pazienti trattati con Aicybet si possono
riscontrare reazioni di ipersensibilità segnalate con i derivati delle sulfonamidi, inclusa la sindrome di Stevens-Johnson (Stevens-Johnson syndrome, SJS) e la necrolisi epidermica tossica (toxic epidermal necrolysis, TEN). Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere avvisati circa i segni e i sintomi e devono essere monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Se si manifestano segni di reazioni gravi o di ipersensibilità, Aicybet deve essere interrotto immediatamente.
Patologie cardiache
In pazienti con malattie cardiovascolari (per esempio cardiopatia coronarica, angina di Prinzmetal e insufficienza cardiaca) ed ipotensione, la terapia con i beta-bloccanti deve essere valutata criticamente e deve essere presa in considerazione la terapia con altri principi attivi. In pazienti con malattie cardiovascolari devono essere monitorati segnali di peggioramento di tali malattie e reazioni indesiderate.
A causa dell’effetto negativo sul tempo di conduzione, i beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela in pazienti con blocco cardiaco di primo grado.
Disturbi vascolari
I pazienti con gravi alterazioni/disturbi circolatori periferici (per esempio gravi forme di malattia di Raynauld o di sindrome di Raynauld) devono essere trattati con cautela.
Ipertiroidismo
I beta-bloccanti possono anche mascherare i segni dell’ipertiroidismo.
Debolezza muscolare
È stato riportato che i medicinali beta-bloccanti adrenergici aumentano la debolezza muscolare correlata ad alcuni sintomi della miastenia (es. diplopia, ptosi e debolezza generalizzata).
Patologie respiratorie
Sono state riportate reazioni respiratorie, inclusa morte dovuta a broncospasmo in pazienti con asma, a seguito della somministrazione di alcuni beta-bloccanti oftalmici. In pazienti con malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO) da lieve a moderata Aicybet deve essere usato con cautela e solo se il beneficio potenziale supera il rischio potenziale.
Ipoglicemia/diabete
I beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela in pazienti soggetti ad ipoglicemia spontanea o in pazienti affetti da diabete labile, in quanto i beta-bloccanti possono mascherare i segni ed i sintomi dell’ipoglicemia acuta.
Disturbi dell’equilibrio acido/base
Aicybet contiene brinzolamide, una sulfonamide. Con la somministrazione per via topica possono verificarsi gli stessi tipi di reazioni avverse che sono attribuibili alle sulfonamidi. Disturbi dell’equilibrio acido/base sono stati riportati con l’uso orale di inibitori dell’anidrasi carbonica. Questo medicinale deve essere usato con cautela nei pazienti a rischio di compromissione renale a causa del possibile rischio di acidosi metabolica. Sospendere l’uso di questo medicinale, se si osservano segni di reazioni gravi o di ipersensibilità.
Prontezza mentale
Gli inibitori dell’anidrasi carbonica orali possono pregiudicare la capacità di svolgere compiti che richiedano prontezza mentale o coordinazione fisica. Aicybet è assorbito a livello sistemico e quindi questo può accadere in seguito a somministrazione topica.
Reazioni anafilattiche Durante l’assunzione di beta-bloccanti, i pazienti con un’anamnesi di atopia o di reazione anafilattica grave ad una pluralità di allergeni possono essere più reattivi al contatto ripetuto con tali allergeni e possono non rispondere alle dosi usuali di adrenalina impiegate per il trattamento di reazioni anafilattiche.
Distacco di coroide
E’ stato riportato distacco di coroide in seguito a somministrazione di terapia per la riduzione della produzione di umore acqueo (per esempio timololo, acetazolamide) dopo procedure filtranti.
Anestesia chirurgica
La preparazioni oftalmologiche beta-bloccanti possono bloccare gli effetti sistemici beta-agonisti per esempio dell’adrenalina. L’anestesista deve essere informato quando il paziente sta assumendo timololo.
Terapia concomitante
L’effetto sulla pressione intra-oculare o gli effetti sistemici noti dei beta-bloccanti possono essere potenziati quando timololo viene somministrato a pazienti che ricevono già un agente beta-bloccante sistemico. La risposta di tali pazienti deve essere attentamente monitorata. L’uso topico di due agenti beta-bloccanti adrenergici o di due inibitori dell’anidrasi carbonica non è raccomandato (vedere paragrafo 4.5).
In pazienti in terapia con Aicybet e un inibitore dell’anidrasi carbonica per via orale potrebbero manifestarsi effetti additivi sugli effetti sistemici noti degli inibitori dell’anidrasi carbonica. La somministrazione concomitante di Aicybet e inibitori dell’anidrasi carbonica per via orale non è stata studiata e non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).
Effetti oculari
Esiste una esperienza limitata con Aicybet nel trattamento di pazienti con glaucoma pseudoesfoliativo o pigmentario. Si deve prestare attenzione nel trattare questi pazienti ed è raccomandato monitorare strettamente la PIO.
Aicybet non è stato studiato in pazienti con glaucoma ad angolo stretto e il suo utilizzo non è raccomandato in questi pazienti.
I beta-bloccanti oftalmici possono causare secchezza degli occhi. I pazienti con malattia corneale devono essere trattati con cautela.
Il possibile ruolo di brinzolamide sulla funzione dell’endotelio corneale di pazienti con cornee compromesse (in particolare in pazienti con bassa conta cellulare endoteliale) non è stato studiato. Non sono stati studiati in modo specifico pazienti portatori di lenti a contatto e, in questi pazienti, è raccomandato un attento monitoraggio durante l’uso di brinzolamide, poiché gli inibitori dell’anidrasi carbonica possono alterare l’idratazione corneale. Questo può portare a scompenso corneale ed edema e l’uso di lenti a contatto potrebbe aumentare i rischi per la cornea. Si raccomanda di monitorare attentamente i pazienti con cornee compromesse, così come i pazienti con diabete mellito o distrofie corneali.
Compromissione epatica
Aicybet deve essere usato con cautela in pazienti con grave compromissione epatica.
04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Non sono stati effettuati studi di interazione tra farmaci con Aicybet.
Aicybet contiene brinzolamide, un inibitore dell’anidrasi carbonica e, sebbene somministrato per via topica, viene assorbito a livello sistemico. Disturbi dell’equilibrio acido/base sono stati riportati con l’uso orale di inibitori dell’anidrasi carbonica. La possibilità di interazione deve essere considerata in pazienti in terapia con Aicybet.
Esiste la possibilità di un effetto additivo sugli effetti sistemici noti della inibizione della anidrasi carbonica in pazienti trattati con un inibitore orale dell’anidrasi carbonica e colliri contenenti brinzolamide. La somministrazione concomitante di colliri contenenti brinzolamide ed inibitori orali della anidrasi carbonica non è raccomandata.
Gli isoenzimi del citocromo P-450 responsabili del metabolismo di brinzolamide includono CYP3A4 (il principale), CYP2A6, CYP2B6, CYP2C8 e CYP2C9. Si prevede che gli inibitori di CYP3A4 come ketoconazolo, itraconazolo, clotrimazolo, ritonavir e troleandomicina possano inibire il metabolismo di brinzolamide attraverso CYP3A4. E’ necessario prestare attenzione se si usano contemporaneamente gli inibitori CYP3A4. Tuttavia, dato che l’eliminazione avviene principalmente per la via renale, l’accumulo di brinzolamide è poco probabile. La brinzolamide non è un inibitore degli isoenzimi del citocromo P-450.
Potrebbero manifestarsi effetti additivi quali ipotensione e/o bradicardia marcata nei casi in cui un beta-bloccante in soluzione oftalmica venga somministrato in concomitanza con calcioantagonisti orali, agenti beta-bloccanti adrenergici, antiaritmici (incluso amiodarone), glicosidi digitalici, parasimpaticomimetici, guanetidina. I beta-bloccanti possono ridurre la risposta alla adrenalina usata per il trattamento di reazioni anafilattiche. Si deve prestare particolare attenzione in pazienti con una storia di atopia o anafilassi (vedere paragrafo 4.4).
La reazione ipertensiva all’improvvisa sospensione di clonidina può essere potenziata quando si assumono agenti beta-bloccanti. Si raccomanda cautela nell’uso concomitante di questo medicinale con la clonidina.
Durante il trattamento combinato con gli inibitori CYP2D6 (ad es. chinidina, fluoxetina, paroxetina) e il timololo è stato riportato un potenziamento del beta-blocco sistemico (ad es., riduzione della frequenza cardiaca, depressione). Si raccomanda cautela.
I beta-bloccanti possono potenziare l’effetto ipoglicemico degli agenti antidiabetici. I betabloccanti possono mascherare segni e sintomi di ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4).
Occasionalmente è stata riportata midriasi in seguito all’uso concomitante di beta-bloccanti oftalmici e adrenalina (epinefrina).
04.6 Gravidanza e allattamento
Non ci sono dati adeguati relativi all’uso oftalmico di brinzolamide e timololo nelle donne in gravidanza. Studi condotti sugli animali con brinzolamide hanno mostrato tossicità riproduttiva in seguito a somministrazione per via sistemica, vedere paragrafo 5.3. Aicybet non deve essere usato durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessità. Per ridurre l’assorbimento sistemico vedere paragrafo 4.2.
Studi epidemiologici non hanno evidenziato effetti malformativi ma mostrano un rischio di ritardo nella crescita intra-uterina quando i beta-bloccanti sono somministrati per via orale. In aggiunta, quando i beta-bloccanti sono stati somministrati fino al momento del parto, nei neonati sono stati osservati segni e sintomi degli effetti dei beta-bloccanti (per esempio bradicardia, ipotensione, sofferenza respiratoria e ipoglicemia). Se Aicybet è somministrato fino al momento del parto, il neonato deve essere attentamente monitorato nei primi giorni di vita.
Allattamento
Non è noto se la brinzolamide per via oftalmica sia escreta nel latte materno umano. Studi condotti sugli animali hanno mostrato escrezione di brinzolamide nel latte materno in seguito a somministrazione per via orale, vedere paragrafo 5.3.
I beta-bloccanti vengono escreti nel latte materno. Tuttavia, alle dosi terapeutiche di somministrazione del timololo in collirio, è improbabile che nel latte materno siano presenti quantità sufficienti a produrre i sintomi clinici dei beta-bloccanti nel bambino. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.
Un rischio per i lattanti non può comunque essere escluso. La decisione di sospendere l’allattamento o la terapia con Aicybet va presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino ed il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Non sono stati eseguiti studi atti a valutare l’effetto della somministrazione oculare topica di Aicybet sulla fertilità umana.
I dati preclinici non evidenziano alcun effetto di brinzolamide o timololo sulla fertilità maschile o femminile dopo somministrazione orale. Non ci si attende effetti sulla fertilità maschile o femminile con l’uso di Aicybet.
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Aicybet altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
L’annebbiamento transitorio della vista, nonché altri disturbi della visione, possono pregiudicare la capacità di guidare o utilizzare macchinari. Se al momento dell’instillazione si verifica un annebbiamento della vista, il paziente deve attendere che la vista torni nitida prima di guidare o utilizzare macchinari.
Gli inibitori dell’anidrasi carbonica possono diminuire la capacità di eseguire operazioni che richiedano attenzione mentale e/o coordinazione fisica (vedere paragrafo 4.4).
04.8 Effetti indesiderati
Riepilogo del profilo di sicurezza
Negli studi clinici, le reazioni avverse più comuni sono state visione offuscata, irritazione oculare e dolore oculare, che si sono verificate approssimativamente nel 2% fino al 7% dei pazienti.
Tabella delle reazioni avverse
Le seguenti reazioni avverse sono state riportate durante gli studi clinici e la sorveglianza postmarketing con brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione ed i singoli componenti brinzolamide e timololo. Esse sono classificate in base alla seguente convenzione: molto comune (>1/10), comune (da >1/100 a <1/10), non comune (da >1/1 000 a <1/100), rara (da >1/10 000 a <1/1 000), molto rara (<1/10 000) o non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.
Classificazione per Termine Preferito MedDRA sistemi e organi
| Infezioni ed infestazioni | Non nota: nasofaringite3, faringite3, sinusite3, rinite3 |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Non comune: conta leucocitaria diminuita1 Non nota: conta eritrocitaria diminuita3, cloruro ematico aumentato3 |
| Disturbi del sistema immunitario | Non nota: anafilassi2, shock anafilattico1, reazioni allergiche sistemiche che includono angioedema2, rash localizzato e generalizzato2, ipersensibilità1, orticaria2, prurito2 |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Non nota: ipoglicemia2 |
| Disturbi psichiatrici | Rara: insonnia1 Non nota: allucinazioni2, depressione1, perdita di memoria2, apatia3, umore depresso3, calo della libido3, incubi2,3, nervosismo3 |
| Patologie del sistema nervoso | Comune: disgeusia1 Non nota: ischemia cerebrale2, accidente cerebrovascolare2, sincope2, aumento di segni e sintomi della miastenia grave2, sonnolenza3, disfunzione motoria3, amnesia3, compromissione della memoria3, parestesia2,3, tremore3, ipoestesia3, ageusia3, capogiro1, cefalea1 |
| Patologie dell’occhio | Comune: cheratite puntata1, visione offuscata1, dolore oculare1, irritazione oculare1 Non comune: cheratite1, 2, 3, occhio secco1, colorazione vitale della cornea presente1, secrezione oculare1, prurito oculare1, sensazione di corpo estraneo negli occhi1, iperemia oculare1, iperemia congiuntivale1 Rara: erosione corneale1, flare della camera anteriore1, fotofobia1, aumento della lacrimazione1, iperemia della sclera1, eritema della palpebra1, formazione di croste sul margine palpebrale1 Non nota: rapporto fovea/disco del nervo ottico aumentato3, distacco di coroide a seguito di chirurgia filtrante2 (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego), cheratopatia3, difetto epiteliale della cornea3, patologia dell’epitelio corneale3, aumento della pressione incraoculare3, deposito oculare3, colorazione della cornea3, edema corneale3, diminuita sensibilità della cornea2, congiuntivite3, meibomite3, diplopia2, 3, abbagliamento3, fotopsia3, ridotta acuità visiva3, compromissione della vista1, pterigio3, fastidio oculare3, cheratocongiunctivite secca3, ipoestesia dell’occhio3, pigmentazione della sclera3, cisti sottocongiuntivale3, disturbo visivo3, gonfiore oculare3, allergia oculare3, madarosi3, disturbo palpebrale3, edema palpebrale1, ptosi2 |
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Non nota: vertigini3, tinnito3 |
| Patologie cardiache | Comune: diminuzione della frequenza cardiaca1 Non nota: arresto cardiaco2, insufficienza cardiaca2, insufficienza cardiaca congestizia2, blocco atrioventricolare2, sofferenza cardio- respiratoria3, angina pectoris3, bradicardia2,3, frequenza cardiaca irregolare3, aritmia2,3, palpitazioni2,3, tachicardia3, frequenza cardiaca aumentata3, dolore al petto2, edema2 |
| Patologie vascolari | Non comune: pressione arteriosa ridotta1 Non nota: ipotensione2, ipertensione3, pressione arteriosa aumentata1, fenomeno di Raynaud2, mani e piedi freddi2 |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Non comune: tosse1 Rara: dolore orofaringeo1, rinorrea1 Non nota: broncospasmo2 (prevalentemente in pazienti con preesistente malattia broncospastica), dispnea1, asma3, epistassi1, iperreattività bronchiale3, irritazione della gola3, congestione nasale3, congestione del tratto respiratorio superiore3, perdita retronasale3, starnuto3, secchezza nasale3 |
| Patologie gastrointestinali | Non nota: vomito2,3, dolore addominale superiore1, dolore addominale2, diarrea1, bocca secca1, nausea1, esofagite3, dispepsia2,3, fastidio addominale3, fastidio allo stomaco3, evacuazioni frequenti3, patologia gastrointestinale3, ipoestesia orale3, parestesia orale3, flatulenza3 |
| Patologie epatobiliari | Non nota: test di funzione epatica anormale3 |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Non nota: sindrome di Stevens-Johnson (SJS)/necrolisi epidermica tossica (TEN) (vedere paragrafo 4.4), orticaria3, eruzione maculo- papulosa3, prurito generalizzato3, tensione della cute3, dermatite3, alopecia1, eruzione cutanea psoriasiforme o esacerbazione della psoriasi2, rash1, eritema1 |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Non nota: mialgia1 spasmi muscolari3, artralgia3, dolore alla , schiena3, dolore alle estremità3 |
| Patologie renali e urinarie | Non comune: ematuria1 Non nota: dolore ai reni3, pollachiuria3 |
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | Non nota: disfunzione erettile3, disfunzione sessuale2, calo della libido2 |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Non comune: malessere1,3 Non nota: dolore al petto1, dolore3, affaticamento1, astenia2,3, fastidio al petto3, sentirsi nervoso3, irritabilità3, edema periferico3, residuo di farmaco3 |
| Esami diagnostici | Non comune: aumento del potassio nel sangue1, latticodeidrogenasi ematica aumentata1 |
1 reazioni avverse osservate per brinzolamide 10 mg/mL + timololo 5 mg/mL. 2 reazioni avverse addizionali osservate con timololo in monoterapia 3 reazioni avverse addizionali osservate con brinzolamide in monoterapia
Descrizione delle reazioni avverse selezionate
La disgeusia (sapore amaro o insolito in bocca in seguito all’instillazione) è risultata una reazione avversa manifestatasi con frequenza a livello sistemico associata all’uso di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione durante gli studi clinici. Ciò é probabilmente dovuto al passaggio del collirio nel nasofaringe attraverso il canale nasolacrimale ed è attribuibile a brinzolamide. L’occlusione nasolacrimale o la leggera chiusura della palpebra dopo l’instillazione può aiutare a ridurre il verificarsi di questo effetto (vedere paragrafo 4.2).
Aicybet contiene brinzolamide, una sulfonamide inibitore dell’anidrasi carbonica con assorbimento sistemico. Effetti gastrointestinali, sul sistema nervoso, ematologici, renali e metabolici sono generalmente associati agli inibitori sistemici dell’anidrasi carbonica. Lo stesso tipo di reazioni avverse attribuibili agli inibitori orali dell’anidrasi carbonica sono possibili con la somministrazione topica.
Il timololo viene assorbito nella circolazione sistemica. Questo può causare reazioni avverse simili a quelle rilevate con medicinali beta-bloccanti sistemici. Le reazioni indesiderate elencate includono reazioni riscontrate nella classe dei beta-bloccanti oftalmici. Ulteriori reazioni indesiderate associate all’uso dei singoli componenti che potrebbero verificarsi con Aicybet sono incluse nella tabella riportata sopra L’incidenza di reazioni avverse sistemiche dopo somministrazione oftalmica topica è inferiore rispetto a quella rilevata dopo la somministrazione sistemica. Per ridurre l’assorbimento sistemico vedere paragrafo 4.2.
Popolazione pediatrica
L’uso di Aicybet non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di età a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.
04.9 Sovradosaggio
In caso di ingestione accidentale, i sintomi del sovradosaggio da beta-bloccanti possono includere bradicardia, ipotensione, insufficienza cardiaca e broncospasmo. In caso di sovradosaggio con Aicybet, il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. A causa di brinzolamide, possono verificarsi squilibrio elettrolitico, sviluppo di uno stato di acidosi e possibili effetti a livello del sistema nervoso centrale. Devono essere tenuti sotto controllo i livelli di elettroliti nel siero (in modo particolare il potassio) ed i livelli di pH ematico. Gli studi hanno evidenziato che il timololo non si dializza prontamente.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Oftalmologici, Preparati antiglaucoma e miotici, codice ATC:
S01ED51
Meccanismo d’azione
Aicybet contiene due principi attivi: brinzolamide e timololo maleato. Questi due componenti riducono la pressione intraoculare (PIO) elevata principalmente riducendo la secrezione di umor acqueo, ma attraverso meccanismi d’azione differenti. L’effetto combinato di questi due principi attivi determina una ulteriore riduzione della PIO rispetto alla singola assunzione di ciascun componente.
La brinzolamide, è un potente inibitore dell’anidrasi carbonica umana II (CA-II), l’isoenzima predominante nell’occhio. L’inibizione dell’anidrasi carbonica a livello dei processi ciliari dell’occhio diminuisce la secrezione dell’umore acqueo, presumibilmente per un rallentamento della formazione di ioni bicarbonato con conseguente riduzione del trasporto di sodio e fluido.
Il timololo è un agente bloccante adrenergico non selettivo che non svolge attività simpaticomimetica intrinseca, attività deprimente diretta a livello del miocardio o attività stabilizzante di membrana. Studi di tonografia e fluorofotometria sull’uomo indicano che la sua azione predominante è correlata a una riduzione della formazione di umore acqueo e a un leggero aumento della facilità di deflusso.
Effetti farmacodinamici
Effetti clinici In uno studio clinico controllato a dodici mesi in pazienti con glaucoma ad angolo aperto o ipertensione oculare che, in base all’opinione dello sperimentatore potevano trarre beneficio da una terapia combinata e che presentavano una pressione intraoculare media al basale compresa tra 25 e 27 mmHg, l’effetto di riduzione della pressione intraoculare media di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione somministrato due volte al giorno è risultato compreso tra 7 e 9 mmHg. La non inferiorità di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione rispetto a dorzolamide 20 mg/mL + timololo 5 mg/mL nella riduzione della PIO media è stata dimostrata a tutti gli intervalli temporali a tutte le visite.
In uno studio clinico controllato a sei mesi in pazienti con glaucoma ad angolo aperto o ipertensione oculare e PIO media basale compresa tra 25 e 27 mmHg, l’effetto di riduzione della PIO media di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione somministrato due volte al giorno è risultato compreso tra 8 e 9 mmHg ed fino a 3 mmHg superiore a quella di brinzolamide 10 mg/mL somministrata due volte al giorno e fino a 2 mmHg superiore a quella di timololo 5 mg/mL somministrato due volte al giorno. Nel corso dello studio è stata osservata una riduzione statisticamente superiore nella PIO media rispetto sia al brinzolamide che al timololo a tutti gli intervalli temporali a tutte le visite.
In tre studi clinici controllati, il fastidio oculare dopo instillazione di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione è risultato significativamente inferiore rispetto al fastidio avvertito in seguito all’instillazione di 20 mg/mL di dorzolamide + 5 mg/mL di timololo.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento
In seguito a somministrazione topica oculare, brinzolamide e timololo vengono assorbiti attraverso la cornea e nella circolazione sistemica. In uno studio di farmacocinetica, soggetti sani hanno ricevuto brinzolamide per via orale (1 mg) due volte al giorno per 2 settimane per ridurre il tempo di raggiungimento dello stato stazionario prima di iniziare la somministrazione di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione. In seguito alla somministrazione di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione 2 volte al giorno per 13 settimane, il valore medio delle concentrazioni di brinzolamide nei globuli rossi (RBC) risultava pari a 18,8 ± 3,29 µM, 18,1 ± 2,68 µM e 18,4 ± 3,01 µM rispettivamente a 4, 10 e 15 settimane, a dimostrazione che le concentrazioni di brinzolamide nei RBC allo stato stazionario sono state mantenute.
Allo stato stazionario, in seguito alla somministrazione di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione, il valore medio della C e della AUC nel plasma del timololo è risultato max 0-12h minore rispettivamente del 27% e del 28% (C : 0,824 ± 0,453 ng/mL; AUC : 4,71 ± 4,29 ng max 0-12h h/mL), rispetto alla somministrazione di 5 mg/mL di timololo (C : 1,13 ± 0,494 ng/mL AUC :
max 0-12h 6,58 ± 3,18 ng h/mL). L’esposizione sistemica minore al timololo in seguito a somministrazione di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione non è clinicamente rilevante. In seguito alla somministrazione di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione, il valore medio della C del timololo è stato raggiunto a 0,79 ± 0,45 ore. max
Distribuzione
Il legame di brinzolamide alle proteine plasmatiche è moderato (circa il 60%). La brinzolamide viene sequestrata nei globuli rossi a causa del suo legame ad alta affinità alla CA-II ed in minor misura alla CA-I. Anche il suo metabolita N-desetil-brinzolamide attivo si accumula nei globuli rossi legandosi principalmente alla CA-I. L’affinità di brinzolamide e del metabolita alla CA contenuta nel globulo rosso e nel tessuto determina concentrazioni plasmatiche basse.
I dati relativi alla distribuzione nel tessuto oculare dei conigli hanno mostrato che timololo può essere misurato nell’umore acqueo fino a 48 ore dopo la somministrazione di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione. Allo stato stazionario, timololo viene rilevato nel plasma umano fino a 12 ore dopo la somministrazione di brinzolamide 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione.
Biotrasformazione
Le vie metaboliche di brinzolamide coinvolgono N-dealchilazione, O-dealchilazione e l’ossidazione della sua catena laterale N-propilica. N-desetil-brinzolamide è un metabolita principale di brinzolamide che si forma nell’uomo, in grado anche di legarsi alla CA-I in presenza di brinzolamide e di accumularsi nei globuli rossi. Studi in vitro hanno mostrato che il metabolismo di brinzolamide coinvolge principalmente l’isoenzima CYP3A4 nonché almeno altri quattro isoenzimi (CYP2A6, CYP2B6, CYP2C8 e CYP2C9).
Il timololo viene metabolizzato per due vie. Una via produce una catena laterale etanolamminica sull’anello tiadiazolico e l’altra produce una catena laterale etanolica sull’atomo di azoto della morfolina ed una seconda catena laterale simile con un gruppo carbonile adiacente all’azoto. Il metabolismo del timololo è mediato principalmente dall’isoenzima CYP2D6.
Eliminazione
La brinzolamide è eliminata principalmente attraverso l’escrezione renale (approssimativamente al 60%). Circa il 20% della dose è stato ritrovato nelle urine come metabolita. Brinzolamide e N-desetilbrinzolamide sono i componenti principali ritrovati nelle urine, insieme a tracce (<1%) dei metaboliti N-desmetossipropil e O-desmetil.
Il timololo e i suoi metaboliti vengono escreti principalmente dai reni. Circa il 20% di una dose di timololo viene escreta non modificata nelle urine e il resto viene escreto nelle urine sotto forma di metaboliti. Il t del timololo nel plasma è 4,8 ore dopo la somministrazione oculare di brinzolamide 1/2 10 mg/mL+ timololo 5 mg/mL collirio, sospensione.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
Brinzolamide
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo con brinzolamide sulla base di studi di tossicità a singola dose, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno e irritazione topica oculare.
Studi di tossicità sullo sviluppo evolutivo dei conigli con dosi orali di brinzolamide fino a 6 mg/kg/die (214 volte la dose clinica giornaliera raccomandata di 28 µg/kg/die) non hanno evidenziato alcun effetto sullo sviluppo del feto nonostante una significativa tossicità materna. Studi simili nei ratti hanno mostrato una ossificazione lievemente ridotta del cranio e dello sterno dei feti da madri cui è stata somministrata brinzolamide a dosi di 18 mg/kg/die (642 volte la dose clinica giornaliera raccomandata), ma non a dosi di 6 mg/kg/die. Questi risultati si sono avuti a dosi che hanno causato acidosi metabolica con una riduzione della crescita di peso corporeo nelle madri e nel peso dei feti. Una riduzione nel peso del feto dose-dipendente è stata osservata in piccoli di madri che hanno ricevuto brinzolamide per via orale con diminuzioni variabili da leggere (circa 5-6%) con 2 mg/kg/die fino a circa il 14% con 18 mg/kg/die. Durante l’allattamento, il livello a cui non si è prodotto effetto avverso nella prole è stato 5 mg/kg/die.
Timololo
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo con timololo sulla base di studi di tossicità a singola dose, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno e irritazione topica oculare. Studi di tossicità riproduttiva con timololo hanno mostrato un ritardo dell’ossificazione fetale in ratti senza alcun effetto avverso sullo sviluppo postnatale (a 50 mg/kg/die o 3 500 volte la dose clinica giornaliera di 14 µg/kg/die) e un aumento di riassorbimenti fetali nei conigli (a 90 mg/kg/die o 6 400 volte la dose clinica giornaliera).
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Mannitolo (E421) Carbomer 974P Tyloxapol Disodio edetato Sodio cloruro Sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili
06.2 Incompatibilità
Non pertinente.
06.3 Periodo di validità
2 anni. Dopo la prima apertura del contenitore: 2 mesi
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Contenitore multidose bianco (HDPE) con contagocce (PP, HDPE, LDPE) e tappo (HDPE), nonché un pratico dosatore ergonomico (PP).
Confezioni:
1 flacone da 5 mL 1 flacone da 9 mL 2 flaconi da 9 mL
Un flacone da 5 mL contiene circa 165 gocce e un flacone da 9 mL circa 300 gocce. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Agitare il flacone prima dell’uso.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
OmniVision Italia S.r.l. Via Montefeltro, 6 20156 Milano, Italia
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
051381010 – “10 mg/mL + 5 mg/mL collirio, sospensione” 1 flacone in HDPE da 5 mL con pompa contagocce e adattatore 051381022 – “10 mg/mL + 5 mg/mL collirio, sospensione” 1 flacone in HDPE da 9 mL con pompa contagocce e adattatore 051381034 – “10 mg/mL + 5 mg/mL collirio, sospensione” 2 flaconi in HDPE da 9 mL con pompa contagocce e adattatore
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
Data della prima autorizzazione:

