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Calcitriolo Hos: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Calcitriolo Hos

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Calcitriolo Hos: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Calcitriolo Hos: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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CALCITRIOLO HOSPIRA 1 microgrammo/ml Soluzione iniettabile per uso endovenoso

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Calcitriolo HOSPIRA 1 microgrammo/ml soluzione iniettabile per uso endovenoso

Una fiala contiene:

Principio attivo: Calcitriolo 1 microgrammo (mcg) Eccipienti con effetti noti: sodio

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile per uso endovenoso.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento della ipocalcemia e/o nell’iperparatiroidismo secondario nei pazienti sottoposti a dialisi per insufficienza renale cronica.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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La dose ottimale di Calcitriolo deve essere attentamente determinata in ciascun paziente.

L’efficacia di una terapia a base di calcitriolo si basa sul presupposto che ciascun paziente riceva un appropriato ed adeguato apporto giornaliero di calcio.

La dose iniziale di Calcitriolo consigliata, in relazione alla gravità dell’ipocalcemia e/o dell’iperparatiroididmo secondario, va da 1,0 mcg (0,02 mcg/kg) a 2,0 mcg somministrati 3 volte la settimana a giorni alterni.

Sono state tuttavia impiegate dosi iniziali che vanno da 0,5 mcg fino a 4,0 mcg 3 volte la settimana.

Calcitriolo Hospira è usato solo per iniezione intravenosa. Il Calcitriolo HOSPIRA è di norma somministrato in bolo per via endovenosa alla fine del trattamento di emodialisi. Se non viene riscontrata una risposta soddisfacente nei parametri biochimici e nelle manifestazioni cliniche dello stato della malattia, il dosaggio può essere aumentato; l’incremento della dose può variare da 0,5 mcg a 1 mcg ad intervalli di 2-4 settimane.

Sono stati impiegati incrementi di dosaggio da 0,25 mcg a 2 mcg per volta e sono state raggiunte dosi massime fino a 8 mcg 3 volte la settimana.

Durante questo periodo di titolazione, i livelli sierici di calcio e fosforo vanno controllati almeno 2 volte la settimana; nel caso si manifesti ipercalcemia o il prodotto calcio/fosforo (Ca x P) sia superiore a 70 mg2 / dl2,

la somministrazione del farmaco dovrà essere immediatamente sospesa fino a quando non siano stati ripristinati i valori normali di questi parametri. Successivamente la terapia deve riiniziare ad un dosaggio più basso. Può essere necessario ridurre le dosi di Calcitriolo al ridursi dei livelli di PTH (ormone paratiroideo o paratormone) in risposta alla terapia.

La soluzione di calcitriolo si presenta come soluzione limpida, con una colorazione che può variare da incolore a gialla. Questa eventuale variazione di colore non influisce sull’attività terapeutica del prodotto che rimane valida per tutto il periodo indicato sulla confezione.

Uso in pediatria:

Non è stata dimostrata la sicurezza e l’efficacia del Calcitriolo in pediatria.

I prodotti farmaceutici per uso parenterale, devono essere ispezionati visivamente prima

della somministrazione per l’eventuale presenza di particelle sospese o imbrunimento del prodotto.

Gettare la quantità di farmaco rimasta inutilizzata.

04.3 Controindicazioni

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Calcitriolo Hospira è controindicato:

nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo (o ai farmaci appartenenti alla stessa classe) o ad uno qualsiasi degli eccipienti;

in tutte le malattie associate a ipercalcemia;

se vi è evidenza di tossicità da vitamina D.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Un eccessivo dosaggio di Calcitriolo può indurre ipercalcemia, pertanto nella fase iniziale del trattamento durante la determinazione ottimale del dosaggio, i livelli sierici di calcio e

fosforo dovranno essere controllati almeno due volte la settimana. Qualora dovesse comparire ipercalcemia, la somministrazione del farmaco dovrà essere immediatamente sospesa.

Vi è una stretta correlazione tra il trattamento con calcitriolo e lo sviluppo di ipercalcemia.

Un brusco aumento dell’apporto di calcio a seguito di variazione della dieta (ad esempio per un aumentato consumo di latte e suoi derivati) oppure un’ ingestione non controllata di preparati a base di calcio possono scatenare una ipercalcemia. I pazienti e i loro familiari devono essere avvisati che è necessario seguire scrupolosamente la dieta prescritta e devono essere istruiti sui sintomi di riconoscimento dell’ipercalcemia.

Non appena i livelli di calcio nel siero aumentano di 1 mg/100 ml (250

µmol/l) al di sopra dei valori normali (9-11 mg/100 ml, oppure 2250- 2750 µmol/l), o la creatinina sierica aumenta > 120 µmol/l, il trattamento con calcitriolo deve essere immediatamente sospeso fino a ripristino dei

normali valori di calcemia (vedere paragrafo 4.2 Posologìa e modo dì sommìnìstrazìone).

I pazienti immobilizzati, come quelli sottoposti a intervento chirurgico, sono particolarmente esposti al rischio di ipercalcemia.

Il calcitriolo aumenta i livelli di fosfato inorganico nel siero.

Nei pazienti con ipofosfatemia ciò è auspicabile, mentre per il rischio di calcificazione ectopica, è necessario prestare attenzione a ciò nei pazienti con insufficienza renale.

In questi casi, il livello plasmatico del fosfato deve essere tenuto nei livelli normali (2-5 mg/100 ml o 0,65-1,62 mmol/l) tramite la somministrazione orale di farmaci leganti il fosfato e una dieta a basso contenuto di fosfato.

Il risultato ottenuto moltiplicando il valore della calcemia per quello della fosfatemia (Ca x P) non deve superare i 70 mg2 / dl2.

I pazienti con rachitismo resistente alla vitamina D (ipofosfatemia familiare) trattati con Calcitriolo Hospira devono continuare la loro terapia orale di fosfato.

Tuttavia, la possibile stimolazione dell’assorbimento intestinale di fosfato da parte di

Calcitriolo Hospira deve essere presa in considerazione in quanto questo effetto può modificare il fabbisogno del supplemento di fosfato.

Essendo il calcitriolo il metabolita più efficace disponibile della vitamina D, non deve essere prescritto nessun altro preparato a base di vitamina D durante il trattamento con Calcitriolo Hospira, assicurandosi quindi di evitare lo sviluppo di ipervitaminosi D.

Qualora nel paziente l’ergocalciferolo (vitamina D2) fosse sostituito con calcitriolo, possono essere richiesti parecchi mesi prima che il livello di ergocalciferolo nel sangue ritorni ai valori basali (vedere paragrafo 4.9 Sovradosaggìo).

Nei pazienti con fuzionalità renale normale trattati con Calcitriolo Hospira deve essere

evitata la disidratazione. Deve essere assicurato un appropriato apporto di fluidi.

Nei pazienti con funzionalità renale nella norma, l’ipercalcemia cronica potrebbe essere associata a un aumento della creatinina sierica.

Se nei pazienti trattati con calcitriolo i livelli di paratormone (PTH) sierico scendono sotto i livelli raccomandati (da 1,5 a 3 volte il limite superiore di normalità) la dose di calcitriolo dovrebbe essere ridotta o la terapia interrotta. Se il PTH scende a livelli anormali, si può sviluppare una malattia adinamica dell’osso. Nell’impossibilità di eseguire biopsia ossea, i livelli di PTH possono essere utilizzati come indice di turnover osseo.

L’interruzione del trattamento con il calcitriolo può comportare un effetto rebound. Per raggiungere una dose di mantenimento, si consiglia una titolazione verso il basso.

Il Calcitriolo dovrà essere somministrato con cautela in pazienti che assumono digitalici, in quanto una eventuale ipercalcemia indotta può aggravare l’aritmia cardiaca.

Si dovrà consigliare al paziente di attenersi alle istruzioni relative al regime dietetico e all’assunzione di calcio e di evitare l’uso di farmaci non prescritti, inclusi gli antiacidi

contenenti magnesio.

Devono essere controllati periodicamente i livelli sierici di calcio, fosforo, magnesio e

fosfatasi alcalina e il calcio e il fosforo urinario delle 24 ore.

La perdita di tessuto osseo può essere eccessiva ed eccedere il 5% all’anno nell’immediato periodo post-trapianto. La terapia con Calcitriolo nel trattamento post-trapianto non è documentata.

Non ci sono sufficienti dati riguardanti il trattamento di calcitriolo dell’osteoporosi post-menopausa.

Poiché il calcitriolo è il più potente metabolita disponibile della vitamina D, durante il trattamento si deve evitare l’assunzione concomitante di vitamina D o dei suoi derivati.

Il sovradosaggio di vitamina D è pericoloso. In tale evenienza infatti, l’ipercalcemia indotta può essere così grave da richiedere interventi di emergenza.

L’ipercalcemia cronica può portare a calcificazioni vascolari generalizzate, nefrocalcinosi di altri tessuti molli.

Valutazioni radiologiche di regioni anatomiche sospette possono risultare utili per una diagnosi precoce di tali condizioni.

Durante il controllo dei livelli sierici del fosforo nei pazienti dializzati non si dovrebbero somministrare chelanti del fosforo contenenti alluminio.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti Questo medicinale contiene 1,743 mmol (o 40,08 mg) di sodio per dose massima. Da tenere in considerazione in persone che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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l calcitriolo il metabolita più efficace della vitamina D disponibile, non deve essere prescritto nessun altro preparato a base di vitamina D durante il trattamento con Calcitriolo Hospira, assicurandosi quindi di evitare lo sviluppo di ipervitaminosi D.

Qualora nel paziente l’ergocalciferolo (vitamina D2) fosse sostituito con calcitriolo, possono essere richiesti parecchi mesi prima che il livello di ergocalciferolo nel sangue ritorni ai valori basali.

Dosi farmacologiche di vitamina D e dei suoi derivati devono essere evitate durante il trattamento con Calcitriolo Hospira per evitare i probabili effetti addizionali e ipercalcemia.

Le istruzioni dietetiche, in particolare quelle relative ai supplementi di calcio, devono essere seguite scrupolosamente in aggiunta ad evitare assunzione incontrollata di preparati contenenti supplementi di calcio.

Il trattamento concomitante con diuretici tiazidici aumentano il rischio di ipercalcemia. Il dosaggio di calcitriolo deve essere determinato con attenzione nei pazienti in trattamento

con digitalici in quanto, in questi pazienti, l’ipercalcemia può precipitare l’aritmia cardiaca (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze specìalì e precauzìonì d’ìmpìego).

Un rapporto di antagonismo funzionale esiste tra gli analoghi della vitamina D, che promuovono l’assorbimento del calcio, e i corticosteroidi, che lo inibiscono.

I farmaci contenenti magnesio (ad es. gli antacidi) possono causare ipermagnesemia e non devono quindi essere assunti nel corso della terapia con Calcitriolo Hospira dai pazienti sottoposti a dialisi renale cronica.

Siccome il Calcitriolo Hospira mostra anche un effetto sul trasporto del fosforo nell’intestino, reni e ossa, la dose degli agenti leganti il fosfato deve essere regolata in funzione della concentrazione sierica del fosfato (valori normali: 2-5 mg/100 ml, o 0,65-1,62 mmol/l).

I pazienti con rachitismo resistente alla vitamina D (ipofosfatemia familiare) trattati con Calcitriolo Hospira devono continuare la loro terapia orale con fosfato.

Tuttavia, la possibile stimolazione dell’assorbimento intestinale di fosfato da parte del calcitriolo deve essere presa in considerazione in quanto questo effetto può modificare il fabbisogno del supplemento di fosfato.

La somministrazione di induttori enzimatici come la fenitoina o il fenobarbitale può portare

ad un aumento del metabolismo e quindi a concentrazioni sieriche ridotte di calcitriolo. Pertanto, qualora questi farmaci fossero somministrati contestualmente possono essere richiesti dosaggi più elevati di calcitriolo.

Agenti sequestranti gli acidi biliari, inclusa la colestiramina e sevelamer, possono ridurre

l’assorbimento intestinale delle vitamine liposolubili e quindi potrebbero compromettere l’assorbimento del calcitriolo.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Non sono stati condotti studi adeguati su donne in gravidanza.

Nei feti di coniglie gravide dopo dosaggio orale di vitamina D molto vicino a quelli letali è

stata riportata stenosi aortica sopravalvolare. Non vi è alcuna evidenza che possa suggerire che la vitamina D nell’uomo sia teratogena anche per le alte dosi. Calcitriolo Hospira deve essere impiegato durante la gravidanza solo se i benefici superano il potenziale rischio per il feto.

Il calcitriolo esogeno passa nel latte materno. Alla luce del potenziale rischio di ipercalcemia nella madre e delle reazioni avverse secondarie a Calcitriolo Hospira nei neonati allattati al seno, le madri possono allattare mentre assumono Calcitriolo Hospira a condizione che i livelli di calcio sierico della madre e del neonato vengano monitorati.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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i Sulla base del profilo farmacodinamico degli effetti avversi, si presume che questo prodotto sia sicuro ed è improbabile che possa influenzare negativamente la capacità di guidare veicoli e l’utilizzo di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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E’ stata segnalata la possibilità di comparsa di un dolore lieve e/o occasionale all’iniezione di calcitriolo.

Sono stati osservati, inoltre, rari casi di reazioni di ipersensibilità al farmaco inclusa anafilassi ed arrossamento localizzato nel punto dell’iniezione.

I segni ed i sintomi di intossicazione da vitamina D associata ad ipercalcemia sono:

1. Fase iniziale

Debolezza, sonnolenza, cefalea, vomito, nausea, secchezza della bocca, stipsi, dolori muscolari, dolori alle ossa e sapore metallico.

2. Fase avanzata

Poliuria, polidipsia, anoressia, perdita di peso, enuresi notturna, congiuntivite (calcifica), pancreatite, fotofobia, rinorrea, prurito, ipertermia, diminuzione della libido, ALT e AST elevati, calcificazione ectopica, ipertensione, nefrocalcinosi, nefrolitiasi, ipercolesterolemia, iperazotemia, albuminuria e raramente psicosi manifeste.

In una prova clinica eseguita su un numero consistente di pazienti con iperparatiroidismo secondario, trattato con calcitriolo (130 pazienti, dosi 1 mcg, oppure 1,5 mcg, oppure 2 mcg tre volte al giorno alla fine della dialisi), sono state riscontrate le seguenti frequenze e tipologie di effetti indesiderati:

• 74 eventi pari all’80% di tutti gli eventi, consistenti in ipercalcemia e disturbi correlati (prurito, irritabilità, insonnia, congestione congiuntivale). Tali eventi erano più numerosi nei pazienti trattati con calcitriolo a due dosi più alte (27/46 e 29/47 pazienti rispettivamente) che non nel gruppo trattato con la dose minore (7/43) ed in quello con placebo (1/21).

• Alterazione dei parametri sierici biochimici (elevazione del fosforo e/o del calcio) in 1 paziente del gruppo placebo (1 episodio), in 4 pazienti (4 episodi) del gruppo trattato con calcitriolo ad 1 mcg, in 3 pazienti (5 episodi) del gruppo trattato con calcitriolo a 1,5 mcg ed in 9 pazienti (11 episodi) del gruppo trattato con calcitriolo a 2 mcg.

Studi clinici

Siccome il calcitriolo esercita gli effetti della vitamina D, gli eventi avversi che possono manifestarsi possono essere molto simili a quelli riscontrati quando si assumono dosi elevate di vitamina D, ad esempio, sindrome da ipercalcemia o intossicazione da calcio (a seconda della gravità e durata della ipercalcemia). (vedere paragrafo 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”, e paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”).

Gli effetti avversi elencati sotto sono derivati dagli studi sul calcitriolo e dall’esperienza post- marketing.

L’effetto avverso riportato più comunemente è stata ipercalcemia.

Le ADR elencate nella tabella 1 sono presentate secondo la classificazione per sistemi, organi, classe e frequenza, definite utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, <1/10); non comuni (≥ 1/1.000 a <1/100), raro (≥ 1/10.000 a <1/1.000), molto rari (<1/10.000), non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1 Sintesi delle ADR che si verificano nei pazienti trattati con calcitriolo

Classificazione persistemi e organiMolto comuneComuneNon comuneNon nota
Disturbi del SistemaImmunitarioIpersensibilità, Orticaria
Disturbi del Metabolismoe della NutrizioneIpercalcemiaDiminuzione dell’appetitoPolidipsia, disidratazione, diminuzione del peso
Disturbi PsichiatriciApatia
Patologie del SistemaNervosoCefaleaDebolezza muscolare, disturbi sensoriali
PatologieGastrointestinaliDolore addominale, NauseaVomitoCostipazione, Dolore addominale alto
Patologie della cute e deltessuto sottocutaneoEruzione cutaneaEritema, Prurito
Patologie del sistemamuscoloscheletrico e del tessuto connettivoRitardo della crescita
Patologie Renali eUrinarieInfezioni del tratto urinarioPoliuria
Patologie sistemiche e condizioni relative allasede di somministrazioneCalcinosi, Piressia, Sete
Esami diagnosticiAumento della creatinina del sangue

Nei pazienti con funzionalità renale nella norma, l’ipercalcemia cronica può essere associata a aumento della creatinina sierica. Dal momento che il calcitriolo esercita l’attività della vitamina D, possono insorgere effetti avversi che sono simili a quelli osservati quando si assume una dose eccessiva di vitamina D, ad es. sindrome ipercalcemica o intossicazione da calcio (a seconda della gravità e della durata dell’ipercalcemia), (vedi paragrafo 4.2 Posologia e metodi di somministrazione e paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego). Sintomi acuti occasionali includono diminuzione dell’appetito, cefalea, nausea, vomito, dolori addominali o dolore addominale alto e costipazione.

A causa della breve emivita biologica di calcitriolo, studi farmacocinetici hanno mostrato la normalizzazione di elevati livelli di calcio sierico entro pochi giorni dall’interruzione del trattamento, cioè assai più rapidamente che nei trattamenti con preparazioni di vitamina D3.

Effetti cronici possono includere debolezza muscolare, diminuzione di peso, disturbi sensoriali, stati febbrili, sete, polidipsia, poliuria, disidratazione, apatia, ritardo della crescita e infezioni del tratto urinario e nefrocalcinosi.

In concomitanza di ipercalcemia e iperfosfatemia di > 6 mg/100ml o > 1,9 mmol/l, può verificarsi calcinosi; questo fenomeno può essere visibile radiograficamente.

Possono insorgere in individui predisposti reazioni di ipersensibilità che includono prurito, eruzione cutanea, eritema, orticaria.

Anomalie di laboratorio

In pazienti con una funzione renale normale, l’ipercalcemia cronica può essere associata ad un aumento della creatinina del sangue.

Post Marketing

È molto basso il numero di effetti avversi riportati nell’uso clinico di Calcitriolo monitorati lungo un periodo di 15 anni per tutte le indicazioni ed ogni singolo effetto, inclusa l’ipercalcemia, ha una percentuale di incidenza dello 0,001% o inferiore.

Effetti avversi addizionali in relazione alle soluzioni per iniezione

Sintomi acuti addizionali con la formulazione iniettabile sono debolezza, sonnolenza, secchezza della bocca, dolori muscolari, gusto metallico, e disagio epigastrico.

Sintomi aggiuntivi cronici con la formulazione iniettabile includono la nocturia, congiuntivite (calcifica), pancreatite, fotofobia, rinorrea, diminuzione della libido, elevate BUN, albuminuria, ipercolesterolemia, elevati SGOT e SGTP, calcificazione ectopica, ipertensione, aritmia cardiaca, disturbi sensoriali, e raramente manifestazioni psicotiche.

Sono stati osservati rari casi di anafilassi e di rossore localizzato al sito di iniezione con la formulazione iniettabile. Occasionalmente sono stati osservati dolori blandi nel sito di iniezione.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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La somministrazione di Calcitriolo in eccesso rispetto alle necessità dei pazienti può causare ipercalcemia, ipercalciuria e iperfosfatemia. L’assunzione concomitante di elevate quantità di calcio e fosfati con il Calcitriolo può portare a anomalie analoghe.

Trattamento dell’ipercalcemia asintomatica: (vedere paragrafo 4.2 Posologìa e modo dì sommìnìstrazìone).

Siccome il calcitriolo è un derivato della vitamina D, i sintomi del sovradosaggio sono equivalenti a quelli del sovradosaggio di vitamina D. L’assunzione di dosaggi elevati di calcio e di fosforo insieme al calcitriolo può causare sintomi equivalenti. (Vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze specìalì e precauzìonì d’ìmpìego”). Il risultato ottenuto moltiplicando il valore della calcemia per quello della fosfatemia (Ca x P) non deve superare i 70 mg2 / dl2. Un elevato livello di calcio nel paziente dializzato può contribuire allo sviluppo dell’ipercalcemia.

Sintomi acuti di intossicazione da vitamina: anoressia, cefalea, vomito, stipsi.

Sintomi cronici: distrofia (debolezza, calo del peso corporeo), disturbi del sensorio, possibile febbre con sete, poliuria, disidratazione, apatia, arresto della crescita e infezioni del tratto urinario. L’ipercalcemia può portare a calcificazioni metastatiche della corteccia renale, del miocardio, dei polmoni e pancreas.

Trattamento della ipercalcemia e del sovradosaggio in pazienti sottoposti a emodialisi:

Il trattamento generale della ipercalcemia (valori superiori di 1 mg/dl rispetto ai limiti massimi dei valori normali) consiste nell’interruzione immediata della terapia con Calcitriolo, nell’adozione di un regime dietetico

povero di calcio e nella sospensione dell’assunzione di supplementi di calcio.

Può anche esser presa in considerazione l’impiego di dialisati con più basse concentrazioni di calcio.

I livelli di calcio nel siero dovranno essere analizzati quotidianamente fino a quando non siano stati ripristinati i normali valori di calcemia.

La ipercalcemia si risolve generalmente in 2-7 giorni. Quando i livelli di calcio nel siero sono ritornati ai valori normali, la terapia con Calcitriolo può essere ripresa con un dosaggio inferiore di 0,5 mcg rispetto alla terapia precedente.

I livelli di calcio nel siero dovranno essere analizzati almeno due volte a settimana durante la fase di titolazione della dose.

Trattamento di sovradosaggio accidentale da calcitriolo per iniezione: Il trattamento di sovradosaggi accidentali di calcitriolo dovrà consistere in generali terapie di sostegno. Dovranno essere effettuate le determinazioni ripetute degli elettroliti sierici (in special modo del calcio) e della quantità di calcio escreta nelle urine, e valutate le anomalie elettrocardiografiche dovute a ipercalcemia. Un controllo di questo genere è essenziale nei pazienti che assumono digitalici. In caso di sovradosaggio accidentale, è consigliabile anche sospendere l’assunzione di supplementi di calcio ed adottare un regime dietetico povero di calcio.

Data la durata relativamente breve dell’azione farmacologica del calcitriolo, non sarà probabilmente necessario adottare ulteriori misure.

Comunque, qualora dovessero persistere elevati livelli di calcio nel siero, vi sono alternative terapeutiche che possono essere prese in considerazione, in rapporto alle condizioni generali del paziente.

Approcci di gestione temporanea riportati in letteratura sono: diuresi salina forzata, emodialisi contro un dializzato privo di calcio e l’uso di farmaci come i bisfosfonati, mitramicina, calcitonina, glucocorticoidi e nitrato di gallio.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Vitamina D e analoghi codice ATC: A11CC04

Il calcitriolo è la forma attiva della vitamina D3 (colecalciferolo).

L’apporto naturale o endogeno di vitamina D nell’uomo dipende principalmente dalla conversione per irradiazione ultravioletta sulla cute della provitamina 7-deidrocolesterolo in vitamina D3.

La vitamina D3 deve essere a sua volta resa metabolicamente attiva nel fegato e nei reni (formazione di calcitriolo) prima di divenire pienamente efficace per i tessuti ai quali è destinata. La reazione iniziale viene catalizzata dall’enzima vitamina 25 idrossilasi presente nel fegato: il prodotto di tale reazione è 25-(OH)D3 (calcifediolo).

La seconda idrossilazione avviene nei mitocondri delle cellule renali e questa reazione viene attivata dalla 25-idrossivitamina D3 1-idrossilasi per produrre 1,25-(OH)2D3 (calcitriolo), la forma attiva della vitamina D3.

Gli organi bersaglio nei quali è conosciuta l’azione del calcitriolo sono l’intestino, le ossa, i reni e le ghiandole paratiroidi. Il calcitriolo è la forma conosciuta più attiva di vitamina D3 per la stimolazione del trasporto intestinale del calcio: in ratti uremici, il calcitriolo ha mostrato di stimolare l’assorbimento intestinale del calcio; nell’osso, il calcitriolo, unitamente all’ormone paratiroideo, stimola il riassorbimento del calcio e nei reni ne aumenta il riassorbimento tubulare.

Studi condotti in vitro ed in vivo hanno dimostrato che il calcitriolo efficacemente riduce in modo diretto la sintesi del PTH (ormone paratiroideo) da parte delle ghiandole paratiroidee.

Una condizione di resistenza alla vitamina D può verificarsi in pazienti uremici a causa dell’incapacità dei reni di convertire adeguatamente i precursori nel composto attivo calcitriolo.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Il calcitriolo, quando somministrato in bolo, risulta rapidamente disponibile a livello ematico. I metaboliti della vitamina D3, e quindi anche il calcitriolo, vengono trasportati nel sangue legati a proteine plasmatiche specifiche. L’attività farmacologica di una dose terapeutica di calcitriolo è di circa 3-5 giorni. Sono state individuate due vie metaboliche per il calcitriolo: la conversione in 1,24,25-(OH)3D3 ed in acido calcitroico.

E stato ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica che, indipendentemente dalla via di somministrazione, gli effetti metabolici del calcitriolo raggiungono il loro picco e persistono a lungo dopo che il livello del calcitriolo nel plasma è ritornato ai valori di base. Studi di farmacocinetica che potrebbero risultare utili per dimostrare che il calcitriolo esogeno raggiunge il circolo ematico e viene eliminato allo stesso modo del composto endogeno, sarebbero di scarso valore per la determinazione del dosaggio terapeutico ottimale. La quantità ottimale di calcitriolo da somministrarsi deve essere determinata individualmente per ciascun paziente sulla base della gravità e della durata della patologia.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Nei feti di coniglie gravide dopo dosaggio orale di vitamina D molto vicino a quelli mortali è stata riportata stenosi aortica sopravalvolare.

Si sono verificati decessi in seguito alla somministrazione orale di calcitriolo a dosaggi di 25,6 mcg/kg in ratti neonati e di 11,2 mcg/kg in ratti prematuri, ma non in ratti e topi ai quali era stata somministrata una dose di 10 mcg/kg. Queste dosi letali rappresentano rispettivamente circa 427 e 187 volte la somministrazione massima prevista per pazienti sottoposti a dialisi.

Un farmaco orale simile a base di calcitriolo ha una dose orale letale media di 2 mg/kg nel topo e maggiore di 5,0 mg/kg nel ratto.

Somministrazioni singole di calcitriolo per via endovenosa di 20 mcg/kg (333 volte la massima somministrazione consigliata nell’uomo) sono risultate in topi e ratti adulti, prive di tossicità.

Non sono stati effettuati studi a lungo termine su animali per valutare la potenziale cancerogenicità del Calcitriolo HOSPIRA. Non si è manifestato alcun potere mutageno negli studi effettuati con il metodo Ames. Dopo la

somministrazione orale di calcitriolo, non sono stati riscontrati effetti significativi sulla fertilità.

Il calcitriolo assunto oralmente è risultato avere effetti teratogeni in conigli quando somministrato in dosi da 4 a 15 volte superiori alla dose consigliata per l’uomo. Tutti i 15 feti di tre generazioni hanno dimostrato, a queste dosi, anomalie esterne e a livello scheletrico.

Tuttavia, nessuno dei 156 feti di altre 23 generazioni ha mostrato anomalie significative. Studi teratologici condotti su ratti non hanno mostrato evidenza di alcuna potenziale teratogenicità. Non sono stati condotti studi adeguati e ben controllati su donne in stato di gravidanza.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Polisorbato 20, cloruro di sodio, sodio ascorbato, fosfato di sodio bibasico anidro, fosfato di sodio monobasico monoidrato, sodio edetato, acqua per preparazioni iniettabili.

06.2 Incompatibilità

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E’ stato dimostrato captazione di calcitriolo da parte di contenitori e cateteri di cloruro di polivinile (PVC).

Al fine di ridurre tale fenomeno di assorbimento, si consiglia di limitare al massimo il tempo di contatto del farmaco con il PVC.

06.3 Periodo di validità

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2 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare a temperatura inferiore a 25°. Non congelare.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Fiale di vetro.

Astuccio contenente 25 fiale da 1 mL per uso endovenoso

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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I prodotti farmaceutici per uso parenterale, devono essere ispezionati visivamente prima della somministrazione per l’eventuale presenza di particelle sospese o imbrunimento del prodotto.

Sebbene il calcitriolo sia cristallino e incolore, il sodio ascorbato aggiunto come antiossidante al Calcitriolo è bianco o giallo molto pallido e la soluzione può diventare di colore giallo più intenso quando si combina con l’ossigeno dell’aria.

Gettare le quantità di farmaco rimasta inutilizzata nella fiala.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Hospira Italia S.r.l., Via Orazio 20/22 – 80122 Napoli

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Calcitriolo Hospira 1 microgrammo/ml soluzione iniettabile per uso endovenoso – 25 fiale 1 ml

A.I.C. 036851018

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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06.2006

10.0 Data di revisione del testo

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11/06/2016

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Calcitriolo pfi – Ev 25 F 1 mcg/ml (Calcitriolo)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Non Ripetibile Limitativa Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: A11CC04 AIC: 036851018 Prezzo: 145,4 Ditta: Pfizer Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983