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Carbossimaltosio Ferrico Teva
Carbossimaltosio Ferrico Teva
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Carbossimaltosio Ferrico Teva: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)
01.0 Denominazione del medicinale
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA 50 mg ferro/mL dispersione iniettabile/per infusione
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Un mL di dispersione contiene 50 mg di ferro (come carbossimaltosio ferrico). Ogni flaconcino da 2 mL contiene 100 mg di ferro (come carbossimaltosio ferrico).
Ogni flaconcino da 10 mL contiene 500 mg di ferro (come carbossimaltosio ferrico).
Ogni flaconcino da 20 mL contiene 1 000 mg di ferro (come carbossimaltosio ferrico). Eccipiente(i) con effetti noti Un mL di dispersione contiene 4,23 mg di sodio; vedere paragrafo 4.4. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Dispersione iniettabile/per infusione.
Soluzione acquosa, non trasparente, di colore marrone scuro.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA è indicato per il trattamento della carenza di ferro quando (vedere paragrafo 5.1): i preparati a base di ferro per via orale sono inefficaci; i preparati a base di ferro per via orale non possono essere utilizzati; si ravvisa la necessità clinica di una rapida disponibilità di ferro.
La diagnosi della carenza di ferro deve essere effettuata sulla base dei test di laboratorio.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Monitorare attentamente i pazienti per segni e sintomi di reazioni di ipersensibilità durante e dopo ogni somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA.
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA deve essere somministrato solo nel caso in cui sia immediatamente disponibile personale qualificato per valutare e gestire le reazioni anafilattiche, in una struttura dove possono essere garantite apparecchiature complete per la rianimazione. Il paziente deve essere tenuto sotto osservazione per monitorare le reazioni avverse per almeno 30 minuti dopo ogni somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA (vedere paragrafo 4.4).
Posologia
La posologia di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA segue un approccio graduale:
determinazione del fabbisogno individuale di ferro;
calcolo e somministrazione della(e) dose(i) di ferro;
valutazioni dopo la reintegrazione di ferro.
Queste fasi sono illustrate di seguito:
Fase 1: Determinazione del fabbisogno di ferro
Il fabbisogno individuale di ferro da reintegrare con CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA viene determinato in base al peso corporeo e al livello di emoglobina (Hb) del paziente. Per la determinazione del fabbisogno totale di ferro, fare riferimento alla Tabella 1. Potrebbero essere necessarie 2 dosi per reintegrare il fabbisogno totale di ferro; vedere la Fase 2 per le dosi massime individuali di ferro.
La carenza di ferro deve essere confermata da test di laboratorio, come indicato al paragrafo 4.1.
Tabella 1: Determinazione del fabbisogno totale di ferro
| Hb | Peso corporeo del paziente | |||
|---|---|---|---|---|
| g/dL | mmol/L | inferiore a 35 kg | da 35 kg a <70 kg | 70 kg e oltre |
| < 10 | < 6,2 | 30 mg/kg/peso corporeo | 1 500 mg | 2 000 mg |
| da 10 a < 14 | da 6,2 a < 8,7 | 15 mg/kg/peso corporeo | 1 000 mg | 1 500 mg |
| ≥ 14 | ≥ 8,7 | 15 mg/kg/peso corporeo | 500 mg | 500 mg |
Fase 2: Calcolo e somministrazione della(e) dose(i) massima(e) individuale(i) di ferro
In base al fabbisogno totale di ferro determinato, devono essere somministrate la(e) dose(i) appropriata(e) di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA tenendo conto di quanto segue: Adulti e adolescenti di età pari o superiore a 14 anni
Una singola somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA non deve superare:
15 mg di ferro/kg di peso corporeo (per la somministrazione mediante iniezione endovenosa) o 20 mg di ferro/kg di peso corporeo (per la somministrazione mediante infusione endovenosa); 1 000 mg di ferro (20 mL di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA).
La dose massima cumulativa raccomandata di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA è 1 000 mg di ferro (20 mL di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA) a settimana. Se il fabbisogno totale di ferro è maggiore, la somministrazione di una dose aggiuntiva deve avvenire ad almeno 7 giorni di distanza dalla prima dose.
Bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 13 anni
Una singola somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA non deve superare:
15 mg di ferro/kg di peso corporeo;
750 mg di ferro (15 mL di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA).
La dose massima cumulativa raccomandata di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA è 750 mg di ferro (15 mL di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA) a settimana. Se il fabbisogno totale di ferro è maggiore, la somministrazione di una dose aggiuntiva deve avvenire ad almeno 7 giorni di distanza dalla prima dose.
Fase 3: Valutazioni dopo la reintegrazione di ferro
Il medico deve eseguire una rivalutazione in base alle condizioni del singolo paziente. Il livello di Hb deve essere rivalutato non prima di 4 settimane dopo l’ultima somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA, in modo da garantire un tempo adeguato per l’eritropoiesi e l’utilizzo del ferro. Se il paziente richiede un’ulteriore reintegrazione di ferro, è necessario ricalcolare il fabbisogno di ferro (vedere fase 1).
Bambini di età inferiore a 1 anno
L’efficacia e la sicurezza del carbossimaltosio ferrico non sono state studiate nei bambini di età inferiore a 1 anno. Pertanto, l’uso di carbossimaltosio ferrico non è raccomandato nei bambini in questa fascia di età.
Pazienti con malattia renale cronica emodialisi-dipendente
Per gli adulti e gli adolescenti di età pari o superiore a 14 anni, non si deve superare una singola dose massima giornaliera di 200 mg di ferro nei pazienti con malattia renale cronica emodialisi-dipendente (vedere anche paragrafo 4.4).
Nei bambini di età compresa tra 1 e 13 anni con malattia renale cronica che necessitano di emodialisi, l’efficacia e la sicurezza del carbossimaltosio ferrico non sono state studiate. Pertanto, l’uso di carbossimaltosio ferrico non è raccomandato nei bambini di età compresa tra 1 e 13 anni con malattia renale cronica che necessitano di emodialisi.
Modo di somministrazione
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA deve essere somministrato esclusivamente per via endovenosa:
mediante iniezione, oppure
mediante infusione, oppure
durante una seduta di emodialisi, non diluito direttamente nell’ingresso venoso del dializzatore.
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA non deve essere somministrato per via sottocutanea o intramuscolare.
Iniezione endovenosa
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA può essere somministrato mediante iniezione endovenosa usando una dispersione non diluita. Negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 14 anni, la dose singola massima è 15 mg di ferro/kg di peso corporeo, ma non deve superare 1 000 mg di ferro. Nei bambini di età compresa tra 1 e 13 anni, la dose singola massima è 15 mg di ferro/kg di peso corporeo, ma non deve superare 750 mg di ferro. Le velocità di somministrazione sono riportate nella Tabella 2: Tabella 2: Velocità di somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA per iniezione endovenosa
|
Volume di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA richiesto |
Dose di ferro equivalente |
Velocità di somministrazione/Tempo di somministrazione minimo |
|---|---|---|
| da 2 a 4 mL | da 100 a 200 mg | Nessun tempo minimo prescritto |
| da > 4 a 10 mL | da > 200 a 500 mg | 100 mg di ferro/min |
| da > 10 a 20 mL | da > 500 a 1 000 mg | 15 minuti |
Infusione endovenosa
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA può essere somministrato mediante infusione endovenosa, in questo caso deve essere diluito. Negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 14 anni, la dose singola massima è 20 mg di ferro/kg di peso corporeo, ma non deve superare 1 000 mg di ferro. Nei bambini di età compresa tra 1 e 13 anni, la dose singola massima è 15 mg di ferro/kg di peso corporeo, ma non deve superare 750 mg di ferro.
Per l’infusione, CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA deve essere diluito esclusivamente in una soluzione sterile di sodio cloruro allo 0,9% m/V, come mostrato nella Tabella 3. Nota.: per motivi di stabilità, CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA non deve essere diluito a concentrazioni inferiori a 2 mg di ferro/mL (escluso il volume della dispersione di carbossimaltosio ferrico). Per ulteriori istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Tabella 3: Piano di diluizione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA per infusione endovenosa
|
Volume di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA richiesto |
Dose di ferro equivalente |
Quantità massima di soluzione sterile di sodio cloruro allo 0,9% m/V |
Tempo minimo di somministrazione |
|---|---|---|---|
| da 2 a 4 mL | da 100 a 200 mg | 50 mL |
Nessun tempo minimo prescritto |
| da > 4 a 10 mL | da > 200 a 500 mg | 100 mL | 6 minuti |
| da > 10 a 20 mL | da > 500 a 1 000 mg | 250 mL | 15 minuti |
04.3 Controindicazioni
L’uso di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA è controindicato in caso di: ipersensibilità al principio attivo, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; nota ipersensibilità grave ad altri prodotti a base di ferro per via parenterale; anemia non attribuibile a carenza di ferro, ad es. altra anemia microcitica; evidenza di sovraccarico di ferro o disturbi dell’utilizzo del ferro.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Reazioni di ipersensibilità
Le preparazioni a base di ferro somministrate per via parenterale possono causare reazioni di ipersensibilità, incluse reazioni anafilattiche gravi e potenzialmente fatali. Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità anche dopo dosi di complessi a base di ferro per via parenterale già somministrate in precedenza senza incidenti. Sono stati segnalati casi di reazioni di ipersensibilità che sono progrediti fino alla sindrome di Kounis (arteriospasmo coronarico allergico acuto che può provocare infarto miocardico; vedere paragrafo 4.8).
Il rischio è più elevato per i pazienti con allergie note comprese le allergie ai medicinali, inclusi i pazienti con anamnesi di asma severo, eczema o altre allergie atopiche.
Esiste anche un aumento del rischio di reazioni di ipersensibilità ai complessi a base di ferro per via parenterale in pazienti con condizioni immunitarie o infiammatorie (ad esempio lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide).
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA deve essere somministrato solo nel caso in cui sia immediatamente disponibile personale qualificato per valutare e gestire le reazioni anafilattiche, in una struttura dove possono essere garantite apparecchiature complete per la rianimazione. Ogni paziente deve essere tenuto sotto osservazione per monitorare gli effetti avversi per almeno 30 minuti dopo ogni somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA. Se durante la somministrazione si manifestano reazioni di ipersensibilità o segni di intolleranza, il trattamento deve essere interrotto immediatamente. Devono essere disponibili apparecchiature per la rianimazione cardiorespiratoria e attrezzature per gestire reazioni anafilattiche acute, inclusa una soluzione iniettabile di adrenalina 1:1 000. Se necessario somministrare un trattamento aggiuntivo con antistaminici e/o corticosteroidi.
Osteomalacia ipofosfatemica
Nel contesto post-marketing è stata segnalata ipofosfatemia sintomatica con conseguente osteomalacia e fratture che hanno richiesto un intervento clinico, incluso l’intervento chirurgico. Ai pazienti deve essere chiesto di consultare un medico se avvertono un peggioramento della stanchezza con mialgie o dolore osseo. Il fosfato sierico deve essere monitorato nei pazienti che ricevono somministrazioni multiple a dosi più elevate o un trattamento a lungo termine e in quelli con fattori di rischio preesistenti per ipofosfatemia. In caso di ipofosfatemia persistente, il trattamento con carbossimaltosio ferrico deve essere rivalutato.
Compromissione epatica o renale
Nei pazienti con disfunzione epatica, il ferro per via parenterale deve essere somministrato solo dopo un’attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio. La somministrazione di ferro per via parenterale deve essere evitata nei pazienti con disfunzione epatica in cui il sovraccarico di ferro è un fattore precipitante, in particolare in caso di Porfiria Cutanea Tarda (PCT). Si raccomanda un attento monitoraggio dello stato marziale per evitare il sovraccarico di ferro.
Non sono disponibili dati relativi alla sicurezza in pazienti con malattia renale cronica emodialisi- dipendente trattati con dosi singole superiori a 200 mg di ferro.
Il ferro per via parenterale deve essere usato con cautela in caso di infezione acuta o cronica, asma, eczema o allergie atopiche. Si raccomanda di interrompere il trattamento con CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA nei pazienti con batteriemia in corso. Nei pazienti con infezione cronica deve essere pertanto effettuata una valutazione del rapporto beneficio/rischio, tenendo in considerazione la soppressione dell’eritropoiesi.
Stravaso
Durante la somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA è necessario prestare cautela per evitare uno stravaso paravenoso. Lo stravaso paravenoso di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA nella sede di somministrazione può provocare irritazione della cute e colorazione marrone potenzialmente di lunga durata nella sede di somministrazione. In caso di stravaso paravenoso, la somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA deve essere interrotta immediatamente.
Eccipienti
Questo medicinale contiene 4,23 mg di sodio per millilitro di dispersione non diluita.
Flaconcino con 2 mL di dispersione: questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè essenzialmente “senza sodio”.
Flaconcino con 10 mL di dispersione: questo medicinale contiene fino a 46 mg di sodio per flaconcino, equivalenti al 2,3% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Flaconcino con 20 mL di dispersione: questo medicinale contiene fino a 92 mg di sodio per flaconcino, equivalenti al 4,6% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
L’assorbimento del ferro per via orale è ridotto quando in concomitanza vengono somministrate preparazioni a base di ferro per via parenterale. Pertanto, se necessario, la terapia a base di ferro per via orale non deve essere iniziata per almeno 5 giorni dopo l’ultima somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA.
04.6 Gravidanza e allattamento
I dati relativi all’uso di carbossimaltosio ferrico in donne in gravidanza sono limitati (vedere paragrafo 5.1). È necessaria un’attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio prima dell’uso durante la gravidanza e CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA non deve essere utilizzato durante la gravidanza, se non chiaramente necessario.
La carenza di ferro che si verifica nel primo trimestre di gravidanza può essere trattata in molti casi con ferro per via orale. Il trattamento con CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA deve essere limitato al secondo e al terzo trimestre se si ritiene che il beneficio superi il rischio potenziale sia per la madre che per il feto.
In seguito alla somministrazione di ferro per via parenterale può verificarsi bradicardia fetale. Di solito è transitoria e conseguenza di una reazione di ipersensibilità nella madre. Il feto deve essere attentamente monitorato durante la somministrazione endovenosa di ferro per via parenterale a donne in gravidanza.
I dati sugli animali indicano che il ferro rilasciato dal carbossimaltosio ferrico può attraversare la barriera placentare e che l’uso durante la gravidanza può influire sullo sviluppo scheletrico del feto (vedere paragrafo 5.3).
Allattamento
Gli studi clinici hanno dimostrato che il trasferimento di ferro dal carbossimaltosio ferrico nel latte materno era trascurabile (≤ 1%). In base ai dati limitati sulle donne in allattamento, è improbabile che il carbossimaltosio ferrico rappresenti un rischio per il lattante.
Fertilità
Non esistono dati sull’effetto del carbossimaltosio ferrico sulla fertilità umana. La fertilità non è stata alterata in seguito al trattamento con carbossimaltosio ferrico negli studi sugli animali (vedere paragrafo 5.3).
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
È improbabile che CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA alteri la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
04.8 Effetti indesiderati
La Tabella 4 presenta le reazioni avverse al farmaco (ADR) segnalate durante studi clinici in cui > 9 000 soggetti (inclusi > 100 bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 17 anni) sono stati trattati con carbossimaltosio ferrico, nonché quelle segnalate dall’esperienza post-marketing (per i dettagli, vedere le note della tabella).
L’ADR segnalata più comunemente è la nausea (che ha interessato il 3,2% dei soggetti), seguita da reazioni in sede di iniezione/infusione, ipofosfatemia, cefalea, rossore, capogiro e ipertensione. Le reazioni in sede di iniezione/infusione comprendono diverse ADR che singolarmente sono non comuni o rare.
Le ADR più gravi sono le reazioni anafilattiche (rare); sono stati segnalati decessi. Per ulteriori dettagli, vedere paragrafo 4.4.
Tabella 4: Reazioni avverse al farmaco osservate durante le sperimentazioni cliniche e l’esperienza post-marketing
| Classificazione per sistemi e organi |
Comune (≥ 1/100, < 1/10) |
Non comune (≥ 1/1 000, < 1/100) |
Raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000) |
Frequenza non nota(1) |
|---|---|---|---|---|
| Disturbi del sistema immunitario | Ipersensibilità | Reazioni anafilattiche | ||
|
Disturbi del metabolismo e della nutrizione |
Ipofosfatemia | |||
| Patologie del sistema nervoso | Cefalea, capogiro | Disgeusia, parestesia | Perdita di coscienza(1) | |
|
Disturbi psichiatrici |
Ansia(2) |
|
Patologie cardiache |
Tachicardia |
Sindrome di Kounis(1) |
||
|---|---|---|---|---|
| Patologie vascolari |
Rossore, ipertensione |
Ipotensione |
Presincope(2), flebite, sincope(2) |
|
|
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche |
Dispnea | Broncospasmo(2) | ||
| Patologie gastrointestinali | Nausea |
Dolore addominale, vomito, stipsi, diarrea, dispepsia |
Flatulenza | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo |
Eruzione cutanea(3), prurito, orticaria, eritema |
Angioedema(2), alterazione del colore della pelle a distanza(2), pallore(2) |
Edema della faccia(1) | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo |
Artralgia, mialgia, dolore a un arto, dolore dorsale, spasmi muscolari |
Osteomalacia ipofosfatemica(1) | ||
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Reazioni nella sede di iniezione/infusione(4) |
Piressia, stanchezza, brividi, dolore toracico, edema periferico, malessere |
Malattia simil- influenzale (la cui insorgenza può variare da poche ore a diversi giorni)(2) |
|
| Esami diagnostici |
Alanina aminotransfera si aumentata, aspartato aminotransfera si aumentata, gamma- glutamiltransfe rasi aumentata, fosfatasi alcalina ematica aumentata, lattato deidrogenasi ematica aumentata |
(1) ADR segnalate esclusivamente nel contesto post-marketing; stimate come rare.
(2) ADR segnalate nel contesto post-marketing e osservate anche in ambito clinico.
(3) Include i seguenti termini preferiti: eruzione cutanea (singola ADR determinata come non comune) ed esantema eritematoso, eruzione cutanea generalizzata, eruzione cutanea maculare, eruzione cutanea maculo-papulare, eruzione cutanea pruriginosa (tutte le singole ADR determinate come rare).
(4) Include, ma non solo, i seguenti termini preferiti: dolore in sede di iniezione/infusione, ematoma in sede di iniezione/infusione, alterazione del colore in sede di iniezione/infusione, stravaso in sede di iniezione/infusione, irritazione in sede di iniezione/infusione, reazione in sede di iniezione/infusione (tutte le singole ADR determinate come non comuni) e parestesia in sede di iniezione/infusione (singola ADR determinata come rara).
Popolazione pediatrica
Il profilo di sicurezza per i bambini e gli adolescenti di età compresa tra 1 e 17 anni è paragonabile a quello degli adulti. A 110 pazienti pediatrici è stato somministrato il carbossimaltosio ferrico in 7 studi clinici. Non sono state segnalate ADR gravi. Le ADR non gravi segnalate sono state ipofosfatemia (n = 5), orticaria (n = 5), reazioni in sede di iniezione/infusione (n = 4), dolore addominale (n = 2), rossore (n = 2), cefalea (n = 2), piressia (n = 2), enzimi epatici aumentati (n = 2) ed eruzione cutanea (n = 2). Stipsi, gastrite, ipertensione, prurito e sete sono stati segnalati solo una volta.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni- avverse .
04.9 Sovradosaggio
La somministrazione di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA in quantità superiore a quella necessaria per correggere la carenza di ferro al momento della somministrazione può determinare un accumulo di ferro nei siti di deposito, con conseguente emosiderosi. Il monitoraggio dei parametri del ferro, come la ferritina sierica e la saturazione della transferrina (TSAT, transferrin saturation), può essere utile ad identificare l’accumulo di ferro. Se si verifica un accumulo di ferro, trattare in base alla pratica medica standard, ad esempio prendere in considerazione l’uso di un chelante del ferro.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: preparati antianemici, ferro, preparati parenterali, codice ATC: B03AC CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA dispersione iniettabile/per infusione è una soluzione colloidale di carbossimaltosio ferrico, un complesso di ferro.
Il complesso è formulato per fornire, in modo controllato, ferro utilizzabile dalle proteine di trasporto e di deposito del ferro nell’organismo (transferrina e ferritina, rispettivamente).
L’utilizzo, da parte dei globuli rossi, di 59Fe derivante da carbossimaltosio ferrico radiomarcato era compreso tra il 91% e il 99% in soggetti con carenza di ferro (ID, iron deficiency) e tra il 61% e l’84% in soggetti con anemia renale a 24 giorni dopo la dose.
Il trattamento con carbossimaltosio ferrico determina un aumento della conta reticolocitaria, dei livelli di ferritina sierica e dei livelli di TSAT entro gli intervalli normali.
Efficacia e sicurezza clinica
L’efficacia e la sicurezza del carbossimaltosio ferrico sono state studiate in diverse aree terapeutiche in cui era necessaria la somministrazione di ferro per via endovenosa per correggere la carenza di ferro. I principali studi sono descritti più dettagliatamente di seguito.
Cardiologia
Insufficienza cardiaca cronica
Lo studio CONFIRM-HF è stato uno studio in doppio cieco, randomizzato, a 2 bracci che ha confrontato il carbossimaltosio ferrico (n = 150) con placebo (n = 151) in soggetti con insufficienza cardiaca cronica e ID per un periodo di trattamento di 52 settimane. Al Giorno 1 e alla Settimana 6 (fase di correzione), i soggetti hanno ricevuto il carbossimaltosio ferrico in base ad una griglia di dosaggio semplificata per cui sono stati utilizzati Hb basale e peso corporeo allo screening (vedere paragrafo 4.2), il placebo o nessuna dose. Alle Settimane 12, 24 e 36 (fase di mantenimento), i soggetti hanno ricevuto il carbossimaltosio ferrico (500 mg di ferro) o il placebo se la ferritina sierica era < 100 ng/mL o compresa tra 100 e 300 ng/mL con TSAT < 20%. Il beneficio del trattamento con carbossimaltosio ferrico rispetto al placebo è stato dimostrato con l’endpoint primario di efficacia, ossia la variazione nel test del cammino in 6 minuti (6MWT, 6-minute walk test) dal basale alla Settimana 24 (33 ± 11 metri, p = 0,002). Questo effetto si è mantenuto per tutto lo studio fino alla Settimana 52 (36 ± 11 metri, p < 0,001).
Lo studio EFFECT-HF è stato uno studio in aperto (con valutazione dell’endpoint in cieco), randomizzato, a 2 bracci volto a confrontare il carbossimaltosio ferrico (n = 86) rispetto alla terapia standard (n = 86) in soggetti con insufficienza cardiaca cronica e ID per un periodo di trattamento di 24 settimane. Al Giorno 1 e alla Settimana 6 (fase di correzione), i soggetti hanno ricevuto carbossimaltosio ferrico in base ad una griglia di dosaggio semplificata per cui sono stati utilizzati Hb basale e peso corporeo allo screening (vedere paragrafo 4.2) o la terapia standard. Alla Settimana 12 (fase di mantenimento), i soggetti hanno ricevuto carbossimaltosio ferrico (500 mg di ferro) o la terapia standard se la ferritina sierica era < 100 ng/mL o compresa tra 100 e 300 ng/mL e la TSAT era < 20%. Il beneficio del trattamento con carbossimaltosio ferrico rispetto alla terapia standard è stato dimostrato con l’endpoint primario di efficacia, ossia la variazione alla Settimana 24 rispetto al basale del valore di VO2 al picco aggiustato in base al peso (media dei minimi quadrati [LS] 1,04 ± 0,44, p = 0,02).
Nefrologia
Malattia renale cronica emodialisi-dipendente
Lo studio VIT-IV-CL-015 è stato uno studio in aperto, randomizzato, a gruppi paralleli che ha confrontato il carbossimaltosio ferrico (n = 97) rispetto al ferro saccarosio (n = 86) in soggetti con anemia sideropenica sottoposti a emodialisi. I soggetti hanno ricevuto carbossimaltosio ferrico o ferro saccarosio 2-3 volte a settimana in dosi singole di 200 mg di ferro direttamente nel dializzatore fino al raggiungimento della dose cumulativa di ferro calcolata individualmente (dose cumulativa media di ferro come carbossimaltosio ferrico: 1 700 mg). L’endpoint primario di efficacia era la percentuale di soggetti che raggiungevano un aumento di Hb ≥ 1,0 g/dL a 4 settimane dopo il basale. A 4 settimane dopo il basale, il 44,1% ha risposto al trattamento con carbossimaltosio ferrico (aumento di Hb ≥ 1,0 g/dL), rispetto al 35,3% per ferro saccarosio (p = 0,2254).
Malattia renale cronica non dialisi-dipendente
Lo studio 1VIT04004 è stato uno studio in aperto, randomizzato, con controllo attivo che ha valutato la sicurezza e l’efficacia del carbossimaltosio ferrico (n = 147) rispetto al ferro per via orale (n = 103). I soggetti del gruppo trattato con carbossimaltosio ferrico hanno ricevuto 1 000 mg di ferro al basale e 500 mg di ferro ai giorni 14 e 28 se la TSAT era < 30% e la ferritina sierica era < 500 ng/mL nella rispettiva visita. I soggetti del braccio trattato con ferro per via orale hanno ricevuto 65 mg di ferro tre volte al giorno (TID) come solfato ferroso dal basale al giorno 56. I soggetti sono stati sottoposti a follow-up fino al giorno 56. L’endpoint primario di efficacia era la percentuale di soggetti che ottenevano un aumento di Hb ≥ 1,0 g/dL in qualsiasi momento tra il basale e la fine dello studio o il momento dell’intervento. Ciò è stato ottenuto dal 60,54% dei soggetti trattati con carbossimaltosio ferrico, rispetto al 34,7% dei soggetti nel gruppo trattato con ferro per via orale (p < 0,001). La variazione media dell’emoglobina al giorno 56/fine dello studio è stata di 1,0 g/dL nel gruppo trattato con carbossimaltosio ferrico e di 0,7 g/dL nel gruppo trattato con ferro per via orale (p = 0,034, IC 95%: 0,0 – 0,7).
Gastroenterologia
Malattia infiammatoria intestinale
Lo studio VIT-IV-CL-008 è stato uno studio randomizzato in aperto che ha confrontato l’efficacia del carbossimaltosio ferrico rispetto al solfato ferroso per via orale nella riduzione dell’anemia sideropenica in soggetti con malattia infiammatoria intestinale (IBD, inflammatory bowel disease). I soggetti hanno ricevuto carbossimaltosio ferrico (n = 111) in dosi singole fino a 1 000 mg di ferro una volta a settimana fino al raggiungimento della dose di ferro calcolata individualmente (mediante la formula di Ganzoni) (dose cumulativa media di ferro: 1 490 mg) o 100 mg di ferro due volte al giorno (BID) come solfato ferroso (n = 49) per 12 settimane. I soggetti trattati con carbossimaltosio ferrico hanno presentato un aumento medio di Hb dal basale alla Settimana 12 di 3,83 g/dL, valore non inferiore a quello ottenuto con 12 settimane di terapia con solfato ferroso due volte al giorno (3,75 g/dL, p = 0,8016).
Lo studio FER-IBD-07-COR è stato uno studio randomizzato in aperto che ha confrontato l’efficacia del carbossimaltosio ferrico rispetto al ferro saccarosio in soggetti con IBD in remissione o lieve. La posologia per i soggetti trattati con carbossimaltosio ferrico è stata determinata in base ad una griglia di dosaggio semplificata, per cui sono stati utilizzati Hb basale e peso corporeo (vedere paragrafo 4.2), in dosi singole fino a 1 000 mg di ferro, mentre nei soggetti trattati con ferro saccarosio, le dosi di ferro sono state invece calcolate individualmente usando la formula di Ganzoni in dosi di 200 mg di ferro fino al raggiungimento della dose di ferro cumulativa. I soggetti sono stati sottoposti a follow-up per 12 settimane. Il 65,8% dei soggetti trattati con carbossimaltosio ferrico (n = 240; dose media cumulativa di ferro: 1 414 mg) ha mostrato una risposta alla Settimana 12 (definita come un aumento di Hb ≥ 2 g/dL), rispetto al 53,6% dei soggetti trattati con ferro saccarosio (n = 235; dose cumulativa media: 1 207 mg; p = 0,004). L’83,8% dei soggetti trattati con carbossimaltosio ferrico ha ottenuto un aumento di Hb ≥ 2 g/dL o presentava valori di Hb entro i limiti normali alla Settimana 12, rispetto al 75,9% dei soggetti trattati con ferro saccarosio (p = 0,019).
Salute delle donne
Post-partum
Lo studio VIT-IV-CL-009 è stato uno studio randomizzato di non inferiorità, in aperto che ha confrontato l’efficacia del carbossimaltosio ferrico (n = 227) rispetto al solfato ferroso (n = 117) in donne con anemia post-partum. I soggetti hanno ricevuto il carbossimaltosio ferrico in dosi singole fino a 1 000 mg di ferro fino al raggiungimento della dose cumulativa di ferro calcolata individualmente (secondo la formula di Ganzoni) oppure 100 mg di ferro come solfato ferroso per via orale BID per 12 settimane. I soggetti sono stati sottoposti a follow-up per 12 settimane. La variazione media di Hb dal basale alla Settimana 12 è stata di 3,37 g/dL nel gruppo trattato con carbossimaltosio ferrico (n = 179; dose cumulativa media di ferro: 1 347 mg) e di 3,29 g/dL nel gruppo trattato con solfato ferroso (n = 89), mostrando la non inferiorità tra i trattamenti.
Gravidanza
I medicinali a base di ferro per via endovenosa non devono essere usati durante la gravidanza, se non in caso di chiara necessità. Il trattamento con carbossimaltosio ferrico deve essere limitato al secondo e al terzo trimestre se si ritiene che il beneficio superi il rischio potenziale sia per la madre che per il feto; vedere paragrafo 4.6.
Sono disponibili dati di sicurezza limitati sulle donne in gravidanza provenienti dallo studio FER-ASAP- 2009-01, uno studio randomizzato in aperto volto a confrontare il carbossimaltosio ferrico (n = 121) rispetto al solfato ferroso per via orale (n = 115) in donne nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza con anemia da carenza di ferro per un periodo di trattamento di 12 settimane. I soggetti hanno ricevuto carbossimaltosio ferrico a dosi cumulative di 1 000 mg o 1 500 mg di ferro (dose cumulativa media: 1 029 mg di ferro) in base al valore di Hb e al peso corporeo allo screening oppure 100 mg di ferro per via orale BID per 12 settimane. L’incidenza degli eventi avversi correlati al trattamento era simile tra le donne trattate con carbossimaltosio ferrico e quelle trattate con ferro per via orale (11,4% nel gruppo trattato con carbossimaltosio ferrico; 15,3% nel gruppo trattato con ferro per via orale). Gli eventi avversi correlati al trattamento segnalati più comunemente sono stati nausea, dolore addominale superiore e cefalea. I punteggi di Apgar e i parametri del ferro nei neonati erano simili tra i gruppi di trattamento.
Popolazione pediatrica
Adolescenti di età pari o superiore ai 14 anni sono stati inclusi in 4 studi eseguiti negli adulti. Sono stati inoltre condotti studi pediatrici su bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 17 anni con anemia da carenza di ferro. Le eziologie più comuni dell’anemia da carenza di ferro sono state malattie gastrointestinali (ad es. malattia infiammatoria intestinale, gastrite da Helicobacter pylori, celiachia) e abbondanti sanguinamenti uterini.
In uno studio prospettico di farmacocinetica/farmacodinamica di fase 2 (1VIT13036), 35 bambini con un’età mediana di 9,8 anni (range: 1,5-17,5 anni) sono stati trattati in 2 coorti di dosaggio consecutive con dosi singole di carbossimaltosio ferrico 7,5 mg di ferro/kg di peso corporeo (n = 16) oppure carbossimaltosio ferrico 15 mg di ferro/kg di peso corporeo (n = 19), alla dose massima di 750 mg di ferro. Hb, ferritina e TSAT sono aumentate in maniera dose-dipendente. Al giorno 35 dopo l’iniezione, l’aumento medio (deviazione standard [DS]) di Hb è stato di 1,9 (1,38) g/dL con carbossimaltosio ferrico 7,5 mg di ferro/kg e di 2,8 (1,15) g/dL con carbossimaltosio ferrico 15 mg di ferro/kg. Vedere anche paragrafo 4.8.
In uno studio di fase 3 prospettico, in aperto, a gruppi paralleli (1VIT17044) l’efficacia e la sicurezza del carbossimaltosio ferrico sono state confrontate con la terapia a base di ferro per via orale. 40 bambini con un’età mediana di 14,5 anni (range: da la 17 anni) sono stati trattati con 2 dosi di carbossimaltosio ferrico 15 mg di ferro/kg di peso corporeo ad un intervallo di 7 giorni (dose singola massima di 750 mg) e 39 bambini con un’età mediana di 14,0 anni (range: da 1 a 17 anni) sono stati trattati con solfato ferroso per via orale per 28 giorni. È stato osservato un aumento simile di Hb sia dopo il trattamento con carbossimaltosio ferrico che dopo il trattamento con solfato ferroso per via orale. L’aumento di Hb dal basale al giorno 35 (media LS [95% IC]) è stato di 2,22 [1,69; 2,75] g/dL dopo carbossimaltosio ferrico e di 1,92 [1,43; 2,41] g/dL dopo il solfato ferroso per via orale. In totale, l’87,5% dei pazienti nel gruppo trattato con ferro per via endovenosa ha raggiunto un aumento di Hb > 1 g/dL alla fine dello studio (EOS). L’aumento di ferritina e TSAT, usato come parametro della reintegrazione delle riserve di ferro, è stato maggiore dopo la terapia con carbossimaltosio ferrico rispetto alla terapia con solfato ferroso per via orale, con un aumento della ferritina dal basale al giorno 35 (media LS [95% IC]) di 132,1 [105,44; 158,76] ng/mL dopo carbossimaltosio ferrico e di 11,0 [-15,62; 37,65] ng/mL dopo il solfato ferroso per via orale. Il corrispondente aumento della TSAT è stato rispettivamente del 24,3 [19,19; 29,41] % e dell’8,7 [3,70, 13,63] %. Vedere anche paragrafo 4.8.
Monitoraggio della ferritina dopo terapia sostitutiva
Sono disponibili dati limitati provenienti dallo studio VIT-IV-CL-008 che dimostrano che i livelli di ferritina si riducono rapidamente 2-4 settimane dopo la sostituzione e più lentamente in una fase successiva. Durante le 12 settimane di follow-up dello studio, i livelli medi di ferritina non sono scesi a valori tali da indurre a prendere in considerazione il ritrattamento. Pertanto, i dati disponibili non indicano chiaramente un periodo ottimale per ripetere l’analisi della ferritina, tuttavia la valutazione dei livelli di ferritina prima di 4 settimane dopo la terapia sostitutiva sembra prematura. È quindi consigliabile che il medico effettui un’ulteriore rivalutazione della ferritina in base alle condizioni individuali del paziente.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Distribuzione
La tomografia a emissione di positroni ha dimostrato che 59Fe e 52Fe derivato da carbossimaltosio ferrico è stato rapidamente eliminato dal sangue, trasferito nel midollo osseo e depositato nel fegato e nella milza.
Dopo la somministrazione di una dose singola di carbossimaltosio ferrico da 100 a 1 000 mg di ferro in soggetti con ID, si ottengono livelli massimi di ferro sierico totali da 37 μg/mL fino a 333 μg/mL rispettivamente dopo 15 minuti e 1,21 ore. Il volume del compartimento centrale corrisponde bene al volume del plasma (circa 3 litri).
Eliminazione
Il ferro iniettato o infuso è stato eliminato rapidamente dal plasma, l’emivita terminale era compresa tra 7 e 12 ore e il tempo medio di permanenza (MRT, mean residence time) era compreso tra 11 e 18 ore. L’eliminazione renale del ferro era trascurabile.
Popolazione pediatrica
Le proprietà farmacocinetiche del carbossimaltosio ferrico alla dose di 15 mg di ferro/kg erano simili a quelle dei pazienti adulti con carenza di ferro. Il ferro sierico è aumentato proporzionalmente alla dose dopo una dose singola di 7,5 mg di ferro/kg o 15 mg di ferro/kg. Dopo una dose singola di carbossimaltosio ferrico di 15 mg di ferro/kg di peso corporeo (massimo 750 mg) sono stati misurati valori medi massimi di ferro sierico totale di 310 μg/mL dopo 1,12 ore. L’emivita terminale è stata di 9,8 ore e il volume di distribuzione stimato dall’analisi farmacocinetica di popolazione era compreso tra 0,42 e 3,14 L. In base alle simulazioni basate su modelli i soggetti pediatrici tendevano ad avere esposizione sistemica inferiore (AUC0-72 h inferiore) rispetto agli adulti (mediana per gruppo di età: 3 340 μg×h/mL (da 1 a 2 anni), 4 110 μg×h/mL (da 3 a 12 anni), 4 740 μg×h/mL (da 13 a 17 anni), 8 864 μg×h/mL (adulti)).
05.3 Dati preclinici di sicurezza
I dati preclinici non hanno rivelato rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute e genotossicità. Gli studi preclinici indicano che il ferro rilasciato dal carbossimaltosio ferrico attraversa la barriera placentare e viene escreto nel latte in quantità limitate e controllate. Negli studi di tossicità riproduttiva su conigli con abbondanti livelli di ferro, carbossimaltosio ferrico è stato associato ad anomalie scheletriche minori nel feto. In uno studio di fertilità nei ratti non sono stati registrati effetti sulla fertilità, né nei maschi né nelle femmine. Non sono stati condotti studi a lungo termine sugli animali per valutare il potenziale cancerogeno del carbossimaltosio ferrico. Non è stata osservata evidenza di potenziale allergico o immunotossico. Un test in vivo controllato ha dimostrato l’assenza di reattività crociata del carbossimaltosio ferrico con anticorpi anti-destrano. Non è stata osservata irritazione o intolleranza locale dopo la somministrazione endovenosa.
INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH) Acido cloridrico (per l’aggiustamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili
06.2 Incompatibilità
Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
Non è nota la compatibilità con contenitori diversi da polietilene e vetro.
06.3 Periodo di validità
Periodo di validità del prodotto confezionato per la vendita:
2 anni
Periodo di validità dopo la prima apertura del contenitore:
Dal punto di vista microbiologico, a meno che il metodo di apertura non escluda il rischio di contaminazione microbica, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione in uso sono responsabilità dell’utilizzatore.
Periodo di validità dopo diluizione con una soluzione sterile di sodio cloruro allo 0,9% m/V: La stabilità chimico-fisica in uso è stata dimostrata per 24 ore a 15-25 °C.
Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e di norma non devono superare le 24 ore a 15-25 °C, a meno che la diluizione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Non conservare a temperatura superiore a 30 °C.
Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione o la prima apertura del medicinale, vedere paragrafo 6.3.
06.5 Natura e contenuto della confezione
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA è fornito come:
–2 mL di dispersione contenente 100 mg di ferro. Flaconcino di vetro (di tipo I) con tappo (in gomma bromobutilica) e cappuccio con sigillo in alluminio con copertura in plastica verde. Disponibile in confezioni da 1, 2 e 5 flaconcini.
–10 mL di dispersione contenente 500 mg di ferro. Flaconcino di vetro (di tipo I) con tappo (in gomma bromobutilica) e cappuccio con sigillo in alluminio con copertura in plastica viola. Disponibile in confezioni da 1, 2 e 5 flaconcini.
–20 mL di dispersione contenente 1 000 mg di ferro. Flaconcino di vetro (di tipo I) con tappo (in gomma bromobutilica) e cappuccio con sigillo in alluminio con copertura in plastica blu. Disponibile in confezioni da 1 flaconcino.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Prima dell’uso, ispezionare visivamente i flaconcini per verificare l’eventuale presenza di sedimenti o danneggiamento. Usare solo i flaconcini che contengono una dispersione omogenea e priva di sedimenti.
Ogni flaconcino di CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA è esclusivamente monouso. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
CARBOSSIMALTOSIO FERRICO TEVA deve essere miscelato unicamente con una soluzione sterile di sodio cloruro allo 0,9% m/V. Non devono essere utilizzati altre soluzioni né altri agenti terapeutici per la diluizione endovenosa, a causa della possibilità di precipitazione e/o interazione. Per le istruzioni sulla diluizione, vedere paragrafo 4.2.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Teva B.V. Swensweg 5 2031 GA Haarlem Paesi Bassi
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
051088019 – "50 MG/ML DISPERSIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE " 1 FLACONCINO IN VETRO DA 2 ML 051088021 – "50 MG/ML DISPERSIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE " 2 FLACONCINI IN VETRO DA 2 ML 051088033 – "50 MG/ML DISPERSIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE " 5 FLACONCINI IN VETRO DA 2 ML 051088045 – "50 MG/ML DISPERSIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE " 1 FLACONCINO IN VETRO DA 10 ML 051088058 – "50 MG/ML DISPERSIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE " 2 FLACONCINI IN VETRO DA 10 ML 051088060 – "50 MG/ML DISPERSIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE " 5 FLACONCINI IN VETRO DA 10 ML 051088072 – "50 MG/ML DISPERSIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE " 1 FLACONCINO IN VETRO DA 20 ML
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
10.0 Data di revisione del testo
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