Glucosio Baxter S.p.a.: Scheda tecnica e prescrivibilità

Glucosio Baxter S.p.a. - Glucosio (Destrosio) Monoidrato - Patologie che richiedono un ripristino delle condizioni di idratazione in associazione ad un apporto

Glucosio Baxter S.p.a.

Glucosio Baxter S.p.a. (Glucosio (Destrosio) Monoidrato)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Glucosio Baxter S.p.a.: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

GLUCOSIO BAXTER S.P.A. 5% Soluzione per infusione GLUCOSIO BAXTER S.P.A. 10% Soluzione per infusione GLUCOSIO BAXTER S.P.A. 20% Soluzione per infusione GLUCOSIO BAXTER S.P.A. 33% Soluzione per infusione GLUCOSIO BAXTER S.P.A. 50% Soluzione per infusione

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

La tabella riporta composizione, osmolarità e pH delle singole concentrazioni di glucosio.

Glucosio monoidrato (g/l) (corrispondente a glucosio anidro) Osmolarità (mOsmol/L) pH
5% 55 (50) 278 3.5 – 6.5
10% 110 (100) 555 3.5 – 6.5
20% 220 (200) 1110 3.5 – 6.5
33% 363 (330) 1832 3.5 – 6.5
50% 550 (500) 2775 3.5 – 6.5

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

Soluzione per infusione, sterile ed esente da endotossine batteriche.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Patologie che richiedono un ripristino delle condizioni di idratazione in associazione ad un apporto

calorico (come parte di un regime di nutrizione parenterale per quanto riguarda le concentrazioni

superiori al 10%), specialmente nei pazienti che non necessitano di sali o in cui questi vadano

evitati.

Ripristino delle concentrazioni ematiche di glucosio in caso di ipoglicemia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

La velocità di infusione generalmente è di 0,4 – 0,8 g/ora per kg di peso corporeo.

Un graduale aumento della velocità di flusso deve essere considerato quando si inizia la

somministrazione di prodotti contenenti glucosio.

Può essere indicato un supplemento di elettroliti secondo i bisogni clinici del paziente.

Quando si aggiungono additivi alla soluzione di glucosio, devono essere consultate le istruzioni per

l’uso del farmaco da aggiungere ed altri testi di letteratura.

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c Di seguito si riportano indicazioni generali sulla scelta delle diverse concentrazioni di glucosio.

  • soluzioni 5%-10%: reintegrazione dei liquidi e delle calorie;
  • soluzione 20%-33%: reintegrazione calorica e limitata reintegrazione dei liquidi;
  • soluzione 50%: trattamento dell’ipoglicemia dovuta a iperinsulinemia od altre cause.

Adulti

La concentrazione della soluzione di glucosio e la dose da impiegare dipendono dalle caratteristiche

del paziente (età, peso, condizioni cliniche, equilibrio idro-elettrolitico e acido-base, condizioni

metaboliche e terapie concomitanti).

Anziani

Gli studi clinici e la pratica clinica non hanno mostrato differenze nella risposta tra pazienti anziani

e più giovani a seguito di somministrazione di glucosio. Come regola generale, occorre cautela nella

somministrazione di farmaci a pazienti anziani.

Bambini

Il dosaggio e la velocità di somministrazione del glucosio devono essere scelte in funzione dell’età,

del peso, e delle condizioni cliniche e metaboliche del paziente e delle terapie concomitanti e

devono essere determinate da un medico con esperienza nella terapia di liquidi endovenosi in

pediatria. Generalmente non vengono utilizzate soluzioni di concentrazione superiore al 10%.

Occorre particolare cautela nei pazienti pediatrici e soprattutto nei neonati o nei bambini con un

basso peso corporeo (vedere paragrafo 4.4).

Modo di somministrazione

Le soluzioni di glucosio sono somministrate per via endovenosa.

Le soluzioni al 20%, 33%, 50%, se non diluite, devono essere somministrate esclusivamente per

catetere venoso centrale.

Diluire tali soluzioni prima dell’uso, quando somministrate con una fonte di aminoacidi (azoto), ad

una concentrazione che produca un appropriato rapporto calorico per grammo di azoto e che abbia

un’osmolarità consistente con la via di somministrazione.

Qualora dovesse essere necessario somministrare le soluzioni perifericamente, ad esempio nel

trattamento di urgenza di crisi ipoglicemiche, le soluzioni devono essere iniettate molto lentamente

in una vena di grosso calibro del braccio.

La somministrazione di soluzioni iperosmolari può causare irritazione venosa e flebite.

L’osmolarità di una miscela finale di soluzione per infusione deve essere considerata quando si

considera una somministrazione periferica.

I prodotti per uso parenterale devono essere ispezionati visivamente per eventuale materia

particellare e scolorimento prima della somministrazione, se la soluzione ed il contenitore lo

consentono.

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c Vedere paragrafo 4.4 “Rischio di embolia gassosa”.

Il bilancio elettrolitico, il glucosio sierico, il sodio sierico e altri elettroliti devono essere monitorati

prima e durante la somministrazione, in particolare nei pazienti con aumento del rilascio non

osmotico di vasopressina (sindrome della secrezione inappropriata di ormone antidiuretico, SIADH)

e nei pazienti sottoposti a terapia concomitante con agonisti della vasopressina, per il rischio di

iponatremia.

Il monitoraggio del sodio sierico è particolarmente importante per le soluzioni fisiologicamente

ipotoniche.

Il medicinale può diventare estremamente ipotonico dopo la somministrazione, a causa della

metabolizzazione del glucosio nell’organismo (vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 4.8).

04.3 Controindicazioni

  • ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti;
  • pazienti con anurie;
  • emorragia spinale o intracranica;
  • pazienti affetti da delirium tremens (se tali soggetti si presentano già in stato di disidratazione);
  • pazienti gravemente disidratati;
  • pazienti in coma epatico;
  • iperglicemia clinicamente rilevante.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

La soluzione al 5% è isotonica con il sangue.

Le soluzioni al 10%, 20%, 33%, 50% sono ipertoniche con il sangue e devono essere infuse con

cautela e a velocità di infusione controllata.

Un grammo di glucosio fornisce un contributo calorico pari a 3,74 Kcal (circa 15,6 Kjoule).

Le infusioni endovenose di glucosio sono in genere soluzioni isotoniche. Tuttavia, nell’organismo

le soluzioni contenenti glucosio possono diventare estremamente ipotoniche a livello fisiologico a

causa della rapida metabolizzazione del glucosio (vedere paragrafo 4.2).

A seconda della tonicità della soluzione, del volume e della frequenza di infusione e delle

sottostanti condizioni cliniche del paziente, nonché della capacità di metabolizzazione del glucosio,

la somministrazione per via endovenosa di glucosio può causare alterazioni elettrolitiche e

soprattutto iponatremia ipo o iperosmotica.

Iponatremia:

Pazienti con rilascio non osmotico di vasopressina (ad es. nella fase acuta della malattia, dolori,

stress post-operatorio, infezioni, ustioni e malattie del sistema nervoso centrale), pazienti con

cardiopatie, epatopatie e nefropatie e pazienti trattati con agonisti della vasopressina (vedere

paragrafo 4.5) sono particolarmente a rischio di iponatremia acuta in seguito a infusione di

soluzioni ipotoniche.

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c L’iponatremia acuta può causare encefalopatia iponatremica acuta (edema cerebrale) caratterizzata

da cefalea, nausea, crisi convulsive, letargia e vomito. I pazienti con edema cerebrale sono

particolarmente a rischio di lesioni cerebrali severe, irreversibili e pericolose per la vita.

Bambini, donne in età fertile e pazienti con ridotta compliance cerebrale (ad es. meningite,

sanguinamento intracranico e contusione cerebrale) sono particolarmente a rischio di edema

cerebrale severo e pericoloso per la vita causato da iponatremia acuta.

Le soluzioni di glucosio devono essere somministrate con cautela nei pazienti con diabete mellito

conclamato o subclinico o con intolleranza al glucosio di qualsiasi natura. Per minimizzare il rischio

di iperglicemia e conseguente glicosuria, è necessario monitorare il glucosio nel sangue e nelle

urine e, se richiesto, somministrare insulina.

Durante un uso prolungato di soluzioni concentrate di glucosio può verificarsi un sovraccarico

idrico, stato congestizio e deficit di elettroliti, in particolare di potassio e fosfato (ipokalemia e

ipofosfatemia). Pertanto è fondamentale monitorare gli elettroliti presenti nel sangue ed

eventualmente correggere gli sbilanciamenti dell’equilibrio idrico ed elettrolitico.

A seconda del volume e della velocità di infusione e a seconda delle condizioni cliniche del

paziente e della sua capacità di metabolizzare il glucosio, la somministrazione endovenosa di

glucosio può causare, oltre a quanto sopra riportato, iperosmolalità, diuresi osmotica e

disidratazione; iposmolalità, iponatremia, ipomagnesemia, ipervolemia, congestione polmonare ed

edema.

Gli effetti di cui sopra non derivano solo dalla somministrazione di liquidi privi di elettroliti ma

anche dalla somministrazione di glucosio. In aggiunta:

  • Un aumento nella concentrazione sierica di glucosio è associato ad un aumento

dell’osmolalità sierica. La diuresi osmotica associata all’iperglicemia può sviluppare o

contribuire a sviluppare disidratazione e perdita di elettroliti.

  • L’iperglicemia causa anche uno spostamento transcellulare di acqua, che porta ad una

diminuzione nelle concentrazioni extracellulari di sodio ed iponatremia.

  • Dato che il glucosio viene metabolizzato, l’infusione di glucosio determina un incremento

nel corpo del volume di acqua, con conseguente iponatremia iposmotica.

L’iponatremia iposmotica può causare emicrania, nausea, attacchi epilettici, letargia, coma, edema

cerebrale e morte. L’encefalopatia iponatremica sintomatica acuta è considerata un’emergenza

medica.

Il rischio di sviluppare iponatremia iposmotica è aumentato, per esempio,

  • nei bambini
  • nei pazienti anziani
  • nelle donne
  • nel post-operatorio
  • nelle persone con polidipsia psicogena

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c Il rischio di sviluppare un’encefalopatia come complicanza dell’iponatremia iposmotica è

aumentato, per esempio,

  • nei pazienti pediatrici (< 16 anni di età)
  • nelle donne (in particolare, donne in premenopausa)
  • in pazienti con ipossemia
  • in pazienti con malattie del sistema nervoso centrale

La valutazione clinica e determinazioni periodiche di laboratorio possono essere necessarie per

monitorare cambiamenti nel bilanciamento dei liquidi, le concentrazioni di elettroliti ed il

bilanciamento acido-base durante la terapia parenterale prolungata o quando le condizioni del

paziente o la velocità di somministrazione richiedano tale valutazione.

Si consiglia attenzione particolare in pazienti con maggior rischio di disordini idro-elettrolitici che

possono essere aggravati da un incremento del volume di acqua, da iperglicemia o da un’eventuale

richiesta di somministrazione di insulina.

Devono essere istituite misure preventive e correttive come clinicamente indicato.

Iperglicemia

La rapida somministrazione di soluzioni di glucosio può produrre iperglicemia elevata e sindrome

iperosmolare.

Per evitare l’iperglicemia, la velocità di infusione non deve superare la capacità del paziente di

utilizzare il glucosio.

Per ridurre il rischio delle complicazioni associate all’iperglicemia, la velocità di infusione deve

essere regolata e/o va somministrata insulina se i livelli di glucosio nel sangue superano i livelli

considerati accettabili per il singolo paziente.

Il glucosio per via endovenosa deve essere somministrato con cautela in pazienti con, per esempio:

presenza di sepsi, trauma o shock),

  • grave malnutrizione (rischio di provocare una sindrome da rialimentazione),
  • carenza di tiamina, per esempio in pazienti con alcolismo cronico (rischio di grave acidosi

lattica dovuta a compromessa metabolizzazione ossidativa del piruvato),

  • disturbi idro-elettrolitici che possono essere aggravati da un aumento di glucosio e/o del

volume di acqua.

Relativamente alle concentrazioni superiori al 10%, come avviene in generale con la

somministrazione endovenosa di nutrienti (per esempio glucosio, aminoacidi e lipidi), possono

verificarsi complicanze metaboliche se l’apporto del nutriente non viene adattato alle necessità del

paziente, o se il valore metabolico di un dato componente dietetico non è valutato accuratamente.

Effetti metabolici indesiderati possono derivare dalla somministrazione di nutrienti insufficienti o

eccessivi o dalla composizione di una miscela inadatta al paziente con particolari necessità.

Altri gruppi di pazienti in cui le soluzioni di glucosio devono essere usate con cautela includono:

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c

L’iperglicemia è implicata nell’aumento di danni cerebrali ischemici e compromette il recupero

dopo infarti ischemici acuti.

  • pazienti con gravi danni cerebrali traumatici (in particolare durante le prime 24 ore dopo il

trauma). L’iperglicemia precoce è stata associata con scarsi risultati ai pazienti con danno

traumatico cerebrale grave.

  • neonati.

La somministrazione endovenosa prolungata di glucosio e l’iperglicemia associata possono

provocare una diminuzione nella velocità di secrezione di insulina stimolata dal glucosio.

Sindrome da rialimentazione

La rialimentazione in pazienti gravemente malnutriti può causare la sindrome da rialimentazione

che è caratterizzata dallo spostamento di potassio, fosforo e magnesio nel comparto intracellulare

poichè il paziente diventa anabolico. Possono anche svilupparsi carenza di tiamina e ritenzione di

liquidi. Un attento monitoraggio ed un’assunzione di nutrienti incrementata lentamente per evitare

un’eccessiva alimentazione, possono prevenire queste complicanze.

Inoltre, qualora dovesse risultare necessario, è possibile somministrare vitamine e sali minerali.

Quando l’infusione di glucosio concentrato deve essere improvvisamente sospesa, si consiglia di

proseguire con una somministrazione di glucosio 5% – 10%, in modo da evitare l’ipoglicemia di

rimbalzo.

Occorre particolare cautela soprattutto nei pazienti con insufficienza cardiaca, insufficienza renale

grave e in stati clinici associati ad edemi e ritenzione idrosalina.

Prestare particolare attenzione nel somministrare glucosio nei pazienti che ricevono corticosteroidi

o corticotropina (vedere paragrafo 4.5).

Uso pediatrico

Problematiche correlate alla glicemia pediatrica

Nei neonati, in particolare i prematuri e con un basso peso corporeo alla nascita, la

somministrazione di glucosio può aumentare il rischio di ipoglicemia o iperglicemia. Inoltre, nei

bambini con un basso peso corporeo, un’infusione rapida o eccessiva può causare un aumento

dell’osmolarità sierica ed emorragia intracerebrale. Un attento monitoraggio durante il trattamento

con le soluzioni endovenose di glucosio è necessario per assicurare un adeguato controllo

glicemico, per evitare potenziali eventi avversi a lungo termine.

L’ipoglicemia nei neonati può causare:

  • convulsioni prolungate,
  • coma, e
  • danni cerebrali.

L’iperglicemia nei neonati è stata associata a

  • danni cerebrali, incluso emorragia intraventricolare,

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c

  • tardive infezioni batteriche e fungine,
  • retinopatia del prematuro,
  • enterocolite necrotizzante,
  • displasia broncopolmonare,
  • prolungato soggiorno in ospedale, e
  • morte.

Problematiche correlate all’iponatremia pediatrica

I bambini (incluso neonati e bambini più grandi) hanno un rischio maggiore di sviluppare

iponatremia iposmotica come pure encefalopatia iponatremica.

L’iponatremia iposmotica può causare emicrania, nausea, convulsioni, letargia, coma, edema

cerebrale e morte; quindi l’encefalopatia iponatremica sintomatica acuta è considerata

un’emergenza medica.

Le concentrazioni di elettroliti nel plasma devono essere attentamente monitorate nella popolazione

pediatrica.

Una rapida correzione dell’iponatremia iposmotica è potenzialmente pericolosa (rischio di serie

complicanze neurologiche). Il dosaggio, la velocità e la durata della somministrazione devono

essere determinate da un medico con esperienza nella terapia di liquidi endovenosi in pediatria.

Uso geriatrico

Quando si sceglie il tipo di soluzione per infusione e il volume/velocità di infusione per un paziente

geriatrico, considerare che i pazienti geriatrici sono in genere più soggetti ad avere malattie

cardiache, renali, epatiche o seguono terapie farmacologiche concomitanti.

Reazioni di ipersensibilità

Con le soluzioni di glucosio sono state riportate reazioni di ipersensibilità/infusione, incluso

reazioni anafilattiche/anafilattoidi (vedere paragrafo 4.8).

L’infusione deve essere interrotta immediatamente se si sviluppano segni o sintomi di una sospetta

reazione di ipersensibilità. Devono essere istituite appropriate contromisure terapeutiche come

clinicamente indicato.

Le soluzioni che contengono glucosio devono essere usate con cautela, soprattutto, nei pazienti con

allergia nota al mais o ai suoi derivati.

Le soluzioni di glucosio concentrate non devono essere somministrate per via sottocutanea o

intramuscolare.

Non somministrare se la soluzione non è limpida e il contenitore non è integro.

Soluzioni di glucosio non devono essere somministrate tramite lo stesso catetere di infusione con

sangue intero per il possibile rischio di pseudoagglutinazione e di emolisi.

Rischio di embolia gassosa

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c Non utilizzare contenitori in plastica connessi in serie in quanto possono causare embolia gassosa,

dovuta al residuo di aria proveniente dal contenitore primario prima che la somministrazione del

fluido dal contenitore secondario sia completata.

Pressurizzare le soluzioni endovenose contenute in contenitori di plastica flessibili per aumentare le

velocità di flusso può causare embolia gassosa se l’aria residua nel contenitore non è

completamente eliminata prima della somministrazione.

L’uso di un set per somministrazione endovenosa con lo sfiato nella posizione aperta può causare

embolia gassosa. I set per somministrazione endovenosa con lo sfiato nella posizione aperta non

devono essere usati con contenitori di plastica flessibili.

Ulteriori avvertenze per le concentrazioni superiori al 10%

Disturbi epatici

E’ noto che in alcuni pazienti in nutrizione parenterale possono svilupparsi disturbi epatobilari

inclusi colestasi, steatosi epatica, fibrosi e cirrosi, che possono portare ad insufficienza epatica,

come pure colecistite e colelitiasi. Si ritiene che l’eziologia di questi disturbi sia multifattoriale e

possa differire tra pazienti.

Pazienti che sviluppano parametri di laboratorio anormali o altri segni di disturbi epatobiliari

devono essere valutati precocemente da un medico specializzato in malattie epatiche per identificare

possibili fattori scatenanti e contribuenti e possibili interventi terapeutici e profilattici.

Infezioni da catetere e sepsi

Infezioni e sepsi possono verificarsi come risultato dell’uso di cateteri endovenosi per la

somministrazione di formulazioni parenterali, inadeguata manutenzione dei cateteri o soluzioni

contaminate.

L’immunosoppressione ed altri fattori quali l’iperglicemia, la malnutrizione e/o altri stati patologici,

possono predisporre i pazienti a complicanze infettive.

Un attento monitoraggio di laboratorio e dei sintomi come febbre/brividi, leucocitosi, complicazioni

tecniche riguardanti il dispositivo di accesso e il riscontro di iperglicemia possono aiutare a

riconoscere precocemente le infezioni.

Il verificarsi di complicanze settiche può essere ridotto con una maggiore attenzione nella tecnica

asettica per il posizionamento e la manutenzione del catetere, come anche nella preparazione del

preparato nutrizionale.

Precipitati

Sono stati segnalati precipitati vascolari polmonari nei pazienti che ricevono nutrizione parenterale.

In alcuni casi, gli esiti sono stati fatali. Un eccessiva aggiunta di calcio e fosfato aumenta il rischio

di formazione di precipitati di fosfato di calcio. Sono stati segnalati precipitati in soluzione anche in

assenza di sali di fosfato. Oltre ad ispezionare la soluzione, anche il set di infusione ed il catetere

devono essere periodicamente controllati per la presenza di precipitati. Se si verificano segni di

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c sofferenza polmonare, l’infusione deve essere interrotta e deve essere avviata una valutazione

medica.

Per il modo di somministrazione e le precauzioni da prendere prima di manipolare o somministrare

il farmaco, fare riferimento anche al paragrafo 4.2.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Medicinali che causano un aumento dell’effetto della vasopressina

Nel seguente elenco sono indicati i medicinali che aumentano l’effetto della vasopressina, causando

una riduzione dell’escrezione dell’acqua libera da elettroliti renali e un aumento del rischio di

iponatraemia acquisita in ospedale in seguito a un trattamento non adeguatamente bilanciato con

soluzioni per via endovenosa (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 4.8).

  • Medicinali stimolanti il rilascio di vasopressina, ad es.: Clorpropamide, clofibrato, carbamazepina,

vincristina, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, 3,4-metilenediossi-N-

metamfetamina, ifosfamide, antipsicotici, narcotici

  • Medicinali che potenziano l’azione della vasopressina, ad es.: Clorpropamide, FANS,

ciclofosfamide

  • Analoghi della vasopressina, ad es.: Desmopressina, ossitocina, terlipressina

Altri medicinali che aumentano il rischio di iponatremia includono anche diuretici in generale e

antiepilettici come oxcarbazepina.

Poiché i corticosteroidi e la corticotropina sono associati a diminuita tolleranza di glucidi e possibile

manifestazione di diabete mellito latente, occorre monitorare attentamente il paziente in caso di

somministrazione contemporanea di glucosio.

Sia gli effetti glicemici delle soluzioni di glucosio, che i suoi effetti sull’equilibrio idro-elettrolitico,

devono essere tenuti in considerazione quando si usano soluzioni di glucosio in pazienti trattati con

altre sostanze che influenzano il controllo glicemico, e/o l’equilibrio idro-elettrolitico.

Le soluzioni di glucosio possono essere incompatibili con altre soluzioni infusionali. Per l’elenco

completo delle incompatibilità vedere paragrafo 6.2.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso del glucosio in donne in gravidanza.

Gli studi su animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza, sullo sviluppo

embrionale/fetale, sul parto e sullo sviluppo post-natale. Il rischio potenziale per gli esseri umani

non è noto.

L’infusione endovenosa di glucosio alla madre durante il parto può causare una produzione di

insulina fetale, con un rischio associato di iperglicemia fetale ed acidosi metabolica come pure

ipoglicemia di rimbalzo nel neonato.

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c Il glucosio non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità. Il

medico deve valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio prima di somministrare soluzioni di

glucosio in donne in stato di gravidanza.

GLUCOSIO BAXTER S.P.A. deve essere somministrato con particolare cautela nelle donne in

gravidanza durante il travaglio, in particolare se somministrato in associazione con ossitocina, a

causa del rischio di iponatremia (vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 4.8).

Allattamento

Non è noto se il glucosio altera la quantità e la composizione del latte materno. Fino a quando non

saranno disponibili ulteriori dati sull’impiego del glucosio durante l’allattamento, è importante

prestare particolare attenzione quando si decide di utilizzare glucosio in donne che allattano.

Fertilità

Non vi sono dati adeguati riguardanti l’effetto del glucosio sulla fertilità.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non pertinente.

04.8 Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del glucosio, organizzati secondo la classificazione

sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei

singoli effetti elencati.

Alcuni degli effetti indesiderati, sotto riportati, si sono manifestati in caso di scorretta

somministrazione del farmaco, ad esempio somministrazione troppo veloce o via di

somministrazione diversa da quella endovenosa.

Elenco tabulare delle reazioni avverse

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa (termini MedDRA) Frequenza
Disturbi del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità/da infusione, incluso reazioni anafilattiche/anafilattoidi* Piressia, Brividi Non nota
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Sovraccarico di fluidi e/o di soluti con conseguente diluizione degli elettroliti sierici (ipokaliemia, ipomagnesiemia, ipofosfatemia, iperidratazione) Aumento della velocità metabolica Iperglicemia Iperosmolarità Ipervolemia Non nota

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c

Ipoglicemia Aumento del livello di insulina Aumento del livello di adrenalina Iponatremia acquisita in ospedale**
Patologie vascolari Edema periferico Non nota
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Edema polmonare Non nota
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Stravaso Dolore locale Infezione alla sede di somministrazione Trombosi alla sede di somministrazione Tromboflebite (associata a soluzioni iperosmolari) Febbre Flebite al sito di infusione Eritema al sito di infusione Non nota
Patologie del sistema nervoso Emorragia cerebrale Ischemia cerebrale Encefalopatia iponatremica** Non nota
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Rash Non nota

*Potenziali eventi avversi in pazienti con allergia al mais (vedere par. 4.4): reazioni con leggere

manifestazioni, quali prurito; reazioni con gravi manifestazioni, quali brocospasmo, cianosi,

angioedema e ipotensione.

** L’iponatremia acquisita in ospedale può causare lesioni cerebrali irreversibili e morte, a causa

dello sviluppo di encefalopatia iponatremica acuta (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

Altre reazioni avverse riportate con le concentrazioni superiori al 10% per nutrizione parenterale in

cui il componente glucosio può giocare un ruolo scatenante o contributivo includono:

  • Insufficienza epatica, cirrosi epatica, fibrosi epatica, colestasi, steatosi epatica, aumento della

biribulina nel sangue, aumento degli enzimi epatici, colecistite, colelitiasi

  • Precipitati polmonari vascolari

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

04.9 Sovradosaggio

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c In caso di una somministrazione prolungata di glucosio è possibile che si verifichi iperidratazione e

sovraccarico di soluti. In tal caso, occorre rivalutare le condizioni cliniche del paziente e istituire

appropriate misure correttive.

Un’eccessiva somministrazione di glucosio può causare iperglicemia, effetti sull’equilibrio idro-

elettrolitico e conseguenti complicanze (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). L’iperglicemia grave,

l’iponatremia diluizionale grave e le loro complicanze possono essere fatali.

Pertanto, il sovradosaggio di soluzioni di glucosio clinicamente rilevante, può costituire emergenza

medica.

In caso di sovradosaggio, è necessario interrompere il trattamento o ridurre la dose, somministrare

insulina ed altre misure specifiche da adottare a seconda delle condizioni cliniche del paziente.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Soluzioni nutrizionali parenterali, codice ATC: B05BA03.

La somministrazione di glucosio fa aumentare la glicemia, fornisce un apporto calorico e fornisce

acqua all’organismo. Il glucosio può ridurre le perdite di azoto, facilitare la deposizione di

glicogeno e, se somministrato in quantità sufficiente, diminuire o prevenire la chetosi.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Distribuzione

Il glucosio si distribuisce in tutti i tessuti corporei.

Metabolismo

Il glucosio viene metabolizzato ad anidride carbonica e acqua producendo energia.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Gli effetti del glucosio sullo sviluppo embrionale si basano esclusivamente su studi condotti sui nati

da donne diabetiche in cui si è notato un aumento d’incidenza di anomalie congenite. Le

malformazioni più comuni riscontrate in nati da madri diabetiche, hanno interessato il cuore e il

tubo neurale.

Non sono stati condotti studi sul potenziale mutogeno e cancerogeno del diabete.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Acqua per preparazioni iniettabili.

06.2 Incompatibilità

Le soluzioni di glucosio per uso endovenoso sono incompatibili con:

  • cianocobalamina;
  • kanamicina solfato;
  • novobiocina sodica;
  • warfarin sodico;

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c Inoltre, ci sono opinioni contrastanti riguardo la compatibilità del glucosio con le seguenti

soluzioni:

  • calcio cloruro;
  • magnesio cloruro;
  • potassio cloruro;
  • sodio cloruro;
  • sodio lattato;
  • hetastarch

L’ampicillina e l’amoxicillina risultano stabili nelle soluzioni di glucosio solo per un periodo breve.

06.3 Periodo di validità

Flaconi di vetro e Sacche ClearFlex: 36 mesi

Tutte le Sacche ClearFlex del Glucosio 20%: 18 mesi

Sacca ClearFlex singola da 50 ml del Glucosio 5%: 24 mesi

Dopo la prima apertura: dopo la prima apertura della confezione, il medicinale deve essere usato

immediatamente per un’unica ed ininterrotta somministrazione.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Non usare la soluzione di glucosio se non si presenta limpida, incolore o leggermente giallo

paglierino, o se contiene particelle.

Non refrigerare.

Tenere il contenitore ben chiuso.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Contenitore primario:

Flaconi di vetro: 50, 100, 250 e 500 ml

Sacche Clear Flex: 50, 100, 250, 500 e 1000 ml.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Adottare tutte le usuali precauzioni al fine di mantenere la sterilità prima e durante l’infusione

endovenosa.

Non utilizzare se il confezionamento è danneggiato.

Gli additivi noti per essere incompatibili con il glucosio come diluente, non devono essere usati.

Prima di aggiungere una sostanza o un farmaco, verificare che sia solubile e/o stabile in acqua e che

il range di pH sia appropriato.

Devono essere consultate le istruzioni per l’uso del farmaco da aggiungere e altri testi di letteratura.

Quando si introducono additivi alla soluzione di glucosio, deve essere usata una tecnica asettica.

Dopo l’aggiunta, controllare per un possibile cambio di colore e/o apparizione di precipitati,

complessi insolubili o cristalli.

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c Mescolare completamente le soluzioni quando sono stati introdotti additivi.

Non conservare soluzioni che contengono additivi.

Monouso.

Gettare qualsiasi parte non utilizzata.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in

conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

BAXTER S.p.A.

Via del Serafico 89 – 00142 Roma

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

“5% soluzione per infusione” flacone da 50 ml A.I.C. n° 030923015

“5% soluzione per infusione” flacone da 100 ml A.I.C. n° 030923027

“5% soluzione per infusione” flacone da 250 ml A.I.C. n° 030923039

“5% soluzione per infusione” flacone da 500 ml A.I.C. n° 030923041

“50 gr/1000 ml soluzione per infusione” sacca da 50 ml A.I.C. n° 032390270

“5% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 100 ml A.I.C. n° 030923066

“5% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 250 ml A.I.C. n° 030923078

“5% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 500 ml A.I.C. n° 030923080

“5% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 1000 ml A.I.C. n° 030923092

“5% soluzione per infusione” 25 flaconi da 50 ml A.I.C. n° 032390383

“5% soluzione per infusione” 25 flaconi da 100 ml A.I.C. n° 032390395

“5% soluzione per infusione” 30 flaconi da 250 ml A.I.C. n° 032390407

“5% soluzione per infusione” 20 flaconi da 500 ml A.I.C. n° 032390419

“5% soluzione per infusione” 50 Sacche Clear Flex da 50 ml A.I.C. n° 032390421

“5% soluzione per infusione” 50 Sacche Clear Flex da 100 ml A.I.C. n° 032390433

“5% soluzione per infusione” 36 Sacche Clear Flex da 250 ml A.I.C. n° 032390445

“5% soluzione per infusione” 20 Sacche Clear Flex da 500 ml A.I.C. n° 032390282

“5% soluzione per infusione” 12 Sacche Clear Flex da 1000 ml A.I.C. n° 032390294

“10% soluzione per infusione” flacone da 50 ml A.I.C. n° 030923104

“10% soluzione per infusione” flacone da 100 ml A.I.C. n° 030923116

“10% soluzione per infusione” flacone da 250 ml A.I.C. n° 030923128

“10% soluzione per infusione” flacone da 500 ml A.I.C. n° 030923130

“10% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 100 ml A.I.C. n° 030923142

“10% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 250 ml A.I.C. n° 030923155

“10% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 500 ml A.I.C. n° 030923167

“10% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 1000 ml A.I.C. n° 030923179

“10% soluzione per infusione” 30 flaconi da 250 ml A.I.C. n° 032390306

“10% soluzione per infusione” 20 flaconi da 500 ml A.I.C. n° 032390318

“20% soluzione per infusione” flacone 50 ml A.I.C. n° 030923181

it-spc-2020-12-glucosiobaxterspa-030923015-c “20% soluzione per infusione” flacone 100 ml A.I.C. n° 030923193

“20% soluzione per infusione” flacone 250 ml A.I.C. n° 030923205

“20% soluzione per infusione” flacone 500 ml A.I.C. n° 030923217

“20% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 100 ml A.I.C. n° 030923229

“20% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 250 ml A.I.C. n° 030923231

“20% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 500 ml A.I.C. n° 030923243

“20% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 1000 ml A.I.C. n° 030923256

“20% soluzione per infusione” 20 flaconi da 500 ml A.I.C. n° 032390320

“20% soluzione per infusione” 20 Sacche Clear Flex da 500 ml A.I.C. n° 032390332

“33% soluzione per infusione” flacone 50 ml A.I.C. n° 030923344

“33% soluzione per infusione” flacone 100 ml A.I.C. n° 030923357

“33% soluzione per infusione” flacone 250 ml A.I.C. n° 030923369

“33% soluzione per infusione” flacone 500 ml A.I.C. n° 030923371

“33% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 100 ml A.I.C. n° 030923383

“33% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 250 ml A.I.C. n° 030923395

“33% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 500 ml A.I.C. n° 030923407

“33% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 1000 ml A.I.C. n° 030923419

“33% soluzione per infusione” 20 flaconi da 500 ml A.I.C. n° 032390344

“33% soluzione per infusione” 20 Sacche Clear Flex da 500 ml A.I.C. n° 032390357

“50% soluzione per infusione” flacone 50 ml A.I.C. n° 030923421

“50% soluzione per infusione” flacone 100 ml A.I.C. n° 030923433

“50% soluzione per infusione” flacone 250 ml A.I.C. n° 030923445

“50% soluzione per infusione” flacone 500 ml A.I.C. n° 030923458

“50% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 100 ml A.I.C. n° 030923460

“50% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 250 ml A.I.C. n° 030923496

“50% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 500 ml A.I.C. n° 030923472

“50% soluzione per infusione” Sacca Clear Flex 1000 ml A.I.C. n° 030923484

“50% soluzione per infusione” 20 flaconi da 500 ml A.I.C. n° 032390369

“50% soluzione per infusione” 20 Sacche Clear Flex da 500 ml A.I.C. n° 032390371

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data di rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio: Dicembre 2008.

10.0 Data di revisione del testo

Dicembre 2020

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