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Ilaris – Canakinumab: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Ilaris

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Ilaris: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Ilaris: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Ilaris 150 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Un flaconcino contiene 150 mg di canakinumab*.

Dopo la ricostituzione, ogni ml di soluzione contiene 150 mg di canakinumab.

anticorpo monoclonale umano prodotto in cellule di topo mieloma Sp2/0 mediante tecnologia di DNA ricombinante

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Polvere e solvente per soluzione iniettabile. La polvere è di colore bianco.

Il solvente è limpido e incolore.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Sindromi da febbre periodica

Ilaris è indicato per il trattamento delle seguenti sindromi da febbre periodica autoinfiammatoria in adulti, adolescenti e bambini a partire dai 2 anni di età:

Sindromi Periodiche Associate a Criopirina

Ilaris è indicato per il trattamento delle sindromi periodiche associate a criopirina (CAPS) comprese:

Sindrome di Muckle-Wells (MWS),

Malattia infiammatoria multisistemica ad esordio neonatale (NOMID) / sindrome cronica infantile neurologica, cutanea, articolare (CINCA),

Gravi forme di sindrome familiare autoinfiammatoria da freddo (FCAS) / orticaria familiare da freddo (FCU) che si manifestano con segni e sintomi oltre a rash cutaneo orticarioide indotto da freddo.

Sindrome periodica associata al recettore del fattore di necrosi tumorale (TRAPS)

Ilaris è indicato per il trattamento della sindrome periodica associata al recettore del fattore di necrosi tumorale (TNF) (TRAPS).

Sindrome da iperimmunoglobulinemia D (HIDS)/deficit di mevalonato chinasi (MKD)

Ilaris è indicato per il trattamento della sindrome da iperimmunoglobulinemia D (HIDS)/deficit di mevalonato chinasi (MKD).

Febbre Mediterranea Familiare (FMF)

Ilaris è indicato per il trattamento della febbre mediterranea familiare (FMF). Ilaris deve essere somministrato in combinazione con colchicina, se appropriato.

Ilaris è anche indicato per il trattamento di: Malattia di Still

Ilaris è indicato per il trattamento della malattia di Still in fase attiva compresa la malattia di Still

dell’adulto (AOSD) e dell’artrite idiopatica giovanile sistemica (SJIA) in pazienti a partire dai 2 anni di età che hanno risposto in modo non adeguato alla precedente terapia con farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) e corticosteroidi sistemici. Ilaris può essere somministrato come monoterapia o in associazione a metotressato.

Artrite gottosa

Ilaris è indicato per il trattamento sintomatico di pazienti adulti con attacchi frequenti di artrite gottosa (almeno 3 attacchi nei precedenti 12 mesi) nei quali i farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS) e la colchicina sono controindicati, non sono tollerati oppure non forniscono una risposta terapeutica adeguata, e nei quali non sono appropriati cicli ripetuti di corticosteroidi (vedere paragrafo 5.1).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Per CAPS e SJIA, il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da un medico specialista esperto nella diagnosi e nel trattamento della relativa indicazione.

Per l’artrite gottosa, il medico deve essere esperto nell’utilizzo di biologici e Ilaris deve essere somministrato da un operatore sanitario.

Dopo un adeguato addestramento sulla corretta tecnica di iniezione, i pazienti o coloro che li assistono possono iniettare Ilaris, se il medico lo ritiene opportuno e con un follow-up medico, se necessario (vedere paragrafo 6.6).

Posologia

CAPS: Adulti, adolescenti e bambini a partire dai 2 anni di età

La dose iniziale raccomandata di Ilaris per pazienti con CAPS è:

Adulti, adolescenti e bambini di età ≥ 4 anni:

– 150 mg per pazienti con peso corporeo > 40 kg

– 2 mg/kg per pazienti con peso corporeo ≥ 15 kg e ≤ 40 kg

– 4 mg/kg per pazienti con peso corporeo ≥ 7,5 kg e < 15 kg

Bambini da 2 a < 4 anni di età:

– 4 mg/kg per pazienti con peso corporeo ≥ 7,5 kg

Questa viene somministrata ogni otto settimane in dose singola mediante iniezione sottocutanea.

Per i pazienti con una dose iniziale di 150 mg o 2 mg/kg, se dopo 7 giorni dall’inizio del trattamento non si raggiunge una risposta clinica soddisfacente (risoluzione dell’eruzione cutanea e di altri sintomi infiammatori generali), si può prendere in considerazione una seconda dose di Ilaris da 150 mg o 2 mg/kg. Se in seguito si raggiunge una risposta completa al trattamento si deve mantenere il regime di dosaggio intensificato di 300 mg o 4 mg/kg ogni 8 settimane. Se dopo 7 giorni da questo aumento di dose non si raggiunge una risposta clinica soddisfacente, si può prendere in considerazione una terza dose di Ilaris da 300 mg o 4 mg/kg. Se in seguito si raggiunge una risposta completa al trattamento, si deve considerare il mantenimento di un regime di dosaggio intensificato di 600 mg o 8 mg/kg ogni 8 settimane, sulla base di una valutazione clinica individuale.

Per i pazienti con una dose iniziale di 4 mg/kg, se dopo 7 giorni dall’inizio del trattamento non si raggiunge una risposta clinica soddisfacente, si può prendere in considerazione una seconda dose di Ilaris da 4 mg/kg. Se in seguito si raggiunge una risposta completa al trattamento, si deve considerare il mantenimento di un regime di dosaggio intensificato di 8 mg/kg ogni 8 settimane, sulla base di una valutazione clinica individuale.

L’esperienza clinica con somministrazioni ad intervalli inferiori a 4 settimane o di dosi superiori a 600 mg o 8 mg/kg è limitata.

Adulti e bambini 4 anni 15 kg
150 mg o 2 mg/kg
Risposta clinica soddisfacente dopo 7 giorni?
Si ↓ No ↓
Dose di mantenimento: 150 mg o 2 mg/kg ogni 8 settimane Si può considerare una dose addizionale di 150 mg o 2 mg/kg
Risposta clinica soddisfacente dopo 7 giorni?
Si ↓No ↓
Dose di mantenimento: 300 mg o 4 mg/kg ogni 8 settimane Si può considerare una dose addizionale di 300 mg o 4 mg/kg
Se risposta completa al trattamento dopo 7 giorni, dose di mantenimento: 600 mg o 8 mg/kg ogni 8 settimane
Bambini da 2-< 4 anni obambini 4 anni ≥7,5 kg e < 15 kg
4 mg/kg
Risposta clinica soddisfacente dopo 7 giorni?
Si ↓No ↓
Dose di mantenimento 4 mg/kg ogni 8 settimane Si può considerare una dose addizionale di 4 mg/kg
Se risposta completa al trattamento dopo 7 giorni, dose di mantenimento: 8 mg/kg ogni 8 settimane

SJIA

La dose raccomandata di Ilaris per pazienti con SJIA di peso corporeo ≥ 7,5 kg è 4 mg/kg (fino ad un massimo di 300 mg) somministrata ogni quattro settimane mediante iniezione sottocutanea. La continuazione del trattamento con Ilaris in pazienti senza miglioramento clinico deve essere riconsiderata dal medico curante.

Artrite gottosa

La gestione dell’iperuricemia deve essere iniziata oppure ottimizzata con una appropriata terapia uricosurica (ULT). Ilaris deve essere usato come terapia al bisogno per il trattamento degli attacchi di artrite gottosa.

La dose raccomandata di Ilaris per pazienti adulti con artrite gottosa è di 150 mg somministrati per via sottocutanea come dose singola durante un attacco. Per ottenere il massimo effetto, Ilaris deve essere somministrato appena possibile dopo l’insorgenza di un attacco di artrite gottosa.

I pazienti che non rispondono al trattamento iniziale non devono essere ritrattati con Ilaris. Nei pazienti che rispondono e richiedono un successivo trattamento, deve trascorrere un intervallo di almeno 12 settimane prima che possa essere somministrata una nuova dose di Ilaris (vedere paragrafo 5.2).

Popolazioni speciali

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Ilaris nei pazienti con CAPS e SJIA di età inferiore ai 2 anni non sono state stabilite.

Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di Ilaris nella popolazione pediatrica nell’indicazione artrite gottosa.

Anziani

Non è richiesto aggiustamento di dose.

Insufficienza epatica

Ilaris non è stato studiato in pazienti con insufficienza epatica.

Insufficienza renale

Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con insufficienza renale. Tuttavia l’esperienza clinica in questi pazienti è limitata.

Modo di somministrazione

Ilaris è da somministrare per iniezione sottocutanea. Per istruzioni sull’uso e la manipolazione della soluzione ricostituita, vedere paragrafo 6.6.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Infezioni gravi in fase attiva (vedere paragrafo 4.4).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Infezioni

Ilaris è associato ad un aumento dell’incidenza di infezioni gravi. Pertanto i pazienti devono essere attentamente monitorati per segni e sintomi di infezioni durante e dopo il trattamento con Ilaris. I medici devono prestare cautela quando Ilaris è somministrato a pazienti con infezioni, con storia di infezioni ricorrenti o condizioni sottostanti che possono predisporli a infezioni.

Trattamento delle CAPS, TRAPS, HIDS/MKD, FMF e della malattia di Still (AOSD e SJIA) Ilaris non deve essere iniziato o continuato nei pazienti durante un’infezione in fase attiva che necessita di intervento del medico.

Trattamento dell’artrite gottosa

Ilaris non deve essere somministrato durante un’infezione in fase attiva.

Non è raccomandato l’uso concomitante di Ilaris e di inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF) in quanto può aumentare il rischio di infezioni gravi (vedere paragrafo 4.5).

Sono stati riportati casi isolati di infezioni insolite o opportunistiche (incluse aspergillosi, infezioni micobatteriche atipiche, herpes zoster) durante il trattamento con Ilaris. Non può essere esclusa la relazione causale di Ilaris con questi eventi.

Negli studi clinici in circa il 12% dei pazienti con CAPS sottoposti al test cutaneo PPD (derivato proteico purificato), esami di follow-up hanno prodotto un risultato positivo del test mentre erano trattati con Ilaris senza evidenza clinica di un’infezione tubercolare latente e attiva.

Non è noto se l’uso di inibitori dell’interleuchina-1 (IL-1) come Ilaris aumenti il rischio di riattivazione di tubercolosi. Prima di iniziare la terapia, tutti i pazienti devono essere valutati per l’infezione tubercolare sia attiva che latente. In particolare nei pazienti adulti questa valutazione deve comprendere una storia medica dettagliata. Esami di screening appropriati (ad es. test cutaneo alla tubercolina, test di rilascio di interferone gamma o radiografia del torace) devono essere effettuati in tutti i pazienti (possono essere seguite le lineeguida locali). I pazienti devono essere monitorati attentamente per segni e sintomi di tubercolosi durante e dopo il trattamento con Ilaris. Tutti i pazienti devono essere istruiti a chiedere consiglio del medico se comparissero segni o sintomi indicativi di tubercolosi (ad es. tosse persistente, perdita di peso, temperatura sub-febbrile) durante la terapia con Ilaris. Nel caso di conversione del test PPD da negativo a positivo, in particolare nei pazienti ad alto rischio, devono essere valutari mezzi alternativi di screening per l’infezione tubercolare.

Neutropenia e leucopenia

Neutropenia (conta assoluta dei neutrofili [ANC] < 1,5 x 109/l) e leucopenia sono state osservate con medicinali inibitori dell’IL-1, Ilaris compreso. Il trattamento con Ilaris non deve essere iniziato nei pazienti con neutropenia o leucopenia. Si raccomanda di valutare la conta leucocitaria (conta dei globuli bianchi, WBC) inclusa la conta dei neutrofili prima di iniziare il trattamento e ancora dopo

1-2 mesi. Per terapie croniche oppure ripetute, si raccomanda inoltre di valutare la conta leucocitaria periodicamente durante il trattamento. Se un paziente diventa neutropenico o leucopenico, la conta leucocitaria deve essere tenuta sotto attenta osservazione e deve essere considerata l’interruzione del trattamento.

Tumori

Casi di tumori sono stati riportati in pazienti trattati con Ilaris. Il rischio di sviluppare tumori con la terapia con anti-interleuchina (IL)-1 non è noto.

Reazioni di ipersensibilità

Sono state riportate reazioni di ipersensibilità con la terapia con Ilaris. La maggioranza di questi eventi è stata di entità lieve. Durante lo sviluppo clinico di Ilaris in oltre 2.600 pazienti non sono state riportate reazioni anafilattoidi o anafilattiche. Tuttavia non può essere escluso il rischio di gravi reazioni di ipersensibilità che non è infrequente per le proteine iniettabili (vedere paragrafo 4.3).

Funzionalità epatica

Negli studi clinici sono stati riportati transitori e asintomatici casi di innalzamento delle transaminasi sieriche o della bilirubina (vedere paragrafo 4.8).

Vaccinazioni

Non vi sono dati disponibili sul rischio di trasmissione secondaria di infezioni mediante vaccini vivi (attenuati) nei pazienti in trattamento con Ilaris. Pertanto i vaccini vivi non devono essere somministrati in concomitanza con Ilaris a meno che i benefici siano chiaramente superiori ai rischi (vedere paragrafo 4.5).

Prima di iniziare la terapia con Ilaris si raccomanda che i pazienti adulti e pediatrici ricevano tutte le vaccinazioni, come appropriato, compresi il vaccino pneumococcico e il vaccino inattivato dell’influenza (vedere paragrafo 4.5).

Mutazione del gene NLRP3 nei pazienti con CAPS

L’esperienza clinica in pazienti con CAPS senza una mutazione confermata del gene NLRP3 è limitata.

Sindrome da attivazione macrofagica in pazienti con malattia di Still

La sindrome da attivazione macrofagica (MAS) è una malattia nota, pericolosa per la vita che può svilupparsi in pazienti con condizioni reumatiche, in particolare la malattia di Still. Nel caso si verifichi o si sospetti la MAS, la valutazione e il trattamento devono essere iniziati il prima possibile. I medici devono essere attenti ai sintomi di infezione o al peggioramento della malattia di Still in quanto questi sono fattori noti scatenanti la MAS. Sulla base dell’esperienza relativa agli studi clinici, sembra che Ilaris non aumenti l’incidenza di MAS in pazienti SJIA, ma non può essere tratta una conclusione definitiva.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Non sono state studiate le interazioni di Ilaris con altri medicinali in studi formali.

Un aumento dell’incidenza di infezioni gravi è stato associato alla somministrazione di un altro bloccante dell’IL-1 in combinazione con inibitori del TNF. Non è raccomandato l’uso di Ilaris con inibitori del TNF in quanto può aumentare il rischio di infezioni gravi.

L’espressione degli enzimi epatici CYP450 può essere soppressa dalle citochine che stimolano l’infiammazione cronica, come l’interleuchina-1 beta (IL-1 beta). Pertanto l’espressione del CYP450 può essere invertita quando si somministra una potente terapia con inibitori della citochina, come canakinumab. Ciò è di rilevanza clinica per i substrati del CYP450 con uno stretto indice terapeutico dove il dosaggio è aggiustato individualmente. All’inizio del trattamento con canakinumab nei pazienti in terapia con questo tipo di medicinale, si deve effettuare il monitoraggio terapeutico dell’effetto o della concentrazione del principio attivo e si deve aggiustare, come necessario, la dose individuale del medicinale.

Non sono disponibili dati sugli effetti di vaccini vivi o sulla trasmissione secondaria di infezioni da vaccini vivi in pazienti in trattamento con Ilaris. Pertanto i vaccini vivi non devono essere somministrati in concomitanza con Ilaris a meno che i benefici siano chiaramente superiori ai rischi. Se la vaccinazione con vaccini vivi è necessaria dopo l’inizio del trattamento con Ilaris, la raccomandazione è di attendere almeno 3 mesi dopo l’ultima iniezione di Ilaris e prima della successiva (vedere paragrafo 4.4).

I risultati di uno studio in soggetti adulti sani hanno dimostrato che una singola dose di 300 mg di Ilaris non ha influenzato l’induzione e la persistenza della risposta anticorpale dopo vaccinazione con il vaccino influenzale o con il vaccino meningococcico a base di proteina glicosilata.

I risultati di uno studio della durata di 56 settimane, in aperto, in pazienti con CAPS di età pari o inferiore a 4 anni hanno dimostrato che tutti i pazienti che avevano ricevuto le vaccinazioni dell’infanzia previste dalla pratica medica con vaccini non vivi hanno sviluppato livelli protettivi di anticorpi.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Donne fertili / Contraccezione nei maschi e nelle femmine

Le donne devono usare contraccettivi efficaci durante il trattamento con Ilaris e fino a 3 mesi dopo l’ultima dose.

Gravidanza

Ci sono dati limitati sull’uso di canakinumab in donne in gravidanza. Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per il feto/la madre non è noto. Pertanto le donne in gravidanza o che desiderano diventarlo devono essere trattate solo dopo una valutazione approfondita del beneficio-rischio.

Studi nell’animale indicano che canakinumab attraversa la placenta ed è rilevabile nel feto. Non sono disponibili dati nell’uomo tuttavia poiché il canakinumab è un’immunoglobulina della classe G (IgG1), ci si attende il passaggio attraverso la placenta umana. La rilevanza clinica di ciò non è nota. Comunque non è raccomandata la somministrazione di vaccini vivi a neonati esposti a canakinumab in utero per 16 settimane dopo l’assunzione dell’ultima dose da parte della madre prima del parto. Le donne che hanno ricevuto il canakinumab durante la gravidanza devono essere avvertite di informare il pediatra prima della somministrazione di qualsiasi vaccinazione ai loro neonati.

Allattamento

Non è noto se canakinumab è escreto nel latte materno. Pertanto la decisione di allattare durante la terapia con Ilaris deve essere presa solo dopo una valutazione approfondita del beneficio-rischio.

Studi su animali hanno mostrato che un anticorpo IL-1 beta di origine murina anti murino non ha avuto effetti indesiderati sullo sviluppo in cuccioli di topo allattati e che l’anticorpo era trasferito ad essi (vedere paragrafo 5.3).

Fertilità

Non sono stati condotti studi formali per valutare l’effetto potenziale di Ilaris sulla fertlità umana. Canakinumab non ha avuto effetti sui parametri della fertilità maschile nei marmoset (C. jacchus).Un anticorpo IL-1 beta di origine murina anti murino non ha avuto effetti indesiderati sulla fertilità nel topo maschio e femmina (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Ilaris altera lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Il trattamento con Ilaris può provocare capogiro/vertigini o astenia (vedere paragrafo 4.8). I pazienti che manifestano tali sintomi durante il trattamento con Ilaris devono aspettare che si risolvano completamente prima di guidare veicoli o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Riassunto del profilo di sicurezza

In studi interventistici condotti in pazienti con CAPS, con SJIA, con artrite gottosa oppure con altre malattie mediate da IL-1 beta e in volontari sani sono stati trattati con Ilaris oltre 2.300 soggetti, inclusi circa 250 bambini (età da 2 a 17 anni). Sono state osservate infezioni gravi. Le reazioni avverse al farmaco riportate più frequentemente sono state infezioni, in prevalenza del tratto respiratorio superiore. La maggior parte degli eventi è risultata da lieve a moderata. Con il trattamento più a lungo termine non è stato osservato alcun impatto sul tipo o sulla frequenza delle reazioni avverse al farmaco.

In pazienti trattati con Ilaris sono state riportate reazioni di ipersensibilità (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

In pazienti trattati con Ilaris sono state riportate infezioni opportunistiche (vedere paragrafo 4.4).

CAPS

Negli studi clinici un totale di 194 pazienti adulti e pediatrici con CAPS (comprese FCAS/FCU, MWS e NOMID/CINCA) è stato trattato con Ilaris. La sicurezza di Ilaris rispetto al placebo è stata valutata in uno studio pivotale di fase III costituito da un periodo in aperto di 8 settimane (Parte I), un periodo di sospensione, randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo di 24 settimane (Parte II) e un periodo in aperto con Ilaris di 16 settimane (Parte III). Tutti i pazienti sono stati trattati con Ilaris 150 mg per via sottocutanea oppure 2 mg/kg, se il peso corporeo era ≥ 15 kg e ≤ 40 kg.

SJIA

Negli studi clinici in totale 201 pazienti con SJIA di età compresa tra 2 e < 20 anni hanno ricevuto Ilaris. La sicurezza di Ilaris verso placebo è stata valutata in due studi pivotali di fase III (vedere paragrafo 5.1).

Artrite gottosa

Oltre 700 pazienti con artrite gottosa sono stati trattati con Ilaris a dosi comprese tra 10 mg e 300 mg in studi clinici randomizzati, in doppio cieco e controllati verso farmaco attivo fino a 24 settimane. Oltre 250 pazienti sono stati trattati con la dose raccomandata di 150 mg in studi di fase II e III (vedere paragrafo 5.1).

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA. All’interno di ciascuna classificazione per sistemi e organi, le reazioni avverse sono elencate in base alla classe di frequenza, riportando per prima la più comune. Le classi di frequenza sono definite utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1 Tabella delle reazioni avverse nelle CAPS, SJIA e artrite gottosa

Classificazione per sistemi e organi, MedDRA CAPS SJIA Artrite gottosa
Infezioni ed infestazioni
Molto comuneNasofaringitePolmonite, gastroenterite, infezione delle vie urinarie, infezione virale, sinusite, rinite, faringite, tonsillite, nasofaringite, infezione delle vie aeree superioriPolmonite, bronchite, gastroenterite, infezione delle vie urinarie, influenza, cellulite, sinusite, infezione dell’orecchio, faringite, nasofaringite, infezione delle vie aeree superiori
ComuneInfezione delle vie urinarie, infezione delle vie aeree superiori, infezione virale
Patologie del sistema nervoso
ComuneCapogiro/vertigineCapogiro/vertigine
Patologie gastrointestinali
Molto comuneDolore addominale (superiore)
Non comuneMalattia da reflusso gastroesofageo
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comuneReazione al sito di iniezioneReazione al sito di iniezione
ComuneReazione al sito di iniezione
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comuneArtralgia
ComuneDolore muscoloscheletricoDolore alla schiena
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
ComuneStanchezza/astenia
Esami diagnostici
Molto comuneDiminuzione della clearance renale della creatinina*, proteinuria #, leucopenia
ComuneNeutropenia

* in base alla stima della clearance della creatinina, la maggior parte era transitoria

# per lo più da tracce transitorie a positività +1 di proteine urinarie, rilevate mediante uso di strisce reattive

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Dati a lungo termine e anomalie negli esami di laboratorio nei pazienti con CAPS

Durante gli studi clinici con Ilaris nei pazienti con CAPS è stato osservato un aumento dei valori medi dell’emoglobina e una diminuzione di quelli dei globuli bianchi, neutrofili e piastrine.

Nei pazienti con CAPS sono stati osservati raramente aumenti di transaminasi.

Aumenti asintomatici e lievi della bilirubina sierica sono stati osservati in pazienti con CAPS trattati con Ilaris senza aumenti concomitanti delle transaminasi.

Negli studi a lungo termine in aperto con incremento della dose, casi di infezioni (gastroenterite, infezione del tratto respiratorio, infezione del tratto respiratorio superiore), vomito e capogiri sono stati riportati più di frequente nel gruppo di dose 600 mg o 8 mg/kg rispetto agli altri gruppi di dose.

Anomalie negli esami di laboratorio nei pazienti con SJIA

Ematologia

Nel programma complessivo per la SJIA, una diminuzione transitoria della conta dei globuli bianchi (WBC) ≤ 0,8 x LLN è stata riportata in 33 pazienti (16,5%).

Nel programma complessivo per la SJIA, diminuzioni transitorie della conta assoluta dei neutrofili (ANC) a meno di 1 x 109/l sono state riportate in 12 pazienti (6,0%).

Nel programma complessivo per la SJIA, diminuzioni transitorie della conta piastrinica (< LLN) sono state osservate in 19 pazienti (9,5%).

ALT/AST

Nel programma complessivo per la SJIA, aumenti dei valori di ALT e/o AST > 3 x limite superiore alla norma (ULN) sono stati riportati in 19 pazienti (9,5%).

Anomalie negli esami di laboratorio nei pazienti con artrite gottosa

Ematologia

Diminuzione della conta dei globuli bianchi (WBC) ≤ 0,8x limite inferiore alla norma (LLN) è stata riportata nel 6,7% dei pazienti trattati con Ilaris rispetto al 1,4% di quelli trattati con triamcinolone acetonide. Diminuzioni della conta assoluta dei neutrofili (ANC) a meno di 1 x 109/l sono state riportate nel 2% dei pazienti negli studi di confronto. Sono stati osservati anche casi isolati di conta ANC < 0,5 x 109/l (vedere paragrafo 4.4).

Nel corso degli studi clinici verso farmaco attivo condotti in pazienti con artrite gottosa, lievi (< LLN e > 75 x 109/l) e transitorie diminuzioni della conta piastrinica sono state osservate con una maggiore incidenza (12,7%) nel gruppo trattato con Ilaris rispetto al confronto (7,7%).

Acido urico

Sono stati osservati aumenti del livello dell’acido urico (0,7 mg/dl alla settimana 12 e 0,5 mg/dl alla settimana 24) dopo trattamento con Ilaris in studi di confronto nell’artrite gottosa. In un altro studio non sono stati osservati aumenti dell’acido urico tra i pazienti che avevano iniziato il trattamento con terapia uricosurica. Non sono stati osservati aumenti dell’acido urico in studi clinici condotti in popolazioni non affette da gotta (vedere paragrafo 5.1).

ALT/AST

Sono stati osservati aumenti dei valori medi e mediani dell’alanina aminotransferasi (ALT) rispettivamente di 3,0 U/I e di 2,0 U/I, e dell’aspartato aminotransferasi (AST) rispettivamente di 2,7 U/I e di 2,0 U/I, rispetto al basale alla fine dello studio, nei gruppi di trattamento con Ilaris rispetto al(ai) gruppo(i) di trattamento con triamcinolone acetonide, tuttavia l’incidenza di variazioni clinicamente significative (≥ 3x il limite superiore della norma) è stata più ampia nei pazienti trattati con triamcinolone acetonide (2,5% per entrambi AST e ALT) rispetto ai pazienti trattati con Ilaris (1,6% per ALT e 0,8% per AST).

Trigliceridi

Negli studi controllati verso farmaco attivo nell’artite gottosa, vi è stato un aumento medio dei valori dei trigliceridi di 33,5 mg/dl nei pazienti trattati con Ilaris rispetto ad una modesta diminuzione di -3,1 mg/dl con triamcinolone acetonide. L’incidenza di pazienti con aumenti di trigliceridi > 5x il limite superiore della norma (ULN) è stata 2,4% con Ilaris e 0,7% con triamcinolone acetonide. Il significato clinico di questa osservazione non è noto.

Popolazione pediatrica

Negli studi sono stati inclusi 69 pazienti pediatrici con CAPS (2-17 anni di età). Complessivamente non ci sono state differenze clinicamente significative del profilo di sicurezza e tollerabilità di Ilaris nei pazienti pediatrici rispetto alla popolazione generale con CAPS (costituita da pazienti adulti e pediatrici, N=194), comprese la frequenza complessiva e la gravità di episodi infettivi. Le infezioni del tratto respiratorio superiore sono state gli eventi di infezione riportati più frequentemente.

Anziani

Non vi è una differenza significativa nel profilo di sicurezza osservato nei pazienti di età ≥ 65 anni.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

04.9 Sovradosaggio

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L’esperienza riportata con il sovradosaggio è limitata. In studi clinici iniziali, i pazienti e i volontari sani avevano ricevuto dosi fino a 10 mg/kg, somministrate per via endovenosa o sottocutanea, senza evidenza di tossicità acuta.

In caso di sovradosaggio, si raccomanda che il paziente sia monitorato per qualsiasi segno o sintomo di reazioni avverse e che sia subito istituito un appropriato trattamento sintomatico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: immunosoppressori, inibitori dell’interleuchina.

Codice ATC: L04AC08.

Meccanismo d’azione

Canakinumab è un anticorpo monoclonale completamente umano anti-interleuchina 1 beta (IL-1 beta) umana delle IgG1 isotipo κ. Canakinumab si lega con alta affinità in modo specifico all’IL-1 beta umana e neutralizza l’attività biologica dell’IL-1 beta umana mediante il blocco delle sue interazioni con i recettori IL-1, prevenendo pertanto l’attivazione del gene induttore dell’IL-1 beta e la produzione dei mediatori infiammatori.

Effetti farmacodinamici

CAPS

Negli studi clinici, i pazienti con CAPS che avevano una produzione eccessiva non controllata di IL-1 beta hanno mostrato una risposta rapida alla terapia con canakinumab, per es. parametri di laboratorio come proteina C reattiva (PCR) alta e amiloide sierica A (ASA), conta alta dei neutrofili e delle piastrine e leucocitosi sono ritornati rapidamente ai valori normali.

SJIA

L’Artrite Idiopatica Giovanile Sistemica è una grave malattia autoinfiammatoria, sostenuta dall’immunità innata mediante citochine proinfiammatorie, tra le quali IL-1beta è la citochina chiave.

Caratteristiche comuni della SJIA comprendono febbre, rash, epatosplenomegalia, linfoadenopatia, polisierisite e artrite. Il trattamento con canakinumab ha portato a un miglioramento rapido e duraturo delle caratteristiche articolari e sistemiche della SJIA con significativa riduzione del numero di articolazioni infiammate, rapida risoluzione della febbre e riduzione dei reattanti della fase acuta nella maggioranza dei pazienti (vedere Efficacia e sicurezza clinica).

Artrite gottosa

Un attacco di artrite gottosa è provocato da cristalli di urato (urato monosodico monoidrato) a livello articolare e nel tessuto circostante che scatenano la produzione di IL-1 beta da parte dei macrofagi residenti mediante il complesso "inflammasone NALP3". L’attivazione di macrofagi e la concomitante iperproduzione di IL-1 beta provocano una dolorosa risposta infiammatoria acuta. Altri attivatori del sistema immunitario innato, come gli agonisti endogeni di recettori toll-like, possono contribuire all’attivazione della trascrizione del gene IL-1 beta, dando origine ad un attacco di artrite gottosa. A seguito del trattamento con canakinumab, i marker infiammatori PCR o ASA e i segni di infiammazione acuta (es. dolore, gonfiore, rossore) dell’articolazione coinvolta diminuiscono rapidamente.

Efficacia e sicurezza clinica

CAPS

L’efficacia e la sicurezza di Ilaris sono state dimostrate in pazienti con diversi gradi di gravità della malattia e diversi fenotipi di CAPS (compresi FCAS/FCU, MWS, e NOMID/CINCA). Nello studio pivotal sono stati inclusi solo pazienti con la mutazione NLRP3 confermata.

Nello studio di fase I/II, il trattamento con Ilaris ha avuto una rapida insorgenza d’azione con scomparsa o significativo miglioramento clinico dei sintomi in un giorno dalla somministrazione. I parametri di laboratorio come PCR e ASA elevate, neutrofili e conta piastrinica alti si sono normalizzati rapidamente nel giro di giorni dall’iniezione di Ilaris.

Lo studio pivotal era multicentrico suddiviso in tre parti della durata di 48 settimane, cioè un periodo in aperto di 8 settimane (Parte I), un periodo di randomizzazione, in doppio cieco controllato verso placebo di 24 settimane (Parte II), seguito da un periodo in aperto di 16 settimane (Parte III). Lo scopo dello studio era la valutazione dell’efficacia, sicurezza e tollerabilità di Ilaris (150 mg o 2 mg/kg ogni 8 settimane) in pazienti con CAPS.

– Parte I: E’ stata osservata una risposta clinica completa e dei marcatori biologici a Ilaris (composta dalla valutazione medica globale della malattia autoinfiammatoria e della malattia cutanea ≤ minimo e dai valori di PCR o ASA < 10 mg/litro) nel 97% dei pazienti e si manifestava entro 7 giorni dall’inizio del trattamento. Nella valutazione clinica del medico dell’attività autoinfiammatoria della malattia sono stati osservati significativi miglioramenti: valutazione globale dell’attività autoinfiammatoria della malattia, valutazione della malattia cutanea (rash cutaneo orticarioide), artralgia, mialgia, cefalea/emicrania, congiuntivite, stanchezza/malessere, valutazione di altri sintomi correlati e valutazione dei sintomi da parte del paziente.

– Parte II: In questa parte (periodo di sospensione) dello studio pivotal, l’obiettivo primario è stato definito come la proporzione di pazienti con una recidiva della malattia/riacutizzazione: nessuno (0%) dei pazienti randomizzati a Ilaris ha avuto riacutizzazioni, rispetto all’81% dei pazienti randomizzati al placebo.

– Parte III: I pazienti trattati con placebo nella Parte II che avevano manifestato riacutizzazioni hanno recuperato e mantenuto la risposta clinica e sierologia dopo l’inserimento nella fase di estensione in aperto con Ilaris.

Tabella 2 Tabella riassuntiva dell’efficacia nello studio pivotal di Fase III, periodo controllato verso placebo (Parte II)

Studio pivotale di fase III trial, periodo controllato verso placebo (Parte II)
Ilaris N=15 n(%)Placebo N=16 n(%)p-value
Endpoint primario (riacutizzazione)
Proporzione di pazienti con malattia recidivante nella Parte II0 (0%)13 (81%)< 0,001
Marcatori dell’infiammazione*
Proteina C reattiva, mg/l1,10 (0,40)19,93 (10,50)< 0,001
Amiloide sierica A, mg/l2,27 (-0,20)71,09 (14,35)0,002
* modifica media (mediana) dall’inizio della Parte II

Sono stati condotti due studi di fase III in aperto, non controllati, a lungo termine. Uno studio ha valutato la tollerabilità e l’efficacia di canakinumab in pazienti con CAPS. La durata totale del trattamento variava da 6 mesi a 2 anni. L’altro era uno studio in aperto con canakinumab che ha valutato l’efficacia e la sicurezza in pazienti giapponesi con CAPS per 24 settimane, con una fase di estensione fino a 48 settimane. L’obiettivo primario era la valutazione della proporzione di pazienti liberi da recidiva alla settimana 24, compresi quei pazienti che avevano avuto un incremento di dose.

Nell’analisi di efficacia aggregata per questi due studi, il 65,6% dei pazienti che non era stato trattato in precedenza con canakinumab ha raggiunto la risposta completa a 150 mg o a 2 mg/kg mentre l’85,2% dei pazienti ha raggiunto la risposta completa a qualsiasi dose. Dei pazienti trattati con 600 mg o 8 mg/kg (o anchecon dosi maggiori), il 43,8% ha raggiunto la risposta completa. Un minor numero di pazienti da 2 e < 4 anni di età ha raggiunto la risposta completa (57,1%) rispetto ai pazienti pediatrici più anziani e ai pazienti adulti. Dei pazienti che avevano raggiunto la risposta completa, l’89,3% ha mantenuto la risposta senza recidiva.

L’esperienza derivante da singoli pazienti che avevano raggiunto una risposta completa dopo l’incremento di dose a 600 mg (8 mg/kg) ogni 8 settimane suggerisce che una dose più alta può essere utile in pazienti che non hanno raggiunto o mantenuto la risposta completa con le dosi raccomandate (150 mg o 2 mg/kg per pazienti ≥ 15 kg e ≤ 40 kg). Un incremento di dose è stato somministrato più frequentemente a pazienti tra 2 e < 4 anni di età e a pazienti con sintomi di NOMID/CINCA rispetto a quelli con FCAS o MWS.

Popolazione pediatrica

Gli studi nelle CAPS con Ilaris hanno compreso un totale di 69 pazienti pediatrici in un intervallo di età da 2 a 17 anni (di questi circa la metà è stata trattata su base di mg/kg). Complessivamente, non vi sono state differenze clinicamente significative del profilo di efficacia, sicurezza e di tollerabilità di Ilaris nei pazienti pediatrici rispetto alla popolazione generale con CAPS. La maggioranza dei pazienti pediatrici ha raggiunto un miglioramento dei sintomi clinici e dei marcatori obiettivi di infiammazione (ad es. ASA e PCR).

SJIA

L’efficacia di Ilaris per il trattamento di SJIA in fase attiva è stata valutata in due studi pivotali (G2305 e G2301). I pazienti arruolati avevano un’età compresa 2 e 20 anni (età media pari a 8,5 anni e durata media della malattia pari a 3,5 anni al basale) e avevano la malattia in fase attiva definita come ≥ 2 articolazioni con artrite attiva, febbre e valori elevati di PCR.

Studio G2305

G2305 era uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, della durata di 4 settimane che valutava l’efficacia a breve termine di Ilaris in 84 pazienti randomizzati per ricevere una dose singola di Ilaris 4 mg/kg (fino a 300 mg) oppure placebo. L’obiettivo primario è stato la proporzione di pazienti che al giorno 15 aveva raggiunto un miglioramento minimo del 30% del criterio di risposta American College of Rheumatology (ACR) pediatrico adattato per includere l’assenza di febbre. Il trattamento con Ilaris ha migliorato tutti gli indici di risposta di ACR pediatrico rispetto al placebo ai giorni 15 e 29 (Tabella 3).

Tabella 3 Risposta ACR pediatrica e stato della malattia ai giorni 15 e 29

Giomo 15Giomo 29
Ilaris N=43Placebo N=41Ilaris N=43Placebo N=41
ACR3084%10%81%10%
ACR5067%5%79%5%
ACR7061%2%67%2%
ACR9042%0%47%2%
ACR10033%0%33%2%
Malattia inattiva33%0%30%0%
La differenza di trattamento per tutti gli indici ACR è stata significativa (p ≤ 0,0001)

I risultati per i componenti dei criteri adattati dell’ACR pediatrico, inclusi i parametri sistemici e artritici, sono stati coerenti con i risultati complessivi di risposta ACR. Al giorno 15, la variazione mediana rispetto al basale del numero di articolazioni con artrite attiva e intervallo limitato di movimento è stata rispettivamente -67% e -73% per Ilaris (N=43), rispetto alla variazione mediana di 0% e 0% per il placebo (N=41). La variazione media del grado di dolore del paziente (scala analogica visiva 0-100 mm) al giorno 15 è stata -50,0 mm per Ilaris (N=43), rispetto a +4,5 mm per il placebo (N=25). La variazione media del grado di dolore tra i pazienti trattati con Ilaris è stata coerente al giorno 29.

Studio G2301

G2301 era uno studio di sospensione, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, sulla prevenzione delle riacutizzazioni mediante Ilaris. Lo studio era suddiviso in due parti con due obiettivi primari indipendenti (riduzione con successo del dosaggio degli steroidi e tempo alla riacutizzazione). Nella parte I (in aperto) erano stati arruolati 177 pazienti che avevano ricevuto Ilaris 4 mg/kg (fino a 300 mg) somministrato ogni 4 settimane per 32 settimane. Nella parte II (in doppio cieco) i pazienti avevano ricevuto Ilaris 4 mg/kg oppure placebo ogni 4 settimane fino al verificarsi di 37 casi di riacutizzazione.

Riduzione della dose di corticosteroidi:

Su un totale di 128 pazienti entrati nella parte I in trattamento con corticosteroidi, 92 hanno tentato di ridurre la dose di corticosteroidi. Cinquantasette dei 92 pazienti (62%) che hanno tentato la riduzione sono stati in grado di ridurre con successo la dose del corticosteroide e 42 (46%) hanno sospeso i corticosteroidi.

Tempo alla riacutizzazione:

I pazienti in trattamento con Ilaris nella parte II hanno ottenuto una riduzione del rischio di un evento di riacutizzazione del 64% rispetto al gruppo placebo (hazard ratio di 0,36; IC 95%: 0,17 – 0,75; p=0,0032). Sessantatre dei 100 pazienti entrati nella parte II, assegnati al placebo oppure a canakinumab, non hanno manifestato riacutizzazioni durante il periodo di osservazione (fino a un massimo di 80 settimane).

Esiti sulla qualità della vita correlata allo stato di salute negli studi G2305 e G2301

Il trattamento con Ilaris ha prodotto miglioramenti clinicamente rilevanti della funzionalità fisica e della qualità della vita dei pazienti. Nello studio G2305, il miglioramento delle medie dei minimi quadrati del questionario di valutazione della qualità di vita nel bambini (Childhood Health Assessment Questionnaire) è stato pari a 0,69 per Ilaris rispetto al placebo, ovvero 3,6 volte la minima differenza clinicamente importante di 0,19 (p=0,0002). Il miglioramento medio rispetto al basale alla fine della parte I dello studio G2301 è stato di 0,88 (79%). Sono stati riportati miglioramenti statisticamente significativi del punteggio PF50 nel questionario di valutazione della qualità di vita nel bambino per Ilaris rispetto al placebo nello studio G2305 (benessere fisico p=0,0012; benessere psicosociale p=0,0017).

Analisi aggregata di efficacia

I dati delle prime 12 settimane di trattamento con Ilaris dagli studi G2305, G2301 e dallo studio di estensione sono stati aggregati per valutare il mantenimento di efficacia. Questi dati hanno mostrato miglioramenti simili dal basale alla settimana 12 delle risposte rispetto ai criteri adattati ACR pediatrici e ai suoi componenti rispetto a quelli osservati nello studio controllato verso placebo (G2305). Alla settimana 12, le risposte rispetto ai criteri adattati ACR30, 50, 70, 90 e 100 pediatrici sono state: 70%, 69%, 61%, 49% e 30%, rispettivamente e il 28% dei pazienti presentava uno stato di malattia inattiva (N=178).

L’efficacia osservata negli studi G2305 e G2301 è stata mantenuta nello studio di estensione a lungo termine, in aperto in corso (dati disponibili con una mediana di 49 settimane di follow-up). In questo studio, 25 pazienti che avevano avuto una forte risposta ACR per un minimo di 5 mesi avevano ridotto la dose di Ilaris a 2 mg/kg ogni 4 settimane e mantenuto la risposta ACR 100 pediatrica per il tempo di somministrazione della dose ridotta (mediana di 32 settimane, 8-124 settimane).

Anche se limitate, le evidenze dagli studi clinici suggeriscono che i pazienti che non rispondono a tocilizumab o ad anakinra, potrebbero rispondere a canakinumab.

Artrite gottosa

L’efficacia di Ilaris nel trattamento degli attacchi acuti di artrite gottosa è stata dimostrata in due studi multicentrici, randomizzati, in doppio cieco, controllati verso farmaco attivo in pazienti con artrite gottosa recidivante (≥ 3 attacchi nei precedenti 12 mesi) non in grado di usare FANS o colchicina (a causa di controindicazione, intolleranza o perdita di efficacia). Gli studi avevano una durata di 12 settimane seguite da una fase di estensione in doppio cieco di 12 settimane. Un totale di 225 pazienti è stato trattato con Ilaris 150 mg per via sottocutanea e 229 pazienti sono stati trattati con triamcinolone acetonide (TA) 40 mg per via intramuscolare all’ingresso nello studio e in occasione di un nuovo attacco successivo. Il numero medio di attacchi di artrite gottosa nei precedenti 12 mesi è stato 6,5. Oltre l’85% dei pazienti ha avuto malattie concomitanti, incluse ipertensione (60%), diabete (15%), cardiopatia ischemica (12%), e malattia renale cronica allo stadio ≥ 3 (25%). Circa un terzo dei pazienti arruolati (76 [33,8%] nel gruppo Ilaris e 84 [36,7%] nel gruppo triamcinolone acetonide) aveva una documentata impossibilità (intolleranza, controindicazione o mancanza di risposta) ad utilizzare sia FANS sia colchicina. Il trattamento concomitante con terapia uricosurica è stato segnalato dal 42% dei pazienti all’ingresso nello studio.

Gli obiettivi primari erano: (i) intensità del dolore dell’artrite gottosa (scala analogica visiva, VAS) a 72 ore dopo la dose, e (ii) tempo al primo nuovo attacco di artrite gottosa.

Per la popolazione complessiva in studio l’intensità del dolore è stata inferiore per Ilaris 150 mg rispetto a triamcinolone acetonide a 72 ore in maniera statisticamente significativa. Ilaris ha ridotto anche il rischio di sviluppare attacchi successivi (vedere Tabella 4).

I risultati di efficacia in un sottogruppo di pazienti che non erano in grado di utilizzare sia FANS sia colchicina e che erano in trattamento con terapia uricosurica, che non hanno risposto alla terapia uricosurica oppure per i quali era controindicata la terapia uricosurica (N=101) sono stati in linea con la popolazione complessiva in studio con una differenza statisticamente significativa rispetto a triamcinolone acetonide per l’intensità del dolore a 72 ore (-10,2 mm, p=0,0208) e per la riduzione del rischio di sviluppare attacchi successivi (Hazard ratio 0,39, p=0,0047 alla settimana 24).

I risultati di efficacia in un sottogruppo molto ristretto limitato a correnti utilizzatori di terapia uricosurica (N=62) sono presentati nella Tabella 4. Il trattamento con Ilaris ha indotto una riduzione del dolore e ridotto il rischio di sviluppare successivi attacchi in pazienti utilizzatori di terapia uricosurica e non in grado di utilizzare sia FANS sia colchicina, anche se la differenza osservata del trattamento rispetto a triamcinolone acetonide è stata meno pronunciata rispetto a quella osservata nella popolazione complessiva in studio.

Tabella 4 Efficacia per la popolazione complessiva in studio e in un sottogruppo di pazienti in trattamento con terapia uricosurica e non in grado di utilizzare sia FANS sia colchicina

Obiettivo di efficacia Popolazione totale in studio; N=454 Non in grado di utilizzare sia FANS sia colchicina; in trattamento con terapia uricosurica N=62
Trattamento degli attacchi di artite gottosa misurato come intensità del dolore (VAS) a 72 h
Differenza media stimata con il metodo dei minimi quadrati verso triamcinolone acetonide-10,7-3,8
CI(-15,4, -6,0)(-16,7, 9,1)
p-value, 1-codap < 0,0001*p=0,2798
Riduzione del rischio di successivi attacchi di artrite gottosa misurata come tempo alla prima nuova ricaduta (24 settimane)
Hazard ratio verso triamcinolone acetonide0,440,71
CI(0,32, 0,60)(0,29, 1,77)
p-value, 1-codap < 0,0001*p=0,2337
* Denota un p-value significativo < 0,025

I risultati di sicurezza hanno mostrato un aumento dell’incidenza di eventi avversi per canakinumab rispetto a triamcinolone acetonide, con il 66% vs il 53% dei pazienti che ha segnalato un qualsiasi evento avverso e il 20% vs il 10% di pazienti che ha segnalato come evento avverso un’infezione nelle 24 settimane.

Anziani

Complessivamente il profilo di efficacia, sicurezza e tollerabilità di Ilaris nei pazienti anziani di età ≥ 65 anni è stato paragonabile a quello dei pazienti di età < 65 anni.

Pazienti in terapia di riduzione dei livelli di acido urico (terapia uricosurica)

In studi clinici, Ilaris è stato somministrato con sicurezza in concomitanza con terapia uricosurica. Nella popolazione complessiva in studio, i pazienti in terapia uricosurica hanno avuto una minore differenza tra i trattamenti sia nella riduzione del dolore sia nella riduzione del rischio di sviluppare attacchi successivi di artrite gottosa rispetto ai pazienti non in terapia uricosurica.

Immunogenicità

In circa l’1,5%, il 3% e il 2% dei pazienti trattati con Ilaris rispettivamente per CAPS, SJIA e per artrite gottosa sono stati osservati anticorpi anti Ilaris. Non sono stati evidenziati anticorpi neutralizzanti. Non è stata osservata una correlazione apparente tra sviluppo di anticorpi e risposta clinica o eventi avversi.

Questo medicinale è stato autorizzato per le CAPS in "circostanze eccezionali". Ciò significa che data la rarità della malattia non è stato possibile ottenere informazioni complete su questo medicinale. L’Agenzia europea dei medicinali esaminerà annualmente qualsiasi nuova informazione che si renderà disponibile su questo medicinale e il riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) verrà aggiornato, se necessario.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea dei medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Ilaris in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per le Sindromi Periodiche Associate a Criopirina (CAPS) e per l’Artrite Idiopatica Giovanile (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

L’Agenzia europea dei medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con Ilaris in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per l’artrite gottosa (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

CAPS

Assorbimento

La concentrazione sierica di picco di canakinumab (Cmax) si manifestava dopo circa 7 giorni dalla somministrazione singola sottocutanea di 150 mg in pazienti adulti con CAPS. L’emivita terminale media è stata di 26 giorni. Valori medi di Cmax e di AUCinf dopo una dose singola di 150 mg per via sottocutanea in un tipico paziente adulto con CAPS (70 mg) sono stati 15,9 µg/ml e 708 µg*d/ml. Si stima che la biodisponibilità assoluta di canakinumab somministrato per via sottocutanea sia del 66%. I parametri sull’esposizione (come AUC e Cmax) aumentavano proporzionalmente a dosi superiori l’intervallo di dosaggio da 0,30 a 10,0 mg/kg somministrato per infusione endovenosa o da 150 a

600 mg come iniezione sottocutanea. I valori attesi di esposizione allo stato stazionario (Cmin,ss, Cmax,ss, AUC,ss,8w) dopo somministrazione sottocutanea di 150 mg (o 2 mg/kg, rispettivamente) ogni

8 settimane sono stati leggermente superiori nella categoria di peso 40-70 kg (6,6 µg/ml, 24,3 µg/ml, 767 µg*d/ml) rispetto alle categorie di peso < 40 kg (4,0 µg/ml, 19,9 µg/ml, 566 µg*d/ml) e > 70 kg (4,6 µg/ml, 17,8 µg/ml, 545 µg*d/ml). Il rapporto previsto di accumulo è stato 1,3 volte dopo un periodo di 6 mesi di somministrazione sottocutanea di 150 mg di canakinumab ogni 8 settimane.

Distribuzione

Canakinumab si lega a IL-1 beta sierica. Il volume di distribuzione (Vss) di canakinumab varia secondo il peso corporeo. Si stima che in un paziente con CAPS di 70 kg CL sia di 6,2 litri.

Eliminazione

La clearance apparente (CL/F) di canakinumab aumenta con il peso corporeo. Si è stimato che in un paziente con CAPS di 70 kg sia di 0,17 l/d e in un paziente con SJIA di 33 kg di 0,11 l/d. Dopo aver considerato le differenze di peso corporeo, non sono state osservate differenze clinicamente significative delle proprietà farmacocinetiche di canakinumab tra pazienti con CAPS e SJIA.

Non c’è stata indicazione di clearance accelerata o di modifica in funzione del tempo delle proprietà farmacocinetiche di canakinumab a seguito di somministrazioni ripetute. Non sono state osservate differenze di farmacocinetica relative al sesso e all’età dopo la correzione per il peso corporeo.

TRAPS, HIDS/MKD e FMF

La biodisponibilità nei pazienti con TRAPS, HIDS/MKD e FMF non è stata determinata in modo indipendente. La clearance apparente (CL/F) nella popolazione con TRAPS, HIDS/MKD e FMF per peso corporeo di 55 kg (0,14 l/d) è risultata paragonabile a quella nella popolazione con CAPS per peso corporeo di 70 kg (0,17 l/d). Il volume apparente di distribuzione (V/F) è stato di 4,96 l per peso corporeo di 55 kg.

Dopo somministrazione ripetuta sottocutanea di 150 mg ogni 4 settimane, si stima che la concentrazione minima di canakinumab alla settimana 16 (Cmin) sia 15,4 ± 6,6 g/ml. L’AUCtau stimata allo steady state è stata 636,7 ± 260,2 μg*d/ml.

Malattia di Still (AOSD e SJIA)

La biodisponibilità nei pazienti con SJIA non è stata determinata in modo indipendente. La clearance apparente per kg di peso corporeo (CL/F per kg) è risultata paragonabile tra la popolazione con CAPS e SJIA (0,004 l/d per kg). Il volume apparente di distribuzione per kg (V/F per kg) è stato di 0,14 l/kg.

Dopo somministrazione ripetuta di 4 mg/kg ogni 4 settimane, il rapporto di accumulo di canakinumab è stato 1,6 volte in pazienti con SJIA. Lo stato stazionario è stato raggiunto dopo 110 giorni. La media complessiva prevista (±SD) per Cmin,ss, Cmax,ss e AUC,ss4w è stata rispettivamente 14,7±8,8 μg/ml, 36,5 ± 14,9 μg/ml e 696,1 ± 326,5 μg*d/ml.

In ciascun gruppo di età l’AUCss è stata di 692, 615, 707 e 742 µg*d/ml per 2-3, 4-5, 6-11 e

12-19 anni, rispettivamente. Quando sono stati stratificati per il peso, si era osservata un’esposizione media inferiore (30-40%) per Cmin,ss (11,4 vs 19 µg/ml) e AUCss (594 vs 880 µg*d/ml) per la categoria di peso inferiore (≤ 40 kg) rispetto alla categoria di peso maggiore (> 40 kg).

Sulla base dell’analisi di modelli farmacocinetici di popolazione, la farmacocinetica del canakinumab in pazienti giovani adulti con SJIA di età compresa tra 16 e 20 anni era risultata simile a quella dei pazienti di età inferiore ai 16 anni. L’esposizione allo steady state prevista per canakinumab ad un livello di dose di 4 mg/kg (massimo 300 mg) in pazienti di età superiore ai 20 anni era paragonabile a quella in pazienti con SJIA di età inferiore ai 20 anni.

Popolazione con artrite gottosa

La biodisponibilità nei pazienti con artrite gottosa non è stata determinata indipendentemente. La clearance apparente per kg di peso corporeo (CL/F per kg) è stata paragonabile tra la popolazione con gotta e con CAPS (0,004 l/d/kg). L’esposizione media in un tipico paziente con artrite gottosa (93 kg) dopo una singola dose da 150 mg per via sottocutanea (Cmax: 10,8 µg/ml e AUCinf: 495 µg*d/ml) è stata inferiore di quella di un tipico paziente con CAPS di 70 kg (15,9 µg/ml e 708 µg*d/ml). Ciò è in linea con l’incremento osservato della CL/F con il peso corporeo.

Il rapporto di accumulo previsto è stato di 1,1 volte dopo somministrazione sottocutanea di 150 mg di canakinumab ogni 12 settimane.

Popolazione pediatrica

Le concentrazioni di picco di canakinumab si manifestavano tra 2 e 7 giorni (Tmax) dopo la somministrazione singola per via sottocutanea di canakinumab 150 mg o 2 mg/kg in pazienti pediatrici di età pari e superiore ai 4 anni. L’emivita terminale variava da 22,9 a 25,7 giorni, analogamente alle proprietà farmacocinetiche osservate negli adulti. Sulla base dell’analisi di modelli farmacocinetici di popolazione, la farmacocinetica di canakinumab in bambini da 2 a < 4 anni di età è risultata simile a quella dei pazienti di 4 anni di età e oltre. Si è stimato che il rapporto di assorbimento sottocutaneo diminuisca con l’età e sembra che sia più veloce nei pazienti più giovani. Di conseguenza il Tmax è stato più breve (3,6 giorni) nei pazienti con SJIA più giovani (2-3 anni) rispetto ai pazienti con SJIA più anziani (12-19 anni; Tmax 6 giorni). La biodisponibilità (AUCss) non è stata influenzata.

Un’ulteriore analisi farmacocinetica ha mostrato che la farmacocinetica di canakinumab in 6 pazienti pediatrici con CAPS di età inferiore ai 2 anni è risultata simile alla farmacocinetica in pazienti pediatrici di età compresa tra 2-4 anni. Sulla base dell’analisi di modelli di farmacocinetica di popolazione, le esposizioni attese dopo la somministrazione di 2 mg/kg sono state comparabili tra i gruppi di età pediatrica con CAPS, ma sono state inferiori di circa il 40% nei pazienti pediatrici con peso corporeo molto basso (es. 10 kg) rispetto ai pazienti adulti (dosaggio da 150 mg). Ciò è consistente con le osservazioni di maggiore esposizione in gruppi di pazienti con CAPS con peso corporeo maggiore.

Nelle TRAPS, HIDS/MKD e FMF, i parametri di esposizione (concentrazioni minime) sono risultati paragonabili tra i gruppi di età da 2 a < 20 anni dopo somministrazione sottocutanea di canakinumab 2 mg/kg ogni 4 settimane.

Le proprietà farmacocinetiche sono simili nei pazienti pediatrici con CAPS, TRAPS, HIDS/MKD, FMF e SJIA.

Anziani

Non sono state osservate modifiche dei parametri farmacocinetici sulla base della clearance o del volume di distribuzione tra pazienti anziani e pazienti adulti di età < 65 anni.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi di reattività crociata, tossicità a dosi ripetute, immunotossicità, tossicità riproduttiva e tossicità giovanile effettuati con canakinumab o con anticorpi IL-1 beta di origine murina anti-murini.

Poichè canakinumab si lega alla IL-1 beta dei marmoset (C. jacchus) e dell’uomo con un’affinità simile, la sicurezza di canakinumab è stata studiata nei marmoset. Non sono stati osservati effetti indesiderati di canakinumab dopo la somministrazione due volte alla settimana in marmoset fino a 26 settimane o in uno studio di tossicità sullo sviluppo embrio/fetale in marmoset gravide. Le concentrazioni plasmatiche che sono risultate ben tollerate nell’animale superano di almeno 42 volte (Cmax) e di 78 volte (Cavg) le concentrazioni plasmatiche nei pazienti pediatrici con CAPS (peso corporeo 10 kg) trattati con dosi cliniche di canakinumab fino a 8 mg/kg per via sottocutanea ogni

8 settimane. Le concentrazioni plasmatiche che sono risultate ben tollerate nell’animale superano di almeno 62 volte (Cmax) e di 104 volte (Cavg) le concentrazioni plasmatiche nei pazienti pediatrici con SJIA, trattati con fino a 4 mg/kg per via sottocutanea ogni 4 settimane. Inoltre in questi studi non sono stati rilevati anticorpi anti canakinumab. Non è stata dimostrata alcuna reattività crociata di tipo tissutale non specifico quando canakinumab è stato applicato a tessuti umani normali.

Non sono stati condotti studi formali di cancerogenicità con canakinumab.

In uno studio sullo sviluppo embrio/fetale nel marmoset, canakinumab non ha mostrato tossicità per la madre, embriotossicità o teratogenicità quando somministrato per il periodo dell’organogenesi.

Non sono stati osservati effetti indesiderati dell’anticorpo IL-1 beta di origine murina anti-murino in una batteria completa di studi riproduttivi e giovanili nel topo. L’IL-1 beta anti-murino non ha prodotto eventi avversi sulla crescita fetale o neonatale quando somministrato durante la fase avanzata della gravidanza., il parto e l’allattamento (vedere paragrafo 4.6). L’alta dose utilizzata in questi studi era in eccesso rispetto alla dose massima efficace in termini di soppressione e attività dell’IL-1 beta.

Uno studio immunotossicologico con l’anticorpo IL-1 beta di origine murina anti-murino nel topo ha mostrato che la neutralizzazione dell’IL-1 beta non ha effetti sui parametri immunitari e non ha compromesso la funzione immunitaria nel topo.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Polvere per soluzione iniettabile: Saccarosio

L-Istidina

L-Istidina cloridrato monoidrato Polisorbato 80

Solvente:

Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

Indice

In assenza di studi di incompatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

06.3 Periodo di validità

Indice

3 anni.

Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente dopo la ricostituzione. Se non utilizzato immediatamente, i tempi di utilizzo durante l’uso e le condizioni prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e di solito non devono essere superiori a 24 ore a 2°C – 8°C.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare in frigorifero (2C – 8C). Non congelare.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo 6.3.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Polvere: 150 mg di polvere per soluzione iniettabile in un flaconcino da 6 ml (vetro di tipo I) con un tappo (rivestito di gomma clorobutilica) e ghiera a strappo (disco di alluminio/plastica).

Solvente: 5 ml di acqua per preparazioni iniettabili in un flaconcino da 6 ml (vetro di tipo I) con un tappo (rivestito di gomma clorobutilica-fluoropolimero) e ghiera a strappo (disco di alluminio/plastica).

Un kit per iniezione di Ilaris contiene 1 flaconcino di polvere per soluzione iniettabile, 1 flaconcino di solvente,1 siringa da 1 ml per l’iniezione, 1 ago di sicurezza, 2 adattatori per flaconcino e 4 tamponi detergenti.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Ilaris 150 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile è fornito in un flaconcino monouso per uso personale. Utilizzare solo il contenuto fornito nel kit per iniezione Ilaris. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale o la siringa devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Istruzioni per la ricostituzione

Utilizzando una tecnica asettica, inserire gli adattatori per i flaconcini ad entrambi i flaconcini di Ilaris e del solvente. Trasferire 1 ml di aria nel flaconcino di solvente, quindi prelevare 1 ml di acqua per preparazioni iniettabili dal flaconcino del solvente utilizzando la siringa fornita nel kit. Ricostituire il contenuto del flaconcino di Ilaris a temperatura ambiente (di solito 15°C – 25°C) mediante l’iniezione lenta di 1 ml di acqua per preparazioni iniettabili prelevata dal flaconcino del solvente. Far girare il flaconcino lentamente con un angolo di circa 45° per circa 1 minuto e lasciar riposare per circa

5 minuti. Quindi capovolgere delicatamente il flaconcino dall’alto verso il basso e viceversa ancora per dieci volte Lasciare riposare a temperatura ambiente per circa 15 minuti. Non agitare. Non usare se nella soluzione sono presenti particelle.

Picchiettare il lato del flaconcino per rimuovere qualsiasi liquido residuo dal tappo. La soluzione deve essere senza particelle visibili e non torbida. La soluzione deve essere incolore o può avere una lieve colorazione giallo brunastra. La soluzione non deve essere utilizzata nel caso manifesti una colorazione chiaramente marrone. Se non è utilizzata immediatamente dopo la ricostituzione, la soluzione deve essere tenuta a 2°C – 8°C e utilizzata entro le24 ore.

Istruzioni per la somministrazione

Prelevare con attenzione il volume richiesto in funzione della dose da somministrare (da 0,1 ml a 1 ml) e iniettare per via sottocutanea mediante l’ago di sicurezza fornito nel kit.

Smaltimento

Il volume residuo deve essere eliminato immediatamente dopo l’iniezione. I pazienti o il personale sanitario devono essere istruiti sulle procedure appropriate per lo smaltimento dei flaconcini, siringhe e aghi in conformità alla normativa locale vigente

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Novartis Europharm Limited Frimley Business Park Camberley GU16 7SR Regno Unito

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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EU/1/09/564/003

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 23 Ottobre 2009 Data del rinnovo più recente: 19 Giugno 2014

10.0 Data di revisione del testo

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03/05/2017

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Ilaris – Sc 1 fl 150 mg (Canakinumab)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Ospedaliero esitabile Info: Obbligatoria la compilazione di scheda di monitoraggio AIFA per le prescrizioni SSN, Prontuario terapeutico regionale, BT ATC: L04AC08 AIC: 039472016 Prezzo: 17246,68 Ditta: Novartis Farma Spa


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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    Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983