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Iprafen: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Iprafen

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Iprafen: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Iprafen: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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IPRAFEN

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Un contenitore sotto pressione contiene:

Principi attivi:

Fenoterolo bromidrato 0,03 g, Ipratropio bromuro monoidrato 0,0126 g pari a ipratropio bromuro 0,0120 g.

Ogni spruzzo-dose eroga: 40 mcg di ipratropio bromuro e 100 mcg di fenoterolo bromidrato.

03.0 Forma farmaceutica

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Sospensione pressurizzata per inalazione.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Asma bronchiale, bronchite asmatica, affezioni broncopolmonari con componente broncospastica, enfisema polmonare. Terapia di mantenimento e prevenzione della dispnea in pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Terapia preparatoria e di appoggio a trattamenti aerosolici con antibiotici, mucolitici, corticosteroidi, soluzioni saline, disodiocromoglicato e teofillinici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Adulti e bambini in eta’ scolare: per la risoluzione dell’attacco asmatico: uno spruzzo-dose, seguito, se necessario, da un altro spruzzo-dose a distanza di 5 minuti. Nel trattamento preventivo degli accessi dispnoici: uno spruzzo-dose 3-4 volte al giomo, ad intervalli di almeno 2-3 ore.

1 spruzzo-dose = 40 mcg di ipratropio bromuro e 100 mcg di fenoterolo bromidrato.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilita’ individuale accertata verso i componenti. Non e’ consigliabile l’uso del prodotto in soggetti con glaucoma, ipertrofia prostatica, sindromi di ritenzione urinaria od occlusione intestinale.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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IPRAFEN va somministrato con prudenza e sotto controllo medico in pazienti affetti da insufficienza miocardica, ipertensione arteriosa, disturbi del ritmo cardiaco, insufficienza coronarica e tireotossicosi.

La somministrazione concomitante di altri farmaci ad azione antiasmatica deve essere effettuata soltanto su prescrizione medica.

Qualora il trattamento con i dosaggi consigliati non porti a risultati soddisfacenti, e’ opportuno consultare il medico curante per eventuali modifiche della terapia.

Tenere il medicinale fuori dalla portata dei bambini.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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I farmaci beta-bloccanti esplicano azione parzialmente antagonista a quella dell’IPRAFEN. A causa delle possibili interazioni tra fenoterolo e gli IMAO e gli antidepressivi triciclici, bisogna evitare la somministrazione di IPRAFEN assieme a questi prodotti e nelle due settimane successive al termine della loro utilizzazione.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Il trattamento con IPRAFEN deve essere evitato in via prudenziale nei primi tre mesi di gravidanza e negli ultimi stadi a causa dell’azione spasmolitica del fenoterolo sulla muscolatura uterina. Nell’ulteriore periodo il prodotto va somministrato solo in caso di effettiva necessita’ sotto il diretto controllo del medico.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Nessuno.

04.8 Effetti indesiderati

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In soggetti particolarmente sensibili o in seguito a somministrazione di dosaggi elevati possono manifestarsi nel corso del trattamento con IPRAFEN lievi tremori muscolari, senso di irrequietezza, palpitazioni, tachicardia, secchezza delle fauci. Sporadicamente sono state segnalate vertigini, cefalea, sudorazione e, nel caso in cui il prodotto venga posto accidentalmente a contatto con gli occhi, lievi disturbi dell’accomodazione.

04.9 Sovradosaggio

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Un sovradosaggio accidentale puo’ dar luogo a tachicardia, palpitazione e tremore che vanno trattati in modo sintomatico.

Qualora fosse considerata necessaria la somministrazione di un beta-bloccante per controbilanciare gli effetti dell’iperdosaggio il suo uso deve essere attentamente controllato, in quanto puo’ notoriamente provocare fenomeni broncospastici.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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IPRAFEN e’ costituito dall’associazione di due sostanze ad azione broncodilatatrice: l’ipratropio bromuro, preparato ad attivita’ vagolitica assai attivo per via aerosolica e privo di effetti sistemici, e il fenoterolo bromidrato, un agente ß2-adrenergico potente, rapido e con azione selettiva sull’albero bronchiale.

Questa associazione offre un nuovo approccio per il trattamento della dispnea con vantaggi terapeutici rispetto ai precedenti trattamenti.

Infatti l’associazione manifesta un chiaro sinergismo funzionale tra i due componenti offrendo un piu’ ampio margine terapeutico rispetto al fenoterolo e una maggiore efficacia rispetto all’ipratropio.

L’associazione, basata su farmaci a diverso punto d’attacco con diverso meccanismo, e’ in grado di agire anche nelle manifestazioni broncoostruttive a genesi multipla semplificandone gli schemi terapeutici e facilitando l’adeguamento del paziente alla prescrizione medica.

La notevole rapidita’ d’azione e la maneggevolezza di IPRAFEN anche a causa del ridotto contenuto di fenoterolo consentono il trattamento delle manifestazioni dispnoiche acute e la terapia di mantenimento delle manifestazioni croniche.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Ipratropio br.: inalando ipratropio bromuro marcato con C14 (555 mcg) mediante aerosol pressurizzato si osserva, dopo 3 ore, una concentra­zione plasmatica di 60 pg/ml. Cio’ corrisponde allo 0.035% della dose somministrata. L’escrezione avviene in gran parte attraverso le feci (69.4%) e in minor misura per via renale.

Fenoterolo: dopo inalazione di 200-400 mcg di fenoterolo mediante aerosol pressurizzato, i livelli plasmatici non superano valori di 0.3-0.4 ng/ml. Per questa via sembra che l’assorbimento avvenga in 2 fasi, la prima indipendente dalla dose a livello dell’albero bronchiale e la seconda dipendente dalla dose a livello orofaringeo.

I livelli plasmatici massimali, dopo una dose molto elevata (1000 mcg) per via inalatoria o dopo instillazione nell’albero bronchiale di 300 mcg di fenoterolo, si raggiungono nell’arco di 2 o 3 ore.

Nell’uomo il tempo di emivita e’ di circa 7 ore (via orale). L’escrezione, molto rapida, e’ di tipo renale ed epatico. Il fenoterolo viene eliminato per la maggior parte (99%) coniugato come solfato.

IPRAFEN: gli studi di farmacocinetica condotti nell’uomo con la tecnica dei traccianti radioattivi sull’ipratropio bromuro ed il fenoterolo non associati hanno rilevato livelli plasmatici estremamente ridotti dell’ordine del nanogrammo o addirittura picogrammo per ml, nonostante la somministrazione di dosaggi assai superiori a quelli normalmente utilizzati in terapia. I due farmaci, per via inalatoria, sono infatti assorbiti in quantita’ limitata (fenoterolo), o pressoche’ nulla (ipratropio bromuro).

L’attivita’ farmacologica di entrambi e’ dovuta dunque ad un’azione locale, a livello dei recettori periferici dell’albero tracheobronchiale.

Considerazioni analoghe valgono per la somministrazione inalatoria dell’associazione dei due principi attivi; inoltre il sinergismo sovradditivo che si manifesta a livello dell’attivita’ farmacologica consente di ridurre ulteriormente il dosaggio di entrambi i farmaci, rendendo estremamente difficoltosa la determinazione dei livelli ematici.

La cinetica puo’ essere pertanto valutata solo mediante lo studio dell’andamento nel tempo degli effetti antibroncospastici dei farmaci somministrati singolarmente o dell’associazione.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Tossicita’ acuta: DL50/os nel topo = 620 mg/Kg – DL50/os nel ratto = 1304 mg/Kg – DL50/inal nel topo = >10 mg/Kg – DL50/inal nel ratto = >10 mg/Kg.

Tossicita’ subacuta: sono stati utilizzati ratti albini e cani beagle.

Dall’esame dei vari parametri studiati si conclude che il trattamento orale protratto per 4 settimane con IPRAFEN e con i suoi singoli componenti, a dosi largamente eccedenti quelle massime terapeutiche consigliate per via inalatoria, non e’ causa di azioni di tipo tossico a carico dell’organismo degli animali in esperimento.

Tossicita’ cronica: sono stati utilizzati ratti albini e cani beagle.

Dall’esame dei parametri studiati si conclude che IPRAFEN e’ dotato di una piu’ che buona tollerabilita’. In particolare la laringe, la trachea, i bronchi e i turbinati degli animali trattati per via aerosolica per 24 settimane sono apparsi normali in tutte le loro parti.

Attivita’ teratogena: sono stati utilizzati ratti albini e conigli.

L’analisi dei risultati dimostra che IPRAFEN e’ privo di tossicita’ fetale.

Tollerabilita’ locale: il test di Draize (instillazione del prodotto negli occhi del coniglio) ha consentito di stabilire la piu’ completa tollerabilita’ di IPRAFEN in tessuti delicati come cornea, iride, congiuntiva del sacco palpebrale e della IIIa palpebra.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Sorbitan trioleato, Lecitina di soja, Tricloromonofluorometano (Freon 11), Diclorodifluorometano (Freon 12).

06.2 Incompatibilità

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Non note.

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

Il periodo di validita’ indicato si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

Alterazioni possibili durante la conservazione: chimiche: nessuna.

Fisico-organolettiche: possibile perdita naturale di propellenti entro i limiti di accettabilita’; possibile deposito di principio attivo sul contenitore entro i limiti di accettabilita’.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Il contenitore sotto pressione non va forato, non deve essere avvicinato, anche se vuoto, a fonti di calore, non deve essere congelato e non deve essere esposto alla luce solare diretta. Conservare a temperatura non superiore ai 30° C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Confezione interna: contenitore sotto pressione in alluminio monoblocco, valvola a dosaggio da 50 mcl avente funzionamento capovolto, tasto erogatore per applicazione orale con cappuccio di protezione ad incastro. Confezione esterna: astuccio in cartoncino stampato.

Contenitore sotto pressione con boccaglio sufficiente per circa 300 inalazioni

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il buon esito del trattamento dipende da un corretto uso dell’inalatore.

Nell’uso seguire attentamente le seguenti istruzioni:

1) togliere la chiusura di protezione; 2) tenere l’erogatore tra il pollice e l’indice con il boccaglio dalla parte inferiore; 3) agitare energicamente senza premere; 4) collocare il boccaglio tra le labbra ben chiuse ed effettuare una espirazione completa; 5) inspirare a lungo e profondamente con la sola bocca, contemporaneamente premere con l’indice una sola volta; 6) terminata l’inspirazione, trattenere il respiro il piu’ a lungo possibile.

Terminate le inalazioni, richiudere il boccaglio con la chiusura di protezione. Il boccaglio va sempre tenuto pulito. La pulizia va effettuata con acqua tiepida, dopo aver estratto il contenitore sotto pressione.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Chiesi Farmaceutici S.p.A., Via Palermo 26/A – Parma

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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024767016

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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23/09/82

10.0 Data di revisione del testo

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Ottobre 2002

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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    Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983