Home Schede Tecniche Iprosten 200: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Iprosten 200: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Iprosten 200

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Iprosten 200: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Iprosten 200: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

IPROSTEN 200

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Una compressa contiene:

Principio attivo: Ipriflavone 200 mg

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Compresse semplici ad uso orale

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Osteoporosi post-menopausale e senile.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Una compressa da 200 mg tre volte al giomo, dopo i pasti principali.

04.3 Controindicazioni

Indice

Ipersensibilità al farmaco. Ulcera gastrica e duodenale in fase attiva. Linfocitopenia. Il prodotto è controindicato nell’infanzia e nelle donne in caso di gravidanza accertata o presunta

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Da somministrare con particolare cautela a pazienti con gravi lesioni epatiche o renali e disturbi ematologici. In caso di trattamento a lungo termine si consiglia di effettuare controlli periodici dei parametri di funzionalità epatica e renale e dei parametri ematologici (conta dei globuli rossi, conta assoluta e differenziale dei globuli bianchi). In caso di alterazione dei valori si consigliano l’interruzione del trattamento e controlli periodici fino a normalizzazione.

Non esistono informazioni sulla sicurezza del prodotto nell’infanzia.

Tenere fuori della portata dei bambini.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Somministrato a pazienti in terapia con anticoagulanti cumarinici ipriflavone determina un aumento della attività di questi ultimi; si consiglia pertanto di monitorare i parametri della coagulazione e se necessario aggiustare il dosaggio del farmaco anticoagulante.

Non sono state osservate interazioni con ipoglicemizzanti orali (sulfaniluree) in pazienti diabetici.

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Ipriflavone è in grado di oltrepassare la barriera placentare, pertanto, per misura precauzionale, se ne sconsiglia la somministrazione in caso di gravidanza accertata o presunta.

Il farmaco va somministrato con cautela durante l’allattamento, essendo stato dimostrato, negli studi sugli animali, il passaggio nel latte materno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Non noti.

04.8 Effetti indesiderati

Indice

In corso di trattamento con ipriflavone possono manifestarsi occasionalmente reazioni di ipersensibilità (rash cutaneo, prurito), disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, gastralgia, diarrea), vertigine o capogiro. Occasionalmente possono osservarsi aumento di SGOT, SGPT e bilirubinemia, aumento di azotemia, riduzione di eritrociti e leucociti. Molto raramente sono stati osservati casi di granulocitopenia e linfocitopenia, normalizzati a seguito della sospensione del trattamento.

04.9 Sovradosaggio

Indice

Non si conoscono casi di sovradosaggio con ipriflavone. Nel caso si dovesse verificare si consiglia di praticare lavanda gastrica e di adottare un trattamento sintomatico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

IPROSTEN 200 contiene ipriflavone, un derivato isoflavonico, che come dimostrato in diversi modelli di osteoporosi sperimentale è in grado di inibire la perdita di massa ossea (osteolisi) e di favorire sia la differenziazione che la stimolazione degli osteoblasti con conseguente deposizione di nuovo tessuto osseo (osteogenesi) attraverso meccanismi di azione diretti.

Ipriflavone, inoltre, è in grado di potenziare gli effetti degli estrogeni endogeni sul metabolismo osseo.

È stata peraltro accertata, nei modelli sperimentali e negli studi clinici su donne in menopausa, l’assenza di effetti estrogenici diretti.

In vitro ipriflavone riduce la liberazione del calcio marcato da colture di tessuto osseo fetale di ratto, effetto evidente anche in presenza dell’azione stimolante sulla liberazione di calcio esercitata dal paratormone o dalla prostaglandina PGE2.

In vivo, ipriflavone riduce significativamente il riassorbimento osseo indotto da trapianto di paratiroidi nel ratto.

Nella osteopatia sperimentale da dieta carente di calcio e vitamina D nel ratto, ipriflavone ha un effetto positivo sulla densità ed il peso della struttura ossea e sul contenuto di calcio. Nella osteoporosi da glucocorticoidi nel ratto, la somministrazione di ipriflavone aumenta, rispetto ai controlli, la densità delle metafisi distali e tende ad aumentare la densità delle diafisi femorali.

Nel ratto neonato ipriflavone inibisce la demineralizzazione ossea provocata dal calcitriolo. Nel diabete da streptozotocina del ratto ipriflavone inibisce la riduzione della densità ossea e del contenuto di calcio e fosfato ossei, senza influenzare lo stato diabetico.

In clinica, ipriflavone è risultato efficace nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi post-menopausale e senile: i sintomi caratteristici della malattia (dolore a riposo, durante la marcia, ai movimenti di rotazione e di flessione) regrediscono entro le prime settimane di terapia; i parametri indicativi della situazione della massa ossea migliorano e si stabilizzano dopo i primi mesi di trattamento (aumento della densità ossea o arresto della sua riduzione, diminuzione del numero di collassi e di fratture vertebrali da compressione e delle fratture spontanee o traumatiche delle ossa lunghe).

L’attività antiosteoporotica e la tollerabilità di ipriflavone rimangono costanti nel trattamento a lungo termine.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Somministrato per via orale, all’uomo, ipriflavone è rapidamente assorbito in circolo e altrettanto rapidamente metabolizzato. I metaboliti principali, sia plasmatici che urinari, sono tre; ad essi va riferita parte dell’attività del prodotto.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Ipriflavone presenta inoltre una ridotta tossicità acuta ed una buona tollerabilità al trattamento protratto. I valori di DL50 per via orale sono risultati superiori a 10.000 mg/Kg nel topo e nel ratto e a 3.500 mg/Kg nel cane.

Nel trattamento protratto per un anno non si sono rilevati segni di intolleranza o anomalie per dosi fino a 3.000 mg/Kg/die nel ratto o 1.500 mg/Kg/die nel cane. Ipriflavone non ha prodotto influenze rilevabili sulla fertilità del ratto fino a 3.000 mg/Kg/die, effetti teratogeni o embriotossici su ratto e coniglio per dosi fino a 3.000 mg/Kg/die, effetti negativi sullo sviluppo peri- e post-natale delle figliate nel ratto fino a 1.000 mg/Kg/die.

Non sono stati osservati effetti mutageni su numerosi modelli sperimentali in vitro su procarioti ed eucarioti o su genoma di cellule umane, nè potenziale carcinogeno in topi trattati per 18 mesi con dosi fino a circa 300 mg/Kg/die e in ratti trattati per 24 mesi con dosi fino a circa 240 mg/Kg/die.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Cellulosa microcristallina, Amido modificato, Polivinilpirrolidone, Crospovidone, Magnesio stearato, Silice precipitata, Sodio laurilsolfato.

06.2 Incompatibilità

Indice

Nessuna.

06.3 Periodo di validità

Indice

5 anni.

La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Il prodotto va conservato alle normali condizioni ambientali

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Blister in PVC/Al termoformato-termosaldato.

Confezione da 30 compresse

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

-----

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Takeda Italia Farmaceutici SpA – Via Elio Vittorini 129 – 00144 Roma

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

AIC n. 027494020

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

02/04/1990/Giugno 2000

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Giugno 2000

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

Indice

    Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983