Lansoprazolo Sun Pharma
Lansoprazolo Sun Pharma (Lansoprazolo)
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Lansoprazolo Sun Pharma: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))
Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Lansoprazolo Sun Pharma
01.0 Denominazione del medicinale
Lansoprazolo SUN Pharma 15 mg compresse orodispersibili Lansoprazolo SUN Pharma 30 mg compresse orodispersibili
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Ogni compressa orodispersibile contiene 15 mg di lansoprazolo Ogni compressa orodispersibile contiene 30 mg di lansoprazolo
Eccipiente(i) con effetto noto:
Ogni compressa di Lansoprazolo SUN Pharma orodispersibile da 15 mg contiene 4,5 mg di aspartame. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
Ogni compressa di Lansoprazolo SUN Pharma orodispersibile da 30 mg contiene 9,0 mg di aspartame. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
03.0 Forma farmaceutica
Compresse orodispersibili
Lansoprazolo SUN Pharma 15 mg compresse orodispersibili gastroresistenti:
Lansoprazolo SUN Pharma 15 mg sono compresse rotonde di colore da bianco a biancastro di 9 mm di diametro con puntini da arancio a marrone scuro con impresso ’15’ su un lato e lisce sull’altro lato.
Lansoprazolo SUN Pharma 30 mg compresse orodispersibili gastroresistenti:
Lansoprazolo SUN Pharma 30 mg sono compresse rotonde di colore da bianco a biancastro di 12 mm di diametro con puntini da arancio a marrone scuro con impresso ’30’ su un lato e lisce sull’altro lato
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Trattamento dell’ulcera duodenale e gastrica Trattamento dell’esofagite da reflusso Profilassi dell’esofagite da reflusso Eradicazione dell’Helicobacter pylori (H. pylori) somministrato in concomitanza con appropriata terapia antibiotica per il trattamento delle ulcere associate a H. pylori Trattamento delle ulcere gastriche benigne e delle ulcere duodenali associate all’uso di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) in pazienti che richiedono un trattamento continuo con FANS Profilassi delle ulcere gastriche e duodenali associate all’uso di FANS in pazienti a rischio che richiedono una terapia continua (vedere paragrafo 4.2) Malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica Sindrome di Zollinger-Ellison.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia Trattamento dell’ulcera duodenale:
La dose raccomandata è 30 mg una volta al giorno per 2 settimane. In pazienti non completamente cicatrizzati entro questo periodo, il trattamento viene continuato alla stessa dose per altre due settimane.
Trattamento dell’ulcera gastrica:
La dose raccomandata è 30 mg una volta al giorno per 4 settimane. L’ulcera di solito cicatrizza entro quattro settimane, ma in pazienti non completamente cicatrizzati entro questo periodo, il trattamento può essere continuato alla stessa dose per altre 4 settimane. Esofagite da reflusso:
La dose raccomandata è 30 mg una volta al giorno per 4 settimane. In pazienti non completamente cicatrizzati entro questo periodo, il trattamento può essere continuato alla stessa dose per altre 4 settimane.
Profilassi dell’esofagite da reflusso:
15 mg una volta al giorno. La dose può essere aumentata fino a 30 mg al giorno, quando necessario.
Eradicazione dell’Helicobacter pylori:
Quando si seleziona l’appropriata terapia di combinazione, si devono considerare le linee guida ufficiali locali relative a resistenza batterica, durata del trattamento (più comunemente 7 giorni, ma talvolta fino a 14 giorni) e uso appropriato di agenti antibatterici.
La dose raccomandata è 30 mg di Lansoprazolo SUN Pharma 2 volte al giorno per 7 giorni in combinazione con uno dei seguenti farmaci:
claritromicina 250-500 mg due volte al giorno + amoxicillina 1 g due volte al giorno claritromicina 250 mg due volte al giorno + metronidazolo 400-500 mg due volte al giorno
Tassi di eradicazione dell’H. pylori fino al 90% si ottengono quando la claritromicina è associata a Lansoprazolo SUN Pharma e amoxicillina o metronidazolo. Sei mesi dopo il trattamento di successo dell’eradicazione, il rischio di reinfezione è basso e la recidiva è quindi improbabile. È stato anche esaminato l’uso di una terapia di combinazione che include lansoprazolo 30 mg due volte al giorno, amoxicillina 1 g due volte al giorno e metronidazolo 400-500 mg due volte al giorno. Si sono notati tassi più bassi di eradicazione utilizzando questa combinazione rispetto ai regimi che utilizzano claritromicina. Questa combinazione può essere adatta a coloro che non possono assumere claritromicina come parte della terapia di eradicazione, quando i tassi di resistenza locale al metronidazolo sono bassi.
Trattamento delle ulcere gastriche benigne e delle ulcere duodenali associate all’uso di FANS in pazienti che richiedono un trattamento continuo con FANS:
30 mg una volta al giorno per 4 settimane. In pazienti non completamente cicatrizzati il trattamento può essere continuato per altre 4 settimane. Per pazienti a rischio o con ulcere difficili da cicatrizzare, è probabile sia necessario prolungare il trattamento e/o utilizzare una dose più alta.
Profilassi delle ulcere gastriche e duodenali associate all’uso di FANS (età > 65 o storia di ulcera gastrica o duodenale) che richiedono un trattamento prolungato con FANS:
15 mg una volta al giorno. Se il trattamento non ha successo si deve utilizzare la dose da 30 mg una volta al giorno.
Malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica:
La dose raccomandata è 15 mg o 30 mg al giorno. Il sollievo dei sintomi si ottiene rapidamente. Si deve considerare l’aggiustamento individuale del dosaggio. Se i sintomi non si risolvono entro 4 settimane con una dose giornaliera di 30 mg, si raccomandano ulteriori esami.
Sindrome di Zollinger-Ellison:
La dose iniziale raccomandata è 60 mg una volta al giorno. La dose deve essere aggiustata individualmente e il trattamento deve essere prolungato per il tempo necessario. Sono state usate dosi giornaliere fino a 180 mg. Se la dose giornaliera richiesta supera 120 mg, questa deve essere somministrata in due dosi frazionate.
Popolazioni speciali
Pazienti con compromissione renale:
Non è necessario aggiustare la dose in pazienti con alterata funzione renale.
Pazienti con compromissione epatica:
Si devono monitorare regolarmente i pazienti con malattia epatica moderata o severa nei quali si raccomanda una riduzione del 50% della dose giornaliera (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Anziani:
A causa della clearance ridotta di lansoprazolo negli anziani può essere necessario un aggiustamento della dose sulla base delle esigenze individuali. Non si deve superare una dose giornaliera di 30 mg negli anziani a meno che non ci siano indicazioni cliniche impellenti.
PoDpoocluamzeiontnoe r epseo ddiisaptorincibail:e da AIFA il 17/10/2025 L’uso di Lansoprazolo SUN Pharma non è raccomandato nei bambini perché i dati clinici sono limitati (vedere paragrafo 5.2) e gli studi condotti su animali giovani hanno mostrato risultati con rilevanza attualmente non nota sull’uomo (vedere paragrafo 5.3). Il trattamento di bambini di età inferiore ad un anno deve essere evitato poiché i dati disponibili non hanno mostrato benefici nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo.
Modo di somministrazione Per un effetto ottimale, Lansoprazolo SUN Pharma deve essere assunto una volta al giorno la mattina, eccetto quando viene utilizzato per l’eradicazione dell’H. pylori per il quale è prevista la somministrazione due volte al giorno, una volta la mattina e una la sera. Lansoprazolo SUN Pharma deve essere assunto almeno 30 minuti prima dei pasti (vedere paragrafo 5.2). Lansoprazolo SUN Pharma ha sapore di fragola e deve essere posto sulla lingua e succhiato lentamente. La compressa si disperde rapidamente in bocca, rilasciando i microgranuli gastroprotetti che sono inghiottiti con la saliva del paziente. In alternativa, la compressa può essere inghiottita intera con un sorso di acqua. Le compresse orodispersibili possono essere disperse in una piccola quantità di acqua e somministrate attraverso un sondino nasogastrico o una siringa orale (vedere paragrafo 6.6).
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Neoplasie gastriche maligne
Come con altre terapie anti-ulcera, si deve escludere l’eventualità di tumori gastrici maligni quando si tratta un’ulcera gastrica con lansoprazolo perché lansoprazolo può mascherarne i sintomi e ritardare la diagnosi.
Inibitori della proteasi del virus dell’immunodeficienza umana (HIV)
La somministrazione concomitante di lansoprazolo non è raccomandata con gli inibitori della proteasi di HIV il cui assorbimento dipende dal pH acido intragastrico, come atazanavir e nelfinavir, a causa della riduzione significativa della loro biodisponibilità (vedere paragrafo 4.5). Se la somministrazione concomitante di lansoprazolo con gli inibitori della proteasi di HIV è inevitabile, si raccomanda un attento monitoraggio clinico del paziente.
Ipomagnesiemia
È stato osservato che gli inibitori di pompa protonica (PPI) come lansoprazolo, in pazienti trattati per almeno tre mesi e in molti casi per un anno, possono raramente causare grave ipomagnesiemia. Gravi sintomi di ipomagnesiemia includono stanchezza, tetania, delirio, convulsioni, capogiri e aritmia ventricolare. Essi, inizialmente, si possono manifestare in modo insidioso ed essere trascurati. L’ipomagnesiemia può portare ad ipocalcemia e/o ipokaliemia (vedere paragrafo 4.8). L’ipomagnesiemia (e ipomagnesiemia associata a ipocalcemia e/o ipokaliemia) nella maggior parte dei pazienti, migliora dopo l’assunzione di magnesio e la sospensione dell’inibitore di pompa protonica.
Gli operatori sanitari devono considerare l’eventuale misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con PPI e periodicamente nei pazienti in terapia per un periodo prolungato o in terapia con digossina o medicinali che possono causare ipomagnesiemia (ad esempio diuretici).
Interferenza con esami di laboratorio
Un livello aumentato di Cromogranina A (CgA) può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Per evitare tale interferenza, il trattamento con Lansoprazolo SUN Pharma deve essere sospeso per almeno 5 giorni prima delle misurazioni della CgA (vedere paragrafo 5.1). Se i livelli di CgA e di gastrina non sono tornati entro il range di riferimento dopo la misurazione iniziale, occorre ripetere le misurazioni 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con inibitore della pompa protonica.
Influenza sull’assorbimento della vitamina B12
Il trattamento giornaliero con qualsiasi medicinale acido-soppressore per un periodo prolungato di tempo (diversi anni) può portare al malassorbimento di cianocobalamina (vitamina B12) causato da ipo o acloridria. La carenza di ciaDnoocucmobenatloa mresion ad isdpeonviebi lee sdsae ArIeF Ap irl e1s7a/1 0i/n2 02c5onsiderazione nei pazienti con sindrome di Zollinger-Ellison o con altre condizioni patologiche di ipersecrezione che richiedono un trattamento a lungo termine, nei soggetti con riserve corporee ridotte o con fattori di rischio per ridotto assorbimento di vitamina B12 (come gli anziani) in terapia a lungo termine o in presenza di sintomi clinici rilevanti.
Compromissione epatica
Lansoprazolo deve essere usato con cautela in pazienti con disfunzione epatica moderata e severa (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).
Infezioni gastrointestinali batteriche
Lansoprazolo, come tutti gli inibitori di pompa protonica (PPI), può aumentare la conta dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Questo può aumentare il rischio di infezioni gastrointestinali causate da batteri come Salmonella, Campylobacter e, specialmente nei pazienti ospedalizzati, Clostridium difficile.
In pazienti affetti da ulcere gastro-duodenali, si deve considerare la possibilità di infezione da H. pylori come un fattore eziologico.
Se lansoprazolo è utilizzato in combinazione con antibiotici per la terapia di eradicazione di H. pylori, allora si devono anche seguire le istruzioni per l’uso di questi antibiotici.
Trattamento a lungo termine
Nei pazienti in trattamento di mantenimento per più di 1 anno, a causa dei limitati dati di sicurezza a riguardo, devono essere effettuate periodicamente una revisione del trattamento e una valutazione completa del rapporto rischio/beneficio.
Disordini gastrointestinali
Sono stati riportati molto raramente casi di colite in pazienti che assumono lansoprazolo. Quindi, in caso di diarrea severa e/o persistente, si deve considerare l’interruzione del trattamento.
Ad eccezione dei pazienti trattati per l’eradicazione dell’infezione da H. pylori, se la diarrea persiste, la somministrazione di lansoprazolo deve essere interrotta a causa del possibile sviluppo di colite microscopica con ispessimento dei fasci di collagene o infiltrazione di cellule infiammatorie nella sottomucosa dell’intestino crasso. Nella maggioranza dei casi i sintomi di colite microscopica scompaiono con l’interruzione del trattamento con lansoprazolo.
Co-somministrazione con FANS
Il trattamento per la prevenzione di ulcere peptiche in pazienti che hanno bisogno di una terapia continua con FANS deve essere limitato ai pazienti ad alto rischio (per es. precedente sanguinamento gastrointestinale, perforazione o ulcera, età avanzata, uso concomitante di medicinali che aumentano la possibilità di eventi avversi del tratto gastrointestinale superiore [per es. corticosteroidi o anticoagulanti], presenza di un fattore di grave co-morbidità o uso prolungato di FANS alle dosi massime raccomandate).
Fratture ossee
Gli inibitori di pompa protonica, specialmente se usati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (> 1 anno), potrebbero causare un lieve aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio conosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica potrebbero aumentare il rischio complessivo di frattura dal 10% al 40%. Tale aumento potrebbe essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure in base alle attuali linee guida di pratica clinica e devono assumere un’adeguata quantità di vitamina D e calcio.
Reazioni avverse cutanee gravi
Reazioni avverse cutanee gravi tra cui sindrome di Stevens-Johnsons (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), le quali possono essere pericolose per la vita o fatali, sono state riportate in associazione all’uso di PPI (vedere paragrafo 4.8). Al momento della prescrizione i pazienti devono essere informati dei segni e sintomi e attentamente monitorati per rilevare eventuali reazioni cutanee. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, il lansoprazolo deve essere sospeso immediatamente. Lupus Eritematoso cutaneo subacuto (LECS):
Gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di LECS. In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l’operatore sanitario deve valutare l’opportunità di interrompere il trattamento con LANSOPRAZOLO SUN PHARMA. La comparsa di LECS in seguito a un trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica (paragrafo 4.8).
Compromissione renale
Nefrite tubulo-interstiziale (TIN) acuta è stata osservata in pazienti che assumevano lansoprazolo e può manifestarsi in qualsiasi momento durante la terapia con lansoprazolo (vedere paragrafo 4.8). La nefrite tubulo-interstiziale acuta può evolvere in insufficienza renale.
Lansoprazolo deve essere interrotto in caso di TIN sospetta e un trattamento appropriato deve essere tempestivamente avviato.
Eccipiente (i)
Lansoprazolo SUN Pharma contiene aspartame che è una fonte di fenilalanina. La fenilalanina può essere dannosa in pazienti affetti da fenilchetonuria (PKU).
04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Effetti di lansoprazolo con altri medicinali
Medicinali il cui assorbimento dipende dal pH Lansoprazolo può interferire con l’assorbimento di altri medicinali laddove il pH gastrico sia un importante determinante per la biodisponibilità orale
Inibitori della proteasi di HIV:
La somministrazione concomitante di lansoprazolo non è raccomandata con gli inibitori della proteasi di HIV il cui assorbimento dipende dal pH acido intragastrico, come atazanavir e nelfinavir, a causa della riduzione significativa della loro biodisponibilità (vedere paragrafo 4.4).
Uno studio ha mostrato che la co-somministrazione di lansoprazolo (60 mg una volta al giorno) con atazanavir 400 mg a volontari sani ha causato una sostanziale diminuzione all’esposizione ad atazanavir (approssimativamente la diminuzione del 90% dell’AUC e della Cmax).
L’assorbimento di ketoconazolo e itraconazolo dal tratto gastrointestinale è accentuato dalla presenza di acido gastrico. La somministrazione di lansoprazolo può causare concentrazioni sub-terapeutiche di ketoconazolo e itraconazolo e la combinazione deve essere evitata.
Digossina:
La co-somministrazione di lansoprazolo e digossina può portare ad un aumento dei livelli plasmatici di digossina. Pertanto si devono monitorare i livelli plasmatici di digossina e, se necessario, aggiustare la dose di digossina quando si inizia o si termina il trattamento con lansoprazolo.
Medicinali metabolizzati dagli enzimi P450 Lansoprazolo può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei medicinali metabolizzati da CYP3A4. Si consiglia cautela quando si associa lansoprazolo con medicinali metabolizzati da questo enzima e che hanno una finestra terapeutica ristretta.
Sono stati registrati aumenti dell’International Normalized Ratio (INR) e del tempo di protrombina in pazienti che assumevano inibitori di pompa protonica e warfarin contemporaneamente. Gli aumenti di INR e tempo di protrombina possono portare ad un sanguinamento anomalo e persino al decesso. I pazienti trattati contemporaneamente con lansoprazolo e warfarin necessitano di monitoraggio per l’aumento di INR e tempo di protrombina.
TeDooficlulimnean:t o reso disponibile da AIFA il 17/10/2025 Lansoprazolo riduce le concentrazioni plasmatiche di teofillina, che può diminuire l’effetto clinico atteso per quella dose. I pazienti che assumono contemporaneamente lansoprazolo e teofillina devono essere monitorati.
La co-somministrazione di lansoprazolo aumenta le concentrazioni plasmatiche di tacrolimus ( metabolizzato dal CYP3A e substrato della P-gp). L’esposizione a lansoprazolo ha aumentato l’esposizione media a tacrolimus fino all’81%. Si consiglia di monitorare le concentrazioni plasmatiche di tacrolimus all’inizio e alla fine del trattamento concomitante con lansoprazolo.
Medicinali trasportati dalla P-glicoproteina
È stato osservato che lansoprazolo inibisce il trasporto della proteina P-glicoproteina, (P-gp) in vitro. La rilevanza clinica di questo dato non è conosciuta.
Effetti di altri medicinali su lansoprazole Medicinali che inibiscono CYP2C19
Si deve considerare una diminuzione della dose quando si associa lansoprazolo con fluvoxamina, inibitore del CYP2C19. Le concentrazioni plasmatiche di lansoprazolo aumentano fino a 4 volte.
Medicinali che inducono CYP2C19 e CYP3A4 Gli induttori degli enzimi CYP2C19 e CYP3A4 come rifampicina ed erba di San Giovanni (Hipericum perforatum) possono ridurre marcatamente le concentrazioni plasmatiche di lansoprazolo.
Altri Metotressato:
L’uso concomitante con alte dosi di metotressato può aumentare e prolungare i livelli sierici di metotressato e/o del suo metabolita, che possono portare a tossicità da metotressato.
Sucralfato/antiacidi:
Sucralfato/antiacidi possono diminuire la biodisponibilità di lansoprazolo. Quindi lansoprazolo deve essere assunto almeno un’ora dopo l’assunzione di questi medicinali.
Medicinali anti-infiammatori non steroidei:
Non è stata dimostrata alcuna interazione clinicamente significativa di lansoprazolo con i medicinali anti-infiammatori non steroidei, sebbene finora non siano stati condotti studi formali di interazione.
04.6 Gravidanza e allattamento
Non sono disponibili dati clinici su gravidanze esposte a lansoprazolo. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo postnatale.
Pertanto l’uso di lansoprazolo è sconsigliato durante la gravidanza.
Allattamento:
Non è noto se lansoprazolo sia escreto nel latte materno umano. Gli studi sugli animali hanno mostrato che lansoprazolo è escreto nel latte materno.
La decisione di continuare/interrompere l’allattamento al seno o continuare/interrompere la terapia con lansoprazolo deve essere presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento al seno per il bambino e il beneficio della terapia con lansoprazolo per la donna.
Fertilità:
Non sono disponibili dati sull’uomo dell’effetto di lansoprazolo sulla fertilità. Studi sulla riproduzione in ratti e conigli in gravidanza non hanno rilevato alcuna compromissione della fertilità correlata al lanzoprazolo.
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Possono verificarsi reazioni avverse da farmaco come capogiro, vertigini, disturbi della vista e sonnolenza (vedere paragrafo 4.8). In queste condizioni la capacità di reazione può risultare diminuita.
04.8 Effetti indesiderati
Le frequenze vengono definite come comune (≥1/100, < 1/10); non comune (≥1/1.000, < 1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000).
| Comune | Non comune | Raro | Molto raro | Non Nota | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | leucopenia*, trombocitopenia*, eosinofilia | anaemia | pancitopenia*, agranulocitosi* | ||
| Disturbi del sistema immunitario | Shock anafilattico* | ||||
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Iponatriemia* | Ipomagnesiem ia*, ipocalcemia* ϯ, ipokaliemia* ϯ (Vedere paragrafo 4.4) | |||
| Disturbi psichiatrici | depressione | allucinazioni, insonnia, confusione | Allucinazioni visive | ||
| Patologie del sistema nervoso | Cefalea, capogiro | parestesia, vertigini, irrequietezza, sonnolenza, tremore | |||
| Patologie dell’occhio | disturbi visivi | ||||
| Patologie gastrointestinali | vomito, nausea, diarrea, mal di stomaco, costipazione, flatulenza, secchezza della bocca o della gola, polipi della ghiandola fundica (benigni) | pancreatite, candidosi dell’esofago, glossite, disturbi del gusto | colite*, stomatite | ||
| Patologie epatobiliari | aumento dei livelli degli enzimi epatici | epatite, ittero | |||
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | orticaria, prurito, rash | petecchie, porpora, eritema multiforme, fotosensibilità, perdita dei capelli | Sindrome di Steven- Johnson*, necrolisi epidermica tossica* | lupus eritematoso cutaneo subacuto (Vedere paragrafo 4.4)*, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)* |
| Patologie del sistema muscoloscheletric o e del tessuto connettivo | frattura dell’anca, del polso o della colonna vertebrale (Vedere paragrafo 4.4), artralgia, mialgia | ||||
| Patologie renali urinarie | nefrite tubulointerstiziale (con possibile progressione a insufficienza renale) | ||||
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | ginecomastia | ||||
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | affaticamento | edema | angioedema, febbre, iperidrosi, anoressia, impotenza | ||
| Esami diagnostici | Aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi |
*Eventi post-marketing ϯ Ipocalciemia e/o ipokaliemia potrebbero essere correlate alla comparsa di ipomagnesemia (vedere paragrafo 4.4)
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
04.9 Sovradosaggio
Non sono noti effetti di sovradosaggio con lansoprazolo nell’uomo (sebbene sia possibile una bassa tossicità acuta) e di conseguenza, non possono essere date istruzioni per il trattamento. Tuttavia, dosi giornaliere fino a 180 mg di lansoprazolo per via orale e fino a 90 mg di lansoprazolo per via endovenosa sono stati somministrati durante studi clinici senza effetti indesiderati significativi.
Riferirsi al paragrafo 4.8 per possibili sintomi di sovradosaggio con lansoprazolo.
In caso di sospetto sovradosaggio, il paziente deve essere monitorato. Lansoprazolo non è significativamente eliminato tramite emodialisi. Se necessario, si raccomanda svuotamento gastrico, carbone e terapia sintomatica.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Inibitori di pompa protonica, codice ATC: A02BC03
Lansoprazolo è un inibitore della pompa protonica gastrica. Inibisce lo stadio finale della formazione acida gastrica inibendo l’H+/K+ATPasi delle cellule parietali dello stomaco. L’inibizione è dose-dipendente e reversibile, e l’effetto si applica sia alla secrezione di acido gastrico basale e stimolata. Lansoprazolo si concentra nelle cellule parietali e diventa attivo nel loro ambiente acido, laddove reagisce con il gruppo sulfidrilico di H+/K+ATPasi causando l’inibizione dell’attività enzimatica.
Effetto sulla secrezione acido gastrica:
Lansoprazolo è un inibitore specifico della cellula parietale della pompa protonica. Una dose singola orale di lansoprazolo 30 mg inibisce la secrezione acido gastrica stimolata da pentagastrina di circa l’80%. Dopo somministrazione giornaliera ripetuta per 7 giorni, si raggiunge una inibizione della secrezione acido gastrica del 90D%oc. uQmueentsot ore hsoa duisnp oenfifbeiltet od ac AoIrFrAis ipl 1o7n/d10e/n20te2 5sulla secrezione basale di acido gastrico. Una dose singola orale di 30 mg riduce la secrezione basale di circa il 70%, e i sintomi dei pazienti sono conseguentemente alleviati fin dalla prima dose. Dopo 8 giorni di somministrazione ripetuta la riduzione è di circa l’85%. Un rapido sollievo dei sintomi si ottiene con una compressa orodispersibile (30 mg) al giorno, e la maggior parte dei pazienti con ulcera duodenale guariscono entro 2 settimane, pazienti con ulcera gastrica ed esofagite da reflusso entro 4 settimane. Con la riduzione dell’acidità gastrica, lansoprazolo crea un ambiente in cui appropriati antibiotici possono essere efficaci verso l’H. pylori.
Durante il trattamento con medicinali antisecretori, la gastrina sierica aumenta in risposta alla diminuzione della secrezione acida. Anche la CgA aumenta a causa della ridotta acidità gastrica. Il livello aumentato di CgA può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini.
Le prove disponibili pubblicate suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica devono essere sospesi tra i 5 giorni e le 2 settimane prima delle misurazioni della CgA. Questo per consentire ai livelli di CgA, che potrebbero essere falsamente elevati a seguito del trattamento con IPP, di tornare entro il range di riferimento.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Lansoprazolo è un racemato di due enantiomeri attivi che sono biotrasformati in forma attiva nell’ambiente acido delle cellule parietali. Poichè lansoprazolo è rapidamente inattivato dall’acido gastrico, viene somministrato oralmente in forme gastroprotette per l’assorbimento sistemico.
Assorbimento e distribuzione Lansoprazolo mostra alta biodisponibilità (80-90%) con una dose singola. Il picco dei livelli plasmatici si manifesta entro 1,5-2,0 ore. L’assunzione di cibo rallenta il tasso di assorbimento di lansoprazolo e riduce la biodisponibilità di circa il 50%. Il legame con le proteine plasmatiche è del 97%.
Gli studi hanno dimostrato che, le compresse orodispersibili disperse in una piccola quantità di acqua e somministrate con una siringa direttamente in bocca o attraverso un sondino nasogastrico, danno una AUC equivalente a quella ottenuta con il consueto modo di somministrazione.
Biotrasformazione ed eliminazione Lansoprazolo è ampiamente metabolizzato nel fegato e i metaboliti sono escreti per via renale e biliare. Il metabolismo di lansoprazolo è principalmente catalizzato dall’enzima CYP2C19. Anche l’enzima CYP3A4 contribuisce al metabolismo. L’emivita di eliminazione plasmatica va da 1 a 2 ore a seguito di dosi singole o multiple in volontari sani. Non c’è evidenza di accumulo a seguito di dosi multiple in volontari sani. Nel plasma sono stati identificati sulfone, sulfide e 5-idrossil derivati di lansoprazolo. Questi metaboliti hanno pochissima o nessuna attività anti secretoria.
Uno studio con lansoprazolo marcato 14C ha indicato che circa un terzo della radioattività somministrata è stata escreta nelle urine e due terzi è stata ritrovata nelle feci.
Farmacocinetica nei pazienti anziani La clearance di lansoprazolo è diminuita negli anziani, con una emivita di eliminazione aumentata approssimativamente dal 50% al 100%. Il picco dei livelli plasmatici non è aumentato negli anziani.
Farmacocinetica nei pazienti pediatrici La valutazione della farmacocinetica nei bambini e adolescenti di età 1-17 anni ha mostrato un’esposizione simile a quella degli adulti con dosi di 15 mg per quelli con peso inferiore a 30 kg e 30 mg per quelli con peso superiore. Anche le sperimentazioni condotte con una dose di 17 mg/m2 di superficie corporea o di 1 mg/kg di peso corporeo, in bambini di 2-3 mesi fino a 1 anno di età, ha comportato una esposizione di lansoprazolo comparabile a quella degli adulti.
Rispetto agli adulti, in neonati al di sotto di 2-3 mesi di età è stata notata un’esposizione più alta a lansoprazolo a un dosaggio di 1,0 mg/kg e 0,5 mg/kg di peso corporeo somministrato in dose singola.
Farmacocinetica nell’insufficienza epatica L’esposizione di lansoprazolo è raddoppiata nei pazienti con insufficienza epatica lieve ed è nettamente aumentata in pazienti con insufficienza epatica moderata e severa.
Scarsi metabolizzatori CYP2C19 CYP2C19 è soggetto a un poliformismo genetico e il 2-6% dei soggetti, chiamati scarsi metabolizzatori (poor metaboliser PM), sono omozigoti per l’allele mutante CYP2C19 e quindi perdono l’enzima funzionale CYP2C19. L’esposizione a lansoprazolo è diverse volte più alta nei PMs che nei metabolizzatori estensivi (extensive metaboliser EM).
05.3 Dati preclinici di sicurezza
I dati non-clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, tossicità riproduttiva o genotossicità.
In due studi di carcinogenicità sui ratti, lansoprazolo ha causato iperplasia dose-correlata delle cellule gastriche similenterocromaffini (ECL) e carcinoidi cellulari ECL associati a ipergastrinemia dovuta all’inibizione della secrezione acida. È stata osservata anche metaplasia intestinale, come pure iperplasia delle cellule di Leydig e tumori benigni delle cellule di Leydig. Dopo 18 mesi di trattamento è stata osservata atrofia della retina. Questo non è stato osservato nelle scimmie, nei cani o nei topi.
Negli studi di carcinogenicità sul topo si è sviluppata iperplasia dose-correlata delle cellule gastriche ECL come pure tumori epatici e adenoma della rete testicolare.
La rilevanza clinica di questi risultati è sconosciuta.
Studi su animali giovani:
Lansoprazolo è stato somministrato nei ratti giovani dal 7° giorno postnatale (periodo corrispondente all’epoca neonatale) fino al 62° giorno postnatale (età corrispondente a circa 14 anni nell’uomo).
Gli studi su ratti giovani (studio di 8 settimane, studio di 6 settimane per la titolazione della dose tossicocinetica e studio sulla suscettibilità dello sviluppo) hanno mostrato un aumento dell’incidenza di ispessimento valvolare cardiaco. Dopo un periodo di 4 settimane in assenza di farmaci i risultati si invertivano o tendevano alla reversibilità. I ratti giovani di età inferiore al 21° giorno postnatale (età corrispondente a circa 2 anni nell’uomo) risultavano più predisposti a sviluppare ispessimento valvolare cardiaco. Nell’uomo il margine di sicurezza per l’esposizione è compreso tra le 3 e le 6 volte rispetto a quello risultato dagli studi sugli animali giovani che si basa sull’AUC del livello senza effetti osservati (NOEL) (studio di 8 settimane, studio di 6 settimane per la titolazione della dose tossicocinetica) o del livello più basso con effetti osservati (LOEL) (studio sulla suscettibilità dello sviluppo). Questi studi hanno anche mostrato modifiche nel tessuto riproduttivo maschile (testicolo ed epididimo). Inoltre, si è registrato un ritardo nella crescita sia nei maschi che nelle femmine di ratto, ma solo nei maschi questo ha determinato un ritardo nello sviluppo dello spessore della cartilagine di accrescimento femorale.
La rilevanza di questi risultati nei pazienti pediatrici non è nota.
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Nucleo:
cellulosa microcristallina magnesio carbonato idrossipropilcellulosa poco sostituita idrossipropilcellulosa
Rivestimento:
idrossipropilcellulosa poco sostituita idrossipropilcellulosa talco mannitolo amido di mais copolimero acido metacrilico-etilacrilato macrogol gliceril monostearato polisorbato 80 acido citrico trietil citrato ipromellosa ossido di ferro rosso (E172) osDsiodcou mdein fteo rrreos og diiaslploon i(bEile1 7da2 )A IFA il 17/10/2025 Compresse:
Mannitolo idrossipropilcellulosa a basso grado di sostituzione cellulosa microcristallina crospovidone acido citrico aspartame (E951) aroma di fragola silice colloidale anidra magnesio stearato
06.2 Incompatibilità
Non pertinente
06.3 Periodo di validità
2 anni
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Non conservare a temperatura superiore a 30°C
06.5 Natura e contenuto della confezione
Le compresse oro-dispersibili da 15 mg di Lansoprazolo SUN Pharma sono confezionate in blister perforato per dose unitaria (AL/HDPE/PE con essiccante (attaccato alla pellicola) ossido di calcio in film OPA/AL/HDPE/PE), in confezioni contenenti 14×1, 28×1, 56×1, 98×1 compresse di compresse oro-dispersibili.
Le compresse oro-dispersibili da 30 mg di Lansoprazolo SUN Pharma sono confezionate in blister perforato per dose unitaria (AL/HDPE/PE con essiccante (attaccato alla pellicola) ossido di calcio in film OPA/AL/HDPE/PE), in confezioni contenenti 14×1, 28×1, 56×1, 98×1 compresse di compresse oro-dispersibili.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Nessuna istruzione particolare.
Somministrazione tramite sondino nasogastrico:
È importante che l’adeguatezza del tubo selezionato sia attentamente testata. Il diametro consigliato del sondino nasogastrico da utilizzare è di 3,3 mm (misura 10 French) o superiore.
- Rimuovere lo stantuffo della siringa (utilizzare almeno una siringa da 25 ml per la compressa da 15 mg e
una siringa da 50 ml per la compressa da 30 mg).
- Metta la compressa nel serbatoio della siringa.
- Rimetta lo stantuffo sulla siringa.
- Per la compressa da 15 mg: aspirare 10 ml di acqua di rubinetto nella siringa.
- Per la compressa da 30 mg: aspirare 25 ml di acqua di rubinetto nella siringa.
- Capovolgere la siringa e aspirare altri 5 ml di aria.
- Agitare delicatamente la siringa per 10-20 secondi fino a quando la compressa non si disperde.
- Connettere la siringa al sondino e svuotare il contenuto della siringa nel sondino nasogastrico.
- Per la compressa da 15 mg: riempire la siringa con 10 ml di acqua di rubinetto e svuotare il contenuto della
siringa nel sondino.
- Per la compressa da 30 mg: riempire la siringa con 25 ml di acqua di rubinetto e svuotare il contenuto della
siringa nel sondino.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Sun Pharmaceutical Industries Europe B.V., Polarisavenue 87, 2132JH, Hoofddorp, Paesi Bassi
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
051531010 – “”15 Mg Compresse Orodispersibili”” 14×1 Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al/Hdpe/Pe 051531022 – “”15 Mg Compresse Orodispersibili”” 28×1 Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al/Hdpe/Pe 051531034 – “”15 Mg Compresse Orodispersibili”” 56×1 Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al/Hdpe/Pe 051531046 – “”15 Mg Compresse Orodispersibili”” 98×1 Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al/Hdpe/Pe 051531059 – “”30 Mg Compresse Orodispersibili”” 14×1 Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al/Hdpe/Pe 051531061 – “”30 Mg Compresse Orodispersibili”” 28×1 Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al/Hdpe/Pe 051531073 – “”30 Mg Compresse Orodispersibili”” 56×1 Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al/Hdpe/Pe 051531085 – “”30 Mg Compresse Orodispersibili”” 98×1 Compresse In Blister Divisibile Per Dose Unitaria Al/Hdpe/Pe

