Petas
Petas
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Petas: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)
01.0 Denominazione del medicinale
Petas 5 mg/ml collirio, soluzione Petas 5 mg/ml collirio, soluzione in contenitore monodose
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
ml di collirio, soluzione contiene 5 mg di levofloxacina (pari a 5,12 mg di levofloxacina emiidrato).
Un contenitore monodose (0,5 ml) contiene 2,5 mg di levofloxacina (pari a 2,56 mg di levofloxacina emiidrato).
Eccipiente con effetti noti Collirio multidose: 1 ml di collirio, soluzione contiene 0,05 mg di benzalconio cloruro. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Collirio, soluzione.
Collirio, soluzione in contenitore monodose.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Petas è indicato per il trattamento topico di infezioni oculari esterne di origine batterica causate da microrganismi sensibili alla levofloxacina, nei pazienti di età superiore o uguale a 1 anno (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).
Prestare attenzione alle linee guida ufficiali per l’uso appropriato di agenti antibatterici.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia
Instillare una o due gocce nell’occhio o negli occhi infetti, quando si è svegli, ogni due ore fino a 8 volte al giorno per i primi due giorni e, in seguito, quattro volte al giorno dal terzo al quinto giorno.
Se diversi trattamenti topici oculari sono effettuati simultaneamente, è richiesto almeno un intervallo di 15 minuti tra le instillazioni.
La durata del trattamento dipende dalla gravità della malattia e dal decorso clinico e batteriologico dell’infezione. La durata normale del trattamento è di 5 giorni.
Non sono state stabilite la sicurezza e l’efficacia nel trattamento dell’ulcera corneale e dell’oftalmia neonatale.
L’uso di Petas non è raccomandato nei bambini al di sotto di 1 anno di età a causa della mancanza di dati di sicurezza ed efficacia.
Per prevenire la contaminazione il contagocce o la punta del contenitore monodose aperto non devono venire in contatto con le ciglia o le parti circostanti.
Uso negli anziani
Non è necessaria alcuna modifica della posologia. Popolazione pediatrica La posologia negli adulti e nei bambini di età superiore o uguale a 1 anno è la stessa.
La sicurezza e l’efficacia di Petas nei bambini di età superiore o uguale a 1 anno sono state stabilite.
La sicurezza e l’efficacia di Petas nei bambini di età inferiore a 1 anno non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione
Uso oftalmico.
Contenitore monodose
Un contenitore monodose contiene una dose sufficiente per entrambi gli occhi. Usare immediatamente dopo la prima apertura del contenitore monodose.
Gettare via il contenitore monodose usato.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo Levofloxacina, ad altri chinoloni o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Petas non deve essere somministrato per via subcongiuntivale. La soluzione non deve essere introdotta direttamente nella camera anteriore dell’occhio.
Come per altri antinfettivi, un uso prolungato del prodotto può risultare in una crescita eccessiva di organismi non sensibili, tra cui funghi. Se l’infezione peggiora o non si riscontra un miglioramento clinico entro un periodo di tempo ragionevole, interrompere l’uso ed iniziare una terapia alternativa. A seconda del giudizio clinico, il paziente deve essere esaminato con l’aiuto di una visualizzazione ingrandita, ad esempio tramite biomicroscopia con lampada a fessura, e, quando necessario, colorazione con fluoresceina.
I pazienti che presentano infezioni oculari esterne di origine batterica non devono portare le lenti a contatto.
I fluorochinoloni sistemici sono stati associati con reazioni di ipersensibilità, anche a seguito di una singola dose. Interrompere il trattamento in caso di reazione allergica alla levofloxacina.
Con la terapia sistemica con fluorochinoloni, inclusa levofloxacina, possono verificarsi infiammazione e rottura del tendine, in particolare nei pazienti più anziani e in quelli trattati in concomitanza con corticosteroidi. Pertanto si deve usare cautela e il trattamento con Petas deve essere interrotto al primo segno di infiammazione del tendine (vedere paragrafo 4.8).
Informazioni importanti su alcuni eccipienti
Petas in flacone multidose contiene benzalconio cloruro che può causare irritazione all’occhio.
Dai limitati dati disponibili non ci sono differenze nel profilo di eventi avversi nei bambini rispetto agli adulti.
Ad ogni modo generalmente gli occhi dei bambini reagiscono in maniera più marcata rispetto agli occhi degli adulti. L’irritazione nei bambini può quindi interferire con l’aderenza alla terapia.
Sono stati riportati casi di irritazione agli occhi, occhio secco, alterazione del film e della superficie corneali a seguito di somministrazione oftalmica di benzalconio cloruro. Da usare con cautela nei pazienti con occhio secco e con compromissione della cornea.
I pazienti devono essere monitorati in caso di uso prolungato.
Benzalconio cloruro può causare irritazione agli occhi ed è nota l’azione decolorante nei confronti delle lenti a contatto morbide. Evitare il contatto con lenti a contatto morbide. In caso i pazienti siano autorizzati ad indossare lenti a contatto, si deve dare loro istruzione di togliere le lenti a contatto prima dell’applicazione di Petas e di attendere almeno 15 minuti dopo l’instillazione della dose prima di reinserirle.
Popolazione Pediatrica
Le avvertenze speciali e le precauzioni di impiego sono le stesse per gli adulti e per i bambini di età superiore o uguale a 1 anno.
04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
Non sono stati effettuati studi specifici di interazione con Petas.
Dato che le concentrazioni massime nel plasma di levofloxacina dopo somministrazione oculare sono almeno 1000 volte inferiori a quelle riportate dopo dosi orali standard, è improbabile che le interazioni riportate in seguito all’uso sistemico siano clinicamente rilevanti quando si usa Petas 5 mg/ml collirio.
Popolazione pediatrica Non sono stati effettuati studi di interazione.
04.6 Gravidanza e allattamento
Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso della levofloxacina in donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali non indicano effetti nocivi diretti o indiretti riguardanti la tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.
Petas deve essere usato durante la gravidanza solo se i benefici potenziali giustificano il rischio potenziale per il feto.
Allattamento
La levofloxacina è escreta nel latte materno. Tuttavia alle dosi terapeutiche di Petas non sono attesi effetti sui lattanti. Petas deve essere somministrato durante l’allattamento solo se i benefici potenziali superano il rischio potenziale per il lattante.
Fertilità
La levofloxacina non ha causato alcuna compromissione della fertilità nei ratti a esposizioni notevolmente superiori alla massima esposizione per l’uomo dopo somministrazione oculare (vedere paragrafo 5.3).
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Petas altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Nel caso in cui si presentino alcuni effetti transitori sulla vista, si consiglia al paziente di attendere la loro scomparsa prima di guidare veicoli o utilizzare macchinari.
04.8 Effetti indesiderati
Nel 10% circa dei pazienti si possono manifestare effetti indesiderati. Le reazioni sono generalmente classificate deboli o moderate, passeggere e generalmente limitate all’occhio.
Petas in flacone multidose: poiché il prodotto contiene benzalconio cloruro, l’eczema da contatto e/o l’irritazione possono essere dovute al principio attivo o a questo conservante.
I seguenti effetti indesiderati, stimati come certamente, probabilmente o possibilmente collegati al trattamento, sono emersi nel corso delle sperimentazioni cliniche e dell’esperienza post marketing con i colliri contenenti Levofloxacina: Disturbi del sistema immunitario
Raro (≥1/10.000, <1/1.000): reazioni allergiche extraoculari, inclusa eruzione cutanea. Molto raro (<1/10.000): anafilassi.
Patologie del sistema nervoso
Non comune (≥1/1.000, <1/100): cefalea.
Patologie dell’occhio
Comune (≥1/100, <1/10): Bruciore degli occhi, diminuzione della vista e produzione di filamenti mucosi.
Non comune (≥1/1.000, <1/100): Opacità palpebrale, chemosi, reazione papillare congiuntivale, edema palpebrale, disagio agli occhi, prurito agli occhi, dolore agli occhi, iniezione congiuntivale, follicoli congiuntivali, secchezza oculare, eritema palpebrale e fotofobia.
Negli studi clinici non sono stati osservati casi di precipitati corneali.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune (≥1/1.000, <1/100): rinite Molto raro (<1/10.000): edema laringeo.
Ulteriori reazioni avverse che sono state osservate con l’uso sistemico del principio attivo (levofloxacina) e che possono verificarsi potenzialmente anche con Petas: In pazienti trattati con fluorochinoloni sistemici sono stati segnalate rotture dei tendini della spalla, della mano, del tendine di Achille o di altri tendini che hanno richiesto un intervento chirurgico o hanno portato ad una disabilità prolungata. Gli studi e l’esperienza post-marketing con i chinoloni sistemici indicano che il rischio di queste rotture può aumentare nei pazienti trattati con corticosteroidi, in particolare pazienti geriatrici e nei tendini sottoposti a stress elevato, compreso il tendine di Achille (vedere paragrafo 4.4).
Popolazione pediatrica
Si prevede che la frequenza, il tipo e la severità delle reazioni avverse nei bambini siano paragonabili a quelle degli adulti.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni- avverse.
04.9 Sovradosaggio
La quantità totale di levofloxacina in un flacone e all’interno dei contenitori monodose di collirio è troppo modesta per causare effetti tossici in seguito ad ingestione accidentale. Se è ritenuto necessario, il paziente può essere osservato da un punto di vista clinico e possono essere intraprese misure di supporto. In seguito ad un sovradosaggio locale di Petas gli occhi possono essere lavati con acqua pulita a temperatura ambiente.
Popolazione pediatrica
Le azioni da intraprendere in caso di sovradosaggio sono le stesse negli adulti e nei bambini di età superiore o uguale a 1 anno.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: oftalmologici, antinfettivi fluorochinoloni. Codice ATC: S01AE05 La levofloxacina è l’isomero L della sostanza medicinale racemica ofloxacina. L’attività antibatterica dell’ofloxacina risiede principalmente nell’isomero L.
Meccanismo d’azione
Come agente antibatterico della classe dei fluorochinoloni, la levofloxacina inibisce gli enzimi batterici topoisomerasi di tipo II — DNA girasi e topoisomerasi IV. I bersagli della levofloxacina sono, principalmente, la DNA girasi nei batteri gram-negativi e la topoisomerasi IV nei batteri gram-positivi.
Meccanismi di resistenza
La resistenza batterica alla levofloxacina può svilupparsi soprattutto attraverso due meccanismi principali: una riduzione della concentrazione intrabatterica del farmaco o alterazioni degli enzimi bersaglio del farmaco. Le alterazioni del sito bersaglio sono dovute a mutazioni nei geni cromosomiali codificanti la DNA girasi (gyrA e gyrB) e la topoisomerasi IV (parC e parE; grlA e grlB in Staphylococcus aureus). La resistenza dovuta a una bassa concentrazione intrabatterica del farmaco può essere legata a un’alterazione delle porine della membrana esterna (OmpF), con conseguente riduzione del passaggio dei fluorochinoloni all’interno dei batteri gram-negativi, oppure alle pompe di efflusso. La resistenza mediata dalle pompe di efflusso è stata descritta in pneumococchi (PmrA), stafilococchi (NorA), anaerobi e batteri gram-negativi. Infine, nella Klebsiella pneumoniae e nella E. coli è stata descritta una resistenza ai chinoloni mediata da plasmidi (determinata dal gene qnr).
Resistenza crociata
Può verificarsi resistenza crociata tra fluorochinoloni. Singole mutazioni possono non determinare resistenza clinica ma le mutazioni multiple, generalmente, determinano resistenza clinica a tutti i farmaci appartenenti alla classe dei fluorochinoloni. Le porine alterate della membrana esterna e i sistemi di efflusso possono avere un’ampia specificità di substrato e rappresentare il bersaglio di diverse classi di agenti antibatterici, con conseguente resistenza multipla.
Valori soglia
I valori soglia di MIC, che separano gli organismi sensibili da quelli mediamente sensibili e gli organismi mediamente sensibili dagli organismi resistenti, in accordo con i valori soglia EUCAST (European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing), sono i seguenti: Pseudomonas spp., Staphylococcus spp., Streptococcus A,B,C,G: sensibili ≤ 1 mg/l, resistenti > 2 mg/l.
Streptococcus pneumoniae: sensibili ≤ 2 mg/l, resistenti > 2 mg/l.
Haemophilus influenzae, Moraxella catarrhalis: sensibili ≤ 1 mg/l, resistenti > 1 mg/l. Tutti gli altri patogeni: sensibili ≤ 1 mg/l, resistenti > 2 mg/l.
Spettro antibatterico
La prevalenza della resistenza acquisita può variare geograficamente e nel tempo per alcune specie selezionate. Si consiglia di fare riferimento ad informazioni locali sulla resistenza, particolarmente nel trattamento di infezioni di grave entità. Le informazioni presentate offrono quindi solo una guida approssimativa sulla possibile sensibilità dei microrganismi alla levofloxacina. Se necessario, ci si rivolga agli esperti del settore se la prevalenza locale della resistenza è tale da rendere dubbia l’utilità del medicinale perlomeno in alcuni tipi di infezione.
Nella tabella seguente sono elencate solamente le specie batteriche comunemente responsabili per infezioni oculari esterne, quali la congiuntivite.
Spettro antibatterico – categoria di sensibilità e caratteristiche di resistenza secondo EUCAST.
| Categoria I: specie generalmente sensibili | |
|---|---|
| Microrganismi aerobi gram-positivi | |
| Staphylococcus aureus (MSSA)* | |
| Streptococcus pneumoniae | |
| Streptococcus pyogenes | |
| Streptococchi del gruppo viridans | |
| Microrganismi aerobi gram-negativi | |
| Escherichia coli | |
| Haemophilus influenzae | |
| Moraxella catarrhalis | |
| Pseudomonas aeruginosa | (isolati in comunità) |
| Altri microrganismi | |
| Chlamydia trachomatis | (il trattamento dei pazienti con congiuntivite da clamidie deve comprendere un trattamento antimicrobico sistemico concomitante) |
| Categoria II: specie per le quali la resistenza acquisita può rappresentare un problema | |
| Microrganismi aerobi gram-positivi | |
|
Staphylococcus aureus (MRSA)** |
|
| Staphylococcus epidermidis | |
| Microrganismi aerobi gram-negativi | |
| Pseudomonas aeruginosa | (isolati in ospedale) |
* MSSA = ceppi di Staphylococcus aureus sensibili alla meticillina ** MRSA = ceppi di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina I dati sulla resistenza riportati in tabella si basano sui risultati di uno studio multicentrico di sorveglianza (studio oftalmico) sulla prevalenza della resistenza negli isolati batterici ottenuti da pazienti con infezioni oculari in Germania, nel periodo giugno-novembre 2004.
In base alla loro sensibilità in vitro e alla concentrazione plasmatica raggiunta dopo terapia sistemica, gli organismi sono stati classificati come levofloxacina-sensibili. La terapia topica raggiunge picchi più alti di concentrazione trovati nel plasma. Comunque, non è noto se o come la cinetica del farmaco dopo trattamento topico a livello oculare può modificare l’attività batterica della levofloxacina.
Popolazione pediatrica
Le proprietà farmacodinamiche sono le stesse negli adulti e nei bambini di età superiore o uguale a 1 anno.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Dopo l’instillazione oculare, la levofloxacina è ben mantenuta nel film lacrimale.
In uno studio su volontari sani, le concentrazioni medie di levofloxacina (levofloxacina 5 mg/ml in contenitore multidose conservato con benzalconio cloruro) nel film lacrimale misurate quattro e sei ore dopo la somministrazione topica sono state rispettivamente di 17,0 e 6,6 μg/ml. Cinque di sei soggetti studiati avevano una concentrazione di 2 μg/ml o superiore 4 ore dopo la somministrazione. Quattro di sei soggetti hanno mantenuto questa concentrazione per 6 ore dopo la somministrazione.
È stata studiata la penetrazione di levofloxacina 5 mg/ml in contenitore multidose e di ofloxacina 3 mg/ml collirio nell’umore acqueo dopo applicazione topica in 35 pazienti sottoposti a intervento chirurgico di cataratta. Nell’occhio interessato è stata applicata per quattro volte una goccia dell’uno o dell’altro farmaco (1 ora, 45 min, 30 min e 15 min prima dell’intervento). La concentrazione media della levofloxacina nell’umore acqueo è risultata significativamente superiore su base statistica a quella dell’ofloxacina (p=0,0008). Per la precisione, la concentrazione della levofloxacina è stata approssimativamente il doppio della concentrazione dell’ofloxacina (1139,9 ± 717,1 ng/ml vs. 621,7 ± 368,7 ng/ml).
La concentrazione di levofloxacina nel plasma è stata misurata in 15 volontari adulti sani in vari momenti, durante un trattamento della durata di 15 giorni con la soluzione levofloxacina 5 mg/ml collirio. I livelli medi di concentrazione di levofloxacina nel plasma, un’ora dopo la somministrazione, variavano da 0,86 ng/ml (1° giorno) a 2,05 ng/ml (15° giorno). La concentrazione media massima di levofloxacina pari a 2,25 ng/ml, è stata riscontrata il quarto giorno, in seguito a due giorni di somministrazioni ogni due ore, per un totale di 8 dosi al giorno. Le concentrazioni massime di levofloxacina sono aumentate da 0,94 ng/ml (1° giorno) a 2,15 ng/ml (15° giorno), quindi più di 1000 volte inferiori a quelle riportate dopo somministrazioni orali standard di levofloxacina.
Al momento attuale non sono note le concentrazioni di levofloxacina raggiunte nel plasma a seguito di una sua applicazione negli occhi infetti.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
Effetti preclinici dopo instillazione di una soluzione di levofloxacina 5 mg/ml collirio sono stati osservati solo in seguito a esposizioni notevolmente superiori alla massima esposizione per l’uomo, evidenziando piccole attinenze all’uso clinico.
Studi sugli animali hanno mostrato che gli inibitori della girasi causano danni alle cartilagini articolari di organismi in accrescimento.
Come altri fluorochinoloni, la levofloxacina ha dimostrato effetti (formazione di bolle e cavità) sulla cartilagine dei topi e dei cani in seguito ad elevate somministrazioni orali.
Non può essere esclusa una potenziale catarattogenesi non avendo a disposizione evidenze specifiche. In base a dati recenti non possono essere esclusi con certezza disturbi visivi negli animali.
Tossicità riproduttiva
La levofloxacina a dosi orali fino a 810 mg/kg al giorno non si è dimostrata teratogena nei ratti. Poiché è stato provato che la levofloxacina viene completamente assorbita, la cinetica è lineare. Non si notano differenze nei parametri farmacocinetici tra dosi singole ripetute somministrate per via orale. Nei ratti l’esposizione sistemica a dosi di 810 mg/kg al giorno è approssimativamente 50.000 volte superiore a quella raggiunta negli esseri umani dopo somministrazione di 2 gocce di levofloxacina 5 mg/ml collirio in entrambi gli occhi. Nei ratti, la dose più elevata ha causato aumento della mortalità fetale e ritardo della maturazione assieme a tossicità materna. Non sono stati osservati effetti teratogeni in conigli a cui sono state somministrate dosi massime di 50 mg/kg al giorno per via orale o di 25 mg/kg al giorno per endovena.
La levofloxacina non ha causato disturbi della fertilità nei ratti a cui sono state somministrate dosi massime di 360 mg/kg al giorno per via orale, il che significa una concentrazione di plasma circa 16.000 volte superiore a quella raggiunta dopo 8 instillazioni oculari negli esseri umani.
Genotossicità
La levofloxacina non ha indotto mutazioni genetiche nelle cellule batteriche o dei mammiferi, ma ha provocato aberrazioni cromosomiche in vitro nelle cellule polmonari di criceto cinese (CHL), a una dose pari o superiore a 100 μg/ml, in assenza di attivazione metabolica. I test in vivo non hanno dimostrato alcun potenziale genotossico.
Potenziale fototossico
Studi sui topi dopo somministrazioni orali e per via endovenosa hanno dimostrato l’attività fototossica della levofloxacina solo in caso di dosi molto elevate. Non è stato osservato alcun potenziale di fotosensibilizzazione cutanea, né di fototossicità cutanea dopo l’applicazione di una soluzione oftalmica di levofloxacina al 3% sulla pelle rasata di cavie. La levofloxacina non ha dimostrato alcun potenziale genotossico in un saggio fotomutageno, mentre in uno studio di fotocarcinogenicità ha ridotto lo sviluppo tumorale.
Potenziale carcinogeno
In uno studio di carcinogenicità a lungo termine nei ratti, la levofloxacina non ha manifestato alcun potenziale carcinogeno o tumorigeno in seguito ad una somministrazione quotidiana nella dieta di una dose massima di circa 100 mg/kg al giorno per un periodo di 2 anni.
Valutazione del Rischio Ambientale (Environmental Risk Assessment, ERA)
La concentrazione ambientale prevista calcolata (PECSurfacewater) per levofloxacina 5 mg/ml collirio, soluzione è sotto il limite di azione di 0,01 μg/l e il valore LogKow della levofloxacina è sotto il limite di azione di 4,5.
È estremamente improbabile che Levofloxacina 5 mg/ml collirio rappresenti un rischio per l’ambiente, perché nessun altro problema ambientale appare sussistere per questo prodotto e per il suo principio attivo levofloxacina.
INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Collirio multidose Benzalconio cloruro, sodio cloruro, acido cloridrico, acqua per preparazioni iniettabili. Collirio monodose Sodio cloruro, acido cloridrico, acqua per preparazioni iniettabili.
06.2 Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti.
06.3 Periodo di validità
Collirio multidose
anni
Dopo la prima apertura del flacone: 28 giorni;
Trascorso tale periodo, gettare il flacone e, se necessario, utilizzarne uno nuovo. Collirio monodose 2 anni
Dopo la prima apertura della busta di alluminio: 3 mesi.
Dopo questo lasso di tempo gettare via i contenitori monodose non usati.
Dopo il primo uso: gettare via immediatamente il contenitore monodose aperto con gli eventuali residui della soluzione. Non usare PETAS collirio, monodose in caso di comparsa di particelle insolubili nella soluzione
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Contenitore multidose Conservare il medicinale nella confezione originale per proteggerlo dalla luce. Tenere il flacone ben chiuso.
Contenitore monodose Conservare il medicinale nella busta originale per tenerlo al riparo dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura vedere paragrafo 6.3
06.5 Natura e contenuto della confezione
Contenitore multidose Astuccio contenente 1 flacone in LDPE contagocce da 5,0 ml. Collirio monodose Astuccio contenente 20 contenitori monodose in LDPE da 0,5 ml suddivisi in strip, chiusi in una busta di alluminio.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Genetic S.p.A., Via G. Della Monica n. 26, 84083 Castel San Giorgio (SA)
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
Petas 5 mg/ml collirio, soluzione 1 flacone LDPE da 5 ml AIC n. 045075013 Petas 5 mg/ml collirio, soluzione – 20 contenitori monodose LDPE da 0,5 ml AIC n. 045075025
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
Data della prima autorizzazione: 26.10.2019 Data del rinnovo più recente: 26.10.2024
10.0 Data di revisione del testo
Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 20/01/2026
FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)
- Agilev – 5 cp rivest 500 mg
- Allgram – 5 cp rivest 500 mg
- Alvand – 5 cp rivest 500 mg
- Aranda – 5 cp rivest 500 mg
- Aranda – 5 cp rivest 250 mg
- Batiflox – 5 cp rivest 500 mg
- Doclevo – collirio 1 flacac 5 ml 5 mg/ml
- Epifloxin – 5 cp rivest 500 mg
- Falev – 7 cp rivest 500 mg
- Findatur – 5 cp 500 mg
- Gray – 5 cp rivest 500 mg
- Kinofta – collirio 1 flacac 5 mg/ml 5 ml
- Klektica – 5 cp rivest 500 mg
- Lemaxil – 5 cp rivest 500 mg
- Levobat – 5 cp rivest 500 mg
- Levodrop – collirio 1 flacac 5 ml 5 mg/ml
- Levofloxacina abc – 5 cp rivest 500 M
- Levofloxacina acc – 5 cp 500 mg
- Levofloxacina alm – 5 cp 500 mg
- Levofloxacina alm – 5 cp 250 mg
- Levofloxacina alt – 5 cp 500 mg
- Levofloxacina aur – infus 10 fiale100 ml
- Levofloxacina aur – 5 cp 250 mg
- Levofloxacina doc – 5 cp 500 mg
- Levofloxacina eg – 5 cp rivest 250 mg
- Levofloxacina eg – 5 cp rivest 500 mg
- Levofloxacina gs – ev 10 Sac 100 ml
- Levofloxacina kabi – infus 10 fiale100 ml
- Levofloxacina krk – 5 cp 500 mg
- Levofloxacina lim – 25 flacac 100 ml
- Levofloxacina my – 5 cp 250 mg
- Levofloxacina my – 5 cp 500 mg
- Levofloxacina san – 5 cp 500 mg
- Levofloxacina san – 5 cp 250 mg
- Levofloxacina te – 5 cp 500 mg
- Levofloxacina tec – 5 cp 500 mg
- Levofloxacina ze – 5 cp rivest 500 mg
- Levoxigram – 5 cp rivest 500 mg
- Levoxigram – 5 cp rivest 250 mg
- Oftaquix – collirio 20 flacac 0,3 ml 5 mg/ml
- Quinsair – inal 56 fiale 240 mg 2,4 ml
- Sineflox – 5 cp rivest 500 mg
- Summaflox – 5 cp rivest 500 mg
- Tavanic – 5 cp rivest 250 mg
- Trissil – 5 cp rivest 500 mg
- Visuflox – collirio 1 flacac 5 ml 5 mg/ml
