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Pramipexolo Rat

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Pramipexolo Rat: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

 

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

PRAMIPEXOLO RATIOPHARM COMPRESSE

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Pramipexolo ratiopharm 0,088 mg compresse

Ogni compressa contiene 0,088 mg di pramipexolo (come 0,125 mg di pramipexolo dicloridrato monoidrato).

Pramipexolo ratiopharm 0.18 mg compresse

Ogni compressa contiene 0,18 mg di pramipexolo (come 0,25 mg di pramipexolo dicloridrato monoidrato).

Pramipexolo ratiopharm 0.7 mg compresse

Ogni compressa contiene 0,7 mg di pramipexolo (come 1,0 mg di pramipexolo dicloridrato monoidrato).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Compressa

Pramipexolo ratiopharm 0,088 mg compresse

Compressa bianca, rotonda, con superficie piatta e dai bordi smussati.

Pramipexolo ratiopharm 0,18 mg compresse

Compressa bianca, ovale, con superficie piatta e dai bordi smussati con linee d’incisione su entrambi i lati.

La compressa può essere divisa in due metà uguali.

Pramipexolo ratiopharm 0,7 mg compresse

Compressa bianca, rotonda, con superficie piatta e dai bordi smussati con linee d’incisione su entrambi i lati.

La compressa può essere divisa in due metà uguali.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Pramipexolo ratiopharm è indicato nel trattamento sintomatologico del morbo di Parkinsonidiopatico, da solo (senza levodopa) o in associazione con levodopa, cioè nel corso della malattiain fase avanzata quando l’effetto della levodopa svanisce o diventa discontinuo ed insorgono fluttuazioni dell’effetto terapeutico (fluttuazioni di fine dose o "on/off").

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Si prega di osservare quanto segue:

Come pubblicato in letteratura il dosaggio di pramipexolo si riferisce al suo sale. I dosaggi sono espressi con il termine di pramipexolo e pramipexolo sale (tra parentesi).

Morbo di Parkinson

Le compresse devono essere somministrate per via orale, deglutite con acqua, prima o dopo i pasti. Il dosaggio giornaliero è somministrato 3 volte al giomo in dosi uguali.

Trattamento iniziale

I dosaggi devono essere aumentati gradualmente iniziando da 0,264 mg di pramipexolo (0,375 mg di sale) al giomo e poi incrementati ogni 5-7 giorni. Per ciascun paziente è necessario incrementare gradualmente il dosaggio fino al raggiungimento del massimo beneficio terapeutico, purché non compaiano effetti indesiderati gravi.

Schema posologico ascendente di Pramipexolo ratiopharm
Settimana Posologia (mg di pramipexolo) Dose totale giornaliera (mg di pramipexolo) Posologia (mg di pramipexolo sale) Dose totale giornaliera (mg di pramipexolo sale)
1 3 x 0,088 0,264 3 x 0,125 0,375
2 3 x 0,18 0,54 3 x 0,25 0,75
3 3 x 0,35 1,05 3 x 0,5 1,50

Se è necessario un ulteriore incremento della dose, la dose giornaliera può essere aumentata di 0,54 mg (0,75 mg di sale) ad intervalli settimanali fino ad una dose massima di 3,3 mg di pramipexolo (4,5 mg di sale) al giomo.

Comunque, si rende noto che a dosi superiori a 1,1 mg di pramipexolo (1,5 mg di sale) i casi di sonnolenza sono più frequenti (vedere paragrafo 4.8).

Trattamento di mantenimento

La dose individuale di mantenimento deve essere compresa tra 0,264 mg di pramipexolo (0,375 mg di sale) e un massimo di 3,3 mg di pramipexolo (4,5 mg di sale) al giomo. In tre studi clinici su pazienti durante l’incremento della dose, il pramipexolo si è dimostrato efficace a partire daun dosaggio di 1,1 mg di base (1,5 mg di sale) al giomo. Ulteriori modifiche del dosaggio devono essere effettuate tenendo conto della risposta clinica e dell’incidenza degli effetti indesiderati. Negli studi clinici circa il 5% dei pazienti sono stati trattati con dosaggi inferiori a 1,1 mg (1,5 mg di sale). Nel morbo di Parkinson in fase avanzata dosi giornaliere superiori a 1,1 mg (1,5 mg di sale) possono essere efficaci in pazienti dove si desidera attuare una riduzione della terapia con levodopa. Si raccomanda di ridurre la dose di levodopa sia durante l’incremento del dosaggio di pramipexolo, sia durante la terapia di mantenimento, in base alla risposta individuale dei pazienti.

Interruzione del trattamento

L’interruzione brusca della terapia dopaminergica può portare allo sviluppo di una sindrome neurolettica maligna. Pertanto, il pramipexolo deve essere diminuito gradualmente in quantità di 0,54 mg di pramipexolo (0,75 mg di sale) al giomo fino a che la dose giornaliera si riduca a 0,54 mg di pramipexolo (0,75 mg di sale).

Successivamente la dose deve essere ridotta di 0,264 mg di pramipexolo (0,375 mg di sale) al giomo (vedere paragrafo 4.4).

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Posologia in pazienti con compromissione renale

L’eliminazione di pramipexolo dipende dalla funzionalità renale.

Si suggerisce il seguente schema posologico per iniziare la terapia:

Pazienti con clearance della creatinina superiore a 50 ml/min non richiedono una riduzione della dose giornaliera.

In pazienti con clearance della creatinina compresa tra 20 e 50 ml/min la dose giornaliera di pramipexolo va suddivisa in due somministrazioni, iniziando da 0,088 mg di pramipexolo (0,125 mg di sale) due volte al giomo (0,176 mg di pramipexolo/0,25 mg di sale al giomo).

In pazienti con clearance della creatinina minore di 20 ml/min, pramipexolo deve essere somministrato in dose singola giornaliera partendo da 0,088 mg di pramipexolo (0,125 mg di sale) al giomo.

Se la funzionalità renale diminuisce durante la terapia di mantenimento, ridurre la dose giornaliera di pramipexolo della stessa percentuale della diminuzione della clearance della creatinina; per esempio se la clearance della creatinina diminuisce del 30%, ridurre la dose giornaliera di pramipexolo del 30%. La dose giornaliera può essere somministrata in due volte se la clearance della creatinina è compresa tra 20 e 50 ml/min, e in dose singola giornaliera se la clearance della creatinina è minore di 20 ml/min.

Posologia in pazienti con compromissione epatica

La presenza di insufficienza epatica non richiede probabilmente alcuna diminuzione della dose, poiché circa il 90% del principio attivo assorbito è escreto attraverso i reni. Ad ogni modo, non è nota la potenziale influenza dell’insufficienza epatica sulla farmacocinetica di pramipexolo.

Posologia in bambini ed adolescenti

L’uso di Pramipexolo ratiopharm non è raccomandato nei bambini e adolescenti al di sotto di 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza ed efficacia.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Quando pramipexolo viene prescritto a pazienti, con compromissione renale, affetti da morbo di Parkinson, si suggerisce una riduzione della dose come descritto nel paragrafo 4.2.

Allucinazioni

Un noto effetto indesiderato del trattamento con agonisti della dopamina e levodopa è la comparsa di allucinazioni. I pazienti devono essere informati che possono verificarsi allucinazioni (soprattutto visive).

Discinesia

Nel morbo di Parkinson in fase avanzata, in associazione con levodopa nel corso della titolazione iniziale di pramipexolo si può verificare discinesia. Se ciò dovesse avvenire la dose di levodopa deve essere diminuita.

Esordio improvviso di episodi di sonno e sonnolenza

Il pramipexolo può provocare sonnolenza ed episodi di sonno ad esordio improvviso, particolarmente in pazienti con morbo di Parkinson. In casi rari, è stato riportato sonno adesordio improvviso durante le attività diurne, talvolta senza avviso o segni premonitori. I pazienti in trattamento con pramipexolo devono essere informati di questo e avvertiti di prestare attenzione durante la guida di autoveicoli o durante l’utilizzo di macchinari.

I pazienti che hanno manifestato sonnolenza e/o un episodio di sonno ad esordio improvviso, devono astenersi dalla guida o dall’uso di macchinari durante il trattamento con pramipexolo. Inoltre, potrebbe essere considerata una riduzione del dosaggio o l’interruzione della terapia. A causa di possibili effetti additivi, occorre raccomandare attenzione quando i pazienti assumono medicinali sedativi o alcool in associazione a pramipexolo (vedere paragrafi 4.7 e 4.8).

Disturbi del controllo degli impulsi e comportamenti compulsivi

Gioco d’azzardo patologico, aumento della libido e ipersessualitàsono stati riportati in pazienti trattati con agonisti della dopamina per il morbo di Parkinson, pramipexolo incluso. Inoltre, pazienti ed operatori sanitari devono essere consapevoli che possono verificarsi altri sintomi di disturbi del controllo degli impulsi e comportamenti compulsivi come alimentazione incontrollata e shopping compulsivo). Devono essere prese in considerazione riduzione della dose / sospensione graduale.

Pazienti con disturbi psicotici

Pazienti con disturbi psicotici devono essere trattati con agonisti dopaminergici solo se i potenziali benefici superano i potenziali rischi.

La co-somministrazione di medicinali antipsicotici con il pramipexolo deve essere evitata (vedere paragrafo 4.5).

Controlli oftalmologici

Si raccomandano controlli oftalmologici ad intervalli regolari o qualora si verifichino alterazioni della visione.

Gravi malattie cardiovascolari

In caso di gravi malattie cardiovascolari è necessaria particolare attenzione. Si raccomanda di controllare la pressione arteriosa, specialmente all’inizio del trattamento, a causa del generale rischio di ipotensione posturale associata alla terapia dopaminergica.

Sindrome maligna da neurolettici

A seguito di interruzione brusca della terapia dopaminergica, sono stati riportati sintomi da sindrome maligna da neurolettici (vedere paragrafo 4.2).

Peggioramento

Dati di letteratura indicano che il trattamento della Sindrome delle Gambe senza Riposo con farmaci dopaminergici può indurne il peggioramento. Il peggioramento comporta insorgenza dei sintomi anticipata alla sera (o perfino al pomeriggio), esacerbazione dei sintomi e diffusione dei sintomi fino a coinvolgere altre estremità. Gli studi controllati con Pramipexolo ratiopharm effettuati in pazienti con Sindrome delle Gambe senza Riposo generalmente non sono stati di durata sufficiente per cogliere adeguatamente i fenomeni di peggioramento. La frequenza di peggioramento dopo un uso più prolungato di Pramipexolo ratiopharm e la cura appropriata di questi eventi non sono state valutate negli studi clinici controllati.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Legame alle proteine plasmatiche

Il Pramipexolo ha affinità molto bassa per le proteine plasmatiche (< 20%) e la biotrasformazione osservata nell’uomo è minima. Quindi sono improbabili interazioni con altri medicinali che influiscono sul legame alle proteine plasmatiche o sull’eliminazione mediante biotrasformazione. Poiché gli anticolinergici sono eliminati principalmente per biotrasformazione, la possibilità di interazione è limitata, anche se un’interazione con anticolinergici non è stata studiata. Non c’è interazione farmacocinetica con selegilina e levodopa.

Inibitori/competitori della via di eliminazione renale attiva

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La Cimetidina ha determinato una riduzione nella clearance renale del pramipexolo del 34% circa, presumibilmente tramite l’inibizione della secrezione da parte del sistema di trasporto cationico dei tubuli renali. Pertanto, i medicinali che inibiscono questo meccanismo di eliminazione renale attiva o che sono eliminati tramite questa via, quali la cimetidina, l’amantadina e la mexiletina possono interagire con il pramipexolo determinando una diminuzione della clearance di uno o di entrambi i medicinali. Quando questi medicinali sono somministrati contemporaneamente si deve valutare l’opportunità di una riduzione della dose di pramipexolo.

Associazione con levodopa

Quando pramipexolo è somministrato in associazione con levodopa, si raccomanda di ridurre la dose di levodopa e di tenere costante la dose degli altri farmaci antiparkinsoniani durante l’incremento della dose di pramipexolo.

A causa di possibili effetti additivi, occorre raccomandare attenzione quando i pazienti assumono farmaci sedativi o alcool in associazione a pramipexolo.

Medicinali antipsicotici

La co-somministrazione di medicinali antipsicotici con il pramipexolo deve essere evitata (vedere paragrafo 4.4), per esempio se possono essere attesi effetti antagonistici.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Non sono stati studiati nella donna gli effetti sulla gravidanza e l’allattamento. Il pramipexolonon si è dimostrato teratogeno nel ratto e nel coniglio, ma è risultato embriotossico nel ratto a dosaggi tossici per la madre (vedere paragrafo 5.3). Pramipexolo non deve essere utilizzato durante la gravidanza tranne che sia chiaramente necessario, cioè solo se i potenziali benefici giustificano i potenziali rischi per il feto.

Poiché il trattamento con il pramipexolo inibisce nell’uomo la secrezione di prolattina, si può verificare un’inibizione della lattazione. Nella donna non sono stati effettuati studi sull’escrezione di pramipexolo nel latte materno. Nel ratto la concentrazione di principio attivo, valutata mediante radiomarcatura, è maggiore nel latte rispetto a quella ematica.

Non essendo disponibili dati clinici, pramipexolo non deve essere somministrato durante l’allattamento. Comunque, se la sua somministrazione è necessaria, l’allattamento deve essere interrotto.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Pramipexolo compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Possono verificarsi allucinazioni o sonnolenza.

I pazienti in trattamento con pramipexolo che presentano sonnolenza e/o episodi di sonno adesordio improvviso, devono essere informati di non guidare né di intraprendere attività in cui un insufficiente stato di vigilanza potrebbe porre loro o altri a rischio di gravi incidenti o di morte (ad es. macchine in funzione) fino a quando la ricorrenza di tali episodi e la sonnolenza siano scomparsi (vedere anche paragrafi 4.4, 4.5 e 4.8).

 

04.8 Effetti indesiderati

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Effetti indesiderati attesi

Le seguenti reazioni avverse sono attese con l’uso di Pramipexolo:

sogni anomali, amnesia, sintomi comportamentali con disturbi del controllo degli impulsi e comportamenti compulsivi come alimentazione incontrollata, shopping compulsivo, ipersessualità e gioco d’azzardo patologico, confusione mentale, stipsi, delirio, capogiri, discinesia, dispnea, senso di affaticamento, allucinazioni, cefalea, ipercinesia, iperfagia, ipotensione, insonnia, alterazioni della libido, nausea, paranoia, edema periferico, polmonite, prurito, eruzione cutanea ed altre reazioni di ipersensibilità; irrequietezza, sonnolenza, episodi di sonno ad esordio improvviso, sincope, disturbi della vista inclusa visione offuscata e acutezza visiva ridotta, vomito, calo di peso, aumento di peso.

Sulla base dell’analisi dei dati accorpati degli studi placebo-controllati, comprendenti un totale di 1923 pazienti trattati con pramipexolo e 1354 pazienti trattati con placebo, le reazioni avverse sono state frequentemente riportate in entrambi i gruppi. Il 63% dei pazienti trattati con pramipexolo ed il 52% dei pazienti trattati con placebo ha riportato almeno una reazione avversa.

Le tabella 1 e 2 mostrano la frequenza delle reazioni avverse provenienti dagli studi clinici placebo-controllati per il morbo di Parkinson e la sindrome delle gambe senza riposo. Le reazioni avverse al farmaco riportate in queste tabelle sono quelle verificatesi nello 0,1% o più dei pazienti trattati con pramipexolo e sono state riportate in modo significativo spesso con maggiore frequenza nei pazienti trattati con pramipexolo che in quelli trattati con placebo, o dove la reazione sia stata ritenuta clinicamente rilevante. Tuttavia, la maggior parte delle reazioni avverse comuni sono state da lievi a moderate, esse solitamente si manifestano all’inizio della terapia e poi per la maggior parte tende a scomparire continuando il trattamento.

All’interno della classificazione per sistemi e organi, le reazioni avverse sono elencate in ordine di frequenza (numero di pazienti che presentano quella reazione) usando le seguenti categorie: molto comuni (≥ 1/10); comuni (≥ 1/100, < 1/10); non comuni (≥ 1/1.000, < 1/100); rari (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto rari (< 1/10.000); non noti (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Morbo di Parkinson, eventi avversi più comuni

Le più comuni reazioni avverse al farmaco (≥ 5%) riportate in pazienti con morbo di Parkinson più frequenti con il trattamento con pramipexolo rispetto a placebo sono state nausea, discinesia, ipotensione, capogiri, sonnolenza, insonnia, stipsi, allucinazioni, cefalea e senso di affaticamento. L’incidenza della sonnolenza è più alta a dosi maggiori di 1,1 mg di pramipexolo(1,5 mg di sale) al giomo (vedere paragrafo 4.2). Reazioni avverse al farmaco più frequenti in associazione a levodopa sono state discinesie. L’ipotensione può verificarsi all’inizio del trattamento, specialmente se pramipexolo è titolato troppo velocemente.

Tabella 1: Morbo di Parkinson

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa al farmaco
Infezioni e infestazioni
Non comuni Polmonite
Disturbi psichiatrici
Comuni Sogni anomali, sintomi comportamentali con disturbi del controllo degli impulsi e compulsioni; stato confusionale, allucinazioni, insonnia, irrequietezza
Non comuni Shopping compulsivo, delirio, ipersessualità, disturbi della libido, paranoia, gioco d’azzardo patologico
Non noti Alimentazione incontrollata, iperfagia
Patologie del sistema nervoso
Molto comuni Capogiri, discinesia, sonnolenza
Comuni Amnesia, cefalea
Non comuni Ipercinesia, episodi di sonno ad esordio improvviso, sincope
Patologie dell’occhio
Comuni Disturbi della vista inclusa visione offuscata e acutezza visiva ridotta
Patologie vascolari
Molto comuni Ipotensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comuni Dispnea
Patologie gastrointestinali
Molto comuni Nausea
Comuni Stipsi, vomito
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comuni Reazioni di ipersensibilità, prurito, eruzione cutanea
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comuni Senso di affaticamento, edema periferico
Esami diagnostici
Comuni Calo di peso
Non comuni Aumento di peso

Sindrome delle Gambe senza Riposo, reazioni avverse più comuni

Le più comuni reazioni avverse al farmaco (≥ 5%) riportate in pazienti con la Sindrome delle Gambe senza Riposo trattati con pramipexolo sono state nausea, cefalea, capogiri e senso di affaticamento. Nausea e senso di affaticamento sono stati riportati più spesso in pazienti donne trattate con pramipexolo (20,8% e 10,5% rispettivamente) se paragonate con gli uomini (6,7% e 7,3% rispettivamente).

Tabella 2: Sindrome delle Gambe senza riposo

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa al farmaco
Infezioni e infestazioni
Non noti Polmonite
Disturbi psichiatrici
Comuni Sogni anomali, insonnia
Non comuni Confusione, allucinazioni, alterazioni della libido, irrequietezza
Non noti sintomi comportamentali di disturbi del controllo degli impulsi e comportamenti compulsivi come impulso incontrollato ad alimentarsi e shopping compulsivo, ipersessualità e gioco d’azzardo patologico; manie, iperfagia, paranoia
Patologie del sistema nervoso
Comuni Capogiri, cefalea, sonnolenza
Non comuni episodi di sonno ad esordio improvviso, sincope
Non noti Amnesia, discinesia, ipercinesia
Patologie dell’occhio
Non comuni Disturbi della vista inclusa visione offuscata e acutezza visiva ridotta
Patologie vascolari
Non comuni Ipotensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comuni Dispnea
Patologie gastrointestinali
Molto comuni Nausea
Comuni Stipsi, vomito
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comuni Reazioni di ipersensibilità, prurito, eruzione cutanea
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comuni Senso di affaticamento
Non comuni Edema periferico
Esami diagnostici
Non comuni Calo di peso, aumento di peso

Sonnolenza

Pramipexolo è comunemente associato a sonnolenza ed è stato associato non comunemente a sonnolenza eccessiva diurna e ad episodi di sonno ad esordio improvviso (vedere anche paragrafo 4.4).

Alterazioni della libido

Pramipexolo può essere raramente associato ad alterazioni della libido (aumento o diminuzione).

Disturbi del controllo degli impulsi e comportamenti compulsivi

I Pazienti trattati con agonisti della dopamino, incluso pramipexolo, soprattutto ad alti dosaggi, per il morbo di Parkinson hanno mostrato segni di gioco d’azzardo patologico, aumento della libido ed ipersessualità, generalmente reversibili con riduzione della dose o sospensione del trattamento (vedere anche paragrafo 4.4).

In uno studio trasversale, di screening retrospettivo e caso-controllo effettuato su 3090 pazienti con morbo di Parkinson, il 13,6% di tutti i pazienti trattati con dopaminergici o nonÂ-dopaminergici manifestavano sintomi di disturbo del controllo degli impulsi durante i sei mesi passati. Le manifestazioni osservate includevano gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo, alimentazione incontrollata e comportamento sessuale compulsivo (ipersessualità). Possibili fattori di rischio indipendenti per i disturbi del controllo degli impulsi includevano trattamenti dopaminergici e dosi più elevate di trattamento dopaminergico, età inferiore (≤ 65 anni), il non essere sposati e familiarità riferita dal paziente con il gioco d’azzardo patologico.

 

04.9 Sovradosaggio

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Non vi è esperienza diretta di un sovradosaggio. Le reazioni avverse attese dovrebbero essere quelle correlate al profilo farmacodinamico di un agonista della dopamina, inclusa nausea, vomito, ipercinesia, allucinazioni, agitazione e ipotensione. Non vi è un antidoto prestabilito in caso di sovradosaggio da agonista dopaminergico. Se sono presenti i segni di una stimolazione del sistema nervoso centrale, può essere impiegato un agente neurolettico. Il trattamento del sovradosaggio può richiedere misure generali di supporto insieme a lavanda gastrica, somministrazione di liquidi per via endovenosa, somministrazione di carbone attivo e monitoraggio elettrocardiografico.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: agonisti della dopamina codice ATC: N04BC05

Il pramipexolo è un agonista della dopamina che si lega con alta selettività e specificità ai recettori della sottofamiglia D2 della dopamina, nella quale ha affinità preferenziale per i recettori D3; è dotato di attività intrinseca completa. Il pramipexolo allevia i deficit motori parkinsoniani stimolando i recettori della dopamina nel corpo striato. Studi preclinici sugli animali hanno dimostrato che il pramipexolo inibisce la sintesi, il rilascio e il turnover della dopamina.

Il meccanismo di azione del pramipexolo nel trattamento della sindrome delle gambe senza riposo non è noto. Le evidenze neurofarmacologiche suggeriscono il coinvolgimento del sistema dopaminergico primario.

In volontari sani è stata osservata una diminuzione dose-dipendente di prolattina.

Studi clinici nel morbo di Parkinson

Nei pazienti, il pramipexolo allevia i segni e i sintomi del morbo di Parkinson idiopatico. Gli studi clinici controllati hanno coinvolto approssimativamente 2100 pazienti con gravità della patologia compresa tra gli stadi I e IV di Hoehn e Yahr. Di questi, circa 900 pazienti erano allo stadio più avanzato della malattia, ricevevano terapia concomitante con levodopa e soffrivano di complicazioni motorie.

Nel morbo di Parkinson in fase iniziale ed in fase avanzata, l’efficacia del pramipexolo negli studi clinici controllati si è mantenuta per circa sei mesi. Nel follow-up in aperto, durato per più di tre anni, non si è manifestato alcun segno di diminuzione dell’efficacia. In uno studio clinico controllato in doppio-cieco durato due anni, il trattamento iniziale con pramipexolo ritardava significativamente l’insorgenza di complicazioni motorie e quando confrontato al trattamento iniziale con levodopa, riduceva la loro frequenza. Il ritardo delle complicanze motorie ottenuto con pramipexolo dovrebbe controbilanciare la maggiore efficacia sulla funzionalità motoria della levodopa (come misurato dalla variazione media del punteggio dell’UPDRS). L’incidenza complessiva di allucinazioni e sonnolenza era generalmente più elevata durante la fase di titolazione nel gruppo pramipexolo. Tuttavia non c’era una differenza significativa durante la fase di mantenimento. Questi aspetti dovrebbero essere presi in considerazione quando si inizia un trattamento con pramipexolo nei pazienti con morbo di Parkinson.

Studi clinici sulla sindrome delle gambe senza riposo

L’efficacia di pramipexolo è stata valutata in quattro studi clinici controllati con placebo effettuati su circa 1.000 pazienti con sindrome delle gambe senza riposo idiopatica da moderata a molto grave. L’efficacia è stata dimostrata nel corso di studi controllati condotti su pazienti trattati fino a 12 settimane.

Il mantenimento dell’effetto non è stato studiato a sufficienza.

I parametri primari per valutare l’efficacia dei risultati sono stati la variazione media dal valore basale nella scala di misurazione della sindrome delle gambe senza riposo (RLS) e il ClinicalGlobal Impression-Improvement (CGI-I). Per entrambi gli endpoint primari sono state osservate differenze statisticamente significative per i gruppi trattati con pramipexolo alle dosi di 0,25 mg, 0,5 mg e 0,75 mg rispetto al placebo.

Dopo 12 settimane di trattamento il punteggio IRLS basale era migliorato da 23,5 a 14,1 punti per il placebo e da 23,4 a 9,4 punti per pramipexolo (dosi combinate). La differenza media aggiustata era -4,3 punti (CI 95% -6,4;-2,1 punti, valore di p < 0,0001). La percentuale dei responder CGI-I (migliorati, molto migliorati) era rispettivamente 51,2% e 72,0% per il placebo e per pramipexolo (differenza 20% CI 95%: 8,1%; 31,8%, p < 0,0005). L’efficacia è stata osservata con 0,088 mg base (0,125 mg sale) al giomo già dopo la prima settimana di trattamento.

In uno studio controllato verso placebo con polisonnografia, nel corso di 3 settimane il pramipexolo ha ridotto in modo significativo il numero di movimenti periodici degli arti durante il tempo di permanenza nel letto.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Dopo somministrazione orale il pramipexolo è rapidamente e completamente assorbito. La biodisponibilità assoluta è maggiore del 90% e la concentrazione plasmatica massima si verificatra 1 e 3 ore. La concomitante assunzione di cibo non riduce l’entità dell’assorbimento di pramipexolo ma ne riduce la velocità. Il pramipexolo mostra una cinetica lineare e una bassa variabilità dei livelli plasmatici tra ipazienti. Nell’uomo il legame proteico del pramipexolo è molto basso (< 20%) e il volume di distribuzione è elevato ( 400 l). Nel ratto si sono osservate elevate concentrazioni di pramipexolo nei tessuti cerebrali (circa 8 volte superiori rispetto al plasma).

Il Pramipexolo è metabolizzato nell’uomo solo in piccola parte.

La via principale di eliminazione del pramipexolo è l’escrezione renale, in forma immodificata. Circa il 90% del farmaco marcato 14C assorbito, viene escreto attraverso i reni, mentre meno del 2% si rinviene nelle feci. La clearance totale del pramipexolo è di circa 500 ml/min e la clearance renale è di circa 400 ml/min. L’emivita (t½) varia da 8 ore nel giovane a 12 ore nell’anziano.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Studi di tossicità a dosi ripetute hanno dimostrato che il pramipexolo esercita effetti funzionali, coinvolgendo principalmente il Sistema Nervoso Centrale e il sistema riproduttivo femminile, probabilmente a causa dell’eccessivo effetto farmacodinamico del pramipexolo.

Nella cavia sono state rilevate diminuzioni della pressione diastolica e sistolica e della frequenza cardiaca; nella scimmia è stata notata la tendenza ad un effetto ipotensivo.

Gli effetti potenziali del pramipexolo sulla funzione riproduttiva sono stati studiati nel ratto e nel coniglio. Il pramipexolo non è risultato teratogeno nel ratto e nel coniglio ma si è dimostrato embriotossico nel ratto a dosi tossiche per la madre. Viste le specie animali studiate e i limitati parametri valutati, gli eventi avversi del pramipexolo sulla gravidanza e sulla fertilità maschile non sono stati ancora completamente chiariti.

Il pramipexolo non è risultato genotossico. In uno studio di carcinogenesi, i ratti maschi hanno sviluppato iperplasia e adenomi delle cellule di Leydig, attribuibili all’effetto inibitorio del pramipexolo sulla secrezione di prolattina. Queste osservazioni non sono rilevanti per l’impiego clinico nell’uomo. Lo stesso studio ha dimostrato che a dosi di 2 mg/kg (di sale) o più elevate, il pramipexolo causa degenerazione retinica nel ratto albino. Quest’ultimo effetto non è stato osservato nel ratto dotato dei normali pigmenti né in uno studio di cancerogenesi a 2 anni nel topo albino e in tutte le altre specie studiate.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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povidone K30

Cellulosa microcristallina

amido di mais

magnesio stearato

silice per tecnici dentali

 

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

 

06.3 Periodo di validità

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Pramipexolo ratiopharm 0,088 mg compresse 18 mesi

Pramipexolo ratiopharm 0,18 mg, 0,7 mg compresse 1 anno

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore ai 25° C.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister di alluminio (Al/Al)

Pramipexolo ratiopharm 0,088 mg compresse

Confezioni da 20, 30 e 100 compresse.

Pramipexolo ratiopharm 0,18 mg compresse

Confezioni da 20, 30, 90 e 100 compresse.

Pramipexolo ratiopharm 0,7 mg compresse

Confezioni da 20, 30, 50, 90 e100 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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ratiopharm GmbH

Graf-Arco-Strasse, 3 – 89079 Ulm (Germania)

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08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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"0,088 MG COMPRESSE" 20 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765019/M

"0,088 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765021/M

"0,088 MG COMPRESSE" 100 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765033/M

"0,18 MG COMPRESSE" 20 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765045/M

"0,18 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765058/M

"0,18 MG COMPRESSE" 90 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765060/M

"0,18 MG COMPRESSE" 100 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765072/M

0,7 MG COMPRESSE" 20 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765122/M

"0,7 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765084/M

0,7 MG COMPRESSE" 50 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765110/M

"0,7 MG COMPRESSE" 90 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765096/M

"0,7 MG COMPRESSE" 100 COMPRESSE IN BLISTER ALU/ALU AIC 039765108/M

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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GU 303 29 Dicembre 2010

 

10.0 Data di revisione del testo

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FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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  • Mirapexin 0,088 mg compresse – 30 Cpr 0,7 mg
  • Mirapexin 0,26 mg compresse a rilascio prolungato – 10 Cpr 0,52 mg Rp
  • Oprymea 0,088 mg compresse – 30 Cpr 0,7 mg
  • Oprymea 0,088 mg compresse – 30 Cpr 0,18 mg
  • Pramipexolo teva 0,088 mg compresse – 30 Cpr 0,18 mg

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