Tapentadolo Teva: Scheda tecnica e prescrivibilità

Tapentadolo Teva - Tapentadolo Cloridrato - Tapentadolo Teva è indicato per la gestione, negli adulti, del dolore cronico severo che può essere trattato adeguatamen ...

Tapentadolo Teva

Tapentadolo Teva (Tapentadolo Cloridrato)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Tapentadolo Teva: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Tapentadolo Teva

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Tapentadolo Teva 25 mg compresse a rilascio prolungato Tapentadolo Teva 50 mg compresse a rilascio prolungato Tapentadolo Teva 100 mg compresse a rilascio prolungato Tapentadolo Teva 150 mg compresse a rilascio prolungato Tapentadolo Teva 200 mg compresse a rilascio prolungato Tapentadolo Teva 250 mg compresse a rilascio prolungato

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Tapentadolo Teva 25 mg compresse a rilascio prolungato Ogni compressa a rilascio prolungato contiene tapentadolo fosfato equivalente a 25 mg di tapentadolo.

Tapentadolo Teva 50 mg compresse a rilascio prolungato Ogni compressa a rilascio prolungato contiene tapentadolo fosfato equivalente a 50 mg di tapentadolo.

Tapentadolo Teva 100 mg compresse a rilascio prolungato Ogni compressa a rilascio prolungato contiene tapentadolo fosfato equivalente a 100 mg di tapentadolo.

Tapentadolo Teva 150 mg compresse a rilascio prolungato Ogni compressa a rilascio prolungato contiene tapentadolo fosfato equivalente a 150 mg di tapentadolo.

Tapentadolo Teva 200 mg compresse a rilascio prolungato Ogni compressa a rilascio prolungato contiene tapentadolo fosfato equivalente a 200 mg di tapentadolo.

Tapentadolo Teva 250 mg compresse a rilascio prolungato Ogni compressa a rilascio prolungato contiene tapentadolo fosfato equivalente a 250 mg di tapentadolo.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Compresse a rilascio prolungato.

Tapentadolo Teva 25 mg Compresse a rilascio prolungato biconvesse, di colore brunastro e di forma oblunga (6 mm x 12 mm) con una tacca su entrambi i lati. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Tapentadolo Teva 50 mg Compresse a rilascio prolungato biconvesse, di colore bianco e di forma oblunga (6 mm x 13 mm) con una tacca su entrambi i lati. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Tapentadolo Teva 100 mg Compresse a rilascio prolungato biconvesse, di colore giallastro e di forma oblunga (7 mm x 14 mm) con una tacca su entrambi i lati. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Tapentadolo Teva 150 mg Compresse a rilascio prolungato biconvesse, di colore rossastro acceso e di forma oblunga (7 mm x 15 mm) con una tacca su entrambi i lati. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Tapentadolo Teva 200 mg Compresse a rilascio prolungato biconvesse, di colore giallo e di forma oblunga (8 mm x 16 mm) con una tacca su entrambi i lati. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Tapentadolo Teva 250 mg Compresse a rilascio prolungato biconvesse, di colore marrone rossastro e di forma oblunga (9 mm x 18 mm) con una tacca su entrambi i lati. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Tapentadolo Teva è indicato per la gestione, negli adulti, del dolore cronico severo che può essere trattato adeguatamente solo con analgesici oppioidi.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Il regime posologico deve essere personalizzato in funzione della severità del dolore che viene trattato, delle terapie precedenti e della possibilità di monitorare il paziente. Tapentadolo Teva deve essere assunto due volte al giorno, all’incirca ogni 12 ore.

Inizio della terapia Inizio della terapia in pazienti attualmente non in trattamento con analgesici oppioidi I pazienti devono iniziare il trattamento con singole dosi di Tapentadolo Teva da 50 mg somministrate due volte al giorno.

Inizio della terapia in pazienti attualmente in trattamento con analgesici oppioidi Quando si passa dagli oppioidi a Tapentadolo Teva e si sceglie la dose iniziale, è necessario prendere in considerazione la natura del medicinale precedente, la somministrazione e la dose media giornaliera. Ciò può richiedere dosi iniziali di Tapentadolo Teva più elevate nei pazienti attualmente in trattamento con oppioidi rispetto ai soggetti che non hanno assunto oppioidi prima di iniziare la terapia con Tapentadolo Teva.

Titolazione e mantenimento Dopo aver avviato la terapia, la dose deve essere titolata su base individuale ad un livello che produca un’analgesia adeguata e riduca al minimo gli effetti indesiderati sotto la stretta supervisione del medico prescrittore. L’esperienza ricavata dagli studi clinici ha evidenziato che un regime di titolazione con incrementi pari a 50 mg di tapentadolo a rilascio prolungato due volte al giorno ogni 3 giorni è appropriato per ottenere un controllo adeguato del dolore nella maggior parte dei pazienti. La concentrazione da 25 mg può essere usata anche per aggiustamenti della dose finalizzati a soddisfare le necessità individuali dei pazienti. Dosi giornaliere totali superiori a 500 mg di tapentadolo a rilascio prolungato non sono state ancora studiate e, pertanto, non sono raccomandate.

Interruzione del trattamento Dopo l’interruzione improvvisa del trattamento con tapentadolo potrebbero verificarsi sintomi di astinenza (vedere paragrafo 4.8). Se un paziente non necessita più della terapia con tapentadolo, è consigliabile ridurre la dose gradualmente per prevenire sintomi di astinenza.

Popolazioni speciali

Compromissione renale Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata (vedere paragrafo 5.2). Tapentadolo a rilascio prolungato non è stato valutato in studi controllati di efficacia su pazienti con compromissione renale severa. L’utilizzo in questa popolazione non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Compromissione epatica Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (vedere paragrafo 5.2). Tapentadolo Teva deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione epatica moderata. In questi pazienti, il trattamento deve essere avviato con la concentrazione più bassa disponibile, quindi Tapentadolo Teva 25 mg, e somministrato con una frequenza non superiore a una volta ogni 24 ore. All’inizio della terapia, una dose giornaliera superiore a 50 mg di tapentadolo a rilascio prolungato non è raccomandata. Ulteriori trattamenti devono rispecchiare il mantenimento dell’analgesia con tollerabilità accettabile (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Tapentadolo a rilascio prolungato non è stato studiato in pazienti con compromissione epatica severa. L’utilizzo in questa popolazione non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Pazienti anziani (di età ≥ 65 anni) In generale non è necessario alcun adattamento della dose nei pazienti anziani. Tuttavia, dato che i pazienti anziani sono più soggetti ad una riduzione della funzionalità renale ed epatica, occorre prestare attenzione nella selezione della dose raccomandata (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Tapentadolo Teva nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state ancora stabilite. L’uso di Tapentadolo Teva non è pertanto raccomandato in questa popolazione.

Modo di somministrazione Tapentadolo Teva è per uso orale. Le compresse a rilascio prolungato non devono essere frantumate o masticate, in modo da garantire il mantenimento del meccanismo di rilascio prolungato. Tapentadolo Teva deve essere assunto con una quantità sufficiente di liquido. Tapentadolo Teva può essere assunto con o senza cibo. Il rivestimento (matrice) della compressa potrebbe non essere digerito completamente ed essere quindi eliminato e rinvenuto nelle feci del paziente. Tuttavia, questo riscontro non ha alcuna rilevanza clinica, dato che il principio attivo delle compresse sarà già stato assorbito.

04.3 Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
  • Situazioni in cui sono controindicati principi attivi con attività agonista sui recettori µ (mu)

degli oppioidi, ossia pazienti con depressione respiratoria significativa (in condizioni di non monitoraggio o in assenza di apparecchiature per la rianimazione) e pazienti con asma bronchiale o ipercapnia acuta o severa.

  • Pazienti in cui è presente o si sospetti ileo paralitico.
  • Pazienti con intossicazione acuta da alcol, ipnotici, analgesici ad azione centrale o sostanze

attive psicotrope (vedere paragrafo 4.5).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Tolleranza e disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza) Con la somministrazione ripetuta di oppioidi possono manifestarsi tolleranza, dipendenza fisica e psicologica, e disturbo da uso di oppioidi (OUD). L’abuso o l’uso improprio intenzionale di oppioidi può portare al sovradosaggio e/o alla morte. Il rischio di sviluppare OUD aumenta nei pazienti con anamnesi personale o familiare (a livello di genitori o fratelli/sorelle) di disturbi da uso di sostanze (compreso disturbo da uso di alcol), negli attuali consumatori di tabacco o nei pazienti con anamnesi personale di altri disturbi mentali (ad es. depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità). I pazienti dovranno essere monitorati per l’insorgenza di segni di comportamento compulsivo di ricerca di sostanze (ad es. richieste di scorte troppo ravvicinate). Ciò comprende l’analisi degli oppioidi e dei farmaci psicoattivi (come le benzodiazepine) concomitanti. Per i pazienti con segni e sintomi di OUD è necessario prendere in considerazione il consulto di un ulteriore specialista.

Rischio derivante dall’uso concomitante di farmaci sedativi come benzodiazepine o sostanze correlate L’uso concomitante di Tapentadolo Teva e farmaci sedativi come le benzodiazepine o sostanze correlate può causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante di questi farmaci sedativi deve essere riservata ai pazienti per cui non è possibile ricorrere ad opzioni terapeutiche alternative. Se si decide di prescrivere Tapentadolo Teva in concomitanza a farmaci sedativi, è necessario prendere in considerazione la riduzione della dose di uno o di entrambi i medicinali e la durata del trattamento concomitante deve essere la più breve possibile.

I pazienti devono essere strettamente monitorati per la comparsa di segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. Pertanto si raccomanda vivamente di informare i pazienti e chi li assiste che devono prestare attenzione a questi sintomi (vedere paragrafo 4.5).

Depressione respiratoria A dosi elevate o nei pazienti sensibili agli agonisti dei recettori µ (mu) degli oppioidi, Tapentadolo Teva può indurre depressione respiratoria correlata alla dose. Tapentadolo Teva deve essere pertanto somministrato con cautela nei pazienti con compromissione delle funzioni respiratorie. È necessario prendere in considerazione degli analgesici alternativi non agonisti dei recettori µ (mu) degli oppioidi e, in tali pazienti, Tapentadolo Teva deve essere usato solo sotto attenta supervisione medica e alla più bassa dose efficace. In caso di depressione respiratoria, questa deve essere trattata come una qualsiasi depressione respiratoria indotta da agonisti dei recettori µ (mu) degli oppioidi (vedere paragrafo 4.9).

Lesioni craniche e pressione intracranica aumentata Tapentadolo Teva non deve essere usato nei pazienti che potrebbero essere particolarmente sensibili agli effetti intracranici dell’accumulo di anidride carbonica, come quelli che presentano evidenze di pressione intracranica aumentata, alterazioni dello stato di coscienza o coma. Gli analgesici con attività agonista sui recettori µ (mu) degli oppioidi possono mascherare il decorso clinico dei pazienti con lesioni craniche. Tapentadolo Teva deve essere usato con cautela nei pazienti con lesioni craniche e tumori cerebrali.

Crisi convulsive Tapentadolo a rilascio prolungato non è stato sottoposto a una valutazione sistematica in pazienti con disturbo epilettico e tali soggetti sono stati esclusi dagli studi clinici. Tuttavia, come altri analgesici con attività agonista sui recettori µ (mu) degli oppioidi, Tapentadolo Teva non è raccomandato nei pazienti con anamnesi di disturbo epilettico o condizioni che metterebbero il paziente a rischio di crisi convulsive. Tapentadolo può inoltre aumentare il rischio di crisi convulsive nei pazienti in trattamento con altri medicinali che abbassano la soglia convulsiva (vedere paragrafo 4.5).

Compromissione renale Tapentadolo a rilascio prolungato non è stato valutato in studi controllati di efficacia su pazienti con compromissione renale severa. L’utilizzo in questa popolazione non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Compromissione epatica I soggetti con compromissione epatica lieve e moderata hanno evidenziato un aumento dell’esposizione sistemica rispettivamente di 2 e di 4,5 volte in confronto ai soggetti con funzionalità epatica normale. Tapentadolo Teva deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione epatica moderata (vedere paragrafi 4.2 e 5.2), soprattutto all’inizio del trattamento. Tapentadolo a rilascio prolungato non è stato studiato in pazienti con compromissione epatica severa, l’utilizzo in questa popolazione non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Uso nelle malattie pancreatiche/delle vie biliari I principi attivi con attività agonista sui recettori µ (mu) degli oppioidi possono causare spasmo dello sfintere di Oddi. Tapentadolo Teva deve essere usato con cautela nei pazienti con malattie delle vie biliari, compresa la pancreatite acuta.

Disturbi della respirazione correlati al sonno Gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, tra cui apnea centrale nel sonno (CSA) e ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio di CSA in modo dose-dipendente. Nei pazienti che presentano CSA, prendere in considerazione la riduzione della dose totale di oppioidi.

Oppioidi agonisti/antagonisti misti È necessario prestare cautela quando Tapentadolo Teva viene usato in associazione ad agonisti/antagonisti misti dei recettori µ (mu) degli oppioidi (come pentazocina, nalbufina) o agonisti parziali dei recettori µ (mu) degli oppioidi (come buprenorfina). Nei pazienti in terapia con buprenorfina per il trattamento della dipendenza da oppioidi, occorre prendere in considerazione opzioni terapeutiche alternative (ad es. la sospensione temporanea della buprenorfina) se si rende necessaria la somministrazione di agonisti completi dei recettori µ (mu) (come tapentadolo) in situazioni di dolore acuto. Con l’uso concomitante di buprenorfina è stata segnalata la necessità di dosi più elevate di agonisti completi dei recettori mu. Pertanto, in queste circostanze, è richiesto un attento monitoraggio di eventi avversi come la depressione respiratoria.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Medicinali che agiscono a livello centrale/sostanze ad azione depressiva sul sistema nervoso centrale (SNC), compresi alcol e farmaci narcotici ad azione depressiva sul SNC L’uso concomitante di Tapentadolo Teva con farmaci sedativi come le benzodiazepine o altre sostanze ad azione depressiva sulla respirazione o sul SNC (altri oppioidi, agenti contro la tosse o trattamenti sostitutivi, barbiturici, antipsicotici, antistaminici anti-H1, alcol) aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto depressivo additivo sul SNC. Pertanto, ove si contempli una terapia combinata con Tapentadolo Teva e una sostanza ad azione depressiva sulla respirazione o sul SNC, è necessario valutare la possibilità di ridurre la dose di uno o di entrambi i medicinali, e la durata dell’uso concomitante deve essere limitata (vedere paragrafo 4.4). L’uso concomitante di oppioidi e gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) aumenta il rischio di sovradosaggio da oppioidi, depressione respiratoria e morte.

Oppioidi agonisti/antagonisti misti È necessario prestare cautela quando Tapentadolo Teva viene usato in associazione ad agonisti/antagonisti misti dei recettori µ (mu) degli oppioidi (come pentazocina, nalbufina) o agonisti parziali dei recettori µ (mu) degli oppioidi (come buprenorfina) (vedere anche paragrafo 4.4).

Tapentadolo Teva può indurre convulsioni ed aumentare il potenziale convulsivo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), degli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), degli antidepressivi triciclici, degli antipsicotici e di altri medicinali che abbassano la soglia convulsiva. Sono stati segnalati casi di sindrome da serotonina in connessione temporale con l’uso terapeutico di tapentadolo in associazione a medicinali serotoninergici come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici.

La sindrome da serotonina è probabile quando si osserva una delle seguenti condizioni:

  • Clono spontaneo.
  • Clono inducibile o oculare con agitazione o diaforesi.
  • Tremore e iperreflessia.
  • Ipertonia e temperatura corporea > 38 °C e clono oculare inducibile.

In genere, la sospensione dei medicinali serotoninergici porta ad un rapido miglioramento. Il trattamento dipende dalla natura e dalla severità dei sintomi.

La principale via di eliminazione di tapentadolo è la coniugazione con acido glucuronico mediata dall’enzima uridina difosfato glucuroniltrasferasi (UGT), principalmente le isoforme UGT1A6, UGT1A9 e UGT2B7. La somministrazione concomitante con potenti inibitori di questi isoenzimi (ad es. ketoconazolo, fluconazolo, acido meclofenamico) può determinare un aumento dell’esposizione sistemica a tapentadolo (vedere paragrafo 5.2).

Nei pazienti in trattamento con tapentadolo è necessario prestare cautela quando si inizia o si interrompe la somministrazione concomitante di sostanze che sono potenti induttori enzimatici (ad es. rifampicina, fenobarbital, erba di San Giovanni [Hypericum perforatum]), in quanto si potrebbe verificare, rispettivamente, una riduzione dell’efficacia o il rischio di effetti avversi.

Il trattamento con Tapentadolo Teva deve essere evitato nei pazienti in trattamento con inibitori delle monoamminoossidasi (MAO) o che hanno assunto questi medicinali negli ultimi 14 giorni, a causa dei potenziali effetti additivi sulle concentrazioni sinaptiche di noradrenalina, che possono determinare eventi avversi cardiovascolari, come crisi ipertensive.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all’uso in donne in gravidanza sono in numero molto limitato. Gli studi sugli animali non hanno mostrato effetti teratogeni. Tuttavia sono stati osservati sviluppo ritardato ed embriotossicità a dosi farmacologicamente eccessive (effetti sul SNC associati all’attività sui recettori µ (mu) degli oppioidi correlati a dosaggi superiori al range terapeutico). Sono stati riscontrati effetti sullo sviluppo postnatale già alla dose senza effetto avverso osservabile (NOAEL) per le madri (vedere paragrafo 5.3).

Tapentadolo Teva deve essere usato durante la gravidanza soltanto se il beneficio potenziale giustifica il rischio potenziale per il feto. L’uso materno di oppioidi a lungo termine durante la gravidanza espone il feto al medicinale. Di conseguenza, il neonato può manifestare sindrome da astinenza del neonato (NOWS). La sindrome da astinenza da oppioidi del neonato può essere pericolosa per la vita se non viene riconosciuta e trattata. È necessario che sia prontamente disponibile un antidoto per il neonato.

Travaglio e parto Negli esseri umani non si conosce l’effetto di tapentadolo sul travaglio e sul parto. L’uso di Tapentadolo Teva non è raccomandato nelle donne subito prima o durante il parto. A causa dell’attività agonista sui recettori µ (mu) degli oppioidi esercitata da tapentadolo, i neonati di madri trattate con tapentadolo devono essere monitorati per la comparsa di depressione respiratoria. Allattamento Non ci sono informazioni sull’escrezione di tapentadolo nel latte materno umano. Da uno studio eseguito su cuccioli di ratto allattati da madri alle quali era stato somministrato tapentadolo si è concluso che quest’ultimo viene escreto nel latte (vedere paragrafo 5.3). Pertanto, il rischio per i lattanti non può essere escluso. Tapentadolo Teva non deve essere usato durante l’allattamento.

Fertilità Non sono disponibili dati relativi agli esseri umani riguardanti l’effetto di Tapentadolo Teva sulla fertilità. In uno studio sulla fertilità e sullo sviluppo embrionale precoce non sono stati osservati effetti sui parametri riproduttivi nei ratti maschi o femmine (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Tapentadolo Teva può compromettere la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari, in quanto può influire negativamente sulle funzioni del sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.8). Ci si deve aspettare questi effetti soprattutto all’inizio del trattamento, in caso di modifiche della dose e in associazione all’uso di alcol o tranquillanti (vedere paragrafo 4.4). Ai pazienti deve essere indicato se possono guidare veicoli o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse al farmaco manifestate dai pazienti negli studi controllati con placebo condotti con tapentadolo a rilascio prolungato sono state in prevalenza di entità lieve o moderata. Le reazioni avverse al farmaco più frequenti hanno riguardato il tratto gastrointestinale e il sistema nervoso centrale (nausea, capogiro, stipsi, cefalea e sonnolenza).

La tabella sottostante riporta le reazioni avverse al farmaco identificate in studi clinici condotti con tapentadolo a rilascio prolungato o segnalate nell’esperienza post-marketing. Queste sono elencate per classe e frequenza. La frequenza è definita come molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

REAZIONI AVVERSE AL FARMACO
Classificazione per sistemi e organi Frequenza
Molto comune Comune Non comune Raro Non nota
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità al farmaco*
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Appetito ridotto Peso diminuito
Disturbi psichiatrici Ansia, umore depresso, disturbo del sonno, nervosismo, irrequietezza Disorientamento, stato confusionale, agitazione, disturbi della percezione, sogni anormali, umore euforico Dipendenza da sostanze d’abuso, pensiero anormale Delirium**
Patologie del sistema nervoso Capogiro, sonnolenza, cefalea Alterazione dell’attenzione, tremore, contrazioni muscolari involontarie Riduzione del livello di coscienza, compromissione della memoria, deterioramento mentale, sincope, sedazione, Convulsione, presincope, coordinazione anormale
disturbo dell’equilibrio, disartria, ipoestesia, parestesia
Patologie dell’occhio Disturbo visivo
Patologie cardiache Frequenza cardiaca aumentata, frequenza cardiaca diminuita, palpitazioni
Patologie vascolari Rossore Pressione arteriosa ridotta
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Depressione respiratoria
Patologie gastrointestinali Nausea, stipsi Vomito, diarrea, dispepsia Fastidio addominale Svuotamento gastrico compromesso
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, iperidrosi, eruzione cutanea Orticaria
Patologie renali e urinarie Esitazione minzionale, pollachiuria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione sessuale
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia, stanchezza, percezione di variazione della temperatura corporea, secchezza della mucosa, edema Sindrome di astinenza da sostanza d’abuso, sensazione di anormalità, irritabilità Sensazione di ebbrezza, sensazione di relax
* Sono stati segnalati rari eventi post-marketing di angioedema, anafilassi e shock anafilattico.
** Sono stati osservati casi post-marketing di delirium in pazienti con ulteriori fattori di rischio come il cancro e l’età avanzata.

Gli studi clinici condotti con tapentadolo a rilascio prolungato con esposizione dei pazienti fino a 1 anno hanno mostrato scarse evidenze di sintomi di astinenza in seguito a interruzioni improvvise. Tali sintomi sono stati generalmente classificati come di lieve entità. In ogni caso, i medici devono prestare attenzione all’insorgenza di sintomi di astinenza (vedere paragrafo 4.2) e trattare i pazienti conseguentemente qualora tali sintomi dovessero palesarsi.

Il rischio di ideazione suicidaria e suicidi commessi è notoriamente più elevato nei pazienti che soffrono di dolore cronico. Inoltre, le sostanze con un’influenza pronunciata sul sistema monoamminergico sono state associate ad un maggior rischio di tendenza al suicidio nei pazienti che soffrono di depressione, soprattutto all’inizio del trattamento. I dati su tapentadolo ottenuti dagli studi clinici e dai rapporti post-marketing non rilevano un aumento del rischio.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

04.9 Sovradosaggio

Sintomi Per quanto concerne il sovradosaggio di tapentadolo, le esperienze sull’uomo sono molto limitate. I dati preclinici suggeriscono che, in seguito a intossicazione con tapentadolo, ci si deve attendere l’insorgenza di sintomi analoghi a quelli causati da altri analgesici ad azione centrale con attività agonista sui recettori µ (mu) degli oppioidi. In linea di massima, da un punto di vista clinico, questi sintomi includono miosi, vomito, collasso cardiovascolare, disturbi della coscienza fino al coma, convulsioni e depressione respiratoria fino all’arresto respiratorio.

Gestione La gestione del sovradosaggio deve essere incentrata sul trattamento dei sintomi conseguenti all’azione agonista sui recettori µ (mu) degli oppioidi. Se si sospetta un sovradosaggio di tapentadolo, in primo luogo occorre garantire la pervietà delle vie aeree e l’istituzione di ventilazione assistita o controllata. Gli antagonisti puri dei recettori degli oppioidi, come naloxone, rappresentano degli antidoti specifici per la depressione respiratoria dovuta al sovradosaggio di oppioidi. La depressione respiratoria conseguente a sovradosaggio può avere una durata superiore all’azione dell’antagonista dei recettori degli oppioidi. La somministrazione di un antagonista dei recettori degli oppioidi non costituisce un’alternativa al monitoraggio continuo delle vie aeree, della respirazione e della circolazione dopo il sovradosaggio di oppioidi. Se la risposta agli antagonisti dei recettori degli oppioidi è subottimale o soltanto di breve durata, è necessario somministrare un’altra dose di antagonista (ad es. naloxone) attenendosi alle istruzioni fornite dal produttore del medicinale. La decontaminazione gastrointestinale può essere presa in considerazione per eliminare il principio attivo non assorbito. La decontaminazione gastrointestinale con carbone attivo o mediante lavanda gastrica deve essere presa in considerazione entro 2 ore dall’assunzione. Prima di tentare la decontaminazione gastrointestinale bisogna prestare attenzione a garantire la pervietà delle vie aeree.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: analgesici; oppioidi; altri oppioidi, codice ATC: N02AX06.

Tapentadolo è un potente analgesico che possiede un’attività agonista sui recettori μ degli oppioidi e di inibizione della ricaptazione della noradrenalina. Tapentadolo esercita i propri effetti analgesici in modo diretto senza alcun metabolita farmacologicamente attivo.

Tapentadolo si è dimostrato efficace in modelli preclinici di dolore nocicettivo, neuropatico, viscerale e infiammatorio; l’efficacia è stata verificata in studi clinici condotti con formulazioni di tapentadolo a rilascio prolungato in condizioni di dolore non oncologico nocicettivo e neuropatico cronico, così come nel dolore cronico da tumore. Gli studi sul dolore dovuto ad artrosi e lombalgia cronica hanno dimostrato un’efficacia analgesica di tapentadolo simile a quella di un potente oppioide usato come confronto. Nello studio sul dolore da neuropatia diabetica periferica, tapentadolo si è differenziato dal placebo usato come confronto.

Effetti sul sistema cardiovascolare Da uno studio approfondito sul QT nell’uomo non è emerso alcun effetto sull’intervallo QT dopo la somministrazione di dosi multiple di tapentadolo terapeutiche e superiori a quelle terapeutiche. Analogamente, tapentadolo non ha mostrato effetti rilevanti sugli altri parametri dell’elettrocardiogramma (ECG) (frequenza cardiaca, intervallo PR, durata QRS, morfologia dell’onda T o dell’onda U). Dati post-marketing Sono stati condotti due studi post-marketing per valutare l’utilizzo pratico di tapentadolo.

L’efficacia della formulazione di tapentadolo a rilascio prolungato è stata verificata in uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, su pazienti affetti da dolore lombosacrale con componente neuropatica (KF5503/58). Le riduzioni dell’intensità media del dolore sono risultate simili nel gruppo trattato con tapentadolo e nel gruppo sottoposto al trattamento di confronto, ossia trattato con l’associazione di una formulazione di tapentadolo a rilascio prolungato e pregabalin compresse a rilascio immediato.

In uno studio in aperto, multicentrico, randomizzato, su pazienti con dolore lombosacrale cronico di grado severo con componente neuropatica (KF5503/60), la formulazione di tapentadolo a rilascio prolungato è stata associata a riduzioni significative dell’intensità media del dolore.

Popolazione pediatrica L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con il medicinale di riferimento contenente tapentadolo in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per il trattamento del dolore cronico severo (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento La biodisponibilità media assoluta dopo la somministrazione in singola dose (a digiuno) di tapentadolo compresse a rilascio prolungato è del 32% circa per via di un esteso metabolismo di primo passaggio. Le concentrazioni sieriche massime di tapentadolo si osservano tra le 3 e le 6 ore dopo la somministrazione delle compresse a rilascio prolungato. In seguito alla somministrazione delle compresse a rilascio prolungato sono stati dimostrati aumenti dei valori di AUC proporzionali alle dosi somministrate nell’ambito delle dosi terapeutiche. Uno studio a dosi multiple, in cui tapentadolo compresse a rilascio prolungato è stato somministrato a dosi di 86 e 172 mg due volte al giorno, ha dimostrato un rapporto di accumulo di circa 1,5 per la molecola progenitrice, determinato principalmente dall’intervallo posologico e dall’emivita apparente di tapentadolo. Le concentrazioni sieriche di tapentadolo allo stato stazionario vengono raggiunte al secondo giorno del regime di trattamento.

Effetto del cibo Quando le compresse a rilascio prolungato sono state somministrate dopo una colazione ad alto contenuto di grassi e di calorie, l’AUC e la C sono aumentate rispettivamente dell’8% e del 18%. Si max è ritenuto che ciò non rivestisse rilevanza clinica dato che ricade nella normale variabilità intersoggetto dei parametri farmacocinetici di tapentadolo. Tapentadolo Teva può essere somministrato con o senza cibo.

Distribuzione Tapentadolo è ampiamente distribuito in tutto l’organismo. Dopo la somministrazione endovenosa, il volume di distribuzione (Vz) di tapentadolo è 540 +/- 98 L. Il legame con le proteine sieriche è basso, pari a circa il 20%. Biotrasformazione Nell’uomo, il metabolismo di tapentadolo è esteso. Circa il 97% del composto progenitore viene infatti metabolizzato. La via principale del metabolismo di tapentadolo è la coniugazione con acido glucuronico con produzione di glucuronidi. In seguito alla somministrazione orale, circa il 70% della dose è escreto nelle urine come forme coniugate (55% di glucuronide e 15% di solfato di tapentadolo). L’enzima primario implicato nella glucuronidazione è l’uridina difosfato glucuroniltrasferasi (UGT) (in prevalenza le isoforme UGT1A6, UGT1A9 e UGT2B7). Un totale pari al 3% del principio attivo viene escreto nelle urine in forma immodificata. Tapentadolo viene inoltre metabolizzato in Ndesmetiltapentadolo (13%) da CYP2C9 e CYP2C19, e in idrossitapentadolo (2%) dal CYP2D6, che vengono ulteriormente metabolizzati per coniugazione. Il metabolismo del principio attivo mediato dal sistema del citocromo P450 ha pertanto un’importanza minore rispetto alla glucuronidazione. Nessuno dei metaboliti contribuisce all’attività analgesica.

Eliminazione L’escrezione di tapentadolo e dei suoi metaboliti avviene quasi esclusivamente (99%) per via renale. La clearance totale dopo la somministrazione endovenosa è di 1530 +/- 177 mL/min. L’emivita terminale è in media di 5-6 ore dopo la somministrazione orale.

Popolazioni speciali

Pazienti anziani In uno studio condotto su soggetti anziani (di età compresa tra 65 e 78 anni), l’esposizione media (AUC) a tapentadolo è risultata simile a quella di giovani adulti (di età compresa tra 19 e 43 anni), con una C media inferiore del 16% osservata nel gruppo dei soggetti anziani rispetto ai giovani max adulti.

Compromissione renale L’AUC e la C di tapentadolo sono risultate simili in soggetti con gradi variabili di funzionalità max renale (da normale fino a severamente compromessa). Al contrario, all’aumentare del grado di compromissione renale si è osservato un aumento dell’esposizione (AUC) a tapentadolo-Oglucuronide. In soggetti con compromissione renale lieve, moderata e severa, l’AUC di tapentadoloO-glucuronide è rispettivamente 1,5, 2,5 e 5,5 volte superiore a quella che si rileva in caso di funzionalità renale normale.

Compromissione epatica La somministrazione di tapentadolo ha comportato esposizioni e livelli sierici di tapentadolo più elevati nei soggetti con compromissione della funzionalità epatica rispetto ai soggetti con funzionalità epatica normale. Il rapporto dei parametri farmacocinetici di tapentadolo per i gruppi con compromissione epatica lieve e moderata in confronto al gruppo con funzionalità epatica normale è stato rispettivamente 1,7 e 4,2 per l’AUC, 1,4 e 2,5 per la C , e 1,2 e 1,4 per il t . La velocità di max 1/2 formazione di tapentadolo-O-glucuronide è risultata inferiore nei soggetti con compromissione epatica più accentuata.

Interazioni farmacocinetiche Tapentadolo viene metabolizzato prevalentemente tramite glucuronidazione e solo una piccola quota è metabolizzata attraverso vie ossidative. Dato che la glucuronidazione è un sistema ad alta capacità/bassa affinità, che non si satura facilmente neanche in corso di malattia, e dal momento che le concentrazioni terapeutiche dei principi attivi sono in generale ben al di sotto di quelle necessarie per una potenziale inibizione della glucuronidazione, è poco probabile che si verifichino interazioni clinicamente rilevanti conseguenti alla glucuronidazione. In diversi studi di interazione farmacologica con paracetamolo, naproxene, acido acetilsalicilico e probenecid è stata valutata una possibile influenza di questi principi attivi sulla glucuronidazione di tapentadolo. Gli studi in cui sono stati testati i principi attivi naproxene (500 mg due volte al giorno per 2 giorni) e probenecid (500 mg due volte al giorno per 2 giorni) hanno evidenziato aumenti dell’AUC di tapentadolo pari rispettivamente al 17% e al 57%. Nel complesso, in questi studi non è stato osservato alcun effetto clinicamente rilevante sulle concentrazioni sieriche di tapentadolo. Sono stati inoltre condotti studi di interazione di tapentadolo con metoclopramide e omeprazolo al fine di valutare la possibile influenza di questi principi attivi sull’assorbimento di tapentadolo. Anche questi studi non hanno mostrato effetti clinicamente rilevanti sulle concentrazioni sieriche di tapentadolo. Gli studi in vitro non hanno rivelato alcuna capacità di tapentadolo di inibire o indurre gli enzimi del citocromo P450. Pertanto è improbabile che si manifestino interazioni clinicamente rilevanti mediate dal sistema del citocromo P450.

Poiché il legame di tapentadolo con le proteine plasmatiche è basso (del 20% circa), la probabilità di interazioni farmacocinetiche dovuta allo spiazzamento dal sito di legame con le proteine è bassa.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Nel test di Ames, tapentadolo non è risultato genotossico sui batteri. In un test di aberrazione cromosomica in vitro sono stati osservati esiti ambigui. Tuttavia, quando il test è stato ripetuto, i risultati sono stati chiaramente negativi. Usando i due endpoint di aberrazione cromosomica e sintesi non programmata del DNA, tapentadolo, analizzato fino alla massima dose tollerata, non è risultato genotossico in vivo. Gli studi a lungo termine sugli animali non hanno identificato un potenziale rischio cancerogeno rilevante per l’uomo.

Nei ratti, tapentadolo non ha avuto alcuna influenza sulla fertilità maschile o femminile, ma ad alte dosi ha ridotto la sopravvivenza in utero. Non si sa se questo effetto sia stato mediato per via maschile o femminile. Tapentadolo ha dimostrato di non avere effetti teratogeni nei ratti e nei conigli dopo l’esposizione endovenosa e sottocutanea. Tuttavia, sono stati osservati sviluppo ritardato ed embriotossicità dopo la somministrazione di dosi farmacologicamente eccessive (effetti sul SNC associati all’attività sui recettori µ (mu) degli oppioidi correlati a dosaggi superiori al range terapeutico). Dopo la somministrazione endovenosa nei ratti è stata notata una riduzione della sopravvivenza in utero. Tapentadolo ha causato un aumento della mortalità dei ratti neonati F che hanno subito un’esposizione diretta attraverso il latte tra i giorni 1 e 4 dopo il parto, già a dosi che non provocavano tossicità materna. Non sono stati osservati effetti sui parametri neurocomportamentali. L’escrezione nel latte materno è stata studiata in cuccioli di ratto allattati da madri a cui è stato somministrato tapentadolo. I cuccioli erano esposti in maniera dose-dipendente a tapentadolo e a tapentadolo-O-glucuronide. È stato concluso che tapentadolo viene escreto nel latte.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Nucleo della compressa Cellulosa microcristallina (E460) Ipromellosa (E464) Silice colloidale anidra (E551) Magnesio stearato

Rivestimento della compressa Ipromellosa (E464) Glicerolo (E422) Talco (E553b) Cellulosa microcristallina (E460) Biossido di titanio (E171)

Ossido di ferro rosso (E172) (solo concentrazioni da 25, 100, 150, 200 e 250 mg) Ossido di ferro giallo (E172) (solo concentrazioni da 25, 100 e 200 mg) Ossido di ferro nero (E172) (solo concentrazioni da 25, 100, 150, 200 e 250 mg)

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

4 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non necessita di condizioni particolari di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Blister perforati divisibili per dose unitaria a prova di bambino in alluminio PVC/PE/PVDC.

Tapentadolo Teva 25 mg 20×1, 30×1, 40×1, 50×1, 54×1, 60×1 o 100×1 compresse a rilascio prolungato.

Tapentadolo Teva 50, 100, 150, 200, 250 mg 20×1, 24×1, 30×1, 50×1, 54×1, 60×1 o 100×1 compresse a rilascio prolungato.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l. – Piazzale Luigi Cadorna, 4 – 20123 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

050911015 – “25 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO” 20 X 1 COMPRESSE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA IN AL/PVC/PE/PVDC 050911027 – “25 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO” 30 X 1 COMPRESSE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA IN AL/PVC/PE/PVDC 050911039 – “25 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO” 40 X 1 COMPRESSE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA IN AL/PVC/PE/PVDC 050911041 – “25 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO” 50 X 1 COMPRESSE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA IN AL/PVC/PE/PVDC 050911054 – “25 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO” 54 X 1 COMPRESSE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA IN AL/PVC/PE/PVDC 050911066 – “25 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO” 60 X 1 COMPRESSE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA IN AL/PVC/PE/PVDC 050911078 – “25 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO” 100 X 1 COMPRESSE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA IN AL/PVC/PE/PVDC 050911080 – “50 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO” 20 X 1 COMPRESSE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA 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09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 15 gennaio 2026

10.0 Data di revisione del testo

Luglio 2026