Tiblelan: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Trattamento del dolore severo. Tiblelan è indicato negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni.

Tiblelan

Tiblelan

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Tiblelan: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

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Tiblelan 1,3 mg compresse rivestite con film Tiblelan 2,6 mg compresse rivestite con film

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa rivestita con film di Tiblelan 1,3 mg contiene 1,3 mg di idromorfone cloridrato equivalente a 1,16 mg di idromorfone.

Ogni compressa rivestita con film di Tiblelan 2,6 mg contiene 2,6 mg di idromorfone cloridrato equivalente a 2,32 mg di idromorfone.

Eccipiente(i) con effetti noti

Tiblelan 1,3 mg compresse rivestite con film contiene 1,6 mg di croscarmellosa sodica. Tiblelan 2,6 mg compresse rivestite con film contiene 3,2 mg di croscarmellosa sodica.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film

Tiblelan 1,3 mg compresse rivestite con film

Compresse rivestite con film di colore da giallo a bruno, rotonde e biconvesse, con un diametro di 6,1 mm ± 0,2 mm e senza una linea di frattura.

Tiblelan 2,6 mg compresse rivestite con film

Compresse rivestite con film di colore rosso, oblunghe e biconvesse, con un diametro di 10,7 mm ± 0,2 mm e con una linea di frattura su un lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento del dolore severo.

Tiblelan è indicato negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Le singole dosi supplementari di idromorfone a rilascio immediato o di morfina a rilascio immediato non devono superare il 10-25% della dose di idromorfone in compresse a rilascio prolungato somministrata nelle 24 ore.

Passaggio dei pazienti dall’uso di idromorfone parenterale a quello orale

I pazienti che passano dalla terapia parenterale con idromorfone alle compresse di idromorfone devono essere trattati con cautela, tenendo conto della loro sensibilità individuale, cioè la dose orale iniziale non deve essere sovrastimata (vedere paragrafo 5.2).

Adulti e adolescenti di età pari o superiore a 12 anni

La gravità del dolore, l’età del paziente e precedenti anamnestici di necessità di analgesici sono criteri da considerare per la scelta del dosaggio. Nei pazienti senza precedenti trattamenti con oppioidi, il trattamento deve essere normalmente iniziato con un dosaggio di 1,3 mg o 2,6 mg di idromorfone cloridrato ogni 4 ore. L’aumento della gravità del dolore richiederà un aumento del dosaggio di idromorfone per ottenere il sollievo desiderato utilizzando le compresse rivestite con film da 1,3 mg e 2,6 mg da sole o in combinazione.

Pazienti anziani (65 anni e oltre)

I pazienti anziani devono essere sottoposti a una titolazione della dose di idromorfone per ottenere un’adeguata analgesia. Si noti, tuttavia, che questi pazienti possono richiedere un dosaggio inferiore per ottenere un’analgesia adeguata.

Pazienti con compromissione epatica e/o renale

Il controllo del dolore in questi pazienti può essere ottenuto con dosi inferiori rispetto ad altri gruppi di pazienti. I pazienti devono essere attentamente titolati in base all’effetto clinico.

Popolazione pediatrica

Non è raccomandato l’uso nei bambini di età inferiore ai 12 anni.

Modo di somministrazione Uso orale.

Le compresse rivestite con film devono essere deglutite con una quantità sufficiente di liquido e non devono essere masticate o frantumate.

Obiettivi del trattamento e sospensione

Prima di iniziare il trattamento con Tiblelan, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento che comprenda la durata e gli obiettivi dello stesso, nonché un piano per la conclusione del trattamento, in conformità con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, vi deve essere un contatto frequente tra il medico e il paziente al fine di valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerarne l’interruzione e, se necessario, aggiustare la posologia. Quando un paziente non necessita più della terapia con idromorfone, può essere consigliabile ridurre gradualmente la dose per prevenire i sintomi di astinenza. In assenza di un adeguato controllo del dolore, si deve considerare la possibilità di iperalgesia, tolleranza e progressione della malattia di base (vedere paragrafo 4.4).

Durata del trattamento

L’idromorfone non deve essere usato più a lungo del necessario.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Depressione respiratoria con ipossia e/o ipercapnia Severa malattia polmonare cronica ostruttiva Asma bronchiale severo Ileo paralitico Addome acuto Coma Somministrazione concomitante di inibitori delle monoaminossidasi o entro 2 settimane dalla sospensione del loro utilizzo

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Il rischio principale dell’eccesso di oppioidi è la depressione respiratoria.

Può essere consigliabile un dosaggio ridotto di idromorfone, da somministrare con cautela nei seguenti casi: Pazienti anziani e debilitati

Funzione respiratoria gravemente compromessa

Apnea del sonno

Cosomministrazione di depressori del SNC (vedere di seguito e paragrafo 4.5) Tolleranza, dipendenza fisica e astinenza (vedere di seguito)

Dipendenza psicologica (dipendenza), profilo di abuso e storia di abuso di sostanze e/o alcol (vedere di seguito) Trauma cranico, lesioni intracraniche o aumento della pressione intracranica, ridotto livello di coscienza di origine incerta Ipotensione con ipovolemia

Pancreatite

Ipotiroidismo

Psicosi tossica

Ipertrofia prostatica

Insufficienza surrenalica (ad es., morbo di Addison) Funzionalità renale gravemente compromessa

Funzionalità epatica gravemente compromessa

Alcolismo

Delirium tremens

Disturbi convulsivi

Costipazione

Shock o riduzione della riserva respiratoria

malattie delle vie biliari

Colica biliare o ureterica

Broncopneumopatia cronica ostruttiva

Disturbi ostruttivi o infiammatori dell’intestino

Rischio derivante dall’uso concomitante di medicinali sedativi come benzodiazepine (e altri depressori del SNC) L’uso concomitante di idromorfone e medicinali sedativi come le benzodiazepine o principi attivi correlati può provocare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte.

A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante con questi medicinali sedativi deve essere riservata ai pazienti per i quali non sono possibili opzioni terapeutiche alternative.

Se si decide di prescrivere idromorfone in concomitanza con medicinali sedativi, si deve utilizzare la più bassa dose efficace e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile.

I pazienti devono essere seguiti attentamente per segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A questo proposito, si raccomanda fortemente di informare i pazienti e chi li assiste affinché siano consapevoli di questi sintomi (vedere paragrafo 4.5).

Disturbi respiratori legati al sonno

Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori legati al sonno inclusa l’apnea centrale del sonno (ACS) e l’ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio di ACS in modo dose-dipendente (vedere paragrafo 4.8). Nei pazienti che presentano ACS, deve essere presa in considerazione la riduzione della dose totale di oppioidi.

Disturbo da Uso di Oppioidi (abuso e dipendenza)

Si possono sviluppare tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica in seguito alla somministrazione ripetuta di oppioidi come l’idromorfone.

L’uso ripetuto di Tiblelan può portare al disturbo da uso di oppioidi (OUD). La somministrazione di dosi elevate e una durata prolungata del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare OUD. L’abuso (ad esempio, per somministrazione parenterale di forme farmaceutiche orali) o l’uso improprio intenzionale di Tiblelan può provocare sovradosaggio, eventi avversi gravi e/o morte. Il rischio di sviluppare OUD è aumentato nei pazienti con anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei consumatori attuali di tabacco o nei pazienti con una storia personale di altri disturbi della salute mentale (ad es. depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità).

Prima di iniziare il trattamento con Tiblelan e nel corso del trattamento, si devono concordare con il paziente gli obiettivi del trattamento e un piano di interruzione dello stesso (vedere paragrafo 4.2). Prima e durante il trattamento, si deve anche informare il paziente sui rischi e sui sintomi dell’OUD. Se si verificano questi sintomi, i pazienti devono essere avvisati di contattare il medico.

I pazienti possono sperimentare un calo di efficacia del trattamento con l’uso cronico ed esprimere la necessità di aumentare la dose per ottenere lo stesso livello di controllo del dolore sperimentato inizialmente. I pazienti possono anche integrare il trattamento con altri antidolorifici. Questi potrebbero essere segnali del fatto che il paziente sta sviluppando una tolleranza. Il rischio di sviluppare tolleranza deve essere spiegato al paziente.

Quando si prescrive a pazienti a lungo termine a rischio di uso improprio di oppioidi, può essere necessario un ulteriore supporto e monitoraggio.

È necessario effettuare un’anamnesi completa del paziente per documentare i medicinali concomitanti, compresi i medicinali da banco e quelli acquistati online, e le condizioni mediche e psichiatriche passate e presenti.

È importante che i pazienti usino solo i medicinali prescritti e non diano questo medicinale ad altri. La necessità clinica di un trattamento analgesico deve essere rivista regolarmente.

La sindrome da astinenza da farmaco può verificarsi in caso di brusca interruzione della terapia o di riduzione della dose. Quando un paziente non ha più bisogno della terapia, è consigliabile ridurre gradualmente la dose per minimizzare i sintomi dell’astinenza.

Se le donne assumono questo farmaco durante la gravidanza, c’è il rischio che i loro neonati sperimentino la sindrome da astinenza neonatale.

Iperalgesia

L’iperalgesia può essere diagnosticata se il paziente in terapia a lungo termine con oppioidi presenta un aumento del dolore. A dosi elevate può verificarsi l’iperalgesia non responsiva a un ulteriore aumento della dose di idromorfone. Può essere necessaria una riduzione della dose o il passaggio a un altro oppioide.

L’uso concomitante di alcol e idromorfone può aumentare gli effetti indesiderati di quest’ultimo; l’uso concomitante deve essere evitato.

L’idromorfone deve essere usato con cautela nel preoperatorio e nelle 24 ore postoperatorie. Trascorso questo periodo, deve essere usato con cautela, in particolare dopo un intervento di chirurgia addominale.

L’idromorfone non deve essere usato se esiste la possibilità che si verifichi un ileo paralitico. Se si sospetta o si verifica un ileo paralitico durante l’uso, l’idromorfone deve essere interrotto immediatamente.

I pazienti che stanno per essere sottoposti a cordotomia o ad altre procedure chirurgiche antidolorifiche non devono ricevere idromorfone nelle 4 ore precedenti l’intervento. Se è indicato un ulteriore trattamento con idromorfone, il dosaggio deve essere adattato alla nuova necessità post-operatoria.

Gli oppioidi, come l’idromorfone, possono influenzare gli assi ipotalamo-ipofisi-surrene o gonadici. Alcuni cambiamenti che possono essere osservati includono un aumento della prolattina sierica e una diminuzione del cortisolo plasmatico e del testosterone. I sintomi clinici possono manifestarsi a causa di questi cambiamenti ormonali.

In caso di insufficienza surrenalica, è necessario monitorare la concentrazione plasmatica di cortisolo e, se necessario, somministrare corticosteroidi.

Sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Popolazione pediatrica

Non è raccomandato nei bambini di età inferiore ai 12 anni.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Sistema nervoso centrale (SNC)

L’uso concomitante di oppioidi con medicinali sedativi come benzodiazepine o altri principi attivi che deprimono il SNC aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto depressivo additivo sul SNC. La dose e la durata dell’uso concomitante devono essere limitate (vedere paragrafo 4.4). I principi attivi che deprimono il SNC includono, ma non sono limitati a: altri oppioidi, ansiolitici, ipnotici e sedativi (incluse le benzodiazepine), anestetici (ad esempio barbiturici), antiemetici, antidepressivi, antipsicotici (ad esempio fenotiazine), antistaminici e alcol.

Come altri oppioidi analgesici, idromorfone può potenziare l’azione di medicinali bloccanti neuromuscolari e determinare un grado eccessivo di depressione respiratoria.

L’alcol può anche potenziare gli effetti farmacodinamici dell’idromorfone; l’uso concomitante deve essere evitato.

L’uso concomitante di oppioidi e gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) aumenta il rischio di overdose da oppioidi, depressione respiratoria e morte.

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La somministrazione con inibitori delle monoamino-ossidasi concomitante o entro 2 settimane dall’interruzione del loro uso è controindicata (vedere paragrafo 4.3).

Non sono stati condotti studi ufficiali di interazione farmacologica con Tiblelan.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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La somministrazione di idromorfone durante la gravidanza e l’allattamento non è raccomandato. Gravidanza I dati sull’uso dell’idromorfone nelle donne in gravidanza sono assenti o limitati. Gli studi sugli animali non hanno rivelato alcun effetto teratogeno a dosi superiori rispetto quelle utilizzate nell’uomo (vedere paragrafo 5.3). La fertilità o i parametri riproduttivi negli studi sugli animali non sono stati influenzati nemmeno da dosi cosi elevate (5 mg/kg/die per via orale). È stata osservata tossicità perinatale in ratti trattati con 2 e 5 mg/kg/die.

L’utilizzo di idromorfone durante la gravidanza e il travaglio non è raccomandato a causa della ridotta contrattilità uterina e del rischio di depressione respiratoria neonatale. L’uso prolungato di idromorfone durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale.

Allattamento

Non sono disponibili dati sull’uso di idromorfone durante l’allattamento. Idromorfone non deve quindi essere utilizzato dalle madri che allattano al seno, in caso contrario l’allattamento deve essere interrotto.

Fertilità

Non vi sono dati sufficienti sull’effetto di idromorfone sulla fertilità nell’uomo.

Gli studi sui ratti non hanno mostrato alcun effetto sulla fertilità maschile o femminile (vedere paragrafo 5.3).

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Tiblelan può influenzare la capacità di guidare e di usare macchinari. Ciò è particolarmente probabile all’inizio del trattamento con idromorfone, dopo un aumento della dose o una rotazione del medicinale e se l’idromorfone è usato in combinazione con alcol o con altri agenti depressivi del SNC. I pazienti stabilizzati con uno specifico dosaggio non saranno necessariamente soggetti a restrizioni. Pertanto, i pazienti devono consultare il proprio medico per sapere se la guida o l’uso di macchinari sono consentiti.

L’idromorfone può causare sonnolenza e i pazienti non devono guidare o utilizzare macchinari se ne sono affetti.

Questo medicinale può compromettere le funzioni cognitive e influenzare la capacità del paziente di guidare in modo sicuro. Quando si prescrive questo medicinale, i pazienti devono essere informati che: Il farmaco può influire sulla capacità di guidare.

Non devono guidare finché non conoscono gli effetti del farmaco.

 

04.8 Effetti indesiderati

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L’idromorfone può causare costipazione, nausea e vomito. La costipazione può essere trattata preventivamente con un lassativo appropriato. Quando la nausea e il vomito compromettono il paziente, l’idromorfone può essere prontamente combinato con antiemetici.

La classificazione degli effetti indesiderati si basa sulle seguenti categorie di frequenza: Molto comune ≥1/10 Comune da ≥1/100 a <1/10

Non comune da ≥1/1 000 a <1/100

Raro da ≥1/10 000 a <1/1 000

Molto raro <1/10 000

Non nota la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili

Molto comune Comune Non comune Raro Non nota
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità (incluso gonfiore orofaringeo) Reazioni anafilattiche
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Diminuzione dell’appetito
Disturbi psichiatrici Stato confusionale Ansia Insonnia Agitazione Depressione Euforia Allucinazioni Aggressività Tossicodipendenza (vedere paragrafo 4.4)
Disforia
Molto comune Comune Non comune Raro Non nota
Incubi
Disturbi del sistema nervoso Vertigini Sonnolenza Sedazione Mal di testa Mioclono Tremore Parestesia Letargia Convulsioni Discinesia Iperalgesia (vedere paragrafo 4.4)
Sindrome da apnea centrale del sonno Sincope
Aumento pressione intracranica Nistagmo
Disturbi dell’occhio Disturbi della vista Miosi Diplopia
Disturbi cardiaci Tachicardia Bradicardia Palpitazioni
Disturbi vascolare Ipotensione Vampate Ipertensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Depressione respiratoria Broncospasmo Laringospasmo
Disordini gastrointestinali Costipazione Nausea Dolore addominale Secchezza delle fauci
Vomito
Diarrea Disgeusia Dispepsia Ileo paralitico
Patologie epatobiliari Aumento degli enzimi epatici Aumento degli enzimi pancreatici Colica biliare
Patologie della pelle e del tessuto sottocutaneo Prurito Iperidrosi Eruzione cutanea Orticaria
Disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo Rigidità muscolare
Patologie renali e urinarie Aumento dell’urgenza urinaria Ritenzione urinaria Esitazione urinaria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile Diminuzione della libido
Patologie sistemiche e Astenia Sindrome da astinenza Tolleranza
Molto comune Comune Non comune Raro Non nota
condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento Malessere Edema periferico Sindrome da astinenza neonatale Brividi Disorientamento Sensazione di anormalità

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Dipendenza da farmaco

L’uso ripetuto di Tiblelan può portare alla dipendenza da farmaco, anche a dosi terapeutiche. Il rischio di dipendenza da farmaco può variare in base ai fattori di rischio individuali del paziente, alla dose e alla durata del trattamento con oppioidi (vedere paragrafo 4.4).

Può verificarsi una sindrome da astinenza che comprende sintomi quali agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremore e sintomi gastrointestinali. Può essere indicata una riduzione lenta della dose per evitare sintomi di astinenza.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni- avverse.

 

04.9 Sovradosaggio

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I segni di tossicità e sovradosaggio da idromorfone sono pupille a punta di spillo, depressione respiratoria e ipotensione. Nei casi più gravi possono verificarsi insufficienza circolatoria e sonnolenza con progressione verso lo stupore o il coma profondo, polmonite da aspirazione, flaccidità dei muscoli scheletrici, apnea, bradicardia e morte. In caso di sovradosaggio di idromorfone è stata osservata una leucoencefalopatia tossica.

I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi di sovradosaggio e assicurarsi che anche i familiari e gli amici siano consapevoli di questi segni e che si rivolgano immediatamente a un medico se si verificano.

Gestione del sovradosaggio

L’attenzione primaria deve essere rivolta a garantire una via aerea libera e a istituire una ventilazione assistita o controllata.

È necessario adottare immediatamente misure mediche di emergenza o, se necessario, di terapia intensiva (ad esempio intubazione e ventilazione). Per trattare i sintomi dell’intossicazione si possono usare antagonisti specifici degli oppioidi (ad esempio il naloxone). Il dosaggio dei singoli antagonisti degli oppioidi differisce tra loro (fare riferimento ai corrispondenti RCP).

Il naloxone non deve essere somministrato in assenza di una depressione respiratoria o circolatoria clinicamente significativa secondaria al sovradosaggio di idromorfone. Il naloxone deve essere somministrato con cautela nei pazienti con nota o sospetta dipendenza fisica dall’idromorfone. In questi casi, una brusca o completa inversione degli effetti degli oppioidi può precipitare in una sindrome acuta da astinenza.

Può essere indicata una lavanda gastrica per rimuovere la componente non assorbita del farmaco. Se necessario, è richiesta la respirazione artificiale. È necessario mantenere l’equilibrio dei fluidi e degli elettroliti.

Si devono prendere in considerazione altre misure di supporto, in funzione dei progressi e delle condizioni cliniche del paziente.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: analgesici, oppioidi, alcaloidi naturali dell’oppio, codice ATC: N02AA03 Meccanismo d’azione

L’idromorfone è un oppioide agonista puro µ-selettivo. L’idromorfone e gli oppioidi correlati esercitano i loro effetti principali sul sistema nervoso centrale e sull’intestino. Gli effetti sono principalmente analgesici, ansiolitici, antitussivi e sedativi. Inoltre, possono verificarsi alterazioni dell’umore, depressione respiratoria, diminuzione della motilità gastrointestinale, nausea, vomito e alterazioni del sistema endocrino e del sistema nervoso autonomo.

Gli studi preclinici indicano vari effetti degli oppioidi sui componenti del sistema immunitario; il significato clinico di questi risultati non è noto.

Non sono stati condotti studi clinici a lungo termine con l’idromorfone. Popolazione pediatrica Non ci sono dati sufficienti sulla sicurezza e l’efficacia nella popolazione pediatrica (sotto i 12 anni).

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

L’idromorfone viene assorbito dal tratto gastrointestinale e subisce un’eliminazione pre-sistemica con conseguente biodisponibilità orale di circa il 32% (intervallo 17-62%).

Distribuzione

Il legame dell’idromorfone con le proteine plasmatiche è basso (<10%) e questa percentuale rimane costante da 2,46 ng/ml fino a livelli plasmatici molto elevati di 81,99 ng/ml, che vengono raggiunti solo con dosi molto elevate di idromorfone.

Biotrasformazione

L’idromorfone viene metabolizzato tramite coniugazione diretta o riduzione del gruppo chetonico e successiva coniugazione. L’idromorfone viene metabolizzato principalmente in idromorfone-3- glucuronide, idromorfone-3-glucoside e diidroisomorfina-6-glucuronide. In misura minore sono stati osservati i metaboliti diidroisomorfina-6-glucoside, diidromorfina e diidroisomorfina.

L’idromorfone viene metabolizzato a livello epatico; solo una piccola quantità della dose di idromorfone viene escreta immutata nelle urine.

Eliminazione

Metaboliti dell’idromorfone sono stati rilevati nel plasma, nelle urine e nei sistemi di test sugli epatociti umani. Non ci sono prove che l’idromorfone sia metabolizzato in vivo dal sistema enzimatico del citocromo P450. L’idromorfone in vitro è un debole inibitore (IC50 >50 μM) delle isoforme CYP ricombinanti umane, tra cui CYP1A2, 2A6, 2C8, 2D6 e 3A4. Pertanto, non si prevede che l’idromorfone inibisca il metabolismo di altre sostanze attive metabolizzate da queste isoforme del CYP.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Non sono stati osservati effetti sulla fertilità maschile o femminile o sui parametri spermatici nei ratti a dosi di idromorfone per via orale fino a 5 mg/kg/die (30 mg/m2/die o 1,4 volte la dose umana prevista in base all’area di superficie). L’idromorfone non è risultato teratogeno in ratti e conigli a dosi che erano teratogene per la tossicità materna. Non è stata osservata evidenza di tossicità fetale nei ratti anche a dosi di 10 mg/kg di idromorfone cloridrato per via orale. Nei ratti è stato osservato un ritardo nello sviluppo fetale a dosi di 50 mg/kg; la dose senza effetto avverso osservabile è stata di 25 mg/kg. La dose singola più alta stimata nei ratti e nei conigli femmina in questi studi è stata rispettivamente di circa 3 e 6 volte la dose umana orale di 32 mg/die (AUC 0-24h).

La mortalità peripartum/postpartum dei cuccioli di ratto (F1) è aumentata a 2 e 5 mg/kg/die e il peso corporeo è risultato inferiore durante l’allattamento. Non sono state rilevate osservazioni cliniche o necroscopiche dovute alla somministrazione materna.

L’idromorfone non è risultato mutageno nel test di mutazione inversa dei batteri (Ames) e nel test del micronucleo di topo. L’idromorfone non è risultato mutageno nemmeno nel test sul linfoma di topo in assenza di metabolizzazione esogena (S9). In presenza di metabolizzazione esogena, non è risultato mutageno a concentrazioni di 100 μg/ml e inferiori. A concentrazioni di 200 μg/ml e superiori, che sono ben al di sopra delle concentrazioni medie di picco previste nel plasma umano, è stata osservata una reazione positiva.

Non sono stati condotti studi di cancerogenicità.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa: Cellulosa, microcristallina (E 460)

Idrogeno fosfato di calcio (E 341) Croscarmellosa sodica (E 468) Silice, colloidale anidra (E 551) Magnesio stearato (E 470b) Rivestimento della compressa: Ipromellosa 15 mPas (E 464)

Polidestrosio (E 1200) Biossido di titanio (E 171) Maltodestrina Trigliceridi, media catena Ossido di ferro rosso (E 172)

Ossido di ferro giallo (E 172) [per il dosaggio da 1,3 mg]

Ossido ferrosoferrico/Ossido di ferro nero (E 172) [per il dosaggio da 2,6 mg]

 

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister trasparenti in PVC/PVdC/PVC-alluminio con 10, 20, 28, 30, 50, 60 o 100 compresse rivestite con film.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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G.L. Pharma GmbH, Schlossplatz 1, 8502 Lannach, Austria

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL

052180027 – "1,3 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 20 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180039 – "1,3 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180041 – "1,3 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180054 – "1,3 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 50 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180066 – "1,3 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 60 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180078 – "1,3 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 100 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180080 – "2,6 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180092 – "2,6 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 20 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180104 – "2,6 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180116 – "2.6 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180128 – "2,6 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 50 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180130 – "2,6 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 60 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL 052180142 – "2,6 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 100 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 15 gennaio 2026 Data del rinnovo più recente:

 

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: ———-