Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAAsamax – Mesalazina
- 2 BugiardinoAsamax
- 3 IndicazioniAsamax
- 4 Effetti collateraliAsamax
- 5 Sicurezza e azioneAsamax
- 6 Principio attivoMesalazina
Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Asamax è un farmaco a base di mesalazina indicato per la colite ulcerosa e, per le compresse, anche per il morbo di Crohn; si usa sia nelle fasi attive sia per prevenire le recidive.[1] Prima di usarlo è importante sapere che non deve essere impiegato in caso di allergia alla mesalazina o ai salicilati, in presenza di grave compromissione di fegato o reni, di ulcere gastriche o duodenali attive, di diatesi emorragica e nei bambini sotto i 2 anni.[1] Per i bambini e gli adolescenti, le dosi non vanno calcolate qui: vanno lette nella tabella della scheda tecnica o nel foglietto illustrativo e decise dal pediatra.[1, 2]
Indice (7 sezioni)
A cosa serve
Asamax compresse gastroresistenti è indicato nella colite ulcerosa e nel morbo di Crohn, per il trattamento delle fasi attive e per la prevenzione delle recidive.[1] Asamax sospensione rettale è indicato nella colite ulcerosa localizzata a livello retto-sigmoideo, sempre per trattamento delle fasi attive e prevenzione delle recidive.[1] Asamax supposte è indicato nella colite ulcerosa localizzata a livello rettale, per il trattamento delle fasi attive e la prevenzione delle recidive.[1]
Nelle fasi attive di grado severo è consigliabile associare un trattamento cortisonico.[1]
Formulazioni e come si usa
Asamax esiste come compresse gastroresistenti da 400 mg e 800 mg, sospensione rettale in contenitori monodose da 2 g/50 ml e 4 g/100 ml, e supposte da 500 mg.[1]
Compresse gastroresistenti
Negli adulti lo schema indicativo è di 1-2 compresse da 400 mg, oppure 1 compressa da 800 mg, 3 volte al giorno.[1] Nei casi gravi la dose può essere aumentata sino a 10 compresse da 400 mg oppure 5 compresse da 800 mg al giorno.[1]
Nei bambini a partire dai 6 anni il dosaggio deve essere stabilito individualmente dal medico e va consultata la tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo.[1, 2] La scheda tecnica indica che la durata del trattamento delle fasi attive è mediamente di 6-12 settimane, ma può variare secondo il medico.[1]
Sospensione rettale
Negli adulti la dose media è di 1 contenitore monodose da 2 g in 50 ml 1-2 volte al giorno, mattina e/o sera prima di coricarsi, oppure 1 contenitore monodose da 4 g in 100 ml 1 volta al giorno, preferibilmente la sera prima di coricarsi.[1]
La scheda tecnica raccomanda di agitare bene il flacone prima dell’uso, applicarlo da sdraiati sul fianco sinistro, inserire delicatamente la cannula e premere il contenitore fino a svuotarlo completamente.[1] Dopo l’applicazione è consigliato girarsi sui due fianchi e restare coricati per almeno 30 minuti; è preferibile trattenere il medicinale il più a lungo possibile, idealmente per tutta la notte.[1]
Nei bambini i dati sono limitati e le dosi devono essere ridotte proporzionalmente a giudizio del medico; per la posologia pediatrica bisogna consultare la tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e rivolgersi al pediatra.[1, 2] La durata del trattamento delle fasi attive è mediamente di 6-8 settimane.[1]
Supposte
Negli adulti la posologia media è di 3 supposte al giorno, divise in 2-3 somministrazioni, nella fase attiva, e di 1-2 supposte al giorno per la prevenzione delle recidive.[1]
Anche per le supposte i dati nei bambini sono limitati e le dosi devono essere ridotte proporzionalmente a giudizio del medico; per l’uso pediatrico va consultata la tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e va sentito il pediatra.[1, 2] Per migliorare l’effetto terapeutico, la supposta va trattenuta per almeno 30 minuti o più a lungo, idealmente tutta la notte.[1] La durata del trattamento nelle fasi attive è mediamente di 3-4 settimane.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Asamax è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo, agli eccipienti, ai salicilati o ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.[1] È controindicato anche in caso di grave compromissione della funzionalità epatica o renale, ulcere gastriche o duodenali in fase attiva, diatesi emorragica, nefropatie gravi e nei bambini sotto i 2 anni.[1]
La scheda tecnica segnala che, prima di iniziare il trattamento, il paziente deve essere sottoposto agli esami necessari per confermare diagnosi e indicazione terapeutica, e che durante la terapia vanno controllati, a discrezione del medico, esami del sangue e delle urine.[1] Come linea guida, è raccomandato un primo controllo dopo 14 giorni, poi 2-3 controlli a intervalli di 4 settimane e, se i risultati restano normali, successivamente ogni 3 mesi.[1] Per la funzione renale è raccomandata una valutazione prima di iniziare e almeno due volte all’anno durante il trattamento.[1]
Con le compresse, in caso di digestione gastrica molto lenta o stenosi pilorica, la mesalazina può liberarsi già nello stomaco, con possibile irritazione gastrica e perdita di efficacia.[1] Se compaiono reazioni di ipersensibilità, il trattamento deve essere interrotto subito.[1] La terapia va sospesa immediatamente anche se si manifestano crampi addominali, dolore addominale acuto, diarrea con sangue, febbre, cefalea grave o rash.[1]
La scheda tecnica raccomanda cautela nei pazienti con compromissione epatica e in quelli in trattamento con ipoglicemizzanti orali, diuretici, cumarinici e corticosteroidi.[1] Nei pazienti con malattia polmonare, in particolare asma, è richiesto un controllo molto attento.[1] Va inoltre considerata con attenzione la storia di reazioni avverse a preparazioni contenenti sulfasalazina.[1]
Interazioni
Con Asamax compresse gastroresistenti va evitata la somministrazione insieme a lattulosio o ad altri medicinali che abbassano il pH del colon, perché possono ostacolare il rilascio della mesalazina.[1] La mesalazina può potenziare l’effetto ipoglicemizzante delle sulfaniluree.[1] Non si possono escludere interazioni con cumarinici, metotressato, probenecid, sulfinpirazone, spironolattone, furosemide e rifampicina.[1]
La co-somministrazione con anticoagulanti cumarinici, come warfarin, può ridurre l’attività anticoagulante e richiede un attento monitoraggio del tempo di protrombina.[1] È possibile anche un potenziamento degli effetti indesiderati gastrointestinali dei corticosteroidi.[1] Con azatioprina, 6-mercaptopurina o tioguanina bisogna considerare il possibile aumento degli effetti mielosoppressivi.[1] La mesalazina va usata con cautela insieme ad altri farmaci potenzialmente nefrotossici, compresi i FANS e l’azatioprina, perché può aumentare il rischio di effetti avversi renali.[1]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza i dati disponibili sulla mesalazina sono limitati, ma quelli disponibili non indicano effetti avversi sulla gravidanza o sulla salute del feto o del neonato; tuttavia, la scheda tecnica dice che Asamax va usato solo se il beneficio potenziale supera il rischio possibile.[1] L’uso va comunque evitato nelle ultime settimane di gravidanza.[1]
Durante l’allattamento mesalazina e il suo metabolita sono escreti nel latte materno; anche in questo caso il medicinale va usato solo se il beneficio potenziale supera il rischio possibile.[1] Se il bambino sviluppa diarrea, l’allattamento deve essere sospeso.[1]
Effetti indesiderati
Con mesalazina sono state segnalate reazioni cutanee severe, incluse sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica.[1] Tra gli effetti molto rari sono riportate alterazioni della conta ematica fino ad anemia aplastica, agranulocitosi e pancitopenia, oltre a reazioni di ipersensibilità come esantema allergico, febbre da farmaci, sindrome simil-lupoide e pancolite.[1]
Gli effetti più frequenti includono cefalea, nausea, diarrea, distensione addominale, dolore addominale, flatulenza, vomito, prurito ed eruzione cutanea.[1] Sono stati segnalati anche capogiro, sonnolenza, tremore, tachicardia, ipertensione, ipotensione, reazioni polmonari allergiche o fibrotiche, pancreatite, alterazioni epatiche, alopecia, mialgia, artralgia e compromissione renale, compresa nefrite interstiziale acuta e cronica.[1]
Domande frequenti
Asamax si usa solo per il colon? No: le compresse sono indicate per colite ulcerosa e morbo di Crohn, mentre sospensione rettale e supposte sono indicate per le forme di colite ulcerosa localizzate rispettivamente a livello retto-sigmoideo e rettale.[1]
Posso usarlo in gravidanza? Solo se il medico ritiene che il beneficio sia superiore al rischio; nelle ultime settimane di gravidanza va evitato.[1]
Se ho problemi ai reni posso prenderlo? No: Asamax è controindicato nei pazienti con grave compromissione renale o nefropatie gravi, e se la funzione renale peggiora durante il trattamento va considerata la tossicità renale da mesalazina.[1]
Devo fare controlli durante la terapia? Sì, la scheda tecnica raccomanda controlli del sangue, delle urine e della funzione renale prima e durante il trattamento.[1]
Asamax altera la guida? No, la scheda tecnica indica che non altera la capacità di guidare veicoli e usare macchinari.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Asamax – Mesalazina: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
