Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 2 pagine principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFACarteol
- 2 BugiardinoCarteol
- 3 IndicazioniCarteol
- 4 Effetti collateraliCarteol
- 5 Sicurezza e azioneCarteol
- 6 Principio attivoBenzalconio Cloruro
- 7 Principio attivoCarteololo Cloridrato
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Carteol è un farmaco a base di carteololo cloridrato, un beta-bloccante oftalmico usato per trattare l’ipertensione oculare e il glaucoma primario ad angolo aperto, riducendo la pressione l’occhio.[1, 2] Prima di usarlo è importante sapere che non deve essere usato in caso di asma, alcune gravi malattie respiratorie o cardiache, e che in gravidanza e durante l’allattamento è generalmente controindicato o da evitare secondo la scheda tecnica e il foglietto illustrativo.[1, 2] Esistono due concentrazioni, 10 mg/ml e 20 mg/ml: la scelta e il controllo della pressione intraoculare devono essere seguiti dal medico, soprattutto all’inizio del trattamento.[1]
A cosa serve
Carteol è indicato per il trattamento dell’ipertensione oculare e del glaucoma primario ad angolo aperto.[1, 2] Il suo effetto è quello di ridurre la pressione intraoculare, contribuendo a prevenire le complicanze del glaucoma che possono compromettere la vista.[2]
Formulazioni e come si usa
Carteol è disponibile come collirio, soluzione, nelle concentrazioni da 10 mg/ml e 20 mg/ml.[1] La scheda tecnica specifica che l’uso è oftalmico.[1]
Negli adulti mai trattati farmacologicamente, la scheda tecnica consiglia di iniziare con Carteol 10 mg/ml, due volte al dì. Se la risposta terapeutica è insufficiente, si può passare alla concentrazione superiore.[1] Quando si sostituisce un altro antiglaucoma topico con Carteol, si deve sospendere il trattamento precedente dopo un giorno completo e iniziare Carteol instillando una goccia due volte al giorno.[1]
Se necessario, Carteol può essere associato ad altri trattamenti oculari antiglaucoma, come agenti parasimpaticomimetici, analoghi delle prostaglandine, inibitori dell’anidrasi carbonica o alfa-agonisti.[1]
Per la popolazione pediatrica, la scheda tecnica segnala che non sono stati effettuati studi clinici in bambini e adolescenti sotto i 18 anni e che l’uso non è raccomandato in questo gruppo.[1] Il foglietto illustrativo conferma che la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite nei bambini e negli adolescenti.[2]
La tecnica di instillazione è diversa per il multidose e per il monodose, ma in entrambi i casi bisogna evitare il contatto della punta con l’occhio o con altre superfici per prevenire contaminazioni.[1] Dopo l’instillazione, premere con un dito l’angolo interno dell’occhio vicino al naso: questa occlusione nasolacrimale riduce l’assorbimento sistemico e può diminuire gli effetti avversi generali.[1]
Nel flacone multidose, la scheda tecnica ricorda di lavare le mani, controllare l’integrità del cappuccio, richiudere bene il flacone dopo l’uso e annotare la data di prima apertura sulla scatola.[1] Nel monodose, il contenuto va usato subito dopo l’apertura e l’eventuale residuo non deve essere riutilizzato.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Carteol non deve essere usato in caso di patologia reattiva delle vie aeree, inclusa asma bronchiale o anamnesi di asma, e in caso di grave broncopneumopatia cronica ostruttiva.[1, 2] Non deve essere usato neppure in presenza di bradicardia sinusale, sindrome del seno malato, blocco seno-atriale, blocco atrioventricolare di II o III grado non controllato da pacemaker, insufficienza cardiaca congestizia, insufficienza cardiaca conclamata o shock cardiogeno.[1, 2] È controindicato anche in caso di ipersensibilità al principio attivo, ad altri beta-bloccanti o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2]
La scheda tecnica avverte che, come altri colliri beta-bloccanti, Carteol può essere assorbito sistemicamente e dare reazioni avverse cardiovascolari e polmonari simili a quelle dei beta-bloccanti per uso sistemico.[1] Per questo motivo, nei pazienti con malattie cardiovascolari o ipotensione la terapia va valutata con attenzione, e i pazienti devono essere monitorati per segni di peggioramento.[1] Nei pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado, con malattia di Raynaud o con BPCO lieve o moderata, il farmaco deve essere usato con cautela.[1] Nei pazienti diabetici instabili o soggetti a ipoglicemia spontanea, i beta-bloccanti possono mascherare i segni dell’ipoglicemia.[1]
La scheda tecnica sconsiglia l’uso di due beta-bloccanti per via topica e raccomanda particolare monitoraggio se il paziente assume già un beta-bloccante sistemico.[1] Inoltre, se la frequenza cardiaca scende in modo marcato, la terapia antiglaucomatosa con beta-bloccante può dover essere sospesa.[1]
Il foglietto illustrativo aggiunge che è opportuno informare il medico in caso di problemi tiroidei, feocromocitoma, miastenia gravis o psoriasi, e prima di un intervento chirurgico.[2]
Interazioni
Non sono stati condotti studi specifici sulle interazioni di carteololo, ma la scheda tecnica avverte che, per l’assorbimento sistemico possibile dopo uso oculare, vanno considerate le interazioni note dei beta-bloccanti sistemici.[1]
L’uso concomitante con adrenalina in colliri può causare occasionalmente midriasi, e in tal caso è necessario il controllo dell’oculista.[1] Con calcio-antagonisti orali, altri beta-bloccanti, antiaritmici compreso amiodarone, glicosidi digitalici, parasimpaticomimetici e guanetidina può esserci un effetto additivo con ipotensione o bradicardia marcata.[1] La scheda tecnica indica come co-somministrazioni non raccomandate amiodarone, i calcio-antagonisti bepridil, diltiazem e verapamil, i beta-bloccanti usati per insufficienza cardiaca e fingolimod, per il rischio di disturbi del ritmo o di bradicardia anche grave.[1]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza il carteololo non deve essere usato se non strettamente necessario e sotto il diretto controllo del medico.[1] La scheda tecnica segnala che i dati nell’uomo sono insufficienti, ma che con i beta-bloccanti somministrati fino al parto sono stati osservati nel neonato bradicardia, ipotensione, distress respiratorio e ipoglicemia, per cui il neonato va monitorato accuratamente nei primi giorni di vita se il farmaco è stato usato fino al termine della gravidanza.[1]
Durante l’allattamento, la scheda tecnica dice che Carteol è generalmente controindicato.[1] Il foglietto illustrativo è ancora più netto e riporta che non va usato durante l’allattamento, pur precisando che alle dosi terapeutiche in collirio è poco probabile che nel latte arrivino quantità tali da provocare sintomi clinici nel neonato.[2]
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati di Carteol possono essere locali o sistemici, perché il carteololo può essere assorbito nella circolazione generale.[1] Tra gli effetti oculari più comuni o rilevanti sono segnalati irritazione oculare, bruciore, dolore puntorio, prurito, lacrimazione, arrossamento, blefarite, cheratite, visione offuscata, ridotta sensibilità corneale, occhio secco, erosione corneale, ptosi e diplopia.[1]
Sono stati riportati anche effetti cardiovascolari come bradicardia, ipotensione, aritmia, dolore toracico, edema, blocco atrioventricolare e, più raramente, arresto cardiaco o insufficienza cardiaca.[1] Altri effetti possibili includono broncospasmo, dispnea e tosse, oltre a capogiro, cefalea, depressione, insonnia, nausea, diarrea, stanchezza e reazioni allergiche.[1]
Il foglietto illustrativo segnala inoltre che il benzalconio cloruro è presente nel collirio multidose e può causare irritazione o alterazioni della superficie oculare; può anche essere assorbito dalle lenti a contatto morbide e scolorirle.[2]
Domande frequenti
Carteol abbassa la pressione dell’occhio? Sì, il carteololo cloridrato riduce la produzione di umore acqueo e quindi abbassa la pressione intraoculare.[1, 5]
Qual è la dose iniziale negli adulti mai trattati prima? La scheda tecnica consiglia di iniziare con Carteol 10 mg/ml, due volte al dì.[1]
Si può usare nei bambini? No, l’uso non è raccomandato in bambini e adolescenti sotto i 18 anni perché non ci sono studi clinici adeguati.[1, 2]
Posso usarlo in gravidanza o durante l’allattamento? In gravidanza va usato solo se strettamente necessario e sotto controllo medico; durante l’allattamento la scheda tecnica lo considera generalmente controindicato e il foglietto illustrativo dice di non usarlo.[1, 2]
Devo fare attenzione alle lenti a contatto? Sì, il collirio multidose contiene benzalconio cloruro, che può irritare l’occhio e danneggiare o scolorire le lenti a contatto morbide.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Carteol: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
