Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFADeticene
- 2 IndicazioniDeticene
- 3 Effetti collateraliDeticene
- 4 Sicurezza e azioneDeticene
Il testo è generato solo da questi 4 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Deticene è un farmaco a base di dacarbazina, disponibile come polvere liofilizzata da 100 mg, usata nel trattamento del melanoma maligno, del linfoma di Hodgkin e dei sarcomi dei tessuti molli.[1] Prima di usarlo bisogna sapere che è un antitumorale da somministrare per perfusione venosa o, in alcune localizzazioni tumorali, per infusione arteriosa, sotto controllo di uno specialista e in centri attrezzati.[1] Deticene è controindicato in gravidanza e nei pazienti con ipersensibilità alla sostanza, e durante l’allattamento non deve essere usato.[1]
A cosa serve
Deticene viene utilizzato, da solo o in associazione, nel trattamento di melanoma maligno, linfoma di Hodgkin e sarcomi dei tessuti molli.[1] Le fonti disponibili non riportano altre indicazioni terapeutiche per questa formulazione.[1]
Formulazioni e come si usa
Deticene è una polvere liofilizzata contenente dacarbazina 100 mg per flacone, con fiala solvente da 10 ml.[1] La somministrazione avviene in perfusione venosa oppure, in alcune localizzazioni tumorali, in infusione arteriosa.[1]
La posologia dipende dal fatto che il farmaco sia usato da solo o in associazione.[1] Nella monoterapia si usano cicli di 4 o 5 giorni con 150 o 250 mg/m² al giorno, con un intervallo di 21 giorni tra due cicli a partire dal primo giorno di trattamento.[1] Nella chemioterapia associata i cicli più usati sono di 4 o 5 giorni a 100 mg/m² al giorno, con un intervallo di 21 giorni tra due cicli a partire dal primo giorno di trattamento.[1]
| Impiego | Dose standard negli adulti | Intervallo tra i cicli |
|---|---|---|
| Monoterapia | 150 o 250 mg/m²/die per 4 o 5 giorni | 21 giorni |
| Chemioterapia associata | 100 mg/m²/die per 4 o 5 giorni | 21 giorni |
La scheda tecnica non riporta una dose massima giornaliera distinta dalla posologia sopra indicata.[1] Per bambini e adolescenti le fonti qui fornite non riportano una tabella posologica dedicata, quindi la dose va definita dallo specialista e letta nella scheda tecnica completa o nel foglietto illustrativo.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Deticene è controindicato in gravidanza e nei pazienti che abbiano dimostrato ipersensibilità alla sostanza.[1] Inoltre, il prodotto è controindicato anche durante l’allattamento.[1]
Il farmaco va somministrato sotto il controllo di un medico specialista, esclusivamente in centri specializzati e opportunamente attrezzati.[1] Poiché devono essere disponibili le attrezzature per i necessari esami di laboratorio, la scheda tecnica raccomanda l’ospedalizzazione del paziente.[1]
Durante tutta la durata della perfusione il flacone e il perfusore devono essere tenuti al riparo dalla luce.[1] È inoltre suggerito di proteggere la dacarbazina dalla luce anche durante preparazione e somministrazione, perché questo può migliorare la tollerabilità senza influenzare l’attività citotossica.[1] La scheda tecnica segnala anche che l’esposizione alla luce può favorire la fotodegradazione del farmaco e contribuire ad alcuni effetti indesiderati.[1]
Interazioni
Nella scheda tecnica è riportato che l’aggiunta di alcuni farmaci antimitotici, tra cui actinomicina D, bleomicina, carmustina, lomustina, ciclofosfamide, citosina arabinoside, doxorubicina, fluorouracile, metotressato e vinblastina, alla soluzione di dacarbazina non ne modifica la stabilità e non dà luogo a interazioni.[1] Le fonti disponibili non riportano altre interazioni clinicamente rilevanti per questa formulazione.[1]
Gravidanza e allattamento
Deticene è controindicato in gravidanza.[1] È controindicato anche durante l’allattamento.[1] Non sono riportate nelle fonti fornite altre indicazioni d’uso in gravidanza o allattamento, quindi in questi casi la decisione spetta al medico curante o allo specialista.[1]
Effetti indesiderati
L’effetto indesiderato più importante riportato è la depressione midollare, che in alcuni casi può avere esito infausto.[1] Per questo motivo è necessario un accurato monitoraggio di leucociti, eritrociti e piastrine.[1] Se compare depressione midollare, la terapia può richiedere una sospensione temporanea o l’interruzione.[1]
Sono stati descritti anche disturbi digestivi come anoressia, nausea, vomito e diarrea.[1] Per attenuare questi disturbi, la scheda tecnica suggerisce di non assumere né liquidi né solidi nelle 4 o 6 ore prima del trattamento.[1] Tra gli altri effetti segnalati ci sono sindrome pseudo-influenzale con astenia, cefalea e mialgie, alopecia, parestesie facciali e arrossamento del volto, che possono persistere da 1 a 3 settimane.[1]
Sono inoltre riportate dermatiti medicamentose e reazioni cutanee da fotosensibilizzazione.[1] Un altro rischio descritto è la tossicità epatica, con trombosi della vena epatica e necrosi epatocellulare, centrolobulare e massiva, con incidenza molto bassa ma potenzialmente fatale.[1] Possono comparire anche dolori nella sede di iniezione.[1]
Sovradosaggio
Non sono note segnalazioni di casi di sovradosaggio.[1] Se si verifica un eccesso di dose, gli effetti più gravi sono presumibilmente a carico del midollo emopoietico, con possibile leucopenia o piastrinopenia grave che richiede le misure appropriate, eventualmente con terapia sostitutiva di frazioni plasmatiche.[1]
Domande frequenti
Deticene è un antibiotico? No, è un farmaco antitumorale a base di dacarbazina.[1]
Come si somministra Deticene? Si somministra in perfusione venosa o, in alcune localizzazioni tumorali, in infusione arteriosa.[1]
Quali sono le controindicazioni principali? È controindicato in gravidanza, durante l’allattamento e nei pazienti con ipersensibilità alla sostanza.[1]
Serve un controllo medico particolare? Sì, la scheda tecnica richiede somministrazione da parte di uno specialista in centri attrezzati e con monitoraggio ematologico.[1]
Il farmaco va protetto dalla luce? Sì, durante preparazione e somministrazione il flacone e il perfusore devono restare al riparo dalla luce.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Deticene: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
