Dif: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Dif: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFADif tet all adulti
  2. 2 Principio attivoAnatossina Tetanica

Il testo è generato solo da questi 2 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Dif è un vaccino a base di anatossina tetanica e anatossina difterica adsorbite, indicato per la vaccinazione combinata contro difterite e tetano negli adulti e nei bambini di oltre 7 anni di età.[1] Prima di usarlo è importante sapere che non deve essere somministrato per via intravascolare, che è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo, ad uno degli eccipienti o alla formaldeide, e che la vaccinazione va di norma differita se sono presenti malattie febbrili acute o altre infezioni acute.[1] Dopo la vaccinazione possono comparire reazioni locali e sistemiche, e tra le precauzioni pratiche va considerato anche il rischio di sincope, soprattutto negli adolescenti, con necessità di predisporre misure per evitarne le conseguenze.[1]

A cosa serve

Dif è un vaccino combinato per prevenire difterite e tetano. La scheda tecnica lo indica per adulti e bambini di età superiore a 7 anni.[1]

Il vaccino induce la produzione di anticorpi contro le tossine prodotte da Clostridium tetani e Corynebacterium diphteriae; la protezione ottenuta con il ciclo completo dura almeno 10 anni.[1]

Formulazioni e come si usa

La formulazione descritta nella scheda tecnica è una sospensione iniettabile in siringa pre-riempita da 0,5 ml. Ogni dose contiene non meno di 20 UI di anatossina tetanica e non meno di 2 UI di anatossina difterica, con alluminio idrossido come adsorbente.[1]

La dose è sempre di 0,5 ml. Per bambini sopra i 7 anni e adulti, la schedula raccomandata prevede un ciclo di base con tre somministrazioni ai tempi 0, 1 mese e 6-12 mesi, seguite da richiami ogni 10 anni.[1]

Se gli intervalli tra le dosi del ciclo di base si allungano, non è necessario ricominciare da capo il ciclo primario se non sono passati più di 12 mesi tra la prima e la seconda dose e più di 5 anni tra la seconda e la terza. Anche i richiami possono essere somministrati, senza iniziare un nuovo ciclo, a intervalli superiori a 10 anni.[1]

Per il trattamento dei traumatizzati, la scheda tecnica distingue diversi scenari. Nei soggetti che hanno completato il ciclo primario e hanno ricevuto una o più dosi di richiamo, in genere non servono altri trattamenti profilattici se non sono trascorsi più di 5 anni dall’ultima dose, salvo rischio infettivo particolarmente elevato. Se l’ultima dose di richiamo risale a più di 5 anni, è raccomandata una dose di Dif o del vaccino tetanico ANATETALL; le immunoglobuline specifiche antitetaniche non sono necessarie. Nei soggetti incompletamente vaccinati o con ultima dose da più di 10 anni, è raccomandata la somministrazione contemporanea, in sedi diverse e con siringhe diverse, di immunoglobuline specifiche e di una dose di Dif o di vaccino tetanico ANATETALL. Nei soggetti non vaccinati o con stato vaccinale non definibile, è prevista la somministrazione contemporanea di immunoglobuline e della prima dose di vaccino, sempre in sedi diverse e con siringhe diverse.[1]

Il vaccino deve essere somministrato per via intramuscolare. Non deve in alcun caso essere somministrato per via intravascolare.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Dif è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo, a uno qualsiasi degli eccipienti o alla formaldeide.[1]

La vaccinazione deve essere di norma differita in presenza di malattie febbrili acute o di altre infezioni acute. Al contrario, raffreddori e altre infezioni minori delle vie aeree superiori non costituiscono una controindicazione. Anche dermatiti, eczemi o infezioni cutanee localizzate non richiedono in genere di rimandare la vaccinazione, così come l’uso di cortisonici locali o sistemici a basso dosaggio.[1]

In caso di trattamenti immunodepressori, la risposta al vaccino può essere ridotta; se non c’è urgenza, la scheda tecnica consiglia di differire la vaccinazione finché non sia trascorso almeno un mese dalla fine del trattamento. La positività per HIV non è di per sé una controindicazione.[1]

Se dopo una precedente dose si sono verificate manifestazioni di ipersensibilità immediata o reazioni neurologiche, ulteriori dosi dello stesso vaccino sono controindicate. Invece, un precedente effetto indesiderato locale non impedisce la vaccinazione successiva.[1]

Le persone con immunodeficienza congenita o acquisita possono essere vaccinate, ma non è certo che la risposta immunitaria sia adeguata. La scheda tecnica ricorda anche che non tutti i vaccinati sviluppano una protezione sufficiente.[1]

Prima della somministrazione vanno raccolte con attenzione l’anamnesi e l’eventuale storia di reazioni di ipersensibilità ad altri vaccini.[1]

È possibile una reazione vaso-vagale fino alla sincope, anche prima o subito dopo la vaccinazione, soprattutto negli adolescenti. Per questo è opportuno predisporre misure adeguate per evitare lesioni da svenimento.[1]

Come per ogni vaccino iniettabile, non si può escludere una reazione anafilattica, riportata con frequenza inferiore a 1 persona su 10.000; la scheda tecnica raccomanda di tenere disponibili adrenalina 1:1000 e corticosteroidi per trattare eventuali reazioni immediate.[1]

Il cappuccio dell’ago contiene gomma naturale con lattice e può provocare reazioni allergiche severe nei soggetti sensibili al lattice.[1]

Interazioni

La vaccinazione antidifterica-tetanica è compatibile con altre pratiche immunitarie.[1]

Dif può essere somministrato contemporaneamente alle immunoglobuline umane antitetaniche, purché si usino siringhe e sedi di inoculo differenti.[1]

L’effetto del vaccino può essere minore o incerto se viene somministrato durante una terapia immunosoppressiva o se il sistema immunitario è compromesso da una patologia.[1]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza non ci sono dati sull’uso di Dif, ma lo stato di gravidanza non è una controindicazione per i vaccini a base di anatossine.[1]

Anche per l’allattamento non ci sono dati specifici sull’uso di Dif. Non sono stati condotti studi sulla fertilità.[1]

Effetti indesiderati

Negli studi clinici sugli adolescenti e sugli adulti, gli effetti indesiderati osservati più spesso sono stati dolore, gonfiore, eritema e indurimento nel punto di iniezione, malessere, febbre, mialgia, artralgia e cefalea. Sono stati riportati anche prurito e infiammazione nel sito di iniezione, sintomi simil-influenzali, nausea, linfoadenopatia e, meno frequentemente, ematoma in sede di iniezione e orticaria.[1]

Dopo la commercializzazione sono stati segnalati anche, con frequenza non definibile, trombocitopenia, diarrea, vomito, reazioni allergiche, inappetenza, linfoadenopatia in sede di iniezione e ascesso in sede di iniezione. La scheda tecnica indica che, sulla base della farmacovigilanza, il profilo di sicurezza nei bambini è simile a quello osservato negli adulti.[1]

Domande frequenti

Dif si può usare nei bambini piccoli? No, la scheda tecnica precisa che non è indicato nei bambini al di sotto dei 7 anni di età.[1]

Ogni quanto va fatto il richiamo? Dopo il ciclo di base, il richiamo è raccomandato ogni 10 anni.[1]

Si può fare se si ha un raffreddore? Sì, raffreddori e altre infezioni minori delle vie aeree superiori non costituiscono controindicazione alla vaccinazione.[1]

Serve ricominciare il ciclo se si è saltata una dose? Non necessariamente: se tra la prima e la seconda dose non sono passati più di 12 mesi, e tra la seconda e la terza non più di 5 anni, la scheda tecnica dice che non è necessario ricominciare il ciclo primario.[1]

Può dare svenimento dopo l’iniezione? Sì, è possibile una reazione vaso-vagale fino alla sincope, soprattutto negli adolescenti, e la scheda tecnica raccomanda di predisporre misure per prevenire lesioni da svenimento.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Dif tet all adulti: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.