Evista: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Evista: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAEvista
  2. 2 BugiardinoEvista
  3. 3 IndicazioniEvista
  4. 4 Effetti collateraliEvista
  5. 5 Sicurezza e azioneEvista
  6. 6 Riassunto EPAR EMAEvista (raloxifene)
  7. 7 Principio attivoRaloxifene Cloridrato

Il testo è generato solo da questi 7 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Evista è un farmaco a base di raloxifene cloridrato, disponibile in compresse rivestite con film da 60 mg. È indicato per il trattamento e la prevenzione dell’osteoporosi nelle donne dopo la menopausa e riduce soprattutto il rischio di fratture vertebrali, non quello delle fratture femorali.[1, 2, 6]

Prima di usarlo è importante sapere che non deve essere impiegato in donne ancora fertili, in caso di trombosi venosa in atto o pregressa, di insufficienza epatica, di insufficienza renale grave, di sanguinamento uterino non chiarito o se sono presenti segni o sintomi di carcinoma dell’endometrio.[1, 2, 6]

La dose abituale è una compressa al giorno per bocca, da assumere in qualunque momento della giornata, con o senza cibo; Evista è pensato per un uso a lungo termine.[1, 2, 6]

A cosa serve

Evista è indicato nelle donne dopo la menopausa per il trattamento e la prevenzione dell’osteoporosi.[1, 2, 6] La scheda tecnica precisa che il farmaco riduce in modo significativo il rischio di fratture vertebrali da osteoporosi, ma non quello delle fratture femorali.[1] La sintesi EMA conferma che il beneficio riguarda soprattutto le fratture vertebrali e che non è stato dimostrato un effetto sulle fratture dell’anca.[6]

Nel valutare se usare Evista o un’altra terapia, la scheda tecnica invita a considerare anche i sintomi della menopausa, gli effetti su utero e mammella e il profilo di rischio cardiovascolare della singola paziente.[1, 3, 4, 5]

Formulazioni e come si usa

Evista è commercializzato come compresse rivestite con film da 60 mg di raloxifene cloridrato; ogni compressa contiene 60 mg di raloxifene cloridrato, equivalenti a 56 mg di raloxifene.[1, 6] Le confezioni riportate comprendono blister da 14, 28 o 84 compresse e flaconi da 100 compresse.[1] Nelle confezioni censite dal principio attivo compaiono i formati da 14 e 28 compresse, in classe A rimborsabile SSN, con ricetta ripetibile e codice ATC G03XC01.[7]

La dose raccomandata per adulti e anziane è di una compressa al giorno per somministrazione orale, in qualsiasi momento della giornata e indipendentemente dai pasti.[1, 2, 6] In genere sono consigliati supplementi di calcio e vitamina D nelle donne con ridotto apporto di calcio nella dieta.[1, 2, 6] Nelle anziane non è necessario alcun aggiustamento della dose.[1, 2]

Per la popolazione pediatrica, Evista non deve essere usato nei bambini e nelle bambine di ogni età.[1] La scheda tecnica indica inoltre che l’uso in età pediatrica non è appropriato.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Evista è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2] Non deve essere somministrato a donne in età fertile.[1, 2, 6] È controindicato anche in presenza di episodi tromboembolici venosi pregressi o in atto, compresi trombosi venosa profonda, embolia polmonare e trombosi venosa retinica.[1, 2, 6] Inoltre non deve essere usato in caso di insufficienza epatica, compresa la colestasi, di insufficienza renale grave, di sanguinamento uterino di natura imprecisata e nei pazienti con segni o sintomi di carcinoma dell’endometrio.[1, 2, 6]

La scheda tecnica avverte che raloxifene si associa a un aumento del rischio di eventi tromboembolici venosi, simile a quello osservato con la terapia ormonale sostitutiva in atto.[1] In pazienti a rischio di tromboembolismo venoso va valutato il rapporto rischio-beneficio.[1] Se compare una situazione che comporti immobilizzazione prolungata, il trattamento deve essere sospeso appena possibile o almeno tre giorni prima dell’inizio dell’immobilizzazione, e non va ripreso finché la paziente non abbia recuperato la piena mobilità.[1]

Un’altra cautela importante riguarda l’ictus: in uno studio su donne in post-menopausa con cardiopatia coronarica o con rischio coronarico aumentato, raloxifene non ha modificato l’incidenza di infarto del miocardio, ospedalizzazioni per sindrome coronarica acuta, mortalità totale o numero di ictus, ma ha aumentato la mortalità per ictus cerebrale.[1] La scheda tecnica riporta un’incidenza di mortalità per ictus di 2,2 per 1.000 donne per anno con raloxifene contro 1,5 per 1.000 donne per anno con placebo, e invita a considerare questi dati nelle pazienti con storia di ictus o con fattori di rischio importanti come attacco ischemico transitorio o fibrillazione atriale.[1]

Durante il trattamento, se compaiono valori elevati di bilirubina totale, gamma-glutamiltransferasi, fosfatasi alcalina, ALT o AST, vanno monitorati attentamente i parametri epatici.[1] La scheda tecnica segnala anche che nelle donne con insufficienza renale lieve o moderata Evista deve essere usato con cautela.[1]

Evista contiene lattosio; chi ha un’intolleranza a questo zucchero deve parlarne con il medico o il farmacista prima dell’assunzione.[1, 2]

Interazioni

La co-somministrazione con carbonato di calcio e con antiacidi contenenti idrossido di magnesio e alluminio non influenza la biodisponibilità del raloxifene.[1] Raloxifene e warfarin non modificano reciprocamente la farmacocinetica, ma sono state osservate modeste riduzioni del tempo di protrombina: se Evista è usato insieme a warfarin o ad altri derivati cumarinici, il tempo di protrombina deve essere monitorato.[1, 2]

Raloxifene non ha effetto sulla farmacocinetica del metilprednisolone in dose singola e non interferisce con l’area sotto la curva della digossina allo stato stazionario; la concentrazione massima della digossina aumenta di meno del 5%.[1] Negli studi clinici non sono emerse interazioni clinicamente rilevanti con paracetamolo, FANS, antibiotici orali, antagonisti H1 e H2 e benzodiazepine.[1] Il foglietto illustrativo segnala anche che la colestiramina può ridurre l’efficacia di Evista.[2]

Gravidanza e allattamento

Evista è usato esclusivamente nelle donne dopo la menopausa e non deve essere assunto da donne ancora in grado di avere figli.[1, 2, 6] Raloxifene può causare danno al feto se somministrato in gravidanza; se la gravidanza insorge durante la terapia o il medicinale viene assunto per errore in gravidanza, la paziente deve essere informata del potenziale rischio per il feto.[1, 2]

In allattamento l’uso non è raccomandato: non è noto se raloxifene o i suoi metaboliti passino nel latte materno e non si può escludere un rischio per il lattante.[1] Il foglietto illustrativo indica che Evista non va assunto se si allatta.[2]

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse clinicamente più importanti sono gli eventi tromboembolici venosi, riportati in meno dell’1% delle pazienti trattate.[1] Tra gli effetti indesiderati più comuni figurano le vampate di calore, la cefalea, i sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, dolore addominale e dispepsia, i crampi alle gambe, i sintomi lievi a carico della mammella, la sindrome influenzale, l’edema periferico e l’aumento della pressione arteriosa.[1, 4] Il foglietto illustrativo e la scheda tecnica riportano anche rash cutaneo e trombocitopenia tra le reazioni non comuni.[1, 2, 4]

Le vampate di calore sono risultate più frequenti con Evista rispetto al placebo, soprattutto nei primi sei mesi di terapia.[1, 4] Nello studio RUTH, inoltre, il farmaco è stato associato a un aumento della mortalità per ictus cerebrale, dato rilevante per la valutazione del profilo di rischio in alcune pazienti.[1]

Studi principali e motivi dell’autorizzazione

L’EPAR EMA riassume che Evista è stato studiato in quattro studi principali: tre studi di prevenzione su 1.764 donne trattate per due anni e uno studio di trattamento su 7.705 donne seguite per quattro anni.[6] Nella prevenzione dell’osteoporosi, Evista ha aumentato dell’1,6% la densità ossea dell’anca e della colonna vertebrale in due anni, mentre il placebo ha determinato una diminuzione dello 0,8%.[6] Nel trattamento dell’osteoporosi, rispetto al placebo, il farmaco ha ridotto le fratture vertebrali del 46% nelle donne con osteoporosi e del 32% nelle donne con osteoporosi associata a frattura; non ha mostrato effetto sulle fratture femorali.[6]

Il CHMP ha concluso che Evista è efficace nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi nelle donne in post-menopausa e che i benefici superano i rischi in questa indicazione.[6]

Domande frequenti

Evista si prende con o senza cibo? Sì, la compressa può essere assunta in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente dai pasti.[1, 2, 6]

Evista fa bene anche alle fratture dell’anca? No, nelle fonti disponibili è indicata una riduzione delle fratture vertebrali, non di quelle femorali.[1, 2, 6]

Se sono anziana devo cambiare dose? No, nelle donne anziane non è necessario un aggiustamento del dosaggio.[1, 2]

Posso prendere Evista se ho avuto una trombosi? No, gli episodi tromboembolici venosi pregressi o in atto sono una controindicazione.[1, 2, 6]

Evista contiene lattosio? Sì, ogni compressa contiene lattosio, quindi va valutata con il medico se c’è un’intolleranza a questo zucchero.[1, 2]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Evista: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.