Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAFarlital 10 mg 20 mg
- 2 IndicazioniFarlital
- 3 Effetti collateraliFarlital
- 4 Sicurezza e azioneFarlital
- 5 Principio attivoMedrossiprogesterone Acetato: farmaci che lo contengono
Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Farlital è un farmaco a base di medrossiprogesterone acetato, un progestinico usato per il trattamento dell’amenorrea secondaria e delle menometrorragie funzionali.[1] Prima di usarlo è importante sapere che è controindicato in caso di gravidanza accertata o presunta, insufficienza epatica, metrorragie di natura non accertata, neoplasia mammaria e ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti.[1] Nelle perdite ematiche vaginali è consigliato un accertamento diagnostico, e in presenza di diabete, depressione, anamnesi di tromboembolismo venoso o sintomi visivi serve particolare cautela e valutazione medica.[1]
Indice (7 sezioni)
A cosa serve
Farlital, nelle schede disponibili come Farlutal 10 mg e 20 mg compresse, è indicato per due condizioni ginecologiche: amenorrea secondaria e menometrorragie funzionali.[1]
Il medrossiprogesterone acetato appartiene alla categoria degli ormoni e sostanze correlate, progestinici, con codice ATC L02AB02.[1] La scheda tecnica precisa che, per via orale alle dosi consigliate, trasforma l’endometrio da proliferativo a secretivo e non mostra una significativa attività estrogenica.[1]
Formulazioni e come si usa
Le formulazioni descritte nella scheda tecnica sono compresse da 10 mg e da 20 mg di medrossiprogesterone acetato.[1] Le compresse da 10 mg sono bianche, piatte, rotonde, incise da un lato e con un triangolo sull’altro; quelle da 20 mg sono bianche, rotonde, piatte e con superficie liscia.[1]
Per gli adulti, la posologia riportata in scheda è di 2,5-10 mg al giorno per 5-10 giorni, iniziando dal 16° al 21° giorno del ciclo.[1] La perdita ematica si manifesta normalmente entro 3 giorni dalla sospensione del trattamento.[1] Nelle pazienti con ipotrofia dell’endometrio è opportuno associare estrogeni alla somministrazione di Farlutal.[1]
Per il trattamento dell’amenorrea secondaria si consiglia di ripetere la terapia per 3 cicli consecutivi.[1] Per la menometrorragia funzionale si consigliano 2 cicli consecutivi.[1]
La scheda tecnica non riporta una distinzione di dose tra le diverse formulazioni da 10 mg e 20 mg, ma indica solo il range giornaliero complessivo.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Farlital è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1] È inoltre controindicato in gravidanza accertata o presunta, in caso di metrorragie di natura non accertata, di insufficienza epatica accertata o sospetta e di neoplasia mammaria.[1]
Se compaiono perdite ematiche vaginali, la scheda tecnica raccomanda un accertamento diagnostico.[1] Poiché i progestinici possono causare ritenzione di liquidi, vanno tenute sotto osservazione le condizioni che potrebbero peggiorare per questo motivo.[1]
Le pazienti con anamnesi di depressione clinica devono essere monitorate attentamente durante la terapia.[1] È stata osservata una diminuzione della tolleranza al glucosio, quindi le persone con diabete devono essere tenute sotto stretta sorveglianza.[1]
Il laboratorio deve essere informato dell’uso di medrossiprogesterone se il tessuto endometriale o endocervicale viene esaminato, perché il farmaco può ridurre alcuni marker endocrini, tra cui steroidi plasmatici o urinari, gonadotropine e globulina legante l’ormone sessuale.[1]
Se si verifica una improvvisa perdita parziale o totale della vista, oppure esoftalmo, diplopia o emicrania, prima di continuare il trattamento va eseguito un controllo oftalmico per escludere edema della papilla o lesione vascolare retinica.[1]
La scheda tecnica segnala che il medrossiprogesterone non è stato associato all’induzione di disturbi trombotici o tromboembolici, ma il suo uso non è raccomandato in pazienti con anamnesi di tromboembolismo venoso.[1] Se durante la terapia compare TEV, il trattamento va interrotto.[1]
Sono richiamate anche cautela in caso di ipercalcemia in pazienti con metastasi ossee, insufficienza epatica e insufficienza renale.[1] L’età non rappresenta un fattore limitante, ma il trattamento progestinico può mascherare l’insorgenza del climaterio.[1]
Interazioni
La somministrazione concomitante di Farlutal con amminoglutetimmide può ridurre in modo significativo la biodisponibilità del farmaco.[1] Le pazienti che assumono dosi elevate di Farlutal devono essere avvertite della possibile diminuzione di efficacia con amminoglutetimmide.[1]
La scheda tecnica indica inoltre che il medrossiprogesterone acetato è metabolizzato in vitro principalmente tramite idrossilazione da parte del CYP3A4, ma precisa che non sono stati eseguiti studi specifici di interazione farmaco-farmaco per valutare gli effetti clinici degli induttori o degli inibitori del CYP3A4.[1]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza il medrossiprogesterone acetato è sconsigliato.[1] Alcuni dati suggeriscono una possibile relazione tra l’uso di progestinici nel primo trimestre e malformazioni genitali fetali in particolari circostanze.[1] Se la paziente rimane incinta durante l’uso del farmaco, deve essere informata del potenziale rischio per il feto.[1]
Il medrossiprogesterone acetato e i suoi metaboliti vengono escreti nel latte materno.[1] La scheda tecnica però non riporta evidenze che questo rappresenti un rischio per il lattante.[1]
Effetti indesiderati
Le reazioni avverse più frequenti riportate con studi di fase 3 nelle indicazioni ginecologiche includono emorragia disfunzionale dell’utero, cefalea e nausea.[1] In particolare, la scheda tecnica riporta emorragia disfunzionale dell’utero nel 19%, cefalea nel 12% e nausea nel 10%.[1]
Tra gli effetti indesiderati elencati figurano reazioni di ipersensibilità, comprese reazioni anafilattiche e angioedema, depressione, insonnia, nervosismo, capogiro e sonnolenza.[1] Sono riportate anche embolia e trombosi, ittero e ittero colestatico, alopecia, acne, orticaria, prurito, irsutismo ed eruzione cutanea.[1]
A livello dell’apparato riproduttivo e della mammella sono segnalate secrezione cervicale uterina, dolore mammario, dolorabilità mammaria, galattorrea, amenorrea ed erosione della cervice uterina.[1] Tra gli effetti sistemici compaiono iperpiressia, affaticamento, edema, ritenzione di liquidi, malessere, aumento di peso e alterazioni della tolleranza al glucosio.[1]
Domande frequenti
Farlital può essere usato in gravidanza? No, il medrossiprogesterone acetato è sconsigliato in gravidanza ed è controindicato se la gravidanza è accertata o presunta.[1]
Qual è la dose per gli adulti? La scheda tecnica riporta 2,5-10 mg al giorno per 5-10 giorni, iniziando dal 16° al 21° giorno del ciclo.[1]
Dopo quanto tempo compare la perdita ematica? Normalmente entro 3 giorni dalla sospensione del trattamento.[1]
Ci sono interazioni importanti? Sì, l’amminoglutetimmide può ridurre in modo significativo la biodisponibilità di Farlutal.[1]
Si può usare durante l’allattamento? Il farmaco passa nel latte materno, ma la scheda tecnica non evidenzia prove di rischio per il lattante.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Farlital 10 mg 20 mg: Scheda Tecnica del Farmaco. Avvertenze.
