Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAFlogoderm
- 2 IndicazioniFlogoderm
- 3 Effetti collateraliFlogoderm
- 4 Sicurezza e azioneFlogoderm
- 5 Principio attivoBetametasone Dipropionato: farmaci che lo contengono
Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Flogoderm è un farmaco a base di betametasone dipropionato, un corticosteroide dermatologico in crema, usato per trattare dermatosi sensibili ai corticosteroidi, soprattutto quando sono localizzate in zone di cute sottile e delicata.[1, 5] Si applica sulla pelle 1-2 volte al dì in quantità sufficiente a coprire la zona interessata, ma va usato solo per la durata e con le modalità indicate dal medico, perché può dare assorbimento sistemico e non è adatto all’uso oftalmico.[1] Prima di usarlo è importante sapere che è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, tubercolosi cutanea, herpes simplex e altre infezioni virali cutanee come vaiolo e varicella; la terapia occlusiva è controindicata nella dermatite atopica.[1]
Indice (7 sezioni)
A cosa serve
Flogoderm crema è indicato nelle dermatosi sensibili ai corticosteroidi, in particolare nelle forme localizzate in sedi a cute più sottile e delicata. Tra le condizioni riportate ci sono eczemi da contatto, eczema costituzionale, eczemi seborroici dell’adulto e del lattante, eczemi da stasi, disidrosi, pruriti generalizzati e anogenitali, intertrigini, eritemi solari e forme irritative primarie da vegetali, sostanze chimiche o punture di insetti. Il preparato è indicato anche nella psoriasi e in altre dermatosi infiammatorie profonde, come il lichen simplex di Vidal-Brocq e il lichen ruber planus.[1]
Dal punto di vista farmacologico, il betametasone dipropionato è un corticosteroide con attività antinfiammatoria, antiallergica e antipruriginosa particolarmente spiccate.[1]
Formulazioni e come si usa
Per la formulazione disponibile nelle fonti, Flogoderm è una crema dermatologica da 30 g contenente betametasone dipropionato 0,05 g per 100 g di prodotto.[1, 5] Questa confezione è classificata come farmaco con ricetta ripetibile, in classe C, a totale carico del cittadino.[5]
La posologia riportata per gli adulti è: applicare Flogoderm crema 1-2 volte al giorno in quantità sufficiente a ricoprire la zona interessata e massaggiare delicatamente fino a completo assorbimento.[1] Le fonti fornite non riportano una dose massima giornaliera espressa per questa formulazione, quindi non va inventata.[1]
Non sono riportate nelle fonti dosi numeriche specifiche per bambini o per fasce di età o peso. In età pediatrica la dose dipende dal peso e dalla situazione clinica, e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo, con decisione del pediatra.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Flogoderm, come cortisonico topico, è controindicato nei soggetti con ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti. È inoltre controindicato nei pazienti con tubercolosi cutanea, herpes simplex e malattie virali con localizzazione cutanea, come vaiolo e varicella.[1]
La scheda tecnica segnala che l’assorbimento sistemico dei corticosteroidi topici può provocare una soppressione reversibile dell’asse adreno-ipotalamo-ipofisario, con possibile insufficienza di glucocorticoidi dopo la sospensione. In alcuni pazienti possono comparire manifestazioni di sindrome di Cushing durante il trattamento.[1] Il rischio aumenta quando si usano quantità elevate su ampie aree cutanee, per periodi prolungati o con bendaggio occlusivo.[1] Nei neonati il pannolino può agire come bendaggio occlusivo.[1]
Se compare irritazione, il trattamento va interrotto e va instaurata una terapia appropriata. In presenza di infezioni dermatologiche, è necessario associare un antifungino o un antibatterico idoneo; se non si ottiene una pronta risposta favorevole, il corticosteroide va sospeso finché l’infezione non è adeguatamente controllata.[1]
L’applicazione con bendaggio occlusivo non è richiesta ed è sconsigliata, date le caratteristiche fisico-chimiche della preparazione.[1] Il preparato non può essere usato per impiego oftalmico.[1]
In pediatria i bambini possono essere più sensibili degli adulti alla depressione dell’asse adreno-ipotalamo-ipofisario e agli effetti sistemici dei corticosteroidi, per il maggiore assorbimento legato al rapporto tra superficie cutanea e peso corporeo.[1] In età pediatrica sono stati descritti anche sindrome di Cushing e ipertensione endocranica.[1]
Interazioni
Quando il betametasone dipropionato viene applicato localmente, soprattutto su ampie aree cutanee o per periodi lunghi, può dare effetti sistemici come glicosuria e iperglicemia postprandiale. In occlusione può anche diminuire l’escrezione urinaria di 17-KS e 17-OHCS.[1]
Le fonti riportano possibili interazioni con altri farmaci: barbiturici, antistaminici e difenilidantoina possono ridurre l’attività del corticosteroide aumentando la sua metabolizzazione; salicilati e fenilbutazone possono aumentarne l’attività per spiazzamento dai legami proteici; ipoglicemizzanti orali e insulina possono essere contrastati dall’aumento della glicemia indotto dallo steroide.[1]
Gravidanza e allattamento
Nelle donne in gravidanza non ci sono studi adeguati e ben controllati sul potenziale teratogeno dei corticosteroidi applicati localmente. Per questo, durante la gravidanza o l’allattamento e nella primissima infanzia, il prodotto va usato solo nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.[1]
Per l’allattamento, non è noto se l’uso topico del corticosteroide possa portare a concentrazioni dosabili nel latte materno. I corticosteroidi sistemici passano nel latte in quantità che difficilmente creano danni al lattante, ma la decisione se sospendere il farmaco va presa tenendo conto dell’importanza del trattamento per la madre.[1]
Effetti indesiderati
Durante terapia cortisonica epicutanea, soprattutto se intensa e prolungata, possono comparire sensazione di bruciore, prurito, irritazione, secchezza cutanea, atrofia cutanea, eruzione acneica, ipopigmentazione, dermatite periorale, dermatite allergica da contatto, macerazione cutanea, infezione secondaria, miliaria e strie, in particolare nelle zone intertriginose trattate per lunghi periodi e soprattutto se con medicazione occlusiva.[1]
Le fonti segnalano anche la possibile comparsa di sensibilizzazione con l’uso prolungato di prodotti topici. In quel caso il trattamento va sospeso e va impostata una terapia idonea.[1]
Domande frequenti
Posso usare Flogoderm su qualunque tipo di dermatite? No. È indicato nelle dermatosi sensibili ai corticosteroidi, ma non deve essere usato nelle condizioni riportate come controindicate, come tubercolosi cutanea, herpes simplex e altre malattie virali cutanee.[1]
Quante volte al giorno si applica? La crema si applica 1-2 volte al giorno, in quantità sufficiente a coprire la zona interessata, salvo diversa indicazione del medico.[1]
Si può usare con bendaggio occlusivo? La scheda tecnica dice che non ne è richiesta l’applicazione con bendaggio occlusivo ed è sconsigliata; inoltre la terapia occlusiva è controindicata nella dermatite atopica.[1]
È un farmaco senza prescrizione? No. La confezione riportata nelle fonti è soggetta a ricetta ripetibile ed è in classe C, quindi a totale carico del cittadino.[5]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Flogoderm: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
