Infanrix: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Infanrix: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Infanrix è un farmaco a base di anatossina difterica, anatossina tetanica e antigeni acellulari della Bordetella pertussis; si usa per proteggere i bambini contro difterite, tetano e pertosse a partire dal secondo mese di vita e come richiamo tra i 15 mesi e i 6 anni compiuti.[1] Prima dell’uso va verificata soprattutto la presenza di allergie a principi attivi o eccipienti, una precedente encefalopatia entro 7 giorni da un vaccino antipertossico, oppure una malattia febbrile grave in atto: in questi casi il vaccino non deve essere somministrato o va rinviato.[1] Si somministra solo per via intramuscolare, in dose da 0,5 ml, e non deve mai essere iniettato per via endovenosa; dopo la vaccinazione è prudente che il bambino resti sotto osservazione per almeno 30 minuti.[1]

A cosa serve

Infanrix è indicato per l’immunoprofilassi attiva contro difterite, tetano e pertosse nei bambini a partire dal secondo mese di vita. È indicato anche come dose di richiamo nei bambini dai 15 mesi ai 6 anni di età compiuti, anche se in precedenza hanno ricevuto altri vaccini contro difterite, tetano e pertosse.[1]

Formulazioni e come si usa

La formulazione di Infanrix descritta nella scheda tecnica è una sospensione iniettabile per uso intramuscolare. Una dose contiene 0,5 ml di vaccino.[1]

Il ciclo primario di vaccinazione è composto da tre dosi: la prima a partire dal secondo mese di vita, la seconda dopo 4-8 settimane dalla prima e la terza nel primo anno di vita. Le dosi di richiamo sono previste intorno ai 18 mesi e tra i 4 e i 6 anni di età.[1]

La somministrazione deve avvenire solo per via intramuscolare. Il vaccino non deve mai essere somministrato per via endovenosa.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Infanrix non deve essere somministrato a chi ha ipersensibilità ai principi attivi, a uno qualsiasi degli eccipienti, oppure ha già mostrato segni di ipersensibilità dopo una precedente somministrazione di Infanrix o di vaccini antidifterici, antitetanici e antipertossici a cellula intera o acellulari.[1]

È controindicato anche nei bambini che hanno manifestato encefalopatia di eziologia sconosciuta entro 7 giorni da una precedente vaccinazione con un vaccino antipertossico. In questa situazione il ciclo vaccinale va continuato con il vaccino antidifterico e antitetanico.[1]

La vaccinazione deve essere rimandata in caso di malattie febbrili acute gravi. La presenza di una infezione lieve non è invece considerata una controindicazione.[1]

Prima di vaccinare, la scheda tecnica raccomanda un’anamnesi accurata e un esame obiettivo, con particolare attenzione alle reazioni avverse avute dopo vaccinazioni precedenti.[1]

Come per tutti i vaccini iniettabili, deve essere disponibile un trattamento adeguato per gestire rare reazioni anafilattiche. Dopo la vaccinazione il bambino deve rimanere disponibile per almeno 30 minuti.[1]

Si può verificare sincope, anche prima dell’iniezione, come risposta psicogena all’ago. Per questo devono essere adottate misure per evitare lesioni da caduta.[1]

Se dopo una precedente dose contenente la componente pertossica si sono verificati febbre alta, collasso o shock, pianto inconsolabile prolungato o convulsioni entro i tempi indicati in scheda, la decisione di somministrare altre dosi deve essere valutata con attenzione. La scheda segnala che, in alcune circostanze, come una alta incidenza di pertosse, i benefici possono superare i rischi.[1]

Un’anamnesi di convulsioni febbrili o episodi convulsivi familiari non costituisce controindicazione. L’infezione da HIV non è considerata una controindicazione, ma nei bambini immunodepressi la risposta immunologica può risultare inadeguata.[1]

Nei bambini che hanno ricevuto un’immunizzazione primaria con vaccini antipertossici acellulari possono comparire più facilmente gonfiore locale o diffuso dopo il richiamo, e queste reazioni tendono a risolversi in media in 4 giorni.[1]

Interazioni

Infanrix può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini, senza intervallo tra una vaccinazione e l’altra, ma in siti di iniezione diversi.[1]

Può essere miscelato nella stessa siringa con il vaccino anti Haemophilus influenzae tipo b Hiberix. Non deve invece essere miscelato con altri vaccini nella stessa siringa.[1]

Nei soggetti con immunodeficienza o in terapia con farmaci immunosoppressivi può non ottenersi una risposta immunologica adeguata.[1]

Gravidanza e allattamento

La scheda tecnica riporta che non sono disponibili dati sufficienti nell’uomo sull’uso in gravidanza o allattamento e neppure dati sufficienti negli animali negli studi di riproduzione. Inoltre, il prodotto non è destinato a soggetti adulti.[1]

Effetti indesiderati

Negli studi clinici il profilo di sicurezza di Infanrix si basa su dati raccolti in più di 11.400 soggetti. Dopo il richiamo è stato osservato un aumento della reattogenicità locale e della febbre rispetto alla vaccinazione primaria.[1]

Gli effetti indesiderati molto comuni comprendono irritabilità, sonnolenza, rossore, gonfiore locale al sito di iniezione fino a 50 mm e febbre almeno pari a 38 °C. Sono comuni perdita di appetito, irrequietezza, pianto insolito, dolore, gonfiore locale maggiore di 50 mm, disturbi gastrointestinali come diarrea e vomito, e prurito.[1]

Tra le reazioni non comuni sono riportati cefalea, tosse, bronchite, rash, fatica, febbre almeno pari a 39,1 °C e gonfiore diffuso dell’arto sede di iniezione, talvolta con interessamento dell’articolazione vicina. Tra le reazioni rare o molto rare compaiono orticaria, linfoadenopatia, trombocitopenia, reazioni allergiche anche anafilattiche, collasso o stato simile a shock, convulsioni con o senza febbre, apnea, edema angioneurotico e dermatiti.[1]

La sorveglianza post-marketing ha segnalato anche gonfiore dell’intero arto sede di iniezione.[1]

Studi principali e come agisce

Infanrix è un vaccino adsorbito su idrossido di alluminio, composto da anatossine difteriche e tetaniche e da tre antigeni purificati della Bordetella pertussis: anatossina pertossica, emoagglutinina filamentosa e una proteina di membrana esterna da 69 kDa. Le anatossine difteriche e tetaniche sono ottenute mediante inattivazione con formaldeide e purificazione delle tossine dei rispettivi batteri.[1]

La scheda tecnica riporta che numerosi studi clinici hanno dimostrato una elevata risposta anticorpale contro difterite, tetano e pertosse e quindi l’induzione di immunizzazione attiva nei soggetti suscettibili.[1]

Domande frequenti

Infanrix si usa nei neonati? Sì, è indicato nei bambini a partire dal secondo mese di vita.[1]

Quante dosi prevede il ciclo iniziale? La scheda tecnica prevede tre dosi nel ciclo primario, con la prima a partire dal secondo mese di vita, la seconda dopo 4-8 settimane e la terza nel primo anno di vita.[1]

Si può somministrare insieme ad altri vaccini? Sì, può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini, ma in sedi di iniezione diverse; può anche essere miscelato in siringa solo con Hiberix.[1]

Quando non va usato? Non deve essere somministrato in caso di ipersensibilità ai componenti, precedente encefalopatia entro 7 giorni da un vaccino antipertossico o malattia febbrile grave in atto.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Infanrix: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.