Pelgraz: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Pelgraz: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAPelgraz – Pegfilgrastim
  2. 2 BugiardinoPelgraz
  3. 3 IndicazioniPelgraz
  4. 4 Effetti collateraliPelgraz
  5. 5 Sicurezza e azionePelgraz
  6. 6 Riassunto EPAR EMAPelgraz (pegfilgrastim)
  7. 7 Principio attivoPegfilgrastim

Il testo è generato solo da questi 7 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Pelgraz è un farmaco a base di pegfilgrastim usato nei pazienti adulti in chemioterapia citotossica per ridurre la durata della neutropenia e l’incidenza di neutropenia febbrile; non è indicato per leucemia mieloide cronica e sindromi mielodisplastiche.[1, 6] Prima di usarlo è importante sapere che la terapia deve essere iniziata da medici esperti in oncologia o ematologia, che la dose standard è unica per ciclo e che va somministrato almeno 24 ore dopo la chemioterapia.[1, 2, 6] Non deve essere usato se si è allergici al principio attivo o agli eccipienti; la scheda tecnica segnala inoltre che non deve essere usato in pazienti con sindrome mielodisplastica, leucemia mieloide cronica o LMA secondaria.[1]

Indice (8 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Studi principali
  8. 8Domande frequenti

A cosa serve

Pelgraz contiene pegfilgrastim, un fattore stimolante le colonie granulocitarie pegilato, cioè una forma a durata più lunga del filgrastim.[1, 5, 6] Serve a stimolare il midollo osseo a produrre più neutrofili, cioè globuli bianchi importanti per difendersi dalle infezioni, e per questo viene usato per ridurre la neutropenia causata dalla chemioterapia e la neutropenia febbrile.[2, 5, 6] L’indicazione autorizzata nella scheda tecnica riguarda i pazienti adulti trattati con chemioterapia citotossica per neoplasie, con l’eccezione della leucemia mieloide cronica e delle sindromi mielodisplastiche.[1]

Formulazioni e come si usa

Pelgraz è disponibile come soluzione iniettabile da 6 mg in siringa pre-riempita e come soluzione iniettabile da 6 mg in iniettore pre-riempito.[1] La forma è limpida e incolore, e il medicinale è destinato all’uso sottocutaneo.[1] Nell’adulto si raccomanda una dose di 6 mg, cioè una singola siringa pre-riempita oppure un singolo iniettore pre-riempito, per ciascun ciclo di chemioterapia.[1, 2, 6] La somministrazione deve avvenire almeno 24 ore dopo la chemioterapia citotossica.[1, 2, 6]

Formulazione Dose standard nell’adulto Dose massima giornaliera
Siringa pre-riempita 6 mg 6 mg per ciascun ciclo di chemioterapia Non applicabile, perché la scheda indica una dose singola per ciclo[1]
Iniettore pre-riempito 6 mg 6 mg per ciascun ciclo di chemioterapia Non applicabile, perché la scheda indica una dose singola per ciclo[1]

L’iniezione va effettuata per via sottocutanea nella coscia, nell’addome o nella parte superiore del braccio.[1] La scheda tecnica non raccomanda aggiustamenti di dose nei pazienti con compromissione renale, compresi quelli con malattia renale in stadio terminale.[1] Nei bambini e negli adolescenti la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite e non può essere fatta alcuna raccomandazione posologica; la dose, se eventualmente considerata dal pediatra, va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Pelgraz è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 4] Nel foglietto illustrativo è riportato anche che non deve essere usato se si è allergici a pegfilgrastim, a filgrastim o agli eccipienti.[2] La scheda tecnica dice che il medicinale non deve essere usato in pazienti con sindrome mielodisplastica, leucemia mieloide cronica e LMA secondaria, e che non deve essere usato per aumentare le dosi della chemioterapia oltre gli schemi standard.[1] Nei pazienti con LMA de novo la scheda tecnica invita alla cautela, perché i dati a lungo termine non sono stabiliti.[1] Sono inoltre riportate avvertenze per reazioni polmonari, incluse polmonite interstiziale e sindrome da distress respiratorio acuto, per glomerulonefrite e per sindrome da perdita capillare.[1, 2] La scheda tecnica segnala anche che il monitoraggio delle urine è raccomandato per la glomerulonefrite e che i pazienti con sintomi di perdita capillare devono essere strettamente monitorati e trattati in modo sintomatico.[1] Nel foglietto illustrativo è indicato che il cappuccio dell’ago della siringa pre-riempita contiene un derivato del lattice, quindi chi ha allergia al lattice deve dirlo al medico prima dell’uso.[2] Il foglietto illustrativo avverte anche di rivolgersi subito al medico in presenza di segni di aortite, di gravi reazioni cutanee come la sindrome di Stevens Johnson e di possibili problemi alla milza.[2]

Interazioni

Pelgraz va somministrato almeno 24 ore dopo la chemioterapia citotossica, perché le cellule mieloidi in rapida divisione possono essere più sensibili alla chemioterapia stessa.[1] Negli studi clinici, la somministrazione 14 giorni prima della chemioterapia è risultata sicura, ma l’uso concomitante con qualunque chemioterapico non è stato valutato nei pazienti.[1] In modelli animali la somministrazione contemporanea con 5-fluorouracile o altri antimetaboliti ha peggiorato la mielosoppressione.[1] La scheda tecnica dice anche che non sono stati effettuati studi specifici di interazione o metabolismo e che non è stata documentata un’interazione clinicamente dannosa con il litio.[1]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza i dati disponibili nell’uomo sono limitati e gli studi animali hanno mostrato tossicità riproduttiva; per questo pegfilgrastim non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età potenzialmente fertile che non usano contraccettivi.[1] Per l’allattamento i dati sono insufficienti e il rischio per il lattante non può essere escluso; la scelta tra sospendere l’allattamento o la terapia deve essere valutata dal medico in base al rapporto beneficio-rischio.[1] Sulla fertilità, gli studi nei ratti non hanno mostrato effetti sulla capacità riproduttiva a dosi cumulativi settimanali superiori a quelle raccomandate nell’uomo.[1]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più frequenti sono il dolore osseo, molto comune, e il dolore muscoloscheletrico, comune.[1, 6] Il dolore osseo è di solito lieve o moderato, transitorio e spesso controllabile con analgesici comuni.[1] Tra le reazioni non comuni sono riportate ipersensibilità, anche grave, fino all’anafilassi, sindrome da perdita capillare, splenomegalia e rottura splenica.[1, 4] Sono state segnalate anche reazioni polmonari non comuni, tra cui polmonite interstiziale, edema polmonare, infiltrati polmonari e fibrosi polmonare, con casi che possono evolvere in insufficienza respiratoria o ARDS.[1, 4] Altri eventi descritti includono trombocitopenia, leucocitosi, cefalea, nausea, aumento dell’acido urico, vasculite cutanea, sindrome di Sweet, glomerulonefrite e aumenti transitori degli enzimi epatici o di altri esami di laboratorio.[4] Nel foglietto illustrativo sono richiamati anche i possibili sintomi di allergia grave, problemi della milza, anemia falciforme e infiammazione dell’aorta.[2]

Studi principali

Pelgraz è un medicinale biosimilare di Neulasta e l’EMA lo ha autorizzato perché struttura, purezza, attività biologica e distribuzione nell’organismo sono risultate molto simili a quelle del medicinale di riferimento.[6] Negli studi di confronto, uno studio in 589 pazienti con carcinoma mammario dopo chirurgia ha mostrato che Pelgraz era efficace quanto Neulasta nel ridurre la durata della neutropenia, che è stata in media di 1,6 giorni con entrambi i medicinali.[6] La sintesi EMA riporta anche che, in uno studio con 928 pazienti trattati con docetaxel, la neutropenia febbrile è stata dell’1% con pegfilgrastim rispetto al 17% con placebo, mentre le ospedalizzazioni e l’uso di antibiotici endovenosi per neutropenia febbrile sono stati 1% contro 14% e 2% contro 10%.[5] In altri studi confrontati con filgrastim, il medicinale ha mostrato risultati sovrapponibili sulla durata della neutropenia severa e sulla comparsa di neutropenia febbrile.[5]

Domande frequenti

Pelgraz si usa da solo o insieme alla chemioterapia? Si usa come supporto alla chemioterapia, ma va somministrato almeno 24 ore dopo il ciclo citotossico e non è stato valutato in concomitanza con qualunque chemioterapico.[1]

Pelgraz si può usare nei bambini? No, la sicurezza e l’efficacia nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite e la scheda tecnica non consente di fare raccomandazioni posologiche.[1]

Pelgraz è adatto in gravidanza? No, non è raccomandato durante la gravidanza; se la paziente è in età fertile e non usa contraccettivi, la scheda tecnica invita a evitarlo.[1]

Qual è l’effetto indesiderato più comune? Il dolore osseo è l’effetto indesiderato più frequente ed è riportato come molto comune.[1, 6]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Pelgraz – Pegfilgrastim: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.