Vyndaqel: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Vyndaqel: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAVyndaqel
  2. 2 Scheda tecnica AIFAVyndaqel Capsule
  3. 3 BugiardinoVyndaqel
  4. 4 IndicazioniVyndaqel
  5. 5 Effetti collateraliVyndaqel
  6. 6 Sicurezza e azioneVyndaqel
  7. 7 Riassunto EPAR EMAVyndaqel (tafamidis)
  8. 8 Principio attivoTafamidis Meglumine

Il testo è generato solo da questi 8 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Vyndaqel è un farmaco a base di tafamidis meglumine nelle capsule da 20 mg e di tafamidis nelle capsule da 61 mg. La formulazione da 20 mg è indicata nell’amiloidosi da transtiretina con polineuropatia sintomatica di stadio 1 negli adulti, mentre la formulazione da 61 mg è indicata nell’amiloidosi da transtiretina wild type o ereditaria con cardiomiopatia negli adulti.[1, 2] Prima di usarlo bisogna sapere che il trattamento deve essere iniziato e seguito da un medico esperto, che Vyndaqel non è controindicato solo per l’età ma è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti, e che in gravidanza e allattamento non va usato o non è raccomandato a seconda della formulazione.[1, 2] Le capsule vanno deglutite intere, una volta al giorno, e tafamidis e tafamidis meglumine non sono intercambiabili sulla base dei mg.[1, 2]

A cosa serve

Vyndaqel 20 mg è indicato per trattare l’amiloidosi da transtiretina nei pazienti adulti con polineuropatia sintomatica di stadio 1, con l’obiettivo di ritardare la compromissione neurologica periferica.[1] Vyndaqel 61 mg è indicato per il trattamento dell’amiloidosi da transtiretina wild type o ereditaria nei pazienti adulti con cardiomiopatia.[2] Secondo la sintesi EMA, nelle forme ATTR-PN e ATTR-CM tafamidis stabilizza la transtiretina, impedendone la scissione e quindi la formazione di amiloide, rallentando la progressione della malattia nervosa o cardiaca.[7]

Formulazioni e come si usa

Formulazione Dose standard nell’adulto Dose massima giornaliera riportata in scheda Note pratiche
Vyndaqel 20 mg capsule molli 20 mg in monosomministrazione giornaliera per via orale 20 mg al giorno Usato per ATTR-PN di stadio 1.[1]
Vyndaqel 61 mg capsule molli 1 capsula di Vyndaqel 61 mg in monosomministrazione giornaliera per via orale 61 mg al giorno Corresponde a tafamidis meglumine 80 mg; usato per ATTR-CM.[2]

Il trattamento deve essere istituito sotto il controllo di un medico esperto nella patologia per cui il farmaco è indicato.[1, 2] Le capsule vanno deglutite intere, senza masticarle né romperle, e possono essere assunte con o senza cibo.[1, 2] Se dopo l’assunzione compare vomito e la capsula intatta viene ritrovata, va assunta un’ulteriore dose se possibile; se la capsula non viene trovata, non serve una dose aggiuntiva e la dose successiva si prende il giorno dopo come previsto.[1, 2] Nella formulazione da 20 mg non servono aggiustamenti di dose negli anziani, né nei pazienti con compromissione renale o con compromissione epatica da lieve a moderata; per la compromissione renale severa i dati sono limitati e nella compromissione epatica severa si raccomanda cautela.[1] Nella formulazione da 61 mg valgono le stesse indicazioni su anziani e compromissione renale o epatica da lieve a moderata, con cautela nella compromissione epatica severa e dati limitati nella compromissione renale severa.[2] Per la popolazione pediatrica non esiste un’indicazione specifica nelle schede tecniche.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Vyndaqel è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2] Nella formulazione da 20 mg le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e fino a un mese dopo la sospensione.[1] Nella formulazione da 61 mg vale la stessa raccomandazione contraccettiva, durante il trattamento e fino a un mese dopo la sospensione.[2] Per entrambe le formulazioni il medicinale contiene sorbitolo, quindi va considerato il possibile effetto additivo con altri prodotti contenenti sorbitolo o fruttosio.[1, 2] Nella formulazione da 20 mg il trattamento va aggiunto alla terapia standard dell’ATTR-PN e va interrotto se il paziente si sottopone a trapianto di fegato, perché non ci sono dati in quell’impostazione.[1] Nella formulazione da 61 mg il farmaco va aggiunto al trattamento standard dell’amiloidosi e va interrotto se il paziente si sottopone a trapianto di organo, perché non ci sono dati in tale situazione.[2] Per la formulazione da 61 mg la diagnosi di ATTR-CM deve essere confermata da un medico esperto, escludendo l’amiloidosi AL prima di iniziare la terapia, e si possono usare strumenti come scintigrafia ossea, esami di sangue e urine, biopsia e test genetico.[2]

Interazioni

Né tafamidis meglumine 20 mg né tafamidis 61 mg hanno mostrato induzione o inibizione di CYP3A4 in uno studio clinico su volontari sani.[1, 2] Tafamidis inibisce il trasportatore BCRP e può aumentare l’esposizione a substrati come rosuvastatina, metotressato e imatinib; nella scheda tecnica è riportato che con somministrazioni ripetute giornaliere di 61 mg l’esposizione a rosuvastatina è aumentata di circa 2 volte.[1, 2] Tafamidis inibisce anche OAT1 e può teoricamente interagire con farmaci come FANS, bumetanide, furosemide, lamivudina, metotressato e antivirali specifici; tuttavia, per la dose da 20 mg e per la dose da 61 mg la scheda tecnica prevede che l’effetto su OAT1 non dia interazioni clinicamente significative.[1, 2] Tafamidis può ridurre la tiroxina totale senza modificare tiroxina libera e TSH; la scheda tecnica segnala questa possibilità come anomalia di laboratorio.[1, 2]

Gravidanza e allattamento

Per la formulazione da 20 mg, tafamidis meglumine non è raccomandato in gravidanza né nelle donne in età fertile che non usano un metodo contraccettivo efficace, e non deve essere assunto durante l’allattamento.[1] Per la formulazione da 61 mg, tafamidis non è raccomandato in gravidanza e non deve essere usato durante l’allattamento.[2] In entrambe le schede tecniche non vi sono dati sull’uso in donne in gravidanza, gli studi animali hanno mostrato effetti tossici sullo sviluppo e negli studi preclinici non è stato osservato effetto sulla fertilità.[1, 2] Il foglietto illustrativo della formulazione da 20 mg ribadisce che il farmaco non va usato in gravidanza o durante l’allattamento e che le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo efficace per un mese dopo la sospensione.[3]

Effetti indesiderati

Con Vyndaqel 20 mg, gli effetti indesiderati più comuni riportati nei dati clinici sono infezioni delle vie urinarie, infezioni vaginali, diarrea e dolore addominale superiore.[1, 5, 7] Con Vyndaqel 61 mg, gli effetti indesiderati più comuni sono diarrea, eruzione cutanea e prurito.[2, 7] Nella formulazione da 20 mg le reazioni avverse sono state in generale lievi o moderate, mentre nella formulazione da 61 mg la frequenza degli eventi avversi è risultata complessivamente simile al placebo; in quest’ultima scheda sono stati riportati più spesso flatulenza e aumento dei test di funzionalità epatica, senza nesso causale stabilito.[1, 2]

Studi principali

Per la formulazione da 20 mg, lo studio cardine era uno studio di 18 mesi, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo su 128 pazienti con ATTR-PN, per lo più in stadio 1 e con mutazione V30M.[6, 7] Nella popolazione ITT, il 45,3% dei pazienti trattati con Vyndaqel è stato classificato come responder sul punteggio NIS-LL rispetto al 29,5% con placebo; la differenza è stata 15,8% con valore di p 0,068.[6] Nella popolazione efficacia valutabile, i responder NIS-LL sono stati il 60,0% con Vyndaqel e il 38,1% con placebo, con differenza del 21,9% e valore di p 0,041.[6] Secondo la sintesi EMA, al netto dei pazienti che avevano interrotto lo studio per trapianto di fegato, Vyndaqel si è dimostrato più efficace del placebo nel ritardare il danno ai nervi nei pazienti con ATTR-PN.[7] Per la cardiomiopatia ATTR-CM, la sintesi EMA riporta uno studio principale su 441 adulti trattati per 30 mesi, con riduzione del rischio di mortalità di circa il 30% e della frequenza dei ricoveri cardiovascolari del 32% rispetto al placebo.[7]

Domande frequenti

Vyndaqel 20 mg e Vyndaqel 61 mg sono lo stesso farmaco? Contengono lo stesso principio attivo di base, ma non sono intercambiabili sulla base dei milligrammi e hanno indicazioni diverse.[1, 2]

Quanto se ne prende al giorno? Nell’adulto la dose standard è una capsula al giorno per la formulazione da 61 mg, mentre per la formulazione da 20 mg la dose raccomandata è 20 mg una volta al giorno.[1, 2]

Si può usare in gravidanza? No, la scheda tecnica lo sconsiglia in gravidanza; per la formulazione da 20 mg è anche richiesto un metodo contraccettivo efficace fino a un mese dopo la sospensione.[1, 2, 3]

Qual è l’effetto indesiderato più comune? Dipende dalla formulazione: per 20 mg sono comuni infezioni urinarie, infezioni vaginali, diarrea e dolore addominale superiore; per 61 mg sono più comuni diarrea, eruzione cutanea e prurito.[1, 2, 7]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Vyndaqel: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.