Xydalba: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Xydalba: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAXydalba
  2. 2 BugiardinoXydalba
  3. 3 IndicazioniXydalba
  4. 4 Effetti collateraliXydalba
  5. 5 Sicurezza e azioneXydalba
  6. 6 Riassunto EPAR EMAXydalba (dalbavancina)
  7. 7 Principio attivoDalbavancina Cloridrato: farmaci che lo contengono

Il testo è generato solo da questi 7 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Xydalba è un farmaco a base di dalbavancina cloridrato indicato negli adulti per il trattamento delle infezioni batteriche acute della cute e della struttura cutanea. Si somministra in flebo in vena per 30 minuti e, negli adulti, può essere dato in dose singola oppure in due dosi a distanza di una settimana. Prima di usarlo vanno considerate allergie ai glicopeptidi, problemi renali, diarrea durante o dopo antibiotici, gravidanza e allattamento.[1, 2]

Indice (8 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Studi principali
  8. 8Domande frequenti

A cosa serve

Xydalba contiene dalbavancina, un antibiotico del gruppo dei glicopeptidi. Secondo la scheda tecnica AIFA, è indicato negli adulti per il trattamento delle infezioni batteriche acute della cute e della struttura cutanea, cioè le ABSSSI. La scheda tecnica raccomanda anche di tenere presenti le linee guida ufficiali per l’uso appropriato degli antibatterici.[1]

L’EPAR dell’EMA precisa che il medicinale è usato per infezioni acute della cute e dei tessuti sottocutanei come cellulite, ascessi cutanei e ferite infette. Nella sintesi EMA è descritto anche l’uso nei bambini di tutte le età, ma nella scheda tecnica AIFA per questa formulazione la sicurezza e l’efficacia in età pediatrica non sono state stabilite e non è possibile fare raccomandazioni posologiche.[1, 6]

Formulazioni e come si usa

Xydalba è una polvere per concentrato per soluzione per infusione da 500 mg. Ogni flaconcino contiene dalbavancina cloridrato equivalente a 500 mg di dalbavancina. Dopo ricostituzione, ogni ml contiene 20 mg di dalbavancina; la soluzione diluita per infusione deve avere una concentrazione finale compresa tra 1 e 5 mg/ml. Ogni confezione contiene 1 flaconcino.[1, 7]

Va somministrato per via endovenosa dopo ricostituzione e ulteriore diluizione, in un tempo totale di 30 minuti.[1, 2, 6]

Posologia negli adulti

Situazione Dose raccomandata
Adulti con ABSSSI 1.500 mg come singola infusione oppure 1.000 mg seguiti, una settimana dopo, da 500 mg
Adulti con compromissione renale cronica con clearance della creatinina < 30 ml/min e non in emodialisi regolare 1.000 mg come singola infusione oppure 750 mg seguiti, una settimana dopo, da 375 mg

La scheda tecnica riporta che nei pazienti anziani non è necessario alcun aggiustamento della dose. Nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata, compresa la dialisi programmata 3 volte a settimana, non servono aggiustamenti. Nei pazienti con compromissione epatica lieve non si raccomanda alcun aggiustamento, mentre nei pazienti con compromissione epatica moderata o severa si deve usare cautela perché mancano dati per definire il dosaggio appropriato.[1]

Per i bambini e gli adolescenti da nascita a meno di 18 anni, la scheda tecnica AIFA non consente di formulare una posologia. L’EMA riporta che nei bambini la dose dipende da età e peso corporeo, ma la scheda tecnica italiana resta la fonte da seguire per l’uso nella pratica locale.[1, 6]

Controindicazioni e avvertenze

Xydalba è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2]

Deve essere usato con cautela nei pazienti con nota ipersensibilità ad altri glicopeptidi, perché possono verificarsi reazioni di ipersensibilità crociata. Se compare una reazione allergica, la somministrazione deve essere interrotta e va iniziata una terapia adeguata.[1]

La scheda tecnica avverte anche del rischio di diarrea associata a Clostridium difficile. Se il paziente sviluppa diarrea durante o dopo il trattamento, bisogna considerare questa possibilità; in tale caso possono essere necessari l’interruzione di dalbavancina, misure di supporto e un trattamento specifico. I farmaci che sopprimono la peristalsi non devono essere usati in questo contesto.[1]

Xydalba deve essere infuso in 30 minuti per ridurre il rischio di reazioni correlate all’infusione. Infusioni endovenose rapide di glicopeptidi possono causare reazioni tipo sindrome dell’uomo rosso, con rossore della parte superiore del corpo, orticaria, prurito o eruzione cutanea; rallentare o sospendere l’infusione può farle regredire.[1]

La scheda tecnica segnala dati limitati sulla sicurezza e sull’efficacia quando il medicinale viene somministrato per più di due dosi a distanza di una settimana. Inoltre, nei principali studi clinici sulle ABSSSI le infezioni trattate erano limitate a cellulite o erisipela, ascessi e ferite infette, e non vi è esperienza nel trattamento di pazienti con immunocompromissione severa.[1]

Interazioni

Non sono stati effettuati studi clinici di interazione farmaco-farmaco con dalbavancina. In vitro non è metabolizzata dagli enzimi CYP, quindi è improbabile che induttori o inibitori del CYP ne modifichino la farmacocinetica.[1]

La scheda tecnica segnala che non è noto se sia un substrato dei trasportatori epatici e di efflusso; la co-somministrazione di inibitori di questi trasportatori può aumentare l’esposizione alla dalbavancina. Tra gli esempi citati ci sono inibitori della proteasi potenziati, verapamil, chinidina, itraconazolo, claritromicina e ciclosporina.[1]

Dal lato opposto, è improbabile che dalbavancina interagisca in modo rilevante con farmaci metabolizzati dal CYP, perché in vitro non è né un inibitore né un induttore di questi enzimi. Tuttavia non è noto se inibisca trasportatori e quindi potrebbe aumentare l’esposizione a substrati come statine e digossina.[1]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza non vi sono dati nell’uomo. Gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva. Per questo Xydalba non è raccomandato durante la gravidanza se non è strettamente necessario.[1, 2]

Non è noto se la dalbavancina sia escreta nel latte umano; tuttavia viene escreta nel latte dei ratti e potrebbe passare nel latte materno umano. Poiché non è ben assorbita per via orale, ma non si può escludere un effetto sulla flora gastrointestinale o orale del lattante, la scheda tecnica raccomanda di valutare se continuare o interrompere l’allattamento oppure la terapia, considerando il beneficio per madre e bambino. Nel foglietto illustrativo è riportato anche che non si deve allattare durante l’assunzione di Xydalba.[1, 2]

Gli studi sugli animali hanno mostrato anche una ridotta fertilità; il rischio per l’uomo non è noto.[1]

Effetti indesiderati

Negli studi clinici di fase 2/3, 2.473 pazienti hanno ricevuto dalbavancina nei regimi previsti. Le reazioni avverse più comuni, osservate in almeno l’1% dei pazienti, sono state nausea, diarrea e cefalea, in genere di severità lieve o moderata.[1]

Tra le reazioni riportate figurano anche infezioni micotiche vulvovaginali, infezione del tratto urinario, colite da Clostridium difficile, anemia, trombocitosi, eosinofilia, leucopenia, neutropenia, reazione anafilattoide, insonnia, disgeusia, capogiri, vampate di calore, flebite, tosse, broncospasmo, stipsi, dolore addominale, dispepsia, vomito, prurito, orticaria, eruzione cutanea, reazioni correlate all’infusione e alterazioni degli esami di funzionalità epatica.[1]

L’EPAR dell’EMA aggiunge che il profilo di sicurezza è paragonabile a quello di altri glicopeptidi e che negli studi non sono emersi effetti indesiderati tipici di questa classe a carico dell’udito o della funzione renale con i regimi proposti.[6]

Studi principali

Secondo l’EMA, Xydalba è stato confrontato con vancomicina o con linezolid in tre studi principali che hanno coinvolto in totale circa 2.000 adulti con infezioni gravi della cute e dei tessuti molli, incluse cellulite, ascessi cutanei e ferite infette. Il principale criterio di efficacia era la guarigione dell’infezione dopo il trattamento. Xydalba ha mostrato un’efficacia almeno pari ai farmaci di confronto, con guarigione tra l’87% e il 94% dei pazienti trattati, rispetto al 91% – 93% nei gruppi di confronto.[6]

L’EMA riferisce inoltre uno studio su 199 bambini, compresi i neonati, nel quale Xydalba ha prodotto livelli di principio attivo simili a quelli osservati negli adulti; sulla base di questi dati, l’agenzia ritiene atteso un effetto paragonabile nei bambini.[6]

Domande frequenti

Xydalba è un antibiotico? Sì. È un antibiotico glicopeptidico a base di dalbavancina.[1, 6]

Come si somministra? Si somministra in vena, come infusione di 30 minuti. Negli adulti può essere dato in dose singola o in due dosi a una settimana di distanza.[1, 2, 6]

Si può usare in gravidanza? Non è raccomandato durante la gravidanza se non è strettamente necessario.[1, 2]

È usato nei bambini? La scheda tecnica AIFA per questa formulazione non stabilisce sicurezza, efficacia o posologia in età pediatrica.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Xydalba: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.