Le piaghe da decubito compaiono più facilmente e guariscono più lentamente quando il paziente è malnutrito o disidratato, l’alimentazione, insieme al corretto posizionamento a letto e alle medicazioni, è uno dei pilastri della cura. Un errore frequente è limitarsi a “far mangiare qualcosa”, senza garantire abbastanza proteine, calorie e liquidi per sostenere la cicatrizzazione.
Fabbisogno proteico e calorie nelle piaghe da decubito
Il fabbisogno di proteine aumenta in presenza di piaghe da decubito, perché l’organismo deve riparare tessuti danneggiati e contrastare eventuali infezioni. Le linee guida internazionali, come quelle citate in una revisione su nutrizione e ulcere da pressione, concordano nel raccomandare diete ad alto contenuto proteico rispetto a quelle della popolazione sana, per favorire la guarigione e prevenire nuova perdita di massa muscolare.
Alcuni studi clinici riportati su riviste specialistiche mostrano che un apporto proteico più elevato accelera la guarigione delle ulcere da pressione rispetto a quantità inferiori. In pratica, il pasto di un paziente con piaghe dovrebbe contenere una fonte proteica importante a ogni occasione, carne, pesce, uova, latticini, legumi o prodotti specifici, adattando la consistenza in caso di disfagia o difficoltà di masticazione.
Anche le calorie complessive devono essere adeguate, chi è allettato può sembrare “fermo”, ma il corpo consuma energia per mantenere la temperatura, respirare e riparare i tessuti lesionati. Una revisione sulla relazione tra malnutrizione e piaghe da decubito evidenzia che un apporto insufficiente di energia favorisce la perdita di peso, riduce le riserve proteiche e aumenta il rischio di comparsa o peggioramento delle ulcere da pressione.
Per coprire il fabbisogno calorico senza appesantire lo stomaco, le linee guida su prevenzione e trattamento delle ulcere da pressione suggeriscono l’uso, quando necessario, di integratori ipercalorici e iperproteici. Questi prodotti orali possono essere utili se il paziente assume poche quantità di cibo o salta spesso i pasti, ma vanno inseriti in un piano nutrizionale personalizzato, monitorando peso, appetito e tollerabilità gastrointestinale.
Vitamine e minerali utili alla cicatrizzazione
Il tessuto cutaneo che guarisce richiede non solo proteine ed energia, ma anche micronutrienti specifici. Una revisione sistematica pubblicata su JAMA e altre linee guida riportano risultati favorevoli con supplementi nutrizionali orali che combinano alto contenuto proteico con arginina, zinco e vitamina C, mostrando un miglioramento degli indici di guarigione rispetto alla sola dieta standard o alla sola aggiunta di proteine.
La vitamina C è essenziale per la sintesi del collagene e la stabilità dei vasi sanguigni, lo zinco partecipa a numerosi enzimi coinvolti nella rigenerazione dei tessuti e nel sistema immunitario, mentre l’arginina è un aminoacido che sostiene il flusso sanguigno locale e la produzione di collagene. In assenza di controindicazioni, andrebbero garantite fonti alimentari di questi nutrienti, frutta e verdura fresca, carne, pesce, uova, latticini, legumi, cereali integrali e frutta secca.
Linee guida come quelle del National Institute for Health and Care Excellence, in una sezione dedicata a nutrizione e idratazione nelle piaghe da decubito, descrivono supplementi orali specifici per ulcere da pressione, che forniscono energia, proteine, arginina, zinco e vitamina C in quantità predefinite. Questi preparati sono pensati come supporto aggiuntivo, non come sostituzione completa dei pasti, e vengono valutati caso per caso dal team curante.
Nei pazienti fragili o con scarso appetito, l’alimentazione quotidiana può non essere sufficiente a coprire il fabbisogno di micronutrienti. In questi casi, le linee guida della Wound Healing Society sulla gestione delle ulcere da pressione ricordano che il supporto nutrizionale mirato, inclusa l’integrazione di vitamine e minerali, deve essere considerato parte integrante del piano di cura, insieme alla mobilizzazione, alla protezione della cute e alla corretta gestione delle medicazioni.
Esempi di pasti per chi è allettato o ha scarso appetito
Un problema pratico frequente è l’inappetenza, il paziente allettato con piaghe da decubito spesso “non ha fame”, si stanca facilmente a tavola o ha difficoltà a masticare e deglutire. Documenti educativi su nutrizione e guarigione delle ferite consigliano di inserire cibi ad alto contenuto proteico a ogni pasto e spuntino, distribuendo l’apporto nell’arco della giornata con porzioni piccole ma più frequenti, così da ridurre il senso di fatica e il rischio di rifiuto.
Esempi di combinazioni utili, da adattare alla situazione clinica, comprendono colazioni con latte o yogurt arricchito con polvere proteica, pane morbido con ricotta o formaggio spalmabile, pranzi con purè di patate e carne tritata o pesce sminuzzato, cene con zuppe di legumi e cereali. Gli spuntini possono includere budini proteici, frullati di latte e frutta, yogurt denso, oppure preparazioni commerciali specifiche, se tollerate.
Se il paziente ha disfagia, gli alimenti vanno modificati in consistenza (omogeneizzati, passati, addensati) per ridurre il rischio di aspirazione. Gli estratti di linee guida sulla prevenzione delle ulcere da pressione sottolineano che gli interventi nutrizionali devono essere coordinati con logopedista e dietista quando sono presenti problemi di deglutizione, per evitare che il tentativo di aumentare l’apporto calorico e proteico esponga a complicanze respiratorie.
Gli esempi di pasto devono sempre essere inseriti in un contesto di cura globale delle lesioni, creme topiche, spray e medicazioni adeguate, così come la corretta posizione a letto, sono determinanti per ridurre la pressione sulla zona lesa. Prodotti come pomate, creme per piaghe da decubito o spray cutanei devono essere scelti e applicati secondo le indicazioni del medico o dell’infermiere, in parallelo alla gestione nutrizionale.
Idratazione e gestione del peso nei pazienti allettati
La disidratazione è un fattore di rischio riconosciuto per lo sviluppo e il peggioramento delle piaghe da decubito. Un documento del programma di miglioramento della qualità sulla sicurezza del paziente collega le ulcere da pressione alla malnutrizione e raccomanda una dieta ad alto contenuto proteico accompagnata da un’adeguata idratazione, per sostenere il volume plasmatico, la perfusione dei tessuti e la rimozione dei prodotti di scarto metabolico che possono ostacolare la guarigione.
Le linee guida sulla prevenzione delle ulcere da pressione, ospitate su banche dati internazionali, ribadiscono che mangiare e bere troppo poco indebolisce ulteriormente la pelle, favorisce la comparsa di lesioni e rallenta la cicatrizzazione. Nel paziente allettato occorre verificare quotidianamente l’introito di liquidi, adattandolo alle condizioni cardiache e renali, e distribuire acqua, tisane o altri liquidi consentiti in più somministrazioni, anche con l’aiuto di bicchieri con beccucci o cannucce.
La gestione del peso corporeo è delicata, un calo rapido e involontario può indicare malnutrizione e aumento del rischio di piaghe, mentre un eccesso ponderale, soprattutto se associato a immobilità, aumenta la pressione su specifiche aree cutanee. Una revisione su malnutrizione e ulcere da pressione raccomanda un intervento nutrizionale precoce per evitare deficit energetici e proteici, con monitoraggio regolare del peso, della forza muscolare e dello stato funzionale.
Nel paziente anziano ospedalizzato con piaghe da decubito, un articolo dedicato alla gestione nutrizionale sottolinea che l’alimentazione, insieme a idratazione, mobilizzazione e cura della ferita, è uno dei fattori chiave per prevenire complicanze. Il team sanitario valuta se l’apporto orale è sufficiente o se è necessario ricorrere a vie alternative di nutrizione (per esempio sondino), come suggerito dalle linee guida della Wound Healing Society, che indicano l’obiettivo di raggiungere un bilancio azotato positivo nei casi di ulcere estese.
Quando coinvolgere dietista e medico nella gestione nutrizionale
Il coinvolgimento di un dietista esperto è raccomandato ogni volta che compaiono piaghe da decubito in un paziente fragile, allettato o con patologie croniche. Il sito di una grande struttura clinica internazionale, come la Mayo Clinic, sottolinea che una buona nutrizione è importante per la guarigione delle lesioni e che può essere necessario il supporto del dietista per pianificare un’alimentazione adeguata e sostenibile nel tempo.
Le linee guida sul trattamento delle ulcere da pressione indicano che il supporto nutrizionale deve essere valutato e monitorato nel contesto di un piano di cura multidisciplinare, con il medico che definisce gli obiettivi terapeutici e il dietista che traduce questi obiettivi in un piano alimentare concreto. È il caso, per esempio, di un paziente che, nonostante gli sforzi di familiari e caregiver, continua a perdere peso o a presentare nuove lesioni cutanee.
Un’altra situazione che richiede la valutazione specialistica è la presenza di comorbilità complesse, come insufficienza renale, insufficienza cardiaca o diabete, che impongono restrizioni dietetiche specifiche. Le revisioni sul fabbisogno proteico negli adulti con piaghe da decubito ricordano che l’aumento delle proteine deve essere bilanciato con la sicurezza d’organo, per evitare sovraccarichi metabolici in pazienti con funzione renale o epatica compromessa.
Nei pazienti molto anziani, non collaboranti o istituzionalizzati, il medico di medicina generale, lo specialista e il team infermieristico devono valutare periodicamente stato nutrizionale, presenza di piaghe, efficacia delle medicazioni e delle strategie di cura nell’anziano. L’eventuale introduzione di nutrizione artificiale o di supplementi specifici per ulcere da pressione va decisa collegialmente, documentando obiettivi realistici di miglioramento e qualità di vita.
Un’alimentazione adeguata in presenza di piaghe da decubito significa fornire abbastanza energia, proteine, vitamine, minerali e liquidi, adattando consistenza e tempi dei pasti alla situazione del paziente e integrando, quando necessario, con prodotti specifici. Questo supporto nutrizionale non sostituisce gli interventi locali sulla lesione, ma lavora in sinergia con posizionamento corretto, presidi antidecubito e terapie mediche, per ridurre complicanze e favorire una cicatrizzazione più efficace.
Per approfondire
Malnutrition as a Precursor of Pressure Ulcers offre una panoramica sulle relazioni tra malnutrizione, rischio di ulcere da pressione e strategie di intervento nutrizionale precoce negli adulti fragili.
Pressure Ulcers: A Patient Safety Issue inquadra le piaghe da decubito come problema di sicurezza del paziente, con particolare attenzione al ruolo dell’alimentazione e dello stato nutrizionale.
Pressure Ulcer and Nutrition è una revisione che analizza il fabbisogno proteico e l’efficacia dei supplementi nutrizionali orali ad alto contenuto proteico nella prevenzione e trattamento delle ulcere da pressione.
Nutritional management of older hospitalised patients with pressure injuries approfondisce la gestione nutrizionale dei pazienti anziani ospedalizzati con piaghe da decubito, con esempi di percorsi assistenziali multidisciplinari.
WHS Guidelines for the Treatment of Pressure Ulcers – 2023 update riporta le raccomandazioni aggiornate della Wound Healing Society, comprese le indicazioni sul supporto nutrizionale e sulle vie alternative di alimentazione.





