Una piccola “pallina” rosa all’angolo interno dell’occhio è quasi sempre una struttura anatomica normale, chiamata caruncola lacrimale, e non un corpo estraneo. Quando questa zona si arrossa, si gonfia o diventa dolorosa viene spesso scambiata per un brufolo o per un’infezione grave, con il rischio di sottovalutare o, al contrario, di drammatizzare il problema. Conoscere che cos’è la caruncola, dove si trova e quali disturbi possono riguardarla aiuta a distinguere i fastidi benigni dalle situazioni che meritano una valutazione oculistica.
Che cos’è la caruncola dell’occhio e dove si trova
La caruncola lacrimale è un piccolo nodulo morbido, di colore rosato, situato nell’angolo interno dell’occhio, vicino al naso, in corrispondenza del canthus mediale. Le fonti di anatomia oculare la descrivono come una cute modificata, cioè un pezzetto di “pelle speciale” che si trova nel margine interno della rima palpebrale, accanto alla plica semilunare e ai puntini lacrimali che drenano le lacrime verso il sacco lacrimale. In condizioni normali è poco sporgente, umida e non dolente al tatto.
Dal punto di vista strutturale, la caruncola è rivestita da epitelio squamoso stratificato non cheratinizzato, analogo a quello della congiuntiva ma con caratteristiche simili alla pelle. All’interno ospita follicoli piliferi con piccoli peli fini, ghiandole sebacee, ghiandole sudoripare e tessuto ghiandolare lacrimale accessorio, come riportato da studi istologici su PubMed e da testi di anatomia dell’occhio. Per comprendere i suoi rapporti anatomici è utile considerarla in continuità con la congiuntiva e con il sacco congiuntivale, che riveste la superficie interna delle palpebre e la parte anteriore del bulbo oculare.
Funzioni della caruncola oculare
La principale funzione della caruncola è contribuire al film lacrimale, lo strato sottile di liquido che ricopre la superficie dell’occhio e ne mantiene lubrificazione, nutrimento e protezione. Le ghiandole lacrimali accessorie presenti al suo interno secernono componenti acquosi e mucosi che si mescolano alle lacrime prodotte dalla ghiandola lacrimale principale e alle secrezioni delle ghiandole delle palpebre. In questo modo la caruncola partecipa all’equilibrio tra produzione e drenaggio delle lacrime in un’area in cui passano anche i puntini lacrimali.
Essendo costituita da cute modificata con follicoli piliferi, ghiandole sebacee e sudoripare, la caruncola ha inoltre una funzione simile a quella della pelle nel mantenere l’integrità della giunzione tra congiuntiva e margine palpebrale. Alcuni autori le attribuiscono un ruolo meccanico nel guidare il flusso del film lacrimale verso i puntini lacrimali, oltre a una funzione protettiva in un’area esposta a sfregamenti durante l’ammiccamento. La presenza di diversi tipi di tessuti spiega anche la varietà di lesioni benigne e infiammatorie che possono insorgere in questa sede, come mostrato da una revisione sistematica sulle lesioni carunculari pubblicata su PMC.
Caruncola infiammata: cause più frequenti e sintomi
Quando la caruncola si arrossa, si gonfia o diventa dolente, si parla in modo generico di caruncolite o infiammazione della caruncola. Tra le cause più frequenti rientrano irritazioni meccaniche (sfregamento, corpo estraneo temporaneamente intrappolato nella rima palpebrale), congiuntiviti che coinvolgono anche la regione del canthus mediale, blefariti (infiammazioni delle palpebre) e ostruzioni delle vie lacrimali con ristagno di lacrime e secrezioni. In alcuni casi un processo infettivo del sacco lacrimale (dacriocistite) può estendersi alla caruncola o renderla particolarmente edematosa e dolente.
Dal punto di vista clinico il paziente può riferire arrossamento localizzato della caruncola, sensazione di corpo estraneo all’angolo interno dell’occhio, lacrimazione aumentata o, al contrario, difficoltà nel drenaggio con secrezioni dense, talvolta dolore alla palpazione o alla chiusura delle palpebre. Può comparire un piccolo rilievo simile a un brufolo, che in realtà è spesso un’infiammazione di una ghiandola sebacea o di un follicolo pilifero, paragonabile a un calazio o a un orzaiolo ma situato in sede carunculare; in questi casi è utile distinguere questa evenienza da altre forme di “brufolo nell’occhio” descritte anche in relazione alle palpebre e al margine palpebrale.
Diagnosi e quando rivolgersi all’oculista
La diagnosi di un problema a carico della caruncola si basa principalmente sull’esame obiettivo oculistico. L’oculista osserva l’area del canthus mediale con lampada a fessura, valuta il colore, il volume, la presenza di secrezioni, eventuali ulcerazioni o noduli e verifica se l’infiammazione interessa anche la congiuntiva circostante, il margine palpebrale o i puntini lacrimali. Nei casi sospetti di ostruzione del sistema lacrimale può essere eseguito un test di prova di lavaggio o indagini di imaging dedicate, come illustrato nei manuali clinici dedicati ai disturbi delle vie lacrimali.
È indicato rivolgersi all’oculista quando il gonfiore della caruncola compare improvvisamente e non regredisce in pochi giorni, quando è associato a dolore marcato, secrezioni purulente, riduzione della vista o febbre, oppure quando la caruncola appare deformata, con noduli persistenti o cambiamenti di colore. In presenza di lesioni atipiche o di crescita progressiva, lo specialista può sospettare patologie meno comuni, comprese le lesioni neoplastiche carunculari descritte in letteratura su studi anatomopatologici, e proporre una biopsia o l’asportazione chirurgica per la diagnosi istologica.
Trattamenti e prevenzione delle irritazioni della caruncola
Il trattamento della caruncola infiammata dipende dalla causa identificata dall’oculista. Nelle forme irritative lievi possono essere sufficienti misure locali come lacrime artificiali a base di soluzioni lubrificanti sterili, igiene palpebrale delicata e sospensione di cosmetici o lenti a contatto fino alla risoluzione dei sintomi. In caso di congiuntivite batterica o di infiammazione coinvolgente le ghiandole sebacee della caruncola può essere prescritta una terapia topica con colliri o pomate antibiotiche o antinfiammatorie, sempre su indicazione medica e per il tempo ritenuto appropriato.
Quando l’infiammazione è legata a un’ostruzione del sistema lacrimale o a una dacriocistite, la gestione prevede spesso una combinazione di antibiotici sistemici, terapie locali e, nei casi indicati, interventi chirurgici sulle vie lacrimali, come riportato in manuali clinici e in case report su chemosi congiuntivale e caruncola. Per ridurre il rischio di irritazioni ricorrenti è utile evitare lo sfregamento vigoroso degli occhi, curare l’igiene di palpebre e margini congiuntivali, gestire correttamente l’uso di lenti a contatto e cosmetici e trattare tempestivamente blefariti, congiuntiviti e disturbi del rivestimento palpebrale interno e della tasca congiuntivale.
Nel caso in cui la caruncola presenti lesioni nodulari persistenti o sospette, il trattamento è in genere chirurgico, con asportazione parziale o completa della lesione e successivo esame istologico, come descritto nelle revisioni sistematiche sulle lesioni della caruncola disponibili su PubMed Central. La prevenzione di queste condizioni passa soprattutto attraverso controlli oculistici periodici nei pazienti con sintomi cronici o fattori di rischio noti e un’attenzione particolare ai cambiamenti dell’aspetto dell’angolo interno dell’occhio, senza trascurare segnali come crescita progressiva, asimmetria marcata tra i due occhi o sanguinamento spontaneo della zona carunculare.
Nel complesso, riconoscere la caruncola lacrimale come parte normale dell’anatomia oculare e sapere che può infiammarsi o dare origine a lesioni benigne o più rare condizioni neoplastiche permette un approccio più consapevole ai disturbi dell’angolo interno dell’occhio. Un esame oculistico mirato consente di chiarire la natura del problema e di impostare il trattamento più adatto, mentre una buona igiene oculare, la gestione tempestiva di congiuntiviti e blefariti e la sorveglianza di eventuali cambiamenti dell’area carunculare rappresentano le principali misure pratiche di prevenzione.
Per approfondire
NCBI Bookshelf – Anatomy, Head and Neck, Eye fornisce una descrizione dettagliata dell’anatomia dell’occhio, compresa la zona del canthus mediale dove è localizzata la caruncola lacrimale.
NCBI Bookshelf – Anatomy, Head and Neck: Eye Lacrimal Gland illustra con schemi anatomici i rapporti della caruncola con la ghiandola lacrimale e le strutture congiuntivali circostanti.
Clinical profile, histopathology, and management of caruncular lesions è una revisione sistematica che analizza le diverse tipologie di lesioni che possono interessare la caruncola e le relative strategie di gestione clinica.
Conjunctival Chemosis Caused by Exposure of the Lacrimal Caruncle descrive un caso clinico in cui l’esposizione della caruncola è associata a chemosi congiuntivale localizzata, utile per comprendere le possibili complicanze.
An anatomic and histologic study of the caruncle presenta uno studio approfondito sulla struttura anatomica e istologica della caruncola, evidenziando la presenza di molteplici tipi di tessuti al suo interno.





