Allarme: tadalafil associato a più diagnosi di glaucoma

Il tadalafil a basse dosi per sintomi urinari mostra nel 2026 un aumento modesto ma significativo di diagnosi di glaucoma e ipertensione oculare in trattamento cronico

Negli ultimi giorni un ampio studio osservazionale pubblicato sul British Journal of Ophthalmology nel 2026 ha messo sotto i riflettori il tadalafil assunto a lungo termine per sintomi urinari da prostata ingrossata. L’analisi di quasi 74.000 uomini sopra i 40 anni ha evidenziato un aumento statisticamente significativo delle diagnosi di glaucoma, ipertensione oculare e avvio di terapie antiglaucomatose nei soggetti in trattamento cronico.

Questa nuova evidenza ha riacceso il dibattito sulla sicurezza oculare dei farmaci per la disfunzione erettile e per i disturbi urinari correlati all’iperplasia prostatica benigna. Il tema centrale è distinguere gli effetti visivi transitori già noti (come alterazioni dei colori o visione offuscata) da un possibile incremento del rischio di glaucoma sul lungo periodo, valutando con prudenza i dati disponibili e quali controlli proporre ai pazienti con fattori di rischio oculari.

In sintesi

Come agiscono i farmaci per la disfunzione erettile su vasi e retina

I farmaci per la disfunzione erettile più utilizzati, come sildenafil e tadalafil, appartengono alla classe degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, indicati anche con la sigla PDE5i. Agiscono aumentando la disponibilità di ossido nitrico e di guanosin monofosfato ciclico, con conseguente vasodilatazione nei tessuti, in particolare a livello dei corpi cavernosi, facilitando l’erezione in presenza di stimolo sessuale.

Questi medicinali non sono però selettivi solo per i vasi del pene: i recettori interessati sono presenti anche in altri distretti, inclusi i vasi della retina e della testa del nervo ottico. Ciò spiega perché siano descritti disturbi visivi transitori, come alterata percezione dei colori o annebbiamento, e perché oggi si indaghi un possibile legame tra uso cronico di tadalafil e patologie come il glaucoma, che coinvolgono pressione oculare e perfusione del nervo ottico. Ulteriori dettagli sul glaucoma e sui farmaci per la pressione oculare aiutano a inquadrare questi meccanismi.

Cosa dice il maxi-studio 2026 su tadalafil, glaucoma e ipertensione oculare

Lo studio multinazionale “Risk of glaucoma among patients using tadalafil for lower urinary tract symptoms”, pubblicato nel 2026 sul British Journal of Ophthalmology, ha valutato 73.854 uomini sopra i 40 anni con sintomi urinari cronici. I ricercatori hanno confrontato soggetti in terapia continuativa con tadalafil a basse dosi con uomini con disturbi simili ma senza uso di inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5.

Nei pazienti trattati a lungo termine con tadalafil è stato osservato un aumento relativo del 22% nella probabilità di ricevere una diagnosi di glaucoma, del 32% di sviluppare ipertensione oculare e del 33% sia di sviluppare glaucoma primario ad angolo aperto sia di iniziare una terapia antiglaucomatosa. In termini assoluti, circa il 3,9% degli utilizzatori ha avuto una diagnosi di glaucoma contro il 3,2% dei non utilizzatori, un divario modesto ma statisticamente rilevato. Altri approfondimenti sui percorsi di diagnosi precoce e trattamenti del glaucoma aiutano a interpretare la portata clinica di questi numeri.

Gli autori classificano il lavoro come studio osservazionale retrospettivo di coorte, basato su cartelle cliniche in condizioni reali. Questo disegno consente di individuare un segnale di rischio ma non dimostra che il tadalafil causi direttamente il glaucoma. Secondo i commenti riportati, non viene suggerita una sospensione automatica del farmaco; si raccomanda invece una sorveglianza oculistica regolare, soprattutto nei pazienti con terapia prolungata, familiarità per glaucoma, miopia elevata o ipertensione oculare preesistente.

Disturbi visivi segnalati: quando sospendere il farmaco e chiamare l’oculista

Accanto al possibile aumento di rischio sul lungo termine, la letteratura e le schede tecniche descrivono da tempo disturbi visivi acuti correlati ai farmaci per la disfunzione erettile e ai medicinali per i sintomi urinari. Tra questi sono segnalati visione offuscata, alterazione della percezione dei colori, comparsa di aloni luminosi, fotofobia e, più raramente, calo importante della vista in un occhio. Anche farmaci urologici come tamsulosina riportano nella documentazione ufficiale episodi di visione offuscata.

I segnali che richiedono sospensione del farmaco e valutazione urgente dall’oculista includono calo improvviso della vista, dolore oculare intenso, visione di aloni colorati associata a mal di testa o nausea, comparsa rapida di visione molto annebbiata o perdita di una parte del campo visivo. In questi casi è opportuno interrompere l’assunzione del medicinale in attesa di parere specialistico, evitando di riprenderlo senza indicazioni. Un quadro di retinopatia da farmaci può infatti evolvere se non riconosciuto per tempo.

Chi è più a rischio per la vista e quali controlli sono consigliati

Il segnale emerso nel 2026 riguarda soprattutto uomini che assumono tadalafil a basse dosi in modo continuativo per disturbi urinari da iperplasia prostatica, non necessariamente chi usa il farmaco in modo saltuario per la sola disfunzione erettile. Secondo i resoconti, la prudenza va rafforzata nei soggetti con glaucoma già diagnosticato, ipertensione oculare, forte miopia o familiarità per malattie del nervo ottico, che possono essere più vulnerabili a variazioni della pressione intraoculare.

Per questi pazienti le raccomandazioni che emergono dai commenti allo studio prevedono visite oculistiche periodiche con misurazione della pressione oculare, esame del nervo ottico e valutazione del campo visivo durante la terapia cronica con tadalafil. Il medico di medicina generale o l’urologo possono valutare caso per caso il rapporto rischio-beneficio, in collaborazione con l’oculista, soprattutto se coesistono altri fattori come terapia con cortisonici o precedente uso di antipertensivi associati a disfunzione erettile, che possono complicare l’aderenza ai trattamenti.

In sintesi, allo stato attuale il tadalafil rimane un farmaco autorizzato, con profilo di sicurezza oggetto di monitoraggio regolatorio e aggiornamenti periodici di farmacovigilanza a livello dell’Agenzia europea per i medicinali. Il nuovo studio del 2026 non modifica direttamente le autorizzazioni in essere, ma introduce un segnale che invita a integrare nei pazienti selezionati un attento controllo oftalmologico programmato nel tempo, senza sospendere o iniziare terapie senza un confronto strutturato con il curante.

Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista oculista, che deve essere sempre consultato per decisioni diagnostiche o terapeutiche personalizzate.

Per approfondire

PubMed – articolo sul rischio di glaucoma con tadalafil permette di consultare l’abstract del lavoro pubblicato sul British Journal of Ophthalmology, con i dettagli su disegno dello studio, popolazione arruolata e principali esiti relativi a glaucoma e ipertensione oculare.

EMA – Periodic Safety Update Report su tadalafil documenta l’esistenza di aggiornamenti periodici di sicurezza e di variazioni regolatorie per i medicinali contenenti tadalafil, segnalando il continuo monitoraggio del profilo rischio-beneficio da parte delle autorità.

DailyMed – scheda tecnica della tamsulosina riporta le informazioni ufficiali su indicazioni, effetti indesiderati e avvertenze oculari per questo farmaco usato nei sintomi urinari, inclusa la segnalazione della visione offuscata e della floppy iris syndrome in chirurgia oculare.

NCBI – National Center for Biotechnology Information offre accesso a banche dati biomediche e bibliografiche utili per approfondire gli aspetti fisiopatologici del glaucoma, della perfusione del nervo ottico e delle interazioni farmacologiche a livello oculare.

NCBI GenBank – release 271 mette a disposizione informazioni genetiche aggiornate, che possono interessare i ricercatori impegnati a chiarire i fattori ereditari e molecolari coinvolti nella suscettibilità individuale al glaucoma e ad altre patologie oculari croniche.