Nel Regno Unito dieci trust di salute mentale del Servizio sanitario nazionale (NHS) sono stati segnalati all’autorità di regolazione per il modo in cui hanno gestito il consenso al monitoraggio digitale dei pazienti. Il caso riguarda l’uso di sistemi di telecamere a infrarossi, in particolare la piattaforma Oxevision sviluppata da Oxehealth (oggi LIO), installati nelle stanze di degenza psichiatrica per controllare a distanza respirazione, movimento e sicurezza durante la notte.
A giugno 2026 l’Information Commissioner’s Office ha aperto un’indagine formale sul ricorso a queste telecamere nelle camere dei pazienti, che risultano in uso in circa il 40% dei trust di salute mentale inglesi. Il nodo centrale non è solo tecnico, ma riguarda il rispetto della privacy, della dignità e dell’autonomia di persone spesso fragili o ricoverate in condizioni di crisi. Il punto critico è se questi sistemi possano affiancare in sicurezza i controlli in presenza senza trasformarsi in una sorveglianza continua non richiesta.
Che cosa è emerso nel caso dei dieci NHS trust segnalati
Dalle informazioni rese pubbliche emerge che i dieci trust di salute mentale hanno utilizzato sistemi di monitoraggio contactless, come Oxevision, nelle stanze dei pazienti senza procedure di consenso considerate sufficientemente chiare o robuste dall’autorità di vigilanza. Un resoconto dell’inchiesta Lampard indica che questi trust non stavano applicando il consenso in linea con i digital principles di NHS England, che richiedono un accordo valido e liberamente revocabile per l’uso delle tecnologie ambientali.
In alcuni casi sono stati sollevati dubbi sulla reale possibilità per il paziente di comprendere che cosa veniva monitorato e di rifiutare il sistema senza ripercussioni sul percorso di cura, compresa la possibilità di chiedere che la telecamera fosse spenta. Il tema non riguarda solo un singolo dispositivo, ma il modello di assistenza nei reparti psichiatrici e in altre aree a elevata vulnerabilità, dove il confine tra monitoraggio clinico e sorveglianza è particolarmente delicato.
L’uso di sensori ambientali e letti intelligenti è in crescita anche in altri contesti clinici, come mostrano le esperienze sui letti smart nelle persone con demenza. In parallelo, NHS England e Care Quality Commission hanno già pubblicato principi e guide specifiche sulle tecnologie di monitoraggio contactless basate sul consenso. Il caso britannico diventa quindi un banco di prova concreto per verificare il rispetto di questi standard e, se necessario, rafforzarli.
Come funziona il monitoraggio a infrarossi nelle stanze dei pazienti
I sistemi di monitoraggio a infrarossi usati nei reparti di salute mentale sono forme di digital contactless patient monitoring. Combinano una telecamera con illuminatore a luce non visibile e software che elabora le immagini per ricavare parametri come frequenza respiratoria, frequenza cardiaca e movimento nel letto. Nel caso di Oxevision il dispositivo è montato a parete e consente di misurare i segni vitali senza contatto diretto, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le osservazioni notturne al letto.
Questi sistemi non registrano di norma video tradizionali a colori, ma generano immagini a infrarossi e, in alcuni modelli, brevi clip utili per la revisione clinica. La discussione pubblica più recente li considera soprattutto tecnologie di sorveglianza ambientale contactless che permettono al personale di vedere se il paziente è a letto e di monitorare respiro e polso. La parte di elaborazione digitale serve a estrarre segni vitali e movimento, non a eseguire analisi sperimentali di pattern complessi paragonabili a sistemi di intelligenza artificiale generalizzata.
In teoria questi sistemi possono aiutare a individuare precocemente situazioni di rischio, per esempio un paziente che smette di muoversi in modo sospetto o che presenta una variazione brusca della frequenza respiratoria. Tecnologie analoghe vengono studiate anche per il monitoraggio dei pazienti in malattie infettive e per scenari di sorveglianza continua. Il punto critico non è solo che cosa la macchina può rilevare, ma chi vede i dati, per quanto tempo vengono conservati e con quali limiti d’uso documentati.
Alcuni sistemi offrono modalità “privacy” con visualizzazione semplificata della figura del paziente o mascheramento di alcune aree del corpo. La guida della Care Quality Commission sulle tecnologie di monitoraggio contactless ricorda che ogni uso non deve trasformarsi in sorveglianza occulta e che si applicano norme specifiche sulla necessità del consenso. Per un uso etico è indispensabile una valutazione chiara degli impatti su riservatezza e dignità, oltre alle misure di sicurezza informatica e alla trasparenza sulle finalità del trattamento dei dati.
Consenso informato, diritto di rifiutare e ruolo dei familiari
Nel caso dei trust NHS al centro dell’inchiesta, uno dei punti sollevati riguarda la qualità del consenso informato rispetto alle telecamere a infrarossi in camera. Il paziente dovrebbe sapere in modo comprensibile che nella stanza è presente un sistema come Oxevision, quali parametri vengono monitorati, chi potrà accedere ai dati e per quanto tempo. Il consenso dovrebbe essere documentato e rivedibile, con la possibilità di revoca e di spegnimento del sistema senza penalizzazioni nel percorso di cura.
NHS England ha definito principi per l’uso delle tecnologie digitali nei reparti di salute mentale che richiedono il ricorso alla soluzione meno restrittiva possibile e l’adesione alla volontà del paziente quando è in grado di esprimerla. Nei reparti di salute mentale non tutti i pazienti sono sempre in grado di fornire un consenso pienamente valido, per esempio nelle fasi acute di psicosi o grave depressione. In questi casi entrano in gioco norme specifiche sulla capacità di intendere e di volere e il ruolo di tutori o amministratori di sostegno, da valutare caso per caso.
I familiari possono essere coinvolti come supporto nella comprensione del monitoraggio, in modo simile a quanto avviene per il monitoraggio in pediatria, ma non possono sostituire in modo generico la volontà del paziente quando questa è presente e valutabile. L’informazione deve essere proporzionata e ripetuta nel tempo, perché la percezione del rischio e le preferenze del paziente possono cambiare durante il ricovero. Opuscoli dedicati, incontri strutturati e momenti specifici per porre domande aiutano a trasformare il consenso da atto formale a processo continuo in linea con i principi già fissati dai documenti nazionali.
Perché la tecnologia non sostituisce la presenza del personale sanitario
I sistemi a infrarossi vengono spesso presentati come strumento per aumentare sicurezza e tempestività delle risposte cliniche, riducendo il numero di ispezioni notturne nelle camere. Il rischio è che, nei fatti, questi dispositivi finiscano per sostituire parte dei controlli in presenza del personale, con un impatto sul rapporto umano e sulla capacità di cogliere segnali non misurabili da un sensore. Questo tema è richiamato anche nella brief guide della Care Quality Commission, che inquadra tali tecnologie come strumenti terapeutici da integrare, non come semplici telecamere di sorveglianza.
Nel campo della salute mentale, gesti minimi, tono della voce, modo di rispondere a una domanda o rifiuto di un contatto hanno spesso un valore clinico che nessun sistema di monitoraggio ambientale può tradurre in allerta affidabile. La presenza fisica serve anche a mantenere un clima di fiducia, simile per importanza a quanto avviene nei percorsi di monitoraggio del parto, dove la tecnologia non sostituisce l’ostetrica al letto della donna. Una progettazione responsabile dovrebbe quindi prevedere la tecnologia come supporto e non come surrogato del contatto diretto.
Per i professionisti, usare in modo appropriato questi sistemi significa integrare i dati digitali nella valutazione clinica, senza delegare a essi le decisioni su visite, colloqui e modifiche terapeutiche. Per i pazienti e i familiari, il criterio pratico è valorizzare dispositivi che migliorano sicurezza e qualità del sonno senza ridurre l’accessibilità al personale e alla relazione di cura. Il confronto informato su questi aspetti può diventare parte della pianificazione condivisa del trattamento e aiuta a dare concretezza al bilanciamento tra strumenti digitali e presenza umana.
Il caso dei dieci trust NHS si inserisce in un quadro regolatorio che oggi comprende l’indagine dell’Information Commissioner’s Office, i principi di NHS England e la guida della Care Quality Commission sulle tecnologie di monitoraggio contactless. L’innovazione nel monitoraggio dei pazienti richiede regole chiare sul consenso, sulla gestione dei dati e sul ruolo insostituibile della presenza umana. Il punto di equilibrio tra sicurezza, autonomia e dignità dipende da processi trasparenti, controlli indipendenti e coinvolgimento reale di pazienti e famiglie nelle scelte organizzative.
Le informazioni qui presentate hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di medici, psichiatri o altri professionisti sanitari di riferimento.
Per approfondire
BMJ Journal of Medical Ethics ospita una riflessione sui limiti del consenso nell’era del monitoraggio continuo, con particolare attenzione ai reparti di salute mentale e alle implicazioni etiche delle tecnologie ambientali.
Northamptonshire Healthcare NHS Foundation Trust descrive l’organizzazione di un reparto di degenza psichiatrica per adulti, utile per inquadrare il contesto assistenziale in cui vengono adottati sistemi di monitoraggio digitale.
Welland Centre Kingfisher Ward offre ulteriori dettagli sulle strutture per acuti in salute mentale e sulle priorità dichiarate in termini di sicurezza, comfort ambientale e coinvolgimento dei pazienti nel percorso di cura.
Springbank Ward di Cambridgeshire and Peterborough NHS Foundation Trust è un esempio di unità specialistica per disturbi complessi, che illustra come vengano integrati interventi psicoterapici, farmacologici e iniziative di supporto alla vita quotidiana.
Fogli informativi per pazienti di CPFT mostrano come alcuni trust inglesi strutturano il materiale informativo su terapie, diritti e procedure, tra cui gli aspetti legati al monitoraggio e alla gestione dei dati clinici.





