Dal 1° ottobre 2026 è partita la nuova campagna antinfluenzale per la stagione 2026–2027, con priorità per anziani e persone con malattie croniche. Nello stesso periodo si organizzano anche i richiami contro Covid-19 e si richiama l’attenzione su meningite e altre infezioni prevenibili. Le vaccinazioni non riguardano solo l’infanzia, ma accompagnano l’intero arco della vita in modo mirato per età e condizioni di salute.
Molti adulti non ricordano con precisione quali vaccini abbiano fatto, né se siano in regola con i richiami per difterite, tetano o pertosse. Altri si chiedono se basti il vaccino antinfluenzale o se siano indicati anche vaccini contro pneumococco, meningococco o virus respiratorio sinciziale. Questa guida propone un percorso per fasce di età e fragilità, con l’obiettivo di aiutare chi legge a preparare domande chiare per il medico o il centro vaccinale.
Perché le vaccinazioni non riguardano solo i bambini
La vaccinazione in età pediatrica protegge dai rischi maggiori nelle prime fasi della vita, ma molte malattie infettive restano pericolose anche in età adulta. Alcuni vaccini richiedono richiami periodici, per esempio contro difterite, tetano e pertosse, perché la protezione tende a ridursi nel tempo. Altri vaccini, come quelli contro influenza e Covid-19, sono stagionali o aggiornati in base alla circolazione dei virus.
Le persone anziane, chi ha malattie croniche o un sistema immunitario indebolito affrontano un rischio più alto di complicanze, ricoveri e decesso in caso di infezione respiratoria. Per queste categorie la vaccinazione ha una duplice funzione: proteggere direttamente la persona fragile e ridurre la pressione sui servizi sanitari nei periodi di maggiore circolazione virale. La prevenzione vaccinale è quindi un tassello centrale della gestione delle patologie croniche.
Quali vaccini sono raccomandati per adulti, anziani e persone fragili
Nell’adulto sano, oltre alle vaccinazioni effettuate in età pediatrica, restano fondamentali i richiami periodici contro difterite, tetano e pertosse. Alcune persone possono necessitare di richiami contro morbillo, parotite o rosolia se non adeguatamente vaccinati in passato. In base al profilo lavorativo o ai viaggi in aree specifiche, il medico può proporre altre vaccinazioni mirate, per esempio contro l’epatite A o B.
Per gli anziani e le persone con malattie croniche respiratorie, cardiache, metaboliche o immunitarie, di solito si valutano vaccini contro influenza, Covid-19, pneumococco e spesso herpes zoster. Il medico di medicina generale o lo specialista valuta se proporre anche altre vaccinazioni, per esempio i vaccini contro il virus respiratorio sinciziale negli over 60. È utile discutere anche dei richiami di difterite nell’adulto e vaccini di richiamo.
Le persone con fragilità particolari, come chi ha subito un trapianto, chi segue terapie immunosoppressive o ha malattie rare, rientrano spesso in percorsi vaccinali specifici. In questi casi la valutazione del rapporto tra benefici e rischi delle singole vaccinazioni è individuale. La decisione coinvolge di solito il medico di famiglia, lo specialista di riferimento e, se necessario, il centro vaccinale che segue i casi complessi.
Influenza e Covid-19 stagione 2026–2027: chi deve proteggersi per primo
Nella stagione 2026–2027 le campagne contro influenza e Covid-19 danno priorità alle persone di età più avanzata e a chi ha patologie croniche. L’obiettivo è ridurre i casi gravi, i ricoveri e le complicanze respiratorie durante i mesi invernali. Il calendario delle somministrazioni può cambiare nelle diverse regioni, ma di solito l’avvio per le categorie fragili coincide con le prime settimane di ottobre.
Secondo le indicazioni ministeriali, il vaccino antinfluenzale è raccomandato in particolare per gli over 60, le persone con malattie croniche, le donne in gravidanza e alcuni gruppi professionali. Le raccomandazioni per il vaccino Covid-19 aggiornato seguono criteri simili, con particolare attenzione alle persone immunodepresse. Per prepararsi alla scelta può essere utile consultare le informazioni sulla circolare 2026–2027 su prevenzione e vaccino antinfluenzale.
Chi rientra nelle categorie prioritarie può chiedere al medico se effettuare insieme vaccino antinfluenzale e vaccino Covid-19 o se programmare le somministrazioni in momenti diversi. Di solito si definisce un intervallo in base all’età, alle terapie in corso e agli eventuali effetti collaterali già sperimentati. Una valutazione accurata consente di pianificare la protezione in tempo, prima che la circolazione virale raggiunga il picco stagionale.
In alcune regioni, come segnalato da diverse amministrazioni locali, il vaccino antinfluenzale per la stagione in corso può essere offerto gratuitamente a fasce di popolazione più ampie. Per esempio, sono previsti programmi dedicati all’estensione della copertura alla fascia adulta oltre i 18 anni. Per chi risiede in Lombardia è disponibile un approfondimento specifico sulla vaccinazione antinfluenzale in Lombardia 2026–2027.
Meningite e altre vaccinazioni: quando parlarne con il medico
La meningite è un’infiammazione delle membrane che avvolgono cervello e midollo spinale, spesso causata da batteri come meningococco o pneumococco. Alcune vaccinazioni contro questi agenti sono previste nell’infanzia e adolescenza. In condizioni particolari, per esempio per chi ha determinate malattie del sangue o asplenia, il medico può suggerire vaccinazioni aggiuntive o richiami in età adulta per mantenere una protezione adeguata.
Chi pianifica viaggi in aree con elevata circolazione di meningococco o altre infezioni, come febbre gialla o epatite A, dovrebbe discutere con il centro vaccinale o il servizio di medicina dei viaggi. È utile farlo con un certo anticipo rispetto alla partenza, per rispettare i tempi necessari a sviluppare una risposta immunitaria efficace. Anche chi vive con persone fragili può chiedere se siano indicate vaccinazioni aggiuntive per ridurre il rischio di trasmissione.
Tra le altre vaccinazioni da valutare con il medico ci sono quelle contro herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), pneumococco e virus respiratorio sinciziale negli anziani. Alcune di queste vaccinazioni sono particolarmente rilevanti per chi ha broncopneumopatie croniche o insufficienza cardiaca. Chi ha più di 60 anni può informarsi sui vaccini contro il virus respiratorio sinciziale, soprattutto se presenta comorbidità respiratorie.
A chi rivolgersi per il proprio calendario vaccinale
Il primo riferimento per verificare lo stato vaccinale resta il medico di medicina generale, che conosce anamnesi, terapie croniche e condizioni di fragilità. In molti casi il medico di famiglia può consultare il fascicolo sanitario elettronico per controllare le vaccinazioni già effettuate. Se la documentazione è incompleta, è utile recuperare libretti vaccinali, certificati scolastici o precedenti rilasciati dai centri vaccinali.
Le aziende sanitarie locali e i centri vaccinali territoriali organizzano gli accessi in base alle campagne stagionali e alle categorie prioritarie. I siti delle regioni e delle aziende sanitarie pubblicano di solito le modalità di prenotazione, compresi eventuali open day. Chi rientra nelle categorie raccomandate può informarsi anche tramite le guide dedicate al momento giusto per il vaccino antinfluenzale nella stagione in corso.
Per situazioni cliniche complesse, come terapie immunosoppressive o malattie rare, il consulto con lo specialista di riferimento è essenziale. Talvolta lo specialista redige un piano vaccinale personalizzato, che viene poi applicato dal centro vaccinale o dal medico di base. In presenza di dubbi su rischi e benefici, è utile preparare per la visita un elenco di domande specifiche su ogni vaccino, per valutare insieme le opzioni disponibili.
La protezione lungo tutto l’arco della vita nasce dall’incontro tra raccomandazioni generali e valutazione individuale. Un confronto periodico con medico di base, specialista e servizi vaccinali permette di aggiornare il proprio calendario vaccinale in base all’età, alle malattie croniche e alle campagne stagionali, con particolare attenzione a influenza, Covid-19, meningite e altre infezioni che espongono anziani e persone fragili a complicanze serie.
Queste informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il colloquio diretto con il medico o il personale dei servizi vaccinali, che possono valutare le singole situazioni cliniche e indicare le vaccinazioni più appropriate.
Per approfondire
Ministero della Salute, aggiornamento dei LEA offre il quadro istituzionale dei nuovi livelli essenziali di assistenza, in cui rientrano anche prestazioni di prevenzione vaccinale lungo tutto il corso della vita.
AIFA, ruolo dei pazienti nelle malattie rare descrive l’impegno dell’Agenzia italiana del farmaco nella tutela dei pazienti fragili, che richiedono percorsi vaccinali personalizzati e una particolare attenzione alle interazioni con le terapie.
EMA, highlights del Management Board settembre 2026 riassume le priorità dell’Agenzia europea dei medicinali, inclusa la sorveglianza sui vaccini e sui medicinali usati nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni.
EMA, resoconto del Comitato di farmacovigilanza PRAC presenta gli aggiornamenti sulla sicurezza dei vaccini e di altri medicinali, utile per comprendere come vengono valutati segnali ed effetti avversi a livello europeo.
AIFA, Europa a confronto su innovazione e accesso alle terapie approfondisce il tema dell’accesso ai trattamenti innovativi nelle malattie rare, con riferimenti ai bisogni specifici di prevenzione e cura delle persone più vulnerabili.





