Il 20 ottobre 2026 si celebra la Giornata mondiale dell’osteoporosi. In molti centri italiani, come Venetico in Sicilia, associazioni e strutture sanitarie propongono giornate di screening gratuite con questionari, colloqui medici e talvolta misurazioni strumentali. Queste iniziative non sostituiscono una visita specialistica o una densitometria ossea, ma aiutano a individuare in anticipo chi potrebbe avere un rischio aumentato di fratture da fragilità.
Lo screening di Venetico è un esempio di prevenzione “di prossimità” che punta a intercettare soggetti a rischio prima della prima frattura. L’attenzione non riguarda solo donne in post-menopausa o anziani. Nelle campagne di queste settimane emerge anche il legame, meno noto al grande pubblico, tra celiachia non diagnosticata, malassorbimento intestinale e perdita di massa ossea. Questo collegamento richiede però una lettura prudente per evitare scorciatoie diagnostiche.
Come funziona uno screening per osteoporosi simile a quello proposto a Venetico
Uno screening per osteoporosi organizzato sul territorio prevede in genere un primo questionario sul rischio. Le domande riguardano età, peso, altezza, storia di fratture dopo traumi lievi, terapia con cortisonici, abitudine al fumo, consumo di alcol e familiarità per fratture di femore o vertebrali. Spesso si raccoglie anche il dato sull’età della menopausa e su eventuali patologie endocrine o reumatologiche già diagnosticate.
A questo primo passo segue di solito un breve colloquio con il medico, che valuta le risposte e stima la probabilità di frattura nel medio termine. In alcune iniziative è possibile eseguire misurazioni semplici, come peso, altezza e calcolo dell’indice di massa corporea, oppure esami strumentali rapidi. Quando emergono fattori di rischio significativi, il medico consiglia approfondimenti come la densitometria con tecnica DEXA o una visita osteometabolica specialistica.
Gli strumenti di calcolo del rischio includono punteggi standardizzati che combinano età, anamnesi e abitudini di vita. Secondo documenti internazionali, per alcuni gruppi di popolazione questi strumenti devono ancora essere validati in modo completo. La U.S. Preventive Services Task Force, per esempio, segnala che per gli uomini mancano ancora prove sufficienti per definire benefici e rischi dello screening sistematico dell’osteoporosi in medicina generale.
Perché l’osteoporosi può restare silenziosa fino alla prima frattura
L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da riduzione della massa ossea e alterazione della microarchitettura dello scheletro. Nella maggior parte dei casi non provoca dolore continuo o deformità visibili nelle fasi iniziali. Il primo segnale può essere una frattura da fragilità, per esempio del polso, di una vertebra o del femore, dopo una caduta da altezza modesta o addirittura in assenza di traumi importanti.
Alcuni segnali indiretti possono far sospettare una fragilità scheletrica prima della frattura. Per esempio la perdita di alcuni centimetri di altezza rispetto all’età adulta, la comparsa di cifosi dorsale progressiva o dolori vertebrali persistenti dopo piccoli sforzi. In presenza di questi elementi il medico può proporre una valutazione mirata del rischio o la diagnosi precoce di osteoporosi dai sintomi silenziosi, soprattutto se coesistono altri fattori di rischio come magrezza marcata o familiarità.
Nelle campagne di prevenzione della Giornata mondiale dell’osteoporosi il messaggio chiave è che aspettare la prima frattura significa arrivare tardi. La diagnosi avviene con esami specifici, ma la selezione di chi deve eseguirli parte da una valutazione clinica accurata. Gli screening come quello di Venetico funzionano come un filtro tra popolazione generale e percorsi diagnostici strutturati in centri di riferimento per le malattie osteometaboliche.
Celiachia e fragilità ossea: quando il malassorbimento indebolisce lo scheletro
Nella celiachia non diagnosticata l’infiammazione della mucosa intestinale può ridurre l’assorbimento di calcio, vitamina D e altre sostanze utili alla salute dell’osso. Nel tempo questo malassorbimento può favorire osteopenia o osteoporosi, spesso in persone relativamente giovani. In alcuni casi una frattura da fragilità o una densità ossea bassa portano per la prima volta a sospettare una celiachia fino a quel momento silente.
Non tutte le persone con osteoporosi hanno però la celiachia, e non tutte le persone celiache sviluppano osteoporosi. Il collegamento non autorizza quindi a considerare ogni riduzione della densità minerale ossea come prova di malattia celiaca. Al contrario, la presenza di fragilità ossea in assenza di altri fattori di rischio classici può indurre il medico a proporre gli esami sierologici specifici per la celiachia e una valutazione nutrizionale mirata.
Quando la celiachia viene diagnosticata e si avvia una dieta priva di glutine corretta, l’assorbimento intestinale tende a migliorare. Nei soggetti giovani questo può tradursi in un recupero parziale della massa ossea nel tempo. Nelle persone che hanno già sviluppato un’osteoporosi conclamata, il trattamento comprende anche strategie specifiche per l’osso, secondo indicazione dello specialista. Rientrano in questi percorsi anche valutazioni del rischio di frattura e consigli personalizzati su attività fisica e apporto di calcio e vitamina D.
Quali esami approfondiscono il rischio di frattura e come proseguire dopo lo screening
Quando uno screening come quello di Venetico segnala un rischio aumentato, il passo successivo è una valutazione strutturata. L’esame cardine è la densitometria ossea DEXA, che misura la densità minerale ossea in sedi chiave come colonna lombare e femore prossimale. A questa si associano la visita clinica, la raccolta dettagliata dell’anamnesi farmacologica e familiare, e in molti casi un pannello di esami di laboratorio mirato.
Gli esami del sangue possono includere valutazione di calcio, fosforo, funzionalità renale, ormoni tiroidei, paratormone ed eventuali markers di malattie infiammatorie o endocrine associate. In presenza di segni compatibili, il medico può proporre anche test sierologici per la celiachia. I percorsi diagnostici e terapeutici successivi sono descritti in modo esteso nelle schede su diagnosi precoce e trattamenti per l’osteoporosi e nelle pagine dedicate a prevenzione e cura dell’osteoporosi senile.
Il follow up dipende dal profilo di rischio globale e dall’eventuale presenza di fratture pregresse. La gestione può prevedere interventi sullo stile di vita, ottimizzazione dell’apporto di calcio e vitamina D, correzione di farmaci che riducono la massa ossea e, quando indicato, terapie farmacologiche specifiche. Esistono anche percorsi dedicati per sottogruppi particolari, come l’osteoporosi maschile, che resta spesso sottodiagnosticata e per la quale i documenti internazionali sottolineano la necessità di strumenti di valutazione del rischio meglio tarati.
La Giornata mondiale dell’osteoporosi e iniziative locali come lo screening di Venetico mostrano come la prevenzione passi da azioni semplici: riconoscere i fattori di rischio, intercettare la fragilità ossea prima delle fratture e ricordare che condizioni sistemiche, come la celiachia non controllata, possono riflettersi anche sulle ossa. La scelta degli esami e di eventuali terapie spetta sempre al medico curante o allo specialista di riferimento.
Questo contenuto ha finalità informative generali e non sostituisce in alcun modo il parere del medico o dello specialista. Per valutare il rischio personale di osteoporosi o sospetta celiachia è necessario rivolgersi a un professionista sanitario.
Per approfondire
U.S. Preventive Services Task Force presenta i documenti sulle prove considerate insufficienti per raccomandare lo screening sistematico dell’osteoporosi in determinati gruppi di popolazione, con particolare attenzione al rischio di frattura negli uomini.
Organizzazione mondiale della sanità raccoglie pubblicazioni tecniche e rapporti globali sulla prevenzione delle malattie muscoloscheletriche e sulle strategie per ridurre il carico delle fratture da fragilità nel mondo.
Sezione notizie OMS propone aggiornamenti e campagne internazionali su prevenzione, invecchiamento in salute e iniziative legate alla Giornata mondiale dell’osteoporosi e ad altre ricorrenze sanitarie globali.
Documento OMS dedicato alla salute dell’anziano include raccomandazioni su attività fisica, nutrizione e prevenzione delle cadute, temi rilevanti anche per ridurre il rischio di fratture da osteoporosi nelle popolazioni che invecchiano.
Materiali OMS su nutrizione e carenze micronutrizionali approfondiscono il ruolo dell’apporto adeguato di calcio, vitamina D e altri micronutrienti essenziali per la salute dello scheletro in diverse fasce di età.





