Desferal: effetti collaterali e controindicazioni

Desferal polvere e solvente per soluzione iniettabile (Deferoxamina Mesilato) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Uso terapeutico

Trattamento monoterapico di chelazione del ferro in caso di accumulo cronico di ferro, come:

emosiderosi trasfusionale, specialmente nella talassemia maggiore, altre anemie congenite, anemia sideroblastica, anemia emolitica autoimmune;

emocromatosi idiopatica (primaria) in pazienti nei quali malattie concomitanti (per es. grave anemia, malattie cardiache, ipoproteinemia) impediscono la flebotomia;

accumulo di ferro associato a porfiria cutanea tarda in pazienti non in grado di tollerare la flebotomia.

Trattamento dell’intossicazione marziale acuta.

Trattamento dell’accumulo cronico di alluminio in pazienti con insufficienza renale terminale (in dialisi di mantenimento) con:

malattie ossee correlate ad alluminio e/o

encefalopatia dialitica e/o

anemia riferita ad alluminio.

Uso diagnostico

Per la diagnosi di accumulo di ferro o alluminio.

Pubblicità

Desferal polvere e solvente per soluzione iniettabile: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Desferal polvere e solvente per soluzione iniettabile ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Desferal polvere e solvente per soluzione iniettabile, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Desferal polvere e solvente per soluzione iniettabile: controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, tranne quando sia fattibile una desensibilizzazione che renda possibile il trattamento.

Desferal polvere e solvente per soluzione iniettabile: effetti collaterali

Le reazioni avverse al farmaco (Tabella 1) sono elencate secondo la classificazione MedDRA per sistemi e organi. All’interno di ciascuna classe per sistemi e organi, le reazioni avverse al farmaco sono riportate secondo la frequenza, con le reazioni più frequenti all’inizio. All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse al farmaco sono riportate in ordine decrescente di gravità. Inoltre, la corrispondente classe di frequenza è riportata anche per ciascuna reazione avversa al farmaco mediante l’utilizzo della seguente convenzione (CIOMS III): molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000) comprese le segnalazioni isolate; non nota (quando non è possibile stimare in modo attendibile la frequenza delle reazioni avverse riportate dall’esperienza post-marketing perché queste segnalazioni si riferiscono a una popolazione di incerta numerosità).

Alcuni dei segni e sintomi riportati come effetti indesiderati possono essere anche manifestazioni della malattia di base (accumulo di ferro e/o alluminio).

Reazioni avverse al farmaco

Infezioni e infestazioni
Raro: Mucormicosi (vedere paragrafo 4.4).
Molto raro: Gastroenterite da Yersinia (vedere paragrafo 4.4).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro: Patologie ematiche (comprese trombocitopenia, leucopenia).
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: Shock anafilattico, reazione anafilattica, edema angioneurotico.
Patologie del sistema nervoso
Comune: Cefalea.
Molto raro: Disturbi neurologici compresi capogiri, precipitazione o esacerbazione della encefalopatia dialitica alluminio-correlata, neuropatia periferica, parestesia (vedere paragrafo 4.4).
Non nota: Convulsioni (vedere Note speciali in fondo).
Patologie dell’occhio
Raro: Perdita della visione, scotoma, degenerazione della retina, neurite ottica, cataratta, diminuita acutezza visiva, visione offuscata, cecità notturna, difetti del campo visivo, cromatopsia (alterata percezione dei colori), opacità corneali (vedere paragrafo 4.4 e Note speciali in fondo).
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Non comune: Sordità neurosensoriale, tinnito (vedere paragrafo 4.4 e Note speciali in fondo).
Patologie vascolari
Raro: Ipotensione, tachicardia e shock se non sono rispettate le raccomandazioni per la somministrazione (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: Asma.
Molto raro: Distress respiratorio acuto, infiltrazione polmonare (vedere paragrafo 4.4).
Patologie gastrointestinali
Comune: Nausea.
Non comune: Vomito, dolore addominale.
Molto raro: Diarrea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: Orticaria.
Molto raro: Rash generalizzato.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune: Artralgia, mialgia.
Comune: Ritardo nella crescita e alterazioni ossee (es. displasia metafisaria) a dosi alte e nei bambini piccoli (vedere paragrafo 4.4 e Note speciali in fondo).
Non nota: Spasmi muscolari.
Patologie renali e urinarie
Non nota: Insufficienza renale acuta, tubulopatia renale, aumento della creatinina ematica (vedere paragrafi 4.4 e 4.9).
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: Reazioni al sito di iniezione che includono dolore, tumefazione, infiltrazione, eritema, prurito, escara, croste (vedere Note speciali in fondo).
Comune: Febbre.
Non comune: Reazioni al sito di iniezione comprendenti vescicole, edema, sensazione di bruciore (vedere Note speciali in fondo).

Note speciali

Sordità neurosensoriale e tinnito compaiono occasionalmente se le dosi si mantengono entro i livelli consigliati e se vengono ridotte in caso di caduta dei livelli di ferritina (il rapporto fra dose giornaliera media di Desferal e livelli sierici di ferritina deve essere inferiore a 0,025) (vedere paragrafo 4.4).

Le varie patologie dell’occhio sono rare, tranne che in caso di somministrazione di dosi elevate (vedere paragrafo 4.4).

Un ritardo nella crescita e alterazioni ossee (es. displasia metafisaria) sono comuni in pazienti trattati con dosi superiori a 60 mg/kg, specialmente in quelli che iniziano la terapia chelante durante i primi tre anni di vita. Il rischio è considerevolmente ridotto con dosi di 40 mg/kg o inferiori.

Al sito di iniezione sono molto comuni: dolore, tumefazione, infiltrazione, eritema, prurito, escara/croste, mentre si manifestano occasionalmente vescicole, edema locale e sensazione di bruciore. Manifestazioni locali possono essere accompagnate da reazioni sistemiche come artralgia/mialgia (molto comuni); cefalea, orticaria, nausea e febbre (comuni); vomito, dolore addominale o asma (non comuni).

L’escrezione del complesso col ferro può conferire all’urina una colorazione rossastra.

Convulsioni sono state riportate principalmente nei pazienti dializzati con sovraccarico di alluminio (vedere paragrafo 4.4).

Pubblicità

Rari casi di aumento delle transaminasi sono stati riportati nei pazienti che sono stati trattati con Desferal, tuttavia non è stata stabilita una causalità con il prodotto medicinale.

Pazienti trattati per accumulo cronico di alluminio

La terapia chelante con Desferal per l’accumulo di alluminio può determinare ipocalcemia ed un peggioramento dell’iperparatiroidismo (vedere paragrafo 4.4).

Desferal polvere e solvente per soluzione iniettabile: avvertenze per l’uso

Infusione endovenosa rapida

Un’infusione endovenosa rapida può provocare ipotensione e shock (es. arrossamenti, tachicardia, collasso circolatorio e orticaria).

Compromissione della vista e dell’udito

Alte dosi di Desferal, specialmente in pazienti con bassi livelli di ferritina sierica, possono causare disturbi della visione e dell’udito (vedere paragrafo 4.8). Pazienti con insufficienza renale in dialisi di mantenimento e con bassi livelli di ferritina possono essere particolarmente predisposti a reazioni secondarie, dato che sono stati riportati disturbi della visione dopo una singola dose di Desferal. Il rischio di effetti secondari è ridotto quando si utilizzi una terapia a basse dosi. Se si verificano disturbi della visione o dell’udito occorre sospendere immediatamente il trattamento con Desferal. Le variazioni indotte da Desferal sono di norma reversibili in caso di identificazione precoce. Il trattamento con Desferal può essere ripreso

successivamente a dosi ridotte, ma è necessario uno stretto controllo oftalmologico e/o audiologico.

Si raccomanda di effettuare esami oftalmologici e audiologici specialistici prima di iniziare un trattamento con Desferal, e successivamente a intervalli regolari (ogni 3 mesi), soprattutto se i livelli di ferritina sono bassi. In pazienti talassemici, il rischio di anormalità audiometriche può essere ridotto mantenendo il rapporto fra dose giornaliera media di Desferal (in mg/kg) e i livelli di ferritina sierica (in ?g/l), al di sotto di 0,025.

Compromissione della funzionalità renale

Nei pazienti con normale funzionalità renale con accumulo di ferro la metà circa del complesso Desferal-metallo è eliminata per via renale. In caso di grave insufficienza renale, occorre quindi procedere con cautela. I complessi di deferoxamina con ferro ed alluminio sono dializzabili per cui, in pazienti con insufficienza renale, la loro eliminazione può essere aumentata con la dialisi.

Sono stati riportati casi isolati di insufficienza renale acuta (vedere anche paragrafo 4.8). Si deve considerare il monitoraggio dei pazienti per evidenziare eventuali variazioni nella funzione renale (es. aumento della creatinina sierica).

Popolazione pediatrica: ritardo della crescita

Pazienti trattati con alte dosi di Desferal e con bassi livelli di ferritina sierica o pazienti in giovane età (inferiore ai 3 anni all’inizio della terapia) sono stati associati con un ritardo della crescita (vedere paragrafo 4.2). Il ritardo della crescita, se associato con dosi eccessive di Desferal, deve essere ben distinto da quello causato dall’accumulo di ferro. Quello dovuto a Desferal è raro quando le dosi siano mantenute sotto i 40 mg/kg. Se il ritardo nella crescita è associato a dosi superiori a questo valore, la riduzione della dose può portare ad una normale velocità di crescita, che, comunque, non permette il raggiungimento dell’altezza prevista da adulto.

I pazienti in età pediatrica in trattamento con Desferal devono essere controllati ogni 3 mesi per verificare il peso corporeo e la crescita staturale.

Pubblicità

Sindrome da distress respiratorio acuto

In pazienti con intossicazione marziale acuta e anche nei talassemici, in seguito a trattamento con dosi e.v. eccessivamente alte di Desferal, è stata descritta una sindrome da distress respiratorio acuto. Non si devono quindi superare le dosi giornaliere raccomandate.

Infezioni

Si è notato che, in pazienti con accumulo patologico di ferro, Desferal aumenta la predisposizione alle infezioni, per es. con Yersinia enterocolitica e Yersinia pseudotuberculosis. Se un paziente in terapia con Desferal presenta febbre e enterite/enterocolite acuta, dolore addominale diffuso o faringite, occorre sospendere temporaneamente il trattamento, effettuare idonei tests batteriologici ed istituire subito un’adatta terapia antibiotica. Dopo la scomparsa dell’infezione si può riprendere il trattamento con Desferal.

In pazienti in terapia con Desferal per accumulo di alluminio e/o ferro sono stati segnalati raramente casi di mucormicosi, alcuni con esito fatale. Se si manifesta qualche segno o sintomo sospetto, il trattamento con Desferal deve essere interrotto, si devono eseguire tests micologici e istituire immediatamente un’idonea terapia. La mucormicosi può verificarsi anche in pazienti non in trattamento con Desferal; ciò indica che altri fattori (quali dialisi, diabete mellito, disturbi del bilancio acido-base, tumori ematologici, farmaci immunosoppressori, o compromissione del sistema immunitario) possono avere un ruolo nello sviluppo di questa infezione .

Colorazione dell’urina

L’escrezione del complesso col ferro può conferire all’urina una tinta rossastra.

Compromissione della funzionalità cardiaca con alte dosi di vitamina C

In pazienti con grave accumulo cronico di ferro è stato riportato un

peggioramento della funzionalità cardiaca a seguito di uso contemporaneo di Desferal e alte dosi di vitamina C (oltre 500 mg/die). La disfunzione cardiaca è risultata reversibile con la sospensione della vitamina C. Quando Desferal e vitamina C vengono somministrati contemporaneamente, si devono osservare le seguenti precauzioni:

non somministrare supplementi di vitamina C a pazienti con insufficienza cardiaca;

iniziare il trattamento con vitamina C solo dopo un mese di regolare terapia con Desferal;

somministrare vitamina C solo se il paziente è in regolare terapia con Desferal, possibilmente subito dopo l’installazione della pompa;

non superare una dose giornaliera di 200 mg di vitamina C, in dosi frazionate;

è consigliabile un monitoraggio della funzionalità cardiaca nel corso di tale terapia associata.

Pubblicità

Pazienti trattati per accumulo cronico di alluminio

In pazienti con encefalopatia alluminio-correlata alte dosi di Desferal possono esacerbare una disfunzione neurologica (convulsioni), probabilmente a causa di un aumento improvviso dell’alluminio in circolo (vedere paragrafo 4.8).

Desferal può precipitare l’insorgenza di demenza da dialisi. Per prevenire questo peggioramento neurologico si è rivelato utile un pretrattamento con clonazepam. Inoltre, il trattamento dell’accumulo di alluminio può determinare ipocalcemia ed un peggioramento dell’iperparatiroidismo.

Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Desferal non deve essere somministrato a dosi più alte di quelle raccomandate. Non deve essere somministrato a concentrazioni superiori a 95 mg/ml per via sottocutanea poichè ciò aumenta il rischio di reazioni locali (vedere paragrafo 6.6). Quando si deve utilizzare obbligatoriamente la via intramuscolare, può essere necessario impiegare concentrazioni maggiori per facilitare l’iniezione (vedere paragrafo 6.6).

Alla concentrazione raccomandata di 95 mg/ml, la soluzione ricostituita appare limpida, incolore o lievemente giallina. Si devono utilizzare solo soluzioni limpide. Soluzioni opache o torbide devono essere eliminate. La tecnica d’iniezione deve essere eseguita con attenzione.

Per infusioni sottocutanee l’ago non deve essere inserito troppo vicino al derma.

Pubblicità


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.