Strimvelis: effetti collaterali e controindicazioni

Strimvelis (Frazione Cellulare Arricchita Di Cellule Autologhe Cd34+) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Strimvelis è indicato per il trattamento di pazienti con immunodeficienza grave combinata da deficit di adenosina deaminasi (ADA-SCID), per i quali non sia disponibile un idoneo donatore consanguineo di cellule staminali HLA (antigene leucocitario umano)-compatibili (vedere paragrafo 4.2 e paragrafo 4.4).

Strimvelis: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Strimvelis ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Strimvelis, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Strimvelis: controindicazioni

Ipersensibilità al prodotto o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Anamnesi attuale o precedente di leucemia o mielodisplasia.

Test positivo al virus dell’immunodeficienza umana (HIV) o a qualsiasi altro agente elencato nella Direttiva europea in vigore riguardante le cellule ed i tessuti umani.

Anamnesi di terapia genica precedente.

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Strimvelis: effetti collaterali

Riassunto del profilo di sicurezza

La sicurezza di Strimvelis è stata valutata in 18 soggetti, con una durata mediana di follow-up di 7 anni. Data la ridotta popolazione di pazienti e dimensione delle coorti, le reazioni avverse della tabella non forniscono una visione completa della natura e della frequenza di questi eventi. Reazioni avverse gravi includono autoimmunità (ad esempio anemia emolitica autoimmune, anemia aplastica autoimmune, epatite autoimmune, trombocitopenia autoimmune e sindrome di Guillain-Barré). La reazione avversa riportata più frequentemente è stata la piressia.

Elenco delle reazioni avverse

Le reazioni avverse sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi e classe di frequenza, secondo MedDRA. Le categorie di frequenza usate sono:

Molto comune > 1/10

Comune da ?1/100 a <1/10

All’interno di ciascuna gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.

Sistema organo classe Molto comune Comune
Patologie del sistema emolinfopoietico Anemiaa Neutropeniaa Anemia emolitica autoimmune, anemia aplastica autoimmune, trombocitopenia autoimmune
Patologie endocrine Ipotiroidismo Tiroidite autoimmune
Patologie del sistema nervoso Sindrome di Guillain-Barré
Patologie vascolari Ipertensionea
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Asma, rinite allergica
Patologie epatobiliari Epatite autoimmune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dermatite atopica, eczema
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia
Esami diagnostici Aumento degli enzimi epaticia, positività agli anticorpi antinucleo (ANA) Positività agli anticorpi anticitoplasma dei neutrofili, positività agli anticorpi anti-muscolo liscio

aReazioni avverse considerate potenzialmente correlate al condizionamento con busulfano

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Ricostituzione immunitaria

Tutte le reazioni avverse identificate nella tabella (a parte quelle potenzialmente correlate al busulfano) sono considerate correlate alla ricostituzione immunitaria a causa della loro natura e tempistica. Queste reazioni avverse autoimmuni sono state segnalate nei soggetti dopo terapia genica. La maggioranza sono state segnalate nel periodo di follow-up da 3 mesi a 3 anni e si sono risolte, ad eccezione dell’ipotiroidismo e della positività al test ANA. Inoltre, le reazioni avverse correlate ad allergia dell’elenco sono state segnalate prevalentemente nel periodo di follow-up da 3 mesi a 3 anni.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

Strimvelis: avvertenze per l’uso

Strimvelis è solo per uso autologo e non deve mai essere somministrato a un paziente diverso dal donatore originale di cellule CD34+.

In alcuni casi il paziente può non essere in grado di ricevere Strimvelis a causa di problemi di produzione. Dopo esserne stato informato, il medico può aver bisogno di modificare conseguentemente il programma di trattamento del paziente (cioè cessare il condizionamento con busulfano e/o somministrare il trattamento con le cellule staminali di back-up, se opportuno).

I risultati dei controlli di qualità di fase due saranno disponibili solo dopo che il prodotto è stato infuso. Se vengono identificati problemi di qualità clinicamente rilevanti dopo l’infusione di Strimvelis, come ad esempio risultati fuori specifica, il medico ne verrà informato. Il medico deve monitorare e/o trattare il paziente come appropriato.

Strimvelis deve essere usato con cautela nei pazienti di età superiore a 6 anni e 1 mese e di età inferiore ai

6 mesi in quanto in queste fasce di età non vi sono dati provenienti da studi clinici. Tipicamente i pazienti di età maggiore sono meno in grado di donare cellule CD34+ in numero elevato e questo può significare che i pazienti di età maggiore non possono essere trattati. Il buon esito della generazione di cellule T dopo il trattamento con Strimvelis è anche verosimilmente influenzato dalla funzione timica residua che può essere compromessa nei bambini più grandi di età. L’uso di Strimvelis in pazienti di età superiore a quelli precedentemente studiati deve essere attentamente valutato e riservato solo ai casi in cui siano state esaurite tutte le altre opzioni ragionevoli di trattamento.

Strimvelis deve essere usato con cautela nei pazienti con ipersensibilità agli aminoglicosidici o all’albumina sierica bovina.

Non sono stati riportati casi di leucemia o mielodisplasia a seguito del trattamento con Strimvelis. Tuttavia, in studi simili di terapia genica per la sindrome di Wiscott Aldrich, X-SCID e malattia granulomatosa cronica sono documentate inserzioni del vettore in regioni cromosomiche precedentemente associate a leucemia. Siti di inserzione retrovirale (RIS) sono stati individuati in prossimità o all’interno di CCND2 e LMO2 e vi è il rischio potenziale di trasformazione leucemica a seguito del trattamento con Strimvelis. Si raccomanda che i pazienti siano monitorati sul lungo termine con almeno visite annuali per i primi undici anni e successivamente a 13 e 15 anni post-trattamento con Strimvelis, includendo un esame emocromocitometrico completo con formula leucocitaria, esami biochimici e tireotropina.

Gli effetti di lungo termine e la persistenza della risposta a Strimvelis sull’ADA-SCID non sono noti (vedere paragrafo 5.1).

I pazienti devono essere monitorati attentamente rispetto all’insorgenza di infezioni gravi ed opportunistiche, parametri di ricostituzione immunitaria e necessità di terapia sostitutiva con immunoglobuline per via endovenosa (IVIG); nel caso di mancata risposta, si raccomanda di introdurre altri trattamenti dell’ADA- SCID sotto la supervisione di un medico.

Ci sono stati casi in cui il trattamento con Strimvelis non ha avuto successo. Alcuni pazienti hanno dovuto riprendere la terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine e/o ricevere un trapianto di cellule staminali (vedere paragrafo 5.1).

Le manifestazioni di ADA-SCID non immunologiche possono non rispondere a Strimvelis. Non sono stati condotti test di immunogenicità con Strimvelis.

I pazienti possono sviluppare autoimmunità. Il 67% (12 su 18) dei pazienti trattati con Strimvelis hanno avuto anticorpi autoimmuni o altre manifestazioni (ad esempio trombocitopenia autoimmune, anemia aplastica autoimmune, epatite autoimmune e sindrome di Guillain-Barré) (vedere paragrafo 4.8).

I pazienti trattati con Strimvelis non devono mai donare sangue, organi e cellule per trapianto in futuro. Questa informazione è riportata nella scheda di allerta per il paziente.

La conta dei linfociti T (CD3+) e delle cellule NK (CD56+) è migliorata dopo trattamento con Strimvelis. I valori mediani a 3 anni dopo la terapia genica erano inferiori all’intervallo normale. Si raccomanda un follow-up continuo. Sono stati segnalati casi di papilloma cutaneo, di elettroforesi anomala delle proteine sieriche e, un caso per ognuno, di lipofibroma, massa polmonare e diminuzione del repertorio V beta di cellule T. Non sono state stabilite evidenze di causalità con il prodotto.

Sono state riportate reazioni avverse legate all’uso di cateteri venosi centrali (CVC) (es. infezioni gravi da CVC e trombosi nel dispositivo). I pazienti devono essere tenuti sotto stretto controllo per potenziali eventi correlati al catetere.

Contenuto di sodio

Questo medicinale contiene 0,15 mmol di sodio per ml. Da tenere in considerazione in persone che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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