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Idraste

(Hydrastis canadensis L. – Fam, Ranuncolacee/Peoniee)

Idraste- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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idraste

Etimologia – Hydrastis, dal greco idrws = umido e asth = indigena, allusione ai luoghi umidi dove alligna.

canadensis – del Canada.

Nomi volgari Common hydrastis, Golden seal, Yellow root, Indian Dye (ingl.), Sello de oro (spagn.), Racine orange, Fard jaune, Sceau d’or (fr.).

Habitat Spontanea nelle foreste ombrose ed umide, ricche di humus di foglie, della Pennsylvania, Carolina, Ohio, Illinois, Georgia, Missouri, Virginia, New York, Kentucky, Indiana, Minnesota, nel Canada (est), Quebec, Ontario. Tentativi di coltivazione in Inghilterra, Russia, Svizzera, Austria, Estonia, Cecoslovacchia.

Pianta erbacea perenne.

Parti usate I rizomi e le radici (Hydrastis rhizoma F.U.).

Componenti principali

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Alcaloidi del gruppo dell'isochinolina: idrastina (1-4), berberina (5), canadina (6) [= xantopuccina di Lerchen (7)) e l’alcaloide secondario idrastinina (8) (9).

E’ stata segnalata più recentemente la presenza di un nuovo alcaloide protoberberinico, denominato berberastina, per il cui jodidrato è stata determinata la formula grezza, C20H17O5N-HJ (10).

L’idrastina, C21H21O6N, fu estratta dall’Hydrastis canadensis per la prima volta nel 1581 da Durand (1) e successivamente da Perrins (2), Mahla (3) e da Power (4). E’ stata in seguito identificata anche nella Berberis laurina Billb. (11-13).

La berberina, C20H19O5N, fu isolata dalle radici dell’Hydrastis canadensis (5), dopo che era già stata trovata in parecchi altri vegetali, quali la Berberis vulgaris (14).

La canadina, C20H21O4N, estratta dapprima dall'Idraste da Schmidt nel 1894 (6), è stata quindi separata da diverse specie di Corydalis, quale la Corydalis cava Schweigg. et Koert. (15).

La composizione chimica di questi alcaloidi è stata studiata specialmente da Schmidt (16), da Freund e Will (17), da Gadamer (18), da Freund (19) e da Perkin (20). Le formule di struttura dell’idrastina e della berberina, confermate per sintesi (21), sono le I (idrastina), Ila (berberina forma ammonica) e Ilb (berberina forma carbinolica). La canadina è propriamente una tetraidroanidroberberina (III) (22), ma è comunemente denominata tetraidroberberina.

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idraste Figura 1

L'idrastinina, C11H13O3N, (IV), che si forma per ossidazione e conseguente scissione dell’idrastina in acido oppianico ed idrastinina (23), è stata trovata nei rizomi e nelle radici (8) (9), come pure nelle diverse forme farmaceutiche dell’Hydrastis canadensis (9) (24).

Meconina, C10H10O4, già isolata dall’oppio nel 1832 da Dublanc

(25), è pure un componente dell’Hydrastis canadensis (25a), ma vi si trova in piccole quantità, come prodotto secondario, derivante dalla riduzione dell’acido oppianico che si forma per degradazione dell’idrastina.

idraste Figura 2

Il contenuto totale di alcaloidi nei rizomi è pari al 2,4%, secondo Dietzel e Paul (26), 3% in media, secondo Hirose e Langenhan (27), 2,85-4,16% secondo Schreiber (28). Valori quantitativi più o meno elevati sono dati in letteratura singolarmente per l'idrastina e per la berberina:

idraste Figura 3

L'alcaloide principale, idrastina, si trova principalmente nei rizomi, in quantità variante in media dall'1,5 al 3,9% (30) (31): in quantità minori è presente anche nelle foglie (29) e nelle radici (29) (33) e solo in tracce nei semi immaturi (29).

Oltre agli alcaloidi nei rizomi di Idraste sono stati trovati acido clorogenico (34), lipidi con acidi grassi costituiti dal 75 % di acidi insaturi e dal 25 % di acidi saturi; vi sono stati identificati acido stearico (62%), acido palmitico (28,7%), acido arachidonico (9,3%) ed inoltre gli acidi linoleico, linolenico e oleico. Dalla frazione insaponificabile è stato estratto un fitosterolo (35). La presenza di una fitosterina di formula C26H44O-H2O era già stata segnalata da Kerstein (36).

Ceneri; 4,5-4,8 %, secondo le analisi di Griffits (37), 3,78-6,06 % nei rizomi e 7,31-10,5 % nelle radici, secondo Belloni (30), 2,7-4,3% nei rizomi e 3,6-4% nelle radici, secondo Winkler (38).

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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Prima della sua introduzione nella medicina europea, l’Idraste era già noto nei paesi di origine dove trovava vasto impiego come stomachico, blando lassativo e colagogo oltre che nella terapia di alcune infezioni infiammatorie dell’apparato gastroenterico ed urogenitale, di alcune malattie infettive (lue, gonorrea, malaria) ed anche localmente, come antisettico, nella medicazione di piaghe, ferite, ulcerazioni ecc.

Nella medicina europea venne introdotto dapprima in Inghilterra dal Miller (39) intorno al 1861, poi dallo Schatz (40) in Germania nel 1883, dove trovò impiego specialmente in campo ginecologico e, in particolare, nelle meno e metrorragie e nei disturbi dismenorroici.

Anche in Europa l’Idraste venne inizialmente impiegato e, sembra, con successo, nella terapia antimalarica [Bartholow (41)].

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L’attività della droga è dovuta alla presenza dei suoi alcaloidi idrastina, idrastinina, canadina e berberina, i quali agendo in maniera qualitativamente diverse e talvolta antagonistica, possono influenzare in varia misura la risposta ai preparati totali della droga, la cui azione può pertanto risultare, in alcuni casi, incerta e variabile secondo che nella dose impiegata, prevalga l’azione dell’uno piuttosto che dell’altro principio attivo.

Sul sistema nervoso centrale l’estratto fluido riflette prevalentemente l’azione dell’idrastina la quale si manifesta con effetti convulsivi simili a quelli prodotti dalla stricnina [Joachimoglu e Keeser (42)]. L’idrastinina determina invece un’azione depressiva e a dosi opportune negli animali da esperimento, la morte per paralisi respiratoria [Laidlaw (43)].

Sull'apparato cardiovascolare l’azione dell’Idraste e dei suoi alcaolidi è incostante, non ben definita e comunque clinicamente non utilizzabile se non per quanto riguarda, come vedremo, qualche applicazione limitata al campo ginecologico.

Per somministrazione orale, sottocutanea o intramuscolare tanto l’estratto fluido di Idraste quanto l’idrastina, non determinano negli animali da esperimento effetti rilevabili. Alla somministrazione endovenosa segue a volte, una ipotensione accompagnata da una transitoria depressione cardiaca e da una marcata e temporanea eccitazione respiratoria [Lodi (44)]

(fig. 1).

Williams (45) trovò invece che tanto l’estratto fluido di Idraste, quanto l’idrastina e la berberina, inducono per iniezione endovenosa un leggero e fugace aumento della pressione arteriosa con piccole dosi e una considerevole ipotensione con dosi elevate, effetti questi che furono attribuiti dall’A. all’azione cardiaca delle suddette sostanze.

L’azione dell’estratto fluido di Idraste fu studiata, forse per la prima volta, da Pellacani (46) il quale trovò che essa si manifesta con una vasocostrizione generale e con conseguente aumento della pressione. Tale effetto sarebbe dovuto prevalentemente, secondo l’A., all’azione dell’idrastina. La vasocostrizione viscerale e la conseguente ipertensione, sarebbe dovuta, secondo Marfori (47) a una energica e durevole eccitazione del centro vasomotore, che comparirebbe già con l’impiego di piccole dosi. Tale effetto vasocostrittivo non sarebbe limitato ai soli organi innervati dello splancnico, ma si estenderebbe anche ad altri distretti vascolari e in particolare, alla circolazione polmonare [Trovati (48)].

Williams al contrario, ritiene che il centro vasomotore non sia direttamente influenzato dall’estratto fluido di Idraste o dai suoi alcaloidi idrastina e berberina iniettati endovena, ma che può essere stimolato indirettamente dalla depressione respiratoria, dai fenomeni convulsivi o dalla eccitazione cardiaca. Alla somministrazione di dosi tossiche conseguirebbe, secondo questo A., paralisi vasomotoria e delle terminazioni vagali.

I risultati di più recenti ricerche di Joachimoglu e Keeser (42) con-

idraste Figura 4

fermerebbero invece l'azione ipertensiva dell’idrastina per eccitazione del centro vasomotore, ammessa dagli AA. precedenti. Sembrerebbe pertanto che l’effetto emostatico che consegue alla somministrazione di Idraste o di idrastina sia dovuto, almeno prevalentemente, ad una vasocostrizione attiva di origine centrale, diversa quindi nel suo determinismo, da quella passiva indotta dalla Segale cornuta e dovuta alla contrazione delle pareti muscolari dell’utero.

L’azione per la quale i preparati di Idraste trovano tuttora le più frequenti indicazioni terapeutiche, è quella che essi svolgono come emostatici specialmente nelle metro e menorragie dovute a varie cause e nelle dismenorree. Anche il meccanismo di questa azione fu diversamente interpretato. Fellner (49), Kehrer (50), Lieb (51), Slavatinski (52), Serdzeff (53), Shiwopiszeff (54), osservarono che gli alcaloidi dell’Idraste aumentano tanto il tono quanto le contrazioni ritmiche, sia su segmenti di utero isolati che in animali sopravviventi. Analoga azione fu osservata da Rubsamen e Klingermann (55) sull'utero umano sopravvivente e dalla Lodi (44) sull’utero in situ nel coniglio, per iniezione endovenosa di estratto fluido di Idraste (fig. 1).

Serdzeff attribuisce l'attività oxitocica dell'idrastina all’azione eccitante

idraste Figura 5

sui centri spinali e a influenze correlate con la sua azione vasomotrice, escludendo ogni azione diretta sulla fibra muscolare dell’utero.

Un'analoga interpretazione fu data da Shiwopiszeff, mentre Fellner tenderebbe ad ammettere un’azione muscolare. Un effetto uterolitico fu invece osservato da Wendling (56) ed anche da altri, su segmenti di utero di animali (coniglio) in stato di gravidanza iniziale [Benigni (57), fig. 2].

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I risultati di più recenti ricerche eseguite da Uhlenbrook (58) sull’utero, secondo la tecnica di Broom e Clark e sulla vescicola seminale secondo la tecnica di Brugger, dimostrerebbero che l'estratto fluido di Idraste è dotato di un'azione simpaticolitica e che esiste un sinergismo di potenziamento fra Idraste e gli alcaloidi della Segale cornuta.

Come già fu detto, l’Idraste trovò impiego, in passato, anche nella terapia di alcune infezioni locali e generali, impiego questo che potrebbe essere, in un certo senso, giustificato dai risultati di ricerche condotte dalla D'Amico (59) in continuazione di indagini da noi iniziate sull’azione antibiotica delle piante superiori. Risulta infatti da tali ricerche che l’estratto fluido di Idraste è notevolmente attivo su diversi gruppi di germi (sugli Staph. di Oxford, albus, aureus, sullo Strept. vitelli, sul B. anthracis, sul B. coli. sul B. appendicularis), attività questa verosimilmente dovuta, almeno in gran parte, alla berberina, in quanto comune ad altre droghe che la contengono [ved. Berberis vulgaris (Crespino)].

Estratti e preparati vari

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a) Estratto fluido F. U. (Titolo chimico 2 % di idrastina) (g 1 = XLVI gtt).

Dosi: XX-XXX gtt pro dose 2-3 volte pro die.

b) Tintura F.U. al 10 % di droga.

Dosi: XXX-L gtt sino a g 5 pro dose 2-3 volte pro die.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura F.U.

Estratto fluido idraste g 10

Alcool di 60°……………………………………………………………………. g 90

(XXX-L gtt sino a g 5 pro dose 2-3 volte pro die).

Sciroppo

Estratto fluido idraste…………………………………………………… g… 5

Glicerina e alcool di 95° ana g 20

Sciroppo arancio dolce q. b. a…………………………………….. g 100

(2-3 cucchiaini pro dose, 2-3 volte pro die).

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Pozione per il trattamento delle metro- e menorragie

Estratto fluido idraste

Estratto fluido hamamelis

Estratto fluido cotone

Estratto fluido segale cornuta…………………………………. ana g 10

Acido citrico ……………………………………………………………….. g… 2

Glicerina ………………………………………………………………….. g. 10

(1/2 cucchiaino in acqua zuccherata 2-3 volte nelle 24 ore).

Pozione sedativa

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Estratto fluido idraste

Estratto fluido viburno ……………………………………………. ana g 10

Estratto fluido arancio amaro alcool-idrosolubile…………. g… 5

Glicerina……………………………………………………………………… g. 20

Acido citrico ……………………………………………………………….. g… 1

Acqua e sciroppo q. b. a……………………………………………… g 100

(a cucchiai)

BIBLIOGRAFIA

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(1) DURANO, Amer, J. Pharm., 23, 112, 1851 . (2) PERRINS J. D., Pharm. J., 3, 546, 1862; Jahresber.,

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