Home Schede Tecniche Dosanloc: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Dosanloc: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Dosanloc

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Dosanloc: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Dosanloc: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Dosanloc 20 mg compresse gastroresistenti Pantoprazolo

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Ogni compressa gastroresistente contiene 20 mg di pantoprazolo (in forma di sodio sesquidrato).

Eccipienti con effetto noto: contiene 1 µg dell’agente colorante Ponceau 4R lacca di alluminio per ogni compressa gastroresistente.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Compressa gastroresistente

Compresse gialle, ovali, rivestite, recanti la scritta “20” stampata in nero

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Trattamento a breve termine dei sintomi da reflusso (per esempio pirosi, rigurgito acido) negli adulti.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Posologia

La dose raccomandata è 20 mg di pantoprazolo (una compressa) al giorno.

Può essere necessario assumere le compresse per 2-3 giorni consecutivi per ottenere un miglioramento dei sintomi. Una volta raggiunta la completa guarigione dai sintomi, il trattamento deve essere sospeso.

Il trattamento non deve superare le 4 settimane senza la preventiva consulenza di un medico.

Se entro 2 settimane di trattamento continuo non si nota alcun miglioramento dei sintomi, il paziente deve rivolgersi a un medico.

Popolazioni speciali

Nei pazienti anziani o nei pazienti con compromissione della funzionalità renale o epatica non è necessario alcun aggiustamento della dose.

Uso pediatrico

L’uso di Dosanloc non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni, a causa dell’insufficienza di dati sulla sua sicurezza ed efficacia.

Modo di somministrazione

Le compresse di Dosanloc non devono essere masticate né frantumate e devono essere deglutite intere con del liquido prima di un pasto.

04.3 Controindicazioni

Indice

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Somministrazione contemporanea con atazanavir (vedere paragrafo 4.5).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

I pazienti devono essere istruiti affinché si rivolgano al proprio medico se:

soffrono di perdita di peso involontaria, anemia, sanguinamento gastrointestinale, disfagia, vomito persistente o vomito con sangue, poiché il medicinale può alleviare i sintomi e ritardare la diagnosi di un altro grave disturbo. In questi casi, deve essere esclusa una forma maligna

hanno sofferto in precedenza di ulcere gastriche o hanno subito interventi chirurgici gastrointestinali

sono in trattamento sintomatico continuo per l’indigestione o per la

pirosi da 4 settimane o più

soffrono di ittero, compromissione epatica o malattia epatica

soffrono di una qualsiasi altra grave patologia che compromette il benessere generale

hanno più di 55 anni in presenza di sintomi nuovi o cambiati di

recente.

I pazienti con sintomi ricorrenti cronici di indigestione o pirosi devono consultare il loro medico a intervalli regolari. In particolare i pazienti di oltre 55 anni che assumono quotidianamente qualsiasi medicinale da banco per l’indigestione o la pirosi devono informare il farmacista o il medico curante.

I pazienti non devono assumere contemporaneamente alcun altro inibitore della pompa protonica o antagonista H2.

I pazienti che devono essere sottoposti ad endoscopia o a test del respiro (UBT) devono consultare il medico prima di assumere questo medicinale.

I pazienti devono essere avvertiti che le compresse non hanno lo scopo di fornire un sollievo immediato. I pazienti possono iniziare ad avvertire un miglioramento dei sintomi dopo circa un giorno di trattamento con pantoprazolo, ma può essere necessario assumerlo per 7 giorni per ottenere un controllo completo della pirosi. I pazienti non devono assumere pantoprazolo come farmaco preventivo.

Una diminuzione dell’acidità gastrica dovuta a qualsiasi motivo, compreso l’uso di inibitori della pompa protonica, aumenta la conta gastrica dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con prodotti medicinali che riducono l’acidità provoca un leggero aumento del rischio di infezioni gastrointestinali come Salmonella, Campylobacter o C. difficile.

Questo prodotto medicinale contiene l’agente colorante Ponceau 4R lacca di alluminio, che può causare reazioni allergiche.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione Dosanloc può ridurre l’assorbimento dei principi attivi la cui biodisponibilità dipende dal pH gastrico (per esempio ketoconazolo).

È stato dimostrato che la somministrazione contemporanea di atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg con omeprazolo (40 mg una volta al giorno) o atazanavir 400 mg con lansoprazolo (60 mg in singola dose) a volontari sani ha provocato una riduzione sostanziale della biodisponibilità di atazanavir. L’assorbimento di atazanavir è pH- dipendente, pertanto pantoprazolo non deve essere somministrato contemporaneamente ad atazanavir (vedere paragrafo 4.3).

Pantoprazolo viene metabolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450. Non può essere esclusa un’interazione di pantoprazolo con altre sostanze metabolizzate attraverso lo stesso sistema enzimatico. Tuttavia non sono state osservate interazioni clinicamente

significative nei test specifici con carbamazepina, caffeina, diazepam, diclofenac, digossina, etanolo, glibenclamide, metoprololo, naprossene, nifedipina, fenitoina, piroxicam, teofillina e un contraccettivo orale contenente levonorgestrel ed etinilestradiolo.

Sebbene negli studi clinici di farmacocinetica non siano state osservate interazioni durante il trattamento concomitante con fenprocumone o warfarina, sono stati rilevati alcuni casi isolati di alterazioni dell’International Normalised Ratio (INR) durante il trattamento concomitante nel periodo post-marketing. Pertanto, nei pazienti trattati con anticoagulanti cumarinici (per esempio fenprocumone o warfarina), si raccomanda di monitorare il tempo di protrombina/INR quando si inizia il trattamento con pantoprazolo, quando lo si interrompe o quando viene somministrato in modo discontinuo.

È stato segnalato che l’uso concomitante di un’alta dose di metotrexato (ad esempio 300 mg) e di inibitori della pompa protonica fa aumentare i livelli di metotrexato in alcuni pazienti. Pertanto nelle terapie in cui è utilizzato metotrexato ad alte dosi, per esempio, il cancro e la psoriasi, può essere necessario considerare la sospensione temporanea del pantoprazolo.

Non sono state rilevate interazioni con antiacidi somministrati contemporaneamente.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Gravidanza

Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso di pantoprazolo nelle donne in gravidanza. Gli studi condotti sugli animali hanno dimostrato tossicità riproduttiva. Gli studi preclinici non hanno rivelato segni di compromissione della fertilità o di effetti teratogeni (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Questo medicinale non deve essere usato in gravidanza.

Allattamento al seno

Non è noto se pantoprazolo venga escreto o meno nel latte umano. Gli studi sugli animali hanno dimostrato l’escrezione di pantoprazolo nel latte materno. Questo medicinale non deve essere usato durante l’allattamento al seno.

Fertilità

Non c’è evidenza di compromissione della fertilità in seguito alla somministrazione di pantoprazolo in studi animali (vedere paragrafo 5.3).

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Pantoprazolo non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.

Si possono verificare reazioni avverse da farmaci, come capogiri e disturbi visivi (vedere paragrafo 4.8). In tal caso i pazienti non devono guidare né usare macchinari.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Si può prevedere che il 5% circa dei pazienti sperimenti reazioni avverse al farmaco (ADR). Le ADR più comunemente riportate sono diarrea e mal di testa, entrambe verificatesi nell’1% circa dei pazienti. I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati con pantoprazolo.

Nell’ambito della seguente tabella gli effetti indesiderati sono classificati in base alla seguente convenzione relativa alla frequenza: molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da

≥1/1000 a <1/100); rara (da ≥1/10.000 a <1/1000); molto rara (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Nell’ambito di ciascuna classe di frequenza gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1. Effetti indesiderati con pantoprazolo nelle prove cliniche e nell’esperienza post-marketing

Patologie del sistema emolinfopoiet ico

Non comune Rara Molto rara Non nota

Agranulocitosi Trombocitope

nia; leucopenia, pancitopenia

Patologie del sistema nervoso Patologie dell’occhio

Patologie gastrointestin ali

Mal di testa; capogiri

Diarrea; nausea/vomito; distensione addominale e gonfiore;

stipsi;

secchezza della bocca ;

04.8 Effetti indesiderati

Indice

Sintesi del profilo di sicurezza.

Si può prevedere che il 5% circa dei pazienti sperimenti reazioni avverse. Le reazioni avverse più comunemente riportate sono diarrea e mal di testa, entrambe verificatesi nell’1% circa dei pazienti.

Tabella delle reazioni avverse

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate con pantoprazolo.

Nell’ambito della seguente tabella le reazioni avverse sono classificate in base alla convenzione MedDRA relativa alla frequenza:

molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1000 a <1/100); rara (da ≥1/10.000 a <1/1000); molto rara (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Nell’ambito di ciascuna classe di frequenza le reazioni avverse sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1. Reazioni avverse con pantoprazolo nelle prove cliniche e nell’esperienza post-marketing

Classificazione per sistemi e organi e frequenza Non comune Rara Molto rara Non nota
Patologie del sistema emolinfopoieticoAgranulocitosiTrombocitopenia; leucopenia, pancitopenia
Disturbi del sistema immunitarioIpersensibilità (incluse reazioni anafilattoidi e shock anafilattico)
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneIperlipidemia e aumento dei lipidi (trigliceridi, colesterolo); Variazioni di pesoIponatriemia Ipomagnesemia
Disturbi psichiatriciDisturbi del sonnoDepressione (e tutti gli aggravamenti di questo sintomo)Disorientamento (e tutti gli aggravamenti di questo sintomo)Allucinazioni; Confusione (specialmente nei pazienti predisposti, così come l’aggravamento di questi sintomi in caso di pre-esistenza)
Patologie del sistema nervosoMal di testa; capogiriAlterazioni del gusto
Patologie dell’occhio Disturbi nella vista/offuscamento della vista
Patologie gastrointestinaliDiarrea; nausea/vomito; distensione addominale e gonfiore; stipsi; secchezza della bocca; dolore e disturbi addominali
Patologie epatobiliariAumento degli enzimi epatici (transaminasi, γ-GT)Aumento della bilirubinaLesione epatocellulare; Ittero; Insufficienza epatocellulare
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoEruzione cutanea / esantema / eruzione; pruritoOrticaria, angioedemaSindrome di Stevens – Johnson; Sindrome di Lyell; Eritema multiforme; Fotosensibilità
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoArtralgia; Mialgia
Patologie renali e urinarieNefrite interstiziale
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammellaGinecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneAstenia, affaticamento e malessereAumento della temperatura corporea; edema periferico

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

Indice

Non sono noti sintomi da sovradosaggio nell’uomo.

Dosi fino a 240 mg somministrate per via endovenosa nell’arco di 2 minuti sono state ben tollerate.

Dato che pantoprazolo si lega ampiamente alle proteine, non è rapidamente dializzabile.

In caso di sovradosaggio con segni clinici di intossicazione, a parte il trattamento sintomatico e di supporto non possono essere espresse raccomandazioni terapeutiche specifiche.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Categoria farmacoterapeutica: inibitori della pompa protonica Codice ATC: A02BC02

Meccanismo di azione

Pantoprazolo è un sostituto benzimidazolico che inibisce la secrezione di acido cloridrico nello stomaco mediante blocco specifico delle pompe protoniche delle cellule parietali. Pantoprazolo viene convertito nella sua forma attiva, una sulfenamide ciclica, nell’ambiente acido nelle cellule parietali, dove inibisce l’enzima H+, K+-ATPasi, cioè lo stadio finale della produzione di acido cloridrico nello stomaco.

L’inibizione è dose-dipendente e interessa sia la secrezione basale sia la secrezione acida stimolata. Nella maggior parte dei pazienti il sollievo dai sintomi di pirosi e reflusso acido si ottiene in una settimana. Pantoprazolo riduce l’acidità nello stomaco e pertanto aumenta la gastrina in modo proporzionale alla riduzione dell’acidità. L’aumento della gastrina è reversibile. Poiché si lega all’enzima in posizione distale rispetto al livello del recettore, pantoprazolo può inibire la secrezione di acido cloridrico indipendentemente dalla stimolazione da parte di altre sostanze (acetilcolina, istamina, gastrina). L’effetto è lo stesso che il principio attivo sia somministrato oralmente o per via endovenosa.

Durante il trattamento con pantoprazolo i valori di gastrinemia a digiuno aumentano, nei trattamenti a breve termine nella maggioranza dei casi non superano i limiti superiori alla norma. Durante i trattamenti a lungo termine nella maggior parte dei casi i livelli di gastrina raddoppiano. Un aumento eccessivo si verifica tuttavia solo in casi isolati. Come conseguenza, durante il trattamento a lungo termine in una minoranza di casi si osserva nello stomaco un aumento da lieve a moderato del numero di cellule endocrine specifiche (ECL – iperplasia da semplice ad adenomatoide). Tuttavia, in base agli studi sinora eseguiti, la formazione di precursori carcinoidi (iperplasia atipica) o di carcinoidi gastrici come quelli rinvenuti negli esperimenti sull’animale (vedere paragrafo 5.3) non è stata riscontrata nell’uomo.

Efficacia clinica

In un’analisi retrospettiva di 17 studi condotti su 5960 pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) trattati con pantoprazolo 20 mg in monoterapia, i sintomi associati al reflusso acido, come pirosi e rigurgito acido, sono stati valutati secondo una metodologia standardizzata. Gli studi selezionati dovevano avere almeno un sintomo di reflusso acido a 2 settimane. La diagnosi di GERD in questi studi era basata su una valutazione endoscopica, con l’eccezione di uno studio, in cui l’inclusione dei pazienti era basata solamente sulla sintomatologia.

In questi studi, la percentuale di pazienti con completa guarigione dalla pirosi dopo 7 giorni andava dal 54,0% all’80,6% nel gruppo trattato con pantoprazolo. Dopo 14 e 28 giorni la completa guarigione dalla pirosi è stata rilevata, rispettivamente, nel 62,9%-88,6% e nel 68,1%-92,3% dei pazienti.

Per quanto riguarda la completa guarigione dal rigurgito acido, sono stati ottenuti risultati simili a quelli relativi per la pirosi. Dopo 7 giorni la percentuale di pazienti con completa guarigione dal rigurgito acido andava dal 61,5% all’84,4%, dopo 14 giorni dal 67,7% al 90,4% e dopo

28 giorni dal 75,2% al 94,5%, rispettivamente.

Pantoprazolo si è dimostrato costantemente superiore al placebo e agli H2RA e non inferiore ad altri inibitori di pompa (PPI). Le percentuali di miglioramento dei sintomi da reflusso acido sono state ampiamente indipendenti dallo stato iniziale del GERD.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

La farmacocinetica non varia dopo somministrazione singola o ripetuta. Nell’intervallo di dosaggio da 10 a 80 mg la cinetica plasmatica di pantoprazolo è lineare dopo somministrazione sia orale sia endovenosa.

Assorbimento

Dopo somministrazione orale pantoprazolo viene assorbito completamente e rapidamente. La biodisponibilità assoluta delle compresse si è dimostrata essere pari a circa il 77%. In media a circa 2,0 h-2,5 h dalla somministrazione (tmax) di una singola dose orale di 20 mg si raggiungono le massime concentrazioni sieriche (Cmax) di circa 1- 1,5 μg/ml e questi valori rimangono costanti dopo somministrazione multipla. L’assunzione concomitante di cibo non ha alcuna influenza sulla biodisponibilità (AUC o Cmax), ma aumenta la variabilità del lag- time (tlag).

Distribuzione

Il volume di distribuzione è di circa 0,15 l/kg e il legame alle proteine sieriche è di circa il 98%.

Biotrasformazione

Pantoprazolo viene metabolizzato quasi esclusivamente nel fegato.

Eliminazione

La clearance è di circa 0,1 l/h/kg e l’emivita della fase terminale (t½) è di circa 1 h. Ci sono stati pochi casi di soggetti con eliminazione rallentata. A causa dello specifico legame di pantoprazolo alle pompe

protoniche all’interno delle cellule parietali, l’emivita di eliminazione non si correla con la più prolungata durata d’azione (inibizione della secrezione acida).

L’eliminazione renale rappresenta la principale via di escrezione (circa l’80%) per i metaboliti di pantoprazolo; il rimanente viene escreto con le feci. Il metabolita principale sia nel siero sia nelle urine è il desmetilpantoprazolo, che è coniugato con il solfato. L’emivita del metabolita principale (circa 1,5 h) non è molto più lunga di quella di pantoprazolo.

Popolazioni particolari

Insufficienza renale

Non è raccomandata alcuna riduzione del dosaggio nei casi in cui pantoprazolo viene somministrato a pazienti con compromissione della funzionalità renale (compresi i pazienti in dialisi, la quale rimuove solo quantità trascurabili di pantoprazolo). Come è stato osservato nei soggetti sani, l’emivita di pantoprazolo è breve. Sebbene il principale metabolita abbia una emivita più lunga (2-3 h), l’escrezione è tuttavia rapida e pertanto non si verifica accumulo.

Insufficienza epatica

Dopo somministrazione di pantoprazolo a pazienti con compromissione epatica (classe A, B e C secondo Child-Pugh), i valori dell’emivita sono aumentati tra 3 e 7 h e i valori di AUC sono aumentati di un fattore pari a 3-6, laddove la Cmax è aumentata solo leggermente di un fattore pari a 1,3 rispetto ai soggetti sani.

Anziani

Il leggero aumento dei valori di AUC e di Cmax nei volontari anziani rispetto ai soggetti più giovani non è stato clinicamente rilevante.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

I dati non-clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute e genotossicità.

Negli studi di carcinogenesi a 2 anni nei ratti sono state rivenute neoplasie neuroendocrine. Inoltre, in uno studio sono stati identificati papillomi a cellule squamose nella parte anteriore dello stomaco dei ratti. Il meccanismo che porta alla formazione di carcinoidi gastrici a opera dei benzimidazoli sostituiti è stato accuratamente studiato e ha permesso di concludere che si tratta di una reazione secondaria al massiccio aumento dei livelli sierici di gastrina, che si verifica nel ratto durante il trattamento cronico ad alto dosaggio.

Negli studi a 2 anni nei roditori è stato osservato un aumento del numero di tumori epatici nei ratti (in un solo studio sul ratto) e nei topi femmina, che è stato interpretato come dovuto all’elevato tasso di metabolizzazione di pantoprazolo nel fegato.

In uno studio a 2 anni è stato osservato un leggero aumento di alterazioni neoplastiche della tiroide nel gruppo di ratti trattati con la dose più alta (200 mg/kg). L’insorgenza di tali neoplasie è associata alle alterazioni indotte da pantoprazolo nella scomposizione di tiroxina nel fegato del ratto. Poiché la dose terapeutica per l’uomo è bassa, non sono da prevedersi effetti indesiderati a carico delle ghiandole tiroidee.

Negli studi sugli animali (ratti) il NOAEL (No Observed Adverse Effect Level) rilevato per l’embriotossicità è stato pari a 5 mg/kg. Le indagini non hanno dimostrato alcuna compromissione della fertilità né effetti teratogeni.

La penetrazione della placenta è stata studiata nel ratto e si è scoperta aumentare con il progredire della gestazione. Pertanto la concentrazione di pantoprazolo nel feto poco prima della nascita è risultata aumentata.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Nucleo

Stearato di calcio Cellulosa microcristallina Crospovidone (tipo A)

Idrossipropilcellulosa (tipo EXF) Carbonato di sodio anidro Silice colloidale anidra

Rivestimento Ipromellosa

Ossido di ferro giallo (E 172) Macrogol 400

Acido metacrilico-etile acrilato copolimero (1:1) Polisorbato 80

Ponceau 4R lacca di alluminio (E 124) Lacca di alluminio giallo chinolina (E 104) Sodio laurilsolfato

Biossido di titanio (E 171) Trietilcitrato

Inchiostro di stampa

Macrogol 600 Gommalacca Povidone

Ossido di ferro nero (E 172) Ossido di ferro rosso (E 172) Ossido di ferro giallo (E 172)

06.2 Incompatibilità

Indice

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

Indice

3 anni.

Solo per i flaconi in HDPE

Periodo di validità dopo la prima apertura del flacone in HDPE: 6 mesi.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Questo medicinale non richiede alcuna particolare precauzione di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Blister in Al-OPA/Al/PVC: 7, 14 compresse gastroresistenti

Flacone in HDPE con tappo a vite in polipropilene dotato di inserto essiccante: 7, 14 compresse gastroresistenti

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Nessuna precauzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Sandoz S.p.A. – L.go U. Boccioni, 1 – 21040 – ORIGGIO (VA)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

“20 mg compresse gastroresistenti” 7 compresse in blister AL-

OPA/AL/PVC – AIC n. 040921013

“20 mg compresse gastroresistenti” 14 compresse in blister AL- OPA/AL/PVC – AIC n. 040921025

“20 mg compresse gastroresistenti” 7 compresse in contenitore HDPE –

AIC n. 040921037

“20 mg compresse gastroresistenti” 14 compresse in contenitore HDPE

-AIC n. 040921049

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

6 AGOSTO 2011

10.0 Data di revisione del testo

Indice

27/03/2014

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

Torna all’indice

Dosanloc – 14 Cpr 20 mg (Pantoprazolo Sodico Sesquidrato)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta non richiesta (Farmaco da banco) Tipo: Da Banco Info: Nessuna ATC: A02BC02 AIC: 040921025 Prezzo: 0,0000 Ditta: Sandoz Spa


Dosanloc – 7 Cpr Gastrores 20 mg (Pantoprazolo Sodico Sesquidrato)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta non richiesta (Farmaco da banco) Tipo: Da Banco Info: Nessuna ATC: A02BC02 AIC: 040921013 Prezzo: 0,0000 Ditta: Sandoz Spa


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

Indice

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983