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Fentanyl Ham.: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Fentanyl Ham.

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Fentanyl Ham.: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Fentanyl Ham.: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Fentanyl-hameln 50 microgrammi/ml soluzione iniettabile

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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1 ml di soluzione iniettabile contiene

Fentanyl citrato 78,5 mcg
equivalente a fentanyl 50 mcg.

1 fiala da 2 ml di soluzione iniettabile contiene

Fentanyl citrato 157 mcg
equivalente a fentanyl 100 mcg.

1 fiala da 10 ml di soluzione iniettabile contiene

Fentanyl citrato 785 mcg
equivalente a fentanyl 500 mcg.

Eccipiente: 3,5 mg sodio per ml.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile

Il prodotto è una soluzione limpida, incolore con un pH di 5,0 – 7,5.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Il fentanyl è un oppioide a breve durata d’azione impiegato

per neuroleptoanalgesia e neuroleptoanestesia

come componente analgesico in anestesia generale con intubazione e ventilazione del paziente

per il trattamento analgesico in unità di terapia intensiva in pazienti sottoposti a ventilazione assistita

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Fentanyl deve essere somministrato soltanto in un ambiente in cui la via respiratoria possa essere controllata e deve essere somministrato da personale che possa controllarla (vedere paragrafo 4.4).

Il dosaggio di fentanyl deve essere adeguato individualmente in base all’età, peso corporeo, condizioni fisiche, condizione patologica sottostante, assunzione di altri medicinali, oltre che al tipo d’intervento chirurgico e al tipo di anestesia.

Si raccomandano, a titolo di guida, i seguenti schemi terapeutici. Fare riferimento alla letteratura per speciali raccomandazioni di dose.

Neuroleptoanalgesia e neuroleptoanestesia

Per la neuroleptoanalgesia, gli adulti richiedono di norma una dose iniziale di 50 – 100 mcg (0,7-1,4 mcg /kg) di fentanyl iniettata lentamente per via endovenosa in associazione con un neurolettico (preferibilmente il droperidolo). Si può somministrare, se necessario, una seconda dose di 50 – 100 mcg (0,7-1,4 mcg /kg) di fentanyl da 30 a 45 minuti dopo la somministrazione della dose iniziale.

Per la neuroleptoanestesia in condizioni di ventilazione assistita, gli adulti richiedono in genere una dose iniziale di 200 – 600 mcg (2,8 – 8,4 mcg /kg) di fentanyl iniettato lentamente per via endovenosa in associazione con un neurolettico (preferibilmente il droperidolo). La dose dipende dalla durata e dal livello di gravità della procedura chirurgica, oltre che dal farmaco utilizzato per indurre l’anestesia generale. Per il mantenimento dell’anestesia, si possono somministrare dosi aggiuntive di 50 – 100 mcg (0,7-1,4 mcg /kg) di fentanyl ogni 30 – 45 minuti. Si devono regolare gli intervalli di tempo e le dosi delle somministrazioni aggiuntive in base all’andamento della procedura chirurgica.

Componente analgesico in anestesia generale

Adulti: Per l’induzione: se il fentanyl è usato come componente analgesico nell’anestesia generale con intubazione e ventilazione del paziente, negli adulti si possono somministrare dosi iniziali di fentanyl di 70 – 600 mcg (1 – 8,4 mcg /kg) in aggiunta all’anestesia generale.

Per il mantenimento dell’analgesia durante l’anestesia generale, si devono iniettare in seguito dosi aggiuntive di 25-100 mcg (0,35-1,4 mcg /kg) di fentanyl. Si devono regolare gli intervalli di tempo e le dosi in base all’andamento della procedura chirurgica.

Trattamento del dolore in unità di terapia intensiva

Per l’uso nel trattamento del dolore di pazienti ventilati in unità di terapia intensiva, la dose di fentanyl deve essere adeguata individualmente, a seconda dell’andamento del dolore e dell’assunzione contemporanea di altri farmaci. Le dosi iniziali sono di norma comprese nell’ intervallo di 50 – 100 mcg per via endovenosa (0,7-1,4 mcg /kg), ma, se necessario, possono essere utilizzate dosi più elevate. La dose iniziale è di norma seguita da ripetute iniezioni, fino a un totale di 25 – 125 mcg di fentanyl all’ora (0,35 – 1,8 mcg /kg/ora).

Dosi nella popolazione pediatrica

Per i bambini di età compresa tra 12 e 17 anni si deve seguire lo schema posologico raccomandato per gli adulti.

Per i bambini di età compresa tra 2 e 11 anni si raccomanda il seguente regime posologico abituale:

Età in anniDose iniziale in mcg /kg di peso corporeoDose supplementare in mcg /kg di peso corporeo
Respirazione spontanea2-111-31-1,25
Ventilazione assistita2-111-31-1,25

Uso pediatrico:

Analgesia durante un intervento chirurgico, potenziamento dell’anestesia con la respirazione spontanea:

Le tecniche che comportano analgesia in un bambino che respira spontaneamente devono essere adottate solo nell’ambito di una tecnica anestetica o di sedazione/analgesia praticata da personale esperto in un ambiente dove sia possibile gestire un’improvvisa rigidità della parete toracica che richieda intubazione o un’apnea che richieda il supporto respiratorio (vedere paragrafo 4.4).

Dosi in pazienti anziani e debilitati

Si dovrebbe ridurre la dose iniziale in pazienti anziani e debilitati. Si deve tenere conto degli effetti della dose iniziale per determinare le dosi supplementari.

Dosi in pazienti in trattamento cronico con farmaci oppioidi

In pazienti trattati cronicamente con farmaci oppioidi o con precedenti noti di abuso di oppioidi, si può rendere necessaria la somministrazione di una più alta dose di fentanyl.

Dosi in pazienti affetti da altre malattie

In pazienti affetti da una delle seguenti malattie, si deve titolare con molta attenzione la dose:

• ipotiroidismo non compensato

• malattie polmonari, in particolare quelle che causano capacità vitale ridotta

• abuso di alcool

• funzione epatica compromessa

• funzione renale compromessa

Si deve fare inoltre attenzione in caso di somministrazione di fentanyl a pazienti affetti da insufficienza surrenale, ipertrofia prostatica, porfiria e bradiaritmia.

In tutte queste condizioni, tranne che nel caso di abuso di alcool, può essere necessario ridurre la dose. In caso di abuso di alcool, può essere necessario ridurre o aumentare la dose.

Si raccomanda un lungo periodo di monitoraggio postoperatorio in questo tipo di pazienti.

Metodo e durata di somministrazione

Si deve somministrare il fentanyl lentamente (1 – 2 minuti) per iniezione endovenosa (vedere anche "Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego"), se applicabile, in associazione con un neurolettico (preferibilmente il droperidolo).

In anestesia, la durata della somministrazione dipende dalla durata dell’intervento chirurgico. Nel trattamento del dolore di pazienti in unità di terapia intensiva il medico deve definire la durata della somministrazione in base all’intensità e alla durata del dolore.

04.3 Controindicazioni

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Non si deve somministrare il fentanyl a pazienti affetti da:

ipersensibilità accertata al fentanyl, ad altri morfinomimetici o a uno qualsiasi degli eccipienti.

depressione respiratoria senza ventilazione artificiale.

contemporanea assunzione di MAO-inibitori o entro due settimane dalla sospensione dell’assunzione di MAO-inibitori.

aumentata pressione intracranica e trauma cerebrale.

ipovolemia e ipotensione.

miastenia grave.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Il fentanyl deve essere somministrato soltanto in un ambiente in cui le vie respiratorie possano essere controllate e deve essere somministrato da personale che possa controllarle.

Come nel caso di tutti gli oppioidi potenti:

la depressione respiratoria è dose-dipendente è può essere invertita con un antagonista specifico dei narcotici come il naloxone, ma possono essere necessarie delle dosi aggiuntive di quest’ultimo a causa del fatto che la depressione respiratoria può durare più a lungo della durata dell’effetto dell’antagonista oppioide.

L’analgesia profonda è accompagnata da una marcata depressione respiratoria che può perdurare o recidivare nel periodo postoperatorio. Per questo motivo i pazienti devono rimanere sotto adeguata sorveglianza. Gli apparecchi per rianimazione e gli antagonisti dei narcotici devono essere rapidamente disponibili. L’iperventilazione durante l’anestesia può alterare le risposte del paziente alla CO2 influenzando così la respirazione postoperatoriamente.

L’effetto sulla respirazione può protrarsi in particolare negli anziani. Nei neonati, si deve sempre prevedere l’insorgenza di depressione respiratoria dopo la somministrazione di piccole dosi..

In casi isolati, in pazienti epilettici, dopo la rapida somministrazione di una dose elevata di fentanyl (19 – 36 microgrammi/kg) in 2 – 5 minuti, sono state registrate crisi epilettiche mediante elettrocorticografia anche in regioni cerebrali sane. Non sono note al momento conseguenze sulla localizzazione elettrocorticografica intraoperatoria dei foci dopo la somministrazione di basse dosi di fentanyl.

Può insorgere rigidità muscolare, che può anche comprendere i muscoli toracici, ma può essere evitata adottando le seguenti misure: iniezione per via intravenosa lenta (di norma sufficiente per dosi inferiori), premedicazione con benzodiazepine e utilizzo di rilassanti muscolari.

Possono insorgere movimenti (mio)clonici non epilettici.

Come nel caso di altri oppioidi, a causa degli effetti anticolinergici, la somministrazione di fentanyl può condurre a un aumento della pressione del dotto biliare e, in casi isolati, si potrebbe verificare uno spasmo dello sfintere di Oddi. Si deve tenere conto di queste possibili conseguenze durante le procedure diagnostiche intraoperatorie di interventi chirurgici effettuati sul dotto biliare e nel trattamento del dolore di pazienti in unità di terapia intensiva.

Il fentanyl, come tutti gli altri oppioidi, può avere un effetto inibitorio sulla motilità intestinale. Si deve tenere conto di questo fattore nel trattamento del dolore di pazienti in unità di terapia intensiva affetti da malattie intestinali infiammatorie od ostruttive.

Possono insorgere bradicardia e possibilmente arresto cardiaco se il paziente ha ricevuto una quantità insufficiente di un anticolinergico o quando il fentanyl viene somministrato in associazione a rilassanti muscolari non vagolitici. La bradicardia può essere trattata con atropina.

Gli oppioidi possono indurre ipotensione, specialmente in pazienti ipovolemici e in quelli con insufficienza cardiaca scompensata. Le dosi d’induzione devono essere adattate e somministrate lentamente per prevenire la depressione cardiovascolare.

Si devono adottare misure idonee per mantenere stabile la pressione arteriosa.

Bisogna evitare l’utilizzo d’iniezioni rapide in bolo di fentanyl in pazienti con compliance intracerebrale compromessa; in tali pazienti, infatti, la diminuzione transitoria nella pressione arteriosa media viene occasionalmente accompagnata da una riduzione di breve durata della pressione di perfusione cerebrale.

I pazienti in terapia cronica con oppioidi o con storia di abuso da oppioidi possono richiedere dosi più elevati.

Si raccomanda di ridurre il dosaggio negli anziani e nei pazienti debilitati. Gli oppioidi devo- no essere titolati con cautela nei pazienti con: ipotiroidismo non controllato, malattie polmo- nari, ridotta capacità respiratoria, etilismo, compromessa funzionalità epatica o renale. Tali pazienti richiedono anche un prolungato monitoraggio postoperatorio.

Porre attenzione alla dose in pazienti con insufficienza epatica in quanto è probabile che il metabolismo sia alterato.

Controllare con attenzione i sintomi di tossicità da fentanyl in pazienti con insufficienza renale. Il volume di distribuzione del fentanyl può essere alterato dalla dialisi, che può incidere sulle concentrazioni sieriche.

Se il fentanyl viene somministrato con un neurolettico [come il droperidolo], l’utilizzatore deve essere familiare con le caratteristiche specifiche di tale farmaco, in particolar modo della differenza nella durata dell’azione.

Quando viene utilizzata tale combinazione si verifica una maggiore incidenza dell’ipotensione. I neurolettici possono indurre sintomi extrapiramidali che possono essere controllati con agenti anti Parkinson.

Popolazione pediatrica

Le tecniche che comportano analgesia in un bambino che respira spontaneamente devono essere adottate solo nell’ambito di una tecnica anestetica o di sedazione/analgesia praticata da personale esperto in un ambiente dove sia possibile gestire un’improvvisa rigidità della parete toracica che richieda intubazione o un’apnea che richieda il supporto respiratorio.

Quando si somministra il fentanyl in associazione al droperidolo, il medico deve essere a conoscenza delle caratteristiche specifiche e degli effetti indesiderati di entrambi i farmaci.

Questo medicinale contiene 3,5 mg di sodio per ml, cioè è praticamente ‘senza sodio’.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Effetto di altri farmaci sul fentanyl

Farmaci come barbiturici, benzodiazepine, neurolettici, gas alogeni e altri medicinali a effetto depressivo non selettivo sul (ad esempio, alcool) possono potenziare la depressione respiratoria dei narcotici. Quando i pazienti hanno ricevuto tali medicinali, la dose richiesta di fentanyl deve essere inferiore a quella normale. Si deve comunque diminuire anche la dose di altri medicinali che esercitano un effetto depressivo sul sistema nervoso centrale, quando tali agenti vengono somministrati dopo il fentanyl. Esperimenti su animali (topi) hanno mostrato che Fentanyl non modifica la dose ipnotica mediana effettiva del tiopental, ma ne riduce la dose letale mediana. Pertanto il tipo di interazione fra tiopental e fentanyl è più forte nell’effetto letale rispetto all’effetto ipnotico. Questo può essere importante nelle situazioni cliniche in cui vengono utilizzate dosi elevate di tiopental nell’ uomo.

Il fentanyl, un medicinale con elevata clearance, viene metabolizzato rapidamente e ampliamente principalmente dal CYP3A4.

L’itraconazolo (un potente inibitore del CYP3A4) a 200mg/giorno somministrato per via orale per 4 giorni non presenta un effetto significativo sulla farmacocinetica del fentanyl per via intravenosa.

La somministrazione concomitante di fluconazolo o di voriconazolo e di fentanyl può provocare un aumento dell’esposizione al fentanyl.

Il ritonavir orale (uno degli inibitori di CYP3A4 più potenti) ha ridotto la clearence del fentanyl per via intravenosa di due terzi; ciò nonostante le concentrazioni plasmatiche di picco dopo una singola dose di fentanyl per via intravenosa non ne hanno risentito.

Quando il fentanyl viene utilizzato in una singola dose, l’uso concomitante dei potenti inibitori di CYP3A4, come il ritonavir, richiede una particolare cura e osservazione del paziente.

Nel caso di trattamento continuo, può essere necessaria una riduzione della dose del fentanyl per evitare l’accumulo del fentanyl che potrebbe aumentare il rischio di depressione respiratoria prolungata o ritardata.

In pazienti sottoposti a un precedente trattamento con MAO-inibitori negli ultimi 14 giorni prima della somministrazione di oppioidi, si sono osservate interazioni pericolose per la vita con petidina che riguardano il sistema nervoso centrale (come, ad esempio, agitazione, rigidità muscolare, iperpiressia, convulsioni) e il sistema respiratorio e circolatorio (come, ad esempio, depressione circolatoria, ipotensione, instabilità emodinamica e coma), che non possono essere eliminate con il fentanyl.

I MAO-inibitori bloccano anche gli enzimi che metabolizzano le sostanze ad attività centrale (sedativi, antistaminici, oppioidi, ecc.). Di conseguenza il fentanyl può produrre un effetto intenso e prolungato, inclusa la depressione respiratoria.

Solitamente si consiglia d’interrompere i MAO-inibitori nelle 2 settimane precedenti qualsiasi intervento chirurgico o procedura anestetica. Tuttavia relazioni diversi rapporti descrivono un utilizzo del fentanyl senza incidenti durante interventi chirurgici e procedure anestetiche in pazienti con MAO-inibitori.

La precedente somministrazione di cimetidina può determinare più alti livelli plasmatici di fentanyl.

La concomitante somministrazione di clonidina può potenziare gli effetti del fentanyl, prolungando in particolare la depressione respiratoria indotta dal fentanyl.

Il vecuronio può causare depressione emodinamica in associazione con fentanyl. Possono verificarsi riduzioni significative, non dipendenti dalla dose di vecuronio, della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa media e della gittata cardiaca.

Durante la somministrazione combinata di atracurio e fentanyl possono verificarsi episodi di bradicardia.

Gli effetti del fentanyl sono potenziati e prolungati se somministrato in associazione con baclofene.

Gli anticonvulsivanti, quali la carbamazepina, la fenitoina e il primidone, sono agenti potenti di induzione enzimatica che aumentano il metabolismo del fentanyl nel fegato, per cui il fentanyl è eliminato più rapidamente dall’organismo. Si deve quindi prevedere un netto incremento del fabbisogno di fentanyl nei pazienti in trattamento per lungo tempo con tali anticonvulsivanti, con l’eccezione del valproato sodico.

Effetto del fentanyl su altri medicinali

In seguito alla somministrazione di fentanyl, deve essere ridotta la dose degli altri medicinali soppressori del sistema nervoso centrale.

Le concentrazioni plasmatiche di etomidato sono aumentate considerevolmente (per un fattore di 2-3) quando in associazione con il fentanyl. La clearance plasmatica complessiva e il volume di distribuzione dell’etomidato sono diminuiti di un fattore di 2 a 3 senza un cambio nell’emivita quando somministrato con il fentanyl.

La somministrazione concomitante di fentanyl e midazolam può causare una diminuzione della pressione sanguigna. La somministrazione simultanea di fentanyl e di midazolam per via intravenosa può causare un aumento dell’emivita plasmatica terminale e una diminuzione della clearance plasmatica del midazolam. Se questi medicinali vengono

somministrati in modo concomitante con il fentanyl, potrebbe essere necessario ridurre la loro dose.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Non sono disponibili dati clinici adeguati inerenti all’uso di fentanyl in donne in gravidanza. Il fentanyl può attraversare la placenta all’inizio della gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno mostrato una certa tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3, Datì preclìnìcì dì sìcurezza). Il potenziale rischio per gli esseri umani è sconosciuto.

Si sconsiglia l’uso di fentanyl (per via intramuscolare o intravenosa) durante il parto, in quanto il fentanyl attraversa la placenta e perché il centro respiratori fetale è particolarmente sensibile agli oppiacei. Se ciò nonostante viene somministrato il fentanyl, deve essere sempre a portata di mano un antidoto per il neonato.

Il fentanyl viene escreto nel latte materno. Per questo motivo si raccomanda d non allattare per almeno 24 ore dopo la somministrazione di questo medicinale.

Il rischio/benefico dell’ allattamento in seguito a somministrazione di fentanyl deve essere preso in considerazione.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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L’uso di fentanyl può diminuire il livello di reattività e concentrazione.

I pazienti possono guidare o azionare macchine solo se è trascorso sufficiente tempo dalla somministrazione del fentanyl.

I pazienti devono essere accompagnati a casa dopo le dimissioni e si deve comunicare ai pazienti di evitare l’uso di alcolici.

04.8 Effetti indesiderati

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La sicurezza di fentanyl per via intravenosa è stata valutata su 376 soggetti che hanno partecipato in 20 studi clinici che hanno esaminato il fentanyl per via intravenosa come anestetico. Questi soggetti hanno assunto almeno 1 dose di fentanyl per via intravenosa e fornito i dati di sicurezza. Sulla base dei dati di sicurezza ottenuti dai suddetti studi clinici, le reazioni avverse a farmaci riscontrate con maggior frequenza (incidenza ≥ 5%) sono state (con incidenza %): nausea (26,1), vomito (18,6), rigidità muscolare (10,4), ipotensione (8,8) ipertensione (8,8) bradicardia (6,1) e sedazione (5,3).

Includendo le reazioni avverse a farmaci sopramenzionate, le seguenti tabelle illustrano le reazioni avverse a farmaci che sono state riscontrate con l’uso di fentanyl per via intravenose in studi clinici o in esperienze post-commercializzazione.

Le categorie di frequenza indicate utilizzano la seguente convenzione:

Molto comune: ≥1/10

Comune: ≥1/100 e <1/10

Non comune: ≥1/1000 e <1/100

Raro: ≥1/10.000 e <1/1000

Molto raro: <1/10.000

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili di test clinici

Classificazionesistemica organica Molto comune Comune Non comune Non nota
Disturbi delsistema immunitarioIpersensibilità (come shock anafilattico, orticaria)
Disturbi psichiatriciUmore euforico
Patologie delsistema nervosoDiscinesia Sedazione VertiginiMal di testaConvulsioni Perdita di conoscenza Mioclono
Patologiedell’occhioDisturbi della vista
Patologie cardiacheBradicardia Tachicardia AritmiaArresto cardiaco
Patologie vascolariIpotensione Ipertensione Dolore venosoFlebite Fluttuazione della pressione sanguigna
Patologie respiratorie,toraciche e mediastinicheLaringospasmo Broncospasmo ApneaIperventilazione SinghiozzoDepressione respiratoria
PatologiegastrointestinaliNausea Vomito
Patologie dellacute e del tessuto sottocutaneoDermatite allergicaPrurito
Patologie delsistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoRigidità muscolare inclusi muscoli toracici
Patologiesistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneBrividi Ipotermia
Traumatismo, avvelenamento ecomplicazioni proceduraliConfusione postoperatoriaComplicazione vie respiratorie dell’anestesia Agitazione postoperatoria
Classificazione sistemicaorganica Frequenza sconosciuta
Patologie del sistemaemolinfopoieticoMetaemoglobinemia
Disturbi psichiatriciDelirio La somministrazione di fentanyl per un lungo periodo può indurre lo sviluppo d’intolleranza. Non si può evitare l’insorgere della dipendenza farmacologica
Patologie del sistema nervosoVertigini Sindrome di Horner Perdita del riflesso faringeo e della capacità di deglutire
Patologie respiratorie, toracichee mediastinicheEdema polmonare
Patologie epatobiliariSpasmo dello sfintere di Oddi
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoIperidrosi
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoAumento del tono muscolare dell’uretere Ritenzione urinaria, soprattutto in pazienti con ipertrofia prostatica
Patologie sistemiche econdizioni relative alla sede di somministrazioneSintomi di astinenza da oppioidi

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: metaemoglobinemia

Disturbi del sistema immunitario

Raro: Anafilassi

Disturbi psichiatrici

Molto raro: La somministrazione di fentanyl per un lungo periodo può indurre dipendenza. Non si può evitare l’insorgere della dipendenza farmacologica

Delirio

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: Sedazione

Comune: Vertigini, euforia, nausea, vomito

Raro: Crisi epilettiche. Dopo prolungate infusioni di fentanyl sono stati osservati nei bambini disturbi del movimento e aumentata sensibilità

Molto raro: Sindrome di Horner

Non nota: Perdita del riflesso faringeo e della capacità di deglutire

Patologie dell’occhio

Raro: Miosi, disturbi della vista

Patologie cardiache

Comune: Brachicardia

Molto raro: Arresto cardiaco

Patologie vascolari

Comune: Ipotensione, in particolare in pazienti ipovolemici

Raro: Disturbi della regolazione ortostatica

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto comune: Depressione respiratoria

A seconda della dose, il fentanyl può causare depressione respiratoria fino all’apnea per un periodo di tempo di norma non superiore ad alcuni minuti a basse dosi, ma che si può protrarre per molte ore a dosi elevate. L’effetto di depressione respiratoria può durare più a lungo dell’effetto analgesico e si può ripresentare nel periodo postoperatorio. È quindi obbligatorio il monitoraggio postoperatorio.

Comune: Rigidità toracica, con possibile riduzione della ventilazione

Raro: Laringospasmo

Molto raro: Edema polmonare, broncospasmo

04.9 Sovradosaggio

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Segni e sintomi

Un sovradosaggio di fentanyl si manifesta con un protrarsi delle sue azioni farmacologiche. A seconda della sensibilità individuale, il quadro clinico è determinato soprattutto dal grdo di depressione respiratoria che varia dalla bradipnea all’apnea, bradicardia fino all’asistolia, calo della pressione sanguigna, insufficienza circolatoria, coma, attività simili all’epilessia, rigidità muscolare della parete toracica, del tronco e delle estremità, edema polmonare.

Trattamento

Nel caso d’ipoventilazione o apnea bisogna somministrare ossigeno e la respirazione deve essere assistita o controllata come indicato. Uno specifico narcotico antagonista come il naloxone deve essere utilizzato come indicato per controllare la depressione respiratoria. Ciò non preclude l’uso di contromisure più immediate.

La normale dose iniziale di naloxone va da 0,4 a 2 mg. Nel caso in cui non si rilevino effetti negativi, si può ripetere tale dose ogni 2 – 3 minuti fino all’annullamento della depressione respiratoria o al risveglio. La depressione respiratoria può durare più a lungo dell’effetto dell’antagonista e per questo motivo potrebbe essere necessario somministrare delle dosi aggiuntive di quest’ultimo.

Se la respirazione depressa è associata con la rigidità muscolare, potrebbe essere necessario un agente bloccante neuromuscolare intravenoso per agevolare la respirazione assistita o controllata.

Si deve osservare con attenzione il paziente. Si deve mantenere il calore corporeo e l’adeguato apporto idrico. Se l’ipotensione è grave o persistente, deve essere presa in considerazione la possibilità d’ipovolemia che, se presente, può essere controllata mediante adeguata somministrazione idrica parenterale.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Anestetici oppiacei Codice ATC: N01AH01

Il fentanyl è un potente oppioide analgesico che si può utilizzare come supplemento analgesico in caso di anestesia generale o come agente anestetico da solo.

Il fentanyl esercita proprietà µ-agonista. Il comportamento agonista nei confronti dei - e - recettori è paragonabile a quello della morfina. Una dose di 100 microgrammi (2 ml) esercita un’azione analgesica paragonabile a quella di 10 mg di morfina.

Il fentanyl entra rapidamente in azione. L’effetto analgesico massimo e l’azione depressiva sulla respirazione insorgono dopo alcuni minuti.

La durata media dell’effetto analgesico è di 30 minuti circa dopo un’iniezione per bolo endovenoso di 100 microgrammi. Il livello di analgesia è dose-dipendente e può essere correlato al livello di dolore dell’intervento chirurgico.

Il fentanyl esercita effetti cardiocircolatori relativamente ridotti, ma esercita una forte azione depressiva sulla respirazione. I cambiamenti ormonali indotti dallo stress non sono eliminati in modo affidabile dal fentanyl. Si può verificare un aumento della pressione sanguigna dovuto a stimoli dolorosi intraoperatori nonostante elevate dosi di fentanyl.

A seconda della dose e della velocità d’iniezione, il fentanyl può causare rigidità muscolare, euforia, miosi e bradicardia. I test intradermici e analisi del siero nell’uomo, uniti a test in vivo sui cani, hanno evidenziato che si riscontra solo di rado una liberazione clinicamente significativa dell’istamina dopo l’assunzione di fentanyl.

Tutti gli effetti del fentanyl possono essere antagonizzati da specifici oppioidi-antagonisti, come il naloxone.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Dopo un’iniezione intravenosa le concentrazioni di fentanyl nel plasma diminuiscono rapidamente. La cinetica plasmatica del fentanyl è trifasica, con un’emivita di circa

1 minuto, 15 minuti e 6 ore. Il fentanyl ha un volume di distribuzione del comparto centrale di 15 litri circa e un volume totale di distribuzione di 400 litri circa.

L’emivita può risultare prolungata , in particolare in pazienti anziani o dopo ripetute somministrazioni. Si possono indurre livelli secondari di picco nel plasma.

Il legame del fentanyl con le proteine plasmatiche è di circa 80 – 85 %.

Il fentanyl viene metabolizzato rapidamente, in particolare nel fegato, principalmente per N- dealchilazione ossidativa. La clearance è di circa 0,5 l/ora/kg. Il 75 % circa della dose somministrata viene eliminato entro 24 ore. Solamente il 10% della dose viene escreto come sostanza intatta.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Sono stati osservati effetti simili a quelli precedentemente descritti per altri oppioidi in studi sulla tossicità di dosi ripetute fino a 4 settimane.

Studi su animali hanno evidenziato una minore fertilità in ratti femmina ed embriomortalità, anche se non sono stati osservati segni di teratogenicità.

Studi sulla mutagenicità in batteri e roditori non hanno evidenziato potenzialità mutagene del fentanyl. Il fentanyl, come altri oppioidi, ha evidenziato effetti mutageni in vitro nelle cellule di mammifero. Tali effetti sono stati indotti solamente in caso di altissime concentrazioni. Non si ritiene quindi che il fentanyl possa costituire un rischio genotossico per i pazienti.

Non sono stati effettuati studi sulla carcinogenicità a lungo termine.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Sodio cloruro

Acqua per preparazioni iniettabili

Acido cloridrico o sodio idrossido per la regolazione del pH

06.2 Incompatibilità

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Questo medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

Controllare la compatibilità del fentanyl prima della somministrazione, se deve essere miscelato con altri farmaci.

È stato osservato che il citrato di fentanyl è fisiologicamente incompatibile con il pentobarbitale sodico, il metoesitale sodico, il tiopentale sodico e la nafcillina.

06.3 Periodo di validità

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Periodo di validità prima dell’apertura

3 anni

Periodo di validità dopo diluizione

La stabilità chimica e fisica durante l’uso della diluizione (vedere sezìone 6.6.) è stata dimostrata per 24 ore a 25°C.

Dal punto di vista microbiologico, si devono utilizzare immediatamente le soluzioni diluite. Se non sono usate immediatamente durante l’uso, i tempi e le condizioni di conservazione prima della somministrazione sono sotto la responsabilità dell’operatore e di norma non devono superare le 24 ore a 2-8°C, a meno che la diluizione non si verifichi in condizioni asettiche controllate e validate.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare le fiale nell’astuccio per tenerle al riparo dalla luce.

Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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5(10) fiale di vetro incolore di tipo I contenenti 2 o 10 ml di soluzione. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Usare una protezione per le dita quando si apre la fiala.

La fiala deve essere utilizzata per un unico paziente e va utilizzata immediatamente dopo essere stata aperta. Non procedere all’iniezione in caso di presenza di particelle.

Qualunque parte non utilizzata deve essere eliminata.

Si può utilizzare il prodotto diluito o non diluito. Gli intervalli di diluizione testati con soluzione di sodio cloruro allo 0,9% e con soluzione glucosata al 5% sono 1:1 e 1:25. La diluizione massima non deve quindi superare 1 parte di fentanyl con 25 parti di soluzione di sodio cloruro allo 0,9% e con soluzione glucosata al 5%.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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hameln pharmaceuticals gmbh Langes Feld 13

31789 Hameln Germania

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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5 Fiale da 2 ml AIC 035693011/M

5 Fiale da 10 ml AIC 035693023/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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30.05.2003 / 16.02.2009

10.0 Data di revisione del testo

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aprile 2013

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Fentanyl ham – Ev 5 F 100 mcg 2 ml (Fentanil Citrato)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ospedaliero Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: N01AH01 AIC: 035693011 Prezzo: 2,51 Ditta: Hameln Pharma Plus Gmbh


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983