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Fortidose Coll 30 Fl 0 2 Ml 2 pc Rp: Scheda Tecnica

Fortidose Coll 30 Fl 0 2 Ml 2 pc Rp

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Fortidose Coll 30 Fl 0 2 Ml 2 pc Rp: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Fortidose

INDICE DELLA SCHEDA

Fortidose Coll 30 Fl 0 2 Ml 2 pc Rp: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Fortidose 2% collirio a rilascio prolungato, in contenitori monodose

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Carteololo cloridrato 2 g per 100 ml.

Un contenitore monodose (0,2 ml) contiene 4 mg di carteololo cloridrato Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

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Collirio a rilascio prolungato in contenitori monodose. Soluzione chiara e leggermente giallo-marrone.

Il pH (pH=6,8) è compatibile con il pH delle lacrime.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Ipertensione oculare

Glaucoma primario ad angolo aperto.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Uso oftalmico

Sono disponibili due dosaggi del collirio: 1% e 2%.

Instillare 1 goccia di Fortidose nell’occhio affetto, 1 volta al giorno, al mattino.

Per somministrare il trattamento, tirare delicatamente verso il basso la palpebra ed instillare una goccia mentre si guarda in alto, chiudere l’occhio per pochi secondi,

pulire adeguatamente l’eccesso di prodotto ad occhio chiuso,

eliminare il contenitore monodose immediatamente dopo l’uso,

la quantità di collirio in monodose è sufficiente per trattare entrambi gli occhi.

Si raccomanda di iniziare il trattamento instillando nell’occhio affetto una goccia di Fortidose al dosaggio più basso.

Comunque, per la stabilizzazione della pressione intraoculare da parte del collirio a base di carteololo, occorrono talvolta molte settimane, e di conseguenza la valutazione

del trattamento deve includere una misurazione della pressione intraoculare ed un esame corneale all’inizio della terapia e di conseguenza ripetersi regolarmente ogni circa 4 settimane di trattamento.

L’oculista può, se lo ritiene necessario, co-somministrare il collirio a base di carteololo in associazione ad uno o più trattamenti per il glaucoma (per via locale e/o via sistemica).

Il collirio concomitante deve essere somministrato almeno 15 minuti prima di Fortidose.

Usando l’occlusione naso-lacrimale o chiudendo le palpebre per 2 minuti, l’assorbimento è ridotto. Questo può comportare una diminuzione degli effetti non desiderati sistemici e aumentare l’attività locale.

Sostituzione di un precedente trattamento

Quando il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve sostituire un differente collirio per il trattamento del glaucoma, quest’ultimo deve essere sospeso dopo appropriata somministrazione giornaliera, e il collirio a base di carteololo a rilascio prolungato deve essere somministrato il giorno successivo alla dose di una goccia per occhio affetto una volta al giorno.

Se il collirio a base di carteololo deve essere usato in sostituzione di un’associazione di medicinali per il trattamento del glaucoma, si tenga presente che si può sospendere solo un medicinale alla volta.

Nel caso in cui il collirio a base di carteololo viene usato in sostituzione di colliri miotici, può rendersi necessario un esame della rifrazione dopo la scomparsa degli effetti dei miotici.

La prescrizione medica deve essere accompagnata da un controllo della pressione intraoculare, in particolare all’inizio del trattamento.

Uso nei bambini ed adolescenti (<18 anni):

Non sono stati effettuati studi clinici con questo collirio in bambini e adolescenti. Pertanto l’uso di questo collirio non è raccomandato in questo gruppo di pazienti.

04.3 Controindicazioni

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È opportuno ricordare l’esistenza di controindicazioni per i beta-bloccanti somministrati per via sistemica, sebbene gli effetti sistemici dei beta-bloccanti dopo instillazione oculare siano osservabili soltanto in casi eccezionali.

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Patologie reattive delle vie respiratorie quali asma bronchiale o una storia di asma bronchiale, gravi broncopneumopatie croniche ostruttive.

Insufficienza cardiaca.

Shock cardiogeno.

Blocchi atrioventricolari di secondo e terzo grado non controllati da pacemaker.

Malattia del nodo del seno (incluso il blocco seno-atriale).

Bradicardia sinusale.

Feocromocitoma non trattato.

Associazione con floctafenina (vedere paragrafo 4.5 Interazìonì con altrì medìcìnalì ed altre forme dì ìnterazìone).

Associazione con sultopride (vedere paragrafo 4.5 Interazìonì con altrì medìcìnalì ed altre forme dì ìnterazìone).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Uso oftalmico

Altri agenti beta-bloccanti

Gli effetti sulla pressione intra-oculare o i noti effetti del beta-blocco sistemico possono essere potenziati quando Fortidose è somministrato a pazienti che già assumono agenti beta-bloccanti sistemici. La risposta di questi pazienti deve essere attentamente monitorata. La somministrazione concomitante di due colliri beta-bloccanti non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).

Nel caso in cui colliri appartenenti a questa categoria siano somministrati al fine di ridurre la pressione intraoculare in pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso, si dovrà somministrare anche un miotico. In tali pazienti, infatti, l’obiettivo immediato del trattamento è la riapertura dell’angolo, che richiede l’uso di un miotico per indurre la costrizione pupillare, dal momento che il carteololo ha scarso o nessun effetto sulla pupilla.

Dopo procedura chirurgica filtrante, sono stati riportati casi di distacchi coroidali in seguito a somministrazione di terapie volte a ridurre il volume dell’umor acqueo (quali timololo e acetazolamide).

Portatori di lenti a contatto.

Esiste il rischio di intolleranza alle lenti a contatto per la riduzione delle secrezioni lacrimali, associata generalmente all’uso dei beta-bloccanti.

Dopo un trattamento prolungato può insorgere una ridotta sensibilità al carteololo. L’assenza di tachifilassi deve quindi essere controllata annualmente al fine di assicurare l’efficacia della terapia a lungo termine.

Disturbo corneale.

I beta-bloccanti oftalmici possono causare secchezza oculare. I pazienti con disturbi corneali devono essere trattati con cautela.

Uso sistemico

Come altri agenti oftalmici, Fortidose è assorbito a livello sistemico. A causa del principio attivo beta-adrenergico, il carteololo cloridrato, possono comparire le stesse reazioni avverse, a livello cardiovascolare, polmonare e in altri distretti, osservate con gli agenti beta-bloccanti sistemici. L’incidenza degli eventi avversi sistemici dopo somministrazione topica oftalmica è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

Questo medicinale non deve generalmente essere somministrato in associazione con amiodarone, alcuni calcio-antagonisti (bepridil, verapamil, diltiazem) ed i beta- bloccanti usati per il trattamento dell’insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.5 Interazìonì con altrì medìcìnalì ed altre forme dì ìnterazìone).

Sportivi

Gli sportivi devono essere informati che questo medicinale contiene un principio attivo che può determinare positività ai test antidoping.

Interruzione del trattamento

Un trattamento sistemico con beta-bloccanti non deve essere mai interrotto improvvisamente, in special modo nei pazienti affetti da angina: un’improvvisa interruzione può causare gravi disordini del ritmo cardiaco, infarto miocardico o morte improvvisa.

La posologia deve essere ridotta progressivamente, ad esempio in una o due settimane.

Patologie cardiache

In pazienti con problemi cardiaci (patologia cardiaca coronarica, angina di Prinzmetal e insufficienza cardiaca) e ipotensione, la terapia con beta-bloccanti deve essere valutata in modo critico e deve essere presa in considerazione una terapia con altre sostanze attive. I pazienti con patologie cardiache devono essere osservati attentamente per individuare segni di peggioramento di queste malattie e di reazioni avverse. A causa dell’effetto negativo sul tempo di conduzione, i beta-bloccanti devo essere prescritti con cautela in pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado.

Bradicardia

La posologia deve essere ridotta se la frequenza del battito cardiaco è minore di 50-55 battiti al minuto a riposo ed il paziente presenta sintomi associati alla bradicardia.

Patologie vascolari

Pazienti con gravi disordini della circolazione periferica (ad esempio gravi forme di malattia di Raynaud o sindrome di Raynaud) devono essere trattati con cautela.

Patologie respiratorie

A seguito della somministrazione di alcuni beta-bloccanti oftalmici in pazienti asmatici sono state riportate reazioni respiratorie avverse, inclusa morte per broncospasmo.

Fortidose deve essere usato con cautela in pazienti con lieve/moderata broncopneumopatia cronica ostruttiva (COPD) e solo se il potenziale beneficio compensa il potenziale rischio.

Ipoglicemia/diabete

I beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela in pazienti soggetti ad ipoglicemia spontanea o in pazienti con diabete labile, dato che i beta-bloccanti possono mascherare segni e sintomi di ipoglicemia acuta.

Feocromocitoma

L’uso di beta-bloccanti nel trattamento dell’ipertensione dovuta a feocromocitoma trattato richiede uno stretto monitoraggio della pressione arteriosa.

Soggetti anziani, soggetti con insufficienza renale e/o insufficienza epatica

In questi soggetti a rischio, e quando i colliri beta-bloccanti sono somministrati insieme ad un beta-bloccante sistemico, è spesso necessario un aggiustamento del dosaggio.

Psoriasi

È stato riportato un aggravamento della malattia con la somministrazione di beta- bloccanti e tale indicazione merita la dovuta considerazione.

Reazioni allergiche

In pazienti predisposti a sviluppare una reazione anafilattica grave, qualunque ne sia l’origine, in particolare verso mezzi di contrasto iodati o floctafenina (vedere paragrafo

4.5 Interazìone con altrì medìcìnalì o altre forme dì ìnterazìone) o durante trattamenti desensibilizzanti, il trattamento con beta-bloccante può condurre ad un aggravamento della reazione e resistenza al trattamento con dosi normali di epinefrina.

Reazioni anafilattiche

I pazienti con una storia di atopia o pregressa anamnesi di reazione anafilattica grave a diversi allergeni che assumono beta-bloccanti possono essere più reattivi ad esposizioni ripetute agli allergeni e non responsivi al dosaggio usuale di adrenalina usata nel trattamento di reazioni anafilattiche.

Anestesia Generale

I beta-bloccanti oftalmici possono bloccare gli effetti beta-agonisti, ad esempio dell’adrenalina.

È opportuno avvisare l’anestesista che il paziente è in trattamento con carteololo cloridrato.

Se l’interruzione del trattamento è ritenuta necessaria, una sospensione di 48 ore è considerata sufficiente per consentire la ricomparsa della sensibilità alle catecolamine.

In certi casi, il trattamento con beta-bloccante non può essere interrotto:

In pazienti affetti da insufficienza coronarica, è consigliabile continuare il trattamento fino all’intervento chirurgico, in considerazione del rischio associato con l’improvvisa interruzione della somministrazione di beta-bloccanti.

In casi di emergenza o di impossibilità ad interrompere, il paziente deve essere protetto dalla predominanza vagale attraverso un’adeguata premedicazione con atropina, ripetuta se necessario.

L’anestesia deve fare uso di prodotti che causano la minor depressione miocardiaca possibile, e la perdita di sangue deve essere compensata.

L’aumento di rischio anafilattico associato con l’assunzione di beta-bloccanti deve essere preso in considerazione.

Tireotossicosi

I beta-bloccanti possono anche mascherare i segni di ipertiroidismo.

I beta-bloccanti sono capaci di mascherare certi segni di tireotossicosi, in particolare i segni cardiovascolari.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Non sono stati condotti studi particolari di interazione tra farmaci con Carteololo cloridrato.

Colliri

E’ stata riportata occasionalmente midriasi a seguito dell’uso concomitante di beta- bloccanti oftalmici e adrenalina (epinefrina). Nell’eventualità di trattamento concomitante con colliri contenenti epinefrina il controllo dell’oculista è necessario (rischio di midriasi).

Altri medicinali

Sebbene le quantità di beta-bloccanti che raggiungono la circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, esiste il rischio di interazioni da medicinali. È quindi appropriato prendere in considerazione le interazioni osservate con beta-bloccanti somministrati per via sistemica.

Quando una soluzione oftalmica di beta-bloccanti è somministrata contemporaneamente con calcio antagonisti orali, agenti beta-bloccanti adrenergici, antiaritmici (incluso amiodarone), glicosidi digitalici, parasimpaticomimetici, guanetidina esiste un potenziale rischio di effetto additivo che si manifesta con ipotensione e/o bradicardia marcata.

Co-somministrazioni controindicate

Floctafenina

Nell’eventualità di shock o ipotensione dovuta a floctafenina, riduzione delle reazioni di compensazione cardiovascolare da beta-bloccanti.

Sultopride

Aumentato rischio di disordini del ritmo ventricolare, in particolare della torsione di punta (tachicardia ventricolare rapida atipica).

Co-somministrazioni non raccomandate

Amiodarone

Disordini della contrattilità, dell’automatismo e della conduzione (soppressione dei meccanismi simpatici compensatori).

Calcio antagonisti (bepridil, diltiazem e verapamil)

Disordini dell’automatismo (eccessiva bradicardia, arresto sinusale), disordini di conduzione senoatriale ed atrioventricolare, insufficienza cardiaca (sinergia degli effetti).

Tale associazione deve essere condotta sotto stretto controllo clinico ed ECG, in particolare in soggetti anziani o all’inizio del trattamento.

Beta-bloccanti usati per insufficienza cardiaca

Rischio di aumento di effetti indesiderati da beta-bloccanti, in particolare rischio eccessivo di bradicardia.

Co-somministrazioni richiedenti precauzioni per l’uso

Anestetici alogenati volatili

Riduzione delle reazioni di compensazione cardiovascolare da beta-bloccanti (l’inibizione beta-adrenergica può essere prevenuta durante la procedura chirurgica con l’uso di beta stimolanti). Come regola generale, non interrompere il trattamento beta- bloccante e, in tutte le eventualità, evitare improvvise interruzioni. L’anestesista deve essere avvisato di questo trattamento.

Anticolinesterasi:

donezepil, galantamina, rivastigmina, neostigmina, piridostigmina, tacrina, ambenonio.

Rischio di eccessiva bradicardia (aggiunta di effetti bradicardiogenici). Si raccomanda un regolare controllo clinico.

Sono stati riportati un potenziamento degli effetti beta-bloccanti del collirio ed un aumento nelle concentrazioni plasmatiche del beta-bloccante quando vengono co- somministrati un collirio beta-bloccante e chinidina, probabilmente come risultato dell’inibizione del metabolismo del beta-bloccante da parte della chinidina (come avviene per il timololo).

Baclofene

Aumento dell’effetto antipertensivo.

Si raccomanda il controllo della pressione arteriosa e regolazione del dosaggio dell’antipertensivo, se necessario.

Clonidina ed altri antipertensivi centrali (alfametildopa, guanfacina, moxonidina, rilmenidina).

In caso di improvvisa interruzione del trattamento con un antipertensivo centrale può verificarsi un aumento significativo della pressione arteriosa.

Evitare l’improvvisa interruzione dell’antipertensivo centrale. Controllo clinico.

Insulina, sulfamidi ipoglicemizzanti

Tutti i beta-bloccanti possono mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia. La maggioranza dei beta-bloccanti non cardioselettivi aumenta l’incidenza e la gravità dell’ipoglicemia.

Avvertire il paziente e aumentare l’auto-controllo del glucosio ematico, specialmente all’inizio del trattamento.

Medicinali che causano la torsione di punta

Antiaritmici di classe Ia (chinidina, idrochinidina, disopiramide) e di classe III (amiodarone, dofetilide, ibutilide, sotalolo), alcuni neurolettici: fenotiazine (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (amilsupride, sulpiride, tiapride), butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo),

altri neurolettici (pimozide), ed altri medicinali come: bepridil, cisapride, difenamil, eritromicina IV, vincamina IV, mizolastina, alofantrina, sparfloxacina, pentamidina, moxifloxacina…

Aumento del rischio di disordini del ritmo ventricolare, in particolare la torsione di punta.

Si raccomanda il controllo clinico ed elettrocardiografico.

Propafenone

Contrattilità, automatismo e disordini della conduzione (soppressione dei meccanismi compensatori simpatici).

Si raccomanda il controllo clinico ed ECG.

Co-somministrazioni da prendere in considerazione

FANS (via sistemica) inclusi gli inibitori della Cox-2

Riduzione dell’effetto antipertensivo (inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie da parte dei FANS e ritenzione di fluidi e di sali con FANS pirazolici).

Alfa bloccanti per effetti urologici: alfuzosina, doxazosina, prazosina, tamsulosina, terazosina

Aumento dell’effetto ipotensivo, rischio di aumentata ipotensione ortostatica.

Amifostina

Aumento dell’effetto antipertensivo.

Calcio antagonisti (diidropiridine)

Ipotensione, insufficienza cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca latente o non controllata (effetto inotropo negativo delle diidropiridine in vitro, che varia di grado in base ai medicinali e da sommare agli effetti inotropi negativi dei beta-bloccanti). La presenza di un beta-bloccante può inoltre minimizzare la reazione di riflesso simpatico che sorge nel caso di eccessiva ripercussione emodinamica.

Antidepressivi della famiglia della imipramina (triciclici), antipsicotici

Effetto antipertensivo ed aumentato rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo).

Meflochina

Rischio di eccessiva bradicardia (somma di effetti bradiocardiogenici).

04.6 Gravidanza e allattamento

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L’assorbimento sistemico di beta-bloccanti somministrati per via oculare è minore rispetto alla somministrazione per via sistemica, ma ciò nonostante è un evento che può verificarsi.

Gravidanza

Non vi sono dati sufficienti sull’impiego di Fortidose in donne gravide. Il carteololo cloridrato non deve essere assunto in gravidanza se non chiaramente necessario. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

Studi epidemiologici non hanno rilevato effetti di malformazione ma, quando i beta- bloccanti sono somministrati per via orale, hanno mostrato un rischio di ritardo nella crescita intrauterina. Oltre a ciò, quando i beta-bloccanti sono stati somministrati prima del parto, nei neonati sono stati osservati segni e sintomi di beta-blocco (per esempio bradicardia, ipotensione, distress respiratorio e ipoglicemia). Se Fortidose è somministrato fino al parto, durante i primi giorni di vita il neonato deve essere attentamente monitorato.

Allattamento

I beta-bloccanti sono escreti nel latte materno. Alle dosi terapeutiche di carteololo cloridrato in collirio solitamente la quantità di farmaco che passa nel latte materno non è sufficiente a produrre sintomi da beta-blocco nei neonati. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Questo collirio è associato ad effetti indesiderati (in particolare disturbi della visione) che possono alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Come altri medicinali oftalmici applicati per via topica, il collirio a base di carteololo cloridrato è assorbito per via sistemica e possono verificarsi le reazioni avverse osservate con beta-bloccanti orali. La frequenza di eventi avversi dopo somministrazione topica oculare è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. La lista delle reazioni avverse include le reazioni osservate nella classe dei beta- bloccanti oftalmici.

Le seguenti reazioni avverse sono state riportate con l’uso di Carteololo collirio, soluzione sia durante gli studi clinici che in seguito all’esperienza post-marketing:

Gli eventi avversi sono stati categorizzati in base alla frequenza come segue:

Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000) e Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Reazioni avverse addizionali sono state osservate con i beta-bloccanti oftalmici e possono potenzialmente comparire con Fortidose.

Disturbi del sistema immunitario:

Non nota: reazioni allergiche sistemiche incluse angioedema, orticaria, rash locale e generalizzato, prurito, reazione anafilattica.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Non nota: ipoglicemia.

Disturbi psichiatrici:

Non nota: insonnia, depressione, incubi, perdita di memoria.

Patologie del sistema nervoso:

Non nota: sincope, accidente cerebrovascolare, ischemia cerebrale, aumento di segni e sintomi di miastenia grave, vertigine, parestesia e cefalea.

Patologie dell’occhio:

Non nota: segni e sintomi di irritazione oculare (come bruciore, sensazione pungente prurito, lacrimazione, rossore), iperemia congiuntivale, congiuntivite, cheratite, blefarite, visione offuscata e distacco della coroide in seguito a chirurgia filtrante (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze specìalì e precauzìonì dì ìmpìego), diminuzione della sensibilità corneale, occhio secco, erosione corneale, ptosi, diplopia.

Variazioni della rifrazione (dovuti in alcuni casi alla cessazione della terapia miotica).

Patologie cardiache:

Non nota: bradicardia, dolore al petto, palpitazioni, edema, aritmia, insufficienza cardiaca congestizia, blocco atrioventricolare, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca, claudicatio.

Patologie vascolari:

Non nota: ipotensione, fenomeno di Raynaud, mani e piedi freddi.

Patologie respiratorie, toraciche, e mediastiniche.

Non nota: broncospasmo (predominante in pazienti con malattia broncospastica preesistente), dispnea, tosse.

Patologie gastrointestinali:

Non nota: disgeusia, nausea, dispepsia, diarrea, secchezza delle fauci, dolore addominale, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Non nota: alopecia, rash psoriasi forme o esacerbazione della psoriasi, rash cutaneo.

Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo: Non nota: mialgia, lupus eritematoso sistemico.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella:

Non nota: disfunzione sessuale, diminuzione della libido, impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: sistemica Non nota: astenia/affaticamento.

Esami diagnostici:

Rara: positività agli anticorpi antinucleari.

04.9 Sovradosaggio

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Sebbene le quantità di beta-bloccanti che passano nella circolazione sistemica dopo instillazione oculare siano basse, il rischio di sovradosaggio deve essere preso in considerazione.

Esiste una limitata esperienza da sovradosaggio oculare.

Nel caso di accidentale sovradosaggio attraverso la via di somministrazione oculare, risciacquare gli occhi con una soluzione fisiologica sterile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%).

Nel caso di assunzione orale accidentale o errato uso, i sintomi ed i passi da intraprendere sono identici a quelli per sovradosaggio da beta-bloccanti per via generale.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: agenti beta-bloccanti, Codice ATC: S01ED05

A livello sistemico

Il carteololo è un beta-bloccante non cardioselettivo, con parziale attività agonista [moderata attività simpaticomimetica intrinseca (ISA)], ed un effetto stabilizzante di membrana (locale o anestetico chinidina-simile) non significativo.

A livello oculare

I colliri a base di carteololo cloridrato riducono la pressione intraoculare, se associata o no al glaucoma, per riduzione della secrezione di umore acqueo.

La sua attività si esplica approssimativamente 30 minuti dopo l’instillazione, con picchi tra 2 e 4 ore ed è presente ancora dopo 24 ore.

Stabilità dell’effetto ipotensivo oltre il tempo normale: l’effetto può rimanere costante per un anno.

Comunque, è possibile una riduzione della sensibilità al carteololo cloridrato, specialmente dopo un trattamento più prolungato.

Non c’è praticamente alcun cambiamento nel diametro pupillare o nell’accomodazione.

L’eccipiente di Fortidose contiene un polimero idrosolubile (acido alginico) che ha proprietà fisiche (come bioadesività, interazioni ioniche….) tali da permettere una riduzione della frequenza di instillazioni ad una sola instillazione giornaliera.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Le concentrazioni medie plasmatiche osservate dopo 2 mesi di instillazioni ripetute di Fortidose 2% in pazienti glaucomatosi sono inferiori con la formulazione a rilascio prolungato instillata una volta al giorno (Cmax = 1,72 ng/ml) rispetto alla formulazione normale instillata 2 volte al giorno (Cmax =3,64 ng/ml).

Sebbene la funzione renale sia importante per l’eliminazione, non sono stati condotti studi clinici su pazienti affetti da insufficienza renale.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici non rivelano particolari rischi per l’uomo in base a studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità o carcinogenicità.

In studi di tossicità riproduttiva, è stata osservata l’embriotossicità ad alte dosi orali, risultante in livelli di esposizione sistemica considerati sufficientemente in eccesso all’uso clinico di Fortidose collirio. Il carteololo non è risultato teratogeno in studi di tossicità riproduttiva.

Nei ratti , è stato riportato che il carteololo cloridrato è capace di passare attraverso la barriera placentare ed è escreto in piccole quantità nel latte umano.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Sodio diidrogeno fosfato diidrato, disodio fosfato dodecaidrato, sodio cloruro, acido alginico, sodio idrossido (regolatore del pH), acqua depurata.

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Strip di contenitori monodose (LDPE) da 0,2 ml, inseriti in busta (Poliestere/Alluminio/Polietilene), scatola da 5 o 30 contenitori monodose.

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Bausch & Lomb-IOM S.p.A Via Pasubio, 34

20846 Macherio (MB), Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Fortidose 2% collirio a rilascio prolungato 5 contenitori monodose LDPE da 0,2 ml – A.I.C. n. 039626041/M

Fortidose 2% collirio a rilascio prolungato 30 contenitori monodose LDPE da 0,2 ml – A.I.C. n. 039626039/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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11 Ottobre 2010

10.0 Data di revisione del testo

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Ottobre 2010

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Fortidose – Coll 30 fl 0,2 Ml2% Rp (Carteololo Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: S01ED05 AIC: 039626039 Prezzo: 11,3 Ditta: Bausch & Lomb-iom Spa


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983