Alprazolam Grindeks: Scheda tecnica e prescrivibilità

Alprazolam Grindeks - Alprazolam - Alprazolam Grindeks è indicato per il trattamento sintomatico a breve termine di stati d’ansia negli adulti.

Alprazolam Grindeks

Alprazolam Grindeks (Alprazolam)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Alprazolam Grindeks: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Alprazolam Grindeks

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Alprazolam Grindeks 0,25 mg compresse Alprazolam Grindek 0,5 mg compresse Alprazolam Grindeks 1 mg compresse

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Alprazolam Grindeks 0,25 mg compresse Ogni compressa contiene 0,25 mg di alprazolam. Alprazolam Grindeks 0,5 mg compresse Ogni compressa contiene 0,5 mg di alprazolam. Alprazolam Grindeks 1 mg compresse Ogni compressa contiene 1 mg di alprazolam.

Eccipienti con effetto noto:

Alprazolam Grindeks 0,25 mg compresse

Ogni compressa contiene 92,5 mg di lattosio (come monoidrato) e 0,12 mg di sodio benzoato (E 211). Alprazolam Grindeks 0,5 mg compresse

Ogni compressa contiene 92,2 mg di lattosio (come monoidrato) e 0,12 mg di sodio benzoato (E 211).

Alprazolam Grindeks 1 mg compresse

Ogni compressa contiene 91,7 mg di lattosio (come monoidrato) e 0,12 mg di sodio benzoato (E 211).

03.0 Forma farmaceutica

Compressa. Alprazolam Grindeks 0,25 mg compresse Compressa di colore bianco o biancastro, ovale (10 mm x 5 mm) con una linea di incisione su un lato e la scritta “0,25” impressa sull’altro lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali Alprazolam Grindeks 0,5 mg compresse Compressa di colore da rosa chiaro a rosa, ovale (10 mm x 5 mm) con una linea di incisione su un lato e la scritta “0,5” impressa sull’altro lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali Alprazolam Grindeks 1 mg compresse Compressa di colore da azzurro a blu, ovale (10 mm x 5 mm) con una linea di incisione su un lato e la scritta “1” impressa sull’altro lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Alprazolam Grindeks è indicato per il trattamento sintomatico a breve termine di stati d’ansia negli adulti.

Alprazolam Grindeks è indicato solo quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone l’individuo a grave disagio.

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04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

La dose e la durata di utilizzo devono essere aggiustate in base alla risposta individuale, all’indicazione e alla gravità della malattia.

Trattamento iniziale

All’inizio del trattamento, la dose varia da 0,25 a0,5 mg di alprazolam tre volte al giorno.

Terapia di mantenimento

Se necessario, la dose totale giornaliera può essere gradualmente aumentata fino a un massimo di 3-4 mg di alprazolam, suddivisi in singole dosi nel corso della giornata.

Durata del trattamento

Alprazolam Grindeks deve essere utilizzato alla minima dose efficace, per il più breve tempo possibile e per un massimo di 2-4 settimane, compreso il processo di riduzione graduale. La necessità di un trattamento continuato deve essere rivalutata frequentemente. Il trattamento a lungo termine non è raccomandato. Il rischio di dipendenza può aumentare con la dose e la durata del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

Interruzione

L’interruzione dell’alprazolam deve avvenire gradualmente e la riduzione della dose non deve superare i 0,5 mg ogni 3 giorni per evitare sintomi di astinenza. In alcuni pazienti può essere necessaria una riduzione della dose ancora più lenta.

Popolazioni speciali

Anziani e pazienti sensibili o debilitati

I pazienti anziani, sensibili o debilitati devono ricevere dosi ridotte. La dose raccomandata è di 0,25 mg due o tre volte al giorno, che può essere aumentata gradualmente se necessario e tollerato.

Pazienti con compromissione renale e/o epatica Nei pazienti con compromissione renale ed epatica lieve o moderata occorre prestare attenzione e, se necessario, ridurre la dose. Nei pazienti con severa compromissione epatica l’alprazolam è controindicato (vedere paragrafo 4.3).

Insufficienza respiratoria Si raccomanda una dose inferiore anche per i pazienti con insufficienza respiratoria cronica, a causa del rischio di depressione respiratoria.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di alprazolam non è stata stabilita in bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni, pertanto l’uso di alprazolam non è raccomandato.

Modo di somministrazione Alprazolam Grindeks è per uso orale.

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04.3 Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo, ad altre benzodiazepine o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati

al paragrafo 6.1,

  • miastenia grave,
  • severa insufficienza respiratoria,
  • sindrome da apnea notturna,
  • severa compromissione epatica.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Nota Non tutti gli stati di tensione, agitazione e ansia richiedono un trattamento farmacologico. Spesso sono segni di malattie fisiche o mentali e possono essere affrontati con altre misure o con il trattamento della condizione di base.

Rischio da uso concomitante di oppioidi L’uso concomitante di alprazolam e oppioidi può causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi la prescrizione concomitante di medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati come l’alprazolam con gli oppioidi, deve essere riservata ai pazienti per i quali non sono disponibili opzioni alternative di trattamento.

Se viene presa la decisione di prescrivere Alprazolam Grindeks compresse in concomitanza con oppioidi, deve essere usata la minima dose efficace e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile (vedere anche le raccomandazioni generali per la dose al paragrafo 4.2).

I pazienti devono essere seguiti attentamente per segni e sintomi della depressione respiratoria e per la sedazione. Al riguardo è fortemente raccomandato di informare i pazienti e coloro che li assistono (quando applicabile) riguardo a questi sintomi (vedere paragrafo 4.5).

Dipendenza/ Abuso L’uso di benzodiazepine può portare allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci. Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso è maggiore in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool. La dipendenza può instaurarsi anche a dosi terapeutiche e/o in pazienti senza alcun fattore di rischio individuale.

Il rischio di dipendenza aumenta con l’uso concomitante di diverse benzodiazepine indipendentemente dal fatto che tali benzodiazepine abbiano un effetto ansiolitico o ipnotico.

L’abuso di farmaco è un rischio noto per alprazolam e altre benzodiazepine. I pazienti devono essere monitorati di conseguenza quando ricevono alprazolam. Alprazolam può essere soggetto ad abuso. Sono stati segnalati decessi correlati al sovradosaggio quando vi è un abuso di alprazolam con altri agenti deprimenti del SNC, inclusi oppioidi, altre benzodiazepine e alcol. Questi rischi devono essere presi in considerazione quando si prescrive e si dispensa alprazolam. Questi rischi devono essere presi in considerazione al momento della prescrizione o della dispensazione. Per ridurre al minimo questi rischi si deve utilizzare la dose appropriata più bassa possibile e (vedere paragrafi 4.2, 4.8 e 4.9).

Sintomi da astinenza Una volta che la dipendenza fisica si è sviluppata, l’interruzione brusca del trattamento sarà accompagnata da sintomi da astinenza. Questi possono consistere in cefalea, dolori muscolari, ansia estrema, stati di tensione, irrequietezza, confusione ed irritabilità. Nei casi gravi possono manifestarsi i

Pag. 3 seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolio delle estremità, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o convulsioni epilettiche, (vedere paragrafi 4.2 e 4.8).

Fenomeni di rimbalzo Allo stesso modo, se il trattamento a breve termine viene interrotto improvvisamente, p verificarsi fenomeni transitori, da rimbalzo con i sintomi che hanno portato al trattamento con benzodiazepine che possono ripresentarsi in forma aggravata. Tali fenomeni possono essere accompagnati da sono instabilità dell’umore, stati d’ansia o disturbi del sonno e irrequietezza. I fenomeni di rimbalzo possono anche manifestarsi come reazioni fisiche e psichiche pericolose, come crisi convulsive e psicosi sintomatiche (per esempio, delirio da astinenza). Poiché il rischio di sintomi da astinenza o da rimbalzo è maggiore dopo la sospensione brusca del trattamento, si suggerisce di interrompere il trattamento con una riduzione graduale del dosaggio.

Durata del trattamento La durata del trattamento deve essere la più breve possibile e non oltre 2-4 settimane (vedere paragrafo 4.2). Un eventuale prolungamento del trattamento, non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della situazione clinica.

All’inizio del trattamento può essere opportuno informare il paziente che il trattamento è di durata limitata nel tempo e spiegare esattamente come la dose verrà diminuita. gradualmente Ci sono evidenze che suggeriscono che, quando si usano benzodiazepine a breve durata d’azione, i sintomi di astinenza possono verificarsi entro l’intervallo di dose, soprattutto a dosi elevate. Quando si utilizzano benzodiazepine a lunga durata d’azione, è importante informare il paziente che non deve passare a una benzodiazepina a breve durata d’azione, poiché potrebbero verificarsi sintomi di astinenza.

Amnesia Le benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda; la condizione si verifica nella maggior parte dei casi diverse ore dopo l’assunzione del medicinale. Ciò significa che, dopo l’assunzione del medicinale, i pazienti possono compiere azioni che in seguito non riescono a ricordare.

Questo rischio aumenta con il livello della dose e può essere ridotto da un sonno ininterrotto di sufficiente durata (7-8 ore).

Reazioni psichiatriche e ‘paradosse’ Soprattutto nei pazienti anziani o nei bambini, con l’uso di benzodiazepine possono verificarsi reazioni psichiatriche e effetti paradossi come irrequietezza, eccitabilità, irritabilità, aggressività, idee deliranti, rabbia, incubi, allucinazioni, psicosi, comportamento inappropriato e altri disturbi comportamentali. In tali casi, l’uso del medicinale deve essere interrotto.

Tolleranza Dopo una somministrazione orale ripetuta di benzodiazepine per alcune settimane, può verificarsi una perdita di efficacia (tolleranza).

Depressione e ideazione suicida Le benzodiazepine e le sostanze simili alle benzodiazepine non devono essere prescritte da sole per il trattamento della depressione, in quanto possono precipitare o aumentare il rischio di suicidio. L’alprazolam deve essere usato con cautela e deve essere prescritto in quantità limitata nei pazienti con segni e sintomi di disturbo depressivo o tendenze suicide.

Pag. 4 Episodi di ipomania e mania sono stati riportati in associazione all’uso di alprazolam in pazienti con depressione.

Psicosi Le benzodiazepine non sono raccomandate per il trattamento primario delle psicosi.

Popolazioni speciali Pazienti anziani e debilitati Le benzodiazepine e i prodotti correlati devono essere usati con cautela nei pazienti anziani, a causa del rischio di sedazione e/o debolezza muscolo-scheletrica che può portare a cadute, spesso con conseguenze gravi in questa popolazione. Si raccomanda di seguire il principio generale di utilizzare la dose minima efficace, soprattutto nei pazienti anziani e/o debilitati, per evitare lo sviluppo di atassia o sovrasedazione.

Compromissione renale o epatica In caso di compromissione renale o di compromissione epatica lieve o moderata, si raccomanda cautela e la dose deve essere ridotta se necessario. I pazienti con severa compromissione epatica non devono essere trattati con benzodiazepine, poiché ciò aumenta il rischio di encefalopatia.

Insufficienza respiratoria Egualmente, una dose più bassa è raccomandata per i pazienti con insufficienza respiratoria cronica, , dato il rischio di depressione respiratoria.

Storia di abuso da alcool o farmaci Le benzodiazepine devono essere usate con estrema attenzione in pazienti con una storia di abuso di alcolici o farmaci (vedere paragrafo 4.5).

Eccipienti Lattosio I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Sodio Questo prodotto medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘‘senza sodio’’.

Sodio benzoato Questo prodotto medicinale contiene 0,12 mg di sodio benzoato in ogni compressa.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Interazioni farmacodinamiche Alcol Le benzodiazepine producono un effetto additivo quando il medicinale è assunto in concomitanza con l’alcol. Pertanto l’assunzione concomitante con alcol non è raccomandata. La combinazione con l’alcol potenzia l’effetto sedativo dell’alprazolam.

Medicinali psicotropi

Pag. 5 L’alprazolam deve essere usato con cautela se associato ad altri depressori del SNC. Può verificarsi un potenziamento dell’effetto depressivo centrale e le benzodiazepine producono un effetto additivo quando vengono co-somministrate con altri depressori del SNC o medicinali psicotropi, come antipsicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, antidepressivi, analgesici narcotici (ad es. oppioidi), antiepilettici, anestetici e antistaminici sedativi.

Tuttavia, quando l’alprazolam viene assunto in combinazione con analgesici narcotici, può verificarsi un potenziamento dell’euforia che può portare a un aumento della dipendenza psichica.

Clozapina

Con la clozapina vi è un aumento del rischio di arresto respiratorio e/o cardiaco.

Oppioidi L’uso concomitante di medicinali sedativi come le benzodiazepine o medicinali correlati come l’alprazolam con gli oppioidi aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto depressivo addizionale sul SNC. Il dosaggio e la durata dell’uso concomitante devono essere limitati (vedere paragrafo 4.4).

Occorre prestare particolare cautela con i medicinali che provocano depressione respiratoria, come gli oppioidi (analgesici, sedativi della tosse o terapia sostitutiva). Questo aspetto è particolarmente importante per gli anziani

Interazioni farmacocinetiche Inibitori del CYP3A4 Possono verificarsi interazioni farmacocinetiche quando l’alprazolam viene somministrato con altri medicinali che inibiscono l’enzima epatico CYP3A4 aumentando i livelli plasmatici di alprazolam.

Alprazolam deve quindi essere usato con cautela nei pazienti che assumono questi medicinali e può essere necessaria una riduzione della dose in caso di uso concomitante di tali medicinali.

L’itraconazolo, un potente inibitore del CYP3A4, aumenta l’AUC e prolunga l’emivita di eliminazione dell’alprazolam. In uno studio in cui a volontari sani sono stati somministrati 200 mg/die di itraconazolo e 0,8 mg di alprazolam, l’AUC è risultata aumentata di due-tre volte e l’emivita di eliminazione è stata prolungata a circa 40 ore. Sono state osservate anche alterazioni della funzione psicomotoria influenzate dall’alprazolam. L’itraconazolo può potenziare gli effetti depressivi sul SNC dell’alprazolam e la sospensione dell’itraconazolo può attenuare l’efficacia terapeutica dell’alprazolam.

L’uso concomitante con potenti inibitori del CYP3A4 come itraconazolo, ketoconazolo, posaconazolo, voriconazolo, inibitori della proteasi dell’HIV non è raccomandato. Tuttavia, se si ritiene necessario l’uso concomitante di alprazolam e di un potente inibitore del CYP3A4, la dose di alprazolam deve essere ridotta alla metà o a un terzo.

Il trattamento con fluvoxamina prolunga l’emivita di alprazolam da 20 ore a 34 ore e raddoppia la concentrazione di alprazolam nel plasma. In caso di uso combinato, si raccomanda di dimezzare la dose di alprazolam.

La fluoxetina ha un moderato effetto inibitorio sul metabolismo dell’alprazolam, con conseguente

Pag. 6 aumento delle concentrazioni plasmatiche. Durante l’uso concomitante, gli effetti psicomotori dell’alprazolam sono quindi intensificati. Può essere necessario un aggiustamento della dose.

L’eritromicina inibisce il metabolismo dell’alprazolam. La concentrazione di alprazolam nel plasma aumenta di circa il 50%. La combinazione può richiedere un aggiustamento della dose.

Altri inibitori del CYP3A4 che ci si aspetta possano aumentare la concentrazione plasmatica di alprazolam sono claritromicina, telitromicina, diltiazem e fluconazolo. Può essere necessaria una riduzione della dose.

La cimetidina riduce la clearance dell’alprazolam e potrebbe intensificarne l’effetto. La rilevanza clinica dell’interazione non è ancora stata determinata.

Induttori del CYP3A4 Poiché l’alprazolam è metabolizzato dal CYP3A4, gli induttori di questo enzima possono aumentare il metabolismo dell’alprazolam. Le interazioni tra gli inibitori della proteasi dell’HIV (ad esempio, ritonavir) e alprazolam sono complesse e tempo-dipendenti. Basse dosi di ritonavir a breve termine hanno determinato una forte riduzione della clearance di alprazolam, prolungandone l’emivita di eliminazione e potenziando gli effetti clinici. Tuttavia, dopo un’esposizione prolungata al ritonavir, l’induzione del CYP3A compensa questa inibizione. Questa interazione richiede un aggiustamento della dose o l’interruzione di alprazolam.

I pazienti in trattamento concomitante con alprazolam e teofillina presentano una concentrazione plasmatica di alprazolam significativamente più bassa rispetto ai pazienti trattati solo con alprazolam, probabilmente causato dal metabolismo indotto. Il significato clinico di questa interazione non è ancora stato determinato.

La carbamazepina sembra indurre il metabolismo dell’alprazolam portando ad una riduzione dell’effetto. Il significato clinico di questa interazione non è ancora stato determinato. Effetti simili possono essere previsti con la somministrazione concomitante di rifampicina o di erba di San Giovanni.

Effetto dell’alprazolam sulla farmacocinetica di altri medicinali È stato segnalato un aumento dei livelli plasmatici di digossina con l’uso concomitante di 1 mg di alprazolam al giorno, in particolare negli anziani (>65 anni). Pertanto, i pazienti che ricevono alprazolam e digossina in concomitanza devono essere attentamente monitorati per rilevare segni e sintomi di tossicità da digossina.

Il paziente deve essere preparato a un aumento dell’effetto miorilassante (rischio di cadute) quando alprazolam viene usato durante la terapia con un miorilassante, soprattutto all’inizio del trattamento.

La concentrazione plasmatica di imipramina e del suo metabolita desmetilimipramina può aumentare del 30% in caso di somministrazione concomitante con alprazolam a causa dell’inibizione del metabolismo.

Effetto di altri medicinali sulla farmacocinetica di alprazolam Le seguenti combinazioni devono essere evitate:

Pag. 7 Destropropossifene può inibire il metabolismo/ridurre la clearance dell’alprazolam con conseguente aumento della concentrazione plasmatica dell’alprazolam e quindi un potenziamento dell’effetto dell’alprazolam. Il trattamento concomitante con destropropossifene deve essere evitato.

Nefazodone inibisce l’ossidazione dell’alprazolam mediata dal CYP3A4, con conseguente raddoppio della concentrazione plasmatica dell’alprazolam e rischio di intensificazione degli effetti sul SNC. In associazione, si raccomanda pertanto di ridurre la dose di alprazolam a metà della dose.

Interazioni che devono essere prese in considerazione nel caso in cui sia necessario un aggiustamento della dose:

Contraccettivi: le pillole contraccettive possono inibire il metabolismo delle benzodiazepine, compresa l’ossidazione dell’alprazolam, con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche e un potenziamento dell’effetto dell’alprazolam.

Omeprazolo: può inibire il metabolismo dell’alprazolam con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche e potenziamento dell’effetto dell’alprazolam.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non è possibile una valutazione del rischio di malformazioni e degli effetti sullo svilupp post-natale e del comportamento nell’uomo, a causa del numero limitato di casi e all’insufficiente documentazione.

Una grande quantità n di dati basati su studi di coorte indicano che l’esposizione alle benzodiazepine all’inizio della gravidanza (primo trimestre) non è associata ad un aumento del rischio di malformazioni gravi. Tuttavia alcuni studi epidemiologici caso-controllo hanno evidenziato un aumentato rischio di palatoschisi. I dati indicano che, dopo esposizione materna alle benzodiazepine, il rischio di avere un bambino con palatoschisi dopo esposizione materna alle benzodiazepine è inferiore a 2 casi su 1 000, rispetto alla frequenza di circa 1 caso su 1 000 per tali difetti nella popolazione generale.

Il trattamento con benzodiazepine ad alte dosi, durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza, tende a diminuire i movimenti fetali e ad una variabilità del ritmo cardiaco fetale.

Sono stati riportati casi di malformazioni e ritardo mentale in bambini esposti prima della nascita a overdose e intossicazione da benzodiazepine.

Se, per ragioni mediche, il trattamento viene somministrato anche a dosi basse, durante l’ultimo periodo della gravidanza o durante il travaglio, possono verificarsi sul neonato effetti come ipotonia assiale, riduzione del tono muscolare e scarso riflesso di suzione che portano a un minore aumento di peso (sindrome “floppy infant”). Questi sintomi sono reversibili ma possono durare da 1 a 3 settimane, a seconda dell’emivita del medicinale.

Ad alte dosi, possono apparire insufficienza respiratoria o arresto respiratorio ed ipotermia nei neonati. Inoltre, i sintomi di astinenza come ipereccitabilità, agitazione e tremore possono essere osservati pochi giorni dopo la nascita, anche se non viene osservata la sindrome “floppy infant”. La comparsa di sintomi di astinenza dopo la nascita dipende dall’emivita della sostanza.

Alprazolam non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna Pag. 8 non richiedano il trattamento con alprazolam.

Se alprazolam viene utilizzato durante la gravidanza, o se la paziente rimane incinta durante l’assunzione di alprazolam, la paziente deve essere informata del potenziale pericolo per il feto. Se il trattamento con Alprazolam Grindeks dovesse essere necessario durante l’ultima fase della gravidanza, o durante il travaglio, devono essere evitate alte dosi e devono essere monitorati i sintomi di astinenza e/o la sindrome “floppy infant” nei neonati.

Allattamento

Piccole quantità di alprazolam vengono escrete nel latte materno, in cui si accumula. Alprazolam Grindeks non deve dunque essere usato durante l’allattamento. Se durante l’allattamento sono indicati dosaggi ripetuti o elevati di Alprazolam Grindeks, è necessario lo svezzamento.

I neonati metabolizzano le benzodiazepine molto più lentamente degli adulti.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

L’alprazolam influisce notevolmente sulla capacità di guidare e di utilizzare macchinari. Sedazione, amnesia, ridotta capacità di concentrazione e alterazione della funzione muscolare possono avere un effetto negativo sulla capacità di guidare o di usare macchinari. Questo vale soprattutto all’inizio della terapia, dopo l’aumento della dose, dopo un sonno di durata insufficiente e in combinazione con alcol o altri depressori del SNC (vedere paragrafo 4.5).

04.8 Effetti indesiderati

A seconda della sensibilità individuale del paziente e della dose assunta, possono verificarsi le seguenti reazioni avverse, soprattutto all’inizio della terapia:

appiattimento emotivo, instabilità nei movimenti e nell’andatura (rischio di cadute, soprattutto nei pazienti anziani), disturbi visivi, effetti postumi il giorno successivo (stordimento, ridotta reattività, ecc.), disturbi del sistema nervoso autonomo (disfunzione vescicale).

Di norma, questi sintomi si attenuano con l’uso ripetuto.

Raramente, può verificarsi depressione respiratoria, soprattutto durante la notte.

Le seguenti categorie sono utilizzate per esprimere la frequenza delle reazioni avverse:

Molto Comune Non comune Raro Molto raro Non nota comune (≥1/100, <1/10) (≥1/1 000, (≥1/10 000, (<1/10 000) (non può essere (≥1/10) <1/100) <1/1 000) definita sulla in base ai dati disponibili) Patologie endocrine

Iperprolattinemia*

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Appetito ridotto

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Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1 000, <1/100) Raro (≥1/10 000, <1/1 000) Molto raro (<1/10 000) Non nota (non può essere definita sulla in base ai dati disponibili)
Disturbi psichiatrici
Depressione Confusione, disorientamento, diminuzione della libido ansia, insonnia, nervosismo, aumento della libido* Mania* (vedere paragrafo 4.4), allucinazioni*, paura*, agitazione*, dipendenza da farmaco Ipomania*, aggressività*, comportamento ostile*, pensieri anormali*, irrequietezza psicomotoria *, abuso di farmaco*
Patologie del sistema nervoso
Sedazione, sonnolenza, atassia, disturbi della memoria, disartria, capogiro cefalea. Coordinazione compromessa, equilibrio alterato, deficit di attenzione, ipersonnia, letargia, tremore Amnesia Disturbi del sistema nervoso autonomo *, distonia*
Patologie dell’occhio
Visione offuscata
Patologie gastrointestinali
Stipsi, bocca secca Nausea Vomito Disturbi gastrointestinali *
Patologie epatobiliari
Epatite*, funzionalità epatica compromessa,* Ittero*
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Dermatite* Angioedema*, reazioni di fotosensibilizzazione*
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Debolezza muscolare
Patologie renali e urinarie
Incontinenza urinaria * Ritenzione urinaria*

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Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1 000, <1/100) Raro (≥1/10 000, <1/1 000) Molto raro (<1/10 000) Non nota (non può essere definita sulla in base ai dati disponibili)
Patologie del sistema riproduttivo e della mammella
Disfunzione sessuale* Disordini mestruali*
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Stanchezza, irritabilità Sindrome da astinenza da farmaci * Edema periferico*
Esami diagnostici
Cambiamenti del peso Aumento della pressione intraoculare*

* reazioni avverse identificate post-marketing

Dipendenza e sintomi da astinenza L’uso delle benzodiazepine (anche a dosi terapeutiche) può portare allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica; la sospensione della terapia può provocare sintomi di astinenza o di rimbalzo. (Vedere paragrafo 4.4). I sintomi dell’astinenza possono variare da una lieve disforia e insonnia ad una sindrome maggiore, che può includere crampi addominali e muscolari, vomito, sudorazione, tremore e convulsioni.

È stato riportato abuso di benzodiazepine (vedere paragrafo 4.4).

Amnesia Le benzodiazepine possono causare amnesia anterograda (vuoti di memoria per un periodo successivo all’ingestione) (vedere paragrafo 4.4).

Reazioni psichiatriche e “paradosse” Soprattutto nei pazienti anziani o nei bambini, con l’uso di benzodiazepine possono verificarsi reazioni psichiatriche e “paradosse”, come irrequietezza, eccitabilità, irritabilità, aggressività, deliri, rabbia, incubi, allucinazioni, psicosi, comportamento inappropriato e altri disturbi comportamentali. In questi casi, il trattamento con questo medicinale deve essere interrotto.

Depressione Durante l’uso di benzodiazepine può essere smascherato uno stato di depressione pre-esistente (vedere paragrafo 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

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04.9 Sovradosaggio

Sintomi Come per altre benzodiazepine, una dose eccessiva di alprazolam non dovrebbe costituire un rischio per la vita a meno che non sia assunta in concomitanza con altri depressivi del SNC (tra cui gli oppiacei, altre benzodiazepine e alcol).

Nella gestione di un sovradosaggio deve essere sempre tenuto in considerazione che possono essere stati assunti più farmaci contemporaneamente (intossicazione da farmaci in combinazione).,

Una dose eccessiva di benzodiazepine, incluso alprazolam, in genere si manifesta con depressione del sistema nervoso centrale di intensità variabile, dalla sonnolenza al coma. Nei casi meno gravi, i sintomi comprendono sonnolenza, linguaggio indistinto, confusione mentale e letargia, nei casi più gravi i sintomi comprendono atassia, ipotonia, ipotensione, depressione respiratoria, raramente coma e molto raramente anche morte .

Tossicità I livelli ematici di alprazolam riportati per le intossicazioni umane mortali sono estremamente variabili. Le concentrazioni plasmatiche tossiche di alprazolam variano tra 0,1 e 0,4 μg/mL, mentre alcuni rapporti riportano che la concentrazione ematica post mortem di alprazolam variava da 2,1 a 2,3 μg/mL.

Gestione Il trattamento principale per l’overdose acuta di alprazolam è la terapia di supporto, che può includere il mantenimento di una via aerea adeguata, il monitoraggio delle funzioni respiratorie e circolatorie. È necessario fornire un accesso endovenoso (EV) per i liquidi. I pazienti con segni di intossicazione più lievi e ancora coscienti devono essere lasciati dormire sotto osservazione medica. Se il paziente è cosciente, si può somministrare carbone attivo entro un’ora dall’ingestione del medicinale per ridurne l’assorbimento, ma occorre considerare il rapporto beneficio/rischio (a causa del rischio di aspirazione). La diuresi forzata o l’emodialisi non sono utili.

Nei casi più gravi, il flumazenil (un antagonista specifico delle benzodiazepine) può essere utilizzato come coadiuvante nella gestione delle funzioni respiratorie associate al sovradosaggio. Il flumazenil può aumentare il rischio di convulsioni.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Ansiolitici, derivati delle benzodiazepine, Codice ATC: N05BA12 Alprazolam è una sostanza psicotropa appartenente alla classe delle 1,4-triazolobenzodiazepine e si lega con elevata affinità a specifici recettori benzodiazepinici nel SNC. L’alprazolam potenzia l’effetto inibitorio della trasmissione GABAergica su vari gruppi neurali. Ne derivano proprietà che sopprimono la tensione, l’agitazione e l’ansia, nonché effetti sedativi e ipnotici. Inoltre, l’alprazolam dimostra proprietà rilassanti per i muscoli e anticonvulsive.

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05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione orale, alprazolam viene assorbito bene e rapidamente. Dopo 1-2 ore dall’ingestione viene raggiunta la concentrazione massima nel plasma. La biodisponibilità dell’alprazolam è dell’80%.

Distribuzione Alprazolam si lega alle proteine plasmatiche per circa il 70-80%.

Il volume medio di distribuzione è compreso tra 1,0 e 1,2 L/kg ed è significativamente maggiore nei pazienti obesi.

Biotrasformazione Oltre all’alprazolam non metabolizzato (circa il 20%), vengono escreti come principali metaboliti l’alfaidrossialprazolam (circa il 17%) e un derivato del benzofenone. Inoltre, sono stati identificati molti altri metaboliti. L’attività farmacologica dell’alfaidrossialprazolam è di circa il 50% rispetto all’alprazolam. Il derivato benzofenonico non mostra alcuna attività farmacologica. A causa della loro bassa concentrazione, è probabile che i metaboliti contribuiscano scarsamente all’effetto terapeutico.

L’alprazolam attraversa la barriera placentare e viene secreto con il latte materno.

Eliminazione L’emivita di eliminazione dopo singola somministrazione è compresa tra 12 e 15 ore. L’emivita dei due principali metaboliti è nello stesso range di quella dell’alprazolam. Circa il 20% della dose viene escreto immutato attraverso i reni.

Farmacocinetica in popolazioni speciali Anziani L’emivita di eliminazione può essere prolungata nei pazienti anziani di sesso maschile.

Compromissione renale Poiché il rene rappresenta il principale organo escretore, è prevedibile un prolungamento dell’emivita di eliminazione in caso di compromissione della funzionalità renale.

Compromissione epatica In caso di disfunzione epatica, è prevedibile un ritardo nel metabolismo del principio attivo e un prolungamento dell’emivita di eliminazione.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

In seguito alla somministrazione di alprazolam per oltre 24 mesi, è stata evidenziata una tendenza all’aumento dose-dipendente della cataratta nelle femmine di ratto e delle vascolarizzazioni corneali nei ratti maschi. In uno studio di tossicità cronica (12 mesi) sui cani, si sono verificate convulsioni epilettiche ad alte dosi orali, che si sono rivelate fatali in alcuni animali. La rilevanza per l’uomo non è chiara.

Gli studi sulla mutagenicità dell’alprazolam sono risultati negativi. Studi a lungo termine su ratti e topi non hanno mostrato alcuna indicazione di un potenziale tumorigenico dell’alprazolam.

Pag. 13 Negli animali da esperimento non è stata riscontrata alcuna compromissione della fertilità maschile e femminile, sebbene sia stato dimostrato il passaggio placentare dell’alprazolam negli esperimenti sugli animali. In studi su ratti e conigli sono stati osservati effetti embrioletali e malformazioni scheletriche dopo dosi molto elevate. Non sono disponibili dati sullo sviluppo peri- e postnatale dopo la somministrazione di alprazolam. Tuttavia, vi sono indicazioni di disturbi comportamentali nella prole di roditori esposti all’alprazolam.

Gli studi sugli animali condotti con l’alprazolam hanno evidenziato una tossicità riproduttiva.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina (E460) Amido di mais, pregelatinizzato Sodio docusato Sodio benzoato (E211) Magnesio stearato (E572) Silice colloidale anidra (E551) Ossido di ferro rosso (E172) (solo compresse da 0.5 mg) Indaco Carminio (E132) (solo compresse da 1 mg)

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

Compresse da 0.25 mg: 18 mesi Compresse da 0.5 mg: 2 anni Compresse da 1 mg: 2 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 25C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Confezioni blister in OPA/Alu/PVC//Alu contenenti: 10, 20, 30, 50, 60 o 100 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Nessun requisito particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Pag. 14 AS GRINDEKS Krustpils iela 53, Rīga, LV-1057, Lettonia Telefono : +371 67083205 e-mail: [email protected]

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

051242016 – “0,25 MG COMPRESSE” 10 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242028 – “0,25 MG COMPRESSE” 20 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242030 – “0,25 MG COMPRESSE” 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242042 – “0,25 MG COMPRESSE” 50 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242055 – “0,25 MG COMPRESSE” 60 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242067 – “0,25 MG COMPRESSE” 100 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242079 – “0,5 MG COMPRESSE” 10 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242081 – “0,5 MG COMPRESSE” 20 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242093 – “0,5 MG COMPRESSE” 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242105 – “0,5 MG COMPRESSE” 50 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242117 – “0,5 MG COMPRESSE” 60 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242129 – “0,5 MG COMPRESSE” 100 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242131 – “1 MG COMPRESSE” 10 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242143 – “1 MG COMPRESSE” 20 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242156 – “1 MG COMPRESSE” 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242168 – “1 MG COMPRESSE” 50 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242170 – “1 MG COMPRESSE” 60 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL 051242182 – “1 MG COMPRESSE” 100 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC-AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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