Efferalcaps: Scheda tecnica e prescrivibilità

Efferalcaps - Paracetamolo - Trattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato e/o delle condizioni febbrili. EFFERALCAPS è indicato negli adult ...

Efferalcaps

Efferalcaps (Paracetamolo)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Efferalcaps: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Efferalcaps

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

EFFERALCAPS 1000 mg, capsule rigide

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Paracetamolo 1000 mg per ogni capsula rigida

Eccipiente con effetti noti: azorubina/carmoisina (E122). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Capsula rigida di colore rosso.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato e/o delle condizioni febbrili. EFFERALCAPS è indicato negli adulti e negli adolescenti di peso corporeo pari o superiore a 50 kg (di età pari o superiore a 15 anni).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Questa formulazione contiene 1000 mg (1g) di paracetamolo in ogni capsula rigida: non assumere due capsule rigide in un’unica somministrazione. In generale, paracetamolo deve essere usato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile.

Età Dose per Intervallo di Dose giornaliera
somministrazione somministrazione massima
Adulti 1000 mg (1 capsula rigida) minimo 4 ore 3000 mg (3 capsule rigide)

Di solito non è necessario eccedere 3 g di paracetamolo al giorno, ovvero 3 capsule rigide al giorno. Tuttavia in casi di dolore più intenso, in assenza di fattori di rischio concomitanti e solo su consiglio medico, la posologia può essere aumentata a 4 g al giorno, ovvero 4 capsule rigide al giorno (dose massima). Per evitare il rischio di sovradosaggio, prendere in considerazione tutti i medicinali (contenenti paracetamolo) assunti, compresi quelli ottenuti senza prescrizione medica (vedere paragrafi 4.4 e 4.9).

Popolazione pediatrica

Adolescenti di peso superiore o uguale a 50 kg (di età pari o superiore a 15 anni):

Età e peso Dose per Intervallo di Dose giornaliera
somministrazione somministrazione massima
Adolescenti ≥50 kg (di età pari o superiore a 15 anni) 1000 mg (1 capsula rigida) minimo 4 ore 3000 mg (3 capsule rigide)

Bambini di peso inferiore a 50 kg (o di età inferiore a 15 anni): devono essere utilizzati medicinali a base di paracetamolo a dosaggi più bassi.

Durata di trattamento Se il dolore persiste per più di 5 giorni, la febbre per più di 3 giorni, o il dolore o la febbre peggiorano oppure compaiono altri sintomi, è necessario valutare la situazione clinica.

Popolazioni speciali La dose massima giornaliera totale non deve superare i 60 mg/kg/giorno (non più di 3 g/giorno), nelle seguenti situazioni:

  • adulti di peso inferiore a 50 kg,
  • adolescenti di peso pari o superiore a 50 kg (di età pari o superiore a 15 anni)

Pazienti con insufficienza renale In caso di insufficienza renale e salvo diverso parere medico, si raccomanda di ridurre la dose e di aumentare l’intervallo minimo tra 2 dosi, in base alla tabella seguente:

Velocità di filtrazione Intervallo di
glomerulare somministrazione
Dose giornaliera massima
10-50 mL/min 6 ore 3000 mg (3g)/giorno
<10 mL/min 8 ore 2000 mg (2g)/giorno

Pazienti con compromissione epatica Nei pazienti con compromissione epatica, la dose deve essere ridotta o l’intervallo tra le somministrazioni prolungato. In particolare, in questi pazienti la dose massima giornaliera di paracetamolo non deve superare i 2 g nei seguenti casi:

  • adulti di peso inferiore a 50 kg
  • epatopatia attiva cronica o compensata, in particolare quelli con insufficienza epatica da lieve

a moderata

  • sindrome di Gilbert (iperbilirubinemia familiare)
  • alcolismo cronico
  • malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico)
  • disidratazione

Pazienti anziani L’esperienza clinica indica che la posologia raccomandata negli adulti è generalmente appropriata. Tuttavia, è necessario prendere in considerazione i fattori di rischio concomitanti, alcuni dei quali si verificano più frequentemente nella popolazione anziana e richiedono un aggiustamento della dose. La dose totale di paracetamolo non deve superare 3 g/giorno.

Modo di somministrazione

Uso orale. Le capsule rigide devono essere deglutite intere con una bevanda (per esempio acqua, latte, succo di frutta).

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Avvertenze speciali In ragione del dosaggio di paracetamolo in ciascuna capsula rigida (1000 mg), questa formulazione non è adatta per bambini di peso corporeo inferiore a 50 kg (o di età inferiore a 15 anni). Per evitare il rischio di sovradosaggio

  • controllare che nella composizione degli altri medicinali (medicinali ottenuti con o senza

prescrizione) non sia presente paracetamolo,

  • attenersi alle dosi massime raccomandate.

Paracetamolo può causare reazioni cutanee gravi. I pazienti devono essere informati circa i segni precoci di queste gravi reazioni cutanee e circa l’insorgenza di un’eruzione cutanea o di qualsiasi altro segno di ipersensibilità che richiedono la sospensione del trattamento.

Precauzioni di impiego Fattori di rischio per patologie epatiche Si consiglia cautela in presenza dei seguenti fattori di rischio che possono abbassare la soglia di tossicità epatica. La dose deve essere adattata e la dose massima giornaliera non deve assolutamente essere superata in questi pazienti (vedere paragrafo 4.2):

  • peso corporeo <50 kg,
  • insufficienza epatocellulare da lieve a moderata,
  • insufficienza renale,
  • sindrome di Gilbert (ittero familiare non emolitico);
  • alcolismo cronico,
  • deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) (che può portare ad anemia emolitica),
  • trattamento concomitante con farmaci che influenzano la funzionalità epatica (ad esempio

farmaci potenzialmente epatotossici o induttori dell’enzima citocromo P450, come fenobarbital, feniotina, carbamazepina, topiramato, rifampicina).

  • basse riserve o carenza di glutatione epatico (per esempio malnutrizione cronica, digiuno,

dimagrimento recente, anoressia, cachessia),

  • disidratazione,
  • pazienti anziani.

È sconsigliato il consumo di bevande alcoliche durante il trattamento con il paracetamolo.

In caso di diagnosi di epatite virale acuta, il trattamento deve essere interrotto.

Nei bambini e negli adolescenti trattati con 60 mg/kg/giorno di paracetamolo, l’associazione con un altro antipiretico non è giustificata, se non in caso di inefficacia.

In caso di uso prolungato, a dosi elevate o non corretto di analgesici in pazienti con cefalea cronica, la cefalea può aumentare o peggiorare. Questi mal di testa non devono essere trattati con un aumento della dose di questo medicinale. In questi casi, l’uso di analgesici deve essere interrotto su consiglio del medico. Sono stati segnalati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato (HAGMA, high anion gap metabolic acidosis) dovuta ad acidosi piroglutamica in pazienti con malattie gravi, quali con grave compromissione renale e sepsi o malnutrizione e altre fonti di carenza di glutatione (ad es. alcolismo cronico) che sono stati trattati con paracetamolo a dose terapeutica per un periodo prolungato o con un’associazione di paracetamolo e flucloxacillina. Se si sospetta HAGMA a causa di acidosi piroglutamica, si raccomanda l’immediata interruzione di paracetamolo e un attento monitoraggio. La misurazione della 5-oxoprolina urinaria può essere utile per identificare l’acidosi piroglutamica come causa sottostante di HAGMA in pazienti con molteplici fattori di rischio.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per capsula, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

Questo medicinale contiene un colorante azoico (E122 azorubina/carmoisina) che può causare reazioni allergiche.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Combinazioni che richiedono precauzioni d’uso

  • Probenecid

L’assunzione di probenecid inibisce il legame del paracetamolo con l’acido glucuronico, determinando una riduzione della clearance del paracetamolo di circa 2 volte. Nei pazienti che assumono contemporaneamente probenecid, la dose di paracetamolo deve essere ridotta.

  • Salicilamide

Salicilamide può prolungare l’emivita di eliminazione (t½) del paracetamolo.

  • Induttori enzimatici e alcol

Il paracetamolo viene metabolizzato principalmente nel fegato. Alcuni metaboliti del paracetamolo sono epatotossici e la somministrazione concomitante con potenti induttori enzimatici può quindi portare a reazioni epatotossiche, soprattutto quando si utilizzano dosi elevate di paracetamolo. I potenti induttori enzimatici includono, ma non solo, barbiturici (ad esempio, fenobarbital e primidone), isoniazide, carbamazepina, fenitoina, rifampicina, etanolo e alcuni anticonvulsivanti.

  • Fenitoina

I pazienti in terapia con fenitoina devono evitare dosi elevate e/o croniche di paracetamolo. I pazienti devono essere monitorati per evidenziare epatotossicità.

  • Zidovudina

La somministrazione concomitante di paracetamolo e zidovudina aumenta la tendenza alla neutropenia. Questo medicinale deve pertanto essere co-somministrato con la zidovudina solo su consiglio medico.

  • Colestiramina

La somministrazione concomitante di colestiramina riduce l’assorbimento del paracetamolo e pertanto non deve essere somministrata entro un’ora dalla somministrazione di paracetamolo.

Il paracetamolo aumenta i livelli plasmatici di acido acetilsalicilico.

  • Cloramfenicolo

La somministrazione concomitante con cloramfenicolo può indurre un aumento dell’emivita del paracetamolo, con il rischio di elevarne la tossicità.

  • Diuretici dell’ansa

gli effetti dei diuretici possono essere ridotti, poiché il paracetamolo può ridurre l’escrezione renale di prostaglandine e l’attività della renina plasmatica.

  • Propranololo

aumenta i livelli plasmatici del paracetamolo, a causa della possibile inibizione del metabolismo epatico.

  • Flucoxacillina

Si deve usare cautela quando paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina in quanto l’assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato a causa di acidosi piroglutamica, in particolare in pazienti con fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4).

  • L’assunzione contemporanea di medicinali che accelerano lo svuotamento gastrico, come la

metoclopramide, accelera l’assorbimento e l’inizio dell’effetto del paracetamolo.

  • L’assunzione contemporanea di medicinali che rallentano lo svuotamento dello stomaco, può

ritardare l’assorbimento e l’insorgenza dell’effetto del paracetamolo.

Interazioni che richiedono precauzioni d’uso L’assunzione ripetuta di paracetamolo per più di una settimana, potenzia l’effetto degli anticoagulanti, in particolare del warfarin. Pertanto, la somministrazione a lungo termine di paracetamolo in pazienti in trattamento con anticoagulanti deve avvenire solo sotto controllo medico. L’uso concomitante di paracetamolo con cumarinici, incluso il warfarin, può portare a leggere variazioni dei valori di INR. In questo caso, è necessario un maggiore monitoraggio dei valori INR durante il periodo di uso concomitante con paracetamolo e per una settimana dopo l’interruzione del trattamento. L’assunzione occasionale di paracetamolo non ha effetti significativi sulla tendenza al sanguinamento.

Interazioni con esami diagnostici Il paracetamolo può interferire con la determinazione dell’uricemia nel sangue mediante il metodo dell’acido fosfotungstico e con i test della glicemia mediante il metodo della glucosio-ossidasiperossidasi.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza Una grande quantità di dati sulle donne in gravidanza non indicano né tossicità malformativa, né fetale/neonatale. Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza, tuttavia dovrebbe essere usato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la più bassa frequenza possibile.

Allattamento Dopo la somministrazione, il paracetamolo passa in piccole quantità nel latte materno. È stato riportato rash nei bambini allattati con latte materno. A dosi terapeutiche, la somministrazione di questo medicinale è considerata compatibile con l’allattamento con latte materno.Deve, comunque, essere usata cautela nel somministrare EFFERALCAPS alle donne che allattano.

Fertilità Dato il potenziale meccanismo d’azione sulla ciclossigenasi e sulla sintesi delle prostaglandine, il paracetamolo può alterare la fertilità femminile attraverso un effetto sull’ovulazione che è reversibile con la sospensione del trattamento. Effetti sulla fertilità maschile sono stati osservati in uno studio condotto su animali. La rilevanza di tali effetti nell’uomo non è nota.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

EFFERALCAPS non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono elencati in base alla classificazione per sistemi e organi. Le frequenze sono definite come segue:

Molto comune (≥ 1/10); Comune (≥ 1/100, <1/10); Non comune (≥ 1/1.000, <1/100); Rara (≥ 1/10.000, <1/1.000); Molto rara (<1/10.000); Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi ed organi Raro ( 1/10,000 to < 1/1,000) Molto raro (< 1/10,000) Frequenza non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitopenia, leucopenia, neutropenia, agranulocitosi, anemia emolitica
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità1 Reazione anafilattica (inclusa ipotensione)1, shock anafilattico1, angioedema (edema di Quincke)1.
Patologie respiratorie, Broncospasmo
toraciche e mediastiniche
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipoglicemia Acidosi metabolica con gap anionico elevato
Patologie gastrointestinali Diarrea, dolori addominali
Patologie epatobiliari Aumento dei livelli di transaminasi nel sangue. Epatotosscità (ittero) Enzimi epatici aumentati
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea1, Porpora2 Orticaria1, Eritema1 Reazioni cutanee gravi1 Eruzione fissa da farmaci
Patologie vascolari Ipotensione
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Malessere
Patologie renali e urinarie Piuria sterile (urina torbida), effetti renali avversi
1Il verificarsi di questi effetti richiede l’interruzione immediata e permanente di questo medicinale e dei medicinali correlati. 2Il verificarsi di questo effetto richiede l’immediata interruzione di questo medicinale. Il medicinale può essere reintrodotto solo dietro consiglio medico.

Acidosi metabolica con gap anionico elevato In pazienti con fattori di rischio che utilizzano paracetamolo sono stati osservati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato dovuta ad acidosi piroglutamica (vedere paragrafo 4.4). In questi pazienti l’acidosi piroglutamica può manifestarsi come conseguenza di bassi livelli di glutatione.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse

04.9 Sovradosaggio

I rischi di intossicazione grave (sovradosaggio terapeutico o avvelenamento accidentale) possono essere particolarmente elevati negli anziani, nei bambini, nei pazienti con insufficienza epatica, nei casi di alcolismo cronico, nei pazienti affetti da malnutrizione cronica e nei pazienti che assumono induttori enzimatici. In questi casi, l’intossicazione può essere fatale.

Sintomi Nausea, vomito, anoressia, pallore, capogiri, sudorazione e dolore addominale compaiono generalmente nelle prime 24 ore. Un sovradosaggio con 10 g di paracetamolo in singola somministrazione negli adulti e con 150 mg/kg di peso corporeo in singola somministrazione nei bambini causa citolisi epatica che può evolvere in necrosi completa e irreversibile con insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica ed encefalopatia che possono portare al coma e alla morte. Contemporaneamente si osserva un aumento delle transaminasi epatiche, della lattico -deidrogenasi, della bilirubina e una diminuzione del tempo di protrombina che può manifestarsi da 12 a 48 ore dopo l’ingestione. I sintomi clinici di danno epatico si osservano generalmente dopo 1 o 2 giorni e raggiungono il massimo dopo 3 – 4 giorni. Un sovradosaggio può portare ad una pancreatite acuta e iperamilasemia.

Misure di emergenza

  • Interruzione del trattamento.
  • Ospedalizzazione immediata.
  • Prelievo di un campione di sangue per un dosaggio iniziale del paracetamolo plasmatico appena

possibile, dalla 4a ora dopo l’ingestione.

  • Evacuazione rapida del prodotto ingerito con lavanda gastrica.
  • Il trattamento del sovradosaggio normalmente comprende la somministrazione dell’antidoto N-

acetilcisteina per via endovenosa o orale appena possibile, se possibile prima della decima ora.

  • Trattamento sintomatico.
  • I test epatici devono essere eseguiti all’inizio del trattamento e ripetuti ogni 24 ore. Nella

maggior parte dei casi, le transaminasi epatiche ritornano nella norma in una o due settimane con piena ripresa della funzionalità epatica. Tuttavia, nei casi molto gravi, può essere necessario un trapianto epatico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: ALTRI ANALGESICI ED ANTIPIRETICI, ANILIDI. Codice ATC: N02BE01.

Meccanismo d’azione Il paracetamolo ha un meccanismo d’azione centrale.

Gli effetti analgesici e antipiretici del paracetamolo sono mediati da diverse vie d’azione. L’azione analgesica è mediata dal suo metabolita ed è principalmente indipendente dalla cicloossigenasi (COX) mentre l’effetto antipiretico è dipendente dalla COX.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione orale, l’assorbimento del paracetamolo è completo e rapido. I massimi livelli di concentrazione plasmatica vengono raggiunti da 30 a 60 minuti dopo l’ingestione.

Distribuzione Il paracetamolo si diffonde rapidamente in tutti i tessuti. Le concentrazioni sono simili nel sangue, nella saliva e nel plasma. Il legame alle proteine plasmatiche è debole.

Biotrasformazione Il paracetamolo è metabolizzato principalmente nel fegato. Le due vie metaboliche principali sono la coniugazione con acido glucuronico e la coniugazione con solfato. Quest’ultima via può essere rapidamente saturata a dosaggi che superino le dosi terapeutiche. Una via minore, catalizzata dal citocromo P450, è la formazione dell’intermedio reattivo (N-acetil-benzochinoneimina) che, in normali condizioni d’impiego, viene rapidamente detossificato dal glutatione ridotto ed eliminato nelle urine dopo coniugazione con cisteina ed acido mercapturico. Tuttavia, nell’intossicazione massiccia, la quantità di questo metabolita tossico è aumentata.

Eliminazione L’eliminazione è principalmente urinaria. Il 90% della dose ingerita viene escreto per via renale in 24 ore, per lo più in forma di glicoconiugato (60 – 80%) e solfoconiugato (20 – 30%). Meno del 5% viene escreto in forma immodificata. L’emivita di eliminazione è di circa 2 ore.

Variazioni fisiopatologiche Insufficienza renale: in caso di insufficienza renale grave (vedere paragrafo 4.2), l’eliminazione del paracetamolo e dei suoi metaboliti è ritardata. Insufficienza epatica: in caso di insufficienza epatica, il metabolismo del paracetamolo è compromesso, con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di paracetamolo e un prolungamento dell’emivita di eliminazione (vedere paragrafo 4.2). Anziani: la capacità di coniugazione non è modificata.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzino gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Idrossipropilcellulosa, croscarmellosa sodica, glicerolo dibeenato, magnesio stearato, silice colloidale idrofoba, agente filmogeno. Composizione dell’agente filmante: ipromellosa, idrossipropilcellulosa, polietilene glicole. Composizione della capsula rigida: Gelatina, azorubina/carmoisina (E122), ossido di ferro giallo e ossido di ferro rosso.

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

36 mesi.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 30°C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

  • 8 capsule rigide in blister (Alluminio/PVC).
  • 16 capsule rigide in blister (Alluminio/PVC).
  • 24 capsule rigide in blister (Aluminium/PVC).
  • 32 capsule rigide in blister (Aluminium/PVC).
  • 40 capsule rigide in blister (Aluminium/PVC).

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

UPSA S.A.S. – 3, rue Joseph Monier, Rueil Malmaison, Francia

rappresentata in Italia da UPSA ITALY S.R.L. – Viale Luca Gaurico 91/93 – Roma

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

051118014 – “1000 MG CAPSULE RIGIDE” 8 CAPSULE IN BLISTER AL/PVC Docu0m5e1n1to1 r8e0so2 6di s-p “o1ni0b0ile0 d Ma AGIF AC iAl 0P6S/0U2/2L0E26 RIGIDE” 16 CAPSULE IN BLISTER AL/PVC 051118038 – “1000 MG CAPSULE RIGIDE” 24 CAPSULE IN BLISTER AL/PVC 051118040 – “1000 MG CAPSULE RIGIDE” 32 CAPSULE IN BLISTER AL/PVC 051118053 – “1000 MG CAPSULE RIGIDE” 40 CAPSULE IN BLISTER AL/PVC

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 09 ottobre 2025

10.0 Data di revisione del testo