Drelbista: Scheda tecnica e prescrivibilità

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Drelbista

Drelbista (Cefixima)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Drelbista: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Drelbista

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Drelbista 200 mg compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa rivestita con film contiene 200 mg di cefixima (come cefixima triidrato).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film

Compresse rivestite con film, di colore bianco-biancastro, rotonde, biconvesse con un diametro di circa 11,0 mm.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Drelbista è indicata per il trattamento delle seguenti infezioni causate da microrganismi sensibili alla cefixima in adulti e adolescenti di età pari e superiore a 12 anni (vedere paragrafi 4.4. e 5.1):

  • Otite media acuta
  • Sinusite batterica acuta
  • Faringite batterica acuta
  • Esacerbazione acuta di bronchite cronica
  • Polmonite acquisita in comunità
  • Infezioni non complicate del tratto urinario
  • Gonorrea acuta non complicata

L’uso di cefixima deve essere riservato a infezioni in cui l’organismo scatenante sia noto o si sospetta essere resistente ad altri agenti antibatterici comunemente usati.

Si devono tenere in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Drelbista è indicato per l’uso in adulti e adolescenti di età pari e superiore a 12 anni (o di peso superiore a 50 kg).

Posologia La dose abituale raccomandata è la seguente:

Adulti e adolescenti di età pari e superiore a 12 anni (o di peso superiore a 50 kg La dose raccomandata di Drelbista è 400 mg di cefixima (2 compresse) al giorno, assunta in una dose singola o divisa in due dosi uguali da 200 mg di cefixima (1 compressa) ogni 12 ore.

La durata abituale del trattamento è di 7 giorni. Se necessario può essere prolungato fino a 14 giorni.

  • 400 mg (in 1-2 dosi) da 7 fino a 10 giorni per il trattamento dell’otite media acuta e della

faringite batterica acuta

  • 400 mg (in 1 dose) per 1 giorno per il trattamento della gonorrea non complicata

Si devono tenere in considerazione le linee guida terapeutiche locali.

Pazienti anziani Possono essere trattati con la stessa dose degli adulti, eccetto in caso di grave compromissione della funzionalità renale (vedere di seguito).

Compromissione della funzionalità renale Il medicinale può essere somministrato a pazienti con funzionalità renale compromessa. Nei pazienti con valori della clearance della creatinina ≥ 20 ml/min, non vi è beneficio nella rimodulazione della dose e può essere utilizzata la dose usuale. In pazienti con clearance della creatinina < 20 ml/min, si raccomanda di non superare la dose di 200 mg al giorno. La dose e il regime terapeutico per i pazienti in dialisi peritoneale cronica ambulatoriale o in emodialisi, devono seguire le stesse raccomandazioni fornite per i pazienti con clearance della creatinina < 20 ml/min. La cefixima non è dializzabile nè per emodialisi nè per dialisi peritoneale.

I dati relativi all’uso di cefixima in bambini ed adolescenti con insufficienza renale, sono insufficienti. Pertanto, l’uso della cefixima non è raccomandato in questi gruppi di pazienti.

Compromissione della funzionalità epatica Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica, è stato osservato un aumento del tempo necessario per raggiungere il picco di concentrazione di cefixima. Tuttavia, ciò non richiede modifiche della posologia per questi pazienti.

Popolazione pediatrica Drelbista non deve essere utilizzato in bambini di età ≤ 12 anni (o di peso inferiore a 50 kg). È necessario verificare la disponibilità di altre forme farmaceutiche.

Modo di somministrazione Uso orale. Le compresse rivestite con film devono essere deglutite con un bicchiere d’acqua. Le compresse possono essere assunte con o senza cibo (vedere paragrafo 5.2).

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad un antibiotico appartenente alla classe delle cefalosporine, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

La scelta della cefixima per il trattamento del singolo paziente deve tenere conto dell’appropriatezzanell’ utilizzare un agente cefalosporinico orale di terza generazione, considerando in particolare la natura dell’infezione e il rischio di selezionare batteri resistenti.

Usare Drelbista con cautela durante la gravidanza e l’allattamento, tenendo in considerazione la controindicazione dell’ipersensibilità alla cefixima o ai suoi eccipienti, osservando anche il dosaggio ridotto per i pazienti con insufficienza renale. Le cefalosporine devono essere somministrate con cautela in pazienti con anamnesi di ipersensibilità alle penicilline, poiché vi è evidenza di cross reattività tra penicilline e cefalosporine, gravi reazioni (incluse reazioni anafilattiche) che si sono verificate con entrambe le classi di medicinali (vedere paragrafo 4.3).

Sono stati segnalati casi di gravi reazioni cutanee alla cefixima, come necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson o reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS). Qualora si verificasse una reazione cutanea grave, il trattamento con cefixima deve essere interrotto immediatamente e si devono intraprendere appropriate misure di emergenza.

Come altre cefalosporine, cefixima può causare insufficienza renale acuta, tra cui nefrite interstiziale. Qualora si verifichi un’insufficienza renale acuta, il trattamento con cefixima deve essere interrotto e si devono instaurare appropriate misure di trattamento.

L’uso prolungato di cefixima può portare alla proliferazione di organismi non-sensibili. Il trattamento con antibiotici a largo spetto può alterare la normale flora del colon e portare ad una superinfezione con ceppi di Clostridioides difficile. Gli studi indicano che una tossina prodotta dal C. difficile è la causa principale della diarrea associata agli antibiotici. La colite pseudomembranosa è associata all’uso di antibiotici a largo spettro (macrolidi, penicilline semi-sintetiche, lincosamidi e cefalosporine, inclusa cefixima); è importante considerare la possibilità di questa diagnosi in pazienti che sviluppano diarrea in associazione all’uso di antibiotici.

Nei pazienti che sviluppano diarrea grave durante o dopo l’uso di cefixima, si deve considerare il rischio di colite pseudomembranosa pericolosa per la vita (vedere paragrafo 4.8). In caso di sospetto, l’uso di cefixima deve essere interrotto e stabilito il trattamento adeguato. Potrebbero essere necessarie procedure digestive endoscopiche, come la sigmoidoscopia o procedure batteriologiche. Le misure di trattamento secondario comprendono liquidi, elettroliti e integratori proteici. Se la colite non migliora dopo la sospensione del medicinale, o se i sintomi peggiorano, la vancomicina orale è il farmaco di prima scelta nel trattamento della colite pseudomembranosa associata agli antibiotici, prodotta da C. difficile. Devono essere escluse altre cause di colite. L’uso di medicinali inibitori della peristalsi intestinale è controindicato.

Sono stati descritti casi gravi di anemia emolitica, compresi casi gravi con esito fatale, in seguito al trattamento con agenti antibatterici appartenenti alla classe delle cefalosporine (effetto di classe). È stata inoltre riportata ricorrenza per l’anemia emolitica dopo ri-somministrazione di cefalosporine (inclusa cefixima) in un paziente con anamnesi di trattamento con cefalosporine. Se un paziente sviluppa anemia durante l’assunzione di cefixima, deve essere presa in considerazione una diagnosi di anemia correlata alle cefalosporine e la somministrazione di cefixima deve essere interrotta fino a quando non sia stata stabilita la causa dell’anemia (vedere paragrafo 4.8).

Encefalopatia È stata segnalata encefalopatia in associazione all’uso di antibiotici beta-lattamici inclusa la cefixima (vedere paragrafi 4.8 e 4.9), in particolare nei pazienti anziani e nei pazienti con compromissione renale grave o disturbi del sistema nervoso centrale. Se si sospetta un’encefalopatia associata a cefixima, è opportuno prendere in considerazione l’interruzione del trattamento.

Precauzioni speciali per l’uso La possibilità di reazione crociata deve essere presa in considerazione nei pazienti allergici ad altri betalattamici.

È necessario prestare particolare attenzione quando si utilizza Drelbista in presenza di grave compromissione renale (vedere paragrafo 5.2).

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Reazione ai medicinali Gli antiacidi non interferiscono con l’assorbimento della cefixima. Gli inibitori del riassorbimento tubulare come il probenecid possono ostacolare l’escrezione urinaria di cefixima, aumentando i valori di C e AUC . max 24

La somministrazione concomitante di sostanze potenzialmente nefrotossiche (come antibiotici ad es. glicosamidici, colistina, polimixina e viomicina) e diuretici ad azione intensa (ad es. acido etacrinico o furosemide) induce un aumento del rischio di compromissione della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4). La nifedipina, un calcio-antagonista, può aumentare la biodisponibilità della cefixima fino al 70 %.

E’ stato osservato un aumento del tempo di protrombina in alcuni pazienti trattati con antibiotici (in particolare con fluorochinoloni macrolidi, cicline, cotrimossazolo e alcune cefalosporine), pertanto si racomanda cautela nei pazienti in terapia anticoagulante per la regolazione della frequenza di controllo dell’INR (International Normalized Ratio).

Influenza sui test diagnostici di laboratorio Possono verificarsi risultati falsi positivi per la presenza di chetoni nelle urine (con test che utilizzano nitroprussiato ma non con quelli che utilizzano nitroferricianide). Possono verificarsi risultati falsi positivi per i test del glucosio nelle urine con reagenti a base di rame, ma non con test basati su reazioni enzimatiche della glucosio-ossidasi. È stato segnalato un falso positivo con il test di Coombs, come con le cefalosporine in generale.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non si dispone di dati adeguati sull’uso di cefixima nelle donne in gravidanza. Studi sugli animali non indicano effetti indesiderati diretti o indiretti riguardo la tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Come misura precauzionale, è preferibile evitare l’uso di Drelbista in gravidanza a meno che le condizioni cliniche delle donne non richiedano il trattamento con cefixima.

Allattamento Non è noto se la cefixima venga escreta nel latte materno. Studi nei ratti hanno mostrato escrezione di cefixima nel latte dei ratti. Non si può escludere un rischio per i neonati/lattanti. Si deve prendere una decisione se interrompere l’allattamento o interrompere/astenersi dalla terapia con Drelbista, tenendo presente il beneficio dell’allattamento al seno per il bambino ed il beneficio della terapia con cefixima per la madre. Se dovessero verificarsi diarrea o candidosi nel neonato durante l’allattamento, la madre non deve allattare il proprio neonato durante il trattamento, o il trattamento con cefixima deve essere interrotto.

Fertilità Non è stato studiato l’effetto della cefixima sulla fertilità negli umani. Studi sulla riproduzione animale non hanno rivelato effetti dannosi sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Drelbista altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. In caso di eventi avversi quali encefalopatia (che può includere convulsioni, confusione, difficoltà a restare svegli o movimenti anomali) (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 4.9), il paziente non deve guidare o utilizzare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati (secondo i risultati degli studi clinici) sono mostrati in ordine decrescente di gravità all’interno di ciascuna classe di frequenza. Si prevede che la frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nei bambini siano gli stessi degli adulti.

Le reazioni avverse sono classificate secondo la Classificazione per Sistemi e Organi e frequenza, utilizzando la seguente convenzione:

  • Molto comune (≥ 1/10)
  • Comune (da ≥ 1/100 a < 1/10)
  • Non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100)
  • Rara (≥ 1/10.000 a < 1/1.000)
  • Molto rara (< 1/10.000)
  • Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
MedDRA Sistema organo classe Reazione avversa Frequenza
Infezioni e infestazioni Superinfezione batterica, Superinfezione da funghi Rara
Colite associata ad antibiotici (vedere paragrafo 4.4) Molto rara
Patologie del sistema emolinfopoietico Eosinofilia Rara
Anemia emolitica (vedere paragrafo 4.4) Trombocitosi Trombocitopenia Leucopenia Neutropenia Agranulocitosi Molto rara
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità Rara
Shock anafilattico Malattia da siero Molto rara
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Anoressia Rara
Patologie del sistema nervoso Cefalea Convulsioni Non comune
Vertigini Iperattività psicomotoria Rara
Encefalopatia (vedere paragrafo 4.4) Non nota
Patologie gastrointestinali Diarrea (vedere paragrafo 4.4) Comune
Dolore addominale Nausea, Vomito Flatulenza Non comune
Dispepsia Rara
Patologie epatobiliari Epatite Ittero Rara
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea Non comune
Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) Rara
Eritema multiforme Prurito Sindrome di Stevens-Johnson Necrolisi epidermica tossica Molto rara
Orticaria
Patologie renali e urinarie Nefrite interstiziale Molto rara
Patologie sistemiche e condizioni del sito di somministrazione Infiammazione delle mucose Febbre Rara
Esami diagnostici Aumento degli enzimi epatici (transaminasi, fosfatasi alcalina) Non comune
Aumento dell’urea ematica Rara
Aumento della creatinina ematica Molto rara

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite Il sistema nazionale di segnalazione https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

04.9 Sovradosaggio

Non vi è esperienza di sovradosaggio con la cefixima. Dosi da 2 g in soggetti sani hanno causato effetti gastrointestinali moderati simili a quelle osservate con dosi terapeutiche nei pazienti trattati alle dosi raccomandate. In caso di intossicazione acuta, sono prevedibili diarrea, vomito e dolore addominale. Non esistono antidoti specifici. Può essere effettuta una lavanda gastrica (se l’ingestione è avvenuta meno di 2 ore prima), e il paziente deve essere idratato, con bilanciamento elettrolitico, se necessario. La dialisi peritoneale e l’emodialisi non rimuovono dal circolo sanguigno quantità clinicamente significative di antibiotico.

Vi è un rischio di encefalopatia associata agli antibiotici beta-lattamici come la cefixima, in particolare in caso di sovradosaggio.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Classificazione farmacoterapeutica: Antibatterici per uso sistemico, cefalosporine di terza generazione Codice ATC: J01DD08.

Meccanismo d’azione Come le altre cefalosporine, il meccanismo d’azione della cefixima si basa sull’inibizione della biosintesi della parete cellulare batterica (in fase di crescita) bloccando le proteine leganti la penicillina (PBP), ad es. le transpeptidasi. La cefixima possiede attività battericida in vitro contro molti batteri Gram-positivi e Gram-negativi ed elevata stabilità contro molte beta-lattamasi clinicamente rilevanti.

Relazione farmacocinetica/farmacodinamica (PK/PD) Studi di PK/PD hanno mostrato che durante il tempo (T) in cui la concentrazione plasmatica della cefixima è superiore alla MIC (minima concentrazione inibente) del microrganismo infettante, si ha la migliore correlazione con l’efficacia, stimando che la migliore risposta terapeutica si verifica quando T > MIC è almeno 40-50% dell’intervallo tra le somministrazioni. Meccanismi di resistenza La resistenza batterica alla cefixima può essere dovuta ad uno o più dei seguenti meccanismi:

  • Idrolisi da parte di beta-lattamasi, espresse in seguito all’induzione o alla repressione genetica

nei batteri Gram-negativi;

  • Ridotta affinità della cefixima per le proteine leganti la penicillina;
  • Ridotta permeabilità della membrana esterna in certi organismi Gram-negativi;
  • Espressione di pompe di efflusso attivo dei farmaci

Diversi di questi meccanismi di resistenza possono coesistere in una singola cellula batterica. A seconda del meccanismo(i) presente(i), i batteri possono esprimere resistenza crociata a diversi o a tutti i medicinali beta-lattamici e/o antibiotici delle altre classi.

Test di sensibilità I criteri interpretativi relativi alla concentrazione minima inibitoria (MIC) per i test di sensibilità sono stati stabiliti dal Comitato europeo per i test di sensibilità agli antimicrobici (EUCAST) per la cefixima e sono riportati qui di seguito:https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitory-concentration-micbreakpoints_en.xlsx

La prevalenza della resistenza può variare geograficamente e nel tempo. Per determinate specie, le informazioni locali sulla resistenza sono desiderabili, particolarmente quando si trattano infezioni gravi. Se necessario, si deve ricercare il consiglio di un esperto quando la prevalenza locale della resistenza è tale che l’utilità dell’agente, in almeno alcuni tipi di infezioni, risulta problematica.

Microrganismi sensibili A erobi Gram-positivi Streptococcus pyogenes Aerobi Gram-negativi Citrobacter koseri° H aemophilus influenzae Moraxella catarrhalis N eisseria gonorrhoeae Proteus mirabilis° % Microrganismi per i quali la resistenza acquisita può essere un problema Aerobi Gram-positivi Streptococcus pneumoniae Aerobi Gram-negativi Citrobacter freundii Enterobacter cloacae Escherichia coli % & Klebsiella oxytoca % Klebsiella pneumoniae % Morganella morganii Serratia marcescens Microrganismi intrinsecamente resistenti Aerobi Gram-positivi Enterococcus spp. Staphylococcus spp. Streptococcus pneumoniae (Penicillino-intermedi e resistenti) Aerobi Gram-negativi Legionella pneumophila Pseudomonas aeruginosa Altri microrganismi Chlamydia spp. Chlamydophila spp. Mycoplasma spp. ° Al momento della pubblicazione delle tabelle non erano disponibili dati attuali. Nella letteratura primaria si presuppone la sensibilità dei lavori standard e delle raccomandazioni terapeutiche. % Beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) che producono ceppi sempre resistenti & Tasso di resistenza < 10% nei ceppi isolati da pazienti donna con cistite non complicata, altrimenti ≥ 10%.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo la somministrazione orale di una dose singola di 200 mg, le concentrazioni sieriche massime (C ) sono, in media, 3 microgrammi/ml; queste vengono raggiunte (T ) in circa 3-4 ore. max max Dopo la somministrazione di una dose di 400 mg, la concentrazione sierica massima è più elevata (3,4 -5 microgrammi/L); questa non è direttamente proporzionale all’aumento della dose. Dopo somministrazione ripetuta di dosi di 400 mg/die somministrate come dose singola o come due dosi nell’arco di due settimane, la concentrazione sierica e la biodisponibilità rimangono invariate, dimostrando così che non vi è accumulo del principio attivo. La biodisponibilità della cefixima è di circa il 50% alla dose di 200 mg. Non è influenzato dalla presenza di cibo. Il tempo fino al raggiungimento della concentrazione sierica massima è, tuttavia, ritardato di circa un’ora.

Distribuzione Il volume apparente di distribuzione è di circa 15 litri. Negli animali, la cefixima passa nella maggior parte dei tessuti studiati, ad eccezione del cervello. Nell’uomo, dopo l’assunzione di 200 mg a distanza di 12 ore, le concentrazioni nei polmoni, 4 e 8 ore dopo l’ultima dose, sono intorno a 1 µg/g di tessuto. Di fatto, queste concentrazioni sono superiori alla MIC del 90% dei batteri sensibili responsabili delle infezioni polmonari.

Eliminazione L’eliminazione della cefixima è caratterizzata da un’emivita (T ) compresa tra 3 e 4 ore (media:

1/2 3,3 ore). Il prodotto viene eliminato per via renale immodificato (dal 16 al 20% della dose ingerita); l’eventuale eliminazione che avviene al di fuori dei reni avviene essenzialmente attraverso il dotto biliare (25%). Metaboliti di cefixima non sono stati isolati da siero o urine né negli animali né nell’uomo. Il legame alle proteine sieriche è pari a circa il 70%, principalmente all’albumina, indipendentemente dalla concentrazione (a dosi terapeutiche).

Popolazioni speciali Anziani Le caratteristiche farmacocinetiche della cefixima risultano leggermente modificate nei soggetti anziani. In questa popolazione non è necessaria alcuna riduzione del dosaggio a causa del piccolo aumento delle concentrazioni sieriche massime e della biodisponibilità e della piccola diminuzione della quantità escreta (dal 15 al 25%).

Compromissione della funzionalità epatica Nei pazienti con insufficienza epatica, l’eliminazione è rallentata (T = 6,4 ore), ma non è necessario 1/2 modificare la dose.

Compromissione della funzionalità renale Nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 20 ml/min) l’aumento dell’emivita di eliminazione plasmatica e delle concentrazioni sieriche massime comporta una riduzione della dose giornaliera da 400 mg a 200 mg/die negli adulti.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi condotti su roditori e cani hanno dimostrato che la cefixima non ha effetti tossici in dose singola o in somministrazioni ripetute. Non sono state rilevate proprietà mutagene o clastogeniche. Studi di riproduzione animale con cefixima in tre specie (ratti, topi, conigli) non indicano un potenziale teratogeno. Nei ratti non sono stati osservati effetti sullo sviluppo peri-postnatale e sulla fertilità. Non sono stati condotti studi a lungo termine sulla carcinogenesi.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Nucleo Cellulosa microcristallina Amido di mais pregelatinizzato Calcio idrogeno fosfato Magnesio stearato

Rivestimento Paraffina liquida leggera Ipromellosa (E464) Sodio laurilsolfato Titanio diossido (E171)

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

30 mesi

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25 °C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Drelbista compresse rivestite con film è disponibile in confezioni contenenti blister in PVC/PVdc//Alluminio, inseriti in una scatola di cartone. Confezioni: 6, 8, 10 o 20 compresse rivestite con film.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Aristo Pharma GmbH Wallenroder Straße 8-10 13435 Berlino Germania

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

AIC 050873013 “200 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 6 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 050873025 “200 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 8 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 050873037 “200 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 050873049 “200 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 20 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 03 giugno 2024

10.0 Data di revisione del testo

08/2026 1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

Drelbista 400 mg compresse rivestite con film

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ogni compressa rivestita con film contiene 400 mg di cefixima (come cefixima triidrato).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA

Compressa rivestita con film

Compresse rivestite con film, di colore bianco-biancastro, ovali, biconvesse, con una linea di frattura su un lato, aventi una lunghezza di circa 20,2 mm e una larghezza di circa 9,6 mm. La compressa può essere suddivisa in due dosi uguali.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

Drelbista è indicata per il trattamento delle seguenti infezioni causate da microrganismi sensibili alla cefixima in adulti e adolescenti di età pari e superiore a 12 anni (vedere paragrafi 4.4. e 5.1):

  • Otite media acuta
  • Sinusite batterica acuta
  • Faringite batterica acuta
  • Esacerbazione acuta di bronchite cronica
  • Polmonite acquisita in comunità
  • Infezioni non complicate del tratto urinario
  • Gonorrea acuta non complicata

L’uso di Drelbistadeve essere riservato a infezioni in cui l’organismo scatenante sia noto o si sospetta essere resistente ad altri agenti antibatterici comunemente usati.

Si devono tenere in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Drelbista è indicato per l’uso in adulti e adolescenti di età pari e superiore a 12 anni (o di peso superiore a 50 kg).

Posologia La dose abituale raccomandata è la seguente:

Adulti e adolescenti di età pari e superiore a 12 anni (o di peso superiore a 50 kg) La dose raccomandata di Drelbista è 400 mg di cefixima (1 compressa) al giorno, assunta in una dose singola o divisa in due dosi uguali da 200 mg di cefixima (metà compressa) ogni 12 ore.

La durata abituale del trattamento è di 7 giorni. Se necessario può essere prolungato fino a 14 giorni.

  • 400 mg (in 1-2 dosi) da 7 fino a 10 giorni per il trattamento dell’otite media acuta e della

faringite batterica acuta

  • 400 mg (in 1 dose) per 1 giorno per il trattamento della gonorrea non complicata

Si devono tenere in considerazione le linee guida terapeutiche locali.

Pazienti anziani Possono essere trattati con la stessa dose degli adulti, eccetto in caso di grave compromissione della funzionalità renale (vedere di seguito).

Compromissione della funzionalità renale Il medicinale può essere somministrato a pazienti con funzionalità renale compromessa. Nei pazienti con valori della clearance della creatinina ≥ 20 ml/min, non vi è beneficio nella rimodulazione della dose e può essere utilizzata la dose usuale. In pazienti con clearance della creatinina < 20 ml/min, si raccomanda di non superare la dose di 200 mg al giorno. La dose e il regime terapeutico per i pazienti in dialisi peritoneale cronica ambulatoriale o in emodialisi, devono seguire le stesse raccomandazioni fornite per i pazienti con clearance della creatinina < 20 ml/min. La cefixima non è dializzabile nè per emodialisi nè per dialisi peritoneale.

I dati relativi all’uso di cefixima in bambini ed adolescenti con insufficienza renale, sono insufficienti. Pertanto, l’uso della cefixima non è raccomandato in questi gruppi di pazienti.

Compromissione della funzionalità epatica Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica, è stato osservato un aumento del tempo necessario per raggiungere il picco di concentrazione di cefixima. Tuttavia, ciò non richiede modifiche della posologia per questi pazienti.

Popolazione pediatrica Drelbista non deve essere utilizzato in bambini di età ≤ 2 anni (o di peso inferiore a 50 kg). È necessario verificare la disponibilità di altre forme farmaceutiche.

Modo di somministrazione Uso orale. Le compresse rivestite con film devono essere deglutite con un bicchiere d’acqua. Le compresse possono essere assunte con o senza cibo (vedere paragrafo 5.2).

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad un antibiotico appartenente alla classe delle cefalosporine, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

La scelta della cefixima per il trattamento del singolo paziente deve tenere conto dell’appropriatezza nell’ utilizzare un agente cefalosporinico orale di terza generazione, considerando in particolare la natura dell’infezione e il rischio di selezionare batteri resistenti.

Usare Drelbista con cautela durante la gravidanza e l’allattamento, tenendo in considerazione la controindicazione dell’ipersensibilità alla cefixima o ai suoi eccipienti, osservando anche il dosaggio ridotto per i pazienti con insufficienza renale. Le cefalosporine devono essere somministrate con cautela in pazienti con anamnesi di ipersensibilità alle penicilline, poiché vi è evidenza di cross reattività tra penicilline e cefalosporine, gravi reazioni (incluse reazioni anafilattiche) si sono verificate con entrambe le classi di medicinali (vedere paragrafo 4.3).

Sono stati segnalati casi di gravi reazioni cutanee alla cefixima, come necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson o reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS). Qualora si verificasse una reazione cutanea grave, il trattamento con cefixima deve essere interrotto immediatamente e si devono intraprendere appropriate misure di emergenza.

Come altre cefalosporine, cefixima può causare insufficienza renale acuta, tra cui nefrite interstiziale. Qualora si verifichi insufficienza renale acuta, il trattamento con cefixima deve essere interrotto e si devono instaurare appropriate misure di trattamento.

L’uso prolungato di cefixima può portare alla proliferazione di organismi non-sensibili. Il trattamento con antibiotici a largo spetto può alterare la normale flora del colon e portare ad una superinfezione con ceppi di Clostridioides difficile. Gli studi indicano che una tossina prodotta dal C. difficile è la causa principale della diarrea associata agli antibiotici. La colite pseudomembranosa è associata all’uso di antibiotici a largo spettro (macrolidi, penicilline semi-sintetiche, lincosamidi e cefalosporine, inclusa cefixima); è importante considerare la possibilità di questa diagnosi in pazienti che sviluppano diarrea in associazione all’uso di antibiotici.

Nei pazienti che sviluppano diarrea grave durante o dopo l’uso di cefixima, si deve considerare il rischio di colite pseudomembranosa pericolosa per la vita (vedere paragrafo 4.8). In caso di sospetto, l’uso di cefixima deve essere interrotto e stabilito il trattamento adeguato. Potrebbero essere necessarie procedure digestive endoscopiche, come la sigmoidoscopia o procedure batteriologiche. Le misure di trattamento secondario comprendono liquidi, elettroliti e integratori proteici. Se la colite non migliora dopo la sospensione del medicinale, o se i sintomi peggiorano, la vancomicina orale è il farmaco di prima scelta nel trattamento della colite pseudomembranosa associata agli antibiotici, prodotta da C. difficile. Devono essere escluse altre cause di colite. L’uso di medicinali inibitori della peristalsi intestinale è controindicato.

Sono stati descritti casi gravi di anemia emolitica, compresi casi gravi con esito fatale, in seguito al trattamento con agenti antibatterici appartenenti alla classe delle cefalosporine (effetto di classe). È stata inoltre riportata ricorrenza per l’anemia emolitica dopo ri-somministrazione di cefalosporine (inclusa cefixima) in un paziente con anamnesi di trattamento con cefalosporine. Se un paziente sviluppa anemia durante l’assunzione di cefixima, deve essere presa in considerazione una diagnosi di anemia correlata alle cefalosporine e la somministrazione di cefixima deve essere interrotta fino a quando non sia stata stabilita la causa dell’anemia (vedere paragrafo 4.8).

Encefalopatia È stata segnalata encefalopatia in associazione all’uso di antibiotici beta-lattamici inclusa la cefixima (vedere paragrafi 4.8 e 4.9), in particolare nei pazienti anziani e nei pazienti con compromissione renale grave o disturbi del sistema nervoso centrale. Se si sospetta un’encefalopatia associata a cefixima, è opportuno prendere in considerazione l’interruzione del trattamento.

Precauzioni speciali per l’uso La possibilità di reazione crociata deve essere presa in considerazione nei pazienti allergici ad altri betalattamici.

È necessario prestare particolare attenzione quando si utilizza Drelbista in presenza di grave compromissione renale (vedere paragrafo 5.2).

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Reazione ai farmaci Gli antiacidi non interferiscono con l’assorbimento della cefixima. Gli inibitori del riassorbimento tubulare come il probenecid possono ostacolare l’escrezione urinaria di cefixima, aumentando i valori di C e AUC . max 24

La somministrazione concomitante di sostanze potenzialmente nefrotossiche (come antibiotici ad es. glicosamidici, colistina, polimixina e viomicina) e diuretici ad azione intensa (ad es. acido etacrinico o furosemide) induce un aumento del rischio di compromissione della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4). La nifedipina, un calcio-antagonista, può aumentare la biodisponibilità della cefixima fino al 70 %.

E’ stato osservato un aumento del tempo di protrombina in alcuni pazienti trattati con antibiotici (in particolare con fluorochinoloni macrolidi, cicline, cotrimossazolo e alcune cefalosporine), pertanto si racomanda cautela nei pazienti in terapia anticoagulante per la regolazione della frequenza di controllo dell’INR (International Normalized Ratio).

Influenza sui test diagnostici di laboratorio Possono verificarsi risultati falsi positivi per la presenza di chetoni nelle urine (con test che utilizzano nitroprussiato ma non con quelli che utilizzano nitroferricianide). Possono verificarsi risultati falsi positivi per i test del glucosio nelle urine con reagenti a base di rame, ma non con test basati su reazioni enzimatiche della glucosio-ossidasi. È stato segnalato un falso positivo con il test di Coombs, come con le cefalosporine in generale.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non si dispone di dati adeguati sull’uso di cefixima nelle donne in gravidanza. Studi sugli animali non indicano effetti indesiderati diretti o indiretti riguardo la tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Come misura precauzionale, è preferibile evitare l’uso di Drelbista in gravidanza a meno che le condizioni cliniche delle donne non richiedano il trattamento con cefixima.

Allattamento Non è noto se la cefixima venga escreta nel latte materno. Studi nei ratti hanno mostrato escrezione di cefixima nel latte dei ratti. Non si può escludere un rischio per i neonati/lattanti. Si deve prendere una decisione se interrompere l’allattamento o interrompere/astenersi dalla terapia con Drelbista, tenendo presente il beneficio dell’allattamento al seno per il bambino ed il beneficio della terapia con cefixima per la madre. Se dovessero verificarsi diarrea o candidosi nel neonato durante l’allattamento, la madre non deve allattare il proprio neonato durante il trattamento, o il trattamento con cefixima deve essere interrotto.

Fertilità Non è stato studiato l’effetto della cefixima sulla fertilità negli umani. Studi sulla riproduzione animale non hanno rivelato effetti dannosi sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Drelbista altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. In caso di eventi avversi quali encefalopatia (che può includere convulsioni, confusione, difficoltà a restare svegli o movimenti anomali) (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 4.9), il paziente non deve guidare o utilizzare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati (secondo i risultati degli studi clinici) sono mostrati in ordine decrescente di gravità all’interno di ciascuna classe di frequenza. Si prevede che la frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nei bambini siano gli stessi degli adulti. Le reazioni avverse sono classificate secondo la Classificazione per Sistemi e Organi e frequenza, utilizzando la seguente convenzione:

Molto comune (≥ 1/10)

  • Comune (da ≥ 1/100 a < 1/10)
  • Non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100)
  • Rara (≥ 1/10.000 a < 1/1.000)
  • Molto rara (< 1/10.000)
  • Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
MedDRA Sistema organo classe Reazione avversa Frequenza
Infezioni e infestazioni Superinfezione batterica, Superinfezione da funghi Rara
Colite associata ad antibiotici (vedere paragrafo 4.4) Molto rara
Patologie del sistema emolinfopoietico Eosinofilia Rara
Anemia emolitica (vedere paragrafo 4.4) Trombocitosi Trombocitopenia Leucopenia Neutropenia Agranulocitosi Molto rara
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità Rara
Shock anafilattico Malattia da siero Molto rara
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Anoressia Rara
Patologie del sistema nervoso Cefalea Convulsioni Non comune
Vertigini Iperattività psicomotoria Rara
Encefalopatia (vedere paragrafo 4.4) Non nota
Patologie gastrointestinali Diarrea (vedere paragrafo 4.4) Comune
Dolore addominale Nausea, Vomito Flatulenza Non comune
Dispepsia Rara
Patologie epatobiliari Epatite Ittero Rara
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea Non comune
Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) Rara
Eritema multiforme Prurito Sindrome di Stevens-Johnson Necrolisi epidermica tossica Orticaria Molto rara
Patologie renali e urinarie Nefrite interstiziale Molto rara
Patologie sistemiche e condizioni del sito di somministrazione Infiammazione delle mucose Febbre Rara
Esami diagnostici Aumento degli enzimi epatici (transaminasi, fosfatasi alcalina) Non comune
Aumento dell’urea ematica Rara
Aumento della creatinina ematica Molto rara

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

4.9 Sovradosaggio

Non vi è esperienza di sovradosaggio con la cefixima. Dosi da 2 g in soggetti sani hanno causato effetti gastrointestinali moderati simili a quelle osservate con dosi terapeutiche nei pazienti trattati alle dosi raccomandate. In caso di intossicazione acuta, sono prevedibili diarrea, vomito e dolore addominale. Non esistono antidoti specifici. Può essere effettuta una lavanda gastrica (se l’ingestione è avvenuta meno di 2 ore prima), e il paziente deve essere idratato, con bilanciamento elettrolitico, se necessario. La dialisi peritoneale e l’emodialisi non rimuovono dal circolo sanguigno quantità clinicamente significative di antibiotico.

Vi è un rischio di encefalopatia associata agli antibiotici beta-lattamici come la cefixima, in particolare in caso di sovradosaggio.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Classificazione farmacoterapeutica: Antibatterici per uso sistemico, cefalosporine di terza generazione Codice ATC: J01DD08.

Meccanismo d’azione Come le altre cefalosporine, il meccanismo d’azione della cefixima si basa sull’inibizione della biosintesi della parete cellulare batterica (in fase di crescita) bloccando le proteine leganti la penicillina (PBP), ad es. le transpeptidasi. La cefixima possiede attività battericida in vitro contro molti batteri Gram-positivi e Gram-negativi ed elevata stabilità contro molte beta-lattamasi clinicamente rilevanti.

Relazione farmacocinetica/farmacodinamica (PK/PD)

Studi di PK/PD hanno mostrato che durante il tempo (T) in cui la concentrazione plasmatica della cefixima è superiore alla MIC (minima concentrazione inibente) del microrganismo infettante, si ha la migliore correlazione con l’efficacia, stimando che la migliore risposta terapeutica si verifica quando T > MIC è almeno 40-50% dell’intervallo tra le somministrazioni.

Meccanismi di resistenza La resistenza batterica alla cefixima può essere dovuta ad uno o più dei seguenti meccanismi:

  • Idrolisi da parte di beta-lattamasi, espresse in seguito all’induzione o alla repressione genetica

nei batteri Gram-negativi;

  • Ridotta affinità della cefixima per le proteine leganti la penicillina;
  • Ridotta permeabilità della membrana esterna in certi organismi Gram-negativi;
  • Espressione di pompe di efflusso attivo dei farmaci

Diversi di questi meccanismi di resistenza possono coesistere in una singola cellula batterica. A seconda del meccanismo(i) presente(i), i batteri possono esprimere resistenza crociata a diversi o a tutti i medicinali beta-lattamici e/o antibiotici delle altre classi.

Test di sensibilità I criteri interpretativi relativi alla concentrazione minima inibitoria (MIC) per i test di sensibilità sono stati stabiliti dal Comitato europeo per i test di sensibilità agli antimicrobici (EUCAST) per la cefixima e sono riportati qui di seguito:https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitory-concentration-micbreakpoints_en.xlsx

La prevalenza della resistenza può variare geograficamente e nel tempo. Per determinate specie, le informazioni locali sulla resistenza sono desiderabili, particolarmente quando si trattano infezioni gravi. Se necessario, si deve ricercare il consiglio di un esperto quando la prevalenza locale della resistenza è tale che l’utilità dell’agente, in almeno alcuni tipi di infezioni, risulta problematica.

Microrganismi sensibili A erobi Gram-positivi Streptococcus pyogenes Aerobi Gram-negativi Citrobacter koseri° H aemophilus influenzae Moraxella catarrhalis N eisseria gonorrhoeae Proteus mirabilis° % Microrganismi per i quali la resistenza acquisita può essere un problema Aerobi Gram-positivi Streptococcus pneumoniae Aerobi Gram-negativi Citrobacter freundii Enterobacter cloacae Escherichia coli % & Klebsiella oxytoca % Klebsiella pneumoniae % Morganella morganii Serratia marcescens Microrganismi intrinsecamente resistenti Aerobi Gram-positivi Enterococcus spp. Staphylococcus spp. Streptococcus pneumoniae (Penicillino-intermedi e resistenti) Aerobi Gram-negativi Legionella pneumophila Pseudomonas aeruginosa Altri microrganismi Chlamydia spp. Chlamydophila spp. Mycoplasma spp. ° Al momento della pubblicazione delle tabelle non erano disponibili dati attuali. Nella letteratura primaria si presuppone la sensibilità dei lavori standard e delle raccomandazioni terapeutiche. % Beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) che producono ceppi sempre resistenti & Tasso di resistenza < 10% nei ceppi isolati da pazienti donna con cistite non complicata, altrimenti ≥ 10%. 5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo la somministrazione orale di una dose singola di 200 mg, le concentrazioni sieriche massime (C ) sono, in media, 3 microgrammi/ml; queste vengono raggiunte (T ) in circa 3-4 ore. max max Dopo la somministrazione di una dose di 400 mg, la concentrazione sierica massima è più elevata (3,4 -5 microgrammi/L); questa non è direttamente proporzionale all’aumento della dose. Dopo somministrazione ripetuta di dosi di 400 mg/die somministrate come dose singola o come due dosi nell’arco di due settimane, la concentrazione sierica e la biodisponibilità rimangono invariate, dimostrando così che non vi è accumulo del principio attivo. La biodisponibilità della cefixima è di circa il 50% alla dose di 200 mg. Non è influenzato dalla presenza di cibo. Il tempo fino al raggiungimento della concentrazione sierica massima è, tuttavia, ritardato di circa un’ora.

Distribuzione Il volume apparente di distribuzione è di circa 15 litri. Negli animali, la cefixima passa nella maggior parte dei tessuti studiati, ad eccezione del cervello. Nell’uomo, dopo l’assunzione di 200 mg a distanza di 12 ore, le concentrazioni nei polmoni, 4 e 8 ore dopo l’ultima dose, sono intorno a 1 µg/g di tessuto. Di fatto, queste concentrazioni sono superiori alla MIC del 90% dei batteri sensibili responsabili delle infezioni polmonari.

Eliminazione L’eliminazione della cefixima è caratterizzata da un’emivita (T ) compresa tra 3 e 4 ore (media:

1/2 3,3 ore). Il prodotto viene eliminato per via renale immodificato (dal 16 al 20% della dose ingerita); l’eventuale eliminazione che avviene al di fuori dei reni avviene essenzialmente attraverso il dotto biliare (25%). Metaboliti di cefixima non sono stati isolati da siero o urine né negli animali né nell’uomo. Il legame alle proteine sieriche è pari a circa il 70%, principalmente all’albumina, indipendentemente dalla concentrazione (a dosi terapeutiche).

Popolazioni speciali Popolazione pediatrica Nei neonati si osserva un’emivita più lunga, un’AUC più elevata e una maggiore escrezione urinaria rispetto ai bambini più grandi, nei quali i parametri farmacocinetici sono paragonabili a quelli degli adulti.

Anziani Le caratteristiche farmacocinetiche della cefixima risultano leggermente modificate nei soggetti anziani. In questa popolazione non è necessaria alcuna riduzione del dosaggio a causa del piccolo aumento delle concentrazioni sieriche massime e della biodisponibilità e della piccola diminuzione della quantità escreta (dal 15 al 25%).

Compromissione della funzionalità epatica Nei pazienti con insufficienza epatica, l’eliminazione è rallentata (T = 6,4 ore), ma non è necessario 1/2 modificare la dose.

Compromissione della funzionalità renale Nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 20 ml/min) l’aumento dell’emivita di eliminazione plasmatica e delle concentrazioni sieriche massime comporta una riduzione della dose giornaliera da 400 mg a 200 mg/die negli adulti.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi condotti su roditori e cani hanno dimostrato che la cefixima non ha effetti tossici in dose singola o in somministrazioni ripetute. Non sono state rilevate proprietà mutagene o clastogeniche. Studi di riproduzione animale con cefixima in tre specie (ratti, topi, conigli) non indicano un potenziale teratogeno. Nei ratti non sono stati osservati effetti sullo sviluppo peri-postnatale e sulla fertilità. Non sono stati condotti studi a lungo termine sulla carcinogenesi.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo Cellulosa microcristallina Amido di mais pregelatinizzato Calcio idrogeno fosfato Magnesio stearato

Rivestimento Paraffina liquida leggera Ipromellosa (E464) Sodio laurilsolfato Titanio diossido (E171)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

30 mesi

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25 °C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Drelbista compresse rivestite con film è disponibile in confezioni contenenti blister in PVC/PVdc//Alluminio, inseriti in una scatola di cartone. Confezioni: 5, 7, 8, o 10 compresse rivestite con film.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Aristo Pharma GmbH Wallenroder Straße 8-10 13435 Berlino Germania

8. NUMERI DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO AIC 050873052 “400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 5 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 050873064 “400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 7 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 050873076 “400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 8 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 050873088 “400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/ RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 03 giugno 2024

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO 08/2026