Pascorbin: Scheda tecnica e prescrivibilità

Pascorbin - Acido Ascorbico - Il trattamento degli stati clinici di carenza di vitamina C si riferisce a una condizione che non è suscettibile ad appo ...

Pascorbin

Pascorbin (Acido Ascorbico)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Pascorbin: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Pascorbin

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Pascorbin 50 mg/mL soluzione iniettabile o per infusione

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

1 flaconcino con 50 mL di soluzione iniettabile o per infusione contiene: 2,5 g di acido ascorbico

La concentrazione è 50 mg/mL

Eccipiente con effetti noti:

Idrogenocarbonato di sodio (50 mL del prodotto contengono 324 mg di sodio).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile o per infusione. Soluzione trasparente, di colore giallo chiaro. Il pH varia da 6,2 a 7,4 e l’osmolarità è compresa tra 500 e 570 mOsm/kg.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Il trattamento degli stati clinici di carenza di vitamina C si riferisce a una condizione che non è suscettibile ad apporto alimentare o terapia sostitutiva orale, come:

  • disfunzione endoteliale, ad es. patologie cardiocircolatorie
  • dopo intervento chirurgico o trauma
  • nei pazienti in condizioni critiche
  • sepsi

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Adulti:

La dose abituale è di 0,5-1,0 g di acido ascorbico (corrispondente a 10-20 mL di soluzione). A seconda della situazione della malattia, per l’infusione possono essere utilizzati fino a 3 g di acido ascorbico al giorno. Negli studi con pazienti con le indicazioni richieste, si sono dimostrati efficaci i seguenti dosaggi:

  • disfunzione endoteliale: 1-3 g (20-60 mL)
  • dopo intervento chirurgico, trauma e in pazienti in condizioni critiche: 2-3 g (40-60 mL).
  • sepsi: almeno 1,5 g (30 mL)

Sono possibili dosi singole di più di 1 flaconcino (vedere paragrafo 6.3 e 6.6).

Popolazione pediatrica:

I bambini di età inferiore a 12 anni non devono ricevere una dose maggiore di 5-7 mg di acido ascorbico/kg di peso corporeo al giorno. Dosi elevate di Pascorbin sono controindicate nei bambini di età inferiore a 12 anni (vedere paragrafo 4.3).

Modo di somministrazione Per iniezione o infusione endovenosa. La terapia di iniezione/infusione deve essere eseguita da un medico.

La durata di utilizzo dipende dal decorso della malattia e dagli esiti degli esami di laboratorio.

04.3 Controindicazioni

− Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. − Urolitiasi da ossalato, iperossaluria − Disturbi da accumulo di ferro/sovraccarico di ferro (ad es. talassemia, emocromatosi, anemia sideroblastica, trasfusioni di concentrato di eritrociti) − Insufficienza renale (stadi KDIGO GFR G4 e 5 [<30 mL/min/1,73 m2]) − Deficit/carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi − Bambini di età inferiore a 12 anni: dosi elevate di vitamina C (vedere paragrafo 4.2)

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Insufficienza renale (stadio KDIGO GFR G3 [da 30 a <60 mL/min/1,73 m2]) I pazienti con funzionalità renale compromessa presentano un rischio maggiore di precipitazione di ossalati nelle urine a causa dell’integrazione di vitamina C. Pertanto, è necessario effettuare un attento monitoraggio della funzione renale (ad es. GFR, albumina).

I pazienti con predisposizione alla formazione di calcoli renali sono a rischio di sviluppare calcoli di ossalato di calcio quando si somministra un alto dosaggio di vitamina C. Si raccomanda di non superare un apporto giornaliero di vitamina C di 100-200 mg in pazienti con anamnesi di formazione di calcoli renali ricorrenti.

Questo medicinale contiene 324 mg di sodio per ogni flaconcino, equivalenti al 16% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Deve essere assicurato un adeguato apporto di liquidi (circa 1,5-2 L al giorno). Si raccomanda inoltre di evitare cibi ricchi di ossalato durante la terapia con acido ascorbico.

Nota:

Dopo la somministrazione di dosi in grammi, il livello di acido ascorbico nelle urine può aumentare tanto da influire sulle prestazioni dei test per determinati parametri clinico-chimici (glucosio, acido urico, creatinina, fosfato inorganico), quindi, i test potrebbero produrre risultati falsi. Anche l’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci può produrre risultati falsi negativi.

Nota da considerare nel trattamento dei pazienti diabetici:

L’acido ascorbico somministrato per uso parenterale può interferire con il dosaggio per la determinazione della glicemia.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

A causa di dosi elevate di acido ascorbico, le urine possono diventare acide, causando un inatteso riassorbimento di farmaci acidi al livello del tubulo renale, con conseguente produzione di una risposta esagerata. Al contrario, i farmaci basici possono mostrare un ridotto riassorbimento con conseguente diminuzione dell’effetto terapeutico. Dosi elevate possono ridurre la risposta agli anticoagulanti orali.

L’acido ascorbico somministrato in aggiunta alla deferoxamina in pazienti con sovraccarico di ferro per ottenere una migliore escrezione del suddetto elemento può peggiorarne la tossicità, in particolare per il cuore, nelle prime fasi del trattamento, quando è presente ferro tissutale in eccesso. Pertanto, si raccomanda di non somministrare l’acido ascorbico ai pazienti con funzione cardiaca normale per il primo mese dopo l’inizio della terapia a base di deferoxamina. L’acido ascorbico non deve essere somministrato insieme alla deferoxamina a pazienti con disfunzione cardiaca.

I pazienti con insufficienza renale trattati con antiacidi contenenti alluminio e citrato orale possono sviluppare un’encefalopatia potenzialmente fatale a causa di un marcato aumento dei livelli di alluminio nel sangue. Vi sono evidenze che la vitamina C possa interagire in modo analogo.

È stato segnalato che la somministrazione concomitante di acido ascorbico e flufenazina ha determinato una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di flufenazina.

L’acido ascorbico è un potente agente riduttore e interferisce con numerosi esami di laboratorio basati sulle reazioni di ossidazione-riduzione. Per informazioni specifiche sulle interferenze degli esami di laboratorio causate dall’acido ascorbico, consultare i riferimenti specializzati. Generalmente, deve essere preso in considerazione un intervallo di 1 giorno tra la somministrazione di Pascorbin e l’esame di laboratorio.

A causa della mancanza di dati clinici completi, dosaggi più elevati di vitamina C dovrebbero essere somministrati con un certo distacco temporale rispetto alla chemioterapia o alla radioterapia. La vitamina C viene infusa prima della chemio-/radioterapia, si raccomanda una distanza temporale di 24 ore. Se la vitamina C viene somministrata dopo la chemio-/radioterapia, è necessario mantenere un intervallo di almeno 24 ore. Per i chemioterapici con emivita > 6 ore, deve essere mantenuto un intervallo di 3-4 emivite.

I farmaci che prevedono la desaturazione tissutale dell’acido ascorbico includono acido acetilsalicilico, nicotina da sigarette, alcol, diversi soppressori dell’appetito, ferro, fenitoina, alcuni farmaci anticonvulsivanti, il componente estrogenico dei contraccettivi orali e la tetraciclina.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza e allattamento:

L’acido ascorbico attraversa la barriera placentare ed è escreto nel latte materno. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Dosi giornaliere da 100 a 500 mg di acido ascorbico non devono essere superate in donne in gravidanza e nelle madri che allattano al seno. A causa del suo elevato contenuto di vitamina C, Pascorbin non è adatto all’uso in gravidanza.

Fertilità Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sugli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, se si manifestano effetti collaterali indesiderati come descritto nel paragrafo 4.8 (capogiri, offuscamento della vista), la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari può essere compromessa.

04.8 Effetti indesiderati

Gli eventi avversi sono classificati in base alla frequenza, nel modo seguente:

Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1 000, <1/100) Raro (≥1/10 000, <1/1 000) Molto raro (<1/10 000), Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Molto raro: reazioni di ipersensibilità respiratoria, ad es. dispnea/sofferenza respiratoria.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Molto raro: reazioni da ipersensibilità cutanea, ad es. esantema, orticaria, prurito.

Patologie vascolari:

Molto raro: problemi di circolazione transitori (ad es. capogiri, nausea, cefalgia, compromissione della vista)

Infezioni ed infestazioni:

Molto raro: reazioni quali brividi e temperatura elevata sono state osservate nei pazienti con infezioni acute.

Patologie gastrointestinali:

Molto raro: dosi elevate possono causare patologie gastrointestinali, ad es. nausea, vomito, diarrea.

Patologie renali e urinarie:

Molto raro: dosi elevate possono causare iperossaluria e calcoli renali di ossalato se l’urina diventa acida. Molto raro: dosi di 600 mg o più al giorno hanno un’azione diuretica.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

04.9 Sovradosaggio

Per il rischio di formazione di calcoli renali, vedere paragrafo 4.4.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: acido ascorbico (vitamina C), semplice Codice ATC: A11GA01

Pascorbin contiene acido ascorbico, un principio attivo essenziale per il corpo umano.

L’acido ascorbico e l’acido deidroascorbico formano un’importante sistema redox. La vitamina C agisce, grazie al suo potenziale di riduzione, come co-fattore in numerosi sistemi enzimatici, per es. nella formazione di collagene, nella sintesi delle catecolamine, nell’idrossilazione di steroidi, tirosina e sostanze esogene, nella biosintesi della carnitina, nella rigenerazione dell’acido tetraidrofolico, nell’alfa-amidazione dei peptidi, tra cui ormoni peptidici e neuropeptidi (ad es. ACTH e gastrina).

L’acido ascorbico blocca le reazioni a catena indotte dai radicali dell’ossigeno nei compartimenti idrici del corpo. L’attività antiossidante è in stretta interazione biochimica con l’attività delle vitamine E, A e dei carotenoidi.

Per esempio, l’acido ascorbico è coinvolto nella rigenerazione della vitamina E. Quando vengono somministrate dosi elevate di acido ascorbico, è sempre necessario garantire concentrazioni sufficienti di vitamina E.

Sintomi da deficit:

La carenza di vitamina C compromette le risposte del sistema immunitario, in particolare la chemiotassi, l’attivazione del complemento e la produzione di interferoni.

Lo scorbuto o malattia di Moeller-Barlow, un tipo di malattia causato da una carenza di vitamina C clinicamente evidente, si sviluppa in modo insidioso in pochi mesi dagli stati di carenza latente di vitamina C.

I segni aspecifici di una carenza di vitamina C incipiente sono una riduzione delle prestazioni fisiche e sintomi di disfunzione psicometrica oggettiva, come esaurimento rapido o irritabilità. In seguito, si sviluppa una maggiore fragilità capillare e una ridotta resistenza alle infezioni e, infine, si sviluppano petecchie sottomucose e sottocutanee. Questi sintomi sono spesso accompagnati da anemia macrocitaria ipocromica (spesso ferro-rifrattiva). Allo stesso tempo, la guarigione della ferita è rallentata e la capacità di formazione della cicatrice del tessuto connettivo è compromessa.

Popolazioni a rischio:

A rischio di carenza di vitamina C sono gli anziani (> 65 anni di età), le persone che ingeriscono regolarmente grandi quantità di alcol, i fumatori, le donne in gravidanza, le madri in allattamento e le persone con abitudini alimentari sbilanciate. L’uso a lungo termine di medicinali, in particolare salicilati, tetracicline e corticosteroidi, può ridurre le riserve di vitamina C.

Nei pazienti con malattie infettive acute, parenchima epatico grave, lesioni gravi (trauma, ustioni, interventi chirurgici maggiori), pancreatite acuta, polmonite, sepsi, insufficienza multiorgano e durante il trattamento emodialitico, si riscontra un calo massivo del contenuto di vitamina C nei leucociti e/o nelle concentrazioni plasmatiche di vitamina C. Basse concentrazioni di vitamina C nel plasma e nei leucociti si osservano anche nei pazienti con malattie infettive croniche, gravi sindromi da malassorbimento e malattia maligna allo stadio terminale.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Il profilo farmacocinetico dell’acido ascorbico dipende dalla dose e dalla via di somministrazione.

Assorbimento In seguito alla somministrazione orale, l’assorbimento dose-dipendente dell’acido ascorbico nell’intestino tenue da parte di specifici trasportatori Na+ dipendenti (SVCT1 e SVCT2) si verifica in una reazione che consuma energia.

La quantità di assunzione di 200 mg è ottimale perché la biodisponibilità allo stato stazionario è del 100%. Con dosi maggiori di un grammo, l’assorbimento è inferiore al 50%. Parti della quantità non assorbita vengono degradate in acidi inorganici e CO dal microbioma. L’uso orale di 1 grammo di acido ascorbico determina il picco di concentrazione plasmatica di circa 90 μmol/L (equivalenti a 1,6 mg/dL). Dosi orali estremamente elevate (3 g di vitamina C 6 volte al giorno) producono livelli plasmatici di 220 μmol/L (equivalenti a 3,9 mg/dL) in un breve periodo di tempo.

L’uso parenterale di acido ascorbico porta a livelli plasmatici notevolmente più alti. La vitamina C alla dose di 1,25 g per via endovenosa produce il picco di concentrazione plasmatica di circa 885 μmol/L (equivalenti a 15,5 mg/dL) e il picco dei livelli plasmatici previsti di vitamina C per 3 g per via endovenosa sono di circa 1,760 μmol/L (equivalenti a 31 mg/dL).

Distribuzione L’assorbimento cellulare dell’ascorbato si ottiene nei tessuti corporei e nel lume del colon tramite gli stessi trasportatori sodio-dipendenti dell’ascorbato SVCT1 o SVCT2 in un processo che richiede energia. La capacità dei tessuti di assorbire l’ascorbato dipende dalla concentrazione del trasportatore intracellulare che varia nei diversi tipi di tessuto. Un ulteriore meccanismo di trasporto è l’assorbimento dell’ascorbato ossidato (deidroascorbato) tramite i trasportatori del glucosio (GLUT). Questo processo procede più rapidamente dell’assorbimento attivo di ascorbato e promuove la rigenerazione glutatione-dipendente all’interno della cellula.

Metabolismo e eliminazione L’ascorbato si lega solo in minima parte a proteine come l’albumina e viene eliminato per filtrazione glomerulare ed escrezione renale. Se la concentrazione plasmatica di vitamina C scende al di sotto del livello soglia di 80 µM, si verifica un riassorbimento attivo dipendente dal sodio e dall’energia. Il metabolismo avviene principalmente per conversione in ossalato urinario. I pazienti con una predisposizione alla formazione di calcoli renali sono a rischio di sviluppo di calcoli di ossalato di calcio in seguito a dosi elevate di vitamina C. L’escrezione renale include la filtrazione glomerulare seguita dal riassorbimento nel tubulo prossimale. La soglia renale è di circa 57 μmol/L (equivalente a 1 mg/dL). Al di sotto di tale concentrazione plasmatica, il riassorbimento dell’ascorbato dall’urina primaria è completo. Quando la concentrazione plasmatica supera la soglia renale, la quantità di ascorbato disperso nelle urine aumenta. Dopo la somministrazione orale, la variazione intra-individuale dell’escrezione urinaria di vitamina C è elevata.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

L’acido ascorbico è risultato essenzialmente non tossico negli studi di tossicità a dose singola e a dose ripetuta, anche a livelli di dosaggio estremamente elevati. L’acido ascorbico non era genotossico nei test standard e non era cancerogeno negli studi a lungo termine condotti sugli animali. L’acido ascorbico non ha influito sulla fertilità maschile e femminile in vivo e non è risultato teratogeno in diversi studi condotti sulla teratogenicità in ratti e topi. Anche lo sviluppo peri e postnatale della prole e il comportamento riproduttivo delle madri non sono stati influenzati dall’acido ascorbico a livelli di dosaggio elevati. L’acido ascorbico non è risultato irritante negli studi standard sull’irritazione della pelle e degli occhi.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Idrogenocarbonato di sodio Acqua per preparazioni iniettabili.

06.2 Incompatibilità

Una miscela di soluzioni di acido ascorbico con sostanze sensibili alla riduzione deve essere evitata. Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

06.3 Periodo di validità

2 anni.

Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Nel caso in cui non venga utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione del prodotto in uso prima del suo utilizzo sono di responsabilità dell’utente e normalmente non dovrebbero superare le 24 ore a temperature comprese tra 2 °C e 8 °C, a meno che l’apertura non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e comprovate.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Pascorbin è fornito in un flaconcino per iniezione da 50 mL in vetro di colore marrone (classe idrolitica II, Ph. Eur.) con tappi in gomma bromobutilica e capsula di chiusura in alluminio. Le confezioni sono da 1, 20 o 60 flaconcini.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Istruzioni per l’uso e la manipolazione La soluzione iniettabile o per infusione priva di conservanti è esclusivamente monouso. Deve essere utilizzata immediatamente dopo l’apertura. Qualsiasi soluzione non utilizzata deve essere eliminata.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Pascoe pharmazeutische Präparate GmbH Schiffenberger Weg 55 D-35394 Gießen Germania

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

050731013 – “50 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione” 1 flaconcino in vetro da 50 ml 050731025 – “50 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione ” 20 flaconcini in vetro da 50 ml 050731037 – “50 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione” 60 flaconcini in vetro da 50 ml

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

14 aprile 2024

10.0 Data di revisione del testo

04/2024