Esomeprazolo Demo
Esomeprazolo Demo (Esomeprazolo Sodico)
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Esomeprazolo Demo: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))
Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Esomeprazolo Demo
01.0 Denominazione del medicinale
Esomeprazolo DEMO 40 mg polvere per soluzione iniettabile/per infusione
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Ogni flaconcino contiene 40 mg di esomeprazolo (come sale sodico).
Eccipienti con effetti noti:
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 40 mg, cioè essenzialmente ‘senza sodio’. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Polvere per soluzione iniettabile/per infusione.
Massa porosa o polvere da bianca a quasi bianca.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Esomeprazolo DEMO per iniezione e infusione è indicato negli adulti per:
- il trattamento antisecretorio gastrico, quando la somministrazione orale non è possibile, nei casi
di:
- malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) nei pazienti con esofagite e/o sintomi severi da
reflusso
- guarigione delle ulcere gastriche associate alla terapia con farmaci antinfiammatori non
steroidei (FANS)
- prevenzione delle ulcere gastriche e duodenali associate alla terapia con FANS nei
pazienti a rischio
- prevenzione delle recidive di sanguinamento dopo il trattamento endoscopico dell’emorragia
acuta di ulcere gastriche o duodenali.
Esomeprazolo DEMO per iniezione e infusione è indicato nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 1 e 18 anni per:
- il trattamento antisecretorio gastrico, quando la somministrazione orale non è possibile, come
nei casi di:
- malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) nei pazienti con esofagite da reflusso
erosivo e/o sintomi severi da reflusso.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia
Adulti
Trattamento antisecretorio gastrico, quando la somministrazione orale non è possibile I pazienti che non possono assumere farmaci per via orale possono essere trattati per via parenterale
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 con 20-40 mg una volta al giorno. I pazienti con esofagite da reflusso devono essere trattati con 40 mg una volta al giorno. I pazienti con malattia da reflusso sintomatica devono assumere una dose di 20 mg una volta al giorno.
Per la guarigione delle ulcere gastriche associate alla terapia con farmaci antinfiammatori non steroidei, la dose usuale è di 20 mg una volta al giorno. Per la prevenzione delle ulcere gastriche e duodenali associate alla terapia con farmaci antinfiammatori non steroidei, i pazienti a rischio devono essere trattati con 20 mg una volta al giorno.
Usualmente la durata del trattamento per via endovenosa è breve e il passaggio alla terapia orale deve avvenire appena possibile.
Prevenzione delle recidive di sanguinamento delle ulcere gastriche e duodenali Dopo trattamento endoscopico dell’emorragia acuta di ulcere gastriche o duodenali, somministrare 80 mg per infusione in bolo per 30 minuti, seguito da un’infusione endovenosa continua di 80 mg/h per 3 giorni (72 ore).
Al periodo di trattamento parenterale deve seguire una terapia di soppressione acida per via orale.
Modo di somministrazione
Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Iniezione Dose da 40 mg Somministrare 5 mL della soluzione ricostituita (8 mg/mL) come iniezione endovenosa della durata di almeno 3 minuti.
Dose da 20 mg Somministrare 2,5 mL o metà della soluzione ricostituita (8 mg/mL) come iniezione endovenosa della durata di almeno 3 minuti. La soluzione inutilizzata deve essere gettata.
Infusione Dose da 40 mg La soluzione ricostituita deve essere somministrata come infusione endovenosa in 10-30 minuti.
Dose da 20 mg Metà della soluzione ricostituita deve essere somministrata come infusione endovenosa in 1030 minuti. La soluzione inutilizzata deve essere gettata.
Dose in bolo da 80 mg La soluzione ricostituita deve essere somministrata come infusione endovenosa continua per 30 minuti.
Dose da 8 mg/h La soluzione ricostituita deve essere somministrata come infusione endovenosa continua per un periodo di 71,5 ore (con una velocità di infusione calcolata di 8 mg/h. Vedere paragrafo 6.3 per la validità della soluzione ricostituita).
Popolazioni speciali
Compromissione renale Nei pazienti con funzionalità renale compromessa non sono necessari aggiustamenti della dose. A causa della limitata esperienza in pazienti con severa insufficienza renale, questi pazienti devono essere trattati con cautela (vedere paragrafo 5.2.).
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 Compromissione epatica MRGE MRGE: nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata non sono necessari aggiustamenti della dose. Nei pazienti con severa compromissione epatica, non deve essere superata la dose massima giornaliera di 20 mg di Esomeprazolo DEMO (vedere paragrafo 5.2).
Ulcere sanguinanti: nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata non sono necessari aggiustamenti della dose. Nei pazienti con severa compromissione epatica, dopo una dose iniziale in bolo di 80 mg di Esomeprazolo DEMO, può essere sufficiente continuare il trattamento con la dose di 4 mg/h per 71,5 ore come infusione endovenosa continua (vedere paragrafo 5.2).
Anziani Negli anziani non sono necessari aggiustamenti della dose.
Popolazione pediatrica
Posologia
Bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 18 anni
Trattamento antisecretorio gastrico, quando la somministrazione orale non è possibile
I pazienti che non possono assumere il medicinale per via orale possono essere trattati per via parenterale una volta al giorno, nell’ambito di un periodo di trattamento completo per MRGE (vedere le dosi nella tabella seguente).
Il trattamento per via endovenosa deve essere solitamente di breve durata e il passaggio al trattamento per via orale deve avvenire il prima possibile.
Dosi raccomandate di esomeprazolo per via endovenosa
| Gruppo di età | Trattamento dell’esofagite erosiva da reflusso | Trattamento sintomatico della MRGE |
| 1-11 anni | Peso <20 kg: 10 mg una volta al Giorno Peso ≥20 kg: 10 mg o 20 mg una volta al giorno | 10 mg una volta al giorno |
| 12-18 anni | 40 mg una volta al giorno | 20 mg una volta al giorno |
Modo di somministrazione
Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Iniezione
Dose da 40 mg
Somministrare 5 mL della soluzione ricostituita (8 mg/mL) come iniezione endovenosa della durata di almeno 3 minuti.
Dose da 20 mg
Somministrare 2,5 mL o metà della soluzione ricostituita (8 mg/mL) come iniezione endovenosa della durata di almeno 3 minuti. La soluzione inutilizzata deve essere gettata.
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 Dose da 10 mg
Somministrare 1,25 mL della soluzione ricostituita (8 mg/mL) come iniezione endovenosa della durata di almeno 3 minuti. La soluzione inutilizzata deve essere gettata.
Infusione
Dose da 40 mg
La soluzione ricostituita deve essere somministrata come infusione endovenosa della durata di 1030 minuti.
Dose da 20 mg
Metà della soluzione ricostituita deve essere somministrata come infusione endovenosa della durata di 10-30 minuti. La soluzione inutilizzata deve essere gettata.
Dose da 10 mg
Un quarto della soluzione ricostituita deve essere somministrata come infusione endovenosa della durata di 10-30 minuti. La soluzione inutilizzata deve essere gettata.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo, ai sostituti benzimidazolici o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Esomeprazolo non deve essere usato in concomitanza con nelfinavir (vedere paragrafo 4.5).
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
In presenza di qualsiasi sintomo allarmante (ad es. significativa perdita di peso non intenzionale, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi o melena) e quando si sospetta o è confermata la presenza di un’ulcera gastrica, la natura maligna dell’ulcera deve essere esclusa in quanto la terapia con Esomeprazolo DEMO può alleviare i sintomi e ritardare la diagnosi.
Infezioni gastrointestinali Il trattamento con gli inibitori di pompa protonica può portare ad un lieve aumento del rischio di infezioni gastrointestinali, quali quelle da Salmonella e Campylobacter (vedere paragrafo 5.1).
Assorbimento della vitamina B12 Esomeprazolo, come tutti i farmaci acido-bloccanti, può ridurre l’assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) a causa di ipo- o acloridria. Ciò deve essere preso in considerazione in pazienti in terapia a lungo termine con riserve corporee ridotte o con fattori di rischio per ridotto assorbimento della vitamina B12.
Ipomagnesiemia È stato riportato che gli inibitori di pompa protonica (IPP) come l’esomeprazolo, in pazienti trattati per almeno tre mesi e in molti casi per un anno, possono causare severa ipomagnesiemia. Si possono manifestare gravi sintomi di ipomagnesiemia come stanchezza, tetania, delirio, convulsioni, capogiri e aritmia ventricolare, ma essi possono iniziare in maniera insidiosa ed essere trascurati. Nella maggior parte dei pazienti affetti, l’ipomagnesiemia migliora dopo l’assunzione di magnesio e la sospensione dell’IPP. Nei pazienti in terapia per un periodo prolungato o che assumono IPP insieme a digossina o medicinali che possono causare ipomagnesiemia (ad es. diuretici), gli operatori sanitari devono prendere in considerazione la misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con IPP e periodicamente durante il trattamento.
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 Rischio di frattura Gli inibitori di pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevate e per periodi prolungati (>1 anno), potrebbero causare un lieve aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio conosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica potrebbero aumentare il rischio complessivo di frattura del 10-40%. Tale aumento potrebbe essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure in base alle attuali linee guida di pratica clinica e devono assumere un’adeguata quantità di vitamina D e calcio.
Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS) Gli inibitori di pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di LECS. In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l’operatore sanitario deve valutare l’opportunità di interrompere il trattamento con Esomeprazolo DEMO. La comparsa di LECS in seguito ad un trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori di pompa protonica.
Combinazione con altri medicinali La co-somministrazione di esomeprazolo e atazanavir non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Qualora si ritenga che l’associazione di atazanavir con un inibitore di pompa protonica sia inevitabile, si raccomanda un attento monitoraggio clinico in associazione ad un aumento della dose di atazanavir a 400 mg con 100 mg di ritonavir; la dose di esomeprazolo non deve superare i 20 mg.
L’esomeprazolo è un inibitore del CYP2C19. All’inizio o alla fine del trattamento con esomeprazolo deve essere considerata la potenziale interazione con farmaci metabolizzati dal CYP2C19. È stata osservata un’interazione tra clopidogrel ed esomeprazolo (vedere paragrafo 4.5). La rilevanza clinica di questa interazione è incerta. A titolo precauzionale, deve essere scoraggiato l’uso concomitante di esomeprazolo e clopidogrel.
Reazioni avverse cutanee gravi (SCARs) Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) come eritema multiforme (EM), sindrome di Stevens- Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN) e reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che possono essere pericolose per la vita, sono state riportate molto raramente in associazione al trattamento con esomeprazolo. I pazienti devono essere informati dei segni e sintomi delle reazioni cutanee severe EM/SJS/TEN/DRESS e devono consultare immediatamente un medico quando osservano segni o sintomi indicativi. L’esomeprazolo deve essere interrotto immediatamente in caso di segni e sintomi di reazioni cutanee severe e, al bisogno, devono essere fornite ulteriori cure mediche/ un attento monitoraggio. La ri-somministrazione del farmaco non deve essere effettuata in pazienti con EM/SJS/TEN/DRESS.
Interferenza con gli esami di laboratorio Un livello aumentato di Cromogranina A (CgA) può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Per evitare tale interferenza, il trattamento con Esomeprazolo DEMO deve essere sospeso per almeno 5 giorni prima del dosaggio della CgA (vedere paragrafo 5.1). Se i livelli di CgA e di gastrina non sono tornati entro il range di riferimento dopo la misurazione iniziale, occorre ripetere le misurazioni 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con l’inibitore della pompa protonica.
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025
04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Effetti di esomeprazolo sulla farmacocinetica di altri medicinali
Inibitori della proteasi Sono state segnalate interazioni tra omeprazolo e alcuni inibitori della proteasi. La rilevanza clinica e i meccanismi di tali interazioni non sono sempre noti. Un aumento del pH gastrico durante il trattamento con omeprazolo può modificare l’assorbimento degli inibitori della proteasi. Altri possibili meccanismi di interazione avvengono attraverso l’inibizione del CYP2C19.
È stata segnalata una diminuzione dei livelli sierici di atazanavir e nelfinavir quando somministrati con omeprazolo e pertanto la somministrazione concomitante non è raccomandata. La somministrazione concomitante di omeprazolo (40 mg una volta al giorno) con atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg nei volontari sani ha determinato una sostanziale riduzione dell’esposizione ad atazanavir (una diminuzione di circa il 75% dell’AUC, C e C ). Un aumento della dose di atazanavir a 400 mg non max min ha compensato l’impatto dell’omeprazolo sull’esposizione ad atazanavir. La co-somministrazione di omeprazolo (20 mg/die) con atazanavir 400 mg/ritonavir 100 mg in volontari sani è risultata in una diminuzione di circa il 30% nell’esposizione ad atazanavir rispetto all’esposizione osservata con atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg/die senza omeprazolo 20 mg/die. La co-somministrazione di omeprazolo (40 mg/die) ha ridotto l’AUC, la C e la C medi di nelfinavir del 36-39% e l’AUC, la max min C e la C medi del metabolita farmacologicamente attivo M8 del 75-92%. La somministrazione max min concomitante di esomeprazolo e atazanavir non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4) e la somministrazione concomitante di esomeprazolo e nelfinavir è controindicata (vedere paragrafo 4.3) a causa degli effetti farmacodinamici e delle proprietà farmacocinetiche simili di omeprazolo ed esomeprazolo.
Sono stati segnalati aumentati livelli sierici (80-100%) di saquinavir (in co-somministrazione con ritonavir) durante il trattamento concomitante con omeprazolo (40 mg/die). Il trattamento con omeprazolo 20 mg/die non ha avuto effetti sull’esposizione di darunavir (in co-somministrazione con ritonavir) e amprenavir (in co-somministrazione con ritonavir). Il trattamento con omeprazolo 20 mg/die non ha avuto effetti sull’esposizione di amprenavir (con e senza co-somministrazione di ritonavir ). Il trattamento con omeprazolo 40 mg/die non ha avuto effetti sull’esposizione di lopinavir (in co-somministrazione con ritonavir).
Metotressato In alcuni pazienti è stato riportato che i livelli di metotressato aumentano se somministrato insieme a inibitori di pompa protonica. In presenza di alte dosi di metotressato, può essere necessario prendere in considerazione la sospensione temporanea di esomeprazolo.
Tacrolimus È stato segnalato che i livelli sierici di tacrolimus aumentano se somministrato in concomitanza con esomeprazolo. Si deve eseguire un monitoraggio rinforzato delle concentrazioni di tacrolimus e della funzionalità renale (clearance della creatinina) e, nel caso sia necessario, si deve aggiustare il dosaggio di tacrolimus.
Medicinali con assorbimento dipendente dal pH La soppressione dell’acidità gastrica correlata al trattamento con esomeprazolo e con altri inibitori di pompa protonica può diminuire o aumentare l’assorbimento di medicinali con assorbimento gastrico dipendente dal pH. Come con altri medicinali che riducono l’acidità intragastrica, l’assorbimento di farmaci quali ketoconazolo, itraconazolo ed erlotinib può diminuire e l’assorbimento di digossina può aumentare durante il trattamento con esomeprazolo. Il trattamento concomitante con omeprazolo (20 mg al giorno) e digossina in soggetti sani ha aumento la biodisponibilità della digossina del 10% (fino al 30% in due soggetti su dieci). È stata raramente segnalata tossicità per la digossina. Tuttavia, occorre cautela quando l’esomeprazolo è somministrato ad alte dosi ai pazienti anziani. Il monitoraggio dell’uso terapeutico di digossina deve quindi essere rinforzato.
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 Medicinali metabolizzati dal CYP2C19 L’esomeprazolo inibisce il suo principale enzima metabolizzante, il CYP2C19. Di conseguenza, quando esomeprazolo viene associato a farmaci metabolizzati attraverso il CYP2C19, come diazepam, citalopram, imipramina, clomipramina, fenitoina ecc., le concentrazioni plasmatiche di questi farmaci possono essere aumentate e può rendersi necessaria una riduzione della dose. Non sono stati condotti studi di interazione in vivo con il regime endovenoso a dosi elevate (80 mg + 8 mg/h). L’effetto di esomeprazolo sui medicinali metabolizzati attraverso il CYP2C19 può essere più pronunciato nel corso di questo regime, e i pazienti devono essere strettamente monitorati per individuare effetti avversi, durante il periodo di trattamento endovenoso di 3 giorni.
Diazepam La somministrazione concomitante per via orale di 30 mg di esomeprazolo ha determinato una riduzione del 45% della clearance del diazepam, un substrato del CYP2C19.
Fenitoina La somministrazione concomitante per via orale di 40 mg di esomeprazolo e fenitoina ha determinato un aumento del 13% dei livelli plasmatici minimi di fenitoina nei pazienti epilettici. Si raccomanda di monitorare le concentrazioni plasmatiche di fenitoina quando si inizia o si sospende il trattamento con esomeprazolo.
Voriconazolo L’omeprazolo (40 mg /die) ha aumentato la C e l’AUC del voriconazolo (un substrato del max τ CYP2C19) rispettivamente del 15% e del 41%.
Cilostazolo Omeprazolo, come pure esomeprazolo, agiscono da inibitori del CYP2C19. Omeprazolo, somministrato a dosi di 40 mg in soggetti sani in uno studio incrociato, ha aumentato la C e l’AUC max del cilostazolo del 18% e del 26%, rispettivamente, e di uno dei suoi metaboliti attivi del 29% e del 69%, rispettivamente.
Cisapride Nei volontari sani, la somministrazione concomitante per via orale di 40 mg di esomeprazolo e di cisapride promuove un innalzamento del 32% dell’area sotto la curva concentrazione plasmatica/tempo (AUC) e un prolungamento del 31% dell’emivita di eliminazione (t ), ma non un 1/2 aumento significativo dei picchi di concentrazione plasmatica della cisapride. Il lieve prolungamento dell’intervallo QTc osservato dopo somministrazione di cisapride da sola, non ha subito un ulteriore prolungamento in seguito alla somministrazione di cisapride in combinazione con esomeprazolo.
Warfarin La somministrazione concomitante per via orale di 40 mg di esomeprazolo a pazienti trattati con warfarin in uno studio clinico ha dimostrato che i tempi di coagulazione rientravano nel range accettato. Tuttavia, nel periodo successivo alla commercializzazione di esomeprazolo per uso orale, sono stati riportati alcuni casi isolati di valori elevati di INR clinicamente significativi durante il trattamento concomitante. Si raccomanda il monitoraggio dei pazienti all’inizio e alla sospensione del trattamento concomitante con esomeprazolo durante la terapia con warfarin o altri derivati cumarinici.
Clopidogrel I risultati ottenuti da studi condotti su soggetti sani hanno mostrato un’interazione farmacocinetica (PK)/farmacodinamica (PD) tra clopidogrel (dose di carico 300 mg/dose di mantenimento 75 mg al giorno) ed esomeprazolo (40 mg p.o. al giorno), con conseguente diminuzione media del 40% dell’esposizione al metabolita attivo del clopidogrel e diminuzione media del 14% dell’inibizione massima (ADP indotta) dell’aggregazione piastrinica.
Uno studio condotto su soggetti sani ha mostrato che l’esposizione al metabolita attivo del clopidogrel è diminuita quasi del 40% quando clopidogrel è stato somministrato in concomitanza con una dose fissa della combinazione di 20 mg di esomeprazolo + 81 mg di ASA rispetto a quando somministrato da solo. Tuttavia, in questi soggetti, il livello massimo d’inibizione (ADP indotta) dell’aggregazione
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 piastrinica è risultata la stessa nei gruppi trattati con clopidogrel e con clopidogrel + combinazione (esomeprazolo + ASA).
Sono stati riportati dati divergenti, provenienti da studi osservazionali e clinici, sulle implicazioni cliniche di un’interazione PK/PD di esomeprazolo in termini di eventi cardiovascolari maggiori. A titolo precauzionale, deve essere scoraggiato l’uso concomitante di clopidogrel.
Medicinali studiati con interazioni non clinicamente rilevanti Amoxicillina o chinidina Esomeprazolo ha dimostrato di non avere alcun effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica di amoxicillina o di chinidina.
Naprossene o rofecoxib Non sono state evidenziate interazioni farmacocinetiche clinicamente rilevanti negli studi a breve termine in cui è stata valutata la somministrazione concomitante di esomeprazolo con naprossene o con rofecoxib.
Effetti di altri medicinali sulla farmacocinetica dell’esomeprazolo Medicinali che inibiscono il CYP2C19 e/o il CPY3A4 L’esomeprazolo è metabolizzato attraverso il CYP2C19 e dal CYP3A4. La somministrazione concomitante per via orale di esomeprazolo e un inibitore del CYP3A4, claritromicina (500 mg b.i.d.), ha determinato un raddoppiamento dell’esposizione (AUC) all’esomeprazolo. La somministrazione concomitante di esomeprazolo e di un inibitore combinato del CYP2C19 e del CYP3A4 può comportare un’esposizione dell’esomeprazolo più che raddoppiata. Il voriconazolo, inibitore del CYP2C19 e del CYP3A4, ha aumentato del 280% i valori dell’AUC dell’omeprazolo. In τ entrambe queste situazioni non è di norma richiesto un aggiustamento della dose di esomeprazolo. Tuttavia, un aggiustamento della dose deve essere preso in considerazione nei pazienti con severa compromissione epatica e qualora fosse indicato un trattamento a lungo termine.
Medicinali che inducono il CYP2C19 e/o il CPY3A4 I farmaci noti per indurre CYP2C19 o CYP3A4 o entrambi (come la rifampicina e l’erba di S. Giovanni) possono portare a una diminuzione dei livelli sierici di esomeprazolo aumentando il metabolismo dell’esomeprazolo.
Popolazione pediatrica Gli studi di interazione sono stati condotti soltanto negli adulti.
04.6 Gravidanza e allattamento
Gravidanza Per esomeprazolo i dati clinici sull’esposizione in gravidanza sono insufficienti. Con omeprazolo, miscela racemica, non sono stati osservati effetti fetotossici o malformazioni negli studi epidemiologici condotti su un vasto numero di donne in gravidanza. Studi condotti sugli animali con esomeprazolo non indicano effetti dannosi diretti o indiretti a carico dello sviluppo embriofetale. Studi condotti sugli animali con la miscela racemica non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, parto o sviluppo postnatale. La prescrizione di Esomeprazolo DEMO a donne in gravidanza deve avvenire con cautela. Una moderata quantità di dati relativi a donne in gravidanza (300-1 000 esiti di gravidanza) indica assenza di tossicità malformativa o fetale/neonatale di esomeprazolo. Studi condotti sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la tossicità della riproduzione (vedere paragrafo 5.3).
Allattamento Non è noto se l’esomeprazolo sia escreto nel latte materno, non esistono informazioni sufficienti relative agli effetti di esomeprazolo nei neonati/lattanti. Esomeprazolo non deve essere usato durante l’allattamento al seno.
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 Fertilità Studi condotti sugli animali con la miscela racemica di omeprazolo, somministrato per via orale, non hanno evidenziato effetti sulla fertilità.
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Esomeprazolo altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Sono state segnalate reazioni avverse quali capogiro (non comune) e offuscamento della vista (non comune) (vedere paragrafo 4.8). Se affetti, i pazienti non devono guidare o utilizzare macchinari.
04.8 Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza Mal di testa, dolori addominali, diarrea e nausea sono tra le reazioni avverse che sono state più comunemente riportate negli studi clinici (e anche nell’utilizzo post-marketing). Inoltre, il profilo di sicurezza è simile per diverse formulazioni, indicazioni di trattamento, gruppi di età e popolazioni di pazienti. Non sono state identificate reazioni avverse correlate alla dose.
Tabella delle reazioni avverse Le seguenti reazioni avverse al medicinale sono state identificate o sospettate durante il programma di studi clinici condotti con esomeprazolo somministrato per via orale o endovenosa e dopo la commercializzazione della formulazione orale.
Le reazioni sono state classificate in base alla frequenza: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 e <1/10); non comune (≥1/1 000 e <1/100); raro (≥1/10 000;<1/1 000); molto raro (<1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classificazione per Sistemi e Organi | Frequenza | Effetti indesiderati |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Raro | Leucopenia, trombocitopenia |
| Molto raro | Agranulocitosi, pancitopenia | |
| Disturbi del sistema immunitario | Raro | Reazioni di ipersensibilità, ad es. febbre, angioedema e reazione anafilattica/shock anafilattico |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Non comune | Edema periferico |
| Raro | Iponatremia | |
| Non nota | Ipomagnesiemia (vedere paragrafo 4.4); severa ipomagnesiemia può essere correlata a ipocalcemia. L’ipomagnesiemia può anche essere associata a ipokaliemia. | |
| Disturbi psichiatrici | Non comune | Insonnia |
| Raro | Agitazione, confusione, depressione | |
| Molto raro | Aggressività, allucinazioni | |
| Patologie del sistema nervoso | Comune | Cefalea |
| Non comune | Capogiri, parestesia, sonnolenza | |
| Raro | Disturbi del gusto | |
| Patologie dell’occhio | Non comune | Visione offuscata |
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Non comune | Vertigini |
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Raro | Broncospasmo |
| Patologie gastrointestinali | Comune | Dolore addominale, stipsi, diarrea, flatulenza, nausea/vomito, polipi della ghiandola fundica (benigni) |
| Non comune | Bocca secca | |
| Raro | Stomatite, candidosi gastrointestinale | |
| Non nota | Colite microscopica | |
| Patologie epatobiliari | Non comune | Innalzamento dei valori degli enzimi epatici |
| Raro | Epatite con o senza itterizia | |
| Molto raro | Insufficienza epatica, encefalopatia in pazienti con malattia epatica preesistente | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | Reazioni in sede di somministrazione* |
| Non comune | Dermatite, prurito, eruzione cutanea, orticaria | |
| Raro | Alopecia, fotosensibilità | |
| Molto raro | Eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) | |
| Non nota | Lupus eritematoso cutaneo subacuto (vedere paragrafo 4.4) | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Non comune | Frattura dell’anca, del polso o della colonna vertebrale (vedere paragrafo 4.4) |
| Raro | Artralgia, mialgia | |
| Molto raro | Debolezza muscolare | |
| Patologie renali e urinarie | Molto raro | Nefrite interstiziale: in alcuni pazienti è stata riportata insufficienza renale concomitante. |
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | Molto raro | Ginecomastia |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Raro | Malessere, aumento della sudorazione |
* Le reazioni in sede di somministrazione sono state osservate principalmente in uno studio con esposizione ad alte dosi per 3 giorni (72 ore) (vedere paragrafo 5.3).
È stata segnalata compromissione irreversibile della visione in casi isolati di pazienti gravemente malati che hanno ricevuto omeprazolo (forma racemica) per iniezione endovenosa, specialmente a dosi elevate, ma non è stata stabilita alcuna relazione di causalità con il farmaco.
Popolazione pediatrica È stato condotto uno studio randomizzato, in aperto, multinazionale per la valutazione della farmacocinetica di dosi ripetute di esomeprazolo somministrate per via endovenosa per 4 giorni una
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 volta al giorno in pazienti pediatrici di età compresa tra 0 e 18 anni (vedere paragrafo 5.2). Un totale di 57 pazienti (8 bambini nel gruppo di età 1-5 anni) sono stati inclusi per la valutazione di sicurezza. I risultati di sicurezza sono coerenti con il profilo di sicurezza noto di esomeprazolo; non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
04.9 Sovradosaggio
L’esperienza sul sovradosaggio intenzionale è attualmente molto limitata. Sintomi gastrointestinali e debolezza sono stati descritti in relazione all’assunzione di una dose orale di 280 mg. Dosi singole orali di 80 mg di esomeprazolo e dosi endovenose di 308 mg di esomeprazolo in 24 ore non hanno causato conseguenze. Non è noto alcun antidoto specifico. L’esomeprazolo si lega ampiamente alle proteine plasmatiche e pertanto non è prontamente dializzabile. Come in tutti i casi di sovradosaggio, il trattamento deve essere sintomatico, adottando misure di supporto generiche.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: farmaci per disturbi correlati all’acidità, inibitori di pompa protonica, Codice ATC: A02B C05.
Esomeprazolo è l’isomero S dell’omeprazolo e riduce la secrezione dell’acido gastrico attraverso un meccanismo d’azione specifico e selettivo. È un inibitore specifico della pompa acida nella cellula parietale. Entrambi gli isomeri dell’omeprazolo, R- e S-, hanno un’attività farmacodinamica simile.
Meccanismo d’azione L’esomeprazolo è una base debole e viene concentrato e convertito nella forma attiva nell’ambiente fortemente acido dei canalicoli secretori della cellula parietale, dove inibisce l’enzima H+K+-ATPasi – la pompa acida e inibisce sia la secrezione acida basale sia quella stimolata.
Effetti farmacodinamici Dopo 5 giorni di somministrazione orale di 20 mg e 40 mg di esomeprazolo, il pH intragastrico è stato mantenuto a valori superiori a 4 rispettivamente per un tempo medio di 13 e 17 ore su 24, nei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) sintomatica. L’effetto osservato è simile, indipendentemente dalla somministrazione orale o endovenosa di esomeprazolo.
È stata dimostrata una correlazione tra l’esposizione al farmaco e l’inibizione della secrezione acida usando l’AUC come parametro surrogato della concentrazione plasmatica.
Durante la somministrazione endovenosa di 80 mg di esomeprazolo come infusione in bolo per 30 minuti, seguita da infusione endovenosa continua di 8 mg/h per 23,5 ore in soggetti sani, sono stati mantenuti valori di pH intragastrico superiori a 4 e superiori a 6 per un tempo medio rispettivamente di 21 e 11-13 ore su 24.
La guarigione dell’esofagite da reflusso con esomeprazolo 40 mg viene raggiunta in circa il 78% dei pazienti dopo 4 settimane e nel 93% dei pazienti dopo 8 settimane di trattamento orale.
In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato versus placebo, pazienti con ulcera peptica sanguinante, endoscopicamente confermata, caratterizzata come Forrest Ia, Ib, IIa o IIb (rispettivamente 9%, 43%, 38% e 10%) sono stati randomizzati per essere trattati con esomeprazolo
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 (n=375) o con placebo (n=389). In seguito all’emostasi endoscopica, i pazienti sono stati trattati o con 80 mg di esomeprazolo come infusione endovenosa per 30 minuti, seguita da infusione continua di 8 mg/ora o da placebo per 72 ore. Dopo il periodo iniziale di 72 ore, tutti i pazienti sono stati trattati in aperto con 40 mg di esomeprazolo per via orale per 27 giorni per la soppressione acida. Il risanguinamento entro 3 giorni è stato osservato nel 5,9% dei pazienti del gruppo trattato con esomeprazolo rispetto al 10,3% nel gruppo trattato con placebo. Il risanguinamento si è verificato 30 giorni dopo il trattamento nel 7,7% dei pazienti nel gruppo trattato con esomeprazolo rispetto al 13,6% dei pazienti nel gruppo trattato con placebo.
Durante il trattamento con medicinali antisecretori, la gastrina sierica aumenta in risposta alla diminuzione della secrezione acida. Anche la CgA aumenta a causa della ridotta acidità gastrica. Il livello aumentato di CgA può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Le evidenze disponibili pubblicate suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica devono essere sospesi tra i 5 giorni e le 2 settimane prima delle misurazioni della CgA. Ciò per consentire ai livelli di CgA, che potrebbero essere falsamente elevati a seguito del trattamento con IPP, di tornare entro il range di riferimento.
Un aumento del numero delle cellule ECL, possibilmente correlato all’aumento dei livelli della gastrinemia, è stato osservato sia nei bambini sia negli adulti durante il trattamento a lungo termine con esomeprazolo. I risultati non sono considerati clinicamente rilevanti.
Durante il trattamento orale a lungo termine con farmaci antisecretori, è stato segnalato un aumento della frequenza di comparsa di cisti ghiandolari gastriche. Queste formazioni rappresentano la fisiologica conseguenza della pronunciata inibizione della secrezione acida, sono di natura benigna e appaiono reversibili.
La riduzione dell’acidità gastrica dovuta a qualsiasi motivo, inclusi gli inibitori di pompa protonica, aumenta la carica batterica gastrica, di batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con gli inibitori di pompa protonica può portare a un lieve aumento del rischio di infezioni gastrointestinali, quali quelle da Salmonella e Campylobacter, e, nei pazienti ospedalizzati, probabilmente anche da Clostridium difficile.
Popolazione pediatrica In uno studio controllato con placebo (98 pazienti, età 1-11 mesi) sono state valutate l’efficacia e la sicurezza nei pazienti con segni e sintomi di MRGE. Esomeprazolo 1 mg/kg è stato somministrato una volta al giorno per via orale per 2 settimane (fase in aperto) e 80 pazienti sono stati inclusi nello studio per ulteriori 4 settimane (fase in doppio cieco, di sospensione del trattamento). Non si è verificata alcuna differenza significativa tra esomeprazolo e placebo per l’endpoint primario, tempo all’interruzione del trattamento a causa di un peggioramento dei sintomi.
In uno studio controllato con placebo (52 pazienti, età <1 mese) sono state valutate l’efficacia e la sicurezza nei pazienti con sintomi di MRGE. L’esomeprazolo 0,5 mg/kg è stato somministrato una volta al giorno per via orale per almeno 10 giorni. Non si è verificata alcuna differenza significativa tra esomeprazolo e placebo per l’endpoint primario,alterazione rispetto al basale delle volte in cui sono comparsi i sintomi di MRGE.
Risultati degli studi pediatrici mostrano inoltre che 0,5 mg/kg e 1,0 mg/kg di esomeprazolo nei lattantirispettivamente di età <1 mese e di età compresa tra 1 e 11 mesi hanno ridotto la percentuale media del tempo con valore di pH intraesofageo <4. Il profilo di sicurezza è sembrato essere simile a quello degli adulti.
In uno studio condotto su pazienti pediatrici con MRGE (da <1 a 17 anni di età) che hanno ricevuto un trattamento a lungo termine con inibitori di pompa protonica, il 61% dei bambini ha sviluppato gradi minori di iperplasia delle cellule ECL senza alcun significato clinico noto e senza alcuno sviluppo di gastrite atrofica o tumori carcinoidi.
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05.2 Proprietà farmacocinetiche
Distribuzione Il volume di distribuzione apparente allo stato stazionario nei soggetti sani è di circa 0,22 L/kg di peso corporeo. Il 97% dell’esomeprazolo si lega alle proteine plasmatiche.
Biotrasformazione L’esomeprazolo è completamente metabolizzato dal sistema del citocromo P450 (CYP). La maggior parte del metabolismo dell’esomeprazolo è dipendente dal CYP2C19 polimorficamente espresso, responsabile della formazione degli idrossi- e desmetil metaboliti dell’esomeprazolo. La parte restante dipende da un’altra isoforma specifica, CYP3A4, responsabile della formazione di esomeprazolo sulfonato che rappresenta il principale metabolita plasmatico.
Eliminazione I parametri sotto riportati riflettono principalmente la farmacocinetica negli individui forniti di un enzima CYP2C19 funzionale, rapidi metabolizzatori.
La clearance plasmatica totale è pari a circa 17 L/h dopo una dose singola e pari a circa 9 L/h dopo somministrazioni ripetute. L’emivita di eliminazione plasmatica è di circa 1,3 ore dopo somministrazioni giornaliere ripetute. Nell’intervallo di tempo tra le somministrazioni, l’esomeprazolo è completamente eliminato dal plasma e non ha tendenza all’accumulo quando somministrato una volta al giorno.
I maggiori metaboliti di esomeprazolo non influiscono sulla secrezione acida gastrica. Circa l’80% di una dose orale di esomeprazolo viene escreta sotto forma di metaboliti nelle urine, la parte rimanente nelle feci. Meno dell’1% del farmaco immodificato viene riscontrato nelle urine.
Linearità/non-linearità L’esposizione totale (AUC) aumenta con la somministrazione ripetuta di esomeprazolo. Questo aumento è dose dipendente e comporta una relazione non lineare dose-AUC dopo somministrazioni ripetute. Questa dipendenza dal tempo e dalla dose è dovuta a una diminuzione del metabolismo di primo passaggio e alla clearance sistemica probabilmente causata dall’inibizione dell’enzima CYP2C19 da parte dell’esomeprazolo e/o del suo metabolita sulfonato.
Il picco di concentrazione plasmatica media, a seguito della somministrazione ripetuta di iniezioni endovenose di 40 mg di esomeprazolo, è di circa 13,6 micromol/L. Il picco di concentrazione plasmatica media, dopo dosi orali corrispondenti, è di circa 4,6 micromol/L. Un leggero aumento (circa del 30%) può essere osservato nell’esposizione totale dopo la somministrazione endovenosa rispetto alla somministrazione orale. È stato osservato un aumento in relazione lineare alla dose nell’esposizione totale in seguito a somministrazione endovenosa di esomeprazolo per infusione della durata di 30 minuti (40 mg, 80 mg o 120 mg) seguita da infusione continua (4 mg/h o 8 mg/h) per 23,5 ore.
Popolazioni speciali Metabolizzatori lenti Approssimativamente il 2,9 ± 1,5% della popolazione ha una funzionalità insufficiente dell’enzima CYP2C19 ed è denominata metabolizzatori lenti. In questi individui, è probabile che il metabolismo dell’esomeprazolo sia catalizzato in prevalenza dal CYP3A4. Dopo la somministrazione giornaliera ripetuta di 40 mg di esomeprazolo per via orale, la media dell’esposizione totale era approssimativamente più alta del 100% nei metabolizzatori lenti rispetto ai soggetti con un enzima CYP2C19 funzionale (metabolizzatori rapidi). Il picco medio di concentrazione plasmatica era aumentato di circa il 60%. Differenze simili sono state osservate con la somministrazione endovenosa di esomeprazolo. Questi risultati non hanno implicazioni sulla posologia dell’esomeprazolo.
Sesso Dopo una singola somministrazione orale di 40 mg di esomeprazolo, la media dell’esposizione totale è approssimativamente del 30% più elevata nelle donne rispetto agli uomini. In seguito a
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 somministrazione giornaliera ripetuta non è stata osservata alcuna differenza tra i sessi. Differenze simili sono state osservate con la somministrazione endovenosa di esomeprazolo. Queste osservazioni non hanno implicazioni sulla posologia dell’esomeprazolo.
Compromissione epatica Il metabolismo dell’esomeprazolo nei pazienti con disfunzione epatica lieve o moderata può essere compromesso. La velocità metabolica è diminuita nei pazienti affetti da severe disfunzioni epatiche con conseguente raddoppiamento dell’esposizione totale di esomeprazolo. Pertanto, nei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo affetti da disfunzioni severe non deve essere superata la dose massima di 20 mg. Nei pazienti con ulcere sanguinanti e severa compromissione epatica, dopo la dose iniziale in bolo da 80 mg, può essere sufficiente continuare il trattamento con la dose di 4 mg/h per 71,5 ore per infusione endovenosa continua. L’esomeprazolo e i suoi principali metaboliti non hanno alcuna tendenza all’accumulo quando vengono somministrati una volta al giorno.
Compromissione renale Non sono stati condotti studi nei pazienti con ridotta funzionalità renale. Poiché il rene è responsabile dell’escrezione dei metaboliti dell’esomeprazolo, ma non dell’eliminazione del composto di origine, si ritiene che il metabolismo dell’esomeprazolo non venga modificato nei pazienti con funzionalità renale compromessa.
Anziani Il metabolismo dell’esomeprazolo non è significativamente modificato nei soggetti anziani (71-80 anni).
Popolazione pediatrica In uno studio randomizzato, in aperto, multinazionale, a dosi ripetute, esomeprazolo è stato somministrato sotto forma di iniezione giornaliera della durata di 3 minuti per 4 giorni. Lo studio comprendeva un totale di 59 pazienti pediatrici di età compresa tra 0 e 18 anni, 50 dei quali (7 bambini del gruppo di età compresa tra 1 e 5 anni) hanno completato lo studio e sono stati valutati in merito alla farmacocinetica di esomeprazolo.
La tabella seguente descrive l’esposizione sistemica a esomeprazolo in seguito alla somministrazione endovenosa sotto forma di iniezione della durata di 3 minuti nei pazienti pediatrici e in soggetti adulti sani. I valori della tabella sono medie geometriche (range). La dose da 20 mg per gli adulti è stata somministrata come infusione di 30 minuti. Il valore di C è stato misurato 5 minuti dopo la ss,max somministrazione in tutti i gruppi di pazienti pediatrici, 7 minuti dopo la somministrazione negli adulti che avevano ricevuto la dose da 40 mg, e al termine dell’infusione negli adulti che avevano ricevuto la dose da 20 mg.
| Gruppo di età | Gruppo di dose | AUC (μmol*h/L) | C (μmol/L) ss,max |
| 0-1 mese* | 0,5 mg/kg (n=6) | 7,5 (4,5-20,5) | 3,7 (2,7-5,8) |
| 1-11 mesi* | 1,0 mg/kg (n=6) | 10,5 (4,5-22,2) | 8,7 (4,5-14,0) |
| 1-5 anni | 10 mg (n=7) | 7,9 (2,9-16,6) | 9,4 (4,4-17,2) |
| 6-11 anni | 10 mg (n=8) | 6,9 (3,5-10,9) | 5,6 (3,1-13,2) |
| 20 mg (n=8) 20 mg (n=6)** | 14,4 (7,2-42,3) 10,1 (7,2-13,7) | 8,8 (3,4-29,4) 8,1 (3,4-29,4) | |
| 12-17 anni | 20 mg (n=6) | 8,1 (4,7-15,9) | 7,1 (4,8-9,0) |
| 40 mg (n=8) | 17,6 (13,1-19,8) | 10,5 (7,8-14,2) | |
| Adulti | 20 mg (n=22) | 5,1 (1,5-11,8) | 3,9 (1,5-6,7) |
| 40 mg (n=41) | 12,6 (4,8-21,7) | 8,5 (5,4-17,9) |
*Un paziente del gruppo di età da 0 a 1 mese è stato definito come un paziente con età corretta
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025 di ≥32 e <44 settimane complete, dove l’età corretta corrisponde alla somma dell’età gestazionale e l’età dopo la nascita in settimane complete. Un paziente del gruppo di età da 1 a 11 mesi aveva un’età corretta di ≥44 settimane complete. **Due pazienti esclusi, uno molto probabilmente scarso metabolizzatore del CYP2C19 e uno in trattamento concomitante con un inibitore del CYP3A4.
Le predizioni basate sul modello indicano che i valori di C dopo somministrazione ss, max endovenosa di esomeprazolo mediante infusione di 10, 20 e 30 minuti si ridurranno in media rispettivamente del 37-49%, 54-66% e 61-72% attraverso tutti i gruppi di età e dose rispetto a quando la somministrazione avviene mediante iniezione della durata di 3 minuti.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità della riproduzione e dello sviluppo. Le reazioni avverse non osservate negli studi clinici, ma riscontrate in animali esposti a livelli analoghi a quelli dell’esposizione clinica e con possibile rilevanza clinica, sono indicate di seguito. Studi di cancerogenesi nei ratti trattati per via orale con la miscela racemica hanno evidenziato un’iperplasia delle cellule gastriche ECL e carcinoidi. Tali effetti gastrici sono il risultato di un’elevata e pronunciata ipergastrinemia secondaria alla ridotta produzione di acido gastrico e sono stati osservati nel ratto dopo trattamenti protratti nel tempo con gli inibitori della secrezione acida gastrica. Nel programma pre-clinico, per la formulazione endovenosa di esomeprazolo, non è stata evidenziata irritazione vasale, ma è stata notata una leggera reazione infiammatoria tissutale nella sede di iniezione dopo somministrazione sottocutanea (perivenosa) (vedere paragrafo 4.8).
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Disodio edetato Sodio idrossido (per aggiustamento del pH)
06.2 Incompatibilità
Questo prodotto medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
06.3 Periodo di validità
2 anni
Periodo di validità dopo la ricostituzione
La stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per 12 ore a una temperatura di 30 ± 2°C. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Tuttavia, i flaconcini possono essere conservati in condizioni di normale illuminazione interna fuori dall’astuccio per massimo 24 ore. Conservare a temperatura inferiore a 30°C.
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06.5 Natura e contenuto della confezione
Flaconcino in vetro trasparente di tipo I. Tappo di gomma bromobutilica. Capsula di chiusura in alluminio e sigillo rimovibile in plastica.
Formato delle confezioni: 1, 5, 10, 20 flaconcini.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
La soluzione ricostituita deve essere ispezionata visivamente per verificare la formazione di particolato e un eventuale scolorimento prima della somministrazione. Usare solo soluzioni trasparenti. Solo monouso.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Iniezione da 40 mg
La soluzione per iniezione (8 mg/mL) viene preparata aggiungendo 5 mL di cloruro di sodio 0,9% per uso endovenoso al flaconcino di esomeprazolo da 40 mg.
La soluzione iniettabile ricostituita deve essere trasparente e da incolore a giallo chiarissimo.
Infusione da 40 mg
La soluzione per infusione viene preparata sciogliendo il contenuto di un flaconcino di esomeprazolo 40 mgfino al raggiungimento di un volume pari a 100 mL di soluzione per infusione di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%).
Infusione da 80 mg
La soluzione per infusione viene preparata sciogliendo il contenuto di due flaconcini di esomeprazolo 40 mg fino al raggiungimento di un volume pari a 100 mL di soluzione per infusione di cloruro di sodio 0,9% per uso endovenoso.
La soluzione per infusione ricostituita deve essere trasparente e da incolore a giallo chiarissimo.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
DEMO S.A. PHARMACEUTICAL INDUSTRY 21st Km National Road Athens–Lamia, 14568 Krioneri, Attiki, Grecia
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
051333019 – “40 Mg Polvere Per Soluzione Iniettabile/Per Infusione” 1 Flaconcino In Vetro 051333021 – “40 Mg Polvere Per Soluzione Iniettabile/Per Infusione” 5 Flaconcini In Vetro 051333033 – “40 Mg Polvere Per Soluzione Iniettabile/Per Infusione” 10 Flaconcini In Vetro 051333045 – “40 Mg Polvere Per Soluzione Iniettabile/Per Infusione” 20 Flaconcini In Vetro
Docu mento reso disponibile da AIFA il 09/10/2025
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
10.0 Data di revisione del testo
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