Flecainide Aurobindo Italia: Scheda tecnica e prescrivibilità

Flecainide Aurobindo Italia - Flecainide Acetato - Trattamento di:

Flecainide Aurobindo Italia

Flecainide Aurobindo Italia (Flecainide Acetato)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Flecainide Aurobindo Italia: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Flecainide Aurobindo Italia

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Flecainide Aurobindo Italia 50 mg capsule rigide a rilascio prolungato Flecainide Aurobindo Italia 100 mg capsule rigide a rilascio prolungato Flecainide Aurobindo Italia 150 mg capsule rigide a rilascio prolungato Flecainide Aurobindo Italia 200 mg capsule rigide a rilascio prolungato

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni capsula contiene 50 mg di flecainide acetato. Ogni capsula contiene 100 mg di flecainide acetato. Ogni capsula contiene 150 mg di flecainide acetato. Ogni capsula contiene 200 mg di flecainide acetato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Capsule rigide a rilascio prolungato.

Flecainide Aurobindo Italia 50 mg capsule rigide a rilascio prolungato Capsula di gelatina rigida di dimensione “4”, con cappuccio bianco opaco e corpo bianco opaco, con impresso “FLE” sul cappuccio e “50” sul corpo con inchiostro nero, riempita con pellet rivestiti da bianco a biancastro.

Flecainide Aurobindo Italia 100 mg capsule rigide a rilascio prolungato Capsula di gelatina rigida di dimensione “3”, con cappuccio bianco opaco e corpo grigio opaco, con impresso “FLE” sul cappuccio e “100” sul corpo con inchiostro nero, riempita con pellet rivestiti da bianco a biancastro.

Flecainide Aurobindo Italia 150 mg capsule rigide a rilascio prolungato Capsula di gelatina rigida di dimensione “1”, con cappuccio grigio opaco e corpo grigio opaco, con impresso “FLE” sul cappuccio e “150” sul corpo con inchiostro nero, riempita con pellet rivestiti da bianco a biancastro.

Flecainide Aurobindo Italia 200 mg capsule rigide a rilascio prolungato Capsula di gelatina rigida di dimensione “1”, con cappuccio rosa opaco e corpo grigio opaco, con impresso “FLE” sul cappuccio e “200” sul corpo con inchiostro nero, riempita con pellet rivestiti da bianco a biancastro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento di:

  • Tachicardia nodale reciprocante atrioventricolare: aritmie associate a sindrome di Wolff-Parkinson-White

e condizioni simili con vie di conduzione accessorie.

  • Tachicardia ventricolare sostenuta sintomatica.
  • Contrazioni ventricolari premature e/o tachicardia ventricolare non sostenuta che causano sintomi

debilitanti che non hanno risposto ad altre forme di terapia, o quando altri trattamenti non sono tollerati.

  • Aritmie atriali parossistiche (fibrillazione atriale, flutter atriale e tachicardia atriale) in pazienti con sintomi

invalidanti dopo conversione, posto che vi sia una effettiva necessità di trattamento sulla base della gravità dei sintomi clinici e qualora altri trattamenti siano risultati inefficaci. A causa dell’aumento del rischio di effetti pro-aritmici è necessario escludere cardiopatie strutturali e/o una compromissione della funzione ventricolare sinistra.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

L’inizio della terapia a base di flecainide acetato e le modifiche della dose devono avvenire sotto la supervisione del medico, monitorando l’elettrocardiogramma (ECG) e i livelli plasmatici. Potrebbe essere necessario il ricovero ospedaliero durante tali procedure per determinati pazienti, particolarmente per i pazienti con aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Queste decisioni devono essere prese sotto la supervisione di uno specialista. Nei pazienti con una cardiopatia organica di base e specialmente in quelli con anamnesi di infarto del miocardio, il trattamento con flecainide acetato deve iniziare solo se altri agenti antiaritmici, diversi da quelli di classe IC (specialmente l’amiodarone), sono inefficaci o non tollerati e se il trattamento non farmacologico (chirurgia, ablazione, impianto di defibrillatore) non è indicato. Durante il trattamento è richiesto uno stretto monitoraggio medico dell’ECG e dei livelli plasmatici.

Posologia Flecainide acetato viene assunto una volta al giorno.

Adulti e adolescenti (13-17 anni di età):

Aritmie sopraventricolari:

La dose iniziale raccomandata è di 100 mg al giorno. L’aumento della dose può essere considerato dopo un periodo da 4 a 5 giorni. La dose ottimale è di 200 mg al giorno. Se necessario, la dose può essere aumentata fino ad un massimo di 300 mg/die.

Aritmie ventricolari:

La dose iniziale raccomandata è di 200 mg al giorno. La dose massima giornaliera è di 400 mg e questa viene solitamente riservata a pazienti di costituzione robusta oppure quando è richiesto un rapido controllo dell’aritmia. Dopo 3-5 giorni si raccomanda di regolare progressivamente la dose al livello minimo che mantenga l’aritmia sotto controllo. Durante trattamenti a lungo termine è possibile ridurre la dose.

Anziani:

Nei pazienti anziani la dose massima giornaliera deve essere di 100 mg poiché negli anziani la velocità di eliminazione di flecainide acetato dal plasma può essere ridotta. Questo deve essere preso in considerazione quando si aggiusta la dose. La dose per i pazienti anziani non deve superare i 300 mg/die.

Popolazione pediatrica:

A causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia, l’uso di flecainide acetato non è raccomandato nei bambini sotto i 12 anni d’età.

Compromissione renale:

Nei pazienti con significativa compromissione renale (clearance della creatinina pari a 20 mL/min/m2 o inferiore) la dose massima iniziale deve essere di 100 mg/die (o 50 mg due volte al giorno). La dose può essere aumentata o diminuita con incrementi di 50 mg. È necessario un periodo minimo di 4-5 giorni per raggiungere una concentrazione plasmatica allo stato stazionario. Quando usata in questi pazienti, si raccomanda fortemente un frequente monitoraggio del livello plasmatico. Dopo 4-5 giorni la dose può essere aggiustata, a seconda dell’effetto e della tollerabilità. Alcuni pazienti con insufficienza renale grave possono avere una clearance di flecainide acetato molto lenta e quindi un’emivita prolungata (60-70 ore).

Flecainide acetato deve essere usato con cautela nei pazienti con funzionalità renale compromessa (clearance della creatinina ≤ 35 mL/min/1,73 m2) e si raccomanda il monitoraggio terapeutico del medicinale.

Compromissione epatica:

I pazienti con compromissione della funzionalità epatica devono essere strettamente monitorati e la dose non deve superare i 100 mg/die.

Livelli plasmatici:

Sulla base della soppressione delle contrazioni ventricolari premature (premature ventricular contractions, PVC), sembra che per ottenere il massimo effetto terapeutico siano necessari livelli plasmatici di 200-1 000 ng/mL. Livelli plasmatici superiori a 700-1 000 ng/mL sono associati ad una maggiore probabilità di eventi avversi.

Durante la terapia si raccomanda di eseguire monitoraggi dei livelli plasmatici e controlli dell’ECG ad intervalli regolari (controlli dell’ECG una volta al mese e dell’ECG su lungo periodo ogni 3 mesi). All’inizio della terapia e quando la dose viene aumentata, l’ECG deve essere effettuato ogni 2-4 giorni.

Se flecainide acetato viene utilizzato in pazienti con restrizioni della dose, è necessario effettuare frequenti controlli dell’ECG (oltre al regolare monitoraggio plasmatico di flecainide acetato). Ogni 6-8 giorni deve essere eseguito un aggiustamento della dose. In questi pazienti deve essere effettuato un ECG alla seconda e terza settimana di trattamento per controllare la dose individuale.

I pazienti con un pacemaker permanente in situ devono essere trattati con cautela e la dose non deve superare i 200 mg al giorno.

Nei pazienti trattati contemporaneamente con cimetidina o amiodarone è richiesto un attento monitoraggio. In alcuni pazienti può essere necessario ridurre la dose e questa non deve superare i 200 mg al giorno. I pazienti devono essere monitorati durante la terapia iniziale e di mantenimento.

Modo di somministrazione Per uso orale. Flecainide Aurobindo Italia deve essere assunto con del liquido.

04.3 Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
  • Flecainide acetato è controindicato nell’insufficienza cardiaca e in pazienti con storia di infarto del

miocardio affetti da ectopie ventricolari asintomatiche o da tachicardia ventricolare asintomatica non sostenuta.

  • Pazienti con fibrillazione atriale di lunga data in cui non vi è stato alcun tentativo di conversione al ritmo

sinusale.

  • Pazienti con funzione ventricolare ridotta o compromessa, shock cardiogeno, grave bradicardia (meno di

50 bpm), grave ipotensione.

  • Utilizzo in combinazione con antiaritmici di classe I (bloccanti del canale del sodio).
  • In pazienti con cardiopatia valvolare significativa dal punto di vista emodinamico.
  • A meno che non sia disponibile uno stimolatore cardiaco, flecainide non deve essere somministrato a

pazienti con disfunzione del nodo del seno, disturbi della conduzione atriale, blocco atrio-ventricolare di secondo grado o superiore, blocco di branca o blocco distale.

  • Flecainide acetato non deve essere somministrato ai pazienti con aritmie ventricolari asintomatiche o

lievemente sintomatiche.

  • Accertata sindrome di Brugada.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Il trattamento con flecainide acetato per via orale deve avvenire in ospedale o sotto la supervisione di uno specialista per i pazienti con:

  • Tachicardia AV nodale reciprocante; aritmie associate alla sindrome di Wolff-Parkinson-White e nelle

condizioni simili con vie di conduzione accessorie.

  • Fibrillazione atriale parossistica nei pazienti con sintomi disabilitanti.

L’inizio della terapia con flecainide acetato e le modifiche della dose devono avvenire sotto supervisione medica e sotto monitoraggio dell’ECG e dei livelli plasmatici. Per alcuni pazienti, durante tali procedure, può essere necessario il ricovero ospedaliero, in particolare per i pazienti con aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Flecainide acetato, come altri antiaritmici, può provocare effetti pro-aritmici, cioè può provocare la comparsa di un tipo più grave di aritmia, aumentare la frequenza di una aritmia esistente o la gravità dei sintomi (vedere paragrafo 4.8). Flecainide acetato deve essere evitato nei pazienti con malattia cardiaca strutturale o anormale funzione ventricolare sinistra (vedere paragrafo 4.8).

Disturbi elettrolitici (ad esempio ipo- e iperpotassiemia) devono essere corretti prima di usare flecainide acetato (vedere paragrafo 4.5 per alcuni medicinali che causano disturbi elettrolitici). L’ipopotassiemia o l’iperpotassiemia possono influire sugli effetti degli agenti antiaritmici di classe I. I pazienti che utilizzano diuretici, corticosteroidi o lassativi possono presentare ipopotassiemia.

Una severa bradicardia o marcata ipotensione devono essere corrette prima di usare flecainide.

Poiché l’eliminazione di flecainide dal plasma può essere nettamente più lenta nei pazienti con compromissione epatica significativa, flecainide non deve essere usato in tali pazienti a meno che i potenziali benefici superino i rischi. È raccomandato un monitoraggio dei livelli plasmatici.

Flecainide acetato è noto per aumentare le soglie di stimolazione endocardica, cioè per diminuire la sensibilità della stimolazione endocardica. Questo effetto è reversibile ed è più marcato sulla soglia di stimolazione acuta rispetto alla cronica. Flecainide acetato deve quindi essere usato con cautela in tutti i pazienti con pacemaker permanente o con elettrodi di stimolazione temporanea e non deve essere somministrato a pazienti con pacemaker a bassa soglia o pacemaker non programmabili, a meno che non si abbia a disposizione uno stimolatore cardiaco per una cardiostimolazione di emergenza.

In generale, il raddoppiamento dell’ampiezza della pulsazione o del voltaggio è sufficiente per riottenere la cattura, ma può essere difficile arrivare a soglie ventricolari inferiori a 1 Volt al primo impianto in presenza di flecainide acetato.

Il minore effetto inotropo negativo di flecainide acetato può assumere importanza nei pazienti predisposti ad insufficienza cardiaca. Per alcuni pazienti è risultata difficile la defibrillazione. Nella maggior parte dei casi segnalati, i pazienti soffrivano di un disturbo cardiaco pre-esistente con un ingrossamento cardiaco, anamnesi di infarto del miocardio, cardiopatia arteriosclerotica e insufficienza cardiaca.

Flecainide acetato deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con insorgenza acuta di fibrillazione atriale a seguito di intervento cardiaco.

Flecainide acetato ha mostrato di aumentare il rischio di mortalità post–infarto miocardico in pazienti con aritmia ventricolare asintomatica.

In caso di fallimento della terapia è stata riscontrata un’accelerazione della frequenza ventricolare della fibrillazione atriale.

Flecainide acetato prolunga l’intervallo QT e allarga il complesso QRS del 12-20%. L’effetto sull’intervallo JT è insignificante.

Flecainide acetato non è approvato per l’uso nei bambini di età inferiore a 12 anni, comunque è stata riportata tossicità durante il trattamento con flecainide acetato nei bambini che avevano ridotto il loro apporto di latte e nei lattanti che erano passati dal latte artificiale all’alimentazione con destrosio.

I latticini (latte, latte artificiale e probabilmente anche lo yogurt) possono ridurre l’assorbimento di flecainide acetato nei bambini e nei lattanti.

La sindrome di Brugada può essere smascherata grazie alla terapia con flecainide acetato. In caso di sviluppo di alterazioni dell’ECG durante il trattamento con flecainide che possono indicare la sindrome di Brugada, deve essere presa in considerazione l’interruzione del trattamento.

Avendo un indice terapeutico ristretto, flecainide richiede cautela ed un attento monitoraggio del paziente quando si passa ad una formulazione diversa. Per ulteriori avvertenze e precauzioni si rimanda al paragrafo 4.5.

Sodio:

Flecainide Aurobindo Italia contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè è essenzialmente ‘senza sodio’.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Flecainide è un antiaritmico di classe I, e sono possibili interazioni con altri farmaci antiaritmici, con conseguenti effetti additivi o interferenze con il metabolismo di flecainide.

La somministrazione contemporanea di flecainide e antiaritmici di altre classi deve essere effettuata solo se si riscontra un effetto terapeutico evidente richiedendo un attento controllo clinico e un monitoraggio elettrocardiografico (ECG).

Antiaritmici di classe I: Flecainide non deve essere somministrato in concomitanza con altri antiaritmici di classe I (es. chinidina)

Antiaritmici di classe II: Deve essere considerata la possibilità di effetti inotropi negativi aggiuntivi degli antiaritmici di classe II, cioè beta-bloccanti ed altri depressori cardiaci, con flecainide acetato.

Antiaritmici di classe III: Se flecainide acetato viene somministrato in presenza di amiodarone, la dose abituale di flecainide acetato deve essere ridotta del 50% e il paziente deve essere attentamente monitorato per gli effetti indesiderati. In queste circostanze, il monitoraggio dei livelli plasmatici è fortemente raccomandato.

Antiaritmici di classe IV: L’uso di flecainide acetato con i bloccanti dei canali del calcio, es. verapamil, deve essere considerato con cautela.

Si possono verificare effetti indesiderati pericolosi per la vita o addirittura letali dovuti alle interazioni che causano aumento delle concentrazioni plasmatiche (vedere paragrafo 4.9). Flecainide acetato è metabolizzato dal CYP2D6 in larga misura, e l’uso concomitante di medicinali inibitori (ad es. antidepressivi, neurolettici, propranololo, ritonavir, alcuni antistaminici) o induttori (ad es. fenitoina, fenobarbital, carbamazepina) di questo isoenzima può rispettivamente aumentare o diminuire le concentrazioni plasmatiche di flecainide acetato (vedere qui di seguito).

Un aumento nei livelli plasmatici può derivare anche da compromissione della funzionalità renale, a causa di una riduzione della clearance di flecainide (vedere paragrafo 4.4).

Ipokaliemia, ma anche iperkaliemia o altri disturbi elettrolitici devono essere corretti prima della somministrazione di flecainide acetato. L’ipokaliemia può risultare dall’uso concomitante di diuretici, corticosteroidi o lassativi.

Antistaminici: Aumento del rischio di aritmie ventricolari con mizolastina, astemizolo e terfenadina (evitare l’uso concomitante).

Antivirali: Le concentrazioni plasmatiche sono aumentate da ritonavir, lopinavir e indinavir (aumento del rischio di aritmie ventricolari) (evitare l’uso concomitante).

Antidepressivi: Paroxetina, fluoxetina e altri antidepressivi aumentano la concentrazione plasmatica di flecainide acetato; aumentato di aritmie con antidepressivi triciclici.

Antiepilettici: Dati limitati nei pazienti trattati con induttori enzimatici noti (fenitoina, fenobarbital, carbamazepina) indicano solo un aumento del 30% nella velocità di eliminazione di flecainide acetato.

Antipsicotici: Clozapina, aloperidone e risperidone aumentano il rischio di aritmie.

Antimalarici: Chinina e alofantrina aumentano le concentrazioni plasmatiche di flecainide acetato. Antimicotici: Terbinafina può aumentare le concentrazioni plasmatiche di flecainide acetato derivante dall’inibizione dell’attività del CYP2D6.

Diuretici: L’ipokaliemia, effetto di classe, può dare luogo a cardiotossicità.

Antistaminici H2 (per il trattamento di ulcere gastriche): L’antagonista H2 cimetidina inibisce il metabolismo di flecainide acetato. In soggetti sani trattati con cimetidina (1 g al giorno) per 1 settimana, l’AUC di flecainide acetato è aumentata del 30% circa e l’emivita è aumentata del 10% circa.

Farmaci per la disassuefazione da fumo: La co-somministrazione di bupropione (metabolizzato dal CYP2D6) con flecainide acetato deve essere affrontata con cautela e deve essere iniziata con la dose minima raccomandata per il medicinale concomitante. Se bupropione viene aggiunto al trattamento di un paziente già in terapia con flecainide acetato, deve essere presa in considerazione la necessità di diminuire la dose del medicinale originale.

Glicosidi cardiaci: Flecainide acetato può causare un innalzamento del livello di concentrazione plasmatica della digossina di circa il 15%, evento di improbabile rilevanza clinica per i pazienti con livelli plasmatici all’interno dell’intervallo terapeutico.

Nei pazienti in cura con digitale, si raccomanda di misurare i livelli plasmatici di digossina non meno di 6 ore dopo ogni dose di digossina, prima e dopo la somministrazione di flecainide acetato.

Anticoagulanti: Il trattamento con flecainide acetato è compatibile con l’uso di anticoagulanti orali.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non vi sono dati adeguati sulla sicurezza del farmaco in gravidanza. In conigli di razza White New Zealand, alte dosi di flecainide acetato hanno causato alcune anomalie fetali, ma questi effetti non sono stati osservati nei conigli Dutch Belted o nei ratti (vedere paragrafo 5.3). La rilevanza di questi risultati per l’uomo non è stata stabilita.

I dati hanno mostrato che flecainide acetato attraversa la placenta arrivando fino al feto nelle pazienti trattate con flecainide durante la gravidanza. Flecainide acetato deve essere usato in gravidanza solo se i benefici superano i rischi. Se flecainide acetato è usato durante la gravidanza, si raccomanda di monitorarne i livelli plasmatici durante tutta la gravidanza.

Allattamento Flecainide acetato è escreto nel latte materno. Le concentrazioni plasmatiche rilevate in un lattante sono 5-10 volte inferiori alle concentrazioni terapeutiche di medicinale (vedere paragrafo 5.2). Sebbene il rischio di effetti indesiderati per il lattante sia molto ridotto, flecainide acetato deve essere usato durante l’allattamento solo se i benefici superano i rischi.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Flecainide acetato influisce moderatamente sulla capacità di guidare e usare macchinari. La capacità di guidare e di utilizzare macchinari e operare senza misure di sicurezza può essere influenzata dall’insorgenza di reazioni avverse come capogiri e disturbi visivi, se presenti.

04.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza:

Come altri antiaritmici, flecainide acetato può avere l’effetto di indurre aritmia. L’aritmia esistente può aggravarsi o può insorgere nuova aritmia. Il rischio di effetti pro-aritmici è più probabile in pazienti con cardiopatia strutturale e/o insufficienza ventricolare sinistra significativa. Gli effetti indesiderati cardiovascolari che si manifestano più comunemente sono blocco atrioventricolare di secondo e terzo grado, bradicardia, insufficienza cardiaca, dolore toracico, infarto miocardico, ipotensione, arresto sinusale, tachicardia (AT e VT) e palpitazioni.

Gli effetti indesiderati più comuni sono stordimento e disturbi visivi che si verificano in circa il 15% dei pazienti che ricevono il trattamento. Questi effetti avversi sono solitamente transitori e scompaiono con la continuazione o riduzione della dose. Il seguente elenco degli effetti indesiderati si basa sulle esperienze derivanti da studi clinici e sulle segnalazioni dopo la commercializzazione.

Tabella delle reazioni avverse:

Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito per classe sistemica organica e frequenza. Le frequenze sono definite come:

  • Molto comune (≥1/10)
  • Comune (≥1/100, <1/10)
  • Non comune (≥1/1 000, <1/100)
  • Raro (≥1/10 000, <1/1 000)
  • Molto raro (<1/10 000)
  • Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Classificazione per sistemi ed organi Molto comune Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico Conta eritrocitaria diminuita, conta dei leucociti diminuita e conta piastrinica diminuita
Disturbi del sistema immunitario Incremento degli anticorpi antinucleo con o senza infiammazion e sistemica
Disturbi psichiatrici Allucinazioni , depressione, stato confusionale, ansia, amnesia, insonnia
Patologie del sistema nervoso Stordimento , capogiro e leggera confusione mentale che sono solitamente transitori Parestesia, atassia, ipoestesia, iperidrosi, sincope, tremore, vampate, sonnolenza, cefalea, neuropatia periferica,
convulsioni, discinesia
Patologie dell’occhio Alterazioni visive, quali diplopia e visione offuscata Depositi corneali
Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinnito, vertigini
Patologie cardiache Proaritmia (più probabile nei pazienti con malattia cardiaca strutturale) I pazienti con flutter atriale possono sviluppare una conduzione AV 1:1 con aumento della frequenza cardiaca Possono verificarsi aumenti di PR e QRS correlati alla dose (vedere paragrafo 4.4). Soglie di stimolazione alterate (vedere paragrafo 4.4). Blocco atrio- ventricolare di secondo grado e blocco atrio- ventricolare di terzo grado, arresto cardiaco, bradicardia, insufficienza cardiaca/ insufficienza cardiaca congestizia, dolore toracico, ipotensione, infarto miocardico, palpitazione, arresto sinusale e tachicardia (AT o VT) o fibrillazione ventricolare. Smascherament o di una pre- esistente sindrome di Brugada.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Polmonite Fibrosi polmonare, malattia polmonare interstiziale
Patologie gastrointestinali Nausea, vomito, stipsi, dolore addominale,
diminuzione dell’appetito , diarrea, dispepsia, flatulenza
Patologie epatobiliari Aumento degli enzimi epatici, con o senza ittero Disfunzione epatica
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dermatite allergica, incluso rash, alopecia Orticaria grave Reazioni di fotosensibilità
Patologie del sistema muscolo- scheletrico e del tessuto connettivo Artralgia e mialgia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazion e Astenia, affaticamento , febbre, edema, malessere

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

04.9 Sovradosaggio

Il sovradosaggio con flecainide acetato è un’emergenza medica potenzialmente pericolosa per la vita. L’aumento di sensibilità al medicinale e i livelli plasmatici superiori ai livelli terapeutici possono derivare anche da interazioni farmacologiche (vedere paragrafo 4.5).

Il sovradosaggio può causare ipotensione, convulsioni, bradicardia, ritardi di conduzione (blocco senoarterioso o AV) e asistolia. Gli intervalli QRS e QT risultano prolungati e possono verificarsi aritmie ventricolari. Flecainide acetato può rallentare o invertire la fibrillazione atriale in caso di flutter atriale con conduzione rapida.

Non esiste una metodologia nota per rimuovere rapidamente flecainide acetato dall’organismo. Né la dialisi né l’emoperfusione sono efficaci. La diuresi forzata con acidificazione delle urine teoricamente favorisce l’escrezione del farmaco. L’emulsione lipidica per via endovenosa potrebbe ridurre la concentrazione libera effettiva di flecainide acetato.

Nessun antidoto specifico è noto. Il bicarbonato di sodio all’8,4% per via endovenosa riduce l’attività di flecainide acetato in pochi minuti.

Il trattamento deve essere di supporto e può includere la rimozione del medicinale non assorbito dal tratto gastrointestinale. Ulteriori misure possono includere agenti inotropi o stimolanti cardiaci quali dopamina, dobutamina o isoproterenolo, così come la ventilazione meccanica e l’assistenza circolatoria (ad es. dilatazione con palloncino). In caso di blocco della conduzione deve essere preso in considerazione l’inserimento temporaneo di un pacemaker transvenoso. La scelta di ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO) potrebbe essere presa in considerazione caso per caso. Assumendo una emivita plasmatica di circa 20 ore, può essere necessario proseguire questi trattamenti di supporto per lunghi periodi di tempo.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antiaritmici, Classe IC, Flecainide; codice ATC: C01BC04.

Flecainide acetato è un agente antiaritmico di classe IC usato per il trattamento di aritmie ventricolari sintomatiche gravi potenzialmente fatali e aritmie sopraventricolari.

Dal punto di vista elettrofisiologico, flecainide è un composto antiaritmico di tipo anestetico locale (classe IC). È un anestetico locale di tipo amidico, strutturalmente simile alla procainamide e all’encainide in quanto anch’essi derivati della benzamide.

La caratterizzazione di flecainide acetato come composto di classe IC si basa su tre fattori: marcata depressione del canale rapido del sodio nel cuore; cinetica lenta di inizio e fine dell’inibizione del canale del sodio (che riflette un lento attaccamento ed una lenta dissociazione dai canali del sodio); e l’effetto differenziale del medicinale sulla durata del potenziale d’azione nel muscolo ventricolare rispetto alle fibre di Purkinje, senza effetto sul primo e con marcata riduzione dell’effetto per le ultime. Questa serie di proprietà causa una marcata depressione della velocità di conduzione nelle fibre dipendenti dalle fibre dei canali rapidi per la depolarizzazione, ma con un modesto aumento del periodo refrattario effettivo testato sui tessuti cardiaci isolati. Queste proprietà elettrofisiologiche di flecainide acetato possono portare a un prolungamento dell’intervallo PR e della durata di QRS nell’ECG. A concentrazioni molto elevate, flecainide esercita un debole effetto depressivo sui canali lenti nel miocardio. Questo si accompagna ad un effetto inotropo negativo.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento:

La biodisponibilità di flecainide acetato capsule a rilascio prolungato somministrata per via orale supera il 75% della dose somministrata. Flecainide subisce a malapena il metabolismo di primo passaggio. Circa 2-3 ore dopo la somministrazione di una capsula a rilascio prolungato, le concentrazioni plasmatiche di flecainide iniziano ad aumentare, raggiungendo infine un valore di picco tra la 21a e la 25a ora. Successivamente, i livelli plasmatici mostrano un plateau dopo la 30a ora. L’aumento della concentrazione plasmatica è proporzionale all’aumento di una singola dose tra 50 mg e 300 mg. Questa relazione dose-concentrazione viene mantenuta anche allo stato stazionario a dosi comprese tra 100 e 300 mg. L’assorbimento di flecainide somministrata tramite capsule a rilascio prolungato non viene alterato dall’ingestione concomitante con il cibo. Lo stato stazionario viene raggiunto dopo cinque giorni di trattamento ed è caratterizzato da fluttuazioni e picchi di concentrazione minimi. Questi raggiungono solo il 50% dei picchi di concentrazione plasmatica che si verificano dopo la somministrazione di una compressa. L’intervallo terapeutico di concentrazione plasmatica generalmente accettato è tra 200 e 1 000 ng per mL.

Distribuzione:

Flecainide si distribuisce rapidamente nella maggior parte dei tessuti. Il volume medio di distribuzione è di 8,31 L/kg. Flecainide acetato è legata alle proteine plasmatiche per il 40%. Flecainide attraversa la placenta e viene escreta nel latte materno.

Biotrasformazione:

Flecainide acetato viene ampiamente metabolizzata (soggetta a polimorfismo genetico) e i 2 metaboliti principali sono flecainide m-O-dealchilata e il lattame di flecainide m-O-dealchilata, entrambi con possibile attività.

Eliminazione:

Flecainide acetato è escreta principalmente nelle urine, il 30% circa come medicinale immodificato e il resto come metaboliti. Il 5% circa viene escreto con le feci. L’escrezione di flecainide acetato è diminuita in caso di insufficienza renale, insufficienza cardiaca e nelle urine alcaline. L’emodialisi rimuove solo l’1% circa di flecainide acetato immodificata.

L’emivita di eliminazione di flecainide acetato è di circa 20 ore.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Gli unici dati preclinici rilevanti per il medico che prescrive il medicinale, oltre a quelli già inclusi in altre sezioni del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, sono i seguenti effetti sulla riproduzione. In una razza di conigli, flecainide acetato ha causato teratogenicità ed embriotossicità. I dati disponibili non sono stati sufficienti per stabilire un margine di sicurezza per questo effetto. Tuttavia, questi effetti non sono stati riscontrati in altre razze di conigli, ratti o topi.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Contenuto della capsula Cellulosa microcristallina (Grado 101) Crospovidone (tipo A) Talco Copolimero di acido metacrilico-metilmetacrilato (1:2) Macrogol 400

Involucro della capsula Titanio diossido (E171) Ferro ossido nero (E172) Ferro ossido rosso (E172) Gelatina Sodio laurilsolfato

Inchiostro di stampa Shellac (E904) Ferro ossido nero (E172) Potassio idrossido (E525)

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Flecainide Aurobindo Italia capsule rigide è disponibile in confezioni in blister trasparente PVC/PVdCAlluminio da 30 capsule.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l. Via San Giuseppe, 102 21047 Saronno (VA) Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

051809010 – “50 MG CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO” 30 CAPSULE IN BLISTER PVC/PVDC-AL 051809022 – “100 MG CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO” 30 CAPSULE IN BLISTER PVC/PVDC-AL 051809034 – “150 MG CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO” 30 CAPSULE IN BLISTER PVC/PVDC-AL 051809046 – “200 MG CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO” 30 CAPSULE IN BLISTER PVC/PVDC-AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione:

10.0 Data di revisione del testo