Gliclazide Teva B.v.: Scheda tecnica e prescrivibilità

Gliclazide Teva B.v. - Gliclazide - Diabete non insulino-dipendente (di tipo 2) nell’adulto, quando le misure dietetiche, l’esercizio fisico e il calo ponde ...

Gliclazide Teva B.v.

Gliclazide Teva B.v. (Gliclazide)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Gliclazide Teva B.v.: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Gliclazide Teva B.v.

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Gliclazide Teva B.V. 30 mg compresse a rilascio modificato

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa a rilascio modificato contiene 30 mg di gliclazide.

Eccipiente con effetti noti Ogni compressa a rilascio modificato contiene 54 mg di lattosio (come monoidrato) (vedere paragrafo 4.4).

03.0 Forma farmaceutica

Compressa a rilascio modificato.

Gliclazide Teva B.V. 30 mg compresse a rilascio modificato si presenta sotto forma di compresse di colore bianco, ovali, biconvesse, di dimensioni 5 x 11 mm, con la lettera “G” impressa su un lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Diabete non insulino-dipendente (di tipo 2) nell’adulto, quando le misure dietetiche, l’esercizio fisico e il calo ponderale non siano da soli sufficienti a controllare la glicemia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose giornaliera può variare da 1 a 4 compresse al giorno, cioè da 30 a 120 mg, da assumere per via orale in un’unica somministrazione al momento della prima colazione.

In caso di mancata assunzione di una dose, non vi deve essere aumento della dose presa il giorno successivo.

Come per tutti gli agenti ipoglicemizzanti, la dose deve essere adattata in funzione della risposta metabolica individuale di ciascun paziente (glicemia, HbA1c).

Dose iniziale La dose iniziale raccomandata è di 30 mg al giorno.

Se il controllo glicemico è soddisfacente, questa dose può essere adottata come trattamento di mantenimento. Se il controllo glicemico non è soddisfacente, la dose può essere gradualmente aumentata a 60, 90 o 120 mg al giorno, in fasi successive. L’intervallo tra ciascun aumento di dose deve essere di almeno 1 mese, salvo nei pazienti nei quali non si verifichi alcuna riduzione della glicemia dopo due settimane di trattamento. In questi casi è possibile aumentare la dose alla fine della seconda settimana di trattamento.

La dose massima raccomandata è di 120 mg al giorno. Sostituzione di compresse di gliclazide da 80 mg con Gliclazide Teva B.V. 30 mg compresse a rilascio modificato Una compressa di gliclazide 80 mg equivale a 1 compressa a rilascio modificato di Gliclazide Teva B.V. 30 mg. La sostituzione può quindi essere attuata controllando attentamente la glicemia.

Sostituzione di un altro antidiabetico orale con Gliclazide Teva B.V. Gliclazide Teva B.V. può essere usato per sostituire altri antidiabetici orali. Per passare a Gliclazide Teva B.V. occorre tenere presenti il dosaggio e l’emivita dell’antidiabetico precedente.

In genere non è necessario un periodo di transizione. Si deve iniziare con una dose di 30 mg che verrà successivamente adattata, come sopra descritto, in base alla risposta glicemica del paziente. Nel caso in cui si sostituisca una sulfanilurea ipoglicemizzante a emivita prolungata, può essere necessario un periodo di qualche giorno senza trattamento, al fine di evitare un effetto additivo dei due prodotti, che può causare ipoglicemia.

La procedura descritta per l’inizio del trattamento deve essere utilizzata anche quando si passa al trattamento con Gliclazide Teva B.V., ovvero una dose iniziale di 30 mg al giorno, seguita da un aumento graduale della dose, in funzione della risposta metabolica.

Associazione con altri antidiabetici Gliclazide Teva B.V. può essere somministrato in associazione alle biguanidi, agli inibitori dell’alfaglucosidasi o all’insulina. In pazienti non sufficientemente controllati con Gliclazide Teva B.V. è possibile iniziare contemporaneamente una terapia insulinica sotto stretto controllo medico.

Popolazioni speciali

Anziani Gliclazide Teva B.V. deve essere prescritto seguendo lo stesso schema posologico raccomandato per i pazienti di età inferiore ai 65 anni.

Compromissione renale Nei pazienti affetti da insufficienza renale da lieve a moderata è possibile seguire lo stesso schema posologico di quelli con una funzionalità renale normale, tenendo il paziente sotto stretto controllo. Questi dati sono confermati da studi clinici.

Pazienti a rischio di ipoglicemia

  • Stati di denutrizione o di malnutrizione
  • Patologie endocrine severe o mal compensate (ipopituitarismo, ipotiroidismo, insufficienza

adrenocorticotropa)

  • Interruzione di una terapia con corticosteroidi prolungata e/o a dosaggio elevato
  • Patologia vascolare severa (cardiopatia coronarica severa, compromissione carotidea severa o

patologia vascolare diffusa)

Si raccomanda di iniziare il trattamento al dosaggio minimo di 30 mg al giorno.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Gliclazide Teva B.V. nei bambini e negli adolescenti non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili nei bambini.

Modo di somministrazione

Uso orale.

Si raccomanda di deglutire la/e compressa/e intera/e senza masticarla/e o frantumarla/e.

04.3 Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo, alle altre sulfaniluree, ai sulfamidici o ad uno qualsiasi degli

eccipienti elencati al paragrafo 6.1

  • Diabete di tipo 1
  • Pre-coma e coma diabetico, chetoacidosi diabetica
  • Insufficienza renale o epatica severa. In questi casi si raccomanda di ricorrere all’insulina
  • Trattamento con miconazolo (vedere paragrafo 4.5)
  • Allattamento (vedere paragrafo 4.6)

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Ipoglicemia Questo trattamento deve essere prescritto soltanto a pazienti che assumono i pasti con regolarità (compresa la prima colazione). Una regolare introduzione di carboidrati è importante a causa del maggior rischio di comparsa di ipoglicemia in seguito a un ritardo nell’assunzione di un pasto o a causa di un’alimentazione insufficiente o povera in carboidrati. La comparsa di ipoglicemia è più probabile in condizioni di regime ipocalorico, in seguito a uno sforzo intenso o prolungato, dopo l’ingestione di alcol o in corso di trattamento con un’associazione di agenti ipoglicemizzanti.

Dopo la somministrazione di sulfaniluree può comparire ipoglicemia (vedere paragrafo 4.8). In alcuni casi può essere severa e prolungata. Possono rendersi necessarie l’ospedalizzazione e la somministrazione di glucosio per alcuni giorni.

Una selezione accurata dei pazienti, della dose utilizzata e precise istruzioni al paziente sono necessarie per ridurre il rischio di comparsa di episodi ipoglicemici.

Fattori che aumentano il rischio di ipoglicemia:

  • Rifiuto o (in particolare nel soggetto anziano) incapacità di collaborare del paziente
  • Malnutrizione, irregolarità nell’orario dei pasti, mancata assunzione di un pasto, periodi di

digiuno o modificazioni del regime alimentare

  • Squilibrio tra esercizio fisico e introduzione di carboidrati
  • Insufficienza renale
  • Insufficienza epatica severa
  • Sovradosaggio di gliclazide
  • Alcune patologie endocrine: disturbi della tiroide, ipopituitarismo e insufficienza surrenalica
  • Somministrazione concomitante di alcol o di alcuni altri prodotti medicinali (vedere paragrafo

4.5)

Insufficienza renale ed epatica La farmacocinetica e/o la farmacodinamica della gliclazide possono essere alterate nei pazienti affetti da insufficienza epatica o renale severa. Poiché un episodio ipoglicemico può essere prolungato in questi pazienti, questi ultimi devono essere adeguatamente controllati.

Informazioni per il paziente I rischi dell’ipoglicemia, insieme ai suoi sintomi (vedere paragrafo 4.8) e il relativo trattamento, nonché i fattori predisponenti al suo sviluppo, devono essere illustrati al paziente e alla sua famiglia. Il paziente deve essere informato dell’importanza di rispettare il regime alimentare, di seguire un programma di esercizio fisico regolare e di controllare regolarmente la glicemia.

Controllo insufficiente della glicemia Il controllo della glicemia in un paziente trattato con un antidiabetico può essere influenzato da uno dei seguenti fattori: preparazioni a base di Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) (vedere paragrafo 4.5), febbre, traumi, infezione o intervento chirurgico. In alcuni casi può rendersi necessaria la somministrazione di insulina.

L’efficacia ipoglicemizzante di tutti gli antidiabetici orali, compresa la gliclazide, tende ad attenuarsi nel tempo in molti pazienti. Ciò può essere dovuto ad un aggravamento del diabete o ad una diminuzione della risposta al trattamento. Tale fenomeno è definito fallimento secondario, per distinguerlo dal fallimento primario, in cui un principio attivo è inefficace come trattamento di prima scelta. Prima di classificare il trattamento di un paziente come fallimento secondario, devono essere valutati un adeguato aggiustamento della dose e l’aderenza alla dieta.

Disglicemia Nei pazienti diabetici trattati contemporaneamente con fluorochinoloni, soprattutto nei pazienti anziani, sono stati riportati disturbi glicemici, comprese ipoglicemia e iperglicemia. Pertanto, si raccomanda un attento monitoraggio della glicemia in tutti i pazienti trattati contemporaneamente con gliclazide e un fluorochinolone.

Analisi di laboratorio Per effettuare il controllo della glicemia si raccomanda di eseguire la determinazione del tasso di emoglobina glicata (o della glicemia a digiuno nel plasma venoso). Può anche essere utile l’autocontrollo della glicemia.

Pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficit di G6PD può portare ad anemia emolitica. Poiché la gliclazide appartiene alla classe delle sulfaniluree, deve essere utilizzata con cautela in tali pazienti e deve essere considerata una terapia alternativa alle sulfaniluree.

Pazienti porfirici Con l’utilizzo di altre sulfaniluree, sono stati riportati casi di porfiria acuta, in pazienti affetti da porfiria.

Eccipienti con effetti noti Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Le seguenti sostanze possono aumentare il rischio di ipoglicemia

Associazioni controindicate

  • Miconazolo (via sistemica, gel orale): aumento dell’azione ipoglicemizzante, con possibile

comparsa di sintomi ipoglicemici, fino al coma.

Associazioni non raccomandate

  • Fenilbutazone (via sistemica): aumento dell’azione ipoglicemizzante delle sulfaniluree

(spostamento dei loro legami con le proteine plasmatiche e/o diminuzione della loro eliminazione). Utilizzare preferibilmente un altro antinfiammatorio; altrimenti avvertire il paziente e sottolineare l’importanza dell’autocontrollo. Ove necessario, adattare la posologia durante e dopo il trattamento con l’antinfiammatorio.

  • Alcol: aumento della reazione ipoglicemica (per inibizione delle reazioni di compensazione),

che può portare alla comparsa di coma ipoglicemico. Devono essere evitate le bevande alcoliche o i medicinali contenenti alcol.

Associazioni che necessitano di precauzioni d’impiego Può verificarsi un potenziamento dell’effetto ipoglicemizzante e quindi, in alcuni casi, ipoglicemia, in seguito a concomitante somministrazione di uno dei seguenti farmaci: altri antidiabetici (insulina, acarbosio, biguanidi, tiazolidindioni, inibitori della dipeptidil peptidasi 4, agonisti dei recettori GLP1), beta-bloccanti, fluconazolo, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (captopril, enalapril), antagonisti dei recettori H2, IMAO, sulfamidici, claritromicina e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Le seguenti sostanze possono causare un aumento della glicemia Associazioni non raccomandate

  • Danazolo: effetto diabetogeno del danazolo.

Se l’uso di questo principio attivo non può essere evitato, avvertire il paziente e sottolineare l’importanza del controllo del glucosio nel sangue e nelle urine. Durante e dopo il trattamento con danazolo può rendersi necessario un adattamento della posologia dell’antidiabetico.

Associazioni che necessitano di precauzioni durante l’uso

  • Clorpromazina (neurolettico): a dosi elevate (> 100 mg/die di clorpromazina) aumento della

glicemia (ridotto rilascio di insulina). Informare il paziente e sottolineare l’importanza del controllo della glicemia. Durante e dopo il trattamento con il neurolettico può rendersi necessario un adattamento della posologia dell’antidiabetico.

  • Glucocorticoidi (via sistemica e locale: preparazioni intra-articolari, cutanee e rettali) e

tetracosactide: aumento della glicemia con possibile chetosi (diminuzione della tolleranza ai carboidrati dovuta ai glucocorticoidi). Informare il paziente e sottolineare l’importanza del controllo della glicemia, specialmente all’inizio del trattamento. Durante e dopo il trattamento con i glucocorticoidi può rendersi necessario un adattamento della dose del principio attivo antidiabetico.

dei beta-2 agonisti. Sottolineare l’importanza del controllo glicemico. Se necessario, passare all’insulina.

  • Preparazioni a base di Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum): l’esposizione alla

gliclazide è diminuita dall’Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). Sottolineare l’importanza di monitorare i livelli di glicemia.

Le seguenti sostanze possono causare disglicemia

Associazioni che necessitano di precauzioni durante l’uso

  • Fluorochinoloni: in caso di somministrazione concomitante di gliclazide e un fluorochinolone,

avvertire il paziente del rischio di disglicemia, e sottolineare l’importanza di monitorare la glicemia.

Associazioni che devono essere tenute in considerazione

  • Terapia anticoagulante (es. warfarin): le sulfaniluree possono potenziare l’effetto

anticoagulante in corso di terapia associata. Può rendersi necessario un adattamento della posologia dell’anticoagulante.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all’uso di gliclazide in donne in gravidanza non esistono o sono limitati (meno di 300 gravidanze esposte), sebbene vi siano alcuni dati disponibili con altre sulfaniluree.

Negli studi condotti su animali, la gliclazide non è risultata teratogena (vedere paragrafo 5.3).

A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di gliclazide durante la gravidanza.

Il controllo del diabete deve essere conseguito prima del concepimento per ridurre il rischio di anomalie congenite legate a un diabete scompensato.

Gli ipoglicemizzanti orali non sono indicati. L’insulina è il farmaco di prima scelta nel trattamento del diabete durante la gravidanza. Si raccomanda di effettuare il passaggio dal trattamento ipoglicemizzante orale all’insulina prima di pianificare una gravidanza o nel momento in cui una gravidanza venisse accertata.

Allattamento Non è noto se la gliclazide o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Dato il rischio di ipoglicemia neonatale, il farmaco è controindicato nelle donne che allattano. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.

Fertilità Non sono stati osservati effetti sulla fertilità o sulla capacità riproduttiva nei ratti di sesso maschile e femminile (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La gliclazide non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, i pazienti devono essere sensibilizzati sui sintomi dell’ipoglicemia e devono usare prudenza nella guida di veicoli o nell’utilizzo di macchinari, specialmente all’inizio del trattamento.

04.8 Effetti indesiderati

Nel corso dell’utilizzo della gliclazide sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati.

La reazione avversa più frequente con la gliclazide è l’ipoglicemia. Come con altre sulfaniluree, il trattamento con gliclazide può causare la comparsa di ipoglicemia, in caso di irregolarità dell’orario dei pasti e specialmente in caso di mancata assunzione dei pasti. Eventuali sintomi di ipoglicemia sono: cefalea, acuto senso di fame, nausea, vomito, astenia, disturbi del sonno, agitazione, aggressività, scarsa concentrazione, riduzione del grado di vigilanza e della reattività, depressione, stato confusionale, disturbi visivi e del linguaggio, afasia, tremore, paresi, disturbi sensoriali, vertigini, sensazione di impotenza, perdita dell’autocontrollo, delirio, convulsioni, respirazione superficiale, bradicardia, sonnolenza e perdita della coscienza che possono arrivare fino al coma e alla morte.

Possono inoltre essere osservati segni di contro-regolazione adrenergica: sudorazione, pelle umida, ansia, tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina pectoris e aritmia cardiaca.

Generalmente i sintomi scompaiono dopo l’introduzione di carboidrati (zucchero). Al contrario, gli edulcoranti artificiali non hanno alcun effetto. L’esperienza acquisita con le altre sulfaniluree mostra che l’ipoglicemia può recidivare malgrado si usino misure inizialmente efficaci.

In caso di crisi ipoglicemica grave o prolungata, anche se temporaneamente controllata dall’assunzione di zucchero, si richiede un’immediata terapia medica o anche un’ospedalizzazione.

Altri effetti indesiderati Sono stati segnalati disturbi gastrointestinali quali dolore addominale, nausea, vomito, dispepsia, diarrea e stipsi. Nel caso in cui si manifestino, possono essere evitati o minimizzati se la gliclazide viene assunta con la prima colazione.

I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati più raramente.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea, prurito, orticaria, angioedema, eritema, eruzioni maculo-papulose, reazioni bollose (come la sindrome di Stevens-Johnson, la necrolisi epidermica tossica e le malattie bollose autoimmuni) e, in casi eccezionali, eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici indotta da farmaco (DRESS).

Patologie del sistema emolinfopoietico Le alterazioni ematologiche sono rare. Possono includere anemia, leucopenia, trombocitopenia e granulocitopenia, generalmente reversibili con l’interruzione del trattamento con gliclazide.

Patologie epatobiliari Aumento dei livelli degli enzimi epatici (AST, ALT, fosfatasi alcalina) ed epatite (casi isolati). Interrompere il trattamento in caso di comparsa di ittero colestatico. In generale i suddetti sintomi regrediscono con l’interruzione del trattamento.

Patologie dell’occhio Possono verificarsi, specialmente all’inizio del trattamento, disturbi visivi transitori, legati a modificazioni dei livelli ematici di glucosio.

Effetti attribuibili alla classe terapeutica Come con altre sulfaniluree, sono stati osservati i seguenti eventi avversi: casi di eritrocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, pancitopenia, vasculite allergica, iponatriemia, aumento dei livelli degli enzimi epatici, nonché compromissione della funzionalità epatica (es. con colestasi e ittero) ed epatite, che sono regrediti dopo sospensione della sulfanilurea o hanno in casi isolati determinato un’insufficienza epatica a rischio di vita per il paziente.

Segnalazione di reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

04.9 Sovradosaggio

Il sovradosaggio da sulfaniluree può causare ipoglicemia. Sintomi moderati di ipoglicemia, senza perdita di coscienza né segni neurologici, devono essere corretti con un apporto glucidico, un adattamento della posologia e/o una modifica del regime alimentare. Il paziente deve essere tenuto sotto stretto controllo fino a quando il medico non abbia la certezza che il paziente sia fuori pericolo.

Gravi reazioni ipoglicemiche, con coma, convulsioni o altri disturbi neurologici, sono possibili e rappresentano un’urgenza medica che richiede l’immediata ospedalizzazione del paziente.

Se viene diagnosticato o si sospetta un coma ipoglicemico, si devono somministrare al paziente 50 mL di soluzione glucosata concentrata (dal 20 al 30%) mediante iniezione e.v. rapida. Questa deve essere seguita da un’infusione continua di una soluzione glucosata più diluita (10%), a una velocità tale da mantenere la glicemia al di sopra di 1 g/L. I pazienti devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza e, in base alle loro condizioni in quel momento, il medico deciderà se sono necessari ulteriori controlli.

A causa del forte legame della gliclazide alle proteine plasmatiche, la dialisi non è utile ai pazienti.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: farmaci ipoglicemizzanti, escl. insulina, sulfaniluree; codice ATC:

A10BB09.

Meccanismo d’azione La gliclazide è una sulfanilurea ipoglicemizzante, un agente antidiabetico orale che differisce da altri composti correlati per un anello eterociclico contenente un atomo di azoto con legame endociclico.

La gliclazide riduce la glicemia stimolando la secrezione di insulina da parte delle cellule beta delle isole di Langerhans. L’aumento della secrezione post-prandiale di insulina e di peptide C persiste dopo due anni di trattamento. Oltre a queste proprietà metaboliche, la gliclazide possiede delle proprietà emovascolari.

Effetti farmacodinamici Effetti sul rilascio di insulina Nel paziente diabetico di tipo 2, la gliclazide ripristina il picco precoce di secrezione di insulina in risposta al glucosio e aumenta la seconda fase di secrezione di insulina. Un aumento significativo della risposta insulinica è osservato in risposta a un pasto o a uno stimolo glucidico.

Proprietà emovascolari La gliclazide rallenta il processo di microtrombosi grazie a due meccanismi che possono essere implicati nell’insorgenza delle complicanze del diabete:

  • Inibizione parziale dell’aggregazione e dell’adesività piastriniche con diminuzione dei marker di

attivazione piastrinica (beta tromboglobulina, trombossano B2).

  • Azione sull’attività fibrinolitica dell’endotelio vascolare con aumento dell’attività tPA.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Le concentrazioni plasmatiche aumentano progressivamente nelle prime 6 ore successive all’assunzione, poi rimangono in fase di plateau tra la sesta e la dodicesima ora dopo la somministrazione.

Le variazioni intraindividuali sono di limitata entità.

L’assorbimento della gliclazide è completo. L’assunzione di cibo non ne modifica la velocità di assorbimento, né la biodisponibilità.

Distribuzione Il legame con le proteine plasmatiche è del 95% circa. Il volume di distribuzione è di circa 30 litri. La monosomministrazione giornaliera di Gliclazide Teva B.V. permette di mantenere una concentrazione plasmatica efficace di gliclazide nelle 24 ore.

Biotrasformazione La gliclazide è metabolizzata principalmente a livello epatico ed escreta nelle urine: meno dell’1% si ritrova nelle urine in forma immodificata. Non sono stati rilevati metaboliti attivi nel plasma.

Eliminazione L’emivita di eliminazione della gliclazide varia tra 12 e 20 ore.

Linearità/Non linearità Nel range terapeutico fino a 120 mg, la relazione tra la dose somministrata e l’area sotto la curva delle concentrazioni in funzione del tempo è lineare.

Popolazioni speciali

Anziani Nei soggetti anziani non sono state osservate modificazioni clinicamente significative dei parametri farmacocinetici.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute e genotossicità. Non sono stati condotti studi di cancerogenicità a lungo termine. Dagli studi condotti su animali non sono emersi effetti teratogeni; è stato tuttavia osservato un decremento di peso nei feti di madri che ricevevano dosi 25 volte più elevate di quella massima raccomandata nell’uomo. Negli studi condotti su animali, la fertilità e la capacità riproduttiva non sono state alterate a seguito della somministrazione di gliclazide.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Lattosio monoidrato Ipromellosa K100 (E646) Cellulosa microcristallina (E460) Silice colloidale anidra (E551) Magnesio stearato (E470b)

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

2 anni.

Contenitori: dopo la prima apertura: 6 mesi.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Blister in PVC/PVDC/Al. Blister in PVC/PVDC/PVC/Al. Contenitori bianchi in HDPE chiusi con tappi in LDPE (per Duma) o in PP (per Duma Twist-off).

Confezioni:

Blister: 10, 30, 60, 90, 120, 180 compresse a rilascio modificato. Contenitori: 90, 120, 180 compresse a rilascio modificato.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva B.V. Swensweg 5 2031 GA Haarlem Paesi Bassi

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

AIC 051441018 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441032 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441044 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 60 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441057 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 90 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441069 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 120 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441071 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 180 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441083 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441095 – “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441107 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 60 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441119 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 90 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441121 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 120 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441133 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 180 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441145 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 90 COMPRESSE IN FLACONE HDPE AIC 051441158 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 120 COMPRESSE IN FLACONE HDPE AIC 051441160 “30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 180 COMPRESSE IN FLACONE HDPE

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione:

10.0 Data di revisione del testo

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

Gliclazide Teva B.V. 60 mg compresse a rilascio modificato

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ogni compressa a rilascio modificato contiene 60 mg di gliclazide.

Eccipiente con effetti noti Ogni compressa a rilascio modificato contiene 108 mg di lattosio (come monoidrato) (vedere paragrafo 4.4).

3. FORMA FARMACEUTICA

Compressa a rilascio modificato.

Gliclazide Teva B.V. 60 mg compresse a rilascio modificato si presenta sotto forma di compresse di colore bianco, ovali, biconvesse, di dimensioni 7 x 15 mm, con linea di incisione su entrambi i lati, con la lettera “G” impressa su un lato della linea e il numero “60” impresso sull’altro lato della linea. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

Diabete non insulino-dipendente (di tipo 2) nell’adulto, quando le misure dietetiche, l’esercizio fisico e il calo ponderale non siano da soli sufficienti a controllare la glicemia.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose giornaliera può variare da metà compressa a 2 compresse al giorno, cioè da 30 a 120 mg, da assumere per via orale in un’unica somministrazione al momento della prima colazione.

In caso di mancata assunzione di una dose, non vi deve essere aumento della dose presa il giorno successivo.

Come per tutti gli agenti ipoglicemizzanti, la dose deve essere adattata in funzione della risposta metabolica individuale di ciascun paziente (glicemia, HbA1c).

Dose iniziale La dose iniziale raccomandata è di 30 mg al giorno (mezza compressa da 60 mg).

Se il controllo glicemico è soddisfacente, questa dose può essere adottata come trattamento di mantenimento. Se il controllo glicemico non è soddisfacente, la dose può essere gradualmente aumentata a 60, 90 o 120 mg al giorno, in fasi successive. L’intervallo tra ciascun aumento di dose deve essere di almeno 1 mese, salvo nei pazienti nei quali non si verifichi alcuna riduzione della glicemia dopo due settimane di trattamento. In questi casi è possibile aumentare la dose alla fine della seconda settimana di trattamento. La dose massima raccomandata è di 120 mg al giorno.

La divisibilità della compressa a rilascio modificato di Gliclazide Teva B.V. 60 mg permette di raggiungere la flessibilità di dosaggio. Una compressa a rilascio modificato di Gliclazide Teva B.V. 60 mg equivale a due compresse a rilascio modificato di Gliclazide Teva B.V. 30 mg.

Sostituzione di compresse di gliclazide da 80 mg con Gliclazide Teva B.V. 60 mg compresse a rilascio modificato Una compressa di gliclazide 80 mg equivale a 1 compressa a rilascio modificato di Gliclazide Teva B.V. 30 mg (ossia mezza compressa da 60 mg). La sostituzione può quindi essere attuata controllando attentamente la glicemia.

Sostituzione di un altro antidiabetico orale con Gliclazide Teva B.V. Gliclazide Teva B.V. può essere usato per sostituire altri antidiabetici orali. Per passare a Gliclazide Teva B.V. occorre tenere presenti il dosaggio e l’emivita dell’antidiabetico precedente.

In genere, non è necessario un periodo di transizione. Si deve iniziare con una dose di 30 mg che verrà successivamente adattata, come sopra descritto, in base alla risposta glicemica del paziente. Nel caso in cui si sostituisca una sulfanilurea ipoglicemizzante a emivita prolungata, può essere necessario un periodo di qualche giorno senza trattamento, al fine di evitare un effetto additivo dei due prodotti, che può causare ipoglicemia.

La procedura descritta per l’inizio del trattamento deve essere utilizzata anche quando si passa al trattamento con Gliclazide Teva B.V., ovvero una dose iniziale di 30 mg al giorno, seguita da un aumento graduale della dose, in funzione della risposta metabolica.

Associazione con altri antidiabetici Gliclazide Teva B.V. può essere somministrato in associazione alle biguanidi, agli inibitori dell’alfaglucosidasi o all’insulina. In pazienti non sufficientemente controllati con Gliclazide Teva B.V. è possibile iniziare contemporaneamente una terapia insulinica sotto stretto controllo medico.

Popolazioni speciali

Anziani Gliclazide Teva B.V. deve essere prescritto seguendo lo stesso schema posologico raccomandato per i pazienti di età inferiore ai 65 anni.

Compromissione renale Nei pazienti affetti da insufficienza renale da lieve a moderata è possibile seguire lo stesso schema posologico di quelli con una funzionalità renale normale, tenendo il paziente sotto stretto controllo. Questi dati sono confermati da studi clinici.

Pazienti a rischio di ipoglicemia

  • Stati di denutrizione o di malnutrizione
  • Patologie endocrine severe o mal compensate (ipopituitarismo, ipotiroidismo, insufficienza

adrenocorticotropa)

  • Interruzione di una terapia con corticosteroidi prolungata e/o a dosaggio elevato
  • Patologia vascolare severa (cardiopatia coronarica severa, compromissione carotidea severa o

patologia vascolare diffusa)

Si raccomanda di iniziare il trattamento al dosaggio minimo di 30 mg al giorno.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Gliclazide Teva B.V. nei bambini e negli adolescenti non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili nei bambini. Modo di somministrazione

Uso orale.

Si raccomanda di deglutire la/e compressa/e (compressa intera o mezza compressa) intatta/e senza masticarla/e o frantumarla/e.

4.3 Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo, alle altre sulfaniluree, ai sulfamidici o ad uno qualsiasi degli

eccipienti elencati al paragrafo 6.1

  • Diabete di tipo 1
  • Pre-coma e coma diabetico, chetoacidosi diabetica
  • Insufficienza renale o epatica severa. In questi casi si raccomanda di ricorrere all’insulina
  • Trattamento con miconazolo (vedere paragrafo 4.5)
  • Allattamento (vedere paragrafo 4.6)

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Ipoglicemia Questo trattamento deve essere prescritto soltanto a pazienti che assumono i pasti con regolarità (compresa la prima colazione). Una regolare introduzione di carboidrati è importante a causa del maggior rischio di comparsa di ipoglicemia in seguito a un ritardo nell’assunzione di un pasto o a causa di un’alimentazione insufficiente o povera in carboidrati. La comparsa di ipoglicemia è più probabile in condizioni di regime ipocalorico, in seguito a uno sforzo intenso o prolungato, dopo l’ingestione di alcol o in corso di trattamento con un’associazione di agenti ipoglicemizzanti.

Dopo la somministrazione di sulfaniluree può comparire ipoglicemia (vedere paragrafo 4.8). In alcuni casi può essere severa e prolungata. Possono rendersi necessarie l’ospedalizzazione e la somministrazione di glucosio per alcuni giorni.

Una selezione accurata dei pazienti, della dose utilizzata e precise istruzioni al paziente sono necessarie per ridurre il rischio di comparsa di episodi ipoglicemici.

Fattori che aumentano il rischio di ipoglicemia:

  • Rifiuto o (in particolare nel soggetto anziano) incapacità di collaborare del paziente
  • Malnutrizione, irregolarità nell’orario dei pasti, mancata assunzione di un pasto, periodi di

digiuno o modificazioni del regime alimentare

  • Squilibrio tra esercizio fisico e introduzione di carboidrati
  • Insufficienza renale
  • Insufficienza epatica severa
  • Sovradosaggio di gliclazide
  • Alcune patologie endocrine: disturbi della tiroide, ipopituitarismo e insufficienza surrenalica
  • Somministrazione concomitante di alcol o di alcuni altri prodotti medicinali (vedere paragrafo

4.5)

Insufficienza renale ed epatica La farmacocinetica e/o la farmacodinamica della gliclazide possono essere alterate nei pazienti affetti da insufficienza epatica o renale severa. Poiché un episodio ipoglicemico può essere prolungato in questi pazienti, questi ultimi devono essere adeguatamente controllati.

Informazioni per il paziente I rischi dell’ipoglicemia, insieme ai suoi sintomi (vedere paragrafo 4.8) e il relativo trattamento, nonché i fattori predisponenti al suo sviluppo, devono essere illustrati al paziente e alla sua famiglia. Il paziente deve essere informato dell’importanza di rispettare il regime alimentare, di seguire un programma di esercizio fisico regolare e di controllare regolarmente la glicemia. Controllo insufficiente della glicemia Il controllo della glicemia in un paziente trattato con un antidiabetico può essere influenzato da uno dei seguenti fattori: preparazioni a base di Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) (vedere paragrafo 4.5), febbre, traumi, infezione o intervento chirurgico. In alcuni casi può rendersi necessaria la somministrazione di insulina.

L’efficacia ipoglicemizzante di tutti gli antidiabetici orali, compresa la gliclazide, tende ad attenuarsi nel tempo in molti pazienti. Ciò può essere dovuto ad un aggravamento del diabete o ad una diminuzione della risposta al trattamento. Tale fenomeno è definito fallimento secondario, per distinguerlo dal fallimento primario, in cui un principio attivo è inefficace come trattamento di prima scelta. Prima di classificare il trattamento di un paziente come fallimento secondario, devono essere valutati un adeguato aggiustamento della dose e l’aderenza alla dieta.

Disglicemia Nei pazienti diabetici trattati contemporaneamente con fluorochinoloni, soprattutto nei pazienti anziani, sono stati riportati disturbi glicemici, comprese ipoglicemia e iperglicemia. Pertanto, si raccomanda un attento monitoraggio della glicemia in tutti i pazienti trattati contemporaneamente con gliclazide e un fluorochinolone.

Analisi di laboratorio Per effettuare il controllo della glicemia si raccomanda di eseguire la determinazione del tasso di emoglobina glicata (o della glicemia a digiuno nel plasma venoso). Può anche essere utile l’autocontrollo della glicemia.

Pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficit di G6PD può portare ad anemia emolitica. Poiché la gliclazide appartiene alla classe delle sulfaniluree, deve essere utilizzata con cautela in tali pazienti e deve essere considerata una terapia alternativa alle sulfaniluree.

Pazienti porfirici Con l’utilizzo di altre sulfaniluree, sono stati riportati casi di porfiria acuta, in pazienti affetti da porfiria.

Eccipienti con effetti noti Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Le seguenti sostanze possono aumentare il rischio di ipoglicemia

Associazioni controindicate

  • Miconazolo (via sistemica, gel orale): aumento dell’azione ipoglicemizzante, con possibile

comparsa di sintomi ipoglicemici, fino al coma.

Associazioni non raccomandate

  • Fenilbutazone (via sistemica): aumento dell’azione ipoglicemizzante delle sulfaniluree

(spostamento dei loro legami con le proteine plasmatiche e/o diminuzione della loro eliminazione). Utilizzare preferibilmente un altro antinfiammatorio; altrimenti avvertire il paziente e sottolineare l’importanza dell’autocontrollo. Ove necessario, adattare la posologia durante e dopo il trattamento con l’antinfiammatorio.

  • Alcol: aumento della reazione ipoglicemica (per inibizione delle reazioni di compensazione),

che può portare alla comparsa di coma ipoglicemico. Devono essere evitate le bevande alcoliche o i medicinali contenenti alcol.

Associazioni che necessitano di precauzioni d’impiego Può verificarsi un potenziamento dell’effetto ipoglicemizzante e quindi, in alcuni casi, ipoglicemia, in seguito a concomitante somministrazione di uno dei seguenti farmaci: altri antidiabetici (insulina, acarbosio, biguanidi, tiazolidindioni, inibitori della dipeptidil peptidasi 4, agonisti dei recettori GLP1), beta-bloccanti, fluconazolo, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (captopril, enalapril), antagonisti dei recettori H2, IMAO, sulfamidici, claritromicina e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Le seguenti sostanze possono causare un aumento della glicemia

Associazioni non raccomandate

  • Danazolo: effetto diabetogeno del danazolo.

Se l’uso di questo principio attivo non può essere evitato, avvertire il paziente e sottolineare l’importanza del controllo del glucosio nel sangue e nelle urine. Durante e dopo il trattamento con danazolo può rendersi necessario un adattamento della posologia dell’antidiabetico.

Associazioni che necessitano di precauzioni durante l’uso

  • Clorpromazina (neurolettico): a dosi elevate (> 100 mg/die di clorpromazina) aumento della

glicemia (ridotto rilascio di insulina). Informare il paziente e sottolineare l’importanza del controllo della glicemia. Durante e dopo il trattamento con il neurolettico può rendersi necessario un adattamento della posologia dell’antidiabetico.

  • Glucocorticoidi (via sistemica e locale: preparazioni intra-articolari, cutanee e rettali) e

tetracosactide: aumento della glicemia con possibile chetosi (diminuzione della tolleranza ai carboidrati dovuta ai glucocorticoidi). Informare il paziente e sottolineare l’importanza del controllo della glicemia, specialmente all’inizio del trattamento. Durante e dopo il trattamento con i glucocorticoidi può rendersi necessario un adattamento della dose del principio attivo antidiabetico.

  • Ritodrina, salbutamolo, terbutalina (somministrazione e.v.): aumento della glicemia da parte

dei beta-2 agonisti. Sottolineare l’importanza del controllo glicemico. Se necessario, passare all’insulina.

  • Preparazioni a base di Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum): l’esposizione alla

gliclazide è diminuita dall’Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). Sottolineare l’importanza di monitorare i livelli di glicemia.

Le seguenti sostanze possono causare disglicemia

Associazioni che necessitano di precauzioni durante l’uso

  • Fluorochinoloni: in caso di somministrazione concomitante di gliclazide e un fluorochinolone,

avvertire il paziente del rischio di disglicemia, e sottolineare l’importanza di monitorare la glicemia.

Associazioni che devono essere tenute in considerazione

  • Terapia anticoagulante (es. warfarin): le sulfaniluree possono potenziare l’effetto

anticoagulante in corso di terapia associata. Può rendersi necessario un adattamento della posologia dell’anticoagulante.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all’uso di gliclazide in donne in gravidanza non esistono o sono limitati (meno di 300 gravidanze esposte), sebbene vi siano alcuni dati disponibili con altre sulfaniluree.

Negli studi condotti su animali, la gliclazide non è risultata teratogena (vedere paragrafo 5.3).

A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di gliclazide durante la gravidanza. Il controllo del diabete deve essere conseguito prima del concepimento per ridurre il rischio di anomalie congenite legate a un diabete scompensato.

Gli ipoglicemizzanti orali non sono indicati. L’insulina è il farmaco di prima scelta nel trattamento del diabete durante la gravidanza. Si raccomanda di effettuare il passaggio dal trattamento ipoglicemizzante orale all’insulina prima di pianificare una gravidanza o nel momento in cui una gravidanza venisse accertata.

Allattamento Non è noto se la gliclazide o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Dato il rischio di ipoglicemia neonatale, il farmaco è controindicato nelle donne che allattano. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.

Fertilità Non sono stati osservati effetti sulla fertilità o sulla capacità riproduttiva nei ratti di sesso maschile e femminile (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La gliclazide non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, i pazienti devono essere sensibilizzati sui sintomi dell’ipoglicemia e devono usare prudenza nella guida di veicoli o nell’utilizzo di macchinari, specialmente all’inizio del trattamento.

4.9 Effetti indesiderati

Nel corso dell’utilizzo della gliclazide sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati.

La reazione avversa più frequente con la gliclazide è l’ipoglicemia. Come con altre sulfaniluree, il trattamento con gliclazide può causare la comparsa di ipoglicemia, in caso di irregolarità dell’orario dei pasti e specialmente in caso di mancata assunzione dei pasti. Eventuali sintomi di ipoglicemia sono: cefalea, acuto senso di fame, nausea, vomito, astenia, disturbi del sonno, agitazione, aggressività, scarsa concentrazione, riduzione del grado di vigilanza e della reattività, depressione, stato confusionale, disturbi visivi e del linguaggio, afasia, tremore, paresi, disturbi sensoriali, vertigini, sensazione di impotenza, perdita dell’autocontrollo, delirio, convulsioni, respirazione superficiale, bradicardia, sonnolenza e perdita della coscienza che possono arrivare fino al coma e alla morte.

Possono inoltre essere osservati segni di contro-regolazione adrenergica: sudorazione, pelle umida, ansia, tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina pectoris e aritmia cardiaca.

Generalmente i sintomi scompaiono dopo l’introduzione di carboidrati (zucchero). Al contrario, gli edulcoranti artificiali non hanno alcun effetto. L’esperienza acquisita con le altre sulfaniluree mostra che l’ipoglicemia può recidivare malgrado si usino misure inizialmente efficaci.

In caso di crisi ipoglicemica grave o prolungata, anche se temporaneamente controllata dall’assunzione di zucchero, si richiede un’immediata terapia medica o anche un’ospedalizzazione.

Altri effetti indesiderati Sono stati segnalati disturbi gastrointestinali quali dolore addominale, nausea, vomito, dispepsia, diarrea e stipsi. Nel caso in cui si manifestino, possono essere evitati o minimizzati se la gliclazide viene assunta con la prima colazione.

I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati più raramente.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea, prurito, orticaria, angioedema, eritema, eruzioni maculo-papulose, reazioni bollose (come la sindrome di Stevens-Johnson, la necrolisi epidermica tossica e le malattie bollose autoimmuni) e, in casi eccezionali, eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici indotta da farmaco (DRESS).

Patologie del sistema emolinfopoietico Le alterazioni ematologiche sono rare. Possono includere anemia, leucopenia, trombocitopenia e granulocitopenia, generalmente reversibili con l’interruzione del trattamento con gliclazide.

Patologie epatobiliari Aumento dei livelli degli enzimi epatici (AST, ALT, fosfatasi alcalina) ed epatite (casi isolati). Interrompere il trattamento in caso di comparsa di ittero colestatico. In generale i suddetti sintomi regrediscono con l’interruzione del trattamento.

Patologie dell’occhio Possono verificarsi, specialmente all’inizio del trattamento, disturbi visivi transitori, legati a modificazioni dei livelli ematici di glucosio.

Effetti attribuibili alla classe terapeutica Come con altre sulfaniluree, sono stati osservati i seguenti eventi avversi: casi di eritrocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, pancitopenia, vasculite allergica, iponatriemia, aumento dei livelli degli enzimi epatici, nonché compromissione della funzionalità epatica (es. con colestasi e ittero) ed epatite, che sono regrediti dopo sospensione della sulfanilurea o hanno in casi isolati determinato un’insufficienza epatica a rischio di vita per il paziente.

Segnalazione di reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

Il sovradosaggio da sulfaniluree può causare ipoglicemia. Sintomi moderati di ipoglicemia, senza perdita di coscienza né segni neurologici, devono essere corretti con un apporto glucidico, un adattamento della posologia e/o una modifica del regime alimentare. Il paziente deve essere tenuto sotto stretto controllo fino a quando il medico non abbia la certezza che il paziente sia fuori pericolo.

Gravi reazioni ipoglicemiche, con coma, convulsioni o altri disturbi neurologici, sono possibili e rappresentano un’urgenza medica che richiede l’immediata ospedalizzazione del paziente.

Se viene diagnosticato o si sospetta un coma ipoglicemico, si devono somministrare al paziente 50 mL di soluzione glucosata concentrata (dal 20 al 30%) mediante iniezione e.v. rapida. Questa deve essere seguita da un’infusione continua di una soluzione glucosata più diluita (10%), a una velocità tale da mantenere la glicemia al di sopra di 1 g/L. I pazienti devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza e, in base alle loro condizioni in quel momento, il medico deciderà se sono necessari ulteriori controlli.

A causa del forte legame della gliclazide alle proteine plasmatiche, la dialisi non è utile ai pazienti.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: farmaci ipoglicemizzanti, escl. insulina, sulfaniluree; codice ATC:

A10BB09.

Meccanismo d’azione La gliclazide è una sulfanilurea ipoglicemizzante, un agente antidiabetico orale che differisce da altri composti correlati per un anello eterociclico contenente un atomo di azoto con legame endociclico.

La gliclazide riduce la glicemia stimolando la secrezione di insulina da parte delle cellule beta delle isole di Langerhans. L’aumento della secrezione post-prandiale di insulina e di peptide C persiste dopo due anni di trattamento.

Oltre a queste proprietà metaboliche, la gliclazide possiede delle proprietà emovascolari.

Effetti farmacodinamici Effetti sul rilascio di insulina Nel paziente diabetico di tipo 2, la gliclazide ripristina il picco precoce di secrezione di insulina in risposta al glucosio e aumenta la seconda fase di secrezione di insulina. Un aumento significativo della risposta insulinica è osservato in risposta a un pasto o a uno stimolo glucidico.

Proprietà emovascolari La gliclazide rallenta il processo di microtrombosi grazie a due meccanismi che possono essere implicati nell’insorgenza delle complicanze del diabete:

  • Inibizione parziale dell’aggregazione e dell’adesività piastriniche con diminuzione dei marker di

attivazione piastrinica (beta tromboglobulina, trombossano B2).

  • Azione sull’attività fibrinolitica dell’endotelio vascolare con aumento dell’attività tPA.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Le concentrazioni plasmatiche aumentano progressivamente nelle prime 6 ore successive all’assunzione, poi rimangono in fase di plateau tra la sesta e la dodicesima ora dopo la somministrazione.

Le variazioni intraindividuali sono di limitata entità.

L’assorbimento della gliclazide è completo. L’assunzione di cibo non ne modifica la velocità di assorbimento, né la biodisponibilità.

Distribuzione Il legame con le proteine plasmatiche è del 95% circa. Il volume di distribuzione è di circa 30 litri. La monosomministrazione giornaliera di Gliclazide Teva B.V. permette di mantenere una concentrazione plasmatica efficace di gliclazide nelle 24 ore.

Biotrasformazione La gliclazide è metabolizzata principalmente a livello epatico ed escreta nelle urine: meno dell’1% si ritrova nelle urine in forma immodificata. Non sono stati rilevati metaboliti attivi nel plasma.

Eliminazione L’emivita di eliminazione della gliclazide varia tra 12 e 20 ore.

Linearità/Non linearità Nel range terapeutico fino a 120 mg, la relazione tra la dose somministrata e l’area sotto la curva delle concentrazioni in funzione del tempo è lineare.

Popolazioni speciali

Anziani Nei soggetti anziani non sono state osservate modificazioni clinicamente significative dei parametri farmacocinetici.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute e genotossicità. Non sono stati condotti studi di cancerogenicità a lungo termine. Dagli studi condotti su animali non sono emersi effetti teratogeni; è stato tuttavia osservato un decremento di peso nei feti di madri che ricevevano dosi 25 volte più elevate di quella massima raccomandata nell’uomo. Negli studi condotti su animali, la fertilità e la capacità riproduttiva non sono state alterate a seguito della somministrazione di gliclazide.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio monoidrato Ipromellosa K100 (E646) Cellulosa microcristallina (E460) Silice colloidale anidra (E551) Magnesio stearato (E470b)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

2 anni.

Contenitori: dopo la prima apertura: 6 mesi.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.6 Natura e contenuto del contenitore

Blister in PVC/PVDC/Al. Blister in PVC/PVDC/PVC/Al. Contenitori bianchi in HDPE chiusi con tappi in LDPE (per Duma) o in PP (per Duma Twist-off).

Confezioni:

Blister: 10, 30, 60, 90, 120, 180 compresse a rilascio modificato. Contenitori: 90, 120, 180 compresse a rilascio modificato.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente. 7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Teva B.V. Swensweg 5 2031 GA Haarlem Paesi Bassi

8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

AIC 051441020 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441172 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441184 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 60 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441196 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 90 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441208 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 120 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441210 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 180 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL AIC 051441222 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441234 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441246 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 60 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441259 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 90 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441261 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 120 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441273 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 180 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/PVC/AL AIC 051441285 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 90 COMPRESSE IN FLACONE HDPE AIC 051441297 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO” 120 COMPRESSE IN FLACONE HDPE AIC 051441309 “60 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO”180 COMPRESSE IN FLACONE HDPE

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione:

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO